11/03/12

La storia di Nina: da biologo precario, a futuro dottore.

Ciao Simone, sono anch'io una biologa.

Allora, cominciamo con ordine: mi sono laureata nel 2005 con il vecchio ordinamento, laurea quinquennale. Dopo di che ho cominciato a fare tirocini e a lavorare (in modo precario, naturalmente). Dopo i primi 3 anni dalla laurea ho cominciato a capire che la mia era una laurea di serie B.

Non riuscivo a trovare un lavoro stabile: sono passata da contrattini di 3 mesi ogni 12 mesi a lavorare come 'responsabile' di un lab a 700 euro al mese vedendo cose allucinanti (non scendo nei particolari, ma c'era una carenza di professionalità disarmante). Ero spaventata e allibita da quante schifezze potessero fare i lab privati, e allora mi sono iscritta in specializzazione. Scelta sbagliatissima, perché non serve a niente se non a buttar via 10000 euro.

La specializzazione per i non medici, non essendo pagata, permette allo studente di poter lavorare. Ho trovato lavoro in un altro laboratorio privato convenzionato e là c'è stata la svolta: mi sono subito resa conto che i biologi continuavano ad essere trattati (contrattualmente parlando) in modo molto peggiore rispetto a medici e infermieri.

Questo perché ce ne sono talmente tanti che alla fine, per trovare un lavoro e tenerselo, molti scendono a pesanti compromessi (bassa paga o anche assenza di stipendio e orari piuttosto pesanti). Cmq il lavoro mi piaceva e ho tenuto duro. I due problemi sono stati altri: i miei cari colleghi che erano molto avari di insegamenti (la trasmissione della conoscenza voleva dire - secondo loro - impoverirsi e rendersi più vulnerabili) e un direttore sanitario che a 50 anni suonati non accettava che qualcuno non fosse interessato alle sue lusinghe.

L'ultimo anno là dentro ho patito l'inferno. Sono dimagrita vistosamente e mi sentivo svuotata di tutto. Non ce la facevo più. Mi sembrava di lottare contro qualcosa di molto più grande di me. E allora pian piano ho cominciato ad accarezzare l'idea di prendere una seconda laurea in medicina (ho finito la specializzazione un mese prima del test). Ed eccomi qua.

Sono stata ammessa al secondo anno, ma purtroppo diverse materie come istologia, genetica e microbiologia non mi sono state convalidate. Non vi posso dire che sia semplice: dopo 7 anni di indipendenza economica (anche quando trovavo lavori saltuari integravo con le ripetizioni) tornare indietro é pesante. Rinunciare, nuovamente a sabati, domeniche e altro non é carino.

Ma c'è una cosa assolutamente positiva: mi piace tanto quello che studio. Sapere come siamo fatti mi affascina e stupisce. Mi sento arricchita. E pensare, in un futuro di poter aiutare gli altri, é il mio migliore obiettivo. Ogni tanto ci penso: ho 31 anni e sono iscritta al secondo anno di medicina, sono pazza?

Le mie amiche parlano già del secondo figlio. Fortunatamente ho due genitori meravigliosi, un'amica (medico) stupenda e un compagno che pian piano ha saputo capirmi e comprendermi. La strada é in salita, l'obiettivo é arduo ma io penso giorno per giorno a ciò che devo fare, senza sognare troppo.

La vita poi, con le sue curve, mi porterà ad affrontare il mio futuro che sto cercando - pian piano - di costruire. Ma di una cosa sono sicura: mai guardarsi indietro e pensare 'peccato non averci provato'...

Nina

50 commenti:

Gabriele ha detto...

Nina ha mai scritto tra i commenti?

Anonimo ha detto...

No, mai. L'idea di raccontare la mia storia da una parte mi é sempre piaciuta, dall'altra riassumere tutto in poche righe e saltare molti particolari pensavo non potesse dare l'idea completa di quello che é stata la mia esperienza. Però poi ho pensato a quanto mi ha aiutato leggere l'esperienza di Simone e i commenti ad essa correlati. Allora ho pensato che se avessi letto anche una storia come la mia, avrei potuto contribuire a far sentire qualcuno 'meno solo' nella sua scelta! Chissà!
Buonagiornata,
Nina

La Zia ha detto...

Mio marito, biologo, ora lavora all'estero.
Non fa più ricerca (come ha fatto per 20 anni) ma si è adattato a fare qualcosa che gli permette, comunque, di sfruttare la sua laurea.
Alla tenera età di 44anni ha avuto la sua prima tredicesima.
Questo ci permetterà di metter su famiglia e, spero, di riempire un po' il vuoto.

Forza Nina, you go girl!!!!

La Zia che riempie i vuoti e fa il tifo.

Simone ha detto...

Gabriele: aveva lasciato questo commento che poi ho deciso di "riproporre" come post.

Nina: infatti l'idea è solo quella: lasciare un'esperienza per chi è indeciso e non sa ancora cosa fare.

Zia: grazie Zia, e in bocca al lupo a tutti e due! :)

Simone

Escaper ha detto...

Grazie per aver condiviso il tuo percorso Nina. "Mi sento meno solo". Grazie Mille.

Niccolò ha detto...

