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04/07/13

Cosa ho imparato dai serial televisivi sui medici.

Tipico realistico dottore televisivo.
Lo so che dico sempre che lo studio fine a sé stesso non serve a molto, e che con la teoria da sola si combina poco.

Eppure confesso che, studiando i vari telefilm e film e serie e cartoni e libri e manga e fumetti che escono pluriquotidianamente sui dottori, ho imparato tantissime cose che non posso non condividere con voi:

- Gli studenti al primo giorno di tirocinio sanno già fare prelievi, misurazioni, visite, emogas, suture e piccoli interventi chirurgici in anestesia generale.

- Se uno degli studenti non sa fare una cosa c'è lo scandalo generale e minacciano di cacciarlo, la donna lo lascia gli altri lo isolano e i professori lo trattano male e altre infinite vessazioni da parte di tutti quelli che lo incontrano, finché non impara anche lui oppure muore suicida a seconda dei casi.

- Almeno uno del gruppo degli studenti al primo giorno di tirocinio va in sala operatoria a fare da secondo operatore, salvando tra l'altro la vita al paziente come richiesto sul libretto delle attività professionalizzanti che deve farsi firmare.

- Gli ascensori degli ospedali non sono progettati per sollevare le barelle, e come ne trasportano una si bloccano.

- I pazienti intrappolati negli ascensori hanno sempre un arresto cardiaco. Oppure - bene che vada - partoriscono.

- I professori primari malvagi che bocciano gli studenti, licenziano il personale per motivi iniqui e lasciano morire i pazienti per denaro sono in realtà buonissimi ma ingiustamente incompresi.

- Ogni medico di ruolo può svolgere turni in pronto soccorso, reparto, sala operatoria, laboratorio di analisi, obitorio, bar e fruttivendolo di fronte all'ospedale, per un totale di 7 specializzazioni.

- I chirurghi non devono preoccuparsi di conoscere la medicina. A parte poi sapere qualsiasi cosa in sprazzi di onniscenza casuali.

- Se un intervento ha una possibile complicanza, significa che tale complicanza si verifica ogni volta che il suddetto intervento viene effettuato.

- Gli internisti che non azzeccano mai una diagnosi al primo colpo sono stimati e ricercati da colleghi e pazienti. Come se non bastasse si danno un casino di arie, e chi li conosce ritiene che tale atteggiamento sia giustificato.

- I malati gravi conservano comunque un aspetto salubre e curato che non dà alcuna indicazione sul loro reale stato di salute. Sono inoltre inclini al dialogo, e ironizzano volentieri sulla possibilità della loro morte.

- Durante il giro visite ogni studente vede ogni paziente ricoverato nell'intero ospedale. I professori gli fanno delle domande sui singoli casi clinici, e se non sanno qualcosa gliela spiegano.

- Se un medico uccide qualcuno per sbaglio lì per lì succede un casino, ma già il giorno dopo nessuno se ne ricorda.

- Quando muore qualcuno devi gettare i guanti nell'addome ancora aperto e abbandonare la sala operatoria lasciando gli altri come degli stronzi: penseranno tutti che sei un gran figo.

E per chiudere, cosa che ho imparato dalla più famosa serie TV che io però non sopporto:

- Gli studenti passano l'intera totalità della loro esistenza tra libri, reparto e sala operatoria, fatte salve eventuali turpi tresche amorose con i loro consimili.

Non li bocciano mai, non esiste nozione che abbiano difficoltà ad apprendere e mettere in pratica, e sono tutti sempre bravissimi, abilissimi e superpreparatissimi. Eppure, a 40 anni minimi suonati quanti ne dimostrano, non hanno ancora finito la specializzazione.

Evidentemente, dovranno essere alla seconda laurea pure loro.

Simone

01/04/13

Svengo alla vista del sangue... e penso di lasciare medicina!

Solo a mettere questa foto sono svenuto due volte.
Lo so, sembra incredibile... ma tant'è, anche se è difficile anche solo dirvelo.

Ieri sono andato in reparto. E insomma senza farla tanto lunga, è uscito fuori che finalmente - dopo cinque anni di tirocini inutili - mi hanno chiesto di fare un prelievo a un paziente.

E io ok che un po' ero ansioso e già lo sapevo, per cui pensavo che ce l'avrei fatta. E invece... nemmeno avevo bucato il paziente che sono svenuto. È bastato mettere il laccio e cercare la vena, per quanto sono impressionabile!

A parte la figura che non vi dico in reparto, coi pazienti e i professori, ora che faccio? Non so se è una cosa che si può superare: già solo al pensiero di riprovarci sudo freddo e mi gira la testa!!! :(

Bo'. Così, su due piedi, direi che non posso fare il medico. E scoprirlo dopo tutto questo tempo mi fa una rabbia... ma come faccio? Se ci avessero fatto fare qualcosa di più pratico già da prima, come dico sempre! E invece nulla, sono dovuto arrivare alla fine del quinto anno per rendermi conto che come prendo una siringa in mano svengo!

Quasi era meglio che in reparto nemmeno ci andavo: almeno mi laureavo senza aspettarmi niente del genere, e poi dopo non so, mi sarei inventato di far fare sempre le cose agli altri o di fare una specializzazione dove non fai niente: tipo psichiatria, medicina legale o immunologia.

Ma adesso, dopo tanto impegno, stare così... bah.

Mi sa che è il caso che ci penso bene, ma probabilmente a questo punto lascerò perdere e tornerò a fare l'ingegnere.

Sono molto, molto depresso da questa cosa. Ma che fare? Niente, non c'è soluzione. Temo.

Simone

Qui trovate altri dettagli sull'emofobia, la paura del sangue...

29/03/13

Liebster Award: sì lo so, perdonatemi!

Io i meme gli spam le catene e le cosette da amichetti che fanno i blogger (che poi come ci scambi 2 parole magari scopri che ti odiano a morte) non è che li abbia mai particolarmente amati.
 
Però a questo giro sono stato invitato da Luca, che mi ha regalato l'header del blog (l'immagine che vedete in alto) più stramagnificamente fantastico che abbia mai avuto, per cui mi ha fregato e mi sento costretto a partecipare. 
 
Il Liebster Award nasce per far conoscere meglio alcuni dei blog che si seguono con più costanza, ed è riservato a quelli con meno di 200 followers, in modo da portare alla luce nomi che non sono i soliti noti.
Ci sono sei passi da seguire per chi riceve l'agognato Liebster Award.
1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.
 
 
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato. 
 
Lo faccio sotto
 
3) scrivere undici cose su di te.
 
E vabbe'. Sotto pure questo.
 
4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers. 
5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger. 
6) informare i blog del premio.

