25/06/14

Da ingegnere a medico.

Strumento magico costruito da ingegneri NON civili.
Nel 2007, come ingegnere, mi occupavo di prevenzione incendi e di pratiche relative all'isolamento termico di appartamenti e villini.

Detto in soldoni prendevo delle fotocopie, compilavo tabulati standard al PC, realizzavo disegni così come da normativa, firmavo moduli prestampati e rilasciavo "documentazioni richieste" all'ufficio competente del caso.

Come ingegnere avevo provato un paio di volte il concorso per i Vigili del Fuoco, non riuscendo però a entrare.

Una delle prove classiche del concorso prevedeva il progetto di un edificio in cemento armato, e ricordo benissimo un momento particolare mentre scartabellavo come un forsennato sul prontuario dell'ingegnere in cerca del giusto quantitativo di ferri da inserire in una trave:

La scena che si allarga, centinaia di candidati tra fogli, libri, calcolatrici e documenti. Io che sono 8 ore che faccio calcoli astratti per il progetto irreale di una struttura inesistente e che d'improvviso, mi chiedo: ma che cazzo ci faccio, qui?!

Il colpo finale l'ho avuto dopo aver preso la qualifica di tecnico antincendi: 5 anni di università, 2 anni di iscrizione all'albo, 120 ore di corso post laurea con tanto di esame dato due volte perché mi avevano pure segato visto che - diciamo la verità - non avevo studiato un accidenti.

Convintissimo che il mio percorso di studi mi avesse dato accesso a chissà quali elitarie vette professionali, vado al mio primo convegno e mi ritrovo circondato da scolaresche degli istituti tecnici - presto abilitati a svolgere il mio stesso e identico lavoro di scartabellatore di pratiche - e giusto qualche collega anziano che si litigava con i ragazzini i gadget che regalavano agli stand.

Fare l'ingegnere civile, nel 2007, per me era semplicemente questo: tanta frustrazione, e la sensazione che quello non fosse il mio posto.

Nel 2007 facevo anche il volontario della Croce Rossa. Andavo un po' con il 118, ero istruttore di rianimazione cardiopolmonare, ho tenuto qualche lezione di primo soccorso e insegnavo - nei limiti delle mie capacità - agli altri volontari come si va in ambulanza.

Che poi non voglio passare per quello con chissà quale spirito altruista, e non è neppure che avessi tutta questa passione per il mondo della sanità e del soccorso: quando sono entrato in Croce Rossa, l'ho fatto solo perché avevo un sacco di tempo libero. Perché cercavo qualcosa che mi gratificasse più del mio normale lavoro, e anche perché non ero entrato nei pompieri, ma mi piaceva troppo quella sensazione di quando succede qualche casino, ti chiamano, e tu arrivi di corsa a sirene spiegate e pregando che non sia proprio quella la volta buona che ti fai male.

Per cui, insomma, potremmo suddividere il mio percorso pseudopatologico in una serie di tappe fondamentali:

1) Laurea in ingegneria con relative esperienze professionali generalmente deludenti.

2) Servizio militare nei vigili del fuoco, dove scopro che un lavoro un pochettino più movimentato dell'ingegnere seduto davanti al PC - tutto sommato - mi piace.

3) Ingresso in Croce Rossa dopo la fine del militare.

E fin qua, e in tutto questo, sottolineerei come non fossi contento per niente. Non stavo bene, non ero sereno, stavo sempre incazzato, ero scontroso e - diciamolo - con quel caratteraccio, iniziavo pure a stare sui coglioni un po' a tutti.

A 27 anni non avevo fatto altro che farmi un mazzo così appresso a cose che non mi avevano realizzato minimamente per niente, e stavo - lentamente - iniziando a capire che avevo assolutamente toppato tutto e su tutta la linea.

A parte, dicevamo, la Croce Rossa.

Entrato - credo - nel 2003, tanto per e tanto per fare qualcosa, alla fine ho iniziato a ri-trovarmi. Facevo un turno in ambulanza, e tornavo a casa contento. Tenevo una lezione a un corso, e mi piaceva. Seguivo un aggiornamento e - per quanto stancante - mi trovavo interessato. Per la prima volta nella mia vita, scoprivo di avere un impegno che arrivavo addirittura a trovare divertente.

E così ho iniziato a trovarmi a contatto con i dottori. Vedevo quello che facevano, e tutto quel mondo fatto di scienza/non scienza, matematica senza numeri, fiale, alambicchi, tubi, marchingegni elettrici e strumenti pseudo-magici mi affascinava.

Mi affascinava, e col tempo ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto avere il loro stesso ruolo, trovarmi al loro posto. In fin dei conti, avrei potuto studiare anche io per fare le loro stesse cose: perché non lo avevo fatto? Ero un ingegnere che si ritrovava ad appassionarsi per la medicina, ma che non aveva le qualifiche e le conoscenze e i titoli per andare oltre il proprio ruolo.

Ma adesso spezziamo una lancia a nostro favore: gli ingegneri, una cosa - almeno una - la sanno fare meglio di tutti. Perché l'idea dell'ingegnere, tutto sommato, è solo quello: trovare delle soluzioni.

Volevo più qualifiche di tipo sanitario, e la soluzione - ai miei occhi - era la più semplice del mondo: acquisire altre qualifiche di tipo sanitario. Che pare una stronzata, ma prima di realizzare che l'unica soluzione era rimettersi a studiare, mi ci sono voluti degli anni.

È iniziato così un percorso in cui cercavo ovunque idee per master, corsi, certificazioni, abilitazioni e chi più ne ha più ne metta. L'idea era di imparare a fare qualcosa da applicare in campo sanitario, e allora c'era il master in Ingegneria Clinica di qui, la scuola di Ingegneria Biomedica dall'altra parte, l'idea di studiare elettronica da solo... insomma, un po' di tutto. Dubbi, incertezze, perplessità, intanto che il tempo passava.

C'è voluto l'unico parente medico della famiglia per puntualizzare e chiarire - finalmente - la questione: io ero andato lì a mostrargli i volantini di non so che corso noioso e inutile sulla gestione dei macchinari ospedalieri. E lui: "se vuoi fare il dottore", mi ha detto, "l'unico sistema al mondo, è quello di laurearti in medicina".

Né più, né meno. Dal problema, alla soluzione. Da una vita da persona disillusa, scontenta e sconfitta, al sogno - perché un sogno era, visto il terrore che avevo di fare questa scelta - al sogno dicevo di un nuovo percorso, gratificante e pieno di soddisfazioni.

Sono andato a parlare con un primario dell'università, e lui mi ha detto: "se lo vuoi fare, fallo. Ma pensa che i 6 anni saranno 6 anni completi, perché con la laurea in ingegneria non ti riconoscerano praticamente nulla".

Sono andato a parlare con un professore di Ingegneria Biomedica, e lui mi ha detto: "sei già ingegnere: ti iscrivi alla specialistica, per i crediti che ti mancano vieni da me e ti dico cosa studiare. Ci metterai un 3 anni in totale, ma scoprirari che ingegneria - adesso - è più facile di quando l'hai fatta tu".

Dopo tutti questi incontri e queste discussioni, ho passato intere nottate insonni a pensare a 6 anni di studio completamente da zero, contro solo 3. Un'intera - interminabile - laurea da medico, oppure solo mezza laurea da ingegnere, con tanto di professori/colleghi dalla mia parte.

Notti insonni al termine delle quali - grazie a Dio - ho realizzato quale immensa stronzata stavo facendo soltanto a voler pensare di potermi iscrivere a ingegneria di nuovo... e alla fine, insomma, ho deciso: avrei provato a diventare un dottore.

In questo presupposto, ero a dir poco oberato da una quantità incalcolabile di paure, dubbi, incertezze. C'erano 10000 incognite da affrontare, a partire dal riuscire in qualche modo a dirlo ai miei senza fargli venire un infarto, dal riuscire a entrare e dal trovare la forza di rimettersi sui libri.

E a quel punto ho affrontato la cosa - di nuovo - con un approccio ingegneristico, scindendo il problema in tanti piccoli sotto-problemi più semplici: prima di tutto avrei provato il test di ammissione. Poi avrei provato a seguire i primi corsi. Poi avrei tentato o primi esami. Poi avrei cercato di prendere in mano un ago senza svenire... e così via, un pezzo alla volta, per 6 anni, e possibilmente fino alla fine.

Di quei giorni, ricordo quel senso di anticipazione. Quel "chissà come andranno le cose". Quel brividino sopra lo stomaco e dietro la schiena che ti ricorda che domani non sai bene cosa ti aspetta, ma che sei comunque curioso e con la testa piena di possibilità, e non vedi l'ora che quel domani - finalmente - arrivi.

C'era tanta incertezza, quando sono andato sul sito dell'università a iscrivermi al test. Ma in quella incertezza ero già più sereno, e nel dubbio più tranquillo. E da quel punto in poi - piano piano e senza quasi rendermene conto conto - ho rimesso in moto la mia vita. E dopo di quello, è stato tutto già un po' in discesa.

Simone

101 commenti:

Andrea ha detto...

Ho letto il post e mi viene solo da dire: tanta roba. E la mia motivazione per questa giornata è improvvisamente over nine thousand.

Penso di poter parlare a nome anche degli altri lettori se dico che siamo fieri di te :)

Andrea

Francesco ha detto...