Nina fa bene a seguire ciò che realmente vuoi fare... Anche io mi sono reso conto di avere scelto un percorso formativo non adatto a me, e ora, a 24 anni, sono matricola di medicina! Forza e coraggio, dovremmo riunirci tutti in un forum e scambiarci esperienze e consigli!

Anonimo ha detto...

Grazie a voi! Di cuore! Nina

Eilan82 ha detto...

Grande Ninaaaaaaa!!! :D
Hai fatto benissimo! ;)
Oddio, ragazzi... state facendo venire voglia anche a me di prendere 'sta benedetta seconda laurea in medicina! :/

Marco ha detto...

Bella idea quella del "raduno" :-)
Dottori dopo i 35...ma dottori! (si spera)
Ad ogni modo, grande Nina, come dici...l'importante è non svegliarsi un giorno dovendo dire "perchè non ci ho provato...."

Buono studio ragazzi!

Marco - IIanno di medicina, XXX anno di vita ;-)

Simone ha detto...

Ok, ma per il forum non aspettatevi che ci pensi io organizzatevi per conto vostro :)

Simone

Matteo ha detto...

Se hai la fortuna di essere appoggiata dalla famiglia e compagno è già tanto. Uno stress in meno in un percorso che per forza di cose è assai più stressante del normale.
In bocca al lupo ^^



(sarebbe in effetti bello fare un forum atipico con singole discussioni/diario coi progressi delle nostre seconde carriere xD ... si fanno per i progressi in palestra, si possono fare anche per l'università. Gran bella idea!)

leonor ha detto...

Nina, le tue parole e la tua esperienza sono da ammirare...anch io ho questo continuo rimpianto di medicina...ho 30 anni ma, al contrario tuo, ho una laurea umanistica alle spalle. l idea di studiare le materie x l esame di ammissione mi spaventa moltissimo...nn tocco matematica/chimica/biologia dal liceo, tra poco non so nemmeno cosa siano. sono però d accordo con il cercare di evitare un futuro rimpianto. ho un'indipendenza economica da molti anni perchè ho sempre lavorato (ovviamente un lavoro che nn c entra niente con la mia laurea) e forse qnche qs mifrena. comunque comolimenti a te e alla tua forza. in bocca al lupo!!

Anonimo ha detto...

ciao nina
io sono angelica...
io faccio un lavoro che mi piace e per cui ho studiato..ma delle volte ho questo tarlo che mi attanaglia...quello di medicina...non so perchè!!!
cosi mi ritrovo a pensare, mentre lavoro, a cosa starei facendo se fossi medico...che vedrei le persone e non questi fogli di carta...avevo anche tentato il test-superato- ma la paura del domani...di ritrovarmi a 40 a combattere per una specializzazione mi ha paralizzata e non mi sono immatricolata...
è come se dentro di me convivessero due persone una che ama quello che fa e una che vuol diventare medico...non sai che gran mal di testa :-)
Speriamo di riuscire a dissipare le nebbie dei dubbi

Simone ha detto...

Siamo tutti sempre in "lotta" tra quello che vogliamo fare e quello che invece ci dice la prudenza. Purtroppo è così!

E grazie ancora una volta a tutti quanti per i commenti!

Anonimo ha detto...

Splendida Nina, la tua vita è un fiore meraviglioso. Il tuo insegnamento sono rondini che s'inseguono al tramonto. Grazie e guarda dritto avanti a te.

Anonimo ha detto...

ciao Simone!
leggerti è sempre piacevole!
una curiosità : che tessuto rappresenta l'immagine che hai pubblicato?
grazie in anticipo della risposta!
c.

Simone ha detto...

Booo?! In realtà avrei detto muscolo scheletrico (ma lo riconosco per pura casualità, visto che me l'hanno chiesto a istologia 3 anni fa) ed è così perché lo dice l'indirizzo della foto :)

Simone

Anonimo ha detto...

Grazie ancora a tutti, leggervi mi ha dato ancora più forza nei momenti di dubbio o di sconforto. Io credo che la vita proponga a tutti dei bivi e poi tocca ad ognuno decidere dove andare. Sicuramente iscriversi così tardi é un grosso salto, ma poi, pian piano, tutto diventa più 'normale'. Basta solo pensare che il nuovo lavoro sarà lo studio. Per quanto riguarda l'aspetto economico sicuramente bisogna essere aiutati dai genitori. E per il resto, almeno nel mio caso, ho rinunciato a tutti i 'di più' che l'indipendenza economica mi permetteva. Però si può fare, soprattutto se questi sacrifici sono un investimento per il proprio futuro. Ognuno, in fondo al proprio cuore, sa cosa deve fare. Basta ascoltarlo...un abbraccio a tutti e grazie ancora!!!Nina

Simone ha detto...

Grazie a te Nina, e ricambio l'abbraccio! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Hai un grande coraggio Nina, ti stimo immensamente, hai fatto quello che anch`io da biologa neo-laureata-disoccupata da sei mesi sogno di fare. Ma e`difficile rimettersi a studiare, da una parte ho paura di perdere una parte della vita, dall`altra so gia`che nn se ne andra mai questo pensiero di fare medicina...e infatti viene a trovarmi sempre da almeno cinque anni ogni volta che sento che per essere felice mi manca qualcosa. Ho preso una laurea con tanti sacrifici, come tutti.. ma nn mi piace quello che ho studiato, ho solo faticato per nulla.. adesso la mia massima aspirazione e trovare un lavoretto da impiegata.. perche` il percorso che tu hai niziato io nn ho la forza di affrontarlo... coraggio a te che ne hai !

