22/04/14

Iniziare l'università, e poi "arenarsi": cosa consigliereste voi?

Bimbo terrorizzato in vista del test del 2026.
L'altro giorno ho ricevuto questo commento (non firmato) all'interno di uno degli ultimi post, e mi piacerebbe farlo leggere anche a voi:

Salve, sono una studentessa di medicina al primo anno (entrata al secondo tentativo).

Al primo semestre ho dato solo un esame, e non sto facendo nulla per recuperare. Ho subito un grave lutto familiare, e questo forse sta aggravando il periodo di "crisi".

Mi sono accorta di aver scelto medicina solo perché non ho alternative lavorative. Tuttavia non me la sento di portare avanti questo percorso (andando sicuramente fuori corso) con un solo stipendio in famiglia.

Papà mi incoraggia perché dice che così forse lavorerò, che qualunque altra facoltà mi getterà per strada (anche perché ho già 21 anni), ma sono davvero in profonda crisi.

Passo le giornate tra cibo e divano, e sono arenata in questo stato psicologico orribile! Leggo spesso questo blog, vi seguo con piacere e vorrei tanto ricevere un parere: è una crisi passeggera?

Tutti pensano che l'unica motivazione per cui io non voglio continuare è che non voglio più studiare in generale, a prescindere da medicina, ma io non riesco a crederci. Amo conoscere nuove cose (anche l'anatomia, ma non ai fini dell'esame, per esempio) informarmi su tutto, e sono sempre stata apprezzata da chi mi conosce.

Ora questa crisi mi fa impazzire. Lasciare medicina sarebbe disoccupazione a vita! Economia e giurisprudenza mi lascerebbero per strada a piangere miseria con un mercato così giovane e competitivo.

Ho un futuro da donna delle pulizie. Emigrerò per lavorare, perché forse non è medicina ma è proprio un'apatia verso lo studio... o forse questa crisi mi ha fatto perdere i miei veri obiettivi.


Letto? Ok.

Quello che mi sento di rispondere io (sperando in qualche vostro - e più saggio - intervento) è, sostanzialmente:

- Non capisco chi ti ha messo in testa che l'unico lavoro possibile al mondo sia fare il dottore.

- Non c'è niente di male a fare le pulizie, o a fare qualsiasi altro mestiere anche senza una laurea.

- Se stai con un paio di esami indietro a 21 anni non necessariamente è la fine del mondo. I "giovani competitivi" in Italia hanno 30 anni suonati, e laurearsi 1-2 anni dopo non è reato.

- Se fai medicina perché pensi sia l'unica possibilità lavorativa di una persona, forse la crisi nasce dall'essere partita con dei presupposti sbagliati e con delle aspettative forse malriposte.

- Se fai medicina perché ti piacerebbe fare il dottore cerca di recuperare e vai avanti, che alla fine per ottenere ciò che vuoi nella vita tocca anche affrontare dei momenti un po' del cavolo.

Ora ti lascio "nelle mani" dei lettori del blog, che magari daranno qualche consiglio più significativo.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

129 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara studentessa,

I consigli di Simone sono davvero saggi.
Anch'io entrai in crisi alla tua età perché avevo sbagliato corso di laurea. Volevo essere un medico ed invece ero iscritta in Scienze Politiche. Per una serie di ragioni che ometto, perché troppo lunghe, finii per laurearmi ed ora mi pento amaramente di non aver mollato tutto per iscrivermi a medicina.

Con questo, non voglio dire che, visto che hai la fortuna di frequentarla, tu debba necessariamente finirla.
Dico che devi guardare dentro di te. Nel mondo c'è chi si guadagna da vivere facendo i più disparati mestieri. Il segreto per riuscire è amare quello che si fa, perché qualsiasi percorso è lastricato di ostacoli, ed è più facile tenere duro quando ci si sente sulla propria strada.
Immagina di poter essere chi vuoi. Cosa ti piacerebbe fare davvero? Qualsiasi risposta onesta ti darai sarà quella giusta!

Non sei sola di fronte a questi dubbi e questi dolorosi vuoti. Ci sono passati in molti. Io di sicuro!

Mi dispiace molto per il tuo lutto.
Ti abbraccio e faccio il tifo per te. Coraggio.
Romina.

Ps. Ciao Simo.

Anonimo ha detto...

Per la studentessa: Sono d'accordo con Simone, da quello che scrivi sembra che tu abbia scelto medicina solo perché pensi che ti dia un futuro lavorativo. Questa motivazione mi sembra un po' inconsistente. Oltretutto tieni conto che al giorno d'oggi è vero il contrario: medicina non ti da alcun lavoro sicuro ed i posti in specializzazione sono sempre meno, tanto che molti non possono specializzarsi (anche su questo blog sono state fatte discussioni in merito). Cerca di capire quale è davvero il lavoro che ti piacerebbe fare dal momento che non esiste nessuna facoltà che ti garantisca un lavoro. Mentre se sceglierai un settore che ti appassiona potrai sicuramente contare su una marcia in più. Ti auguro di risolvere i tuoi dubbi, in bocca al lupo!
Nicoletta

Anonimo ha detto...

Fondamentalmente non ho mai voluto fare il medico... Semplicemente essendo brava a scuola davo per scontato che dovessi fare una facoltà pesante perché ne avevo le capacità ... Il primo anno frequentai un'altra facoltà scientifica come "ripiego" , Poi sono entrata alla cattolica e successivamente alla statale di medicina . Mio padre felicissimo che finalmente sua figlia aveva trovato la sua strada ... E che strada ! Ora che mi vede in crisi dice che non ho voglia di studiare in realtà e qualsiasi facoltà sarebbe in fiasco . Questo mi abbatte ancora di più

Anonimo ha detto...

Che mi sono preparata duramente , lui ha fatto davvero tanti sacrifici per pagarmi anche gli alberghi x la sera prima dei test , libri e anche un corso di preparazione
Dice che sono tonta forte se solo dopo tutto questo ho capito che non è la mia strada

Anonimo ha detto...

Le amiche , i parenti mi fanno sentire in colpa quando dico che voglio mollare ... "Tu sei una scansafatiche !" Ti sei fidanzata e non pensi più a studiare -.-' tipico atteggiamento meridionale , quando io sono sempre stata socievole fin dal liceo, ho sempre avuto amici e ragazzi e ho sempre studiato con piacere ... Amavo studiare ! Ora è un incubo ... Il problema è che per convincermi che medicina fosse la scelta giusta ne parlavo con tutti "mi sto preparando x i test , è quello che voglio fare , non ho alternative " -.-' ma che stupida !!!! Ho sempre voluto giustificarmi con gli altri, allora ora trovano strano che io abbia perso questa "passione"
Fuggire lontano sarebbe una soluzione ? Studiare economia fuori zona ? A costo anche di lasciare il mio meraviglioso fidanzato che è stato lapidato, perché la mia famiglia provinciale ha attribuito a lui i miei insuccessi , quando lui è l'unico a capirmi... Non mi ha mai detto "lascia medicina"... Mi ha sempre detto "se non fosse stata remunerativa e prestigiosa l'avresti fatta?" E la mia risposta probabilmente è "no" . Mio padre ha studiato anche lui e dice che io non sono disposta al sacrificio ... Io sono disposta a studiare e ad arricchire me stessa con qualcosa che mi piace ... Medicina mi piacerebbe ma non lavorativamente ... non per tutti questi anni ... Perché che sia in Italia o in America io voglio crearmi una famiglia ... Sogno una vita in carriera ma con dei figli da vivere e medicina mi toglierebbe tutte le forze (soprattutto se fatta senza passione) . Crisi iniziale ? Crisi esistenziale ? Non lo so ... So solo che il fantasma della mia famiglia incombe su di me , una famiglia che non crede più in me e nn fa altro che ripetermi "anche se cambi resterai così"
Scusate se mi sono dilungata tanto
Grazie a tutti

unascimmiettaamedicina ha detto...

Simone è saggio!
Anch'io andai in crisi ripetutamente perché consapevole di aver sbagliato percorso.
Io consiglierei di staccare un po' e cercare di chiarirti: se le motivazioni per cui fai Medicina sono i sensi di colpa nei confronti di tuo padre e le prospettive di lavoro future(?), le basi su cui proseguire sono a mio parere eccessivamente fragili!
Devi capire cosa ti piacerebbe fare davvero! E smetterla di giustificare al mondo ogni tua scelta: la vita è solo tua!

Ariano Geta ha detto...

Personalmente credo che non si può fare ciò che non si vuol fare pur di non lavorare. Io dico sempre che "piuttosto che rimanere disoccupato farei qualunque cosa", ma in effetti se mi ritrovassi senza lavoro e mi proponessero di lavorare in un'agenzia di pompe funebri rinuncerei... Non possiamo, in nome del lavoro, autocostringerci a trascorrere otto ore al giorno facendo qualcosa che proprio non ci piace. Deve essere quanto meno qualcosa alla quale riusciamo ad adattarci.
Insomma, se proprio medicina non ti piace, forse dovresti seriamente ripensare alla tua strada accademica, spiegando ai tuoi genitori che tanto non riusciresti mai a laurearti in una facoltà che proprio non fa per te.

Anonimo ha detto...

Io non mi vedo medico ... È normale ? Forse nessuno lo si vede i primi anni!? Se mi chiedessero quale specialità , non saprei che rispondere nemmeno orientativamente
affronto gli esami in modo molto apatico , non mi stimolano né gli argomenti né l'obiettivo finale
Purtroppo mamma non c'è più... Ho vagato con lei tra ospedali... Sarà anche questo che mi ha fatto inconsciamente allontanare dalla sofferenza ? A nessuno piace studiare ? Forse il mio è un problema esistenziale più che universitario? Boh :( perché l'ho scelta e ci ho lottato x due anni? Solo x dire ce l'ho fatta mamma e papà ??? Sono nel giro degli eletti? Allora se è così sono davvero cretina e devo ancora crescere -.-'
Comunque siete preziosissimi e stimo molto Simone :) grazie di cuore

ele ha detto...

Sottoscrivo ogni parola di quanto già detto da Simone e gli altri e aggiungo solo questo: laureandoti in medicina non sarai una che "ora farà i soldi" ... sarai una persona che farà una vita pesante, da cui altre persone pretenderanno tanto e in ogni momento, e ti troverai di fronte a tante tante situazioni difficili ... se questa è la tua strada bene (anzi sarai felicissima di fare questo tipo di vita), ma se non lo è abbandona ora perchè non puoi rovinarti la vita per dare il contentino ai tuoi parenti

è la tua vita, decidi tu cosa vuoi fare in base alle tue reali aspirazioni... non so in che ambiente sei cresciuta, ma ti assicuro che là fuori è pieno di possibilità diversissime fra loro, altro che medico/avvocato/commercialista

in bocca al lupo

Simone ha detto...

Grazie a tutti per i bellissimi interventi!

Io penso che non si dovrebbe complicare troppo il discorso, ma cercare di rimanere sul lato pratico. Per me, insomma:

- A nessuno piace studiare, per cui l'università è comunque un sacrificio.

- Confondere l'università col lavoro che si andrà a fare è sbagliato. A me piace fare il dottore, ma ho odiato tutti gli esami dei primi anni di medicina. Alla fine insomma bisogna puntare all'obiettivo finale sopportare lo studio.

- Penso che nessuno appena entrato all'università riesca a immaginarsi il lavoro futuro. E' normale studiare per diventare un professionista X, ma non sapere di preciso cosa esattamente sarà la professione X... è così per tutti.

- Io per primo non ho alcuna voglia di studiare in questo momento, ma mi mancano questi ultimi esami e ora mi costringerò a farlo. Studiare perché uno ne ha voglia o perché ti piace non mi è davvero mai capitato.

- Insomma in sintesi se vuoi una laurea o se vuoi fare il dottore bisogna accettare che lo studio sarà un sacrificio. Fortunatamente dopo un po' gli esami finiscono... a parte per chi ricomincia da capo, come me :)

Simone

Anonimo ha detto...

Simone , sei un mito! Anche mia mamma mi parlava sempre così ed è un discorso molto maturo ... Quindi io che non ho l'obiettivo del medico devo mollare?
O come dice mio padre mi verrà a furia di studiare ?
Penso che se devo fare sacrifici per lo studio preferisco farli per un'economia di 3+2 che mi apra tantissimi lavori diversi piuttosto che una 6+4 (minimo) che mi dirige comunque solo Nel settore sanitario
Potevo pensarci prima ma ho qualche rotella fuori posto evidentemente .-.

Simone ha detto...

Bo', io non posso sapere cosa ti piace davvero e se preferiresti economia o altro. Certo mollare così presto perché stai 2 esami indietro mi pare un attimo prematuro... ma appunto devi capire te cosa vuoi fare.

Cioè, non ti piace fare il medico o forse non lo sai, e ok... ma al contrario sai che vorresti fare il commercialista?

Simone

Chiara ha detto...

Ciao.......le tue parole mi hanno colpita...io sono laureata in farmacia e purtroppo mi sono resa conto di voler fare il medico troppo tardi e alla fine mi sono laureata lo stesso in farmacia...ed ora mi ritrovo estremamente triste, sconsolata e inconsolabile e delusa. Sto al 3 tentativo del test di medicina e ancora non riesco a passarlo e sto perdendo la forza di riprovare perchè sono stanca di combattere per un sistema sbagliato.
Il consiglio che posso darti è che per ogni cosa della tua vita ci vuole passione e sentimento, se non provi questo per la medicina pensaci bene...immagino quanto possa essere dura mollare una facoltà come medicina che oggi pensano tutti sia la facoltà migliore...immagino che hai paura di dare una delusione grande...ma io l'ho capito sulla mia pelle che l'unica cosa che conta è quello che vuoi davvero tu. Non ascoltare nessuno, ascolta solo te stessa e il tuo cuore....
Medicina, secondo me, non è una facoltà da prendere sotto gamba ma è una facoltà che va scelta davvero perchè lo si vuole fare...un giorno si tratterà della vita dei pazienti e del loro benessere e non si può farla solo perchè si pensa al mondo lavorativo...
Quando scelsi di provare farmacia feci il tuo stesso ragionamento, pensai che dava subito lavoro e invece appena laureata sono rimasta con un pugno di mosche in mano...nulla è come sembra, ormai è difficile qualsiasi settore e l'Italia sta sprofondando pian piano....
Scegli solo quello che ti piace e che ti fa stare bene....

Ti lascio con questa massima di Confucio, che mi accompagna sempre..."Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua".

-- Chiara

Anonimo ha detto...

È proprio quello che dice chiara che mi terrorizza ... Dopo farmacia non c'è lavoro e così dopo altre facoltà ... Medicina mi piaceva un po' perché è sempre bella l'idea di aiutare gli altri ma non la sento mia ancora ... Aspetterò la sessione estiva e poi prenderò la decisione definitiva

Simone ha detto...

Ok, spero in qualche modo di essere stato di aiuto!

Comunque alla fine l'idea che mi sono fatto è che i primi esami non sono andati proprio come volevi, e ti sei scoraggiata pensando che l'università è più faticosa di quello che ti aspettavi.

Non è insomma tanto questione di lavoro o di scegliere quella o quell'altra facoltà, quanto decidere se hai voglia di impegnarti davvero per 6 anni per un obiettivo di questo tipo o se invece non te la senti.

Secondo me se continui a studiare e dare esami alla fine come tutti troverai un equilibrio. Se invece lasci probabilmente le cose in un'altra facoltà non saranno tanto diverse, perché alla fine tanto gli esami e lo studio sono sempre una rottora ovunque.

Insomma decidi se vuoi fare l'università (una qualunque) oppure no... mentre per me il discorso non è tanto scegliere medicina, economia o farmacia. Una vale l'altra.

Ciao e in bocca al lupo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Una vale l'altra Simone ? Medicina implica privazioni non indifferenti ... Lo noto con le mie cugine ... Economia e altre ti impegnano quasi tutta la giornata mentre medicina assolutamente tutta la giornata sempre , anche i festivi per un anno in più ... A meno che non si è geni e si concilia tutto ma io so di nn esserlo quindi se devo fare questo sacrificio deve valerne la pena ... Ne varrà la pena ? Di non uscire il fine settimana spesso, di rinunciare a sport e vita sociale !? Questo solo devo capire ... Perché medicina non è difficile ma sono i corsi obbligatori, tirocini e tempi strettissimi x dare gli esami ... Non puoi paragonarla alle altre
Comunque sei davvero bravissimo

Simone ha detto...

Molte persone del mio corso sono in regola con gli esami, hanno voti (molto) più alti dei miei... eppure il fine settimana escono, hanno amici, fanno sport, sono fidanzati/e. Poi quando siamo sotto esami ovviamente le cose cambiano... però mi pare che esageri un po' non è certo la facoltà più difficile del mondo :)

Simone

ThereseM ha detto...

