04/09/13

Ammesso che si venga ammessi.

Documento fondamentale per la laurea: il diploma.
Oggi un amico mi ha chiesto in prestito un libro di Biologia.

Riprendere in mani quel testo che ho studiato 5 anni fa, mi ha riportato con la mente al mio primo anno di università (che poi era il sesto) e mi ha anche ricordato che siamo in quel particolare periodo dell'anno in cui si svolgono i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso: se non sbaglio, sono iniziati proprio oggi.

La novità di quest'anno, è che per l'accesso ai test verrà preso in considerazione anche il voto che uno studente ha ottenuto all'esame di maturità. Valutato e pesato secondo la media dei voti degli altri studenti della sua classe o qualche altro sistema del genere un po' complicato, ma tant'è: se hai preso il massimo, molto bene. Se hai preso meno del massimo, invece, molto male.

A qualcuno insomma pare sensato che - pure volendo ipotizzare che il voto di maturità rappresenti il reale valore di una persona - qualcuno con voti meno che perfetti al Liceo sia penalizzato rispetto a chi aveva voti più alti.

Esiste cioè l'assioma evidentemente pubblico, assodato, accertato e ora istituzionalizzato nero su bianco con tanto di decreto ministeriale, che studiare tanto da giovani porti a memorizzare più nozioni con la conseguenza di prendere voti sopra la media, a loro volta segno di una migliore preparazione a sua volta ancora correlata a migliori capacità nella professione scelta per il futuro. In ultima sintesi, chi prende voti più alti rende un servizio migliore all'umanità e va avvantaggiato: lo dice la legge.

Qualcuno faticherà a riconoscersi al 100% in quello che ho appena scritto (si può andare male al liceo e diventare lo stesso dei professionisti affidabili, almeno secondo me e per dire la prima cosa che mi viene in mente) ma a questo aggiungiamo anche la triste mentalità di un mondo in piena crisi, per il quale il lavoro è visto come premio per chi si sacrifica di più, e per me abbiamo detto davvero tutto.

Studi di più, prendi voti più alti: puoi lavorare.

Studi meno, prendi voti meno alti: non puoi lavorare.

Occhio che non parliamo di mancanza di impegno o di capacità, ma soltanto di un risultato anche appena inferiore.

Secondo me, o almeno secondo il mondo com'era quando ho preso la mia prima laurea e il numero chiuso praticamente non esisteva (250 posti per 200 domande, tipo), il discorso dovrebbe essere, al limite:

Chissene frega di quanto hai studiato e dei voti che hai preso: se sai fare bene il tuo lavoro, lavori, altrimenti te ne stai a casa. Lavorare nella sanità non può essere un premio per nessuno.

E vabbe'. Tutti discorsi già fatti e già ripetuti. Inutili, noiosi e retorici fino all'inverosimile e che - dal momento in cui non penso di provare a entrare in una scuola di specializzazione - non mi riguardano nemmeno più di tanto.

Il mio test di ammissione io l'ho passato. Mi sono impegnato molto, e mi ha detto bene.

Solo che ogni volta che ne sento nuovamente parlare mi girano le scatole e mi incavolo, pure se tutto sommato farei meglio a pensare agli affari miei e a concentrarmi sugli esami che mi mancano.

Insomma ok, diamoci un taglio: mi dispiace per chi ci capita adesso, ma purtroppo vi tocca ed è una specie di forca caudina che non si può evitare. Pensate che in qualche altro paese se non avete tipo la media del 10 e non siete supersecchioni, al test per medicina non vi fanno segnare nemmeno. Per cui insomma consolatevi: poteva andare ancora peggio, e non avreste avuto nemmeno questa possibilità.

Adesso non resta che una sola cosa: ultimissimi giorni di studio (per chi non l'ha già fatto oggi). Sangue freddo, convinti di potercela fare... e in bocca al lupo!

Simone

36 commenti:

Dan90 ha detto...