Anonimo ha detto...

Leggere questo post, mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Se penso a tutte le volte che avrei voluto prendere la laurea in Medicina, sia per passione che per le possibilita´di lavoro che avrei avuto dopo. Ma dopo la laurea in Biologia a 25 anni, tutti mi scoraggiavano. Sarebbe stato tardi per una seconda laurea di 6 anni di corso, piu´la specializzazione. Ho continuato a fare la Biologa, tra specializzazione, dottorato e master e borse di studio varie. Alla fine nessuna possibilita´di carriera in italia, vado all´estero. Ma anche qui precaria. Mi sono trasferita troppo tardi per ambire ad una carriera accademica. Bene adesso a 42 anni, ancora come postdoc, mi sento in un vicolo cieco. Non posso e non voglio continuare con la ricerca, e non so cosa fare per cambiare. Tutto questo calvario per essermi laureata in Biologia.

Anonimo ha detto...

Io non ho avuto il coraggio di fare il test di medicina a 18 anni (dopo aver studiato tutta l'estate). Cosi mi sono iscritta in biologia, dopo 2 anni la mia famiglia non ha più potuto mantenermi e ho trovato un lavoro. C'ho messo molti più degli anni previsti per laurearmi ma non volevo cedere! E l'obiettivo di laurearmi per non morire in quel posto di lavoro di ripiego e avere un'alternativa è stato l'unica motivazione a ferie spese, non per viaggiare o riposarmi, ma per studiare o fare esami. Alla fine, il giorno della mia laurea è stato il più bello della mia vita ma poi, pensando a tutto il tempo perduto, mi sono buttata contemporaneamente in uno stage in QA e sull'unico master compatibile con i miei orari di lavoro e con la severità dell' ufficio del personale. Ovviamente nessuno dei due è servito a nulla, vista la disorganizzazione del Master e l'inapplicabilità del titolo e la crisi economica che ha colpito il ns paese. Nessuna azienda assume con contratti seri e gli enti di certificazione non rispondono neanche alle candidature spontanee! Dunque ho fatto un corso di nutrizione clinica e sono più i soldi spesi per pagare ordini, casse previdenziali ed ECM che quelli ottenuti dal lavoro in sè. Inoltre continuare a studiare senza vedere buone prospettive di salvezza è avvilente. Adesso aspetto un figlio. Sono felicissima per questo regalo della vita ma ogni giorno, guardando il pancione, mi chiedo se è più giusto pensare a questa nuova vita, accontentandomi del mio lavoro di ripiego, part time, a tempo indeterminato (dove tutti pensano che una laurea in biologia sia il passpartout della felicità e delle possibilità lavorative -ahahahahahahahahahaha!!!! con o senza esperienza è impossibile trovare il giusto equilibrio tra passioni e compromessi!!!) o provare almeno con una scuola di specializzazione, visto che a 34 anni è veramente tardi per pensare di rispolverare quella forza di volontà di cui si parla in qs post, che ti rimette in gioco in toto, ti fa affrontare le difficoltà di un nuovo corso di studi come Medicina che, a quanto pare, è il sogno di molti- me compresa-. Non voglio essere un esempio di fallimento per il mio erede ma mi chiedo: è giusto mettersi da parte così, buttare al vento anni e anni di sacrifici, solo perchè il ns corso di laurea è un inganno, una truffa?? Ricordo che quando mi iscrissi all'università, leggendo gli sbocchi lavorativi del corso di laurea, mi si riempiva il cuore di speranza. Che tristezza pensare a quanti di noi la disillusione ha azzavorrato la vita! Sicuramente non consiglierò mai a mia figlia di fare Biologia da grande. Ho anche pensato di portarla via da qs Italia sgangherata. Ma cosa può fare una biologa di 34 anni con prole al seguito in un paese straniero dove neanche il titolo di biologo nutrizionista è riconosciuto??? Chiedo scusa per il mio sfogo ma, tra gli ormoni :) e la pessima condizione della ns figura professionale, oggi mi sento veramente scoraggiata.

Simone ha detto...

Sinceramente non trovo che una vita dedicata anche solo alla famiglia sia un fallimento. Mia madre per dire ha lasciato il lavoro dopo la laurea per occuparsi di più di me e mio fratello, e trovo sia una persona particolarmente completa... cosa che non potrei proprio dire per altre persone della sua età che hanno avuto una "carriera".

Riguardo a Biologia, non ho mai conosciuto nessun biologo che fosse soddisfatto. Se qualcuno c'è, per favore, si affacci e dica la sua!

D'altro canto, forse mi farò odiare un po', io non riesco a pensare a un impiego diverso dalla ricerca per un biologo, e TUTTI i ricercatori d'italia, o anche del mondo, sono sfruttati e sottopagati. Ora uno potrebbe anche chiedersi, insomma: cosa vi aspettavate di diverso?

Simone

Anonimo ha detto...

