10/12/12

Laurearsi passati i 30 anni: riflessioni sulle possibilità post-laurea.

Non sono troppo sicuro che stia "pensando".
Lo so che manca ancora un sacco di tempo (2 anni pieni) ma alla fine è un qualcosa alla quale bisogna pensare: cosa farò dopo la - seconda - laurea in Medicina? E che possibilità ci sono, per uno della mia età e senza una media stratosferica? Vediamo:

Specializzazione a Roma: specializzarsi è un grosso problema. Diciamolo chiaramente: io non penso di arrivare a laurearmi con 110 e lode, e questo mi mette in secondo piano rispetto alla stragrande maggioranza degli altri studenti.

Ci sono un 60-70% di futuri medici con medie che vanno dal (considerato molto basso) 28, fino a ben oltre il 29, 29 e mezzo. Se contate poi che per i concorsi vengono valutati i voti di alcuni esami (ogni specializzazione ha i suoi) competere con una media di 26/27 con persone che hanno 30 o 30 e lode a ogni materia dal terzo anno in poi è impensabile.

Dando un'occhiata ai vecchi concorsi, gli indirizzi "perseguibili" sono essenzialmente Anestesia e rianimazione, Chirurgia Generale e davvero poco altro. Medicina d'urgenza ha pochissimi posti, per cui non ha senso nemmeno presentarsi al concorso perché si sovrappone a quello di Medicina Interna dove se non altro c'è qualche minima possibilità in più.

Anestesia non l'ho mai veramente "provata", ma così su due piedi ho l'impressione che mi interessi poco. Io quando ho iniziato questo percorso ho sempre avuto l'idea del medico "classico" dal quale vai quando ti senti male e che ti dice che cosa succede, e l'anestesista mi pare molto diverso dalla mia - chiamiamola pure così che non trovo di meglio - vocazione.

Chirurgia Generale mi piacerebbe già molto di più, ma se uno che inizia a studiare da chirurgo a 18 anni diventa "bravo" passati i 40, per uno di 30 che senso ha? Credo che si tratti di un percorso troppo lungo e che non ne valga la pena se non si è veramente convinti di voler fare proprio quello nella vita.

Specializzazione fuori Roma: nel resto dell'Italia credo che i punteggi minimi per entrare in alcune specializzazioni siano più bassi. C'è il problema di doversi trasferire, e del doverlo fare anche subito perché provare un concorso in qualsiasi ateneo essendosi però laureati da un'altra parte non è per niente un buon biglietto da visita.

Ma ho voglia di andarmene da Roma per specializzarmi - forse - in qualcosa che mi piace di più? È un'idea da prendere in considerazione, ma non è certo il massimo finire a 40 anni in un posto nuovo solo per ritrovarsi un titolo piuttosto che un altro.

Specializzarsi all'estero: andare all'estero è una cosa che non vorrei prendere in considerazione. Io penso che l'Italia sia ormai nello sfacelo più totale, e ho scelto da qualche tempo di restare per cercare di fare quel poco di mio piuttosto che scappare e rivederla solo alla TV quando c'è una disgrazia o quando ci prendono per il culo.

Medicina Generale: questa è una possibilità un po' diversa. 3 anni di corso per essere un medico di base, e poi una vita di concorsi e casini su casini per rimediare qualche paziente che magari vuole solo che gli scrivi le ricette o gli fai il certificato per la palestra.

Poi tutti o quasi quelli che non entrano in specializzazione (cioè metà dei laureati in medicina) si riversano sulla medicina di base, per cui non è che il concorso sia così semplice anche in questo caso. Resta sempre un'ipotesi da valutare.

Non specializzarsi: ora sembra strano, ma forse non lo è. Invece di infilarsi in code, concorsi, attese e poi anni di reparto per imparare non si sa nemmeno bene cosa (non è che essere specialisti sia sinonimo di grande capacità, purtroppo) togli il problema alla radice e non ci provi nemmeno.