Volevo solo dire che 3+2 fa 5. 5 anni universitari di triennale più specialistica (quasi obbligatoria) che per moltissime persone diventano 6 o 7. Medicina è 6 anni e basta, il traguardo è lontanissimo, io sono la prima a credere che prendere la aurea triennale sia un bell'incoraggiamento per uno studente che vede la luce, la fine di un percorso prima di ricominciare a studiare. Questa cosa manca alla nostra facoltà ma i 4 anni (o quelli che sono)di specializzazione sono un'altra cosa: in primis c'è un contratto di lavoro, poi c'è un esame all'anno e basta, credo. Quindi il discorso 3 + 2 non lo devi tanto tenere in considerazione secondo me. Piuttosto concentrati sul capire se vuoi fare il medico a prescindere dal percorso di studi (io posso dire che le materie di medicina pura sono iniziate al 4 anno), e decidi in base a questo. ah, e a me non piace per nulla studiare, credo che piaccia solo a pochi eletti! :P
In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Io non voglio fare il medico , però ho un blocco ora ... Non mi fa capire se non voglio farlo perché mi sono fissata o perché veramente non è quello che voglio dalla vita
Ma chi fa giurispudenza mica sa di voler fare l'avvocato? Chi fa ingegneria mica sa che un giorno se ne pente ? E così sono io forse , come tutti ... Una facoltà esclude l'altra e ognuna ha i suoi pregi e difetti... Forse dovrei concentrarmi solo sui pregi di medicina ? E sentire l'opinione di mia sorella che dice : mal che vada la guardia medica sempre la fai ... In una società come la nostra meglio essere così cinici? D'altronde non ho un sogno particolare ... Tranne quello di insegnare , fare doposcuola , ripetizioni ... Mi volgevo ad economia perché mi permetterebbe di coltivare la matematica che mi piace , e quel po' di diritto che mia mamma da avvocato mi ha fatto seguire spesso... e potrebbe permettermi di lavorare sia in banca che nelle scuole ... Se mi dicessero cosa sento... Sento questo , una carriera in banca , vestita a modo o in aziende importanti , ma non mi vedo col camice xD ma forse sono solo sogni da adolescente questi... Nella realtà Economia mi farebbe lavorare in un call center soprattutto perché non posso pagare università prestigiose come la
Bocconi o fare master ... C'est la vie... Vi aggiornerò , studierò biologia , istologia ... Anatomia(proverò a non odiarla) e tirerò le somme nel torrido agosto xD
Vi abbraccio tutti e grazie della disponibilità

Anonimo ha detto...

Si è perso il senso. Ti ho supportata nel primo commento, e poi ho letto i piagnistei nei successivi. Non vuoi fare il medico è molto chiaro. Solo che non vuoi prenderti la responsabilità pubblica di dirlo. Vuoi giocare la partita avendo intasca la vittoria. Non funziona così. Simò, con economia non si fa solo il commercialista. Si gestiscono imprese, si scrive sui giornali, si insegna. Ci si occupa di marketing, si lavora nel settore pubblico, in banca. Fai economia, fidati. Le banche non chiuderanno mai, quando stanno lì lì per crollare, le rifinanziamo con le nostre tasche. ps, a 21 l'adolescenza è passata da un pezzetto, anche se vedo 35enni adolescenti..saranno i tempi. Romina

Anonimo ha detto...

Per CHIARA. Chiara, sono nella tua stessa situazione. Mi sento sola in questo percorso fatto di tre bastonate sui reni. Ti va di metterti in contatto con me? Mi trovi su Facebook come Romi Erre, vedrai che tra i miei amici c'è pure Simone, magico!

Mi farebbe piacere.

Ciao,Romina

Simone ha detto...

Romina: sì lo so che con econimia fai pure altre cose... era un esempio :)

Simone

Anonimo ha detto...

se posso fare un esempio un po' stupido... se sei fidanzata con un ragazzo che ti piace non stai tutto il tempo a chiederti se il tuo fidanzato ti piace davvero: ti piace e basta. Allo stesso modo se stai sempre lì a chiederti se medicina è la tua strada secondo me ci sono concrete possibilità che non lo sia. Oltretutto continui a ripetere che l'unica cosa che ti interessa è il guadagno... mi lasci molto perplessa

Nicoletta

Valerio ha detto...

È veramente difficile dare consigli con così tante variabili in gioco, almeno secondo me. Oltretutto ha perfettamente ragione Simone quando dice che nessuno sa come poi in realtà sarà il suo lavoro, tanto più in campo medico, che è particolarmente eclettico (quanto hanno in comune un radiologo, uno psichiatra, un chirurgo addominale e un medico del lavoro?) ps: spero bene che Chiara sia Kia del post precedente, altrimenti qui sta diventando un affollamento di farmacisti pentiti, e ciò sarebbe molto triste per un farmacista felice come me.

Valerio ha detto...

Ripensandoci "eclettico" è etimologicamente sbagliato, ma comunque a livello colloquiale credo renda il concetto.

Anonimo ha detto...

Nicoletta , Romina , chiara e tutti gli altri non ho mai avuto così tanta disponibilità :) grazie dell'interessamento e avete tutti centrato il problema ... Sono appena pochi mesi dalla perdita di mamma e forse questo non mi agevola le decisioni però sento di farcela , devo farcela ... Anche perché voglio essere un esempio per i miei fratelli più piccoli che cerco di far stare bene con la mia presenza da sorella maggiore ... Devo smetterla di piangermi addosso... A volte sento di diventare odiosa anche a me stessa ... Studiare , studiare perché è il cibo della mente e poi capire cosa voglio fare davvero nella vita o almeno il settore ... Spero presto

Anonimo ha detto...

E invece il problema io credo che non sia stato così centrato come pensi. Il problema è il tuo lutto e tutto l'impegno altruistico che l'ha preceduto. Sei molto giovane e la perdita di un genitore è una evenienza dalla quale non ci si riprende facilmente, a tutte le età ma soprattutto alla tua. Ogni tua scelta, oggi, e ogni tuo pensiero, devi far conto che risentono della perdita che hai subito. Prima di lasciare, fatti un giro da qualche esperto. Magari da qualche bravo psicologo. La rinuncia ad una facoltà come medicina, con tutto ciò che già finora ti è costata, vale senz'altro qualche seduta che magari può aiutarti a capire meglio questo periodo.

Anonimo ha detto...

Ragionando con i piedi per terra , se medicina mi portasse ad un lavoro come un altro la farei perché è un lavoro di tutto rispetto ... Il punto e che non riesco a vederlo come un altro lavoro... È un po' come essere sacerdote , lo si è sempre ... Non riesco a pensare di essere un medico mediocre , sarei insoddisfatta ...
Io sogno un lavoro che mi permetta comunque una famiglia , seguire dei figli e tutti gli affetti che io non ho avuto ... Vedo le donne medico troppo sacrificanti la vita privata e questo si può fare solo se si è appassionatissime ... Credo :/

Anonimo ha detto...

Ecco perché il test a medicina è così affollato! Con tutto il rispetto per genitori di questa ragazza (21 anni, ne avessi io 21 di anni!)e di tutti i genitori che ''violentano'' i figli decidendo per loro cosa devono fare nella vita, beh, ci vorrebbero gli schiaffi. Cara ragazza, medicina non si fa perché poi si trova lavoro. Primo perché è finita l'epoca d'oro del lavoro facile ( in tutti i campi ); secondo, anche se lavorassi un giorno come medico, visto queste premesse, rischieresti di essere un pessimo medico (ce ne sono tanti così, costantemente incazzati perché in fondo avrebbero voluto fare altro nella vita) il che è una sciagura per te ma soprattutto per chi ha la sventura di incrociarti nella vita professionale. Allora cara mia, smetti di studiare per un certo periodo, fermati un annetto ( sei poco più di una bambina a 21 anni, credimi) e usa questo tempo per riflettere seriamente. Fai magari del volontariato in ospedale che potrebbe aiutarti a capire se questa e la tua strada. Se decidessi che questa non è la tua strada non avere paura a cercarne un'altra, il mondo è pieno di opportunità. Non è vero che con medicina hai una vita lavorativa facile e sicura, è una falsità, un mito che è duro a morire, soprattutto fra i cinquantenni dalla mente chiusa come certi genitori di oggi. Ne vale la tua felicità.
Matteo, 40enne medico mai pentito di esserlo.

Anonimo ha detto...

Forza ragazza, non avere paura di quello che sei, se trovi la tua strada ( ma deve essere la tua non quella di tuo padre o delle zie) avrai quella serenità che ti permetterà veramente di essere un esempio per i tuoi fratelli.
Matteo, quello di prima.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti!
ho letto il tuo post e mi dispiace molto per quello che stai vivendo, ma oggi il mondo offre tante alternative, ed io per natura sono una persona che le coglie sempre con grande entusiasmo perchè sono sinonimo di cambiamento e novità. Hai mai pensato di lavorare e studiare allo stesso tempo e di conseguire comunque una laurea? Quello che ti propongo e di conseguire una laurea online , non devi seguire i corsi, e vai in sede solo per sostenere l'esame. Magari potresti scegliere un corso di laurea in lettere, in comunicazione, scienze motorie, le università telematiche offrono soluzioni veramente alternative se vuoi studiare e lavorare. Io per esempio ero iscritta all'università frontale ma poi per forza di cose ho scelto quella online ed oggi mi trovo veramente bene. Se vuoi puoi visitare questo sito www.centrouniversitario.it e capire un pò di piì circa le università telematiche.
In bocca al lupo per tutto!!!

Anonimo ha detto...

mi lascia perplesso il tuo continuo dire "non voglio fare il medico" e allo stesso tempo chiedere consigli se è giusto mollare o no.
Ti direi che se la pensi cosi devi assolutamente cambiare obiettivo ma credo che il lutto che ti ha colpita ti stia influenzando molto.
Il mio consiglio: hai 21 anni, sei giovanissima e ti puoi permettere di perdere qualche anno per strada (siamo nel blog di uno che ha iniziato medicina a 33 anni eh), quindi rilassati, fai le cose che ti piacciono e prenditi il tuo tempo. Tra qualche mese avrai le idee piu' chiare.
Io ti consiglio di andare comunque a lezione, visitare qualche ospedale per respirare l'ambiente e vedere che sensazioni ti da.
Mario, 36 enne, al secondo tentativo (fallito) di entrare a medicina

Simone ha detto...

Grazie ancora a tutti!

Ormai c'è la sagra dell'anonimato e a volte non capisco chi parla con chi, chi viene per spammare link sospetti, chi è un bot e chi sono semplicemente io che mi scordo di firmarmi.

Tra le varie opzioni nei commenti potete scegliere quella "nome/url" che vi consente di inventarvi un soprannome tanto anonimo quanto per lo meno comprensibile :)

Per il resto grazie davvero a tutti!

Sono anche io dell'opinione degli ultimi commenti... e che cioè la nostra amica debba prendersi un po' di tempo per decidere senza fretta, visto che è giovanissima e che sta vivendo una situazione molto difficile.

Credo che dai suoi ultimi commenti sia proprio quello che ha intenzione di fare anche lei... perciò: alla grande! Missione compiuta :)

Simone

Dama Arwen ha detto...

Mah… magari ci vado giù pesante ma mi pare che sia una visione decisamente troppo ristretta della vita immaginare che o si fa il medico o non si lavora! O - ancora peggio - che SENZA UNA LAUREA non si lavora!
Io posso capire che a 21 anni si possano anche non avere le idee chiare, che ci siano dei dubbi (di sicuro è fugato quello della tua inclinazione o meno a fare il medico) ma depressione totale no!

Dama Arwen ha detto...

La Boconi secondo me è una fuffa!
È piena (anche) di ricconi studpidi e ignoranti come le capre che si laureano lì solo perché hanno i soldi!
E potrei portare come esempi alcuni dei miei compagni liceali…
Ah, io vivo a Milano…

Kia/Chiara ha detto...

Ciao VALERIO! si la kia e la Chiara sono sempre io, la farmacista pentita;) sono contenta per te e che tu sia felice della tua professione (credo che sei già laureato e lavori)...io invidio quelli laureati in farmacia e contenti perchè io non so che darei per essere contenta delle mie scelte ma non ci riesco...sono anni ormai che mi dispero e farei testa e muro milioni di volte...
Io inseguo la felicità, o almeno ci provo....per ora per me la felicità è medicina, ma fin quando non ci sarò dentro non potrò dirlo...quindi sono davvero contenta per la tua felicità e tienitela stretta ;)

per ROMINA: ti ho trovata su fb ma non posso aggiungerti come amica, quindi ti ho scritto un mess...controlla la cartella "altri"....

Anonimo ha detto...

Cara studentessa ,sono un medico di famiglia di 38 anni che fa ancora le guardie,perché anche se con medicina si lavora, si è comunque "precari" per tanto tempo. Anch'io ho fatto medicina "spinta" da mio padre, perché diceva che era l'unica facoltà a dare lavoro......sono stati anni lunghi(ho finito in 8 anni) e ho anche rischiato una forte depressione, ora sono un medico felice a metà, nel senso che trovo bellissimo aiutare gli altri e i miei pazienti "mi adorano" e questo mi da la forza di fare un lavoro che non mi piace (anche se essendo una perfezionista,lo svolgo con impegno e i pazienti se ne accorgono)....io volevo fare ingegneria civile per progettare ponti,palazzi,etc.....non so se ci sarei riuscita, ma quello che posso dirti è che se tornassi indietro mollerei tutto e seguirei il mio sogno......non ho avuto il coraggio di Simone(che ammiro tanto),studiare medicina mi ha tolto tutte le forze.....tu sei ancora giovane,hai il mondo nelle tue mani.Inoltre io sono l'unico medico della famiglia e mentre studiavo tutti mi guardavano come l'eletta, e non ho avuto il coraggio di dire a tutti che non era così, perché sei davvero felice solo se fai quello che ti piace.in bocca al lupo.

Studentessaincrisi ha detto...

All'anonimo sopra di 38 anni... C'è qualche modo per contattarti ? Mi farebbe tanto piacere :)
La studentessa in crisi

valerio ha detto...

ciao Kia/Chiara, la ns chiacchierata è spezzata su due post diversi...ti ho risposto nell'altro....quidi qui mi limito a farti tutti i miei migliori auguri per il futuro!

Anonimo ha detto...

Datti tempo ma non mollare!!
Sei molto giovane, e il lutto che hai subito probabilmente ti ha sconvolto la vita, ma datti tempo e concedi alla facoltà che hai scelto una seconda opportunità, non lasciarti trasportare dall'emotività!
Datti non so, un semestre ancora..frequenta le lezioni, lega con i compagni di corso.. quelli studiosi, non i fancazzisti, e prova!

Anonimo ha detto...

..ho letto che la studentessa di medicina in questione è attratta da economia x' permette di fare tante cose (qualcuno ha detto " con economia non si fa solo il commercialista. Si gestiscono imprese, si scrive sui giornali, si insegna. Ci si occupa di marketing, si lavora nel settore pubblico, in banca. Fai economia, fidati. Le banche non chiuderanno mai.."). Mi sento di dirti qualcosa x' secondo me economia oggi come oggi è x molti aspetti un tranello. Io mi sono laureata in economia ormai 10 anni fa. Anch'io ero convinta che aprisse mille porte...la realtà: mille porte sbattute in faccia! contratti di lavoro indecenti! uno sfruttamento dopo l'altro senza prospettiva! Se sei donna sei decisamente penalizzata nelle assunzioni vengono preferiti sempre gli uomini! Nelle aziende ormai anche nei ruoli commerciali preferiscono decisamente chi ha competenze tecniche, quindi se sei orientata a un lavoro in azienda molto meglio che pensi a ingegneria! Ingegneria meccanica, informatica, elettronica, delle telecomunicazioni, gestionale....ti daranno decisamente + possibilità di economia! ....in banca assumono pochissimo, se assumono preferiscono o diplomati giovani o raccomandati, e x di + i contratti non sono + favorevoli come un tempo...Anche i commercialisti non hanno + bisogno di personale e quella sarebbe un'altra porta chiusa..e poi chi ha fatto la Bocconi sarà sempre privilegiato, x ragioni di prestigio...o di soldi... Per me per come vanno le cose oggi come oggi se sei dentro a medicina ti conviene decisamente tirar dritto per quella strada: è vero che è molto + impegnativa e + lunga ma dopo la laurea se riesci a entrare in una specialistica avrai la fortuna di avere un contratto per 3 o 4 anni, durante il quale ti insegneranno veramente un lavoro mentre sarai stipendiata...solo per quello varrebbe la pena oggi come oggi, con la situazione che c'è, affrontare un tale percorso. Non pensare che in altri ambiti sia facile che qualcuno ti insegni un lavoro, per di + mentre sei stipendiato. Per quanto riguarda il fatto che una donna si pone già da giovane in discussione come mamma...è capitato anche a me...e credo davvero che sia una fortuna essere uomo e non avere certe preoccupazioni...secondo me però dovresti pensare che ormai i figli è diventato normale farli tardi...ci vuole meno ansia e molta + calma...sono cose che ti dico x' vedo che hai tante ansie che avevo anch'io e che a posteriori avrei voluto poter gestire con molta + calma e sangue freddo. Considerato che hai da poco avuto un grande lutto, probabilmente davvero ti farebbe bene parlare con uno psicologo per cercare di vedere tutto con maggiore serenità, pazienza, tranquillità, gestire le tue ansie sul futuro, che sono anche normali ma che non dovrebbero influenzarti negativamente...è evidente che sei una persona molto sensibile e forse ti stai facendo preoccupazioni eccessive e inconsapevolmente autolesioniste... fai medicina perché sei intelligente, sei capace e volenterosa! non farti troppe domande! Quando la avrai finita (anche se lasci qualche esame indietro e impieghi un po' di + non andare in panico che sei giovane), dopo, allora penserai a quello che sarà meglio fare!...il mondo cambia, e è impossibile poter capire oggi tante cose sul domani, un passo alla volta, anche se certi passi sono lunghi! prenditi il tuo tempo, che sei giovane, e valorizzati che se non lo fai tu in primis è difficile che lo faccia questa società! mi raccomando tieni duro e tieni presente l'esempio di Simone che è davvero bello! ciao! Cecilia

Anonimo ha detto...