Congratulazioni Simone. Sei un esempio per tutti coloro che come me vorrebbero(ma non ci riescono)concretizzare quello che sanno di voler fare, ma che, per un motivo o per l'altro, non trovano il coraggio di farlo.

Anonimo ha detto...

Bellissimo post! Il tuo migliore ;)
Quando ho scoperto la passione per medicina e non ero sicuro se dovevo buttare via la laurea in ingegneria e cominciare medicina il tuo blog mi ha chiarito tutti i dubbi.

Ingegnere S.

Anonimo ha detto...

La cosa che non riesco a tollerare del lavoro di ingegnere è il fatto che in alcuni casi si viene paragonati a dei periti. Vedi annunci in cui ricercano indifferentemente le due figure su dette. Non me ne vogliano i periti, che sicuramente hanno le loro conoscenze. Però un ingegnere butta il sangue su concetti matematici difficili, che poi magari non servono e sono addirittura controproducenti. Chiaramente non sempre è così. un medico invece non sarà MAI considerato interscambiabile con un infermiere. Per cui gli studi in medicina danno più prestigio a chi li fa. Questo invidio a chi si laurea in medicina. Scusate la considerazione.

Anonimo ha detto...

Ciao simone
Complimenti
Vorrei chiederti però quanto sono stati duri questi anni in termini di impegno, tempo dedicato, studio
Dai tuoi post emerge la soddisfazione, forse meno quanto ti è costato questo traguardo
Ciao
Lorenzo

Simone ha detto...

Andrea: ahaha, stile Dragon Ball?! :) Grazie!

Francesco: grazie. Ovviamente oltre al coraggio ci vuole un po' di fortuna... ti auguro entrambe le cose!

Ingegnere: grazie, ma alla fine i dubbi uno se li chiarisce da solo... questo blog è solo un'esperienza e un punto di vista.

Anonimo: non è corretto il paragone infermiere/perito, visto che l'infermiere è comunque un laureato e non uno con il solo diploma di scuola superiore.

Poi vai a fare i concorsi, e ti dicono "il diploma da geometra contra come curriculum. La laurea in ingegneria, no". :)

Lorenzo: un post sulla "classifica" dei momenti peggiori è già in programma. Comunque fare l'università non è proprio come zappare nei campi sotto al sole, eh! :)

Simone

Valerio ha detto...

Innanzitutto ennesimi complimenti a Simone. Ma chi ha scritto che "un medico non sarà MAI considerato interscambiabile con un infermiere" potrebbe provare a fare un giro nelle sale prelievi dei laboratori privati, così poi ci dice.

kia87 ha detto...

Ciao Simone! Attendo sempre con ansia un tuo nuovo post e questo è davvero bello ed emozionante...l'unica cosa che "non mi piace" è che quando ti ho scritto in pvt diverse volte, mi hai risposto sempre dicendomi che forse medicina non è la mia strada e che dovrei pensare a qualcos'altro come le triennali sanitarie...
io sono sempre la "farmacista infelice" e come te, condivido ogni singola lettera del tuo post e quando ti ho scritto in passato (e anche molto recentemente) ho praticamente usato le tue stesse parole riferendomi al mio sogno di fare medicina....ma tu mi hai lasciata un pò, come dire, amareggiata...perchè non ho visto molto sostegno da parte tua nonostante il tuo percorso...
sarà perchè ho provato più volte il fatidico test senza successo ma cmq io credo che se si ha un sogno così forte, bisogna trovar pace solo realizzandolo e non rassegnandosi e mi sembra che tu ne sia l'esempio!:)
Detto questo, ti ammiro davvero tanto e spero di fare anche io il tuo percorso, prima o poi!
In bocca al lupo per la laurea!!!
Attenderò tantissimo quel post!!!! :D

Dama Arwen ha detto...

Ma quanto tempo ci hai messo a raccontarci queste cose :-)

Bel post, molto liberatorio!

Io son sempre in attesa di sapere la DATA… eh!

Simone ha detto...

Valerio: per fare una battuta... Io i prelievi preferirei farmeli fare da un infermiere piuttosto che da un medico :)

Simone ha detto...

Kia87: credo di averti detto che se non riesci a entrare a medicina puoi comunque cercare una strada simile... e io comunque non so se avrei riprovato il test se non fossi entrato subito! :)

Dama: vorrei saperla anche io!

Simone

Anonimo ha detto...

...complimenti Simone!! dai tuoi post e da questo in particolare emerge sempre la bella persona che sei, oltre che bella anche trasparente nelle sue forze e nelle sue debolezze! quante persone salutiamo per strada ma se ci parliamo in realtà di sè non comunicano niente!..alla fine ti chiedi spesso: ma dov'è l'umanità! ...penso che sia stato molto importante x te anche avere un parente medico che ti ha detto le parole giuste!...anche gli zii possono essere molto importanti per una persona se ti vogliono bene davvero...! ..cmq, per via di titoli a cui non viene riconosciuto il giusto valore: ho due amiche entrambe laureate in conservazione dei beni culturali, una ha fatto le magistrali una lo scientifico. Siccome nel loro settore non ci son posti hanno puntato alla scuola; quella che ha fatto le magistrali però può insegnare, mentre l'altra no, se vuole poter insegnare alle elementari deve prendere una laurea in scienze della formazione...ditemi voi...! ...o quanti annunci si vedono "laureato in economia o ragioniere"...che rabbia mi viene!! E cmq l'idea che mi sono fatta io è che oggi bisognerebbe puntare in altissimo con gli studi, non x' si ha chissà quale ambizione di prestigio ma perchè la tendenza del mondo del lavoro è di schiacciarti e degradarti (paraculati a parte)... tipo, se fai ing è meglio se dopo fai anche il dottorato... non so se anche x medicina sia così o se lì è diverso...se è così a sto pt forse ti conviene puntare anche alla specialistica...come si dice "hai fatto 30, fai 31!!" Cecilia

Simone ha detto...

Cecilia: è così un po' ovunque.

Comunque il problema non è che diplomi/periti/magistrali possano fare il proprio lavoro (in fondo gli istituti professionali nascono proprio per quello) ma che non ci siano magari altrettante possibilità per chi ha titoli di livello universitario.

Grazie dei complimenti! :)

Simone

Giafca ha detto...

Bellissimo post, complimenti!
Rivedo la mia vita da ingegnere civile e capisco perfettamente quando dici "che cazzo ci faccio qui?".
Laureato al Politecnico di Milano con impresa di costruzioni e studio professionale associato a 32 anni, mi chiedo se nella vita ho sbagliato tutto. Durante le mie giornate non trovo mai un minimo di entusiasmo, i clienti non pagano, le amministrazioni sono totalmente inefficienti ed eccessivamente burocratizzate, mai una donna nell'ambiente di lavoro, blitz continui da parte delle autorità, io credo di mollare tutto.
Quando studiavo in ingegneria mi immaginavo un futuro diverso, più stimolante sia professionalmente che socialmente, e invece la realtà e' peggio di come uno la possa descrivere. Poi osservo la vita di mio zio Urologo, che la mattina tutto elegante e profumato con l'auto pulita si reca in ospedale, alle 14:00 il suo turno finisce, torna a casa, riposino e dopo, sempre profumato, studio privato. Li mi sento frustrato, e capisco che ho sbagliato tutto.

Claudia ha detto...

Ciao Simone :) so che il mio commento c'entra poco ma ti leggo spesso e ho bisogno di un tuo aiuto e ovviamente di tutti i tuoi lettori. Sono una studentessa di medicina (che procede molto a rilento), che ha scelto medicina perché brava a scuola e per darmi una possibilità in più lavorativa. Bene, ho sbagliato... Fin qui ci siamo. Il mio sogno è sempre stato quello di insegnare e dare ripetizioni, è naturale per me e sarebbe molto appagante dal mio punto di vista. Tuttavia si sa, l'insegnamento economicamente paga poco e poi è tutto saturo. Medicina però senza un obiettivo valido non riesco a portarla avanti. Ho un'intelligenza nella media e dovrei fare molti sacrifici per qualcosa che comunque non sento MIA. Cosa mi consigli? Trasferirmi a farmacia facendomi convalidare esami e poi provare con l'insegnamento ?! Io sono sicura di nn volere una situauzone così totalizzante e medicina per me è troppo totalizzante. Mi dispiace che ho fatto sognare i miei genitori con la realtà di avere un figlio medico, solo questo mi rimprovero... È come se li avessi illusi. Se nn avessi passato proprio i test sarebbe stato meglio !
Grazie <3

Valerio ha detto...

Ma per una che ha la laurea in farmacia che senso può mai avere fare una triennale sanitaria? Le professioni sanitarie "maggiori", per cui non a caso l'UE pretende la laurea specialistica esclusivamente a ciclo unico (presenti in tutto il mondo e che hanno in UE il riconoscimento automatico e l'istituzione obbligatoria, in pratica un paese europeo può anche decidere di non avere i fisioterapista, ma deve per forza avere le 4 maggiori) sono: medico (6 anni+4/
6 di eventuale specializzazione), odontoiatra(5), farmacista(5+ 4 eventuale specializzazione) e veterinario(5).

Simone ha detto...

Giafca: ok oggi comunque ad aprirti lo studio privato da urologo stai fresco... sono finiti i bei tempi per i dottori. Comunque invece come ingegnere mi riconosco al 100 per 100 in quello che dici, e io sono scappato.

Claudia: ma farmacia e insegnamento come le metti insieme? Mica ho capito... comunque puoi dare ripetizioni di biologia e chimica mentre piano piano continui a studiare, che ne dici?