E qui regà non je la posso fare. Sono troppo pigro e poi non mi va e non c'ho voglia. Comunque vi consiglio molto i blog che stanno nei link sulla destra. Sono tutti collegati a università, medicina ed emergenza, e se li cliccate un po' magari si sentiranno letti e visitati e gli rallegrereta la giornata.

Sono spero poco meno di undici, così magari vi accontentate, ma non chiedetemi di avvisarli della cosa perché mi sento un po' a disagio di andare dalla gente e tirarla dentro, scusate! :)

2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato. 
 
1) Come ti piacerebbe lasciare questa valle di lacrime?
 
A un'età molto avanzata ma non tanto da rendermi invivibili le giornate, mi addormenterei volentieri senza svegliarmi più. Ma tanto morirò sparato, che sto sulle palle a troppa gente.
2) Vorresti rinascere uomo/donna?
 
Ogni cosa ha i suoi pregi. La cosa più bella di tutte è che in ogni caso rinascerei prima bambino.
3) Se ottenessi dei superpoteri, li useresti per fare del bene o per farti gli affaracci tuoi?
 
Un po' e un po', dai.
4) Se potessi ottenere il controllo totale sulle tue emozioni, useresti questo controllo?
 
Ma c'è una emozione che ti spinge a controllare le emozioni? Cioè potrei aver paura di divertirmi troppo, o essere felice di essere incredibilmente triste per qualcosa? Certo che sì... ma si potrebbe avere un controllo sul controllo del controllo, o c'è un livello su cui non possiamo intervenire? Ok, troppo complicato: allora diciamo di no.
5) Come dev'essere la tua doccia perfetta? Dev'esserci musica, silenzio, candele, quanto deve durare?
 
Il fatto che vuoi immaginarmi sotto la doccia mi inquieta. Comunque faccio in genere delle docce normalissime.
6) Dall'inizio dell'anno, hai pianto almeno una volta?
 
Sono stato lì lì almeno un paio di volte.
7) Se arrivasse satana in una nuvola di zolfo puzzolente e ti proponesse il solito Patto (magari non in cambio dell'anima, perché non si sa mai), cosa chiederesti?
 
Uhm. Essere felice? Che schifo, lo so... allora tutto sesso e feste e droga e divertirmi senza mai alcuna conseguenza negativa. Meglio così?
8) In quale serial tv vorresti vivere? E perché?
 
Io sono già Sheldon di The Big Bang Theory. Solo un pochino meno marcato su alcuni aspetti.
9) La cosa più idiota che hai fatto per amore?
 
Be' una volta credo di essermi picchiato con qualcuno anche per non sfigurare di fronte a una che mi piaceva. Poi per fortuna non ne ho prese tante ma lei manco mi si è mai filato.
10) Mai fatto uno strip-tease per qualcuno/a?
 
No.
11) Cosa pensi che ti salverà? (interpretazione libera)

Un'enorme hardiskone spaziale che serva da backup dell'universo? L'infinito amore che muove il cosmo? La fortuna incredibile che ho sempre avuto in tutte le cose della vita? Ci sono varie possibilità, a seconda dei vari punti di vista.

3) scrivere undici cose su di te.

1) Non guardo mai un film 2 volte, visto che preferisco vederne uno nuovo.

2) Trovo le serie tv stupide e noiose, ma spesso le guardo con gli amici per giustificare una serata insieme.

3) Se si organizza per andare a mangiare da qualche parte, quasi certamente farò in modo di esserci.

4) Mi piace giocare a calcetto ma solo d'estate quando fa caldo e non piove.

5) La mattina bevo il the verde. Non aspettavate altro, dite la verità.

6) Sono appassionato di videogiochi da sempre.

7) Ora gioco principalmente ai giochini dell'ipad, che trovo molto più divertenti e fantasiosi e interessanti dei giochi che escono su PC e console tutti uguali, violenti e noiosi.

8) Mi piacerebbe avere dei figli.

9) Mi annoio da morire in palestra, mentre preferisco farmi una corsetta ogni tanto. Meglio se non piove e non fa freddo.

10) Se non vedo qualche amico e non esco la sera per 2 giorni di fila mi prende a malissimo.

11) Da quando ho smesso di scrivere narrativa, non ho più letto un romanzo.


Simone

14/09/12

11 Rivelazioni sconvolgenti su di me (Liebster Award).

L'origine dei memI. Sapevatelo!
Io i meme che girano sui blog, queste cose cioè che devono tutti dire scrivere fare rispondere a certe domande o regole, non è che li ami proprio: è che il blog già di per sé - come strumento - rischia continuamente di precipitare nell'esibizionismo e nell'autocompiacimento senza freni.

Poi se ci metti sopra pure una roba che ti spinge ancora di più in quel senso finisce che la gente si gonfia come palloni aereostatici e invece che uno spazio di discussione e riflessione il blog diventa - ancora di più - uno spazio per sentirsi stocavolo e dare sui nervi a tutti e farsi odiare profondamente.

Cosa che con questa introduzione penso di essere riuscito a fare benissimo. Visto? Senza nemmeno il meme, che è da dilettanti. Ma cominciamo:

11 rivelazioni su di me.

1) Quando facevo lo scrittore, mentre facevo l'ingegnere, ho fatto anche il fotografo. Non è una rivelazione perché lo dico sempre, mi sa... ma iniziamo per gradi!  :)

2) Sono al punto due e non ho già più idee. Cioè, ma gli altri blogger che hanno scritto? Fammeli un po' andare a vedere, ecco: le cose che gli piace mangiare, stronzate inverosimili su quante donne si sono portati a letto e presunti auto-imposti e risibilmente buffi difetti, raccontati come fossero in realtà dei pregi? E vabbe': la mia assoluta mancanza di difetti a volte mi mette a rischio delle invidie delle persone invidiose che mi invidiano.

3) Penso che la maggior parte delle persone sia profondamente razzista e intollerante, anche se magari verso categorie che non essendo minoranze o oggetto di razzismo standardizzato non li definiscono come tali. Basta odiare chi è diverso da te, ecco, per me il razzismo è quello.

4) Sono agnostico ma più tendente a credere che c'è qualcosa "fuori" piuttosto che non ci sia nulla. Che il nulla - a vedere effettivamente l'evidenza dei fatti - nemmeno esiste, per definizione.

4b) La frase ultima scritta doveva dirla Primo Mazzini nel secondo libro della serie, ma visto che nessun editore se l'è cagato la serie si è fermata al primo, che di scrivere il seguito per me stesso a me mi pare vagamente da sfigati. A Mazzini gli ha detto anche bene, perché nel secondo libro moriva.

5) Le persone che mi mettono foto di animali morti su Facebook le tolgo immediatamente dagli amici. Quelli che rompono il cazzo con campagne di sensibilizzazione idiote li "nascondo" e basta, che sono buono.

6) Non mi piace davvero studiare: voglio solo laurearmi in fretta.