Anche mia madre si è dedicata interamente ai figli e, grazie a questa sua scelta, penso di poter dire di aver avuto un'infanzia fortunata. Ma rimane il fatto che la 'realizzazione' è un concetto 'personale', appunto. Ed è frustrante constatare quanto sia difficile ottenerla, vuoi perchè non tutti possono permettersi phd,specializzazioni,esperienze all'estero, vuoi perchè il lavoro che in questo paese rimane oltre alla ricerca (e forse anche nel resto del mondo, ha l'aria di un ripiego, è cmq sottopagato, o richiede di scendere a patti con la propria coscienza.
Tu, Simone, fai ricerca? Di cosa ti occupi?

Simone ha detto...

Dici cose giustissime!

Io non faccio ricerca, sono ingegnere e ora sto studiando medicina!!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Che storia, in questo periodo storico di grandi cambiamenti, molte persone trovano il coraggio di cambiare vita. Ho un amico laureato in legge , banchiere per un sacco di anni, già over 30 che ha iniziato medicina. Io a 35 anni suonati, con famiglia e figli, una laurea in biotecnologie inutile ed una sequela di lavori precari, sto pensando seriamente di inventarmi una seconda laurea, finire la specialistica sarebbe la prima e più facile opzione ma i dubbi sono molti...speriamo di trovare l'illuminazione co l'anno nuovo :-) Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti.. Vi scrive una laureanda in farmacia immersa nel caos più totale...
Dopo il diploma di maturità (2007) decisi di provare il test per medicina. Rimasi fuori per poco.. Quindi decisi di scrivermi a Farmacia con l'intento di riprovare il test l'anno dopo e senza nessun interesse particolare verso questa facoltà.
Il primo anno a Farmacia andò molto bene per cui decisi di rimanere... Fino al 2010, anno in cui per diversi motivi e convinta di riuscire a gestire entrambe le cose, decisi di trovare lavoro, lavoro che non aveva nulla a che vedere con la mia facoltà e che purtroppo non ho più da aprile 2013.
Ora mi ritrovo fuori corso... con il fiato sul collo... E senza motivazione alcuna per portare avanti e concludere questo percorso. È dilaniante sapere di aver buttato così tanto tempo e denaro per qualcosa che ora mi rende infelice. Non ho il coraggio di cambiare strada... Sono bloccata, mi sento in gabbia, una fallita. A casa la situazione economica e' difficile, al momento faccio dei "lavoretti" che di certo non mi rendono economicamente indipendente... Ma la cosa che mi fa stare male più di tutte è che davvero non so cosa mi andrebbe di fare... mi sento completamente persa... e senza il coraggio di affrontare questo discorso con i miei genitori... Spezzerei loro il cuore.

Claudia

Simone ha detto...

Vabbe'... se non c'è motivazione alcuna, non laurearti e trova un nuovo lavoro. No?

A casa se sono 3 anni che lavori e non studi se ne saranno già fatti una ragione, credo. :) Poi magari ti mancano 2 esami... e allora resisti e arriva alla fine!!!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, sono la Nicoletta che ti ha scritto anche su facebook. La storia di Nina somiglia molto alla mia: laurea in Biotecnologie, esperienze lavorative deludenti, inizio medicina a 29 anni. Già a 24 anni (appena laureata) avrei voluto tentare con medicina, ma temevo di essere ormai "troppo vecchia" per intraprendere questa strada. Ho continuato a torturarmi per i successivi 5 anni sino a quando ho capito che non potevo vivere in questo modo e che tanto valeva tentare. ho passato il test e lasciato il lavoro (precario). Fortunatamente ho anch'io il sostegno della mia famiglia, nonostante in molti abbiano criticato la mia scelta. Ora sono al terzo anno, vivo giorno per giorno ponendomi piccoli obiettivi e con la certezza che la mia motivazione sia abbastanza forte da sostenermi sino alla fine. La mia unica certezza oggi è di non avere rimpianti, ma è sufficiente per farmi sentire incredibilmente leggera e fedele a me stessa. ho scoperto questo blog circa un anno fa. Se ne fossi venuta a conoscenza prima, se avessi saputo che molti vivevano nella mia situazione, forse mi sarei fatta coraggio diversi anni fa. proprio per questo ho deciso di lasciare anch'io la mia testimonianza, nella speranza che possa magari essere di conforto a qualcuno.
Nicoletta

Simone ha detto...

Nicoletta: grazie! Sono le stesse sensazioni che provo spesso anche io: poche certezze, ma addio rimpianti... e penso che vada benissimo così :)

Simone

Mina De Tullio ha detto...