Secondo me trascuri un aspetto. Studi di più, prendi voti più alti, quindi, almeno in teoria, sei anche più preparato.

Se dobbiamo imporre un numero chiuso (che secondo me è ragionevole, e non solo a medicina), quali sono i criteri più meritocratici? Un test d'ammissione è un buon indicatore, ma le prestazioni di uno studente hanno una grande varianza in una singola prova (insomma, anche ai migliori può andare di sfiga). Credo quindi che il voto della maturità sia un ottimo compendio per queste circostanze.

"Si può andare male al liceo e diventare lo stesso dei professionisti affidabili": verissimo. Ma queste persone hanno avuto cinque anni per dimostrare il tuo valore: francamente, un po' se la sono voluta.

L'unica critica che potrei fare al voto di maturità come criterio d'ammissione è legata alle loro variazioni regionali: in genere questi voti sono più alti al Sud. Per risolvere questo squilibrio si dovrebbe riformare a fondo l'esame di stato, ad esempio introducendo commissioni di soli esterni, ma questa è un'altra storia.

Spero che non te la prendi, Simone, per questo commento. :) Il fatto è che, se partiamo dall'assunto che i test d'ammissione sono un male necessario (e necessari lo sono), come può un legislatore valutare meritocraticamente così tanti studenti in poco tempo? Test d'ammissione a crocette + voti passati è la soluzione più ragionevole (e, ad essere sincero, è anche l'unica che mi viene in mente).

Simone ha detto...

Dan90: non me la prendo affatto, anzi mi piacciono i commenti lunghi e articolati!

Penso però che il tuo ragionamento ritorni sempre al "problema" di cui parlavo. Cioè a te pare normale che il lavoro (o la possibilità di studiare certe cose) sia dato come premio per qualcosa che facevi a 14-18 anni, per cui chi durante il Liceo non si è concentrato unicamente sul conseguimento dell'obiettivo preposto è giusto che sia tagliato fuori.

Se dobbiamo imporre il numero chiuso per lo meno facciamo che le cose che fai a 30 anni (età in cui come minimo finisci la specializzazione) contino più di quelle che hai fatto a 14...

Simone

Nimbus ha detto...

Crepi :P oggi prova generale con professioni sanitarie, tanto per gradire.
Pensa al sistema tedesco, quello è veramente selettivo e limitante, ma è ragionevole. Il discorso è molto complesso. Di sicuro il voto di diploma è troppo aleatorio per essere tanto determinante al test di ammissione e lo dico contro il mio interesse.

Matt Rossi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matt Rossi ha detto...

"in genere questi voti sono più alti al Sud"
Non si può fare tutta l'erba un fascio.
Vi posso garantire che al Sud ci sono molte scuole che lavoro benissimo.
Vedi per esempio alcuni progetti che vengono portati dalle scuole del Sud nelle scuole padane, ad esempio : il Book in Progress. Creato appunto dalla mia scuola capofila del gruppo nazionale.
Se questa scuola, insieme altre della rete, oggi è chiamata a rappresentare l'Italia al Parlamento Europeo (in Commissione Istruzione)e riceve spesso visite dal ministro dell'istruzione un motivo ci sarà...
(Questa scuola superiore è a Brindisi, quindi in piena Regione Puglia)

Simone ha detto...

Il voto è calcolato sulla media della scuola per cui alti o bassi che siano non c'è una differenza sul bonus dell'ammissione.

Simone

Dan90 ha detto...

Caro Matt Rossi, sono perfettamente conscio che al Sud ci siano punte di eccellenza; lungi da me negarlo. Purtroppo la situazione media è però ben diversa: http://www.corriere.it/scuola/secondaria/13_settembre_02/maturit%C3%A0-bonus_8edb4f14-13f8-11e3-b6d8-d9e68bde9db1.shtml (dal Corriere del 31/08). Cercando su Google ci sono molte altri fonti.

Ribadisco comunque che non intendo denigrare il Sud o altro, ma solo riportare dei fatti.

MatteoCuturello ha detto...