7) Boooooo'?! Sarà un anno che non leggo un romanzo, e al cinema ci sarò stato 3 volte. Non è che certe cose mi coinvolgano poi più molto. 

8) Trovo che chi si dice appassionato di un singolo genere musicale, letterario o cinematografio - semplicemente - non ama la musica, i libri o il cinema.

9) Il calcio, i film, i romanzi, la poesia, le passeggiate in montagna, vedere l'opera, la musica vintage, e l'arte classica, spesso, mi annoiano.

10) Fino ai 27-30 anni credevo che gli artisti contemporanei fossero dei malati fuori di testa con mediocri capacità tecniche e che le loro opere facessero schifo. Ora lo credo ancora... a parte che le opere contemporanee mi piacciono tantissimo. Però difficilmente me ne metterei una in casa.

11) Abbiamo quasi finito, resta solo la rivelazione finale sconvolgente totale. Non ho mai scritto "IO SCRIVO" il libro sulla scrittura preso dal mio blog.

La verità è che l'ha scritto uno pagato dal mio editore, che poi ci hanno messo sopra il mio nome per fare marketing. Visti i risultati del libro, però, il tizio che ha scritto il testo è andato in depressione... e si è impiccato.

Adesso lavora come ghost writer.

Simone

P.S.

Le domande, le risposte e le segnalazioni non le faccio. Che non c'ho voglia manco per niente... e poi il finale col ghost writer era carino e non lo voglio sprecare. Ringrazio però Ariano Geta, che mi ha coinvolto in questa cosa rendendo possibile l'aggiornamento del blogghe.

21/05/12

La mia seconda laurea... in Economia e Commercio!


Eh sì, alla fine ce l'ho fatta a prendere una seconda laurea!

Ieri è stato il mio compleanno, e tra i tanti regali più o meno apprezzati ho ricevuto pure questo bel diploma di laurea, fresco fresco di stampa.

E pensare che a Economia e Commercio non ci avevo pensato mai... ma tutto sommato invece è una laurea interessante e forse ho finalmente trovato quello che voglio davvero fare nella vita.

Certo adesso continuare a lavorare come ingegnere mentre studio medicina e faccio il praticantato da commercialista non sarà semplicissimo... però, dai: quando c'è la passione nulla ci può fermare, e sono convinto che con tutto l'impegno che ci metterò sarò in grado di superare ogni problema e ogni difficoltà.

Sì, ce la farò. Altri due o tre anni di gavetta, e poi avrò le mie 3 laure e le 3 professioni che ho sempre desiderato.

E grazie davvero a tutti i miei amici per questo bellissimo regalo! :)

Simone

10/05/12

Risposte per chi ha fatto domande (su Google).

Francobollo raffigurante un classico (?) enigma.
Causa mancanza di fantasia, rubo l'usanza (che tra l'altro ho sempre trovato irritante) di riportare le chiavi di ricerca più interessanti che hanno sospinto tanti intrepidi navigatori fino a questo blog.

Seconda laurea in medicina.

Ok, sì. Hai fatto una ricerca su Google.

Simone Maria Navarra.

Evidentemente, il mio blog è questo. Il fatto che tu cercassi proprio espressamente il sottoscritto medesimo, invece, è un po' inquietante.

Fabio Volo.

No, vabbe': magari.

Avere 30 anni e 5 esami alla fine università.

Questo immagino sarà stato inteso in senso disperativo. Cioè: a 30 anni ti mancano ANCORA 5 esami?! Mamma mia, che tragedia irreparabile! Io invece faccio 37 anni tra 1 settimana; di esami me ne mancano 40, e non me ne importa una mazza.

Però mi sa che non era la risposta che cercavi.

Come entrare a Medicina.

Ok, facile: questa la so! Per entrare a Medicina, devi fare il test di ammissione in una università pubblica o privata. Il casino però - una volta entrato - è uscirne.

La laurea in lettere/lingue/filosofia/storia/ingegneria (a seconda di chi ha fatto la ricerca) è inutile?

Eh sì, è davvero inutile. Cioè non è che è una brutta laurea, ma non troverai mai lavoro. Mi spiace, sì, insomma, non serve a niente. È davvero veramente inutile e hai sbagliato a studiare tanti anni certe cose che non ti serviranno mai nella vita. Lo so che è triste, ma qualcuno doveva dirtelo. Eh già. Proprio.

Seconda laurea dopo lettere/lingue/filosofia/storia/ingegneria (a seconda di chi ha fatto la ricerca).

Ma che sei quello di prima?!

Biologi specializzandi non retribuiti.

E infatti è così: ai medici specializzandi li pagano, mentre ai biologi specializzandi no. È profondamente ingiusto, ma una volta tanto che nella mia vita l'ingiustizia avvantaggia me, cappero... non rompete, ok? ^^

Da Biologia a Medicina.

Eccheppalle?! Ma scusa: nel tempo che ti laurei in medicina non fai prima a specializzarti come biologo e a cercare lavoro lì?

Biologia laurea esami convalidati Medicina.

Oh, ma fai come ti pare...

Come e' l'esame di fisiopatologia respiratoria.

Bellissimo: pensa che un esame con questo nome nemmeno esiste! Oppure forse magari parlavi di PNEUMOLOGIA? Perché quello invece è proprio una m--da, mi dispiace.

Paura dei prelievi del sangue.

Qui forse non sei stato troppo specifico: i prelievi hai paura di subirli, o di farli? No perché secondo me sono due fobie differenti...

Anche se - comunque - potresti tranquillamente averle entrambe.

Ok, basta così. Però facciamo che è la prima parte di altre parti che seguiranno, così magari aggiorno il blog solo con le chiavi di ricerca di chi legge il blog e non devo più scrivere altro... e secondo poi esce fuori che alla fine ho molti molti molti più lettori.

Secondo me, andrebbe sicuramente così.

Simone

19/12/11

7 links (ma invece sono almeno 8 o 9) project.

Federico mi ha infilato in una di quelle catene per blogger che in genere detesto ed evito di appoggiare.

Però è un po' di tempo che non ho troppe idee originali per aggiornare il blog (parlare di università in fondo può diventare ripetitivo) per cui ho deciso di partecipare anche solo per cambiare un po' argomento di conversazione.

Insomma si trattava di linkare un po' di vecchi post del nostro blog secondo alcune indicazioni, ed eccoveli qua:

Il post il cui successo mi ha stupito

Iniziamo male: vi confesso che tante volte mi pare di aver scritto dei post fichissimi, e invece non se li fila nessuno. Post brutti invece pieni di commenti sono difficili da trovare, ma frugando un po' nei miei archivi... eccolo! L'ennesimo pianto da scrittore super turbo sfigato che potevo benissimo risparmiarmi e che magari era meglio se non ritiravo fuori... per cui, insomma, non ci cliccate!

