Visualizzazione post con etichetta II Anno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta II Anno. Mostra tutti i post

19/07/10

E dopo la (seconda) laurea?

Me lo chiedono spesso, e devo ammettere che tante volte me lo chiedo anch'io: ok, stai prendendo una laurea in Medicina. Fin qui, non è che ci voglia molto, a parte magari un po' d'impegno e voglia di studiare. Ma dopo?

Cioè, cosa farò dopo ri-laureato? O cosa fare, in generale, per chi come me finirà gli studi ben oltre l'età canonica nella quale ci si laurea e si inizia a lavorare.

Ammetto che è un discorso complicato, perchè non è facile avere le idee chiare prima di sapere quello che succederà in futuro, e prima soprattutto di iniziare a frequentare qualche reparto e capire che cosa mi piace davvero.

Durante la mia prima laurea - nel secolo scorso - era normale essere considerati vecchi passati i trent'anni, e rischiare di avere grosse difficoltà lavorative. In effetti, a dire la nuda e cruda verità, quello che ho studiato a Ingegneria non ha mai avuto alcun valore applicativo dal punto di vista del lavoro: quello che farai come ingegnere Civile (per non dire come ingegnere e basta, includendo tutti i settori) lo impari dopo la laurea, e generalmente di corsa e da solo, perché ti serve per il lavoro che stai facendo in quel determinato momento.

Non che la laurea in Ingegneria non serva. Ti dà l'impostazione della quale hai bisogno per fare determinate cose, ma poi a 30 anni se non hai mai lavorato in un dato settore allora di quel settore non saprai nulla di nulla, perchè l'università è quasi esclusivamente teorica oppure si occupa di progetti ambiziosi e raffinati che, nella realtà, non capitano mai.

Medicina, invece, è un po' differente. I tirocini in ospedale iniziano dal terzo anno, per cui se vuoi e se ti impegni (perchè secondo me puoi limitarti a frequentare e a stare lì, senza sforzarti di imparare nulla) alla fine bene o male qualcosa la saprai fare per davvero.

Ancora, tra laurea e specializzazione non mi stupirei di incontrare gente di 40 anni che deve dare ancora chissà quanti esami. Voglio dire, potrebbero semplicemente prendermi per uno molto fuori corso, piuttosto che per qualcuno che c'ha pensato troppo tardi. Anche se, sinceramente, non so quale delle due cose mi convenga meno.

Il discorso specializzazione, invece, è un po' un'incognita. Sinceramente dubito che, a quasi 40 anni e con una media non altissima, riuscirò a entrare in una delle specializzazioni più interessanti. Rischio, e anzi ne sono quasi convinto, di rimanere tagliato fuori un po' da tutto, come purtroppo rimarranno fuori in tanti anche più bravi e più giovani di me.

Sinceramente, però, mi interessa poco: se devo pensare al medico che sarò tra qualche anno, io mi immagino come un medico di famiglia col proprio studio, e non in qualche reparto ospedaliero. Magari avrò pochi pazienti, ma sarò in grado di seguirli e consigliarli un po' in tutti i campi, eventualmente con la collaborazione di uno specialista più esperto di me.

Da questo punto di vista, in questo momento stavo pensando a una specializzazione e a dei reparti che mi consentano di venire a contatto col maggior numero di pazienti, situazioni e professionisti dai quali imparare. Mi piacerebbe iniziare dei tirocini al pronto soccorso, e poi frequentare un reparto di Medicina Interna. Dopo 3, 4, 5 o chissà quanti anni passati così, credo che se anche la specializzazione non me la daranno mai sarò comunque in grado di seguire i miei pazienti, e di saper indirizzare e consigliare nel modo migliore chi deciderà di affidarsi a me.

Mi piacerebbe anche continuare a fare volontariato. Questa scelta di ricominciare praticamente da zero è nata anche dal desiderio di trovare passione in quello che faccio quotidianamente, e nell'avere un lavoro che mi faccia sentire soddisfatto. Fare il medico, anche per cose banali e in situazioni lontane dal prestigio e dalla fama di certi ambienti, credo che possa comunque dare un senso alle troppe ore passate sui libri a imparare nomi, formule e nozioni.