...volevo aggiungere...a volte secondo me si crea tanta tensione intorno alle persone giovani che invece che aiutarle le si mette in crisi di +...vedi tuo padre che ti dice che saresti un fiasco in qualsiasi altra facoltà...probabilmente anche lui è molto teso e assume modi sbagliati...cerca di sdrammatizzare tutta questa tensione! studia medicina x' ci sei dentro, sei brava e ce la puoi fare! dopo ci penserai, in base alle possibilità che ci saranno! Conosco una laureata in farmacia che ha fatto un corso e insegna pilates, o una laureata in medicina che ha fatto un corso e fa la psicologa...magari invece poi ti andrà proprio di fare il medico, magari invece ti sposerai con una persona e deciderete che è meglio che lavori solo lui e ti occuperai solo della famiglia...Cecilia

Studentessa in crisi ha detto...

Per cecilia ... Non so che dire ... Sono molto confusa :( so solo che non posso mollare perché non ho alternative !!! Ma non ce la faccio ... Inoltre io e il mio ragazzo ci siamo lasciati perché si erano create delle tensioni dovute proprio al mio malessere universitario e lo trattavo malissimo :( quindi nn ho idea !!! Sono delusa dalla vita e da me stessa perché potrei rimboccarmi le maniche e lottare per qualcosa ... Invece non faccio che cullarmi nel dolore . Ora sono sola e confusa con tutte amiche fidanzate o con una bella carriera universitaria avviata

Anonimo ha detto...

...hai 21 anni, di fidanzati hai tanto tempo per trovarne...io se potessi tornare indietro me ne fregherei dell'argomento fidanzati a 21 anni e mi concentrerei su me stessa (ma so che è difficile, a quell'età sembra che se non hai tutto subito non vai bene, ma è sbagliato). E' difficile mettere insieme tutte le cose purtroppo, soprattutto a 20 anni, bisogna ragionare per priorità: il fidanzato è una cosa rimandabile (puoi stare benissimo senza sai, anche per diversi anni ancora...quando magari sarai + serena sarà anche + facile trovarne uno) mentre la laurea non è rimandabile. Anch'io alla tua età avevo avuto un lutto grave, avevo perso uno zio che per me era un padre, e ricordo che avevo perso molto concentrazione, stima e fiducia in me stessa...quindi cerca di capire che il tuo stato di temporanea mancanza di fiducia è anche dovuto a quello, sicuramente! datti tempo e ragiona per priorità! Cerca di trovare una tua serenità, ritrovando la concentrazione sull'università e ricoprendo al meglio il tuo ruolo nella tua famiglia....non pensare al fidanzato...le tue amiche ne hanno uno? fregatene! probabilmente un domani si molleranno anche loro...di fidanzati se ne girano cara...! ...magari tra qualche anno quando sarai + serena ne troverai uno che non ti farà per niente rimpiangere il precedente! datti tempo e trova il tuo equilibrio da sola! Cecilia

Anonimo ha detto...

Cecilia , quanti anni hai!? Se posso permettermi ...
Comunque grazie dei consigli preziosi ma penso che l'amore sia comunque importante e una persona matura deve imparare a conciliare le due cose ... Non è impossibile , basta volerlo ... Anche perché non lavoro, non faccio sport regolarmente quindi dovrei solo studiare e dedicarmi agli affetti più importanti ... Amiche , famiglia e fidanzato (se c'è , non è fondamentale ovviamente)

Volevo dire a Simone che in questi giorni ho capito di aver perso proprio la voglia di studiare così a tempo pieno (in generale, figuriamoci per medicina)... non è che voglio trovare una scorciatoia ma vorrei una strada più tranquilla , più congeniale alle mie esigenze ... Se avessi voluto davvero tanto diventare medico credo che avrei aspettato che mi tornasse la voglia perché volere è potere ... Il punto e che io non voglio ma non ho mai avuto il coraggio di ammettere i miei insuccessi ... Il genio del liceo non studia più all'università ... Evidentemente tanto genio non ero... Sgobbavo solo ma con un QI abbastanza scarso ... Mio padre dovrà abbassare le aspettative su di me ...
Anche se nn merita di soffrire così :(

Anonimo ha detto...

...certo che un fidanzato è importante, ma quello che volevo dire è che a volte a è controproducente incaponirsi a cercarlo quando non c'è, quando arriva arriva e se a un'altra arriva prima non è x' tu sei meno di lei!...e cqm tante coppie che magari a 20 anni sembrano bellissime poi si rompono (io almeno ne ho viste tante). Il mio era un consiglio sincero e disinteressato (come tutti quelli del blog), può essere benissimo che sia sbagliato per te...solo tu ti conosci bene! ma se hai scritto qui presumo tu sia contenta di sentire i pareri della gente..alla fine ognuno si crea la sua di serenità..in base alla sua situazione, al suo stato affettivo, alla sua sensibilità.. non è solo una questione di QI secondo me..la vita non è una gara a chi è + intelligente o fa esami + difficili! cmq dato che me lo chiedi ho 35 anni (e il fidanzato giusto l'ho trovato da pochi anni, dopo alcune altre relazioni che a posteriori ritengo che se non avessi avuto e fossi stata capace di starmene da sola tranquilla e contenta era meglio!) :) Cecilia

Orion ha detto...

Se può consolarti, mi ritrovo in una situazione assai simile alla tua. Ho 21 anni, e mi sono arenato al terzo anno di ingegneria civile (terzo anno in senso puramente cronologico, in realtà sono parecchio indietro con gli esami).
Ho perso ogni motivazione ad andare avanti. Ingegneria, come medicina, è un percorso molto lungo e duro (il 3+2 non fa 5, anzi spesso fa 7 o 8), che alla fine ti dà un pezzo di carta che non ti assicura lavoro, checché se ne dica.
Per questo, anch'io come te sto pensando di mollare tutto ed iscrivermi ad economia. Finirei prima e con meno fatica, ed otterrei un pezzo di carta forse più utile del pezzo di carta di ingegneria civile.
Non mi dispiacerebbe studiare economia (la matematica non mi spaventa, e seguo con molto interesse i dibattiti politico-economici in tv e sui giornali), e non mi dispiacerebbe affatto diventare un colletto bianco (il lavoro d'ufficio è lo sbocco più naturale della laurea in economia).
Vero è che fare questo salto significherebbe dichiarare di aver sprecato 3 anni, e cominciare un percorso universitario nel momento stesso in cui tanti tuoi coetanei lo stanno terminando. E questo mi spaventa non poco, non solo dal punto di vista psicologico, ma anche lavorativo (hai ragione, il mercato è giovane e competitivo, ed ho paura che i 3 anni sprecati sarebbero una macchia indelebile, un peccato mortale).
Se tutti questi dubbi mi fossero venuti uno o due anni fa, non ci avrei pensato più di tanto, e avrei fatto il salto. Ma adesso sono arrivato a 3 anni, e dopo questi 3 anni non posso fare un salto alla leggera. E così mi sento arenato, e se guardo al futuro vedo solo buio. Per questo ti confesso che spesso in questi giorni mi rifugio nel passato. Vado su facebook e mi metto a guardare tutto quello che facevo fino a 3 anni fa, quando ancora andavo al liceo, e non avevo tutte le preoccupazioni e le angosce che ho adesso.

Simone ha detto...

Orion: 2 anni fa o anche 1 anno solo non avresti avuto alcuna esitazione... ora con 1 solo anno di differenza invece è impossibile e ti rassegnerai a fare un lavoro che non ti piace o a non finire nemmeno l'università?

Cioè insomma non ti pare un po' eccessivo come atteggiamento? Se 1 anno fa si poteva fare, forse oggi è un po' meno semplice ma si può fare lo stesso... o no? :)

Simone

Anonimo ha detto...

Orion, se hai qualche email che puoi lasciare qui posso contattarti :) oppure c'è un modo per sentirci ? non saprei

Saluti a Simone ... Intanto sto studiando istologia xD piccola pausa...

Studentessaincrisi

Anonimo ha detto...

...ma non puoi semplicemente pensare di fermarti alla laurea breve di 3 anni? ...al massimo passare a ing. gestionale che è molto simile a economia...a qs punto la scelta sarebbe tra laurearsi in economia cmq a un'età superiore alla media (nessuna tragedia a mio avviso) o laurearsi magari con la laurea breve se hai pochi stimoli sempre dopo la media (dato che dici che sei un po' indietro con gli esami)..il mondo del lav è talmente un casino che sec me tra ing civile o gestionale e economia non è che ci sarà una differenza sostanziale di prospettive. Maggiori possibilità invece si possono avere con ing meccanica/elettronica/informatica , credo... Claudia

Andrea S ha detto...

Ciao a tutti,

Vi scrivo perchè anche io sono nella stessa situazione della studentessa:

ho 19 anni e sono entrato a medicina al primo colpo,nonostante non avessi studiato nulla per il test.
Nell'attesa di conoscere l' esito del test di ammissione mi ero iscritto a economia Aziendale,tenendola come riserva nel caso non fossi entrato a medicina.
Una volta visto che avevo passato il test ho abbandonato economia e mi sono immatricolato a Medicina.

Il problema è che non sono sicuro di continuare per vari motivi:
le materie non mi piacciono ( in particolare anatomia che per me è orribile) , inoltre tutti gli anni di studio necessari per laurearsi più gli anni per la specializzazione mi spaventano molto...in più per fare medicina bisogna davvero studiare tanto e limitare notevolmente amici, palestra e uscite, ed io non credo di essere disposto a fare questp, o meglio lo farei se facessi qualcosa che mi piace e l' obbiettivo di diventare medico fosse davvero importante per me.

Voi direte : e allora perchè fai medicina?

I motivi per cui lo faccio sono che

- Mio Papà è pediatra e mi ha detto che se riuscissi a entrare e a finire pediatria mi passerebbe i suoi pazienti quando andrà in pensione.
la vita che fa lui non è per niente male:lavora mezza giornata da lunedi a venerdi e contando anche le visite a domicilio che a volte fa ha uno stipendio che è circa 8000 euro.
Solo che per arrivare cosi dovrei farne di fatica...

- Il secondo motivo è che ormai in Italia la facoltà di medicina( se non hai imprese in famiglia ) è rimasta quasi l'unica che ti assicura un lavoro in futuro ben retribuito


Non so veramente che fare ....se stringere i denti , laurearmi in medicina anche se non mi piace per poi avere la strada in discesa o se abbondare e fare una facolta più semplice come giurisprudenza...che però non sicuro che mi piaccia...

grazie a tutti!
andrea


Simone ha detto...

Andre: mi pare che ti sei risposto da solo, no? Se vuoi guadagnare tanto come tuo papà anche con un lavoro che non ti interessa, resta a medicina. Se no molla per qualcosa che ti piace di più (non capisco il senso di mollare per un altra facoltà che non sai che ti piace, come giurisprudenza) e accetta la possibilità di un lavoro meno retribuito.

La vita è un po' sempre così. Sarebbe bello che quello che ci piace fosse anche quello che ci conviene... ma capita raramente.

P.S.

Secondo me anatomia fa schifo a tutti, non penso proprio sia la materia per decidere se ti piace fare il dottore o meno.

P.P.S

Pediatria è la specializzazione più affollata. Prendi in seria considerazione l'eventualità di non riuscire a entrare... che faresti in quel caso?

Simone

Andrea S ha detto...

Per Simone

A me piacerebbe , essendo appassionato di politica e frequentando da 2 anni un movimento politico come militante, la facoltà di scienze politiche, però è veramente una laurea poco spendibile e che non vale molto con questa crisi...

Comunque si,hai ragione :
devo scegliere tra
A) finire medicina con tutte i problemi che ci saranno a terminare sei anni di studi con materie che non mi piacciono, sacrificare questo periodo allo studio tagliando drasticamente sport e tempo libero, per poi essere ''a posto '' in futuro.

B) cambiare a settembre facoltà e fare scienze politiche , percorso più semplice e con materie più belle e che mi farebbe godere la giovinezza pero poi però ''sbattermi'' terminata la laurea per trovare un ' occupazione.


Sul discorso di pediatria hai ragione , è molto difficile entrare,penso che se scegliessi di continuare medicina e non riuscissi a entrare ripiegherei sulla specialistica in scienze dell' alimentazione oltre a fare il corso per l' omeopatia.
Infatti l' unica cosa che un pò mi spinge a continuare la strada di medicina sarebbe il mio interesse per la medicina naturale e alternativa e per l'alimentazione biologica vegetariana.

Però ho parlato con studenti del quarto/quinto anno di medicina e mi hanno detto che fare medicina richiede davvero tanti sacrifici e che non hai la passione è quasi impossibile arrivarci in fondo...

Non so se facendola solo per soldi e lavoro potrò arrivare in fondo...


Sono davvero indeciso...

Andrea

Simone ha detto...

Andrea: scienze politiche dura 3 anni, massimo 5... e poi alla fine sarai sempre giovane. Per fare politica bisogna entrare in qualche partito e militare, la laurea non penso sia richiesta o che apra chissà quali strade. Comunque non è che devi passare all'università tutta la vita, secondo me ti pare un percorso tanto lungo ma alla fine invece è alquanto breve.

Nell'omeopatia personalmente non credo e non si studiano omeopatia o medicine alternative durante la laurea in medicina... altrimenti non sarebbero alternative ma "ufficiali" :)

Capisco che sei indeciso, ma nessuno può scegliere al posto tuo.

Simone

Anonimo ha detto...

Andrea sono la ragazza del post, se ti va possiamo sentirci in privato :)
Non so se Simone ha un modo x scambiarci l'email xD

Anonimo ha detto...

Ah Simone, una curiosità comunque .. Noto nelle tue parole una certa "pubblicità occulta" alla facoltà di medicina come se è normale odiare le materie e si può resistere 6 anni anche senza un obiettivo. Per te è stato così? Avresti portato a termine la missione anche senza ardente passione?! Se sì mi congratulo con te perché vuol dire che sei un genio ad organizzarti con lo studio a differenza mia :( e quindi nn ti è pesato molto
Forse determinante e stata anche la precedente laurea in ingegneria

Anonimo ha detto...

@Studentessa in crisi: sono anche io una ragazza al primo anno di medicina e ho una storia simile alla tua, mi piacerebbe sapere di più sulla tua esperienza e la tua situazione attuale! :)

Anonimo ha detto...

Ciao :) Se hai una mail che puoi lasciare qui posso contattarti ... Altrimenti nn saprei come fare :S

Anonimo ha detto...

Puoi scrivermi a devices93@yahoo.it :)

Simone ha detto...

Anonimo: non ho detto (credo) che si possa fare una qualsiasi facoltà senza un obiettivo. La passione per fare il medico e la medicina in generale non toglie che lo studio delle materie per gli esami sia noioso e pesante. L'obiettivo insomma è laurearsi e diventare un dottore, ma lo studio non credo piaccia particolarmente a nessuno.

Simone

Andrea S ha detto...

per Studentessa in crisi :
volentieri la mia mail è

scaglio94@hotmail.it

ciao!

Anonimo ha detto...