A me piace sempre il discorso dell'emergenza e del medico che visita il paziente e lo indirizza a seconda della situazione. Un master in medicina d'urgenza (ce ne sono molti in diverse facoltà) o su temi analoghi - se associato a una frequenza molto intensiva dei reparti associati - può essere un modo per crescere professionalmente. Poi dopo mi farei anche qualcosa con un diverso indirizzo, e già stiamo a 2 anni di esperienza post-laurea.

Ancora, ci sono tanti corsi che i medici anche non specialisti fanno per "imparare" un qualche lavoro. Sicuramente quello da ecografista (ci sono corsi base e poi avanzati e ancora specifici) associato a una medicina generalista, di urgenza o comunque di diagnostica clinica può essere un altro punto in più.

In questo caso però c'è il grosso inconveniente che mentre gli specialisti - a prescindere da qualsiasi reale capacità - possono sempre presentarsi mettendo davanti i loro diplomi con 300 lodi e controlodi varie, chi non ha una specializzazione può ovviamente trovarsi facilmente scavalcato anche se poi si è fatto un mazzo così per studiare e fare pratica.

Altre idee al momento no ne ho, le differenti ipotesi sono queste. Voi, che consigli mi date?

Simone

30 commenti:

Engelium ha detto...

oh, se ti capisco! ... proprio in questo periodo sto vagliando le varie possibilità e, fra tutte, l'idea di spostarmi in un altro ateneo è quella che sto cercando più seriamente di percorrere... e ti dico subito: nessuno ti accoglierà a braccia aperte... anzi, solo all'idea di dover affrontare l'argomento li vedi già tesi ma concentrati nella loro opera di demotivazione... "eh a me dispiace ma sa..." ... che poi il mio pensiero in quei momenti è "ma il contratto di specializzazione in caso dovrai pagarmelo tu o lo Stato maledizione?!" ... comunque quella dei "baronati" è purtroppo una realtà ben lungi dallo sparire... ognuno enta di mantenere il suo potere, tenere "i propri" (testuali parole) e chiudere "agli altri" ...

boh sarò fatto male io, ma continuo a ritenere che un concorso pubblico dovrebbe essere, per l'appunto, pubblico... che scemo che sono eh?

comunque non ho mai pensato al "non specializzarsi" ... ma è realmente possibile? vaglierò anche questa opzione ma ho forti dubbi sulla sua attuabilità in termini di risvolti lavorativi...

Simone ha detto...

Ma secondo te si specializzano tutti?! I posti in specializzazione sono metà dei posti al test di ammissione a medicina per cui il 50% circa non entrerà mai.

Simone

Simone ha detto...

Riguardo ai trasferimento si sono molto restii, perché sanno che ti prendi la specializzazione e poi probabilmente li molli e loro restano senza specialisti.

Simone

Engelium ha detto...

per quanto ero riuscito a capire io, i posti di specializzazione sono all'incirca 2/3 dei laureati, ergo ho sempre pensato che, grossomodo, i restanti laureati potessero accedere ai posti di medicina generale... beh, non proprio un'equazione perfetta lo sapevo già, ma in linea di massima è così che mi era stata presentata la situazione... anche perchè l'idea di specializzati che accedono in seguito al corso di medicina non mi era mai neanche passata per la testa...

quindi non stupirti, ma davvero ero dell'idea che al di fuori di questi percorsi non esistesse nulla... indagherò :)

resto comunque dell'idea che il tutto è strutturato davvero ma davvero male... a cominciare dal fatto che se ci sono TOT posti di specializzazione/medicina/ecc... IMHO dovrebbero esserci un numero equivalente di posti per accedere al corso di laurea... almeno sai da subito se avrai un futuro o meno... ma vabbè son sempre io che son fatto male

PS
riguardo il trasferimento e baronati vari, è una logica fuori da ogni mondo.. e mi stupisco che la cosa non susciti alcuna reazione in generale O_o ... cioè si accetta una schifezza simile da un qualcosa di pubblico quando in altri contesti si griderebbe allo scandalo anche se si trattasse di aziende private?

restano privi di specialisti? e qui scusa ma mi torna il dubbio: lo stipendio chi me lo paga? lo stato o il direttore della scuola? ... e poi si tratta di posti pubblici? e allora come si può ritenere accettabile che il posto debba andare "ai miei" perchè li conosco? (e OK magari mi fido, ecc... ma quella è un'altra storia)

ripeto la cosa è molto più storta di quanto noi studenti in primis tendiamo a valutare... chi per un motivo chi per un altro...