Ciao , sono anch'io una biologa prossima (purtroppo inutilmente) alla specializzazione. Faccio un lavoro che amo con tutta me stessa:la biologa in un laboratorio di ricerca sulle terapie cellulari e in oncoematologia. Potreste pensare quindi che sono appagata. Purtroppo non é così perché per quanti sforzi possa fare, per quanti progetti possa scrivere, per quante volte possa dimostrare che lavorare in un laboratorio e "pensare" agli esperimenti da fare non é cosa semplice ,mi trovo ogni volta a scontrarmi con la realtà: il medico si prenderà sempre il merito di quello che "penserai". Ammiro chi ha deciso di iscriversi a medicina. Io il test di medicina non ho neanche provato a farlo perché non era mio interesse essere un medico: volevo lavorare in un laboratorio e nella mia ingenuità ho pensato che l'unica formazione che potesse fornire gli strumenti (biochimica, biologia molecolari, genetica etc) per pensare ed eseguire un esperimento fosse la laurea in biologia. Purtroppo tardivamente ho capito che ciò é vero in tutto il mondo tranne in Italia. E questo l'ho potuto toccare con mano , entrando in contatto con laboratori francesi, americani e tedeschi. Adesso sono combattuta tra accettare di mercificare la mia mente , cioè accettare di pensare e scrivere progetti che poi coordinerà (solo ufficialmente) un clinico e mollare tutto per l'estero o cosa peggiore per qualsiasi altro lavoro, purché non debba svendere la mia mente. Mi sono formata in un laboratorio di diagnostica in cui il biologo ed il clinico lavoravano fianco a fianco e mi domando: cosa ci vuole a capire che abbiamo competenze diverse? Io non mi sognerei mai di addentrarmi nel labirinto dei piani terapeutici (arabo per me) e della clinica per cui mi domando come é possibile che , al contrario un clinico possa giudicare se la modalità di condurre un esperimento é corretta o meno? La crescita di una squadra dipende dall'unione dei ruoli che giocano in modo affiatato insieme. Cosa ci vuole a capirlo?
Perdonatemi per lo sfogo
Buona giornata

Anonimo ha detto...

Bravissima Nina! Ti appoggio in pieno!! Biologa anche io e iscritta a medicina quest'anno! (io di anni ne ho 33) anche io viaggio tra la supereuforia e il "ma che che cavolo sto facendo?" conta che lavoro in ospedale tra gente che appena sa che mi sono iscritta mi ride in faccia!! Un in bocca a lupo e tanta forza a noi!!!

Anonimo ha detto...

Tanta stima nei confronti du tutti voi, davvero, vi considero estremamente coraggiosi.
Io ho 27 anni e una laurea in restauro e una in diagnostica dei beni culturali dopo tre anni di lavori precari sono tornata a ció che avevo escluso solo x la lunghezza del percorso. Finito il liceo avevo infatti considerato di fare medicina volendo diventate psichiatra. Ora sono tornata in ambito sanitario ma con una triennale, non me la sono sentita di affrontare un percorso così lungo e mi sento cmq troppo vecchia. Perciò vi stimo tanto e vi faccio i miei complimenti. Sarete ottimi medici!

Anonimo ha detto...

ciao ragazzi, io mi sono laureata in biologia in Italia e non ho "sfruttato" il mio corso per fare ricerca (Simone ecco un biologo che non fa ricerca :))

In realtà mentre studiavo ho messo dei soldi da parte con i vari lavori che ho fatto (anche le pulizie) e ho comprato un pezzo di terra e come ho studiato a fondo la botanica (molte cose per conto mio) oggi ho un agriturismo/orto botanico/coltivazione che se devo dire la verità molto di quello che ho imparato all'università è stato utile per mandare avanti questo progetto.

Oggi mio marito e mia madre (sarta pensionata) mi aiutano e lavoriamo tutti quanti insieme.

Non sono diventata ricca ma riesco a vivere dignitosamente e sono felice, certo che uno deve comunque tagliare le vene perché in Italia uno non lavora solo per riempire la pancia della famiglia ma anche quella dei politici di BIP e via alle tasse, però anche se ho pensato di spostare tutto quanto all'estero (sono italiana ma nata in un'altra Nazione) ma per ora sono qui.

Credo che oggi il biologo deve pensare non solo al classico lavoro appunto del biologo ma anche a qualche altro lavoro magari non necessariamente classico ma che possa in qualche modo avvicinarsi alla formazione dell'individuo.

Vi auguro tanta fortuna e tante belle cose e non mollare mai!!

Nancy Corazzini

Simone ha detto...

Nancy: una bella idea, e un buon modo per usare le cose che hai studiato. Grazie per il tuo racconto!

Simone

Anonimo ha detto...

Salve a tutti,
Ho 24 anni e mi sto per laureare in biotecnologie.
Per carità bel corso, ma ho scoperto troppo tardi di poterci fare poco...
E ora non so che fare... Sono abbastanza disperata. Sono confusa. L'idea di iniziare un nuovo percorso mi angoscia, non posso economicamente. L'idea di provare il test di medicina c'è, come anche quello di provare tecnico di laboratorio biomedico, ma anche di continuare questo percorso in biotecnologie iscrivendo mi a biotecnologie mediche.
In verità il mio sogno è quello di diventare genetista...
Non so cosa fare, vorrei poter fare un lavoro che mi piace dopo il mio percorso accademico...
Naturalmente le materie mediche mi piacciono se no non avrei mai pensato di tentare il test di medicina, non sono una di quelle che lo farebbe per il futuro guadagno.
Inizialmente ho scelto biotecnologie perché, dopo aver fatto volontariato presso un centro con bambini con deficitpsicosensoriali, io volevo aiutarli... Volevo evitare loro quelle sofferenze, magari ricercando un modo...
Ma la ricerca non esiste qui in Italia...
Non so sono solo tanto confusa e non so che scelta intraprendere per il mio futuro...