Ciao, consigli saggi sono già stati dati, pertanto l'unica cosa che mi sento di dire di fronte ad una "crisi di vocazione" è, forse, quella che, in questi momenti, è bene fare un respiro profondo accompagnato da un passo all'indietro, mettendo così tra parentesi tutto quello che dice e pensa la gente intorno a noi.
Insomma svuotare la testa e capire le priorità, cercando sempre di motivarsi in modo "sano" e "leale" soprattutto verso se stessi.
Fidanzati, amici e parenti non c'entrano nulla a questo livello, anzi possono essere spesso spiazzanti e fuorvianti.
Prima di tutto sincerità con se stessi: non studi medicina per aver come fine il "libretto", ma lo studio deve essere usato solo come strumento per poi capire la pratica in modo più charo e perspicuo. Lo studio non deve essere una sekkio-machia; poi è chiaro, ogni persona è portata per cose diverse, ci mancherebbe.
Però la base deve essere quella che vuoi curare la gente, risolvere un loro problema, pur nei limiti di quella che è la nostra condizione.
Insomma decidi che medico vuoi essere, ma soprattutto prova a pensare cosa e come sarebbe la tua vita senza la medicina - al di là dei primi facili sorrisi che la vita sembrerebbe proporti.

Ciao,

Luca

stefania ha detto...

non posso credere di aver trovato persone con paure simili alle mie, e con una confusione mentale come la sto vivendo io.:)
sono felice di aver trovato questo sito e poter leggere i vostri commenti che mi sembrano veramente molto sinceri e reali.
Vi narro un pò la mia situazione: anch'io ho 21 anni,sono iscritta in Farmacia.
però vi narro i precedenti: dopo il liceo,il periodo estivo l'ho trascorso in una città vicino la mia per fare un corso della durata di 2 mesi per la preparazione in medicina,purtroppo questo corso non mi ha permesso di entrare,quell anno non entrai in nessun altro corso che avevo provato,ma avrei potuto scegliere biologia che era a numero aperto,però a me non interessava fare un ripiego e ho scelto di prendermi un intero anno e dedicarmi allo studio di medicina,frequentando quel corso che avevo fatto subito dopo il liceo.
studiavo veramente tanto,dalla mattina alla sera,ma purtroppo ho avuto la seconda "batosta" e non l 'ho superato.
da premettere che sono intelligente e studiosa,sono un po lenta nello studio perchè devo avere tutto perfetto e in ordine ma nonostante ciò per la seconda volta non sono entrata. quell'anno però sono entrata in tutte le altre facoltà,essendomi preparata bene,cioè entrai in gran parte delle prof sanitarie,in biologia,in farmacia e scelti quest'ultima.

stefania ha detto...

mi sono trovata e mi trovo abbastanza bene in farmacia,ma il desiderio di fare medicina era sempre presente,per cui dopo essermi data 2 materie,2 mesi li ho dedicati nuovamente al test e ancora una volta non sono entrata,terza batosta. il fatto di non essere entrata,mi ha rallentata un po,lasciandomi alle spalle 2 esami di farmacia. una delle materie che ho preparato in farmacia,mi ha messo molta ansia perchè se non la superavo,dopo aver dedicato moltissimo tempo per studiarla,l'avrei dovuta dare l'anno seguente,cioè dopo 4 mesi,e ciò mi ha messo molta ansia,anche perchè io so di essere intelligente ma molto spesso mi butto giù e mi paragono agli altri che magari sono piu veloci nell'apprendimento rispetto a me. comunque ormai mi ero detta di chiudere il capitolo medicina,anche perchè si mi piaceva ma era piu una fissazione,nel senso che la vedevo e la vedo ancora oggi come una facoltà prestigiosa e con materie belle da studiare e con un lavoro gratificante e bello,ma non vedo nnt di piu.
alla fine questa materia l ho passata,dopo tanti sacrifici e ora me ne mancano 2. però questa ansia che ho avuto per questa materia,mi ha fatto riflettere e ho pensato: " me la sento di continuare farmacia,il secondo anno è dura e io devo recuperare 2 materie toste del primo,ne vale la pena?,anche perchè si mi piace chimica ma ce n'è fin troppa e poi il lavoro non mi piace moltissimo". ORA, da nemmeno una settimana so che ho superato medicina con il ricorso,i miei e i miei fratelli sono felicissimi,perchè sanno i grandi sacrifici,le ansie,le paure,le notti insonni ecc che ho passato, ma io paradossalmente non sono felice come sarei potuta esserlo qualche mese fà,mi ha scoraggiata il fatto di non essere entrata per 3 volte e mi ha scoraggiata anche la materia che ho dovuto sostenere in farmacia che mi ha demoralizzata xkè ho detto" e se x ogni materia mi metto tutta questa ansia,come mi finisce?". mio fratello dice che è normale,xkè era la mia prima materia e che è stato un periodo brutto,pero' io non so se reggere medicina..da premettere che un mio fratello è in medicina e mio padre è medico,mio fratello potrebbe appoggiarmi nello studio dato che sn entrata nella sua stessa città. io non so che fare. ho pensato che sono stata stupida a rifiutare le prof sanitarie,perchè sono piu brevi e sono sempre nell'ambito sanitario,che mi piace. vorrei riprovarle q l'anno prossimo,in particolare mi piacerebbe logopedia e sarebbe quello il mio obiettivo anche se i miei non sono molto favorevoli perchè dicono che con medicina ho un lavoro assicurato e mio fratello mi puo supportare nello studio,e poi i miei mi incoraggiano molto,dicono che ho grandi potenzialità e non le vedo,però io al primo posto voglio mettere la mia SERENITà,ho scoperto che alla base di tutto nella vita ci vuole SERENITà,perchè dopo i 2 periodi che ho passato in cui ho quasi sofferto di depressione,prendevo anche farmaci, non so se me la sento di affrontare un percorso così lungo,con ostacoli e con tanta concorrenza e vorrei affrontare uno studio SERENO e GRATIFICANTE e che mi piaccia ovviamente.

Simone ha detto...

Stefania: se per fare medicina davvero devi essere depressa, prendere farmaci eccetera evidentemente non è la tua strada! Ma con le professioni sanitarie sarebbe diverso? Cioè se ogni esame ti mette in crisi forse non dipende da test, medicina, farmacia eccetera, ma sei tu che dovresti imparare ad affrontare le cose diversamente.

Insomma aspetta a decidere, ma se proprio non vuoi fare medicina non farla, è talmente ovvio :)

Simone

Anonimo ha detto...

Mi sono imbattuta in questo blog per caso mentre cercavo di tirarmi un po' su di morale...iscritta lingue e contenta di esserlo, ma dal primo anno ho sempre avuto dubbi su dubbi...sono sempre stata sicura di voler studiare lingue, ma appena entrata all'uni i dubbi sono inziati, ma sono sempre andata avanti e ormai ho finito...il problema è che sono molto demoralizzata, perchè mi rendo conto di non aver dato il massimo a causa appunti di questi dubbi...sono finita a dare esami male, di fretta "e solo per passarli" accettando qualsiasi cosa...e non sono per niente contenta del modo in cui ho affrontato questa triennale e anche di cosa mi ha dato l'università...essendomi diplomata con 100 e alle superiori non ho mai avuto problemi ora con l'uni sono completamente in crisi...

Simone ha detto...

Anonimo: la maggior parte degli studenti, o quasi, prepara esami in fretta sperando di prendere un qualsiasi voto. Insomma non ci vedo proprio niente di strano!

Simone

Anonimo ha detto...

Il fatto è che io sono sempre stata perfezionista e ho sempre puntato al massimo, ma all'università sono finita con l' "accontentarmi"....

Al Iskandr ha detto...

Anch'io sono capitato sul blog per caso durante una delle mie a tratti quasi ossessive ricerche sull'argomento.
Sono uno studente di Chimica Industriale, ancora in corso al terzo anno della triennale, con media 26. Lo scorso Settembre sono riuscito per un pelo a evitare di diventare ripetente per crediti insufficienti. Purtroppo temo di aver incontrato una specie di limite; il primo anno sono riuscito a dare 6 esami su 7, con media 28. L'unico esame mancante era Matematica 2, constituito da elementi di Analisi 2 e Algebra Lineare. L'ho preparato questa primavera, teoria e successivamente pratica con la teoria accanto, ma purtroppo mi sono accorto che troppo spesso, quando provo a fare un esercizio, mi blocco e non riesco ad andare avanti. La minima complicazione sugli esercizi standard può rendermi vano ogni ragionamento. I tentativi di esame scritto sono stati infruttuosi. Mi sono scoraggiato e ho finito per rimanere indietro di quattro esami, tutti a forte contenuto matematico di livello Analisi 2, uno dei quali pur essendo relativamente abile per il contenuto di Chimica ho finito per tralasciare per demoralizzazione e sfinimento. La mancanza dell'esame mi impedisce anche di dare gli esami del terzo anno. Insomma, la Chimica mi piace e le discipline matematiche pure, ma per colpa di requisiti formali mi sono bloccato a metà strada e ora andrò fuoricorso di non so quanto, non so nemmeno se un Chimico lo sarò mai e dovrò mollare tutto per andare a fare l'antennista, l'elettricista, l'idraulico o comunque lavori umili, che attualmente pratico saltuariamente come hobby. Sento di averle provate tutte e di aver studiato tutto. Ho pure cercato vari tutor privati che ogni volta accampavano una scusa per non prestarmi il loro aiuto. Ho finito per dover leggere i procedimenti degli esercizi che non mi venivano in nessun modo, quasi tutti, attraverso un noto programma che ho pure acquistato e temo pure che non sarà sufficiente. Il primo esame di matematica l'ho passato ma con un misero 23 pur avendo studiato tutto con attenzione e per tanto tempo. Sono il tipo di studente che rifiuta di studiare a memoria e di impiegare sotterfugi per procedere lungo la sua carriera e che seguiva tutte le lezioni di tutte le materie con attenzione (ora ho smesso avendo perso la possibilità di dare i nuovi esami e avendo seguito tutte le lezioni dei primi con tutti gli appunti e le esperienze) e che soprattutto vede da sempre lo studio come un'attività rigorosamente personale, quasi intima. Un professore ha perfino cercato di mortificarmi per le mie debolezze di fronte al mio diniego a proseguire un esame infruttuoso. In classe sono sin da piccolo sempre stato l'ultimo a capire la matematica ma il primo o uno dei primi a capire tutte le altre materie, soprattutto la Chimica e sospetto un cattivo approccio all'Algebra, troppo rigido. Ho molta paura di esami e in generale ogni tipo di selezione accompagnata a scadenze irrevocabili e con conseguenze negative legate al mancato superamento (es. Mutazione da in corso a ripetente).

Cosa mi consiglieresti di fare?
Prepararmi alla prospettiva di andare alla deriva come il 40% degli studenti italiani?

Buon anno nuovo.

Simone ha detto...

Ciao!

Scusa ma fai tutto questo discorso come se non ci fossero speranze di terminare gli studi... e poi:

"Il primo esame di matematica l'ho passato ma con un misero 23 pur avendo studiato tutto con attenzione e per tanto tempo."

Come misero 23?! Ma che discorsi fai?! L'esame l'hai superato e 23 è pure un buon voto... ma poi che ti frega andava bene pure un 18. Stiamo parlando di un inutile esame di matematica di fronte all'alternativa di non laurearti e finire a fare un lavoro che non vuoi fare... ma stai a pensare a che voto hai preso?

Io dopo molto studio e ripetizioni fin dal liceo ho presto 18 ad analisi 1 e 20 ad analisi 2, per cui insomma magari penserai che non dovrei fare il medico ma un lavoro più umile alla mia portata. Chi lo sa? Eppure tu sei qui a chiedere consiglio a me! :)

Tutte le persone normali si bloccano su molti esercizi di matematica e non riescono a risolverli. Poi ci stanno i geni che risolverebbero qualsiasi integrale impossibile... ma noi no. La gente normale no, perché la matematica è difficile e quando stai lì a fare gli esami sotto pressione non ti viene un cazzo di risultato manco usando la calcolatrice.

Hai scoperto di essere normale e che nella vita ci sono situazioni che ti mettono in grande difficoltà. Sarà così per sempre: sul lavoro, con figli e nipoti se ne avrai, con gli amici, nello sport e nello studio se continuerai a studiare... il mondo funziona così ed è così per ognuno di noi. Non c'è niente di strano o fuori dal normale in quello che ti è successo.

Un abbraccio, e in bocca al lupo!

Simone

Al Iskandr ha detto...

Condivido pienamente le tue idee, ma sai,
brucia veramente tanto quando senti di aver fatto tutto quello che potevi fare, quindi, se sei una persona che ragiona e ha una morale, ammetti la limitatezza dei tuoi mezzi e ti trovi a dover sperare nella clemenza del professore per poter superare l'esame e sbloccare la tua carriera universitaria, quando fino a quel momento invece credevi fermamente nei tuoi pur limitati mezzi e nelle tue capacità. Soprattutto quando l'università non la stai pagando te, ma la tua famiglia, che potrebbe anche non capire i tuoi limiti e invece attribuire il tutto alla svogliatezza (i miei per fortuna non l'hanno fatto, forse considerando che li aiuto in casa). Soprattutto quando quello che hai scelto ti appassiona e ti trovi a dover considerare il dover cambiare corso con qualcosa che non contenga matematica. Soprattutto quando a te piacerebbe imparare a fare matematica e usare in modo disinvolto quegli integrali di linea, quei vettori, quelle matrici e quelle equazioni differenziali che a te rischiano di far diventare poco competitivo sul futuro mondo del lavoro, a differenza di altri che la considerano solo l'ennesimo ostacolo verso un pezzo di carta.

Soprattutto quando ti senti condannato a una sorta di limbo e provi la tipica sensazione che provano i pochi studenti fuoricorso responsabili (ce ne sono ancora o sono strano io?).

Soprattutto quando cominci a provarla mentre sei ancora tutto fuorché fuoricorso.

Soprattutto quando un politico ti ricorda la simpatica equazione fuoricorso=sfigato.

Marco ha detto...

Credevo di essre l'unico a essere capitato in una situazione del genere,poi ricercando su Google l'argometo ho trovato questo blog,ed eccomi qui.
Diplomatomi quest'anno con maturita scientifica decido di studiare ECONOMIA come fuori sede,mi trasferisco ma dopo due mesi la nuova vita comincia a soffocarmi,la lontananza da casa,dagli amici mi pesa tantissimo.Arrivo al PUNTO DI ROTTURA,chiamo a casa e dico che mi sarei disiscritto e sarei tornato a casa dicendo che la facoltà non mi interessava (cerco di convincermi anche io che il vero motivo di ciò era il disinteresse verso la facoltà,pero pensandoci è solo una scusa che racconto a me stesso).Dopo un iniziale sbigottimento i miei accondiscendono a patto che sarei comunque andato in uni a seguire e lezioni di un altro corso(in un uni vicino casa) che mi poteva interessare.Il fatto è che iniziato il 2015 ancora non so che devo fare perchè 1)Temo di far sapere ai miei di voler riprovare con economia(potrebbero credere che ho voluto perdere un anno di proposito)2)il corso che ho scelto(ingegneria) dopo essere tornato a casa è molto impegnativo e temo che con le mie capacita non potro mai farcela

Simone ha detto...

Al Islandr: non riesco a capire il tuo discorso dove vuole andare a parare. 23 è un buon voto e penso che bene o male con la matematica te la caverai molto meglio delle persone "medie", che di matematica non sanno nulla. La fai veramente troppo seria ed è pieno di studenti fuori corso responsabili che magari lavorano, stanno male, gli è morto qualcuno o manco 23 sono riusciti a prendere! :)

Marco: insomma alla fine hai scelto di continuare economia... magari i tuoi saranno contenti che non lasci più l'università, no? :)

Simone

Marco ha detto...

Sinceramente avendo lasciato lo scorso Ottobre ancora non ho avuto modo di accedere,tuttavia ho pensato che la cosa piu saggia al momento sia provare a fare entrambi i test,sinceramente poi son due campi che mi interessano

Simone ha detto...

Provare più cose è sempre una buona idea, in bocca al lupo!

Simone

Morens ha detto...

Non lasciare medicina. Aspetta. Datti tempo. Sbloccati, guarda dentro di te e trova la forza di andare avanti. Cerca all'università un gruppo di persone simili a te, con i tuoi tempi e la tua sensibilità. Io sono convinto che la gran parte dei dubbi che abbiamo ce li autoinduciamo e non hanno nulla a che vedere con la maggiore o minore correttezza del percorso intrapreso. Siamo noi che ci ingarbugliamo la vita, tra mille inutili seghe mentali.

Guarda me. Superato il test subito ho passato 2 anni a medicina ripetendomi che non era la mia strada. Odiavo i colleghi che avevano una motivazione che a me mancava. Non riuscivo a sopportare la pressione dello studio e la mole dei libri. Ma infondo perché? Perché ero IO che mi dicevo che NON DOVEVO fare medicina. Perché c'erano i miei che mi avevano spronato a farla, e a 19 anni il bravo ragazzo sentiva la necessità di ribellarsi. Perché non potevo iscrivermi a lettere dato che sarei rimasto disoccupato a vita.

Insomma, non ho mai avuto problemi a studiare tutto il giorno per giorni. Perché anatomia avrebbe dovuto spaventarmi così tanto?
E non posso neanche dire che non fossi interessato alle materie: ancora mi ricordo quella sensazione di felicità che provavo nel cogliere i concetti spiegati ad anatomia o fisiologia o istologia.