Crepi il lupo!! Speriamo bene!

MatteoCuturello ha detto...

Esempio pratico? Io ho fatto la sessione suppletiva della maturità, quest'anno.. da solo.
Ho avuto la broncopolmonite dalla fine della scuola fino a quando i miei compagni hanno fatto tutte e tre le prove scritte. Ho fatto gli scritto con 37.5 di febbre, e sono stato l'ultimo della scuola a diplomarmi. Risultato? 65.
Eppure scemo non mi pare di esserlo :)

Simone ha detto...

Che sfiga Matte'!!!! Dai che sei forte, spaccale quelle domande a crocette del cavolo!!! :)

Simone

MatteoCuturello ha detto...

:) Ci proveremo! Grazie!

Matt Rossi ha detto...

@Dan90: prima di parlare è chiaro che abbia letto vari articoli su internet su questo argomento ( fra l'altro non era cosa nuova), ma ti posso garantire che il più delle volte ci si marcia su questo discorso, poiché ci sono molte "punte", come le chiami tu, che differiscono dalla media nazionale!
Ed esempio nel mio istituto i voti di maturità, sono molto tirati...

Poi, fra l'alto, hai proposto di istituire nuovamente le commissioni interamente esterne come era anni fa. E come mai sempre in istituti, come il mio e altri, si presentava grossomodo la stessa situazione di voti medio-alti anche quando le commissioni erano completamente esterne?!

Dan90 ha detto...

@Matt Rossi: Non volevo far polemica. :) Non ho motivo di dubitare della qualità del tuo istituto; tuttavia, mi hai invitato a non fare di tutta l'erba un fascio. Sono d'accordo che le punte che ci sono al Sud rappresentano delle ottime realtà, ma non credi che, se tutte queste indagini provano una certa tendenza, siano degli esempi un po' atipici? ;)

Riguardo le commissioni esterne: posso capire le tue rimostranze. Ma che altra soluzione proponi per uniformare i criteri dei voti di maturità? Se non vado errato, in Francia procedono così, e non sembra andargli male.

Annalisa ha detto...

Al liceo ero una vera schiappa, facevo lo scientifico ma odiavo la matematica, non ci capivo niente, non sapevo dove mettere le mani e più andavo avanti e più gli esercizi non mi riuscivano e più mi demoralizzavo. Alle altre materie non andavo di certo meglio, ogni anno con le mani nei capelli. In quinto poi è cambiato qualcosa, ho iniziato a studiare seriamente e a impegnarmi, sia chiaro, i miei voti migliorarono di pochissimo, una che ha sempre preso 6 non può improvvisamente prendere 8/9. Finito il liceo mi sentivo libera, finalmente libera da quella scuola di oppressione, ma libera per fare che? Alla fine ho deciso di fare Medicina, ho studiato tutta l'estate, i miei genitori erano così increduli! ma sono entrata. Per ora sto portando avanti una brillante carriera universitaria, mi manca un anno e poi si vedrà :) quando sono tornata a trovare i miei professori pensarono che i miei voti erano sicuramente inventati. A 15/18 anni io non capivo niente, avevo una tale confusione in testa! Eppure ora sono qua, studio medicina, sono al pari con gli esami e insomma tutto va bene! Nessuna credeva in me, quando dissi alla mia prof di inglese di voler provare medicina lei si mise a ridere e mi disse di ripiegare su qualche facoltà a numero aperto perchè non sarei mai entrato o comunque avrei abbandonato (testuali parole). I ragazzi devono essere incoraggiati, io sono stata forte, me ne sono fregata di quello che mi dicevano, ma a tutti deve esser data la stessa possibilità di cambiare la loro vita. Il bonus maturità inoltre credo che sia proprio gestito male, a seconda della commissione hai un voto diverso, persone uscite dal classico con voti alti hanno meno punti di uno uscito dal professionale con un voto mediocre. Sarebbe impossibile mettere tutti gli indirizzi, tutte le scuole, le sezioni e i professori nello stesso piano. Scusate per questo commento un po' lungo >.<

Simone ha detto...