Valerio: che sia maggiore o minore che c'entra?! Non è che la qualità della tua vita la fa il "livello" della tua laurea in qualche normativa europea. Kia non vuole più fare la farmacista. Vuole un contatto coi pazienti, ma non riesce a entrare a medicina e questa cosa va avanti da anni. Tu che soluzione proponi? Quella che propongo io non sembra adatta a lei, per cui magari un'altra campana può aiutarci :)

Simone

Simone ha detto...

E ora non ricordo bene, ma a qualcuno ho consigliato anche di andare a fare medicina all'estero dove non c'è il test. Forse era sempre a Kia?

Valerio ha detto...

Con la laurea in Farmacia/CTF si può accedere al' insegnamento, il problema in Italia è però riuscirci. Quello di cui non mi capacito dell'esperienza di Kia è che parla come il suo lavoro non prevedesse un'ampia parte clinica, sicuramente più di diverse specialità mediche...e non me facevo una questione di "quarti di nobiltà" del titolo, ma del fatto che hai già una laurea sanitaria...allora posso capire se vuoi fare una cosa molto specifico, ma che senso ha aggiungerne un'altra "a caso"?

Valerio ha detto...

Magari cambio "tante" in "alcune".

Anonimo ha detto...

"Diverse" in "alcune", pardon.

Simone ha detto...

Magari ti risponderà proprio lei, grazie!

Simone

ThereseM ha detto...

Le tue parole sono proprio ricche di significato, ti leggo sempre con piacere, stavolta con "quel cerrto non so che" in più!

Ti mando una pacca sulla spalla virtuale, bel lavoro Simone!

Simone ha detto...

Therese: grazie!! :)

Simone

Simone ha detto...

Commentatori anonimi e lapidari prego almeno firmatevi. Personalmente non mi è mai importato ma abbiate rispetto per chi segue il blog, scrive e commenta. Grazie.

Simone

Claudia ha detto...

Pensavo a farmacia o biologia o simili per farmi convalidare gli esami. Ho deciso di lasciare medicina perché non me la sento di portare avanti un percorso così duro , do pochissimi esami a sessione (uno al massimo) e di questo passo finirei dopo 20 anni . Ho problemi a casa e nn posso immergermi pienamente nello studio. Invidio chi riesce a lavorare e studiare! Cambiando farei un buco nell'acqua?! Sono alla fine del primo anno e questo semestre nn ho ancora dato un esame, dovrei dare istologia a cui mi sto dedicando unicamente ma anatomia e biologia che sono propedeutici per il secondo quando li preparo? Tutti a settembre ?! Mi sembra impossibile...
Secondo te devo trovare la carica o davvero pensare ad un altro percorso deludendo i miei ? Ma davvero tanto ?! Leggo dei commenti tristi a volte sul tuo blog... Come se alcuni volessero far
intendere "se volete lavorare fate sacrifici e rimanete a medicina" ma Simone tu sei d'accordo? Stiamo scherzando spero ! Si devono buttare tutti su medicina solo xk si lavora ?! E la dedizione e lo zelo dove sono finiti? Verranno automaticamente proseguendo nel percorso di studi?! Io sarei molto interessata a questo aspetto spesso dato x scontato... Secondo me quelli che superano i test ma non proseguono o lo fanno stentatamente, non hanno l'obiettivo ben fisso! Tu invece , super intelligenza a parte, hai meditato sulla scelta e avevi un obiettivo ben preciso "laurearti in medicina per diventare medico" che sia in africa senza retribuzione o nella clinica più prestigiosa , si è medici sempre. Io ho pensato a questo per decidere: cosa farei se dovessi scegliermi un lavoro da volontario in africa ? Mi occuperei dei diritti dei bambini o della loro formazione, chi ama davvero medicina credo farebbe il medico. Purtroppo sono una persona che nn accetta mezze misure e fare medicina perché mi conviene in questo momento mi sembra perdere parte della mia sensibilità profonda e voglia di vivere. Forse se accettassi un po' di più le vie di mezzo mi troverei meglio in ogni campo della vita :/ ma fondamentalmente sono così... Grazie e complimenti per i successi

filippo r. ha detto...

Ciao Simone,
prima di tutto complimenti per il percorso e la scelta di vita!
Sono anch'io in una situazione strana: sono al 4 anno di economia e non sento più l'entusiasmo e la passione per l'economia e la finanza, sto proseguendo per inerzia!!! Al contrario mi sto appassionando sempre di più al mondo della medicina e da qui la tentazione di cambiare strada. Tuttavia la paura di iniziare il percorso in medicina e di fermarmi per non riuscire a portarlo avanti mi mette un po' di paura…Tu hai mai avuto momenti in cui dicevi:" non ce la faccio più ora mollo tutto!" ??
Non avevi il timore di deludere te stesso o i genitori in caso di rinuncia agli studi di medicina?

Grazie e buona fortuna

valerio ha detto...

Claudia, attenta perchè per farmacia in molte facoltà vengono convalidati pochissimi esami (anche se molto dipende dal singolo ateneo), perchè è vero che molte materie sono simili, ma il grado di approfondimento totalmente diverso (ad esempio il mio singolo esame di anatomia da farmacista non è paragonabile a quella del medico, anche i miei due esami di fisiologia credo siano meno nel dettaglio, viceversa la loro hanno solo pochi esami di farmacologia mentre noi ne abbiamo moltissimi integrati dalla farmacognosia, e anche la loro chimica si ferma alle basi e alla biochimica mentre noi integriamo con i meccanismi molecolari.)

kia87 ha detto...

ragazzi non discutete x me :) cmq vi ringrazio sempre per la gentilezza e la disponibilità nell'aiutarmi ma Simone, credimi, ho provato di tutto e ho cercato di tutto....l'unico mio freno è che non posso andare via coma dici tu nè al nord nè all'estero perche sono fidanzata da tanto tanto tempo e lui non può spostarsi e poi anche perchè mio padre non è favorevole alla mia decisione di fare medicina come già ti scrissi.
Mi sono guardata intorno più di quanto immagini ma la situazione è questa. Con farmacia non è semplice ma nemmeno impossibile trovare lavoro, c'è bisogno di molte "conoscenze" anche se magari non sei preparato dal punto di vista professionale (parlo del sud dove vivo)e poi ovviamente è un lavoro che deve piacere...io ad esempio sto lavorando in farma ma ogni giorno ci sto male e a breve mollerò perchè non posso stare così...arrotondo con le ripetizioni private che sicuro mi fanno stare meglio!
Come ho già detto più volte, il lavoro è il 90% della nostra vita e bisogna trovare qualcosa che davvero ci faccia stare bene altrimenti saremo infelici per il resto della nostra vita....

Anonimo ha detto...

...per gli ingegneri malcontenti...volevo dire che magari potrebbero provare a mandare CV negli USA...mi risulta (per conoscenze personali dirette) che là gli ing. italiani sono apprezzati e valorizzati con lavori stimolanti! ...ovviamente per chi sia disposto a un tale spostamento..... Cecilia

Valerio ha detto...

Kia, se posso permettermi un consiglio potresti provare a cercare una farmacia seria e professionalmente dinamica, perché in effetti non sono poche quelle dove tutto si riduce a poco più che commercio, e lavorare in una di queste ultime probabilmente darebbe la nausea anche a me. Come hai detto tu per essere veramente all'altezza serve tanta preparazione, e la laurea non basta (daltronde non credo nessuna facoltà sforni professionisti maturi), quindi continua a aggiornarti,con gli ecm obbligatori e per conto tuo, il campo è vastissimo, dal consiglio per trattare il sintomatico alla galenica, dall'uso corretto dei distanziatori agli elettromedìcali, e magari datti un obiettivo: con un amico appena laureati ci dicemmo che dovevamo almeno (ingenti che eravamo) essere in grado di dare valore aggiunto su ogni farmaco o integratore che dispensavamo (suggerendo una modalità di assunzione, mettendo in guardia da un'interazione,etc...),ovviamente dopo 10 anni ancora non ci siamo, e in realtà non ci arriveremo mai,ma ci piace lavorare per migliorarci e la gente lo percepisce...

dactylium ha detto...

Be', Simone, hai omesso di dire che tra l'ingegnere e il medico hai anche fatto lo scrittore. ;-)

Noto comunque sempre più persone che ti chiedono consiglio attraverso questo blog, quindi, fossi in te, una volta ultimata la laurea in medicina, mi iscriverei a psicologia. :-)

Buon fine-settimana!
Ciao,
dacty

Simone ha detto...

Claudia: non so bene come risponderti. Comunque di sicuro non è il medico l'unico lavoro al mondo, e mi pare che comunque tu non lo vuoi assolutamente fare... per il resto puoi solo decidere tu! :)

Filippo: al quarto anno ero in crisi per un esame. Poi è andata... comunque i miei genitori non volevano assolutamente che facessi medicina, per cui male che fosse andata più che deluderli abbandonando li avrei fatti contenti! :)

Kia: spero che troverai quello che cerchi!

Valerio: grazie per il contributo, spero che Kia lo trovi utile :)

Simone

Simone ha detto...

Dacty: non parlo della scrittura perché un po' è stato un periodo di stallo, e un po' perché è un qualcosa di parallelo che - tutto sommato - continua anche qui.