Il post più popolare

Il post più popolare non è su questo blog, ma su quello vecchio che comunque anticipava il blog nuovo parlando della mia seconda laurea in Medicina: Lo trovate qua.

Visto che forse non vale, su questo blog ha avuto molto successo il post sulla paura del sangue.

Il post più controverso

Uno qualunque di quelli sulla scrittura. Cioè quando ancora parlavo della scrittura in maniera molto polemica, prima di capire che avevo rotto il k@tso. Dopo questo post un po' di commentatori non li ho mai più visti, per cui magari era meglio che evitavo di ri-linkarvi pure questo. ^^

Il post più utile

Utile e blog sono due parole che non vanno troppo a braccetto. Con un post sul test di ammissione (ancora sul vecchio blog) ci avevo provato... ma non so quanto sia servito davvero.

Il post che non ha ricevuto l'attenzione che meritava

Ma dai, devo linkarvi tutto quello che ho scritto nel corso della mia vita? ^^ Ok, limitiamoci a questo sui migliori ebook gratuiti presenti in rete... che si è fermato a pochissimi titoli perché nessuno me ne ha consigliati altri.

Il post più bello

A me piace molto il racconto sulla morte della paura, che parla di quando mi portavano le cose terrificanti durante i laboratri di Anatomia. Anche quello sulla prima volta in sala operatoria non è male... e da quando non scrivo più scrivo molto meglio, non pare anche a voi?! ^^

Il post di cui vado più fiero

Ovviamente tutti quelli dove riporto le esperienze di chi mi ha contattato cercando consigli su una (prima o seconda) laurea o anche solo per raccontarmi una storia analoga alla mia.

Davvero, l'interazione e il rapporto con altre persone mi fa capire che tutto il tempo passato a scrivere e a studiare sia stato in qualche modo - e anche se in maniera appena percettibile - utile a qualcun altro... e quando bisogna tirare le somme, credo che le cose importanti siano soltanto queste.

A tutti quanti loro va insomma il mio più sincero ringraziamento... e il link ve l'ho messo qui.

Simone

17/11/11

Il tirocinio dove non ti si fila nessuno.

Credo valga la pena di parlare un po' di questa esperienza piuttosto comune tra gli studenti di Medicina... e credo anche di tante altre facoltà.

Capita cioè che magari una mattina hai tirocinio, e la sera prima metti la sveglia prestissimo per paura di fare tardi. Alla mattina ti alzi col sonno letale tipico da studente universitario, ti fai comunque tutto il traffico in strada fino all'università perché a Roma c'è traffico anche alle 5 di mattina (non che in vita mia sia mai uscito di casa a quell'ora, ma lo presumo).

Parcheggi e tutto quanto correndo come un matto perché tanto sei comunque in ritardo, becchi il gruppetto di altri studenti tuoi co-tirocinanti e quando finalmente tutti insieme andate in reparto a cercare il professore succede una delle cose seguenti:

1) Il professore prende uno specializzando, e gli dice "fagli vedere qualcosa tu".

A quel punto lo specializzando proverà a scaricarvi a un internato (sarebbe uno che sta lì a lavorare gratis) e l'internato a sua volta se ne trova uno vi appiopperà a uno studente che sta facendo la tesi. All'ultimo della fila non resterà altro da fare che farvi vedere effettivamente qualcosa (generalmente una procedura altamente specializzata a studenti che non sanno come si scrive un'anamnesi) oppure distrarvi con qualche stratagemma per poi sparire.

2) Il professore ha qualcosa di super-importantissimo da fare, e vi dice "aspettate qua". Poi va via, e non torna mai più.

Che se ci pensate bene è un po' come la "catena" descritta poco sopra, dove però l'ultimo anello è uno studente del terzo, quarto o quinto anno: non è che il professore vi abbia abbandonati, vi ha semplicemente scaricati a voi stessi.

3) Il professore vi ammolla a un altro professore, adducendo come scusa che quello che vi fa vedere quell'altro vi serve molto di più.

Il problema è che il secondo professore non ha alcun tipo di relazione burocratica che lo obbliga a sopportarvi (voglio dire: il tirocinio non dovevate mica farlo con lui, no?) e può tranquillamente mandarvi a fare in culo.

4) Il professore vi dice che dovete imparare non so quale particolare procedura. Vi porta in reparto, va al letto di qualcuno e gli chiede: le dispiace se questi studenti fanno pratica con lei di questa non so quale particolare procedura? 

La qual cosa, se analizziamo la situazione, significa che vi hanno appena scaricato a un paziente. Ma il paziente sa comunque molte più cose di voi.

5) Il professore non c'è, e nessuno sa dove sia o se arriverà in un futuro prossimo o remoto.

Che poi era la soluzione più facile, no?

Aggiunta alla situazione n°2 e n°5: quando il professore non si trova, se restate ad aspettarlo passerete il tirocinio in un corridoio senza fare nulla.

Se invece ve ne andate via, cinque minuti dopo il professore torna e s'incazza: che non è possibile che dei tirocini non gliene frega mai niente a nessuno!

Questa cosa, ve lo assicuro, è garantita.

Simone

13/09/11

Topi giganti, gatti elettronici e cavolate varie.

Lo so che è un po' di tempo che sono diventato una persona un po' troppo seria: parlo di Medicina, esami, studio, lavoro, impegni... e ormai mi sto trasformando in un secchione noioso che quando la gente viene sul blog e prova a lasciarmi dei commenti di insulti il più delle volte si addormenta prima sulla tastiera.

Per cui insomma ora ricompenserò i pochi amici che non mi hanno ancora cancellato dal lettore di feed con delle notizie esaltanti (?) e dei link divertentissimi... ma poi basta che non c'ho tempo da perdere che dopodomani ho un esonero di farmacologia.

1) I topi giganti di 70 Kg.


Tempo fa, il mio caro amico e collega ingegnere studente ricercatore speriamo presto professore dell'università di Napoli & di New York, Giacomo (non metto il cognome che non so se magari mi denuncerebbe davvero o no) mi ha parlato di un articolo apparso su un fantomatico giornale secondo il quale erano stati trovati dei topi del peso di 70 Kg, chili, Kili o come si scrive.

Ora io penso che al limite il topo di chili ne pesava 7 e sul giornale hanno scritto una boiata. Però Giacomo ci teneva davvero tanto che lo scrivessi sul blog per mettervi in allerta e tenervi tutti informati per cui ecco fatto: se siete soliti passeggiare nelle fogne o in giro per i cunicoli della metropolitana, state accorti che magari beccate Splinter (sarebbe il capo delle tartarughe ninja) che vi dà pure un sacco di botte.

2) Ho finito di correggere Il gatto che cadde dal Sole, l'ho mandato all'editore digitale che dovrebbe occuparsi della sua ri-pubblicazione in formato ebook e il libro dovrebbe uscire a Dicembre 2011.