Simone ha detto...

Forse ho fatto male i conti io, e i posti sono di più. Effettivamente sommando quelli in medicina generale potrebbe essere un "pareggio", non sono sicuro.

Non specializzarsi è una opzione che appunto è da valutare, è solo una delle tante idee. Credo che non sia così raro però trovare medici non specialisti che lavorano in base a competenze diverse, anche se ovviamente per lavorare in determinate scuole è necessaria la relativa specializzazione.

Riguardo ai posti, credo anche io che la logica sia molto antipatica ma quasi tutti gli studenti scelgono la specializzazione con molto anticipo e tutto sommato sta bene anche a loro che le cose funzionino così.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone.
Non dimenticare il discorso delle affinità. Ad esempio essere specializzato in pneumologia o geriatria così come in altre discipline internistiche ( esiste una tabella delle affinità) consente comunque di lavorare nell'ambito delle emergenze. Pensa che per raggiungere un numero adeguato di specialisti in medicina d'urgenza ci vorranno decine di anni visto l'esiguo numero di contratti. Poi non sottovalutare la medicina di base perchè ad essa in futura sarà riservata anche parte dell'emergenza ( codici non rossi).

Simone ha detto...

Si bisogna considerare anche questo, grazie!

Simone

Elo ha detto...

Ciao Simo!

Non posso fare altro che invitarti a riflettere su anestesia e rianimazione :

L anestesista è un medico completo, che fa dgn più e quanto un altro medico

Puoi scegliere tra fare l anestesista o fare il rianimatore. Stare in una terapia intensiva significa praticare la medicina interna più avanzata che c'è.

Puoi lavorare al 118 . Dove vai a casa della gente e puoi praticare le tue doti da interniste, se serve, da rianimatore

La forma mentis del rianimatore gli permette di stabilire priorità nel percorso di cura come nessun altro medico.

Si trova lavoro (non sottovalutare questo punto, gli anni di specialità passano in fretta)

Prima di qualunque percorso chiedi a chi l ha già intrapreso. Teoria e pratica sono differenti.

In bocca al lupi!

TIM ha detto...

"Io quando ho iniziato questo percorso ho sempre avuto l'idea del medico "classico" dal quale vai quando ti senti male e che ti dice che cosa succede." Veramente oggi come oggi la realtà del medico 'classico' è quella di un tizio dal quale vai e in risposta al tuo: cosa ho? ti riempie di analisi da portare poi ad uno specialista, a cui poi lui chiederà la diagnosi per prescriverti le medicine che prenderai a vita e che lui cambierà solo in base alla casa farmaceutica iù conveniente. Scusa, ma la realtà, oggi, è per il 90% questa.

Anonimo ha detto...

Psichiatria!Psichiatria! ;-)
Io voto per questa specializzazione, le donne sono assicurate, la quantità di matti in giro è di sicuro in aumento, non farai fatica a trovare lavoro e moglie :-)

Anonima Innamorata

Simone ha detto...

Elo: grazie, sto seriamente considerando anestesia (è una delle 2-3 abbordabili). È che io non sono "normale" e per la testa ho troppi ragionamenti strani :)

Tim: forse è vero. Ma io non sarò così... se volevo soldi e vita facile restavo ingegnere, no? :)

Psichiatria è molto affollata e a me non piace... diciamo 99% no. Scusa!!! :)

Simone

Elo ha detto...

Tranquillo Simone,
Scegliere la specialità è sempre un parto distocico, chi non ha dubbi a mio parere è una mente semplice...

Dimenticavo: quando ti specializzi in a. e r. Diventi anche terapista del dolore, perciò non sarà un problema risolvere il mal di schiena della vicina di casa ; )

Ma nello stesso tempo ti intenderai di sostenere le funzioni vitali, sarai mezzo farmacologo e mezzo fisiologo.