Se mi iscriverò a psicologia sarà solo per diagnosticarmi qualche patologia mentale! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Quando leggo post come questo mi sembra per certi versi di vedere me che da geometra ho deciso di diventare infermiere.
Durante uno stage fatto nel corso del quarto anno presso lo studio di un ingegnere, ho capito che stare tutto il giorno seduto ad una scrivania non fa per me. A qualche anno dal diploma ho deciso di affrontare il test d'ammissione.
Rimettersi sui libri è stato un po' difficoltoso, per me poi che non ho proprio la passione per lo studio ed in particolare quello mnemonico (necessario per alcune materie)...
Quando poi è arrivato il tirocinio ho capito che ho imboccato la mia direzione, certo, i momenti di sconforto ci sono ma se si è animati dalla passione, tutto si supera.
Ti confesso che quando mi sento "didatticamente giù", faccio un salto qui per assumere una dose di motivazione. :D

P.S. vedo che anche sul tuo blog, tra i commenti, è stata sollevata l'annosa lotta periti/geometri vs ingegneri! XD

Saluti, Paul.

Ariano Geta ha detto...

Hai avuto un grande coraggio che, spero, verrà ripagato nel modo migliore. Tu sai meglio di me che tanta gente si adatta a fare qualcosa pur di avere un lavoro (e con la crisi attuale è quasi una necessità adattarsi) ma spesso rinunciano a priori a tentativi più elaborati (e più difficili) per riuscire a fare ciò che in fondo vorrebbero fare pensando "Tanto, va a finire che fatico il doppio, ci vuole il triplo del tempo, e magari alla fine non ci riesco ugualmente".
Tu hai accantonato questa paura e hai seguito la tua strada, forse col timore di non farcela, però, alla fine ci sei riuscito. Già questo è un grande risultato. E adesso speriamo che arrivi anche un pizzico di fortuna per coronare l'obiettivo finale ;-)

Anonimo ha detto...

Mah, vedo che in certi commenti persiste inesorabilmente questo mito del lavoro sicuro del medico. Certo la storia dell'urologo profumato mi fa proprio venire il buon umore!!!!! ragazzi miei oggi come oggi bisognerebbe fare il medico solo ed esclusivamente se si ha passione per la medicina e un pizzico di masochismo. Per me nemmeno la voglia di aiutare l'altro può bastare da sola per essere un buon medico. Si può aiutare gli altri in mille altri modi! Vedo medici nervosi e scontenti proprio come gli ingegneri che dite voi. Matteo

Simone ha detto...

Paul: complimenti! E la lotta periti/ingegneri non è nulla... aspetta che arrivi quella ingegneri/architetti! :)

Ariano: grazie, riesci sempre a dire qualcosa che mi dà la carica! :)

Matteo: hai proprio ragione. C'è tanta gente che sceglie una strada anche per la sicurezza, reale o presunta che sia. Per me e per te evidentemente è diverso :)

Simone

Anonimo ha detto...

Obbiettivamente: non c'è una laurea, oggi, che ti assicuri lo stipendio - le possibilità di carriera - il prestigio - la varietà che offre medicina, anche se non nell'immediato presente, sicuramente nel futuro quando le cose miglioreranno. Non stiamo a raccontarcela dai...

Simone ha detto...

Anonimo: per certi versi è vero: carriera e prestigio di alcuni medici (solo alcuni però) non è paragonabile a quella di altre professioni.

Solo che puoi invece tranquillamente finire a fare le guardie o in un istituto privato osceno come precario e scegliere una intera vita di lavoro senza passione solo per la possibilità di avere fortuna non so se convenga.

Alla fine sembra più sensato entrare in politica, no? Magari diventi presidente del consiglio :)

Simone

Anonimo ha detto...

ma di che prestigio stiamo parlando??!
fare le guardie mediche a 20 euro l'ora e essere trattati come sguatteri dai pazienti??

è meglio fare l'idraulico...si guadagna di più e non si rischia niente!


lorenzo

Anonimo ha detto...

e quali possibilità di carriera che fino all'ultimo manco si sa se ci saranno i soldi per le borse di specialità??!

Lorenzo

Anonimo ha detto...


Nessuno ha mai parlato di scegliere la laurea in medicina senza passione solo per far soldi. Ma nel peggiore dei casi, se si è una persona senza un "sogno" preciso, che ha interesse per l'ambito e capisce anche di possedere un certo pelo sullo stomaco, non c'è laurea migliore secondo me. Sì, al 90 per cento si finirà a non essere nessuno, ma in potenza hai le possibilità, o meglio, delle buonissime percentuali di crescere professionalmente, di acquistare prestigio o no, di spaziare in mille ambiti o prendere mille specializzazioni diverse. Hai delle possibilità e delle libertà che nessun'altra laurea dà.

Lorenzo: ma non è che si deve sempre ragionare col presente eh... Ok, oggi non ci sono soldi e va maluccio per i medici come va DAVVERO male per tutte le altre categorie. Ma poi? Quando il periodo passerà? Sia che ti interessi o no, o che ti piaccia o no, le possibilità IN POTENZA di raggiungere un certo prestigio e/o certi guadagni CI SONO. E se non ci sono adesso sicuramente ci saranno in futuro, che i periodi di crisi ci sono, ma poi si superano.

Simone ha detto...

Anche secondo me le possibilità per un medico ci sono. Già in specializzazione si prende il doppio di un ingegnere appena laureato.

Il fatto è che il successo arriverà a una minoranza e non per meriti o capacità particolari. E scegliere medicina solo per questa possibilità comporta il rischio di finire scontenti e delusi a fare un lavoro che si detesta.

Simone

unabottadivita ha detto...

...E facendo questo hai ispirato moltissime persone che magari avevano bisogno di un po' di quel briciolo di coraggio in più! :)

Simone ha detto...

Unabottadivita: ispirazione dici? Può darsi, ma forse la decisione già c'era, e serviva solo una qualche conferma.

Grazie!

Simone

Giafca ha detto...

Oggi solo la facoltà di medicina riesce a dare una buona carriera e prestigio, d'altronde non si spiegherebbero altrimenti le decine di migliaia di persone che provano il test ogni anno. Per tutte le altre facoltà zero assoluto...e per chi non è abituato a perdere prova grande frustrazione nel vedersi sbriciolare i sogni di una vita. Parlo di farmacisti ridotti a fare i commessi, di ingegneri/architetti a fare certificazioni energetiche da 100 euro l'una, avvocati allo sbando pronti alla "rissa" legale per una manciata di euro, biologi in specialità senza essere pagati, scusate il mio pessimismo ma vedo un Paese distrutto che sta letteralmente cancellando un'intera generazione...non mi resta che andarmene a 32 anni dopo averci provato in Italia e ricominciare da zero sapendo di aver già fallito una parte della propria vita.

Simone ha detto...

Giafca: ma i medici "prestigiosi" di 32 anni dove li vedi?! Ingegneri dirigenti di grosse imprese o avvocati che gestiscono studi importanti ce ne sono tanti quanti i dottori. Forse per via del test di ammissione i medici sono di meno, questo si.

Simone

Anonimo ha detto...

Mamma mia quanto pessimismo!!!!!!!!! se passa la crisi passa per tutti non solo per i medici. Veramente credete che solo medicina dia degli sbocchi degni delle proprie aspirazioni???? Io veramente non posso credere a questa cosa. Non è proprio possibile. Il mondo è pieno di opportunità e se volete salvarvi dovete uscire da questo guscio di luoghi comuni. Studiare medicina con quel poco di interesse per la materia e niente più nella speranza di fare una brillante carriera è veramente assurdo nonché pericoloso per se e i pazienti. Ma cosa dobbiamo fare un mondo di medici per lavorare? Dobbiamo inventarci le malattie per far fare carriera alla gente? Ma per favore!!!!!! Il medico lo deve fare solo chi ama lo studio della medicina, chi è disposto a dare molto per i malati, chi sa che prima o poi, pur avendo agito in scienza e coscienza, si troverà davanti ad un tribunale; chi ha un minimo di amore per l'uomo e per la sua vita. E' vero quello che state pensando, non tutti i medici hanno queste caratteristiche e proprio questo è il motivo per il quale, come ho scritto in un precedente commento, molti di loro sono sempre nervosi e scontenti. Li vedo tutti i giorni, ci lavoro fianco a fianco. Una società dovrebbe migliorare anche guardando alle esperienze del passato e cercare di evitare di fare sempre gli stessi errori.
Matteo

Simone ha detto...

Matteo: come sempre 100% d'accordo con te. Vedo spesso medici senza passione e amore per il lavoro, e mi lasciano davvero perplesso.

Simone

Giafca ha detto...

Non intendevo ricominciare da zero studiando medicina perché non fa parte della mia vita e delle mie passioni, semplicemente dico che l'Italia tutta sta regredendo come i gamberi, ed è giusto di qualche ora fa l'ennesima proiezione al ribasso del pil da parte dell'istat nel secondo quarto dell'anno...io resto pessimista per non dire che il Paese è' già fallito, e non escluderei blocco pagamento pensioni e stipendi pubblici. Forse non è il posto giusto per discutere di questi temi ma pur sempre si parla del nostro futuro.

ButtatoLì ha detto...

Chi si butta su medicina per fare i soldi o per il prestigio sbaglia, e fin qua siamo d'accordo. In ogni caso non farebbe schifo avere uno stile di vita decente (e un certo riconoscimento) dopo dieci anni di studi e sacrifici :-)

Non è un discorso materialista, tutt'altro. Uno che inizia nei tempi giusti (quindi senza parlare di doppie lauree), fra laurea e specialistica ne esce che ha oltre trent'anni e penso che uno voglia anche farsi una famiglia e sistemarsi prima o poi. Almeno, è quello che vorrei io.