Fatto è che dopo essere stato bocciato ad anatomia nel mese di giugno, a settembre ho lasciato medicina.

In neanche tre anni mi sono laureato con 110 e lode in Comunicazione senza guardarmi mai indietro, ed ho subito iniziato una magistrale in inglese in Marketing, mi è stato pure offerto un master gratuito da parte del ministero dell'Istruzione.

Hai trovato la tua strada, mi dicevo io e mi dicevano gli amici, ne ero convinto fino a pochi mesi fa. Ora però mi odio, mi odio perché nel frattempo sono cresciuto, sono maturato, so che tutti i motivi per cui ho lasciato medicina erano stupidi, so che ero immaturo, un bambino. L'ho lasciata perché sentivo che era una scelta più dei miei genitori che mia, perché ero troppo debole per sopportare la pressione da studio, perché mi ero lasciato scoraggiare dei primi risultati poco gratificanti.
Non ho avuto il coraggio di faticare ed impegnarmi, sempre diviso com'ero tra la "sicurezza" lavorativa delle lauree scientifiche e l'amore spassionato per le scienze sociali ed il campo umanistico. Ora, dopo 3 anni di orgoglio per quello che avevo studiato, mi sento vuoto, inutile, sprecato e l'unica cosa che vorrei è una macchina del tempo per ricominciare tutto daccapo, ma con la consapevolezza di oggi perché chiaramente la forza per ri-tentare il test non ce l'ho.

AAAAAAAAAH... Se anche solo una volta avessi riflettuto sulle parole di mamma che mi diceva "tu stai male perché questa medicina l'hai presa dal verso sbagliato, ti sei convinto che non ti piace!"

PS Scusate la pessima sintassi ma è la prima volta che trovo la forza di mettere nero su bianco tutte queste riflessioni che mi perseguitano da mesi.

Simone ha detto...

Morens: uhm...

Anche a me dicevano "ti sei convinto che ingegneria non ti piace". E poi non mi è piaciuta lo stesso.

Secondo me c'è anche un po' questa cosa che tra dubbi e incertezze si inizia a idealizzare un po' quello che ci manca. Per dire pensi che come medico avresti avuto più successo rispetto a quello che stai facendo adesso?

Ora hai una laurea e un master pagato... magari come medico stavi ancora a provare a entrare in specializzazione, tra test a crocette e lavori saltuari e poco pagati e molto noiosi.

O magari eri entrato dove non ti piaceva!

Insomma ogni situazione ha i pro e i contro, se hai sempre pensato che non ti piacesse medicina magari era vero, e ora hai solo qualche rimpianto.

Oppure no... e allora fai sempre in tempo a rifare il test e a ri-iscriverti. Sarai comunque in anticipo rispetto a me :)

Simone

Anonimo ha detto...

Cercando su internet ho trovato questa discussione. Ho letto molti dei commenti e mi ritrovo anche io nella vostra situazione.
Ho 20 anni e ho cominciato a fine settembre 2014 informatica. Riconosco che è stata una scelta affrettata e non tanto pensata.
Finita a luglio 2014 la scuola mi sono ritrovata a dover studiare per quella che pensavo fosse la mia strada, farmacia. Avendo fatto ragioneria mi sono ritrovata a dover studiare da sola e da capo tutta la roba che non avevo quasi mai fatto a scuola, ad esempio biologia, chimica, fisica. E' stato uno shock quando mi sono trovata a fine luglio in lacrime perché non riuscivo a studiare, perché quelle cose erano troppe da studiare in solo 2 mesi e forse anche perché il libro che avevo (alphatest) non era adeguato per me. Così dopo una giornata intera passata a piangere, ho pensato che avrei potuto fare il test per un'altra facoltà. Così entrai sulla pagina dell'università di Bologna (la più vicina a me) e andai a visitare le pagine di tutti i corsi di laurea. Mio babbo molte volte mi diceva che secondo lui sarei adatta per medicina o, dato che passo tanto tempo davanti al computer, per informatica.
Medicina non potevo più provare, poi un mese a disposizione per la preparazione non sarebbe sicuramente bastato.
Allora decisi di provare informatica. Cercai di prepararmi per il TOLC. All'esame ho avuto talmente tanta sfortuna con le domande che non passai, ma entrai comunque con il ripescaggio (perciò ora ho "il debito" in analisi matematica).
Già dopo la prima settimana tutto l'entusiasmo che avevo sparì. Quasi ogni giorno tornavo a casa in lacrime perché le cose cominciavano a complicarsi sempre di più. Tutto ciò che avevo studiato alle superiori non mi serviva per niente. Mi sentivo su Marte. Tutti quelli che ho conosciuto sono contenti della loro scelta, capiscono quello che facciamo a lezione e riescono anche a studiare e a rispondere alle domande durante le lezioni.
Col tempo cominciai a perdere interesse, cercavo di capirci qualcosa anche con l'aiuto di un amico e cercavo di convincermi che è la scelta giusta. Seguivo le lezioni ma piano piano smettevo di studiare.
Ho sempre cercato di capire qual'è l'ambito nel quale vorrei lavorare e anche oggi mi rispondo "quello sanitario". Ho sempre avuto in mente medicina. Mi spaventa molto. Mi scoraggiano molto il test per entrare (il quale mi potrebbe far perdere qualche anno prima di entrare), i 6 anni se tutto va bene prima di laurearmi, il fatto che dovrò dipendere dai miei genitori perciò non potrò sposarmi e neanche avere figli prima dei 30 anni. Mi spaventa anche il fatto che magari è solo lo spavento del mondo universitario e della fatica che c'è dietro e non vorrei ritrovarmi al primo anno di medicina con gli stessi dubbi che ho ora. Però so che mi piacerebbe molto aiutare le persone, sopratutto bambini.
Informatica è interessante, ma come dicevo con mia mamma "non così interessante da darmi lo stimolo per studiare e continuare". Oggi mi ritrovo a dover dare 4 esami entro la fine di febbraio, due la prossima settimana e non riesco neanche ad aprire il quaderno che comincio a piangere e a pensare quanto ho da studiare, quanto sono indietro e che non ce la farò mai.
Non so che fare. Non so se stringere i denti e finire la triennale, impegnandomi a finire in 3 anni, massimo 4, e poi tentare medicina. Oppure lasciare e tentare medicina già da quest'anno.
Tutti mi chiedono come va l'università e io fingo come sempre un sorriso e dico "bene". Mi sono rotta di dover dire bene quando non è così. Ho sempre avuto paura de giudizio degli altri, soprattutto delle persone care, e so che se lascio informatica molti penseranno che non voglio più studiare. In realtà non è così, voglio solo trovare la mia strada al più presto.

Simone ha detto...

Anonimo: ciao!

Se lo studio ti mette tanta angoscia forse dovresti pensare bene se davvero un percorso lungo come medicina sarebbe una scelta giusta, oppure no.

Magari non ti piace semplicemente quello che studi, questo però puoi saperlo soltanto tu.

Finché non decidi comunque continua la triennale... e se rimani un po' indietro con gli esami non prendertela, non è certo la fine del mondo.

Simone

Anonimo ha detto...

Non capisco perchè quando i giovani ( come me che ho 25 anni) si trovano davanti a delle difficoltà vedono subito tutto nero ( andrò a fare lo spazzino:...) senza nulla togliere ai lavori considerati " più dequlificanti" o comunque che non richiedono nessuna formazione, non si può pensare che dopo essersi comunque diplomati le possibilità di costruirsi una professione possano essere legate solo all'università Il mondo del lavoro ci dimostra che non è così, un diplomato con intelligenza e determinazione può fare tanto e trovarsi o crearsi un lavoro qualificato con molta facilità soprattutto se riesce a farlo in giovanissima età post diploma. Per quanto riguarda medicina io direi che è un percorso che richiede molta abnegazione e se si parte con dei dubbi meglio lasciare, si rischia di entrare in un tunnel senza luce. E' molto peggio trascinarsi per anni all'università senza dare il massimo o facendo tanta fatica ( perchè non tutti hanno la stessa memoria, la stessa capacità di apprendimento ecc--- )piuttosto che essere responsabili, riconoscere i propri limiti e trovare percorsi più consoni. Io mi sono laureata e ho visto tanta gente che non aveva voglia di fare nulla così come gente ipercompetitiva da far paura. Io l'ho fatta per me stessa, una facoltà scientifica dura , senza troppe speranze di trovare un lavoro sicuro o ben pagato. Ma ho sempre un piano A un piano B e anche C.... insomma sono pronta a non usare la mia laurea se non troverò niente di consono, ma non rinuncio a cercare un lavoro che mi permetta comunque di usare l'intelligenza e la passione.

Simone ha detto...

Anonimo: hai proprio ragione. Meglio cambiare strada che trascinarsi su una che non porta a niente!

Simone

Anonimo ha detto...

Purtroppo l'idea che solo la medicina dia sbocchi porta molti giovani a compiere una scelta sbagliata. Non è detto che uno debba fare medicina per forza altrimenti farà la fame.

Mio ragazzo si è laureato in Banca, Assicurazione e Mercati Finanziari alla Sapienza ed ha praticamente da subito trovato lavoro, prima a progetto e ora a tempo indeterminato.

Lavora tanto ma almeno è soddisfatto. Una mia amica si è laureata in biologia e oggi fa il botanico con tanto di agriturismo personale (una vecchia catapecchia ricostruita praticamente regalata con il terreno e che oggi frutta bei soldini). Lei non è il classico biologo da laboratorio ma è felice...

Io oggi non faccio medicina uno perché non è per me, altro perché avevo iniziato il corso nel mio paese e qui in Italia le Università guardavano un po' male il corso quindi ho deciso di dedicarmi alla biologia. Devo dire che non mi piace tutta la biologia anzi.... certe materie le considero odiose come la biologia dello sviluppo ad esempio, altre come la biologia molecolare, la genetica e la botanica invece mi appassionano... vediamo come andrà

Quindi pensaci bene, prova a fare 1 anno di percorso universitario e valuta se ti piace e se la risposta è no allora lascia stare e studia qualcos'altro...

Susy

Simone ha detto...

Susy: infatti non è che l'unico lavoro possibile sia fare il medico. Hai detto benissimo tu :)

Geiella ha detto...

Ma alla fine la ragazza cosa ha scelto? Cmq anche io mi sono trovata nella tua situazione ...volevo fare odontoiatria da anni..poi una volta entrata ho capito che forse non era quello che desideravo davvero...io come te desidero laurearmi avere un lavoro e anche tempo per me e i miei figli ...facoltà come odonto o medicina sono troppo lunghe e tra specializzazioni e consolidamento dell'attività lavorativa ne devono passare di anni! Ho deciso di continuare con la mia vecchia facoltà e lasciare odontoiatria. . Adesso ne sono soddisfatta non me ne pento! Ormai c'è crisi in ogni settore non pensare che medicina ti dia di più rispetto agli altri corsi di laurea...tutto dipende da te e dalla motivazione che hai nel fare ub lavoro che ti entusiasmi! Alla fine cosa hai scelto?

Lione1926 ha detto...

Ciao ragazzi. Io mi sono diplomato l'anno scorso. A settembre decisi di non intraprendere la strada dell'università per paura di fallire e perchè non mi vedevo un universitario ne io ne la mia famiglia mi vedeva tale. (Sbagliatissimo) anche perchè mi sono diplomato all'itis non con risultati brillantissimi anche se la specializzazione che ho scelto alle superiori nn mi è mai piaciuta. Quest'anno non mi sono risparmiato a nessun tipo di lavoro lavorazione di pomodori (2 mesi) , pub (2 mesi), disoccupato, mille curiculum inviati a vuoto e saltuariamente lavorando per una azienda che rigenera torri eoliche che però nn poteva assumermi a tempo indeterminato per i vari motivi di scarso lavoro (forse fortunatamente perche mi ha aiutato a riflettere). quindi finalmente avevo trovato un lavoro legato al mio diploma, mi piaceva era appassionante ma l'idea che nella vita non sarei potuto diventare una persona che a lavoro va in ufficio mi tormentava (dovevo fare l'operaio pagato a modo suo e aspettare un giorno che potessi essere assunto da un azienda più importante o mettersi in proprio ma che comunque ti portava a fare l'operaio seuppur specializzato) .Verso marzo inizio a prendere in seria considerazione la strada dell'università e dopo aver pensato a diverse facoltà tra cui professioni sanitarie perchè la vedevo una strada breve ma che nn mi avrebbe soddisfatto. Ora sono deciso ad iscrivermi ad economia e sto studiando per i tolc) incrociando le dita penso che nn ci siano problemi ad entrare. Ora subentra la paura di sbagliare di non riuscire di non farcela. Di sembrare agli occhi della mia famiglia uno scansafatiche che ha visto il lavoro che cos'è e nascondersi all università. Ma non è così io voglio diventare una persona un pò più positiva nella vita, non voglio accontentarmi. Io ce la voglio mettere tutta ma ho paura di fallire e quindi di trovarmi in età avanzata senza sapere un mestiere senza laurea e con un voto basso del diploma. qualcuno può commentare la mia situazione?? Vorrei qualche consiglio... p.s. ho 19 anni 20 a luglio.

Simone ha detto...

Lione: mi sembra che non ci sia proprio niente di criticabile nel tuo percorso. Hai iniziato subito a lavorare, poi col tempo hai capito che cosa cerchi dalla vita e hai scelto di ricominciare a studiare.

Perché i tuoi o chiunque altro dovrebbero criticarti? Sei una persona matura che ha scelto secondo le proprie esperienze e senza essere mai stata con le mani in mano.

Secondo me la paura di fallire ci sta tutta. E allora? Iniziare un percorso nuovo spaventa sempre. Ma se pure nella peggiore delle ipotesi l'università dovesse andare male tornerai al tuo lavoro sapendo che lo studio non faceva per te, ma senza il rimpianto di non averci mai nemmeno provato.

Imsomma comunque la vedi non può che finire bene, per cui non farti tanti problemi e preparati al test e non mollare! :)

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Lione ha detto...

Grazie Simone. E' proprio quello che hai detto il motivo per il quale ho preso questa decisione cioè non avere il rimpianto di non averci mai provato.
Il fatto è che ho paura dei miei limiti, che forse ho paura di quello che pensa la gente su di me e di chi potrebbe parlare (so che chi parla lo fa da ignorante, ma questo lo capisco io non loro).
Comunque grazie mille per il supporto morale. Ho trovato questo blog interessante e sicuramente posterò qualche discussione. Buona giornata :)

thedocwho ha detto...

salve a tutti, mi aggiungo alla sfilza di studenti confusi, dopo le superiori ho girovagato varie facoltà senza saper bene mai cosa fare e praticamente sono andato per esclusione(legge, ingegneria, escludo le facoltà umanistiche), dopo due anni ho fatto i test in quella che si dice l'università italiana più prestigiosa (sì quella) e mi hanno preso, ho una paura matta di aver sbagliato ancora, dopo questa l'unica facoltà che non ho provato è medicina.
sono molto preoccupato per aver perso due anni, penso che il gap a ciclo concluso sarà determinante e che i tantissimi soldi della retta saranno buttati nel cesso perchè il rischio di non trovare lavoro è reale, mi chiedo se a questo punto non fosse stato meglio fare medicina nonostante non abbia la vocazione e solo al pensiero di dover fare un prelievo mi viene da scappar via, vorrei solo pensare al futuro con meno angoscia.

Simone ha detto...

Perché vorresti aver fatto medicina se non ti interessa e nemmeno te la sentiresti? Se l'unica cosa che ti "angoscia" è il lavoro forse hai ragione, ma insomma penso che nella vita conti anche un minimo fare le cose con passione. E se hai girato tanto prima di trovare la facoltà che fai ora e che (presumo) ti piace, secondo me i 2 anni non li hai buttati.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, mi sono imbattuta anche io in questa discussione e avevo bisogno di un vostro parere.
L' anno scorso ho provato il test di medicina (ma era ad aprile), un po' per delle lacune in alcune materie come chimica o biologia, un po' perché mi sono concentrata di più sulla maturità (non volevo buttare all'aria 5 anni di liceo) il test non l' ho superato. Mi sono così iscritta a biologia, dando solo gli esami che mi servivano come prepar. azione al test (chimica, istologia ecc); inoltre ad agosto ho seguiti un corso privato di rifinitura. Ho passato tutta l' estate a studiare per il test, ero stanca ma volevo superarlo a tutti i costi. Il 3settembre Hocon dato il test di fisioterapia (mia seconda opzione nel caso Non avessi passato medicina) superandolo con un ottimo punteggio. Poi Ho dato medicina e anche questo l'ho superato, entrando nella mia prima scelta ! Senza dubbi mi sono immatricolata a medicina; ora però a poco giorni dall'inizio del corso sono nel panico totale : ho paura di non essere "all'altezza" della facoltà. Non ho problemi a studiare molte ore ma sono una persona insicura e che va in panico facilmente... sto leggendo molte opinioni e sinceramente mi spaventano... tutti dicono sia una facoltà impossibile,che porta alla disperazione a volte. Ho paura non so cosa fate... aiutatemi vi prego.