Dico tanti dovrebbe perché il contratto non è ancora stato firmato, ma diciamo che al 90% se non ci saranno intoppi strani Nessuno (questo è il nome del protagonista) e tutti gli altri gatti randagi amici e meno-amici suoi torneranno presto a farsi citare in tutti i miei post come avveniva regolarmete 2 o 3 anni fa. Anche 4 o 5. O da quando sono nato, per quanto mi ricordo che 'sto sempre a parlà di 'sto libro. ^^

Mi è parso giusto nominarlo anche ora perché - semplicemente - parlare dei gatti dopo i topi giganti ci stava benissimo.

3) Terza e ultima cosa: sperando di rientrare nelle grazie dei miei lettori (è vero che ho smesso di scrivere, ma i lettori li voglio lo stesso!) volevo linkarvi un video su youtube dove suono alla batteria una cover di Doctor Alibi di Slash e Lemmy (sarebbero il vecchio chitarrista dei Guns 'n Roses e il cantante dei Motorhead) e poi pure Basket Case dei Green Day.


Solo che poi ho deciso che nel filmato parevo inspiegabilmente sovrappeso (sarà colpa dell'Iphone con cui ho fatto il video) e poi ero pure spettinato, per cui niente. Dovrete accontentarvi di questa immagine qua sopra, che lo so che continuate a clikkarci sperando che parta il filmato ma invece niente: è solo una stupida foto che non si muove e nemmeno suona. Ma vi lascio con la promessa di mettere prima o poi un video registrato però quando sarò vestito un po' meglio e mi sarò tagliato i capelli...

E magari, chissà, mi sarò pure imparato un pochetto meglio a suonare ^^.

Simone

28/12/10

Storie drammatiche realmente accadute - 1

Squilla il telefono.
"Pronto?" rispondo.
"Pronto, Simone?" riconosco la voce di Paolo. "Mi senti?"
Sono felicissimo di sentire il mio amico.
"Sì sì che ti sento. Ciao Paolozzo, come stai? Tutto bene?"
"Eeeeh..." pausa pesantissima. "Hai sentito Roberto?"
Ugh, mi si gela il sangue. Oddio, Roberto... che gli sarà successo? Magari si è rotto una gamba, magari qualcosa di terribile ha colpito la sua famiglia. Prego il Signore che non sia così.

"No" dico, freddo come un iceberg. "Non l'ho sentito. Che è successo?"
Paolo sospira.
"Eh... non ti ha detto di Francesco? Non sai nulla?"
Che sta succedendo? Roberto doveva chiamarmi per avvisarmi di qualcosa che è accaduta a Francesco! Già mi immagino funerali, esequie, amici disperati, parenti da consolare: Dio, fai che non sia morto, fai che non sia paralizzato. Oh santoddio, no!

"Che è successo a Francesco?" chiedo, imploro quasi. "Io non so niente... niente!"
"Eeeeeh..." altro sospirone di Paolo, con pausa funerea annessa.
Poi finalmente si decide a parlare.
"No, devi sapere che Roberto e Francesco hanno discusso, e adesso stanno litigati. Pensavo fosse il caso che lo sapessi".

Il mondo che si era fermato nella morsa di ghiaccio, improvvisamente riprende a girare. Nessuna morte, nessuna malattia senza perdono. Ho solo un sacco di amici coglioni.
"A Paolo" dico, con un sollievo che è quasi un mezzo orgasmo. "Ma vattene affanculo!"

Simone

23/12/10

Regali di Natale (riciclati) per voi!

Quest'anno purtroppo di creativo, letterario e "artistico" ho fatto poco o niente, per cui non ho ebook, foto, link o altre cose mie da regalarvi.

Non voglio comunque presentarmi a mani vuote, per cui - nel classico spirito natalizio - vi riciclo un po' di regali che hanno fatto a me e che ora io appioppo a voi:

Una colonna sonora natalizia... dell'amico Luca. Sempre che il link funzioni ancora.

Un meraviglioso audiobook del terrore, dell Glauco Silvestri. Che così a Natale se i bambini non sono buoni li chiudete al buio e glielo fate ascoltare a palla.

Il misura pene elettronico digitale jpg, per chi durante il cenone tiene a qualsiasi dettaglio... piccolo o grande che sia.

Tutti gli MP3 di tutte le canzoni mai registrate nella storia (o quasi). Però se un disco vi piace compratevelo, e se un blogger vi sta simpatico comprate il suo libro... e soprattutto se linkare questa cosa è illegale ditemelo che la levo subito!

Il mio videogioco flash gratuito preferito. Sarebbe Zoo Keeper. E confesso che era il mio preferito 3 anni fa, che sarebbe l'ultima volta in cui ho giocato a un gioco flash. Però che volete? A caval donato non si guarda in bocca, brutti ingrati!

Be' direi che basti, no? In fin dei conti chi ha bisogno di altri ebook? Con tutti quelli che ci sono già qui sulla colonna a destra e che probabilmente non avete ancora nemmeno letto, poi!

Di mio aggiungo solo un augurio caloroso e un abbraccio virtuale: spero sinceramente che viviate queste feste nel migliore dei modi possibili, e che tutti i vostri progetti si realizzino presto.

Simone

05/12/10

Alcuni interrogativi che ho sugli zombi:

Seguendo tanti consigli, tra i quali anche quello del mio editore (non la Delos, ma uno dei centomila che mi hanno rifiutato qualche romanzo: li considero tutti miei editori come forma di rappresaglia) riprendo a scrivere anche pure e semplici cazzate (intese come cazzate scritte con cognizione di causa, e non quelle solite delle quali non mi rendo conto).

Ma non aspettatevi che questa torni ad essere la norma... anche se forse sì. Non lo so ancora.

Alcune domande che mi sono posto sugli zombi:

Adesso che è arrivato the Walking Dead (che io tra parentesi ho trovato una fregatura clamorosa: dopo 5 puntate ho scoperto che era solo la prima serie, e alla fine non finirà mai come a suo tempo è stato con Lost) e grazie a tutta la moda che - sono quasi certo - ne conseguirà, dai vampiri, dalle trilogie fantasy e dai maghetti stiamo passando agli zombi.

Niente di male, anzi! Almeno i film con gli zombi vagamente paura ancora la fanno, mentre i vampiri no e i maghetti e trilogie varie erano pallosi pure quando l'idea era nuova (ai tempi dei nibelunghi, intendo).