Per quanto riguarda il prestigio, non ho ancora idea di come sia la vita del medico per cui non so giudicare. Sicuramente il numero di cause legali per questioni di presunta malsanità sta aumentando vertiginosamente. Negli USA siamo a livelli scandalosi, in Francia ci stiamo arrivando e pure qui sembra che siamo sulla buona strada. Per cui immagino non ci sia più il rispetto e la riverenza che il paziente aveva una volta per il medico. Non che debba essere così, ma quando il medico deve investire il 10% del suo stipendio in assicurazione per non rischiare che un paziente stronzo e irascibile gli porti via la casa, capite che uno ci pensa a prendere certi rischi (ex. operare certi casi limite, la butto lì) e lo standard di cura del paziente ne risente. Oltre che il fegato del medico e il suo stipendio a fine mese.

In ogni caso, nonostante questi aspetti e i ritmi di lavoro non facili, penso che quella del medico sia una bella strada da intraprendere. Tanto bella quanti sono i sacrifici che richiede.

E, oltretutto, è uno fra i mestieri più esportabili e per il quale diversi paesi extraeuropei danno più facilmente il visto permanente (assieme a informatici, ingegneri, infermieri, architetti e tanti altri). Questo nel caso in cui uno ci tenga ad espatriare ovviamente...

Andrea

Anonimo ha detto...

Non vorrei deludere nessuno ma leggevo recentemente su una pubblicazione di un Ordine dei Medici che solo il 5% dei Professionisti sanitari sono soddisfatti del loro lavoro. Quel che voglio dire e' che le motivazioni per eccellere vanno ricercate dentro noi stessi e questo vale tanto per Ingegneria quanto per Medicina. Una volta laureato non aspettarti altro che non dipenda da te. Auguri

Anonimo ha detto...

Probabilmente uno specialista è esportabile...con la laurea e basta all'estero ci fai ben poco
e fuori dall'europa ci sono grossi problemi per il riconoscimento dei titoli...ovviamente devi anche sapere a livello C1 la lingua del posto...che richiede un investimento più o meno lungo di tempo
inoltre basta con la storia che gli specializzandi guadagnano "tanto"
1.in specialità bisogna entrarci (cosa non banale) 2.si ha la piena responsabilità penale di quello che si fa...vuol dire che di notte non dormi se hai il dubbio che ci sia qualche appiglio per portarti in tribunale...
con tutto il rispetto forse sono meglio 200 euro in meno e dormire tranquilli la notte
perché fin che si è studenti ok, ma poi le responsabilità aumentano vertiginosamente...e l'errore è ad ogni angolo...
Lorenzo

Anonimo ha detto...

chi dice che anche con altre facoltà si hanno le probabilità di riuscire come con medicina evidentemente è di un'altra generazione, quando magari perfino i laureati in lettere lavoravano. Chiedetelo ai 25enni-30enni d'oggi quali sono le reali possibilità di accedere anche solo a un lavoro decente che ti permetta di sopravvivere. Provateci.

valentina Rose ha detto...

ciao Simone,innnzi tutto volevo farti i complimenti per la tua nuova laurea e il coraggio di ricominciare tutto...volevo chiederti...avevi mai pensato tra le tante possibilità,anche solo lontanamente di provare infermieristica piuttosto che medicina? non so,da quel che descrivi nel post mi sarebbe venuto naturale prenderla in considerazione,anche perchè magari più corta e apparentemente meno faticosa valentina

valentina Rose ha detto...

telo chiedo perchè io ho 22 anni,e anch io sto pensando a cosa fare della mia vita...subito dopo il liceo ho fatto un anno di infermieristica(la mia prima scelta era dietistica ma non sono entrata) in cui non stavo bene personalmente,poi avevo una visione della realtà molto idealizzata,totalmente diversa e lontana da quella reale e non mi sentivo bene..sono passati 2 anni da quell anno,ho fatto qualche lavoretto nei campi più svariati..e ancora non so bene cosa fare...la mia passione sarebbe stata psicologia per poi fare psicoterapia..ma so la situazione degli psicologie la saturazione degli psicoterapeuti..l alternativa più redditizia per arrivare a psicoterapia sarebbe passare per medicina...ma credo di avere dei limiti per quanto riguarda la memoria...ecco...non so se riuscirei a passare gli esami...sto pensando anche a ingegneria biomedica,mi piace quello che potrebbe fare un ingegnere biomedico(costruire,progettare,migliorare,anche assistere nel post vendita è un modo per aiutare gli altri..anche la ricerca è interessante secondo me..il settore sanitario mi attira per il fatto che mi permette di aiutare gli altri)..anche li so che in Italia la situazione è difficile,ma soprattutto non credo di essere molto portata per le materie ingegneristiche o di avere un particolare interesse per esse(mate,fisica,meccanica,elettronica,elettrotecnica,ecc)...questo mi fa pensare che potrei avere molte difficoltà nel percorso...e poi saranno il mio pane anche sul lavoro...è possibile appassionarsi a delle materie ostiche e di per sè non ti hanno mai interessato o incuriosito,secondo te ,perchè ti permettono di fare qualcosa che ti gratifica?avrei grandi difficoltà anche lì...poi volevo chiederti cosa ti appassiona della figura del medico? volevo chiederti un parere riguardo i miei dubbi su ingegneria biomedica e medicina...e poi chiederti che cosa ti ha colpito della figura del medico? che cosa ti appassiona di questo campo? grazie

Simone ha detto...

Credo che scienze infermieristiche sia una valida alternativa che richiede anche meno tempo. Io però volevo fare il dottore... della medicina mi piace soprattutto la diagnosi e la possibilità di lavorare in tantissimi campi e ambiti.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

valentina Rose ha detto...

Ok ,per tantissimi campi e ambiti intendi tipo di reparti?(anche senza specialistica si può lavorare in reparti diversi? non voglio che rispondi se é troppo personale...quindi sono più le emozioni che provi nel fare il lavoro,l eccitazione che può darti fare certa cose,più che l idea di aiutare gli altri che ti ha mosso e ti muove verso questo campo?rispetto alle altre domande sapreste darmi qualche aiuto- consiglio- spunto? Grazie!

Simone ha detto...

Per aiutare gli altri puoi fare qualsiasi cosa, mica per forza il medico! Poi può anche essere parte dell'interesse per la medicina, ma non è che l'essere utili e importanti per qualcuno sia solo prerogativa dei dottori.

La difficoltà per le materie per me ha poco senso. Cioè non ti appassionerai mai di una materia che non ti piace, ma una volta dati gli esami le materie sono finite mentre dovresti pensare al lavoro che viene dopo e non allo studio.

Il medico può fare ricerca, gestire un gruppo, operare, visitare, fare corsi, insegnare, dare farmaci, avere uno studio privato, fare endoscopie, fare terapie... questo intendo per lavorare in vari ambiti.

valentina Rose ha detto...

Ok grazie,anche se penso che un ingegnere biomedico bene o male ,a meno che non lavori nel campo vendite,qualità...dovrà usare le materie che ha studiato( meccanica,elettronica,fisica,ecc..se ad es lavorerà per riparazioni,progettazione o ricerca)Cosi come un medico masticherà,userà sul lavoro materie che ha studiato ( fisiologia,farmacologia,ecc).. Credo che almeno un Po' l interesse per le materie di base possa aiutare Nello studio e nel lavoro

Simone ha detto...

Certamente! Ma un po' di interesse se proprio manca del tutto allora può significare che quel lavoro nemmeno ti piacerebbe, no? :) comunque spesso quello che si studia è molto lontano dalla professione vera e propria.

Simone

valentina Rose ha detto...

Esattamente...a questo avevo pensato...mi piace molto quel che potrebbe fare un ingegnere biomedico ,ma gli strumenti che utilizza nel suo lavoro,sono materie per cui non ho un interesse naturale,spontaneo.specialmente Se dovessi studiarle lontane da una loro applicazione pratica..ho visto nel piano di studi che cominci a trattare il tuo campo specifico(biomedico) solo al terzo anno ..non so se ho un interesse proprio nullo per le materie in sé,ma potrei dire quasi ,credo che difficilmente riuscirei ad appassionarsi a qualcuna di esse,specialmente se lontane da un' applicazione pratica...i miei interessi spontanei sono più in campo umanistico (es:psicologia,sociologia,economia)e medico

valentina Rose ha detto...

Quando dici che un medico può fare corsi intendi corsi di aggiornamento personale? Tipo ECM...? Volevo chiedere... Cé qualcuno di voi che non sapeva bene cosa fare quando si é iscritto all uni? Quando non si é certi di voler fare una certa cosa,quando manca la stella polare,come mi sembra tu abbia avuto Simone in questi 6 verso "il voler fare il medico"..cos é vi aiuta nel percorso,per le difficoltà e gli ostacoli? Come superate la paura che potrebbe non essere la vostra strada?(se c 'é) Grazie

valentina Rose ha detto...

ciao Simone...volevo farti una domanda sempre sulla scelta del lavoro,(anche agli altri che ne pensano)...ho visto che spesso consigli a chi chiede di non pensare tanto alle materie ma quanto al lavoro che si andrà a fare, e ti soffermi sul tipo di azioni che si andrebbero a fare in un determinato lavoro(es medico: curare,visitare,fare ecografie,toccare pz,ecc...ingegnere:dirigere,progettare,disegnare,ecc)..oltre agli ambienti(contatto coi malati ,ospedali....ufficio,pc,cantiere,)...forse sono un po' strana forse..ma ho sempre dato molto peso alla motivazione interiore di fondo,alla mia motivazione profonda,lo spirito che mi muove verso una certa strada...forse ho un lato spirituale molto accentuato,non saprei..per addirittura diventa qualcosa di vitale ,ciò che da senso alla mia vita...volevo chiedervi..anche voi vi confrontate con questa motivazione interiore? cosa ne pensate? io forse le do troppo peso... grazie

valentina Rose ha detto...

scusate l 'ortografia :)

Simone ha detto...