Insomma, per tirare le conclusioni: ora come ora non posso sapere che medico sarò una volta finiti gli studi, e di cosa finirò per occuparmi. Tra l'altro potrei ancora mollare tutto e riprendere a fare l'ingegnere a tempo pieno, non ci sarebbe niente di cui stupirsi!

Quello di cui sono sicuro è che non sarò un medico importante, famoso, che lavora per chissà quali cliniche e ospedali prestigiosi, e con chissà quanti pazienti. Per tante persone, per la burocrazia universitaria e per molti colleghi sarò sempre un dottorino di serie b, che avrà sempre meno esperienza e meno qualifiche del dovuto.

Però credo anche che farò un lavoro che mi darà soddisfazione, e che sarò la persona che volevo essere. E se anche fosse soltanto questo, credo che mi accontenterei volentieri.

Simone

05/07/10

L'aggiornamento di Luglio!

Qualche parola per fare il punto della situazione su libri, blog, università e tutto il resto.

Università: entro il 20 Luglio dovrei sostenere l'esame di Biochimica (al quale verrò quasi certamente bocciato) e poi me ne andrò in vacanza. Se tutto va bene a settembre darò Microbiologia (o di nuovo Biochimica) e questo vorrà dire che - con tutti gli scongiuri del mondo - entro fine anno potrei aver terminato gli esami dei primi 2 anni di Medicina.

Due anni di esami superati in due anni di studio non suonano come una cosa tanto speciale... ma vi giuro che Anatomia (e 'sta cavolo di Biochimica) li ho trovati davvero pesanti, per cui trovarsi in pari adesso vuol dire aver fatto un bel passo avanti in un percorso che sembra ancora senza fine.

Dal prossimo anno, poi, inizierò a frequentare i reparti. Quelli coi pazienti veri. Un po' perché fa parte del tirocinio obbligatorio per tutti gli studenti, e un po' forse anche per conto mio, per imparare qualcosa di più e più in fretta. Pensavo di andare in Pronto Soccorso, magari anche come volontario della Croce Rossa e non come tirocinante, e poi di volta in volta studiarmi da solo le patologie e tutte le varie situazioni che mi capiterà di incontrare. Certo, sì: a parole è facile, poi vedremo davvero che combinerò alla fine.

In ogni caso, mi aspetto che l'ospedale sia un ambiente diverso da quello delle aule universitarie (anche se io sarò sempre nel ruolo di studente), e le cose dovrebbero farsi più interessanti: niente più solo libri, libroni e libri giganti da imparare a memoria, ma anche ambienti lavorativi con persone da conoscere e cose pratiche da saper fare.

Per cui ora si tratta di stringere i denti e studiare ancora un po' per gli esami di Luglio e Settembre. Poi, quel che deve arrivare, arriverà.

Scrittura, in negativo: a Febbraio 2010 ho spedito una decina di manoscritti a un'altrettanta decina di editori. Purtroppo, come già accaduto altre volte, gli invii sono andati a vuoto e non ho ricevuto alcuna risposta. Chiarisco che questa vuole essere solo un'informazione, e non ho intenzione né voglia (che poi vuol dire la stessa cosa) di entrare nei soliti discorsi di sempre.

Oltre a questo, sono già un paio d'anni che non lavoro su un nuovo romanzo, e sinceramente dubito che le cose cambieranno a breve termine.

Scrittura, in positivo: da quando ho iniziato a spingere un po' di più sul discorso seconda laurea, studenti anziani, medicina a trent'anni e parole chiave analoghe, il blog si è un po' risollevato. Più che altro ho ricevuto diversi commenti e varie domande da chi si trova in situazioni simili alla mia e cerca qualche consiglio, segno che - insomma - di qualcosa che non sia necessariamente scrittura per aspiranti scrittori si riesce ancora a parlare.