Annalisa: come te ci sono tanti studenti che magari hanno impiegato un po' a "ingranare" e a capire cosa vorrebbero fare nella vita.

Le persone crescono e maturano in tempi differenti. A me sembra un fatto normale, ma evidentemente non la pensano tutti così.

Simone

Matt Rossi ha detto...

@Dan90: sinceramente io non avrei nulla da proporre e sai perché? Perché è inutile cercare di riformare il sistema della maturità, tanto oggi come oggi il voto del diploma non serve a nulla! Propongo, come giustamente tutti state sostenendo, di eliminare i bonus maturità nelle università.
Il voto del diploma non conta come anni fa..
Inoltre in altre stati c'è il sistema delle commissioni "extra-regionali" ossia: i docenti di una regione vengono spostati in un'altra regione durante gli esami (chiaramente tutto a spese dello stato).
Ma in Italia non possiamo permettercelo poiché questo comporterebbe un enorme costo aggiuntivo e la Repubblica italiana è sull'orlo del baratro... gli spostamenti fuori regione costerebbero molto per tutti i docenti (come fra regioni lontane)

Dan90 ha detto...

@Matt Rossi: E invece dovremmo permettercelo. I soldi nell'istruzione sono sempre ben spesi. :)

@Simone: "Le persone crescono e maturano in tempi differenti. A me sembra un fatto normale, ma evidentemente non la pensano tutti così."

Secondo me, tutti la pensano così (o almeno, io lo penso XD). Ma se dobbiamo stabilire delle regole, giocoforza si devono introdurre delle generalizzazioni. Così come diamo a tutti la possibilità di votare a 18 anni, nonostante non tutti a quell'età abbiano la necessaria maturità per farlo, così dobbiamo introdurre un parametro che tenga conto dell'esperienza pregressa di uno studente, che non è irrilevante.

Non prendetevela se dico che mi sembra facciate discorsi qualunquisti. I voti, e in particolare quello di maturità, sono buoni parametri per giudicare la preparazione di uno studente; come tutte le cose umane non sono perfetti, ma non si è ancora trovato un metodo migliore. E sicuramente ci saranno persone che, nonostante non abbiano avuto un percorso brillante durante le superiori, possono diventare ottimi professionisti; ma rappresentano delle eccezioni.

Simone ha detto...

Io non me la prendo anzi ci mancherebbe, se no il blog che lo tengo a farE? Però per me il qualunquismo scusa è proprio dire "chi prende voti più alti è più preparato". Più preparato in cosa? Il liceo ti forma il carattere e la mentalità non al lavoro in campo sanitario.

E' l'università che deve formare medici, non che uno arriva già "preparato" da sé mentre lo stato scarica le sue magagne sui ragazzi.

E confrontare i voti di tecnico, classico, geometra o il linguistico come se fossero scuole identiche è da mentalità aperta?

Credo di essere tra i pochi contrari al numero chiuso (anche se ora toglierlo sarebbe un casino ma proprio per colpa del numero chiuso stesso) per cui dimmi pure che dico una tonnellata di cavolate ma no qualunquista non mi sento :)

Simone

Dan90 ha detto...

@Simone: Mi sembra qualunquista dire che i voti non servono a niente, che il test d'ammissione a crocette non funziona, che non si dovrebbe tenere in alcun conto il voto di maturità (e per cinque anni cosa si viene valutati a fare? Ma soprattutto, se quei voti non hanno valore, quando si può iniziare a stabilire una gerarchia basata sul merito?*), senza però portare nessuna alternativa. ;)

Capisco la sfiducia nelle istituzioni, ma mi sembra un lamentarsi vuoto, se non dannoso.

*) Accetto fino ad un certo punto la critica nell'equiparare i voti di scuole con indirizzi diversi. Come dici anche te, tutti licei (ma in parte anche i tecnici) formano una certa mentalità atta allo studio. Chi ha avuto voti migliori, probabilmente sarà più bravo a studiare, e potrà imparare (o anche solo memorizzare per poco tempo XD) più concetti a medicina, il corso nozionistico per eccellenza.