Valentina: be', certamente se hai un qualcosa dentro che ti spinge e motiva a intraprendere un dato percorso dovresti dargli ascolto. Ma per molti non è così: molti sono indecisi tra tante strade, e non hanno un indirizzo preciso. A loro appunto dico sempre di non guardare tanto al percorso, quanto piuttosto al traguardo :)

Simone

valentina Rose ha detto...

Parlo al plurale,anche, per gli altri: quindi anche se non c é qualcosa che vi ha mosso in una certa direzione dal profondo,non sentite comunque nel vostro lavoro il bisogno di sapere perché lo fate? Perche avete scelto proprio quello?Il bisogno di un contatto con la vostra interiorità? Lo immaginate-sentite un po'come il vostro scopo nel mondo ,O semplicemente vi basta sapere che vi piace farlo?

Anonimo ha detto...

Valentina Rose: ciao, se posso offrirti il mio contributo in merito alla tua domanda, per quanto mi riguarda io amo la Medicina e la amo talmente tanto da aver preso la decisione di lasciare il mio lavoro (che comunque mi piaceva) per seguire questa strada. Ti posso dire che mi piacciono anche le materie che si studiano a medicina (certo non tutte e, soprattutto, le apprezzerei di più se non dovessi studiare 2000 pagine al mese ma avessi più tempo per metabolizzare le cose...). Detto ciò credo, come ha già sottolineato Simone, che non tutti intraprendono una strada lavorativa perchè sentono per essa una passione viscerale. Secondo me questo non significa che quella strada sia sbagliata, ma semplicemente che esistono persone più pratiche e persone un po' più idealiste e sognatrici. Comunque penso che se non hai proprio il benchè minimo interesse per le materie che si studiano in una facoltà, difficilmente potrà piacerti il lavoro che andrai a fare (anche se sicuramente studio e pratica sono due cose ben diverse)
Nicoletta

valentina Rose ha detto...

Nicoletta :Grazie..banalmente,tanto é forte questo bisogno spirituale in me che a questo non ci avevo pensato...credo sia una cosa che mi porto un po' dentro indipendentemente dal lavoro che farò...quindi tu sentivi questa cosa per la professione del medico,(oltre ad avere un interesse verso le materie)?

Anonimo ha detto...

Per alcuni anni, avendo preso una strada differente, ho cercato di mettere da parte il mio interesse per la medicina. Pensavo che ormai fosse troppo tardi per me... quando ho capito che non ci sarei riuscita mi sono decisa a tentare. Ti consiglio di fare chiarezza dentro di te, senza pregiudizi. Ma come ti ho già detto, non fare troppo affidamento sulle strade che hanno percorso gli altri e sul loro modo di vivere le cose. Concentrati su di te. Secondo me le esperienze degli altri possano servire in quanto esempio del coraggio di essere se stessi, non necessariamente perchè debbano essere emulate.
In bocca al lupo!
Nicoletta

valentina Rose ha detto...

Nicoletta: grazie...ci proverò..

stefania ha detto...

Ho iniziato ingegneria biomedica quest'anno poiché ho provato i test di medicina ma non ce l'ho fatta. È un chiodo fisso nella testa quello di poter realizzare il sogno di diventare medico ma la paura di riprovare e non entrare e restare senza un università che mi gratificasse è tanta...ho conoscenze nel campo per pura curiosità e sono sicura che se riuscissi ad entrare potrei dare il meglio di me...apprezzo la tua tenacia

Simone ha detto...

Stefania: grazie!

Se è davvero quello che vuoi non mollare... e forse il test cambierà di nuovo oppure lo toglieranno del tutto. Continua a informarti!

Simone

Federico ha detto...

Ciao! Sono Federico, neoingegnere spaventato dal suo futuro... non ho mai avuto opportunità di fare un tirocinio durante gli anni di università, quindi, grazie al mio impegno e fatica, mi sono laureato con solo una vaga idea del vero lavoro dell'ingegnere. Alla mia prima esperienza di lavoro è stato un inferno: io non sono come gli altri ingegneri. A me non me ne frega una mazza del perché sia meglio usare un MOSFET al posto di un transistor; io voglio lavorare con le persone, sentirmi utile.
Io qui in questo lavoro mi sento bloccato e inutile. Non mi interessa e non mi stimola.
In concomitanza con questa scoperta, sto aprendo gli occhi verso la realtà parasanitaria di igiene dentale (3 anni, neanche tanto) che mi porterebbe ad una professione più semplice, a contatto con le persone, più remunerata e più stimolante. Tuttavia per fare questo, dovrei andare contro alla mia famiglia e me stesso (in un certo senso ho paurissima del salto, per la paura di non poter poi tornare indietro se le cose vanno male). Cosa fare? Lasciare un noto insoddisfacente per un sogno ignoto?
Cerco consigli, da chi come te ha avuto i "cojones" (nel senso americano del termine!) grazie :-)

Simone ha detto...

Federico: perché non potresti tornare indietro? Mica succede niente se la seconda università va male. Sicuro però che igiene dentale sia proprio quello che vuoi fare!? Nel senso che nel momento che fai un cambio del genere dovresti puntare a quello che più desideri e non magari a qualcosa che sembra più "semplice"... se magari la motivazione è questa, non lo so :)

Simone

Anonimo ha detto...

Leggo con piacere che non sono l unica matta che si è laureata in ostetricia.. Ma che in realtà ha sempre sognato di fare la super manager incazzata che gira il mondo. A novembre mi iscriverò ad economia e intanto lavorerò come ostetrica dando gli esami da non frequentante. Ragazzi si vive una volta sola.. Se avete la possibilità di essere felice allora fate di tutto per esserlo!!

Simone ha detto...

L'ostetrica/economista ci mancava. Complimenti e in bocca al lupo! :)

Simone

Nicola ha detto...

Innanzitutto complimenti per il doppio titolo e per il grande coraggio che hai avuto nel rimetterti in gioco!

Sono un diplomato in ragioneria (titolo conseguito l'anno scorso). Non avendo le idee chiare e volendo più indipendenza ho deciso di lavorare. Ho lavorato per un breve periodo come impiegato amministrativo in ufficio ma ho avuto l'impressione che quella non fosse proprio la mia strada. A scuola andavo molto bene e anche alla maturità ho avuto un risultato eccellente perchè comunque le materie che studiavo mi piacevano, mentre invece il lavoro si è rivelato un periodo di frustrazione (forse) anche a causa del posto di lavoro. Ho capito che il lavoro e la scuola sono due mondi completamente diversi e alla fine anche se sei uscito con il massimo dei voti poco importa, per lo più è una soddisfazione personale e un simbolo dell'impegno che ho messo nello studio.

A settembre ho deciso di iscrivermi all'università. Tuttavia è da parecchi mesi che sono indeciso sulla facoltà a cui iscrivermi fra Economia o Ingegneria. In questo momento nutro molto interesse per ingegneria meccanica siccome mi incuriosisce molto il funzionamento delle macchine (qualsiasi) e anche perchè sono un appassionato di motori in generale.

Come tu spesso hai detto non bisogna esclusivamente guardare il piano di studi perchè "gli esami durano un tot, mentre il lavoro per sempre". Ho paura di non essere all'altezza per approcciarmi agli studi ingegneristici perchè non ho affrontato materie come fisica, chimica, ecc. però sento che come lavoro potrebbe essere meglio rispetto ad uno che sta in ufficio contabilità ad esempio (cosa che potrei comunque fare con un diploma in ragioneria).

Spero che tu possa aiutarmi, consigliandomi, a compiere questa scelta. Grazie :)

Simone ha detto...

Nicola: be', la mia opinione già la conosci! :) Se ti interessa l'ingegneria meccanica e non ti vedi tano in un ufficio contabile o in un lavoro simile a quello che potresti già fare ora, perché non dovresti nemmeno provare a fare l'ingegnere?

Ovvio che sarà difficile e - ti dirò la verità - nessuno che si iscrive a ingegneria lo fa con l'idea che non avrà difficoltà con matematica e fisica :)

Insomma io mi darei un po' di tempo e ci proverei. E prima di dire che Fisica non la passerai mai ci vogliono almeno un paio d'anni di tentativi (io l'ho passata dopo 2 anni al terzo tentativo e poi mi sono laureato in corso) con bocciature, ripetizioni, libri letti e riletti... insomma è difficile ma lo è per tutti, non è che potevi nascere più "bravo" degli altri :)

Alle brutte avrai perso magari anche 2 anni appresso a ingegneria... ma meglio perdere un po' di tempo ora che poi rimpiangere dopo di non averci nemmeno provato.

Ciao!

Simone

Pierpaolo. C ha detto...

