| Tra un anno, niente test: iscrizione a una facoltà a caso. |
In realtà, non è proprio lo stesso periodo: per la prima volta da - credo - sempre, il test di ammissione è stato anticipato da Settembre ad Aprile.
Se questa cosa dell'anticipo può tutto sommato non essere male per chi lo aveva già provato e va a tentare per la seconda volta (credo che aspettare "solo" sei mesi invece di un anno intero sia meno opprimente), per chi si sta per diplomare adesso e deve fare gli esami di maturità immagino che sia un mezzo disastro.
Adesso se vuoi entrare a medicina devi studiare per il test durante le lezioni di scuola. Farti le prove degli anni passati invece di preparare le ultime interrogazioni, e insomma mettere in secondo piano il diploma rispetto a un futuro ma tutt'altro che assicurato accesso all'univeristà.
Così, dunque, la prova di maturità è ufficialmente e istituzionalmente un impegno minore rispetto all'iscrizione all'università. Questo è il senso etico della cosa: non mi va di starci a pensare o di farmi un'opinione, e nemmeno di decidere se sono favorevole o contrario. Sono ormai talmente lontano dagli anni del Liceo che non penso nemmeno di avere la posizione adeguata per farlo... e perciò la accetto così: iscriversi a medicina (o architettura, o quello che sia) è più importante che andare bene a scuola.
Tutto bene e tutto - come dicevo - da non prendere troppo in considerazione... se non fosse che solo lo scorso anno c'era la proposta (e poi messa in pratica grazie a migliaia di ricorsi vinti) di dare un peso enorme al contrario all'esame di maturità.
Non so se il discorso è chiaro, per cui lo ripeto: lo scorso anno c'era l'inappellabile l'idea era che, prima di tutto, un giovanotto italiano dovesse eccellere nello studio delle materie delle superiori. E poi - eventualmente e se "meritevole" (parola che detesto e mi fa venire la gastrite) - potesse incamminarsi verso l'eventuale studio di una professione attraverso l'università.
Ora, già solo un anno dopo, l'esame di maturità è solo un intralcio da mettere da parte e risolvere alla meno peggio, mentre la capacità di un giovane e il suo "merito" si misurano su quanto sia bravo a fare il pianto con i professori del liceo per convincerli a lasciargli la possibilità di chiudersi in biblioteca e provare e riprovare e riprovare tante belle domande a crocette di chimica, biologia, cultura generale e quant'altro.
Non vi sembra tutto un po' una grande accozzaglia di prese di posizione, idee, proposte e riforme tutte sostanzialmente antitetiche e contrapposte? Ma come si fa a capire dove sta il fantomatico "merito"? Cos'è giusto fare? E chi è il futuro medico "bravo" se le regole e le caratteristiche su cui avviene la selezione variano completamente di anno in anno... e anzi di 6 mesi in 6 mesi, come in questo caso?
Stesso discorso per l'ingresso in specializzazione:
Hanno fatto una sorta di incontro di ricapitolazione al ministero, e il risultato - in sintesi - è stato: bo'?! Non abbiamo ancora deciso.
A 6 mesi da quella che forse pare che potrebbe essere la data del prossimo concorso, le regole sono destinate a cambiare ancora una volta e - al momento - non si sa se e cosa e come verrà valutato del curriculum di un dottore per dargli o meno dei punti bonus che lo avvantaggino nella prova. Non si sa quanti saranno i posti, non si sa quante saranno le domande, non si sanno gli argomenti e non si sa chi e come dovrà correggere le prove.
Ma alla fine la specializzazione è poco importante: si parla di medici già laureati, e uno bravo sul serio (e non secondo i canoni universitari) una volta sfuggito alle briglie della burocrazia italica troverà certamente un posto che lo accetti, e qualcosa di importante da fare.
Ma gli studenti delle superiori?
Io credo che uno che stia finendo il liceo adesso rischi di farsi l'idea che tutto il mondo in cui vive sia una gran presa per i fondelli, e che convenga semplicemente mirare subito al guadagno e a quello che conviene di più visto che - ovunque ti giri o qualunque cosa fai - è lo stesso paese in cui vivi che vuole fregarti e metterti i bastoni tra le ruote o che ti cambia le regole 3 volte in 2 concorsi, rendendoti di fatto impossibile organizzarti in anticipo.
A che è servito studiare tanto il Greco, o appassionarsi di Filosofia, o faticare su tante altre cose... se poi 2 mesi prima della prova finale l'unica cosa SENSATA da fare è mandare a fanculo tutto e concentrarsi di colpo su qualcos'altro? Serve a selezionare gli studenti più bravi ad adattarsi in fretta a una situazione stressante? Ok, ci posso stare.
Ma se fino all'anno scorso avere tutti 10 in Storia e Italiano era un vantaggio quasi indispensabile, ora d'improvviso - invece - nulla? Come lo giustifichiamo adesso che aver studiato certe materie ha tolto il tempo ad altre, e volerle ripetere bene fino alla fine ti rende sostanzialmente un pollo?
Bo'?! Oggi mi sento davvero un po' come il ministero, e la mia opinione è davvero questa: bo'.
Ogni anno arriva il periodo di questi test, e a me viene solo una gran tristezza.
Mi limito ad augurare un enorme in bocca al lupo a chi deve provarci. O ri-provarci... o ri-ri-riprovarci, ancora, per l'ennesima volta: comunque vada, siete chiaramente migliori voi del meccanismo che vi giudica. Almeno ci mettete del vostro, e la responsabilità dei vostri risultati ricade solamente su di voi.
Una minuscola soddisfazione, puramente dal punto di vista etico... ma spero che vi tiri un po' su :)
Simone