Anonimo ha detto...

La mia situazione non è proprio la stessa però anche io mi trovo in una brutta fase in cui vorrei cambiare la mia vita. Sei anni fa mi iscrissi a fisioterapia perché era facile, durava solo 3 anni, era vicino casa e si trovava lavoro (tutte motivazioni di comodo). Al primo anno capii che non mi piaceva, mi sentivo sprecata ma soprattutto non mi piaceva il contatto che la professione inevitabilmente ti porta ad avere con le persone. Provai i test a veterinaria, li superai, ma non mi iscrissi...mi feci convincere a finire tre anni perché "era un peccato buttare via questa opportunità! Per veterinaria poi..". Alla fine non ho più provato...ho lavorato tre anni. Ed ora...non ce la faccio più! E non so che fare! Riprovare i test?! Iscrivermi a qualcos'altro?? Mi sento vecchia e mi sento in colpa perché con fisioterapia avrei ottime possibilità di guadagno ma non le voglio sfruttare! Veterinaria mi appassiona ma probabilmente farei la fame (dopo 5 anni di sacrifici)... E probabilmente se mi fossi iscritta sei anni fa ad un'altra facoltà tipo ingegneria o farmacia non ci avrei nemmeno pensato a veterinaria perché non mi avrebbe fatto schifo quello che facevo ( come con fisioterapia)...

Anonimo ha detto...

@Anonimo 8 Agosto:
Pensa che io ho lasciato Medicina subito (test passato al primo colpo) per Lettere e Filosofia (ingenuità di poter diventare insegnante) e ora sto pensando a Fisioterapia una volta discussa la tesi magistrale.
Credo che nell'indecisione che accomuna molti lettori di questo blog si mescolino responsabilità personali e colpe più o meno grandi del sistema di formazione italiano. Non so se essere rinfrancato o meno dal fatto di non essere l'unico.

P.s. Ma le prospettive di Fisioterapia sono così buone? Comunque di recente ho letto di corsi ad hoc in fisioterapia veterinaria, fruibili solo da medici veterinari e/o fisioterapisti.
Non so molto a riguardo, ma potresti informarti.

Saluti!

Simone ha detto...

Anonimo: scusa per il ritardo nella risposta... ma fondamentalmente ti sei risposta da sola! :)

Le opzioni sono 2:

1) Guadagnare subito e (penso) più facilmente, ma con un lavoro che non ti piace.

2) Fare la "fame" e tanta gavetta e avere meno possibilità, ma con un lavoro che ti piace.

Intanto se non puoi permetterti la seconda opzione la scelta non si pone proprio. Invece se potresti anche riuscirci allora riflettici. La 1 o la 2? Che poi la vita ti porta spesso per i fatti suoi verso l'opzione "3", che non avevamo preventivato... per cui insomma scegli, ma non starti troppo ad angosciare o a perderci il sonno, che tanto non è detto che non capiti qualcosa di diverso e magari più interessante nel frattempo (come magari un lavoro inaspettato e che ti piace di più).

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

mentre "surfavo" su internet mi sono imbattuta in questo blog. Ieri ho compiuto 29 anni ed è stato un compleanno decisamente pieno di angosce.
Sono laureata in Biotecnologie agro industriali e dopo 3 anni di dottorato in ambito medico sono ora assegnista di ricerca con un contratto che scadrà a Dicembre. A questo punto non so che fare della mia vita. Forse qualcuno mi giudicherà folle ma ho rifiutato la possibilità di fare un post doc a Londra, per mille motivi diversi tra cui forse anche la paura di trovarmi incastrata in qualcosa di più grande di me.
In Italia il dottorato di ricerca non viene minimamente considerato come qualcosa di "formativo" dalle aziende e non viene visto di buon occhio. Purtroppo vivo ancora con i miei e loro vorrebbero che "mi sistemassi" magari cercando lavoro in qualche industria alimentare, ma a me l'idea di fare controllo e qualità fa venire il vomito. Dopo 4 anni di ricerca non posso pensare di fare analisi sul latte.
Ho due possibili strade:
1- master in farmacologia e simili nella speranza di entrare in qualche azienda farmaceutica
2- buttarmi sul nutrizionismo che oggi va tanto di moda (conosco almeno 3 biologhe nutrizioniste) senza contare il fatto che almeno nei primi anni, finchè non ci si fa il giro giusto di clienti, i guadagni sono praticamente nulli. Per poter diventare nutrizionista dovrei passare l'esame di stato e, nuovamente, fare un master. Tuttavia so che adorerei questo lavoro.
A volte vorrei tornare indietro e cambiare tutto ciò che ho fatto fino ad ora, a cominciare dal corso di laurea.

Anonimo ha detto...

Ciao Nina, la ia situazione è del tutto analoga alla tua. Ho 34 anni e sono al sesto anno di medicina dopo una laurea in Biotecnologie mediche ed un Dottorato di ricerca. Ho amato molto il mio trascorso precedente e non lo rinnego perché, malgrado le difficoltà, mi ha aiutato a crescere e ad arrivare dove sono oggi più consapevole e matura.