Al Iskandr ha detto...

Per completezza, mi pare giusto dire che l'esame del quale mi lamentavo a Gennaio l'ho da poco passato. È stato difficile, ho vissuto dei momenti di profonda incertezza, continue domande e anche di speranza vana, ma adesso tutto ha avuto un termine, e anche un numero: 24.

Ti ringrazio per il sostegno emotivo.

Simone ha detto...

Anonimo: impossibile medicina? Mi pare ci sia più del 90% di laureati. Poi era quello che volevi e ci sei riuscito/a... non capisco perché ti fai tanti problemi ancora prima di iniziare. :)

Al Iskandr: complimenti!!!!! :)))))

Simone

Leo ha detto...

Ciao Simone, ciao a tutti,
ho letto tutti i commenti del post, e adesso mi piacerebbe poter spiegare la mia situazione.
Io sono un ragazzo di 22 anni e adesso passati tre anni dal diploma, ho capito che lavoro mi renderebbe felice: l’insegnante di matematica alle superiori. Non so se sia un sogno, io la reputo più una grande ambizione, a me la matematica piaceva e mi è sempre riuscita bene senza molti sforzi, e insegnarla, siccome è una materia difficile e fondamentale, mi farebbe sentire appagato, sono sicuro che non sentirei la fatica di alzarmi ogni mattina per entrare a scuola. Non solo, io sono una persona a cui piace stare a contatto con le persone, e stare insieme ai ragazzi, farli anche ridere, sono sicuro mi piacerebbe molto.
Sembra insomma esattamente ciò che fa per me.
Dall’altra parte però per raggiungere questo obiettivo dovrei laurearmi per forza in matematica, materia completamente diversa se studiata all’università e più difficile, molti argomenti non mi piacciono nemmeno, mi ruberebbe molto tempo, ho già “perso” tre anni. Insomma quella strada mi spaventa molto, ho paura che sia troppo difficile, che potrei non godermi il presente per un obiettivo futuro che in fondo credo sia ottimo per me, ma non ne sono sicuro. Più che altro mi dà noia l’idea di restare dipendente dai miei genitori almeno fino ai 28/29 anni se mi va bene! E io invece ho sempre voluto sposarmi per quella età, o almeno avere già il mio lavoro, una moglie e una casa.
Così ho pensato che forse potrei iscrivermi a economia, materia più facile, che lo stesso mi piace studiare, sarebbe più possibile da seguire anche perchè i corsi sono solo tre volte alla settimana, magari gli altri giorni potrei lavorare. Laurearsi sarebbe facile anche solo in 5 anni, ne sono sicuro, ma non saprei che andare a fare dopo, avrei sempre una laurea quindi la possibilità di avere un lavoro di prestigio, un lavoro di responsabilità, una cosa che sicuramente mi farebbe stare bene, ma che mi piacerebbe quanto l’insegnante? Non lo so, non posso saperlo. Matematica è una strada molto più dura ma con una luce ben visibile alla fine, so cosa voglio fare una volta finito il percorso. Economia è una strada molto più semplice e corta, ma che non so dove mi porterà e se mi piacerà il posto dove arrivo alla fine, potrei fare l’insegnante di economia ma non mi piacerebbe quanto quello di matematica, amo molto far capire la matematica, mi darebbe più soddisfazioni e prestigio anche.
Per questo quest’anno ho fatto i test di ingresso ai corsi universitari di matematica ed economia, li ho passati, e ho iniziato a seguire le lezioni di entrambi un po’ in contemporanea per farmi un’idea delle materie, del posto, anche dei compagni ecc.
E adesso che sono passate due settimane, non so che fare e sono sempre indeciso. Mi sono reso conto ancora meglio che matematica è davvero difficile, studiarla in modo così profondo non mi piace molto, ci vuole molto impegno e se salti una lezione rimani abbastanza indietro. Economia invece un po’ mi attira e un po’ invece la respingo, non mi piace molto su alcune parti, ma altre le trovo interessanti.
Insomma sono in un limbo, mi trovo davanti una scelta che non so prendere, ho paura di sbagliare e non posso permettermelo dato che sono avanti con l’età, ho voglia di studiare e impegnarmi, ma voglio farlo in qualcosa che mi piaccia, voglio concentrare le mie energie e il mio tempo in qualcosa che so possa indirizzarmi verso la strada giusta. Mi spaventa matematica ma abbandonare il sogno dell’insegnante mi lascia anche un vuoto dentro, e ho paura di rimpiangerlo, ma ho anche paura delle rinunce che dovrò fare per studiarla, mentre economia mi piace ma non so se così tanto da poterla studiare per anni, e non so che fare dopo, un semplice lavoro di responsabile mi renderebbe soddisfatto? Bo!
Come ne esco? Cosa scelgo?
Puoi aiutarmi Simone a venirne fuori? Che devo fare secondo te?
Grazie mille e scusami se sono stato lungo ma volevo scrivere tutto per farti capire la situazione al meglio.

Simone ha detto...

Ciao!

Mi sono perso la parte in cui uno si laurea in economia a 27 anni, e a 29 è sposato ha famiglia lavora e non dipende economicamente da nessuno :)

Sul serio, economia probabilmente è la scelta più "sicura" da un punto di vista lavorativo, ma la fai un po' troppo facile. Ho amici laureati in economia che dopo anni di praticantato si sono incartati per un sacco di tempo sull'esame da commercialista.

Certo il commercialista non è l'unica strada, ma dalla laurea a fare il dirigente/responsabile io ci metterei diciamo una decina di anni di gavetta in qualsiasi campo o settore.

Ti dico anche che magari dopo il mazzo che dovrai farti per laurearti in matematica potresti (e avrebbe senso) voler provare a lavorare nella ricerca o comunque in settori in cui i tuoi studi sarebbero sfruttati meglio. Per cui insomma non dare per scontato che dopo la laurea i tuoi interessi non saranno cambiati.

Mi pare invece strano che solo i laureati in matematica possano insegnarla. Mi pare che ci sia spazio pure per architetti e ingegneri... anche biologi e geologi almeno alle medie. Ecco, se è così magari troveresti una alternativa interessante?

Ora non vorrei confonderti ancora di più le idee. Se fare il professore è davvero il tuo obiettivo dovresti:

- Capire quali lauree sono necessarie e il percorso successivo (corsi post laurea, concorsi eccetera).

- Scegliere il percorso più semplice. Per dire se basta una triennale eviterei di fare la specialistica.

Aggiungo l'ultima idea che mi viene: se vuoi studiare economia e puntare a un lavoro diverso ma che può interessarti, potresti iniziare a fare ripetizioni di matematica fin da subito. Cioè se ti piace insegnare matematica puoi farlo fuori da scuola e allo stesso tempo studiare quello che ti interessa.

Ciao!

Simone

Anonimo ha detto...

ciao.. non so da dove incominciare.. ormai sono più di un mese che non faccio altro che cercare articoli blog e forum su internet che mi possano aiutare a superare questo momento che mi sto vivendo malissimo.mi sono imbattuta in questo e ho notato una tua grande disponibilità e umanità, simone. cerco di spiegarti la mia situazione, ho 21 anni e fin dai primi anni delle superiori ho sempre pensato di far psicologia, il mio sogno era fare la psicoterapeuta. (pensavo anche a medicina ma la vedevo troppo lunga e con cose da studiare superflue rispetto al mio campo di interesse), inoltre morivo dalla voglia di andarmene di casa e studiare fuori sede, e psicologia non essendoci come dipartimento nel mio ateneo era perfetta. Purtroppo i miei genitori hanno aspettato all'estate del diploma per infrangere il mio desiderio di frequentare questa facoltà (non ti da lavoro,non ti posso mantenere fuori 5 anni) e da li sono entrata in pallone per cosa fare o non fare..tutti i test ormai erano chiusi, fatto sta che passai dei mesi di sconforto totale, stavo buttando un anno e non sapevo più cosa voler fare perchè mi era stata negata la possibilità di fare ciò che avevo sempre dato per scontato da anni..a gennaio mi misi a studiare per il test di medicina di aprile perchè mi sembrò l'alternativa migliore, inoltre mio padre soffre di una malattia neurodegenerativa e l'idea di poter capire di più a riguardo mi spinse ulteriormente. Non passai il test, ma tranquillamente decisi di iscrivermi in biotecnologie, potevo riprendere alcune materie ed eventualmente ritentare il test e aprirmi diverse porte con l'infinità di specialistiche che ci sono per l'area biologica. Ho fatto un anno di biotec impegnandomi e dando tutti gli esami entro inizio luglio. Mi sono trovata molto bene e ho incominciato a far diversi progetti, nonostante la triennale abbia esami che non mi piacciono ho adocchiato spiecialistiche in neuroscienze molto interessanti, anche scienze della nutrizione mi sta ispirando. Diciamo che durante quest'anno passato ho trovato quella sicurezza che avevo perso una volta uscita dalle superiori. Inoltre una cosa che mi piace molto di biotec è la possibilità di finire questa triennale usifruendo dei progretti come erasmus o tirocinio all'estero, e trasferirmi dalla mia città per la specialistica, fare un dottorato fuori dall'italia, insomma associare un percorso accademico a delle esperienze di vita che ho sempre desiderato fare!! conoscere nuovi posti, persone e l'inglese!! Il problema è che a settembre ho tentato nuovamente il test per medicina, senza studiare niente di niente per tutta'estate, andando li convinta praticamente di non passare, e invece...l'ho passato!! da qui inizia la mia agonia.. paradossalmente mi son sentita catapultata in una decisione troppo grande che non volevo prendere..ho parlato con diverse persone e tutte da fuori, in primis mio fratello laureato in biotec (adesso si sta iscrivendo in infermieristica) mi hanno tutti consigliato di fare medicina, mi son convinta o più lasciata convincere da blog che parlavano della disoccupazione che da una laurea simile, dalla situazione precaria dei biotecnologi e da quanto sia abissale la differenza tra i due percorsi di laurea..ho scelto di fare il passaggio da biotec a medicina, ma dentro di me non mi sento per niente convinta della mia scelta..sono mogia e non sto partendo bene..sono veramente senza grinta di ripartire da capo con due anni persi! e ho paura che questa insicurezza mi porti a deprimermi alla prima difficoltà o al primo mattone che dovrò studiare..

Anonimo ha detto...

mi piacciono le materie di entrambe le facoltà, probabilmente sono più interessanti ma anche più diffcili quelle di medicina, ma alo stesso tempo dovrei stare per altri 7-8 anni a casa coi miei, mi priverei di fare nuove esperienze e vivere in nuove città. staccarmi da casa dove non mi trovo più bene da anni.. in più mi spaventano le tempistiche! pensare di potermi fare un figlio a 35 anni minimo, perchè tra una cosa e l 'altra finirei più o meno a quell'età con la specializzazione.. insomma sto entrando in paranoia, non so se davvero davanti alla possibilità effettiva mi stia rendendo conto di non voler fare medicina o mi stia solo terribilmente spaventando, però credo che iniziare un percorso così duro e difficile in questo modo non mi porterà da nessuna parte. tra l 'altro non posso più permettermi di perdere anni, e ho paura di non avere la forza psicologica di reagire bene ad una futura crisi.
secondo te dovrei annullare il passaggio e tornare in biotec?
è una cosa che mi tormenta, in genere quando si fa una scelta una volta fatta si è tranquilli, invece io non riesco ad esserlo pur avendo fatto il passaggio in medicina. scusami il pippone ma sono davvero disperata..

Simone ha detto...

Ciao. Ora "disperata" mi pare esagerato... in fondo sei passata dal non poter scegliere (quando cioè non hai potuto fare psicologia) a una possibilità di scelta.

Alla fine la fai troppo complicata, secondo me. Sono 2 cose tutto sommato simili, cioè sia che ti laurei in medicina o in biotecnologie farai un tuo percorso e andrà come deve andare.

Mi pare che da un lato medicina ti attrae di meno, dall'altro lato biotecnologie sembra darti meno sicurezze lavorative. Io non posso certo dirti quale scegliere, ma come vedi almeno da quanto tu stessa scrivi ognuna ha i suoi pro e i suoi contro, e devi semplicemente accettare che tutti pro senza contro non li puoi avere mai :)

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao. Sono rimasta molto colpita da questo post. Come l'ultima ragazza che ha scritto anche io sempre per una vicenda personale vorrei dedicarmi allo studio delle neuroscienze, che trovo molto interessante. Per questo a settembre ho fatto il test di medicina e non sono passata, d'altra parte sono passata a biotecnologie al primo colpo. Inizialmente ero convinta che fosse quella la mia strada... Non mi immagino un altro lavoro che potrebbe carmi sentire realizzata... Solo che iniziata la facoltà mi sono sentita scoraggiata. Non riesco a capire nulla mi sento stupida, allora ho iniziato a sentire la mancanza delle materie, che mi erano più facili come matematica e fisica, in cui ero molto brava al liceo e avevo anche valutato la possibilità di frequentare fisica all'università solo che non ero molto convinta sugli sbocchi e anche perché non sono una persona particolarmente geniale. Però l'idea di fisica è diventata sempre più costante, mi sento come se stessi buttando una parte di me. Mi sento in crisi non riesco più a studiare, mi sembra di non capire niente, di non conoscermi. Informandomi ho scoperto la possibilità di fare fisica sanitaria ma non so se sia la via più adatta dopotutto non è un controsenso fare fisica solo con quell'obiettivo quando posso proseguire biotec per fare ricerca neurologica?
Oltretutto mi sento oppressa tutti credono che sia infelice per medicina e mi guardano come se fossi una fallita io proprio non capisco...

Scusate se a volte sembro incomprensibile... Ma sono troppo confusa.

Simone ha detto...

Quello che devi pensare non è tanto se ti piacciono le materie che studi (perché studiare comunque non piace a nessuno) ma se ti piace il lavoro che farai dopo. Insomma studia per prendere il titolo che ti serve per fare il tuo lavoro, non per le materie che trovi all'università e che comunque prima o poi finiranno. :)

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Marco ha detto...

Per la ragazza di cui parla Simone nel post iniziale: mi dispiace tanto che la tua famiglia non creda in te. Sono d’accordo con Simone, guarda, la tua insicurezza è dovuta esclusivamente a una serie di cose false che ti hanno insegnato, come anche a tutti noi suppongo, a me di certo.
Il tutto è riassumibile in una frase, e ti prego di fidarti a prescindere da come siano andate le cose dall’aprile del 2014 a oggi: Tu puoi avere tutto quello che vuoi.
L’unica cosa che ti influenza negativamente è il pessimismo (e sessismo, scusatemi tanto) proveniente dall’esterno che hai interiorizzato. Purtroppo in questa società di m*rda insegnano alle donne che devono scegliere se avere una vita o una carriera...Sono tutte stronzate sai, puoi avere tutto. Mi sembri troppo giù persino per darti un’occhiata dentro e capire cos’è che vuoi tu davvero. Spero tu lo abbia capito nel corso di quest’anno. Questa scelta è tua e di nessun altro. Decidi per te stessa, è l’unica cosa che conta. Puoi voler fare la cassiera, l’attrice, la ballerina o il dottore. È tua la vita.

Stefania, quando facevo medicina una mia collega mi parlava di logopedia. Era entrata in medicina e odontoiatria ma voleva fare logopedia.
“vorrei riprovarle q l'anno prossimo,in particolare mi piacerebbe logopedia e sarebbe quello il mio obiettivo anche se i miei non sono molto favorevoli perchè dicono che con medicina ho un lavoro assicurato e mio fratello mi puo supportare nello studio,e poi i miei mi incoraggiano molto,dicono che ho grandi potenzialità e non le vedo,però io al primo posto voglio mettere la mia SERENITà,ho scoperto che alla base di tutto nella vita ci vuole SERENITà,”
La serenità si conquista, si impara, è un’arte, e puoi averla a prescindere, sia se fai logopedia sia se fai medicina. Il mio consiglio è, punta alla felicità, scegli il tuo percorso in base a quella, e dopo conquista tutte le cose che ti servono per ottenerla (serenità, materie, ecc). Quindi se la logopedia ti rende felice...fai logopedia, se ti rende più felice la medicina, ben venga. Ma i tuoi genitori non ci saranno per sempre e la vita è tua.

Ragazzi questa è una cosa universalmente condivisibile: fate quello che vi rende più felici! Chi se ne frega di cosa è più sicuro fare. Meglio aver tentato e fallito che non aver mai tentato.

Anonimo, se sai che volevi fare lingue, da dove derivano questi dubbi?

Marco: economia.

Morens, mi contatti?

Anonimo hai solo 20 anni, spero un sacco che hai lasciato tutto e tentato medicina visto che ti rende così felice.