Ciao Simone, volevo provare a chiederti una curiosita circa il corso di studi in Medicina, è vero che vi è molta matematica? nel senso volevo provare a chiederti se sia una facolta in cui sono richieste conoscenze matematiche avanzate, mi scuso comunque per la domanda probabilmente banale ma è solo per sapere in quanto venendo da 5 anni di legge sono un po a digiuno di matematica. In bocca al lupo per tutto.

Simone ha detto...

No, Pierpaolo, assolutamente quasi zero matematica.

C'è un esame di Fisica che (da me) tutti passavano senza fatica, e ci sono un paio di prove di statistica che però sono solo domande a crocette... per cui impari a memoria qualche risposta ed è finita la matematica :)

Simone

Marco ha detto...

Ciao Simone,
ho letto la tua storia e volevo chiederti una cosa.
In questi 6 anni di studio sicuramente hai dovuto seguire le lezioni all'università, tornando a casa ti mettevi a riguardare gli appunti o studiare, il finesettimana avrai studiato tanto e a lungo, insomma non avrai avuto molto tempo per altro.
Ecco, quindi mi chiedevo: ma lavoravi per mantenerti? avevi un lavoro part time o serale? avevi soldi messi da parte per aver lavorato come ingegnere? Insomma come riuscivi a far fronte alle diverse spese generiche che ti si presentavano?
Magari hai già risposto ad una domanda del genere, ma sono un lettore del tuo blog da poco e non ho visto nulla a riguardo.
Te lo domando perchè anche io studio all'università, ma devo lavorare (faccio il cameriere), ho bisogno almeno di 500€ al mese per pagarmi cose obbligatorie come benzina, materiale universitario, assicurazioni e bolli che non posso far pesare alla mia famiglia purtroppo che già mi aiuta con le rate universitarie e in altro, ho ridotto anche un po' qualche sfizio giustamente.
Quindi volevo solo sapere te come avevi fatto, se studiavi e lavoravi in qualche modo.
Grazie mille!

Simone ha detto...

Io lavoravo a tempo ridotto nello studio di famiglia. Grazie a te!

Simone

Anonimo ha detto...

Capisco molto bene cosa hai provato. Ho 28 anni. Ho lavorato per 6 anni come vigile del fuoco precario. Nel frattempo ho studiato qualcosa che credevo mi piacesse e per la quale ero molto portato. La biologia. Mi laureo. Prima triennale poi magistrale. Massimo dei voti. Nel frattempo lavoravo sempre nei mitici vvf, e tentai un concorso che mi vide idoneo sempre nei vvf. Concorso che avevo messo nel dimenticatoio. Ho cosi provato anche un concorso per un dottorato di ricerca superandolo brillantemente e iniziando l attività di ricerca. Quando all improvviso, ho ricevuto l incredibile lettera di assunzione nei vigili, qualcosa che mancava dentro di me è cosi tornato a farsi sentire vivo e forte come un tempo. Ovvero,l incredibile fortuna di far parte di questo corpo stupendo di grande umiltà e professionalita. Molti dicono che ho fatto una cazzata. Io non ero felice prima anche se facevo una cosa interessantissima e utile alla societa. Ora sono più felice. Dei vigili del fuoco se ci lavori, ci si innamora. Un amore che non va mai più via. Esperienze fuori dal comune, fortissime, che ti cambiano per sempre. Hai fatto bene a seguire il tuo istinto. Non so se alla lunga certe scelte si rivelano giuste, lo sapremo solo vivendo.

Adri

Simone ha detto...

Io ho fatto il militare nei pompieri, e poi per un breve periodo il discontinuo, e quell'amore di cui parli lo conosco benissimo. Il concorso però per fare l'ingegnere nei vigili del fuoco l'ho perso. Diciamo che ti capisco benissimo, e per tanti versi sono entrato nella croce rossa e poi ho scelto medicina d'urgenza proprio perché cercavo qualcosa che mi desse sensazioni simili a quelle... anche se non sarà mai esattamente la stessa cosa.


Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone!leggo il tuo blog da molto tempo e che dire,hai davvero una grinta e una determinazione invidiabili!cpmunque sia ti scrivo per chiederti consiglio sul volontaroatp,dato che sei un appassionayp membrp della croce rossa e dato che ormai il tuo forum è diventato un centro di ascolto XD . Volevo chiederti quali sono le differenze fra la croce rossa e il 118 (tipo misericordia) a livello di attività,perché ho notato che il corsl della cri dura alcuni mesi mentre quello 118 solo poche settimane...qual è la differenza tra i due??e poi è verl che i laureati in medicina non possono prestare servizio comevolontari?perche sono gia al quarto anno e se fosse vero non so quanto mi converrebbe...grazie per l'attenzione simone e congratulazioni per il tuo percorso!Matteo

Simone ha detto...

Matteo: non conosco le Misericordie, ma suppongo che il loro corso ti abiliti ad andare in ambulanza mentre la Croce Rossa svolge anche altri servizi di volontariato non legati al 118. Però ripeto non sono così informato.

Come medico della Croce Rossa non puoi (che io sappia) fare volontariato sulle ambulanze, ma puoi ovviamente lavorare come medico sulle ambulanze CRI che fanno 118. Anche se per fare questo non serve necessariamente fare parte dei volontari e soprattutto almeno a mio parere non è una buonissima idea fare ambulanza appena laureati visto che è un lavoro difficile che richiede esperienza.

Con la Croce Rossa però da medico puoi fare volontariato in altri servizi. Io per esempio ho fatto un po' di assistenza nei centri di accoglienza profughi.

Ciao!

Simone

Animos ha detto...

Hai scritto che hai riconosciuto che era un sogno perchè avevi paura di intrapenderlo e io sto con una paura folle!!
Sono una maturanda:solito blocco universitario. Io so che ci sono solo due cose che mi potrebbero piacere veramente: fare la giornalista (impossibile) o occuparmi di volontariato medico in Africa. Per il resto? "Inchiudermi"(non mi lapidate) in un ospedale? No grazie ( de gustibus). Fare lettere e tentare?Ma lettere è la strada giusta?In Africa ci vorrá qualcuno che denunci le cattive condizioni igenico sanitare, o no? O il desiderio di fare il medico "fuori sede" è abbastanza valida per fare medicina?

Simone ha detto...

Ci sono tanti tipi di medico... troverai il percorso che fa per te.

Simone

Flavio Frottin ha detto...

Ciao Simone,sono capitato per caso in questo blog,e ti faccio i miei complimenti per la forza e il coraggio con cui hai cambiato e fatto ciò che ti piaceva.
Voglio farti una domanda.Io più o meno mi trovo in una situazione simile alla tua,ho un diploma di laurea specialistica all'accademia di belle arti indirizzo di nuove tecnologie e ho 25 anni,Conosco molto bene i software di modellazione e animazione 3d come 3ds max e blender,ma in realtà sono appassionato di informatica e di come sono fatti i programmi nella loro scheletro e nella loro architettura,e l'ho scoperto iniziando a programmare da tre anni e avrei tanto desiderato sviluppare software per conto mio(sono molto più appassionato di tecnoscienza che di arte),e adesso vorrei tanto inscrivermi al corso di laurea in informatica,ma contemporaneamente voglio lavorare per mantenermi gli studi per questo corso universitario.Secondo te potrei farcela? Come hai fatto tu ad organizzarti per lo studio ?

Simone ha detto...

Credo che il corso di laurea in informatica non abbia frequenza obbligatoria. Per cui puoi lavorare quando ne hai bisogno e studiare quando puoi farlo. Dipende tutto dai tuoi tempi e da come riesci a organizzarti. Io lavoravo nello studio di famiglia per cui da questo punto di vista ero facilitato.

Ellis Brahmah ha detto...

Sono Ellis dalla Svizzera. DR. EHIS è il più grande mago che abbia mai conosciuto ..Io proprio non lo posso ringraziare abbastanza per quello che ha fatto per me. Ho perso il mio lavoro un paio di settimane fa a causa l'odio il mio capo ha per me. dopo aver cercato tanto per aiuto. Infine, ho incontrato l'uomo giusto (Dr. EHIS) e attraverso il suo aiuto ho potuto ottenere il mio lavoro entro 48 ore. e il mio ex capo è stato licenziato e sostituito da me. E da allora, sono stato felice ogni giorno della mia vita, così ho deciso di far conoscere al mondo i poteri del Dr. EHIS hanno bisogno di aiuto per ottenere indietro la loro gioia e felicità in qualsiasi aspetto (educazione, politica, amore- la vita e così via) deve contattare DR. EHIS di questa e-mail: thebrotherhoodtemple@gmail.com

Francesco Buccolieri ha detto...

Ciao Simone e ciao a tutti. Vista la mia attuale 'condizione' non ho resistito a farmi avanti e scriverti due righe. Premessa: nel 2008 ho conseguito una laurea magistrale in Ingegneria Informatica. Poco dopo ho cominciato a lavorare in un'azienda che realizza sw sanitario. Ci ho lavorato circa 7 anni e nel frattempo casa, matrimonio, due figli. Ebbene lo scorso settembre ho provato il test di medicina e dopo tanti scorrimenti di graduatoria sono entrato. Ora sto seguendo il secondo semestre. Ho 37 anni e ho scoperto di non essere il solo ad aver pensato ad una impresa/follia/scommessa del genere. Certo non ero soddisfatto della mia precedente 'vita' e finalmente ora ho una risposta certa alla tipica domanda che ti fanno nei colloqui professionali: "come vedi te stesso tra 10 anni?": "In un pronto soccorso ad aiutare la gente!". Bye.