Le difficoltà ed i dubbi restano ma preferisco comunque pensare di aver avuto il coraggio e la fortuna necessari per prendere al volo l'ultimo treno in corsa, insieme ad un bagaglio stracolmo di speranza, soddisfazione e fiducia.

Per me, la migliore scelta di sempre. Basta crederci. In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Anche io girovagando su internet in un momento un po difficile mi sono imbattuta in questo blog e mi piacerebbe condividere con voi i miei pensieri .
Sono una ragazza di 22 anni e quest anno mi laureo ad una triennale dj medicina veterinaria che riguarda un ramo della veterinaria , quello della sicurezza alimentare. Però il mio obiettivo principale era sempre stato quello di diventare medico veterinario. Il fatto é che non superai il test per due volte e mi convinsi che la triennale mi avrebbe dato più opportunità. Ora a due mesi dalla laurea dopo non avr più tentato per 2 volte il test, sto pensando di rifarlo anche perché mi sento molto diversa, pronta e matura e perché gran parte degli esami sono uguali o simili a quelli di veterinaria e quindi spero che possano convalidarmeli almeno in parte e velocizzare i tempi. Se riuscissi a superare il test questa volta significherebbe cominciare a 23 anni ( perché ne compio 23 a novembre di questo anno) un percorso di 5 anni con magari la possibilità di convalidare o integrare esami. Nella peggiore delle ipotesi dovesi impiegare altri 5 anni finirei a 28 anni, con esame di stato da fare e soprattutto il lavoro, sono spaventata anche dal fatto che potrei avere difficoltà ad inserirmi. Cosa ne pensate? Spero di ricevere tanti vostri consigli.

Francesca

Simone ha detto...

23 anni non sono tanti (io ho iniziato a 33!) e con gli esami di veterinaria sei già un pezzo avanti almeno come preparazione "generale". In bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

È da diverso tempo che seguo questo blog, e devo ammettere che ammiro molti di voi per la determinazione, il coraggio e la forza di volontà che avete dimostrato.
Detto questo, sono un ragazzo che frequenta il secondo anno di biotecnologie e compirò 21 anni ad ottobre. Vorrei proseguire il mio percorso di studi al termine della triennale iscrivendomi a una magistrale in biotecnologie mediche, e siccome il ramo della diagnostica di laboratorio mi ha sempre affascinato, ho pensato che una delle scuole di specializzazione accessibili anche ai biologi (in particolare patologia clinica o biochimica clinica) potesse fare al caso mio. Purtroppo però ho letto che alcuni di voi anche dopo aver terminato la sds non hanno trovato altro che la precarietà che avevano lasciato prima di conseguire un ulteriore titolo come la specializzazione. Questa cosa mi spaventa parecchio perché pensavo che dopo aver passato 5 anni non retribuiti in un laboratorio ospedaliero ci fossero almeno delle decenti chances di assunzione e di valorizzazione del percorso intrapreso. Se così non fosse potrei anche pensare di conseguire la mia laurea breve per poi iscrivermi a medicina e percorrere un cammino simile, seppur lungo ed estenuante, ma con molte più garanzie e soddisfazioni per il futuro.
Detto questo vi sarei infinitamente grato se qualcuno che ha frequentato la scuola di specializzazione dopo una magistrale in biologia potesse darmi qualche informazione riguardo la situazione attuale di questi specialisti al momento di affacciarsi al mondo del lavoro. I bandi di concorso sono troppo pochi? Le condizioni contrattuali sono troppo pesanti?
Scusate se le mie domande non sono molto conformi agli argomenti trattati nel blog, ma vorrei davvero farmi un'idea di come stanno le cose prima che me ne renda conto da solo e prima che sia tardi.

Simone ha detto...

Ciao! Purtroppo non so molto delle scuole di spec. in biotecnologie. Speriamo che qualcuno ti risponda !:)

silvia la malva ha detto...

Ciao Nina mi piacerebbe sapere dopo circa 5 anni come vanno le cose... sai.. leggendo il tuo post mi sembrava di rivivere la mia storia le uniche differenze sono che io avevo provato ad accedere alla specializzazione per noi biologi e non sono riuscita a superare il concorso (per mia fortuna) l'anno dopo invece ho provato il test di medicina e sono riuscita ad accedere. Tutto questo a 30 anni suonati... adesso ne ho 35 e sono al 5 anno... nel frattempo ho avuto anche una bimba che ha 19 mesi. E tutto ciò l'ho fatto mentre continuavo ( e continuo tuttora ) a lavorare... speriamo che dopo tutti questi sacrifici riusciremo entrambe a coronare il nostro sogno!

Anonimo ha detto...