Lione1926, spero che sei entrato! Sono per l’inseguire i tuoi sogni e mettercela tutta, anche se non fossi entrato e volessi riprovare l’anno prossimo.

Leo, secondo me non esiste una facoltà che ti piace al 100% in ogni suo aspetto e tutto è faticoso. Quindi penso che dovresti fare quello che istintivamente e intuitivamente ti attira di più e quello che pensi ti renderebbe più felice a lungo termine. Nel breve termine magari saresti più felice se lavorassi prima, ma prima o poi ci arrivi comunque a 28 anni, e guardando indietro forse penserai “adesso potrei essere un Matematico”. Se invece lo diventi davvero, nel breve termine potresti essere insoddisfatto di stare ancora studiando e aver fretta di finire, ma a lungo termine sono soddisfazioni. Che ne pensi? Se ti sembra che abbia senso vuoi fare il Matematico. :) Per altro saresti proprio il professore di matematica che avrei tanto voluto avere io.

Per Anonimo: non me la sento nemmeno di rispondere qui perché la nostra situazione è troppo simile e avrei un sacco da dire! Contattami se ti va di parlarne. (coseinutili70215@gmail.com)
Ti dico solo che sono da tre anni diviso fra Neuroscienze e Fisica e ora pubblico un commento che avevo già postato in questo blog ma altrove anche qui.

Marco ha detto...

Ecco un link al mio commento: http://www.simonenavarra.net/2012/09/studiare-fisica-dopo-i-30-anni-ma-poi.html?showComment=1447783546669#c8323266836736547454

Non ho voluto ripostarlo per non annoiare Simone :) il mio commento è firmato Marco è l'ultimo

Anonimo ha detto...

Cara anonimo,
Tutti i consigli che ti hanno dato sono ottimi almeno quelli che ho letto è ancora più ottimi quelli di Simone. In ogni caso se ti può aiutare anche io ho 21 anni come te, ho appena iniziato il secondo anno di psicologia e fin qui non c'è niente di male. (Anche io sono indietro con gli esami)
Il punto è che oltre ad aver iniziato più tardi per una mi indecisione, ero iscritta a beni culturali, ti capisco.
Ti capisco perché ho avuto la tua stessa crisi sono stata ferma per mesi prima di tornare a studiare e l'ho fatto perché l'ho voluto fare certo ai miei genitori ha fatto piacere ma la scelta è stata mia. Quindi per prima cosa pensa è medicina la mia vita? Voglio fare il medico? Perché devi pensare al tuo obbiettivo finale se è quello che vuoi realmente.
Per quanto riguarda economia se ti piace fallo e basta gli sbocchi si trovano ad ogni facoltà se si ha passione e te lo dice una che si è sentita dire che psicologia non porta da nessuna parte se non a buttare soldi.
Se ti può consolare anche io volevo fare medicina ma perché mi piaceva l'idea di aiutare il prossimo ma non tutti può piacere e non fartene una colpa.

Anonimo ha detto...

Anche io sono messo come voi ...... Non entrato a medicina ho ripiegato su dietistica , professione sanitaria , ma più che altro per volere dei miei e adesso ho il gran rimpianto di non aver scelto giurisprudenza che mi piaceva di più perche tutti dicevano che non offre sbocchi lavorativi...

Al Iskandr ha detto...

Ciao. Passo di qui per un breve aggiornamento sulla mia carriera: da quando ho passato Matematica 2 mi sono messo a preparare ben tre esami, per uno dei quali è stata solo una questione di ripasso. Quello che è successo è che ho studiato e studiato, anche di più che in passato, ma sembra che non riesco più a ricordare quello che studio. Cioè, mi concentro, sul momento capisco, divoro libri interi, pur a fatica, uno fra i quali un libro di Biochimica di un celeberrimo scienziato e professore, e poi poco prima dell'esame ridò un'occhiata al libro e sembra che l'abbia letto per la prima volta. In passato ho sempre studiato così e non ho mai avuto problemi. Naturalmente questo è un altro imprevisto che rischia seriamente di mettere in forse tutto anche perché ora sono un fuoricorso.

Simone ha detto...

Anche a me con la tensione sembrava di non ricordare niente. Poi vai a dare l'esame e alla fine invece rispondi alle domande. Hai difficoltà a gestire l'ansia, cosa molto comune... prendi gli esami meno seriamente e buttati!

Simone

Al Iskandr ha detto...

Sì, ma io mi sono buttato più volte da quando ho dato quell'esame e mi è andata male... nel senso, ti faccio un esempio, che mi chiedevano "Mi parli del ciclo dell'acido citrico" e a una domanda del genere non c'è molto da arrampicarsi sulli specchi, glielo devi disegnare, devi disegnargli tutte le formule di struttura dei composti intermedi, tutti i meccanismi di reazione e gli elettroni che se ne vanno ossidando qualcosa e riducendo qualcos'altro, e tutto il senso di questo... e io avevo il vuoto pur avendolo studiato e avendolo copiato e tentato di memorizzare più volte... non penso che sia ansia, quanto un vero e proprio senso di usura... come se avessi sforzato troppo la memoria con Matematica 2... come se mi fossi sforzato per troppi esami...

Simone ha detto...

Biochimica è stata durissima anche per me, le varie formule le avrò riscritte 100 volte per tutta l'estate. Secondo me ti scontri col fatto che imparare a memoria è davvero difficile e poco gratificante, e vivi male una cosa che per molti è la normalità: studi mesi e ricordi a malapena le cose il giorno dell'esame se ti dice bene. Tutti i miei esami sono stati così, solo non ne ho mai fatto una tragedia.
Matematica 2 comunque a medicina de ma non si faceva... se sei stressato fatti qualche giorno di vacanza e riposa il cervello! :)

Simone

Al Iskandr ha detto...

Certo che però è dura. I miei famigliari pensano che io sia in vacanza. Mi dicono di non preoccuparmi ma io penso che loro mi credano un lavativo, solo perché non do esami. Non riescono proprio a capirlo che pure se vado agli esami vado lì per arrampicarmi sugli specchi rischiando di far innervosire il professore oppure per strappare un 18, ed è assolutamente una cosa indegna per chi studia con serietà e concentrazione da tempo ma, tuttalpiù, comincia ad accusare un po' di stanchezza mentale e quindi comincia a rendere di meno e soprattutto comincia ad avere meno forza per insistere. Non me la sento nemmeno di fare le cosiddette "chiuse": ci ho provato ma dopo quelle 2-3 ore di concentrazione assoluta, pure facendo le pause, comincio a stare per ore di fila su una stessa frase, sostanza o reazione prima di capirla o memorizzarla, quindi praticamente è come se non facessi niente. Avevo un abbonamento annuale per gli autobus ma ho scelto di non rinnovarlo per evitare di pesare troppo sulla mia famiglia dato che ora sono fuoricorso. Non prendo nemmeno più l'automobile di famiglia per evitare di consumare la benzina... Adesso vado in giro per la città in bicicletta.

Io mi chiedo perché il 3+2... boh... un modo assurdo di studiare, studi per passare gli esami in tempo e non uscire fuoricorso e non più per poter formarti come individuo consapevole... se ci metti troppo non sei più un meritevole ma un parassita quando la tua intenzione era semplicemente quella di prenderti una laurea che fosse una laurea e non un pezzo di carta in più... ma forse sono limitato di mio e dovevo andare direttamente a lavorare invece di intestardirmi di conseguire una laurea che mi desse qualche "professionalità", ma adesso è troppo tardi per ripensarci.

Simone ha detto...

Secondo me se proprio devi starci così male anche l'idea di cercare un lavoro e riprovare a studiare magari dopo non è così sbagliata. Comunque capita a tutti un periodo nero con lo studio, non buttarti troppo giù.

Al Iskandr ha detto...

Accettabile. Ma il vero problema è farlo capire a chi di dovere (cioè adesso ai propri famigliari e nel futuro a chi andrai a chiedere lavoro), che capita a tutti un periodo nero con lo studio, un periodo in cui qualcuno ti dice "studi ma non rendi e allora che studi a fare?" e la maggior parte degli altri sembra fregarsene. Purtroppo in questo periodo non mi aiuta per niente (soprattutto nell'ottica dell'eventuale necessità di superare un futuro concorso pubblico... ma è meglio non pensarci proprio) la concezione che mi sono fatto degli esami universitari scoglio, cioè di farse, di inutili perdite di tempo, che studi e ci credi ma non sei mai veramente sicuro che quello che hai studiato basta per passare, devi sempre appellarti al San protettore degli studenti universitari di turno (non lo sopporto quel tipo di gente sinceramente), studi per mesi e alla fine ti ritrovi con un gran mal di testa, una sessione in bianco e davanti a te un mese di lamentele dei famigliari sugli esami non passati e di ozio (perché lo studio, successo questo, per un mese ti fa schifo), che tanta gente passa davanti a te e dopo anni che ha passato l'esamone scoglione vai a chiedere qualcosa come il prodotto vettoriale e non ti sa rispondere o si arrampica sugli specchi (e la peggior cosa è che questo a volte succede anche a me quando devo aiutare mia sorella con i suoi compiti... dico a volte, soprattutto con la matematica e gli argomenti in stile Fisica 2, che tra parentesi non ho ancora dato, di quei noiosissimi esercizi che danno a lei della carichetta che urla come la particella di sodio "c'è nessuno?" e che avverte forze misteriose dovute ad altre cariche nelle vicinanze, e ti chiedono di calcolare la sommina di queste forze, e che danno anche a me che sono all'Università per poter fare il chimico chiedendomi di calcolarci qualche integralino tanto per non guastare) dato che sono riuscito a farle capire in fretta come bilanciare una reazione di ossidoriduzione, e lei che invece insisteva "ma devo applicare il metodo di vattelapesca, ma devo mettere un 2 quà, un 3 là" et cetera.

Anonimo ha detto...

Posso dirla una cosa?

Anonimo ha detto...

Ti racconto la mia storia
1)sono figlia di medico neurologo tuo padre é medico?
Il mio guadagna bene ma ha avuto 1 infarto del miocardio da stress e depressione e quasi tt i suoi colleghi idem ce ne e 1 che ha 1 tumore e la fanno lavorare cm un ossessa
2)faccio giurisprudenza e se x te medicina e l unica pensante mi sa che ti hanno informata male...nn sono strade piu semplici quelle credimi
3)ho 24 anni e ho 10 esami xke anche io mi facevo le pippe menatali tue i miei mi vogliono avvocato dicono che sn brillante tt me lo dicono anche i professori privati che pago profumatamente
4)io pero ho inziato l uni cn le crisi di panico e continuo ad averle prendo psicofarmaci dall eta di 20 anni e mi devo costringerla a farla
5)se e stress fermati a pensare 1anno tanto ne hai 21 se nn ti piace bella mia cambia o finirai male te lo dico
Ruo padre vuole una figlia viva e felice no una triste che va cm me sui forum x cercare consolazione.
Non e la scelta giusta cambiala
Il mercato del lavoro e saturo quindi ti devi reiventare in tutto e calcola che ora dv mantenere 1 media alta a medicina e tempi giusti seno hai voglia che cn la nuova riforma se entri alla specialistica o no!
Se ti piace continua
Se non ti piace cambiala
Ma vedo che nn hai le idee chiare nn ci si butta in un uni x soldi...ma scherziamo mia madre insegna economia all universita machi tel ha detto che e facile?col cacchio!fai cio che vuoi ma nn fare cavolate...nn ho lasciato giuri solo xke nn so se altre mi piacevano a 21 vl fare psicologia nn ho cambiato e mo mi frego.sti cacchi continuo cazzi loro che mi mantengono fino ai 30 ed oltre mi hanno ostacata?bene....che dv fare !imponiti ti do un consiglio !la vita e tua!

Simone ha detto...

Grazie del contributo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone sono un ragazzo di 25 anni. Ti spiego un pò la mia situazione mi sono diplomato all'alberghiero con 100. Dopo di che ho fatto un'università Scienze e tecnologie Alimentari in cui andavo bene, ero in corso con le materie solo che al secondo anno sono entrato in crisi perché pensavo che con questa laurea non avrei trovato lavoro. Allora ho sempre pensato che il corpo umano e la medicina in generale mi appassionasse. Così nel 2011 ho provato il test di medicina studiando da solo e non l'ho passato per poco. Poi ho fatto un costo costoso di 3.000€ per la preparazione ai test e nel 2012 sono entrato in Medicina però come seconda scelta in una facoltà che dista circa 90 km da casa mia. Poiché ho una situazione familiare precaria mio papà è dializzato prende una minima pensione di 300€ e mia mamma fa la badante ho sempre viaggiato ogni giorno con il treno. Se ero partito con tanto entusiasmo nello studio pian piano i problemi mi hanno abbattuto e mi ritrovo al 3°anno (1 anno fuori corso) con aver tolto appena le materie per essere al terzo. Ancora devo dare l'Anatomia 2 e 3. Mi sono talmente abbattuto che ho pensato di lasciar perdere e di trasferirmi in infermieristica un corso più semplice con sede vicino alla mia città. Sono in crisi non so cosa scegliere. A me sarebbe piaciuto diventare Medico di famiglia però vedo questo percorso per me molto complesso. A breve devo fare una decisione iscrivermi al test di infermieristiche e accettare di aver buttato 4 anni (anche se mi convalidano le materie date) oppure continuo sperando che la motivazione mi ritorni e che riesca a superare tutte le difficoltà anche se sono rimasto indietro. In infermieristiche sarei più sereno però avrei rinunciato a diventare medico. Non so cosa scegliere sono nel panico totale! Mi spavento che il corso di medicina sia troppo pesante per me visto i miei problemi familiari ed economici. Mia mamma vorrebbe che continuassi ma io sto soffrendo perché ho paura che non riesca ad andare avanti in medicina per i vari problemi e vedo in infermieristica una soluzione più semplice.

AT ha detto...

Caro Anonimo, la tua situazione mi ha fatto riflettere, abbiamo per alcuni versi qualcosa in comune.
Se non riesci a superare questo momento, fatti aiutare. Probabilmente il tuo volere diventare medico c'è ancora ma hai bisogno di farlo tornare in superficie..

Camilla ha detto...

Ho avuto lo stesso problema, ho avuto il VOMITO per la medicina. Un lutto in famiglia, il tentativo di rialzarmi subito, il primo anno che è iniziato 2 giorni dopo il funerale, la sindrome depressiva che anche se non sapevo ancora di esserne "afflitta" mi stava già mangiando viva e si traduceva, per il momento in forma lieve, in abbuffate saltuarie e cervello assopito. Così sono andati i miei primi 4 mesi alla facoltà di medicina, male ma non troppo. Poi è arrivata la sessione invernale e con lei... Sono crollata. Dovermi autogestire in una casa vuota e con il supermercato a una pedalata di bici ha significato passare giornate su giornate tra cibo e serie TV in streaming, con lo studio un rapporto discontinuo. Ho dato qualche esame, ho rifiutato un 27 in istologia ed embriologia perché sapevo che potevo fare di meglio (quanto a intelligenza e capacità sicuramente, ma nelle condizioni in cui versavo psicologicamente era anche troppo quel 27). Inizio il secondo semestre con 8 chili in più, un paio di esami da recuperare e nessunissima voglia di studiare. Fingo di seguire le lezioni, mia mamma mi lascia in università e io 20 minuti dopo sono già sul treno per tornare nella mia città oppure in bagno, dopo aver comprato merendine e pizzette, a strafogarmi e piangere. In quelle aule non riuscivo a mettere piede, parlare con i miei compagni di corso e farmi vedere per quella che ero (una fallita dipendente dal cibo e con il cervello che consideravo "bruciato" dai troppi zuccheri) mi sembrava impossibile. Do il primo esonero di anatomia, prendo 24. Mi odio. Il secondo esonero non lo do e dico a mia madre di averlo fatto. Non potevo fare quell'esame perché non avevo studiato, non sapevo nulla. Finito il periodo delle lezioni arriva l'estate: passo le giornate ad abbuffarmi e a dormire, alle 4 e mezza di ogni giorno mi piazzo alla scrivania e fingo di studiare biochimica strutturale per un paio d'ore, così che mia madre non capisca che non lo sto facendo davvero. Spendo centinaia di euro in cibo, non do nemmeno mezzo esame.
L'estate passa così. A settembre scrivo una lettera a mia madre, le dico TUTTO. Le rivelo tutte le mie bugie, tutti i miei sotterfugi, tutto. Mi prende per mano e decidiamo di affrontare la situazione. Lei mi dà un ultimatum: ricominci a studiare oppure lasci l'università e vai a lavorare. Io passo le giornate a chiedermi se la medicina mi piace davvero e non so trovare una risposta, ma intanto inizio a preparare il terzo esonero di anatomia. Studio, studio e studio ancora. Gli esoneri sono 5 in tutto, quelli del secondo anno sono più difficili e parto con un 24 quando i miei compagni avevano tutti tra il 28 e il 30. Studio pelvi, perineo e arti: 30 e lode. Studio testa e collo: 30 e lode. Studio neuroanatomia: 30 e lode. Mi preparo, durante la sessione invernale, per l'orale sull'esonero che non avevo sostenuto: 30 e lode sul libretto. Ma non avevo superato il mio problema, non ero ancora in grado di sostenere una sessione senza periodi di buio, senza crisi depressive, senza cibo. Avevo ancora biochimica da recuperare, lo faccio ad aprile. Accetto un 26 che mi sta ancora sulla gola e che arriva dopo 10 giorni di abbuffate e vomito aprendo il libro. Quella materia la conoscevo già da 9 mesi, con il Tettamanti avevo passato bene o male l'estate più brutta della mia vita.