Ma insomma, io sarò ignorante, però certe cose sugli zombi non le ho mai capite e complice anche The Walking Dead sono ancora molto perplesso. Per cui insomma ve le chiedo a voi, che magari siete esperti e me li spiegate:

- Perché gli zombi sarebbero morti, quando invece sono vivi? Cioè, uno che si muove è vivo, mentre se è morto invece sta fermo. L'idea credo sia che se gli zombi fossero dei normalissimi vivi un po' rincoglioniti il tutto forse faceva meno paura... solo che io conosco certi tizi che sembrano più morti loro degli zombi veri: non escono mai di casa, sono asociali e se li inviti a cena rompono un sacco le palle che sono pure schizzinosi. Praticamente il contrario esatto degli zombi! A me, sinceramente, fanno molto più paura loro.

- Se si muove c'è evidentemente attività cerebrale, sintesi di ATP e metabolismo del calcio. E lo so, ora me la tiro perché ho fatto mezzo esame di Biochimica... però cioè non è fisicamente possibile che uno che cammina e dice anche solo "hmmmmm" come un coglione sia morto davvero: se vedete un thriller con l'assassino che uccide qualcuno sparandogli con un ombrello o una banana, e facendo solo "pam pam" con la bocca, voi ci credete? E Superman invece vola senza le ali, ma solo perché viene da un altro pianeta... se no chi ci credeva che uno piglia salta e vola senza spiegazione logica? Gli zombi alieni, ecco quelli avrebbero senso.

- Perché quando arrivano gli zombi il mondo finisce sempre? Cazzo basta un elicottero con un mitra e li fai fuori tutti, mica scappano, sparano o portano gli elicotteri pure loro. Cioè ora tutti i soldati sono contagiati e muoiono all'unisono e non rimane più nessuno in tutti gli eserciti di tutti i paesi del mondo?!

- Il virus della zombità è molto meno contagioso di infinite altre malattie, perché te lo prendi solo con contatti diretti con sangue fresco (la gente nei film va in giro coi vestiti immersi nel sangue, ma non si ammala mai) oppure se uno ti morde e come tutti i personaggi dei film con gli zombi tu sei talmente stupido da non provare nemmeno a metterci un po' di disinfettante: però la velocità di diffusione del virus della zombità è tipo di due miliardi di zombi a settimana, come se si attaccasse attraverso lo sguardo...

- Perché se gli zombi hanno sterminato l'esercito e l'umanità intera, poi i protagonisti denutriti e azzoppati, con una pistola, una mazza da baseball e dei fischiabbotti ne fanno fuori a decine di migliaia? Bisogna però ammettere che in 28 giorni dopo (altro film che ambisce al titolo di pellicola più brutta della storia) il protagonista massacra una squadra di SWAT a mani nude, per cui in questo caso la coerenza della trama è stata mantenuta.

- Perché gli zombi sono tutti mutilati e insanguinati? Ma nessuno muore più di infarto o di vecchiaia?

E poi c'è la cosa che non capisco più di tutte:

- Perché gli zombi devono mangiare per forza le persone vive? Potrebbero mangiare i gatti randagi, la pizza, i crackers, il gelato o al fast food e non dover necessariamente rompere i coglioni alla gente normale. Se poi gli zombi mangiassero gli altri cavolo di zombi amici loro non avremmo più nemmeno il problema degli zombi stessi, non credete?

Magari alla fine essere zombi diventerebbe una cosa tipo "io mi sento emo", "io voglio andare ad Amici", "io voglio fare il politico per avere un auto blu che mi porta le prostitute" e poi c'è quello che dice "io vorrei tanto diventare uno zombi". Cioè, ognuno in fondo fa quello che vuole, no?

Certo, ci sarebbero un sacco di problemi con i soliti zombofobi, poi le manifestazioni, il matrimonio zombi, le adozioni tra zombi, i datori di lavoro che ti obbligano a firmare un contratto col quale assicuri che non diventerai mai zombi e cose del genere... ma in fondo è quello che accade per tutte le minoranze e non possiamo aspettarci nulla di diverso.

Ma io penso che con molta pazienza, e con l'aiuto e la comprensione di tutti, anche i morti viventi verrebbero socialmente accettati...

E il nostro mondo - invece che distrutto e desolato - alla fine sarebbe migliore.

Simone

22/07/09

Lo studio, le opinioni e il Codice Aggiunto.

Se la mia iscrizione alla facoltà di Medicina ha avuto almeno un risultato positivo (oltre che bloccare la mia attività di romanziere) è che quando conosco delle persone nuove - o ne incontro di vecchie che non vedevo da un po' - ho sempre un ottimo argomento di conversazione, nonchè un sistema per sondare un po' meglio come ragiona e cosa pensa davvero la gente che conosco.

Adesso vi spiego: il fatto è che non c'è niente di strano, importante o pericoloso nel fare l'università (molta gente si prende una seconda laurea, tra l'altro). La cosa realmente sconvolgente, per gli interlocutori, è che il salto da ingegnere a medico è sufficientemente inusuale da costringerli a produrre una propria opinione, prima di dare una risposta.

Nessuno infatti ha voglia di sforzarsi davvero per dire qualcosa di interessante durante delle discussioni generiche in un locale o a una festa, e generalmente le conversazioni si svolgono seguendo un certo schema domanda - risposta - considerazione scontata. Vi faccio qualche esempio: 

Domanda: tu che lavoro fai? 

Risposta: pulisco i cessi alla stazione dei drogati. 

Considerazione: ah, bello. Deve essere un lavoraccio, ma è comunque importante.

Ancora: 

Domanda: tu che ne pensi degli extracomunitari? 

Risposta: io gli extracomunitari secondo me bisogna aiutarli (?!) e poi, adesso che c'è Obama... 

Considerazione: eh sì! Mica come in Italia, che invece ci prendono per il culo tutti.

E visto che sono ispirato: 

Domanda: dove vai in vacanza questa estate? 

Risposta: vado in una crociera di nudisti dove si fanno le orgie. Oppure orge, non so davvero come si scrive. 

Considerazione: bella la crociera! E poi se due (o più) persone stanno bene insieme non vedo perchè si debba giudicarli. 

Contro-considerazione scontata: sì, però la libertà finisce dove inizia quella degli altri. 

Considerazione totale finale: eh sì, bisogna sempre rispettare gli altri.

Che discorsi illuminanti, vero? Avevo scritto un libro che parlava di questa cosa (Codice Aggiunto, mi sa che inizio a spaccarvi le scatole vero?) della gente cioè che - pur essendo apparentemente normale - non possiede una propria individualità e si comporta come un automa.

Ebbene, la mia seconda laurea in medicina costringe le persone a tirare fuori il proprio Codice Aggiunto, imponendogli di pensare: qual è la mia posizione etica nei confronti di questo evento? e produrre altresì una risposta. Insomma io arrivo da qualcuno che ho appena conosciuto, mi presento ciao, mi chiamo Simone. Sai, sono ingegnere e però poi quest'anno mi sono iscritto a medicina per motivi non chiari ai più, e appena vaghi anche a me. Cosa suscita in te questa fondamentale notizia?