Non penso che sia giusto svalutare così la figura del biologo. Il biologo é uno scienziato, esistono diversi rami della biologia e uno di questi é il campo biomedico.Il medico non fa scienza, la applica. Se anche volessimo ridurre esclusivamente a questo il ruolo del biologo dobbiamo ricordarci di quanto sia fondamentale la ricerca di laboratorio, senza la quale la medicina non avrebbe gli strumenti per progredire. Anche i chimici e i fisici non se la passano bene, non hanno lauti stipendi e contratti sicuri; sopattutto in Italia. Non per questo pensano tutti di convertirsi in medici. Quello che si fa bisogna farlo con passione e se si ê bravi qualcosa in più degli altri si ottiene. Naturalmente c'é molta concorrenda, ma é normale che sia così. Sono biologa magistrale e per quanto mi piaccia studiare non avrei alcuna voglia di studiare altri 6 anni. Probabilmente faró un'altra triennale nei prossimi anni, per cultura per interesse ...ma nulla che mi impedisca anche di lavorare. Altrimenti si rischia di mangiarsi anni di vita. Niente da recriminare sulle vostre scelte, ma se qualcuno che Ha avuto questa stessa idea leggerà questo post vorrei farvi riflettere: la formazione i titoli e il lavoro sono solo una parte della vita.

silvia la malva ha detto...

purtroppo in Italia la figura del Biologo è stata già svalutata e in primis dal nostro Ordine che non fa nulla per cercare di migliorare la situazione.... è giusto che per lavorare nel pubblico bisogna fare altri 5 anni di specializzazione NON RETRIBUITA e in più bisogna anche pagarsi le tasse annuali? Certo io ho provato di tutto per cercare di sopravvivere e fare il lavoro che amo ma in questo paese è impossibile... non piace a nessuno dover continuare a sgobbare sui libri per altri 6 anni ma invece di fare master e specializzazioni inutili per la nostra professione (chi se li può permettere) è meglio impegnarsi per avere un futuro migliore.Parlare poi della ricerca mi sembra una vera e propria UTOPIA

Anonimo ha detto...

Hai ragione, in parte è utopia, dipende anche in che città ti trovi. Milano non è Palermo ad esempio. In ogni caso nulla ci ancora dove siamo, ci si può muovere, ci si può anche reinventare se la propria professione non soddisfa. Ma dico solo che mettersi a fare medicina dopo una laurea di 5 anni è davvero tosta, io non ce la farei. Non per le difficoltà di studio, anzi dopo biologia il metodo e alcune basi ci sono già. Ma per il tempo, se da un lato è giusto dire che non si è mai troppo vecchi per fare niente, è anche vero che il tempo non me lo restituisce nessuno. Se mi laureo in medicina dopo biologia vuol dire che la prima laurea è stata totalmente inutile. Non stai facendo una triennale in economia,studiando la sera, perché speri che qualche azienda farmaceutica valuti meglio il tuo profilo di scienziato con competenze economiche. Ma stai proprio cambiando strada. Questo non è giusto, se la società in cui viviamo ci condanna a rimanere in un tunnel di formazione con la speranza un giorno di essere finalmente riconosciuti come professionisti io non ci sto. Piuttosto farei la magazziniera a vita, ma non voglio chiedere a mia madre i soldi per andare dal dentista a 30 anni.

Anonimo ha detto...

La storia di Nina da coraggio e lascia un messaggio x chi crede ancora nei sogni, nella vita nn bisogna accontentarsi...ma cercare di inseguire i propri sogni e nn aver rimpianti. Vi racconto un po' la mia storia: uscita dal liceo il mio sogno era diventare pediatra, provai i test di medicina ma nn li superai così mi iscrissi a farmacia sperando che un anno lì mi preparasse a superare i test di medicina, l'anno dp riprovai i test ma nulla, cambia corso di laurea perché in molti dicevano che con le lauree triennali della facoltà di medicina davano subito occupazione, mentre farmacia era difficile un occupazione, così scelsi infermieristica pediatrica, ma testarda come ero volevo entrare a medicina così quell'anno presi i libri di medicina cominciai a studiare, scelta sbagliata perché i libri di medicina sono immensi e studiarli da sola era impossibile, l'anno dp riprovai il test ma nulla. Dp due anni persi, decisi che nn era destino medicina. cominciai a frequentare il corso di laurea in inf.pediatrica bellissime materie da studiare, il primo anno era un po' la base di quello che già avevo studiato, mentre dal punto di vista pratico il primo anno nn fanno fare tanto, invece dal secondo si e il tirocinio era rifare letti, distribuire vitto cose che nn toccava fare.Ero sempre di più triste e amareggiata della scelta fatta e volevo mollare tutto ma nn potevo,non sapevo come dirlo ai miei che la scelta fatta non mi piaceva, mi mancava un altro anno e mezzo e poi avrei finito, cosi decisi di nn mollare e completare questa laurea. Completata la laurea con massimo dei voti,batosta,l'idea di trovare subito lavoro era falso,ci vogliono conoscenze e i concorsi sono pochissimi rispetto a gli infermieri professionali che possono lavorare anche in campo pediatrico pur nn avendo la laurea in inf.pediatrica. Fatto sta che mi ritrovo con un titolo di cui il lavoro nn mi gratifica. Sono triste dei sbagli fatti. Vorrei tornare indietro nel tempo e fare un percorso diverso, non conta l'età, perché ritrovarsi con un lavoro che nn piace a vita è bruttissimo. Bisogna dedicare gli anni sui libri per qualcosa che piace anche se ci mettessimo anni, ma alla fine ne sarà valsa la pena. Bisogna solo crederci. Con la mia storia vorrei lasciare un messaggio:"scegliete di investire gli anni della vostra vita in qualcosa che piace, perché "se ami quello che fai nn sarà mai un lavoro" Confucio.