Simone ha detto...

Torniamo al discorso del lavoro dato per il "merito". Ti ho già detto che non è una mentalità in cui mi riconosco, il lavoro non te lo "meriti" perché sei studioso ma perché sai fare bene quel lavoro.

Se uno si laurea dovrebbe avere le capacità adeguate a fare la professione che ha scelto, mentre qui si seleziona su nozioni precedenti alla formazione mentre poi la gente si laurea senza saper fare nulla.

Adesso con questa bella pensata il liceo diventa la fabbrica del 100 e lode per iscriversi all'univeristà. Un altro po' e ai concorsi dovrai portare i disegni delle elementari, ma la gente può entrare in una specializzazione chirurgica senza aver mai fatto una puntura perché "quello puoi impararlo dopo".

Insomma siamo arrivati che le nozioni passate delle superiori sono fondamentali, mentre per fare il dottore è trascurabile saper fare il dottore. Va bene così? Per me no poi ognuno la pensa come si sente e soprattutto grazie al cielo io sono già entrato da un pezzo :)

Simone

Valerio ha detto...

Io quoto nella sostanza Dan90: premesso che è economicamente, didatticamente e logisticamente impossibile non programmare determinati accessi, e che comunque non ha senso, non è sostenibile e non è giusto neanche per loro formare 1000 professionisti per un settore dove se ne possono impiegare 300, che sia per entrare in una certa facoltà, scuola di specializzazione o altro è giusto che il pregresso abbia un suo peso, non deve essere discriminante al 100%, ma chi è stato bravo è ovvio che goda di qualche "bonus". Starà agli altri che prima sono stati un po' meno ligi, se ne hanno volontà e capacità, il "recuperare". Poi sull'entità giusta di questo bonus si può discutere.

Simone ha detto...

Valerio: ok, evidentemente è anche l'opinione della maggioranza visto che il concorso funziona così e non è che ci siano tutte queste lamentele! :)

Simone

Anonimo ha detto...

@Dan
questo è il secondo comma dell'art 3 della Costituzione:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Come vedi, il test di Ingresso non è un male necessario, perché di fatto, è una limitazione al "pieno sviluppo della persona umana" (ovvero la possibilità di autodeterminarsi, dando in questo modo a ciascuno, la possibilità di contribuire).


secondo comma dell'art 4:
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Ed ecco che torna in ballo, per la seconda volta "la propria scelta". Si ribadisce quindi, rafforzandolo, il concetto che l'individuo deve essere nella posssibilità di scegliere cosa essere, cosa diventare.

Io mi fermo qui, perché potrei andare avanti con altri articoli che demoliscono il tuo ragionamento, non sbagliato in quanto tale, ma perché anticostituzionale, come lo sono questi test.

Se poi vuoi citare l'articolo 34 che dice che la scuola è aperta a tutti... che i capaci e meritevoli hanno diritto di raggiungere i gradi più alti di istruzione, faccio notare che i padri costituenti parlano di 2 categorie di persone CAPACI e MERITEVOLI. Ora, uno studente capace, può aver fatto un percorso scolastico discreto (no BONUS), ma la Costituzione gli garantisce la possibilità di accedere all'Università.

Ora mettendo insieme questi articoli ti lascio la conclusione e vado a studiare per il test. Il mio diploma non mi dà bonus, il mio voto di laurea mi dipinge capace e meritevole. Mi sento sdoppiata :-)

La verità è che la selezione andrebbe fatta internamente.

Simò, crepi il lupo! GRAZIE.

ROMINA

Simone ha detto...

Ciao Romina!

Come dicevo, lo studio e il lavoro non sono più un diritto di tutti, ma un premio per i più bravi ammettendo che - pur non riuscendoci - la selezione punti a premiare quelli.