Ed eccovi qualche considerazione, così vi fate qualche risata... o vi girano le palle come a me, a seconda dei casi.

- Ma medicina non sono sei anni?

- Ma poi quando ti laurei in medicina vuoi fare il medico?

- Non potevi scegliere una laurea breve, tipo Fisioterapia?

- Si vede che te lo puoi permettere!

- Ah be', ma tu hai fatto ingegneria a Roma Tre (dove notoriamente regalano le lauree)... mica era La Sapienza!

- Anch'io volevo fare medicina, poi non l'ho fatta per tutta una serie di colpe attribuibili agli altri.



- Smettila di guardarmi le tette!



- Pure io vorrei tanto iscrivermi alla facoltà X. Anche se poi non lo farò mai, perché evidentemente non voglio.

- Ah! Anch'io sono Ingegnere e Medico, e adesso sto facendo la pratica da avvocato... ma che fai, piangi?

- Ma ha prendere due lauree con una media bassa sono buoni tutti, ed equivale esattamente a non fare nulla. Proprio come (non) ho fatto io.

- Io invece ho preso tutti 30... e pensa che ci ho messo solo dieci anni.

- Ma a te non ti va proprio di fa un cazzo?!

- Vabbe', ma tu sei già laureato: impari subito.

- E chissene frega?! Al mondo c'è anche gente con problemi reali, sai?

E meno male: almeno una persona che dice le cose come stanno l'abbiamo trovata! ^^

Simone

13/07/09

University Hero - il videogioco dell'università.

Perché no?

Cioè: io il giochetto dove devi andare all'università, dare gli esami che diventano via via sempre più difficili e alla fine laurearti con la tesi me lo comprerei subito. Se poi mi fermo solo un attimo a pensare a qualche idea da inserire nel gioco, me ne vengono subito in mente un'infinità... per cui mi pare doveroso scrivervele tutte qui sul blog: 

University Hero - il gioco in cui devi andare all'università e dare gli esami e laurearti, nonostante il resto del mondo sia contro di te.

Prima di tutto, all'inizio del gioco puoi scegliere la facoltà, e con essa il tuo personaggio: se fai medicina ti danno il camice, lo sfigmomanometro e il fonendoscopio, e come tocchi qualcuno muore. Se fai lettere puoi decidere di essere anarchico e andare all'università col Rotweiler che morde i professori. Se fai ingegneria i personaggi femminili non ti parlano, se fai Fisica puoi vestirti in stile Guerre Stellari e così via di seguito per ogni corso di studi.

Nella pratica poi il gioco rimane sempre lo stesso, e per il momento io avrei in mente le seguenti caratteristiche peculiari:

- L'esame che ti chiedono sempre qualcosa che non sai e devi riuscire a copiare dai foglietti senza farti beccare.

- L'esame che devi ripetere tutto identico a memoria paro paro a come sta scritto sul libro del professore, se no ti bocciano. Questo verrebbe bene come una specie di gioco musicale coi tasti da premere in sequenza al momento giusto.

- La fila in segreteria il giorno prima della scadenza del rinvio del militare (o dello slittamento della graduatoria del numero chiuso, per modernizzarci).

- Il professore che s'è scordato di consegnare i verbali, e tu devi riuscire a non farti annullare l'esame.

- L'esame segreto apparentemente impossibile, che come apri bocca ti bocciano. Se invece resti zitto per 5 minuti, a un certo punto il professore si risponde da solo e alla fine ti mette trenta.

- Lo scontro finale con il relatore della tesi che vuole spostarti la discussione di altri 6 mesi, mentre a te non te ne potrebbe fregare di meno di restare solo un altro minuto all'università.

- I compagni di corso bastardi che ti dicono l'aula e l'ora sbagliata per dare l'esame, e allora devi girarti tutta la facoltà prima che il professore faccia l'appello e ti segni come assente.

- Gli esami stile caccia al tesoro, che per passarli devi produrre determinati oggetti tipo: progetto disegnato con le penne a china della marca introvabile che ha deciso l'assistente. Numero di macchine che transitano nel corso di un'ora in un incrocio fuori il raccordo (che ovviamente devi andare lì a contare). Incontro col professore in ora e luogo segreti in cui ti viene dato l'argomento della tesina che devi portare all'esame e altre cose del genere.

- Un livello di difficoltà dinamico, con domande che diventano più o meno difficili se ti azzerbini col professore oppure se ne parli malissimo alle spalle (e soprattutto se lui ti sente). Al livello ultra-hard, devi dare l'esame con un docente che la sessione prima hai mandato affanculo.

E va bene, diciamo che come prima bozza non è male... al punto che sarebbe quasi da registrare in qualche modo l'idea, prima che me la freghino.

La cosa più incredibile è che, se ci penso bene, sono tutte cose che nella realtà mi sono successe davvero... compresa quella storia dei compagni di corso che poi però sono arrivato in tempo e io l'esame l'ho passato e loro no, alla faccia loro.

Anche se vi sembrerà strano, me li ricordo tutti con affetto.

Simone

26/06/09

Frammenti di burocrazia universitaria.

Compili un paio di moduli... e per la prima settimana stai a posto.
Se non hai le presenze, non puoi dare l'esame. Se non hai la firma dei laboratori, non puoi dare l'esame. Se non hai la firma degli altri laboratori, non puoi dare l'esame. Se non hai tutte le propeudicità a posto e i bollettini pagati, se non hai fatto la tesina, se ti sei perso il portfolio o se - semplicemente - al professore gli rode un po' il culo, come si sarà capito, non puoi dare l'esame.

Se poi non hai studiato nulla e non sai niente di niente, in teoria, l'esame non dovresti poterlo dare lo stesso... ma non è detto.

- Se sei povero e non ti potresti assolutamente permettere in alcun modo di andare all'università, allora di tasse universitarie paghi un po' meno.

- I corsi integrati sono esami assolutamente identici agli altri, soltanto che - piuttosto che il giorno successivo - la prova orale si tiene un anno dopo la prova scritta. E dovete ricordarvi anche bene come avete risposto, perché poi ve lo chiedono.

- Dopo 6 anni, il docente che doveva metterti quella firma senza la quale non ti fanno laureare o è morto, o è in pensione o è in Africa con Medici Senza Frontiere.

- Spostare 120 studenti da un dipartimento all'altro è meno oneroso che far compiere il percorso inverso a un singolo professore.

- Se si rompe il proiettore nelle aule del terzo anno, gli studenti che in questo momento si trovano al primo potrebbero subire solo lievi disagi (questa dovete leggerla un po' di volte ^^).

- Attorno all'università ci sono le strisce blu: se siete studenti lavoratori, probabilmente dormite già alla stazione Termini, che è lì a due passi. In questo caso, l'auto non vi serve.