Non sarai spaventato dalla gestione delle vie aeree, e quando ti chiameranno per risolvere una insuff resp nel cuore della notte ( come mi è capitato nelle prime reperibilità ) di una vecchina in un osp. Di periferia, farai don di edema polmonare, doserai il lasix e metterai il tuo casco da cpap.

All' Alba, quando la vecchina avrà una saturazione accettabile, ti dirà : grazie, mi hai salvato la vita

Anonimo ha detto...

tifo per medicina generale.
Il medico di famiglia è importantissimo, perchè è la prima persona da cui vai quando stai male.
E con lui/lei ti confidi, eccome se lo fai.

Giulia

Simone ha detto...

Elo: io non ho l'idea del medico che salva la vita, è un qualcosa che non credo possibile nel senso che si fa quello che serve per ogni paziente al limite se non sei in grado il paziente muore... cioe io la vedo piu in negativo :) al comtrario per me si può ridurre la sofferenza e anzi questo è uno dei grandi traguardi della medicina per cui per dire la terapia del dolore mi interessa molto ma la vorrei studiare anche senza necessariamente fare l'anestesista. Ci sono corsi e ambulatori specializzati, bisognerebbe frequentare quelli.

Giulia: medicina generale è sicuramente un'ottima idea. Mi preoccupa più il dopo e cioè se per trovare pazienti e lavorare devo comunque farmi i master i corsi e tutto il resto alla fine sono 3 anni dove rischi di "ciondolare" in qualche struttura dove stampi certificati e ricette ma che non ti lasciano nulla. Come dicevo più che il "posto" io dopo tanto impegno voglio saper fare davvero qualcosa, poi dove è con chi si troverà.

Simone

Simone ha detto...

Dove E (senza accento) con chi. :)

Simone

Anonimo ha detto...

Nooooo..avevo scritto un commento lunghissimo a difesa dei medici di base, ed ho sbagliato a cliccare....

Riassumo: W i medici di base bravi. Figura cruciale nell'esistenza di una persona dall'adolescenza all'anzianità.
Io ho conosciuto mostri sacri tra loro, ma sono davvero pochi.

Anonimo ha detto...

ps. anonimo di sopra (W i medici di base), è firmato Romina

Simone ha detto...

Nooo, a me i commenti lunghissimi piacciono tanto!!! :(

In effetti un buon medico di base è importante, ma spesso è anche l'ambiente e la situazione in cui ci si trova a lavorare a influire molto... per dire in un paese forse c'è più interesse a farsi seguire da una persona soltanto, a Roma è facile che dal medico di base vuoi solo farti dare la richiesta per andare dallo specialista.

Simone

Anonimo ha detto...

ciao
Io sono francesco.
QUesto anno avevo passato il testi di medicina ma a causa dei pensieri "nefasti" del dopo laurea, non mi sono immatricolato e adesso sono qui a lambiccarmi il cervello.
Mi spiego meglio, io ho 34 anni e sono impiegato part time. In questi ultimi anni mi ha affascinato il mondo medico. Solo che pensare di finire a 42/45 anni e avere le porte precluse della specializzazione o peggio essere disoccupati mi hanno fatto propendere per non immatricolarmi...diciamo che ho dato retta ad amici e parenti secondo i quali avrei fatto una pazzia a fare medicna alla mia età e che meglio sarebbe fare carriera nel mio lavoro...in effetti è il dopo che fa paura...però ho dentro semrep quella vocina che mi dice di fare medicina..bhaa..consigli???

Anonimo ha detto...