Comunque ci sono paesi in cui stanno ancora peggio (del tipo che il test non te lo fanno nemmeno provare) per cui dai vedi di fare un bel punteggio e incrociamo le dita! :)

Simone

Dan90 ha detto...

@Romina: Non prendertela, ma mi sembra che esprimi la tua interpretazione della Costituzione.

Ad esempio, capaci e meritevoli IMHO non significa affatto che la Repubblica difenda i diritti allo studio di due categorie di persone, quelli senza e con bonus. Primo, perché in tal caso ci andrebbe una "o" avversativa, non credi? ;) Secondo, per me con tali parole ci si vuole semplicemente rivolgere in modo pleonastico, rafforzandone il significato, alle persone molto meritevoli.

"Meritocrazia" non è solo una parola con cui riempirsi la bocca; significa premiare quelli che meritano di andare avanti, ma anche impedire ai non meritevoli di continuare. Altrimenti, si rischia di appiattire le differenze di merito, che esistono, in nome di una non ben chiara uguaglianza.

Nonostante si abbiano avuti cinque anni di superiori per dimostrare la propria voglia di riscattarsi, c'è comunque un test che permette a tutti di dimostrare il proprio valore. Se foste una persona andata molto bene alle superiori ma, per sfiga o altro, molto male al test, non credete vi scagliereste contro il test in nome di un'ammissione basata solo sul voto di maturità? ;)

Bisogna trovare un equilibrio tra queste due posizioni.

Anonimo ha detto...

sono favorevole a calcolare il voto di maturita' nell'esame di ammissione...ci fosse stato ai miei tempi, nel 1995! Adesso a preso piede la svolta del merito, nel 1995 in Italia l'essere bravi a scuola non contava nulla. Io mi sono diplomata con il massimo dei voti, non ho superato l'esame di ammissione della facolta' dei miei sogni. Non ho mai capito perché non venisse conteggiato in parte il mio voto di maturita', l'ho trovata un'ingiustizia enorme e un dire agli studenti "essere bravi non serve a niente". Qualche anno dopo ho superato il test di ammissione, mi sono laureata e mi sono sentita ripetere dai miei professori universitari che ero bravissima. Peccato perché nel frattempo ho perso anni preziosi, mi sono demoralizzata e non aver passato il test al primo colpo ha cambiato la mia vita radicalmente. Non puoi giocarti la tua vita in un giorno solo, va riconosciuto quello che hai fatto negli anni precedenti. Tutto questo lo vedo a 36 anni, chissa' forse a 70 anni vedrò qualche altro miglioramento in questo Paese, mentre il resto del mondo sarà a mille miglia da noi.

Anonimo ha detto...

"ha" preso piede...errore di digitazione, poi invio senza rileggere!

Simone ha detto...

Mi spiace per quello che racconti, io sono contrario al numero chiuso e sentire i racconti di chi non entra mi dispiace molto. Comunque essere più bravi degli altri e avere un risultato peggiore al test... come si sposano le due cose?! Quello piu bravo dovrebbe andare meglio se no vale sempre il mio discorso che si vuole dare il posto come "premio", cosa che non mi sta affatto bene.

Poi alla mia epoca c'era gente che il diploma se lo comprava trovandosi col massimo punteggio possibile, e volevamo dargli pure i vantaggi?! Il test hai potuto rifarlo e sei entrata, con 9 punti in meno rispetto agli altri in base al voto di diploma che non puoi piu cambiare rischi di non poter entrare mai più.

Simone

valerio ha detto...

ma io posso essere più bravo ma quel giorno non rendere, o l'altro essersi impegnato di più per preparare il test, poi c'è la fortuna...per questo la selezione ideale non deve essere ne 100% pregresso ne 100% test. poi al numero chiuso come principio universale siamo contrari tutti, nel senso che sarebbe bellissimo che ognuno potesse scegliere liberamente e in qualunque momento emendarsi degli errori passati...ma questa è una visione romantica, perchè la realtà poi ci fa scontrare con logistica didattica, i costi della formazione, il mercato del lavoro e tenere tutte le porte aperte a tutti è semplicemente impossibile.