- Le strisce blu le pagano anche quelli che vanno all'ospedale: effettivamente, se sei solo, vecchio e malato che ci vai a fare a farti curare? E se proprio ci tieni, prendi l'autobus.

- Dopo anni di attesa, il modem per la rete Internet interna di facoltà - gratuita per tutti gli studenti - è stato installato a 10 metri d'altezza, sopra la porta dell'aula. Soltanto nessuno riesce a collegarsi, perché ti chiede la password...

Che - ovviamente - sta scritta sotto al modem.

- Il consiglio di facoltà ha deliberato che gli appelli straordinari non sono ammessi perché gli studenti potrebbero approfittarne per studiare e rimettersi in pari con gli esami. E in questa frase non ci sono errori di battitura.

- In segreteria ancora non sanno dirvi nulla sul riconoscimento degli esami che avete dato in un'altra facoltà: se proprio volete laurearvi, fate prima a sostenerli di nuovo.

Eppure, oggi siete anche fortunati: una volta, quando si perdevano i vostri esami, vi saltava anche il rinvio per motivi di studio e vi toccava partire per il servizio militare.

E una volta in caserma, in quanto a burocrazia, avreste fatto davvero il pieno.

Simone

20/04/09

Ken il leucocito contro i nemici dell'umanità.

Ken leucocito conduce una vita solitaria, quasi ascetica.

Mi è capitato di vederlo al microscopio, a lezione di Istologia: stava in un capillare, in mezzo a non so quanti globuli rossi che se ne andavano in circolo, tutti ammucchiati.

Se ne stava per i cavoli suoi, solo soletto, ma il suo nucleo spiccava come un pallino viola in quel marasma di eritrociti tutti uguali, vuoti e trasparenti, al limite rosati.

E in fin dei conti è tanto buono, Ken. E' un tipo tranquillo, e non dà mai fastidio a nessuno. Soltanto che in giro c'è un sacco di gentaglia: li chiamano batteri, batteriofagi, virus. I nemici dell'umanità, insomma. Gente che come arriva inizia a picchiare i globuli rossi, a rompere le cellule e a mandare a puttane tutto il metabolismo.

E Ken queste cose non le può vedere. Quando si trova in mezzo a una situazione del genere si trasforma come i personaggi di certi fumetti o - guarda un po' che coincidenza - dei cartoni giapponesi. Di punto in bianco diventa enorme, tutto muscoloso e coi capelli biondi e dritti in testa.

"Voi non siete degni di vivere!" dice a denti stretti e con gli occhi pieni di rabbia. E poi inizia a sparare immunoglobuline da tutte le parti, gridando Ta ta ta ta ta ta ta tà! come un invasato.

Alla fine i cattivi hanno sempre la peggio, e spariscono letteralmente da ogni tessuto, cellula o goccia di sangue. Mi ha salvato da una brutta fine un sacco di volte, Ken leucocito. E quando l'ho visto lì, al microscopio, tutto solo e senza amici mi ha fatto anche un po' pena.

Visto dal vivo non è proprio uguale a quello dei fumetti. Sembra più un animaletto, e mi è venuta voglia di accarezzarlo sulla testa e dargli qualcosa da mangiare, come se fosse un gatto. E invece non possiamo neanche avvicinarci, perché tra di noi c'è una distanza fatta di incolmabili ordini di grandezza.

Chissà se sa almeno che esisto, Ken. Chissà se prova qualcosa per me, mentre mi difende dai nemici dell'umanità.

Dal canto mio, io credo proprio di volergli bene.


Simone

18/03/09

Il professore più cattivo del mondo.

Quando studiavo Ingegneria, 15 anni e rotti fa, il professore più cattivo del mondo ha insistito affinché il suo esame rimanesse annuale anche dopo l'inserimento dei corsi semestrali: se no poi gli studenti lo passavano troppo presto.

La prima volta che, durante una lezione, qualcuno gli ha fatto una domanda, l'ha umiliato pubblicamente davanti ad altri 300 studenti. Nessuno ha più chiesto nulla per i restanti sei mesi.

A Geometria facevano tutti casino, ad Analisi facevano tutti casino e via così per tutti gli altri corsi. Durante le sue lezioni, stranamente, non volava una mosca.

Secondo il mio professore, della gente rastrellata a caso per strada avrebbe avuto una media più alta della nostra. Cosa che del resto era vera.

Secondo lui, se una volta iscritto al primo anno di Ingegneria ancora non sapevi risolvere gli integrali, eri meritevole di essere preso a parolacce.

Ci raccontava spesso aneddoti sulla sua materia: tutte storie in cui
qualcuno moriva, o provava almeno a suicidarsi.

Si auto-attribuiva la paternità di innumerevoli leggende metropolitane sui professori, tra cui:

- Il giovane assistente che, al telefono col maggiordomo del più potente barone mai esistito (e con il quale evidentemente aveva avuto qualche screzio) si presenta con tanto di nome e cognome e poi aggiunge: il professore non c'è, dice? E allora gli lasci detto di andare affanculo.

- Il professore che, durante la lezione, annuncia: fuori c'è un nero con un pisello gigante. Le studentesse escono in blocco sdegnate, e lui: eh no, ragazze! Una alla volta.

- Libretti dalla finestra non ne tirava, ma solo perché l'aula era al seminterrato e le finestre non ci stavano.

Se ti beccava a copiare non è che ti bocciava: ti metteva direttamente le mani addosso.

«Embè?» mi disse, quando gli feci notare che due corsi dello stesso anno si tenevano negli stessi orari per evidenti errori organizzativi. «Segui 'na volta uno, e 'na volta l'altro».

Agli scritti dava le misure in once, nano-pollici, nodi astrali e dobloni Aztechi, così poi stavi un'ora solo a trasformarle in metri, chilogrammi e secondi. Tra l'altro metteva delle informazioni in eccesso, solo per farti sbagliare.

Se provavi a consegnare più di un foglio, quello in più lo buttava per terra e ci camminava sopra dandoti dello stupido idiota prolisso.

Agli orali, se una ragazza piangeva, si divertiva a farla piangere ancora di più.

Quando bocciava qualcuno per la seconda o terza volta puntava le braccia sui fianchi, rideva di gusto e sentenziava: ah ah ah, non diventerai mai ingegnere!

Aveva una maglietta con sopra il numero di Avogadro, con tutti e 23 gli zeri (o quanti erano) scritti sulla pancia e fino a dietro la schiena... e tutti noi sfigatissimi studenti di ingegneria ne avremmo voluta una uguale.

Il suo corso era suddiviso in 4 esoneri, e i miei voti sono stati: 31 (giuro!) 27, 20 e un onestissimo 18 finale.

Alla fine, gli è toccato bocciarmi all'orale.

Simone