Danilo La Banca ha detto...
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Danilo La Banca ha detto...

Ciao Simone, durante gli ultimi anni di liceo classico sognavo di accedere ad ingegneria/architettura, ma spaventato da matematica e fisica e preso dall'arte, dal cinema e dal teatro mi sono iscritto ad Arti, Design e Spettacolo. Eppure, avendo preparato gli esami di maturità con mia madre in rianimazione subivo il fascino di quell'ambiente e dei medici. Apprendo dell'enorme cazzata fatta a lezione di storia dell'arte moderna dove piante, prospetti e precisazioni, su Venezia, come: "data la conformazione geofisica della Laguna" del prof. restauratore mi entusiasmano, idem a storia dell'architettura contemporanea, unico esame sui quali libri ricordo il mio occhio scorrere rapidamente e la mia mente apprendere altrettanto rapidamente. Voti alti alti, ad Arti. Ma un evento ha bloccato il mio percorso: la morte di mio padre, di cancro. Di nuovo in ospedale, con la tentazione di voler entrare negli studi di radiografia, poi a contatto con la dottoressa di famiglia ed impossibilitato a raggiungere l'università (1000 km distante da casa) per problemi economici sono ritornato giù e caduto di nuovo nell'idea di aver sbagliato veramente tutto. Piango spesso in bagno pensando all'anno prima della maturità, a quando credevo nel mio sogno architettonico-ingegneristico e mi sento una "cacca" per averlo barattato con una certa predisposizione per l'arte, salvo poi notare e ammettere che mi cascavano le balle sui manuali di storia dell'arte e la luce mi si accendeva solo sull'architettura; così seguo delle lezioni online di storia dell'architettura romana I e II caricate da una studentessa e niente più mi prende di quel sistema di forze che regola gli archi e i comportamenti delle volte, nonché della geniale soluzione dei romani di dirigere il vettore generato dall'arco nel tassello di mezzo ricavato alla base del piedritto, ricavando per questo un angolo da 45 nella parte laterale. E guardando casualmente una puntata di E.R noto come la dottoressa sospetti un traforamento di polmoni con precedente parotite che facendo fuoriuscire aria, a causa della forza di gravità, ha causato gonfiore alla guancia destra. Ora, non so se sono l'unico, ma questo tipo di ragionamenti mi stuzzicano molto. C'è sicuramente qualcosa di "fisico" alla base fra i due, un rapporto causa-effetto di due "macchine" completamente diverse. Sono davvero indeciso, fermo da un anno, in procinto di rinunciare agli studi di Arti, consapevole di avere fatto una scelta sbagliata, nel farne una nuova. Le due facoltà che verso la fine del quarto anno del liceo ho sempre desiderato fare: architettura/ingegneria o medicina.

Simone ha detto...

Secondo me hai un po' idealizzato entrambe le professioni: come medico finirai spesso a seguire linee guida o protocolli ospedalieri, senza spazio per il ragionamento clinico o decisioni personali. Lo stesso, come architetto/ingegnere starai in coda in qualche ufficio o a disegnare piantine per qualche negozio, non a inventare archi e altre diavolerie ingegneristiche.
Insomma se ti piace usare il cervello va bene qualsiasi professione, dipende da te e dalle idee che hai come saprai sfruttare una qualsiasi laurea.
Detto questo mi pare che se ti devi chiudere in bagno a piangere evidentemente fai meglio a iscriverti a ingegneria o architettura. Considera ad architettura farai una infinità di disegni (per me sarebbe stato impossibile) mentre a ingegneria c'è molta più matematica. A medicina davvero il ragionamento è ridotto all'osso, non penso sia come la immagini :)

Anonimo ha detto...

Ciao Simone. Oggi ho deciso di aggiungermi alla lunga lista di persone che in tutti questi anni hanno deciso di scrivere qui, sul tuo blog, per chiederti un parere, un chiarimento, oppure anche soltanto per un disperato bisogno di dire a qualcuno che, ebbene sì, qualcosa dentro di loro non va...e vogliono iniziare una nuova università. E magari non una qualunque, ma una che si chiama MEDICINA... nel mio caso in realtà andrebbe fatta un'aggiunta: medicina VETERINARIA. Innanzitutto intendo scusarmi anticipatamente per il "pippone" che sto per rifilarti, ma sarà la centoventordicesima volta che finisco sul tuo blog dopo aver cercato invano una soluzione ai miei problemi (probabilmente mentali xD) su Google, quindi ormai per me sei "di casa" quasi come se ti conoscessi.... è da anni che seguo il tuo blog, da quando ancora non ti eri laureato, eppure allora pensavo "è solo un momento così, in fondo la tua università ti dà soddisfazioni" ed in fondo era vero. Il problema è che mi sono resa conto troppo tardi che ciò che mi dava soddisfazione era l'eccellenza, quel 30 sul libretto ottenuto dopo notti insonni e risvegli forzati all'alba: un numero che valeva esattamente quanto era nella realtà. Un numero che valeva come un segno a penna su un pezzo di carta. E così ho collezionato 28 e 30 essendo perfettamente in pari con gli esami, cominciando a capire troppo tardi (a metà del IV anno) che forse non ero tagliata per quel mondo, ossia per un mondo caratterizzato da sfruttamento gratuito non appena laureati, e di lunghi anni di tirocinio obbligatorio solo per poter fare un concorso pubblico senza alcuna certezza di passarlo.

Beatrice ha detto...

[continuo.. ] E così mi è venuto alla mente il sogno che avevo da bambina e che ho conservato gelosamente per 17 lunghi anni: iscrivermi a veterinaria. Chiaro. Iscrivermi ad una facoltà in cui non avrei nemmeno un esame in comune (salvo forse inglese da 3 crediti!). Il problema però è che ora non ho più 19 anni. Ora ne ho 26. Ma non è certo un problema di età, del resto io non mi vergogno di certe cose, tant'è che porto solo ora l'apparecchio ai denti, altra cosa che rimpiangevo da 10 anni.
Il problema è che mi si impone di fare "il salto". Mi si impone di crescere. E se da una parte lo capisco, dall'altra passo il tempo a trasognare di vincere una qualche cifra milionaria solo per poter studiare veterinaria. Perché non farlo già ora? Perché i miei genitori ormai si aspettano che trovi un lavoro redditizio a breve, dopo una laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti. Una realtà in cui il mio compagno storico mi mette pressioni per trovare un lavoro sicuro e comprare una casa insieme, desiderio che mi renderebbe felicissima per carità, ma che d'altra parte implica l'abbandonare tutti i miei sogni.
Ho pensato più volte in questi anni di aver sbagliato strada, ma poi bastava un 30, ed ecco tornata la voglia di studiare, a maggior ragione quando vedevo i miei compagni sforzarsi per un 23. Ho sempre pensato, sbagliando, "massì, la vita è lunga. Semmai finirò questa università e poi ne farò un'altra". Nulla di più sbagliato, perchè ora lo sento sul collo. Sento il fiato delle persone a cui io voglio bene, tutti loro, compatti, che ormai si aspettano molto da me. Tutti si aspettano che diventi giudice o simili e quando sento queste frasi io non posso far altro che sorridere e stare in silenzio, mentre la mia mente urla: "io vorrei fare VETERINARIA!". Ho sbagliato. Ho sbagliato perché ora non c'è più tempo, non ci sono più opportunità: devo lavorare. Devo avere un reddito. Ma come, come si può lavorare e portare a casa un reddito decente frequentando anche veterinaria? Non si può! Perchè purtroppo (anche se a ragione) la frequenza è obbligatoria. Temo che il mio sogno possa rimanere lì nel cassetto. Ma ancora di più, temo di accontentarmi ora di qualsiasi lavoro pur di far smettere gli altri di dirmi di avere un reddito..
Perdonami se ho assediato il tuo blog, ma proprio perché ormai per me sei "di casa" sapevo che, almeno in parte, avresti capito.. esattamente come so che tutti questi miei pensieri dovranno rimanere soltanto fra me e me, perché quando ho provato ad accennarli alle persone in questione, mi son sentita dire che ormai "questa possibilità non esiste più"... e forse hanno ragione.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,

Ho 30 anni, faccio un dottorato in linguistica, insegno, ma è da qualche anno che penso di provare il test. Ogni volta cerco di scacciare quest'idea dai miei pensieri ma poi ritorna sempre. Penso che proverò il test e poi si vedrà. Siccome vengo da una formazione umanistica, devo ricominciare da zero. Volevo chiederti un consiglio, secondo te è meglio studiare direttamente dall'alphatest o per cominciare riprendo i libri di chimica e biologia delle superiori?

Grazie per il tuo blog!

bradley ducan ha detto...

il grande aliGINI è un vero autentico e un mago molto potente che ha aiutato così tante persone nel mondo. Aiutò anche miei amici e parenti in molti modi. Quando mio marito mi ha lasciato per un'altra donna ho contattato la grande gioia e ci ha spiegato tutto a lui e lui si calmò. Dopo facendo il suo lavoro, mio marito corse indietro a me in 2 giorni come detto. Ha anche curato il cancro di mio zio. Dovuto l'alta gini. Contatta Dr aliGINI ora sul suo e-mail < giniwonderspell@yahoo.com > dr-gini lui vi aiuterà. Contattarlo rapidamente.