Simone ha detto...

A ingegneria non c'era il numero chiuso e il 100% dei laureati trovavano lavoro. Comunque il bonus maturità è appena stato abolito... magari hanno letto il mio blog?! :)

Anonimo ha detto...

Caro Simone, complimenti per il tuo blog. E' splendido leggerti e estremamente rincuorante per chi come me, ha capito che vuole intraprendere la carriera di medico, nonostante i suoi 28 anni.

Il mio percorso non dista troppo dal tuo, mi sono laureata a 24 anni in ingegneria e ora, dopo 4 anni di lavoro nel settore, decido, forte dell'esperienza sul campo, che non fa per me. Il contratto scade a Dicembre, potrei rinnovarlo, ma preferisco invece, con i soldini che ho messo da parte, iniziare la vita che sento mia. Così, programmo di sostenere il test ad Aprile 2014, ho acquistato i libri e di buona lena, ogni sera, passerò le ore sugli stessi. Ti confesso, non rimpiango le scelte passate, forse avessi scelto Medicina a 19 anni, l'avrei fatto con uno spirito diverso, più spinta da ideali eroici e romantici. Oggi invece sento di fare una scelta razionale e ponderata, consapevole di tutte le difficoltà che può comportare, ma profondamente alimentata da un interesse vivo per la materia e convinta di farcela.

Devo ammettere che il ' come si è svolto il test di oggi' mi ha lasciata basita. Indipendentemente dal essere giusto o meno il considerare un 'bonus' per la maturità... entrambe le parti hanno buone ragioni per difendersi ( io ne sarei ad esempio svantaggiata, uscii con un misero 90 e di 100 nel mio anno ce ne furono almeno 3... tuttavia capisco anche chi esce con 100, per ottenere questo risultato sacrifica molto altro e desidera veder riconosciuta la propria fatica.) ...
Ad ogni modo, tralasciando ciò, se lo si voleva togliere lo si faceva perlomeno venerdì.. che le leggi vengano cambiate 'durante' i fatti è una procedura esclusivamente italiana che non comprenderò mai.

Veniamo alla mia domanda: Il ministro Carrozza ha affermato che non vi sarà nemmeno l'anno prossimo e che si studieranno nuove vie di valorizzare il percorso di studio precedente all'università.... probabilmente la mia è una paranoia stupida, ma a tuo avviso, potrebbe accadere l'inserimento di un limite d'età per partecipare ai test?

Forse sarebbe anche giusto.. la tempistica è anch'essa una dote. Tuttavia io proprio non me lo auguro.. e immagino tu mi capisca bene.

Un caro abbraccio ed un in bocca al lupo per i tuoi esami

Viola

Anonimo ha detto...

Chiara il ministro sposta il test da luglio a sett,per inserire il bonus.Ilpunteggio segue regole illogiche.Durante il test di ingresso di oggi,toglie il bonus e annuncia graduatoria nazionale per il concorso di specializzazione.Nun ce la può fa'

Simone ha detto...

Viola: il limite di età non me lo aspetto proprio... ma qui ogni giorno se ne inventano una per cui tutto è possibile! :)

Simone

Anonimo ha detto...

grazie per il tuo parere :)

buona prosecuzione !!

viola

Anonimo ha detto...

Tranquilli, la svolta meritocratica è già finita, hanno tolto il bonus maturità mentre gli studenti facevano il test, che pagliacciata! Il solito paese ridicolo...
(sono l'anonima di prima)

Valerio ha detto...

Il fatto che in una categoria il 100% (o giù di lì) trovasse (allora) lavoro non vuol dire che questo avvenga sempre. È infatti non avviene. E comunque quello occupazionale è solo (come detto: programmazione della struttura universitaria, strutture e personale didattici, costi pubblici) uno dei tanti motivi per cui il numero programmato è secondo me necessario.