Ciao Francesco
chissà perché a 35 anni ci vengono queste idee, io mi sono iscritta a Psicologia, Simone a Medicina, tu vorresti a Medicina...è la crisi di mezz'età anticipata?!!!Come impiegato part-time non so se riusciresti a fare anche medicina mantenendo il lavoro, su questo forse ti può dire Simone, ma tu perché hai questa vocina dentro che ti dice di fare Medicina? Raccontaci di te, da cosa nasce questa passione, questo interesse e quanto "pulsa" dentro questo desiderio. Anche quando è molto forte può non bastare, io sono contenta di essermi iscritta a Psicologia perché ha sbloccato un sacco di altre cose, diventa una catena di scelte diverse e pensieri diversi, nonostante tutto non sono mica sicura che arriverò fino in fondo. E' davvero impegnativo stare dietro all'università, per certi versi la psicologia me la potrei studiare da sola e cercare però anche un modo per utilizzarla al lavoro, perché a me piace proprio come lavoro.
Insomma fatti un po' di analisi interiore :-)
Anonima innamorata (di uno psichiatra, pensa un po' la mia scelta di iscrivermi come mi ha influenzato la vita dopo...)

Simone ha detto...

Francesco: tempo fa ho dato delle risposte "generali" a situazioni come la tua. Riassumendo: ma quanti problemi ti fai?! Ti iscrivi e vedi che succede, nel caso vai avanti oppure smetti. Mica muori se fai 2 mesi di medicina a vuoto eh! :) e poi magari la paura è più di riuscirci davvero e trovarti a 40 anni a cercare qualcosa post laurea... e allora?! Io a 40 anni sarei stato ancora a fare l'ingegnere e la prevenzione incendi, cosa che mi fa cagare per cui dove stava il vantaggio?!

Lavorare e fare medicina è dura, un part time lo reggi i primi anni oppure se decidi di metterci qualche anno di più.

Innamorata: infatti è una catena di scelte e di cose, io non so immaginare di non aver fatto questa scelta mi sarei davvero perso una cosa importante.

Simone

Anonimo ha detto...

Leggo solo ora il commento di FRANCESCO.
A-ri-noooooooooooooo, cavolo hai passato il test!!! L'ho fatto anch'io e sono stata segata..sigh.
Anch'io ho 35 anni. A settembre lo farò di nuovo.

Fatti due conti: la vita media si allunga. Per come si sta mettendo la situazione politica sto Paese potrebbe pure affossarsi. Il mondo è un posto grande e di medici ci sarà sempre bisogno :-)

Simone, mannaggia voi romani (con affetto), che schiodarvi da Roma è impossibile! Comunque, la figura del medico di base a Bologna non è così sfigata come la descrivi! Questa è una città fantastica in cui vivere, facci un pensiero.

sempre Romina

Studente del primo anno ha detto...

Ciao a tutti, qualcuno potrebbe indicarmi un sito in cui si riporta chiaramente quali sono gli esami di cui tengono conto le varie specialistiche?

Grazie! :-)

Simone ha detto...

Devi cercare tra le scuole di specializzazione sul sito della tua facoltà. Ogni università ha i suoi esami non sono gli stessi per tutte.

Simone

daniele ha detto...

ciao,sono capitato qui per caso,ho letto un po,complimenti per la volontà!sin da bambino sognavo di studiare medicina,non ho potuto.anzi,causa famiglia,a 14 anni ho smesso di studiare.a 30 ho iniziato a lavorare,come operaio.quel sogno sembrava dimenticato,ma sotto sotto ho sempre avuto un senso d'insoddisfazione.oggi,la psicologa alla quale mi sono rivolto, cerca di convincermi a frequentare una scuola serale,prendere un diploma e iscrivermi all'università;perché,secondo lei,è meglio provare a realizzare i sogni piuttosto che vivere col rimpianto,non tanto con la prospettiva di cambiare lavoro,perché io di anni non ne ho 30,né 35...ma 42!!pensa te...
ciao

Simone ha detto...

Daniele già prendere un diploma magari è tanto e potrebbe darti le soddisfazioni che cerchi. Poi la laurea dopo chi lo sa, ma intanto è già un primo passo... se pensi di volerlo fare provaci!

Simone

daniele ha detto...

hai ragione,riuscire ad avere un diploma sarebbe già un bel passo.certo che mettersi a studiare dopo 10 ore di lavoro...la vedo un po dura!d'altra parte non avendo una famiglia "mia",il mio tempo libero lo posso dedicare solo a me.e comunque,avendo un lavoro sicuro (di questi tempi è già tanto),anche se è noioso,monotono e non mi piace granché,potrei prendere lo studio come un hobby,un passatempo,fare un tentativo,vedere come va...e se non andasse,almeno non avrei il rimpianto di non averci provato e smetterei di mangiarmi le mani per non averlo fatto quando era il tempo giusto.
ciao,e buon anno!