Camilla ha detto...

Una volta data biochimica strutturale mi concentro sul secondo semestre: patologia, neurofisiologia e microbiologia da seguire; immunologia e biochimica metabolica da dare in sessione estiva.
Immunologia va con il botto a giugno, da giugno ho qualche crisi ma da queste crisi imparo tanto e ora sono, al 2 agosto, immersa in un mondo meraviglioso, quello dei metabolismi, e capisco che questa è la mia strada. La svolta c'è stata con neurofisiologia, piangevo quasi durante le lezioni, mi sentivo finalmente a posto con me stessa, finalmente felice della scelta che avevo fatto, finalmente convinta che non era la medicina il problema ma la mia testa.
Scrivo questo perché i momenti bui capitano, sono brutte bestie da affrontare e ci vuole forza, coraggio e anche una madre un po stronza che farebbe di TUTTO pur di riportarti sulla retta via. A volte è la medicina il problema, a volte no ma bisogna innanzitutto capire per bene contro cosa si sta lottando perché altrimenti trovare gli strumenti per vincere la battaglia è impossibile. Io ho ammesso di avere problemi di depressione, ho rinnovato la mia esperienza con i problemi alimentari (sono anoressica dai 13 anni, non avevo mai sperimentato il binge eating disorder), ho contattato una psichiatra, mi sono rifiutata di prendere farmaci ma sono ancora molto favorevole alla psicoterapia. Adesso lo studio mi sta salvando ma ho capito che la scorsa estate la pressione degli esami e la pressione delle bugie mi facevano ancora di più cadere nei miei meccanismi malati e autolesionisti (mangiare certe quantità di cibo non può che essere considerato una forma mascherata di autolesionismo, di questo sono convinta). Consiglierei quindi a chiunque dovesse trovarsi nella mia situazione di prendersi del tempo, un paio di settimane o anche una mesata, per capire chi è e dove sta andando. Consiglierei a quella persona di essere completamente onesta con se stessa anche se è la cosa più difficile e dolorosa della storia, e poi prendere una decisione da portare avanti. I brutti voti si recuperano, io ho perso MESI di studio e a dicembre con ogni probabilità finiro gli esami del secondo. Si, sarò in terzo, ma accetto il mio ritardo, ne comprendo i motivi e mi giustifico, dicendomi anche BRAVA.
Spero che il mio commento, la mia storia, la mia esperienza possano essere di aiuto a chi adesso vede tutto nero. I momenti no capitano anche a me ma... Si superano. Questa crisi nera, questo rifiuto per la vita, si supera. Tutto si può superare quando si e capaci di lottare per qualcosa che si ama. Io amo la medicina, se non la amate lasciate la facoltà perché potrebbe distruggervi.

Anonimo ha detto...

Beh, Camilla, mi sembra che il tuo recupero sia degno di lode.
Io sono alla fine del quarto anno di medicina, mi mancano anatomia patologica 2 (mattone micidiale) e poi medicina interna, chirurgia generale e gli altri 4-5 esami integrati del 5/6 anno prima della tesi. Ah, più i tirocini, gli esami di tirocinio (sì da me ci sono), gli ADE, gli esami di MBPE, i progress test e qualcos altro che ancora non ricordo.

Onestamente non vorrei vedere mai più queste cose, figuriamoci studiarle approfonditamente o quantomeno per passare e basta. Che me ne faccio della laurea in medicina se non mi interessa fare il medico e neppure la medicina clinica in sè?
Non ho mai avuto il coraggio di ammettere in passato che non sono fatto per questo mondo, credevo che prima o poi avrei 'sentito' dentro che l'ospedale faceva per me, che gravitare attorno alla medicina fosse il mio sogno. Mi sono iscritto perchè credevo nella medicina olistica, alternativa, ma non avevo assolutamente idea di cosa facesse un medico in ospedale. Ora che quella infatuazione iniziale è passata, mi rendo conto di aver speso anni ed energie ad arrovellarmi su me stesso portando i pensieri a estremi malsani. Non mi sono goduto appieno le piccole gioie che, per fortuna, comunque mi sono arrivate... e 2 anni fa non sono riuscito a iscrivermi a economia per un mero tentennamento dell'ultimo minuto.

Mi sento un pesce fuor d'acqua ogni giorno che passa, ma tutto sommato sono contento nel sapere cosa non voglio fare, cioè il medico. La paura mi assale quando penso a cosa fare, giunto a questo punto degli studi. Cambiare corso di studi o lavorare? Ho vari interessi, ma nulla di preponderante.

Abbraccio

Camilla ha detto...

Nessuna lode, anonimo, solo tanta fatica, tante cadute e tanta forza per rialzarsi quando nemmeno mia mamma credeva potessi più farcela. Per quanto riguarda te: se il medico non è una professione che vuoi fare... Lascia. Quanto potrebbero essere pesanti i turni di notte, lo studio per la specializzazione poi e i concorsi prima? Ancora, il vero coraggio è ammettere di non voler fare ciò su cui si è, forse in maniera immatura (ma chi non è immaturo a vent'anni), investito. Sei in tempo, lo sarai fino alla morte per stravolgere una vita che non ti piace in cambio anche solo di un giorno che valga la pena. Magari rimani nell'ambito scientifico, oppure inizia a lavorare... Ma non hai credenziali, non hai "capacità". Qualcosa come farmacologia? Qualcosa come biotecnologie? Potresti non dover fare il medico rimanendo comunque nel campo, è affascinante questo mondo forse potresti trovare ciò che fa per te!

Simone ha detto...

Camilla, grazie per il tuo racconto e per il tuo contributo. Sicuramente sarà molto apprezzato e utile per chiunque lo leggerà.

Simone

Simone ha detto...

Anonimo infermiere/medico: secondo me se sei arrivato fino a qui in qualche modo sei riuscito a organizzarti e ad andare avanti. Se ce la fai a non mollare continua così. Altrimenti anche fare scienze infermieristiche non è una brutta scelta... Per cui insomma provaci finché puoi ma pensa che hai sempre una alternativa!

Anonimo ha detto...

Ciao, sono rimasta davvero colpita da questo post..purtroppo ho dovuto lasciare gli studi nel 2008 a causa della paura, ansia, che si presentava ogni volta prima di affrontare gli esami...ricordo ancora l'ultima crisi di ansia mentre stavo studiando chimica organica ...ansia scaturita sia dagli esami, sia dalla insicurezza lavorativa....Da lì è iniziato tutto...ho detto, ok basta così, l'università non fa per me! Ho iniziato a cercare un lavoro, e mi dicevo, avendo una sicurezza economica magari riesco ad essere più tranquilla e posso valutare la possibilità di iscrivermi di nuovo all'università cercando di affrontare tutto molto serenamente...ho trovato qualche lavoretto precario, ho fatto qualche tirocinio ma niente di più...mi ritrovo oggi, all'età di quasi 34 anni, senza un lavoro e con il rimpianto più grande della mia vita di non aver proseguito con gli studi...in questi anni ho pensato tante volte di riprendere gli studi nella mia vecchia facoltà ma il corso di studi dove ero iscritta non c'è più .... Ho pensato di provare a studiare per superare i test delle professioni sanitarie...purtroppo quello che mi blocca ora, è l'età....potessi tornare indietro cambierei tutto! Bisogna lottare per ottenere quello che si vuole nella vita! "Volere è potere"! Bisogna essere forti, superare le paure e soprattutto dobbiamo pensare che stiamo studiando perché stiamo costruendo un qualcosa di importante che ci servirà per il nostro futuro! Seguiamo sempre il nostro cuore e le nostre sensazioni, perché non sbagliano mai!!! La forza ed il coraggio sono dentro di noi! Con tanta buona volontà e motivazione possiamo ottenere quello che desideriamo nella vita!

Anonimo ha detto...

Diciamo che il ciclo unico di medicina pure non dà credenziali, ci vuole, giustamente, un percorso d'apprendimento ben più approfondito che ormai si estende oltre la specializzazione.

Il fatto è che come laurea resta "tecnica", circoscritta.
Ho amici che son passati (nella fase triennale-magistrale o anche dopo con un master o triennale-master) da un ambito ad un altro; filosofia e poi magistrale di economia (integrando esami, s'intende); da scienze politiche a economia e viceversa; da matematica a ovunque.
Quello che voglio dire è che altre persone si sono trovate in grosse difficoltà come me e altri in questo blog, si saranno sentite perse, sole, inutili; ma una luce in fondo al tunnel l'hanno vista. Preparare degli esami anche banali, ma senza un minimo di voglia, può essere impossibile. Con un obiettivo concreto invece si può rovesciare la situazione.

Quelle triennali così "generaliste" per me danno una grande opportunità, ovvero quella di permettere a un ragazzo di 18-19 anni di entrare in quella che era una volta l'età adulta (21) attraverso le difficoltà del caso, i ripensamenti, i pianti, le critiche e di uscirne rafforzato, consapevole e con uno spazio di manovra adeguato ai propri bisogni.
Peccato che a medicina non sia così, giustamente. Se solo nel piano di studi ci fossero una manciata di esami di economia, sai che pacchia.

Voi direte che potevo pensarci prima di scegliere medicina. Vero, ma, come dice Camilla, a vent'anni siamo spesso immaturi e soprattutto non conosciamo i nostri punti di forza, le nostre attitudini. Ci lasciamo guidare dall'esterno, "medicina è una laurea importante", "hai una bella testa, non sprecarla", "sei anche sensibile, i pazienti ne hanno bisogno", "eh guarda che poi ti apri lo studio privato", "in paese poi tutti ti rispettano".
Il prossimo obiettivo è imparare ad ascoltare me stesso prima degli altri.

Se avete altro da aggiungere o da dire, ben venga, stiamo tenendo un tono rilassato e onesto mi sembra..

grazie

Camilla ha detto...

Si, ascolta il VERO te, quello senza veli, senza paura di dire le cose come stanno anche se fanno paura. Solo questo posso consigliarti. Affronta una volta per tutte la realtà e poi convivi con la scelta che prenderai, qualsiasi sia. "A brutto muso"

Anonimo ha detto...

Mi sento tremendamente cambiato in questi anni, ma sono contento perchè mi sento più libero pian piano. Finalmente posso parlare coi miei genitori senza dovermi sentire un verme. Finalmente posso dire a me stesso con chiarezza che l'ospedale mi mette angoscia e tristezza. Non devo più andare avanti a testa bassa, portandomi un peso enorme tutto virtuale sulle spalle.
Grazie delle belle parole.

anarchico ha detto...

Simone complimenti per le tue due lauree.Io ho lasciato ingegneria dopo 12 esami.Gli esami che mi hanno fatto abbandonare sono stati fisica 2 e fondamenti di informatica.Con la programmazione proprio non me la cavavo.Tornassi indietro mi sceglievo un 'altra facoltà ma non ingegneria o medicina. Auguroni di buono studio.

bradley ducan ha detto...

Il mio nome è Kness Jane, dal Canada, desidero condividere la mia testimonianza con il pubblico su ciò che questo grande uomo chiamato grande MUTABA ha appena fatto per me, questo grande uomo ha appena mio perduto Ex marito mi riportò alla con sua grande magia entro 48 ore. Ero sposata con mio marito Alani Evans, siamo stati insieme per molto tempo e ci è piaciuto molto noi stessi, ma quando ero in grado di dargli un figlio per 2 anni ha lasciato me e mi ha detto che lui non può continuare più quindi ora stavo cercando modi di convincerlo a tornare fino a quando un mio amico mi ha parlato di questo grande uomo e ha dato il suo contatto email greatmutaba@yahoo.com poi non ci crederai quando ho contattato questo grande uomo sui miei problemi ha preparato e un incantesimo molto forte per me e porta mio marito perso indietro entro 48 ore, e dopo un mese mi manca il mio periodo mensile e siamo andati per un test e il risultato ha mostrato che ero incinta. sono contento che oggi sono una madre di una bambina, grazie ancora una volta il grande MUTABA per quello che avete fatto per me. Contatto con lui il suo privato e-mail greatmutaba@yahoo.com o greatmutaba@gmail.com Se siete fuori là passando attraverso uno qualsiasi di questo problemi o situazioni difficili nella tua vita o è possibile aggiungere il lui su Whatsapp +2348054681416

Anonimo ha detto...

Salve a tutti! Mi sono imbattuta in questo post perché sto vivendo anche io una situazione simile....purtroppo.
Vi racconto la mia "storia" e spero che qualcuno, che abbia avuto o stia vivendo quest'esperienza, possa rispondermi e consigliarmi.
Allora a me sono sempre piaciute le materie scientifiche a scuola, per cui mi orientai verso il liceo scientifico e poi, una volta finito, mi orientai verso Medicina (questa mia scelta fu influenzata molto anche da mio padre). Il primo anno, molto ignorante in campo di "università", feci solamente il test per entrare a medicina, e ovviamente rimasi fregata perchè non entrai. A questo punto, non avendo fatto altri test, rimasi letteralmente a casa perché non potevo iscrivermi da nessun'altra parte. Mi presi così un anno sabbatico. L'anno successivo decisi di iscrivermi a più test per evitare quello che successe l'anno precedente. Mi iscrissi al test di medicina, farmacia, scienze biologiche e biotecnologie. Sì, tutte facoltà scientifiche perché comunque, influenze a parte, mi piacevano tali materie e poi anche per prepararmi meglio al test di medicina dell'anno seguente, qualora non lo avessi passato. Ebbene, ovviamente passai tutti i test tranne quello di medicina....decisi di iscrivermi a farmacia perché tra tutte le altre era quella che mi piaceva di più e che avrei voluto portare a termine laddove non fossi mai riuscita a entrare a medicina. Da qui in poi riprovai il test per ben 5 volte (so già cosa potreste pensare, lo penso anche io oggi) fino all'aprile del 2014 quando entrai (perché se vi ricordate in quell'anno la media si era abbassata moltissimo, quindi anche con il mio misero 34,60 riuscii ad entrare). Io nel frattempo avevo finito il quarto anno di farmacia, quindi, ad un anno dalla laurea, feci il passaggio di corso e mi iscrissi a medicina, Mi ricordo che ero davvero felicissima di essere entrata, all'epoca pensai fosse il giorno più bello della mia vita, ma forse mi sbagliavo. Cosa è successo? È successo che io a farmacia stavo bene ma, un po' per le influenze di mio padre che ho sempre cercato e voluto accontentare (senza mai mettere prima me stessa cercando di capire cosa volessi io veramente dalla mia vita), un po' per una sfida mia stupida con me stessa (perché volevo dimostrare a me stessa e agli altri che anche io sarei riuscita ad entrare), un po' per l'adrenalina del cambiamento ecc., ho fatto questa scelta! Da allora sono passati tre anni (ho appena finito il terzo anno a medicina) e mi ritrovo a 27 anni che non sono per niente felice della mia vita, per niente soddisfatta, non più motivata perché in questo tempo, andando un po' nei reparti, ho capito ancora di più che fare il medico non credo mi riesca dato che sono una persona troppo sensibile ed emotiva, ho appurato che la clinica non mi piace e conseguentemente non fa per me. Mi sono effettivamente resa conto che non è questa la mia strada, non mi ci sento proprio. Per farla breve, ad oggi, mi sono amaramente pentita della scelta che ho fatto, non avrei mai dovuto lasciare farmacia....così facendo ho dato un calcio in cu**o a una laurea, alla fine della mia tappa "studio" (sì ragazzi perché ogni tappa ha un'età, a 27 anni credo che sia normalissimo desiderare la propria indipendenza e soprattutto iniziare a prendersi più tempo per la priopria vita e VIVERSELA appieno!) ad una mia quasi sicura indipendenza alla mia felicità! Ad oggi sto pensando di tornare indietro, di rifare il passaggio da medicina a farmacia, dove mi mancavano 8 esami prima di finire, più il tirocinio di 6 mesi. Lo so mi sono incastrata con le mie stesse mani, è tutta colpa mia. Non so proprio cosa devo fare: rimanere qua e finire, però stando male? O tornare indietro e finire quello che avevo lasciato? Vi ringrazio tanto lo stesso!

armel ha detto...

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