Simone ha detto...

Buon anno anche a te, e in bocca al lupo!!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao sono un medico di base. Riguardo a questa professione mi rendo conto dei dubbi: la difficoltà a iniziare a zero pazienti e la paura di diventare un puro scribacchino che ubbidisce ai desideri degli assistiti. In realtà non è così. Riguardo all'inizio, quando non hai ancora assistiti, i medici lavorano tutti nella continuità assistenziale e non guadagnano poco; in generale fanno anche sostituzioni di medicina generale (nell'insieme mi pare che ai tempi prendevo sui 4000 Euro mensili netti). Vedo che attualmente i colleghi che fanno sostituzioni, guardia medica (cont. assistenz), lavorano in case di riposo, fanno visite fiscali, ecc e prendono almeno 5000 Euro mensili netti. La situaz. e gli sbocchi dipenderanno dalla regione: io lavoro in Trentino Alto Adige e garantisco che qui i medici (con attestato di medicina generale) lavorano, anche troppo, anche se hanno zero assistiti. In generale, in pochi anni, gli assistiti arrivano e ti puoi dedicare esclusivamente alla medicina generale. Riguardo al timore di diventare uno compilatore di ricette e basta, praticamente è infondato. Perché? Perché la tua è in realtà una libera professione e puoi fare tutto e niente, è questa la tua possibilità. Puoi fare tutto da solo o puoi mandare tutti dallo specialista, per esagerare. Io per esempio so di avere importanti competenze in determinati campi e spesso mi arrangio da sola; certo, di fronte a patologie particolari tante volte preferisco avere una consulenza specialistica, anche perché a livello legale, non si sa mai.. Posso garantire comunq che spesso lo specialista serve a poco; spesso siamo noi a fare le diagnosi e le terapie.. Intendo, c'è specialista e specialista (per fortuna ci sono quelli veramente bravi, con altri invece non si risolve niente e ti devi arrangiare) c'è medico di base e medico di base, ci sono medici di base che in cinque minuti fanno cinque pazienti perché entrano tutti con una problematica e escono tutti con l'impegnativa per lo specialista. Normalmente io prima di mandare dallo specialista faccio una diagnosi e imposto una terapia, poi mando per precauzione dallo specialista se ho qualche dubbio.. Purtroppo devi intendertene di tutti i campi della medicina e non è sempre facile. Insomma, se vuoi lavorare con molta gente, nel territorio, affrontando tutte le problematiche possibili, il posto giusto è la medicina generale. Le altre specializzazioni ti offrono una professione più settoriale o di lavorare in ospedale, cosa completamente diversa. Infatti io non volevo lavorare in ospedale, per questo ho scelto la medicina generale. Vedrai che nei prossimi due anni prenderai una decisione. Solo alla fine degli studi di solito si prende una decisione e sarà quella giusta. Ciao tantissimi auguri, di cuore.

Simone ha detto...

Grazie per questa bella descrizione! Ma tu parli di medicina generale facendo la scuola e basta? Perché a me piacerebbe avere i miei pazienti come privato, ma non so se si debba obbligatoriamente farlo come medico generale-di base o se per esempio avendo fatto esperienza in pronto soccorso o come internista sarebbe poi possibile fare la tessa cosa.

Se non sei un medico che ha fatto i 3 anni del corso di medicina generale credi che sarebbe comunque possibile lavorare in un proprio studio oppure i pazienti - dovendo necessariamente pagare la visita e avendo un altro medico di base - non si affiderebbero mai a un dottore così al di là del fatto che sia valido o meno?

Detto più chiaramente io mi farei master e corsi per medicina di urgenza, corsi da ecografia fa eccetera, e poi dopo qualche anno di esperienza mi piacerebbe avere uno studio e lavorare come medico di base in privato. Ti pare un progetto assurdo oppure sembra fattibile?

Grazie ancora!

Simone