Cioè, per assurdo, l'impressione è che dal punto di vista comunicativo quello che scrivo funzioni e sia anche in grado di trasmettere il contenuto che avevo in mente. Credo che questo significhi che - anche se non ci crede nessuno - tutto sommato sono uno scrittore per davvero.

E qualcun altro, magari, si accontenterebbe pure.

Simone

16/06/10

Seconda laurea in Medicina: a due anni dall'inizio.

Due anni fa, all'inizio dell'Estate, avevo già preso la decisione di iscrivermi a Medicina e stavo studiando per il test di ammissione.

I primi mesi da studente recidivo sono passati così: tra corsi di preparazione, test di prova, l'ansia di non sapere con certezza se sarei entrato o meno e i tanti dubbi per quello che - eventualmente - sarebbe successo dopo.

E insomma, a due anni di distanza - e visto che mi è stato chiesto da qualche amico e da qualche visitatore del blog - forse è giusto tirare le prime somme. Vedere dove mi ha portato questa bella idea che ho avuto della seconda laurea in Medicina passati i 30 anni, e come stanno andando le cose.

Il test di ammissione è stato forse lo scoglio più grande che mi sono ritrovato davanti, quando ho deciso di riprendere a studiare. Invece infatti di un inizio graduale, si parte con un esame nel quale o entri o sei fuori, così, in una sola prova dove ti giochi tutto.

La dubbia idea comune che dentisti e medici guadagnino un sacco di soldi (diciamo che il dentista è lo stereotipo del professionista ricco per eccellenza, secondo forse solo al pizzicarolo) unita al successo di serial televisivi che propongono un modello della professione medica tanto irreale quanto affascinante, rendono queste facoltà molto affollate e la selezione abbastanza difficile.

Nel momento in cui ho deciso di iscrivermi ho fatto, come prova, uno dei test degli anni passati, e mi pare di aver preso attorno ai 20/80. Il minimo per entrare si aggirava sui 40 e rotti, e lì ho capito che avevo un problema. Un problema che insomma ho dovuto risolvere tra giugno e settembre, bruciandomi una mezza estate tra libri e corsi di preparazione. Ho fatto pure la vacanza-studio con tutti i diciottenni neo-diplomati! Un'esperienza agghiacciante, ma che - se vi trovate nelle mie stesse condizioni - vi consiglio: il corso non è che serva a molto (è più che altro un ripasso di cose che dovrete farvi da soli) ma almeno vi rinchiuderanno in un albergo per due settimane e - bene o male - qualcosa la studierete per davvero.

Comunque sia, se vi preparate in maniera adeguata, il test per entrare a Medicina a Roma è abbastanza fattibile: i posti sono tantissimi e alla fine - necessariamente - i punteggi richiesti per entrare scendono. Tra l'altro, durante la prova ci hanno diviso in base alla data di nascita, e io mi sono ritrovato in un'aula con tutti i candidati dai 30 ai 70 o non so quanti anni. Improvvisamente da vecchio studente attempato ero diventato uno dei più giovani, una situazione davvero un po' surreale.

Per chi se lo stesse chiedendo, io non ho personalmente visto alcun tipo di cose strane, mageggi o irregolarità, e la mia esperienza personale è di un'assoluta correttezza in tutto lo svolgimento della prova. Le storie che dicono su raccomandazioni e situazioni poco chiare - almeno a Roma e nell'aula dove stavo io - io non le ho viste.

Riguardo all'obbligo di frequenza, alla necessità cioè di essere presenti in aula per seguire e - soprattutto - mettere la firma sull'elenco che fanno girare volta per volta tra i banchi, posso dirvi che - come in qualsiasi altra facoltà - i corsi sono noiosi, pesanti e spesso inutili. Se poi ci aggiungete lezioni aggiuntive, laboratori, tirocini e burocratume vario da farsi firmare su un cavolo di libretto (che se te lo perdi fai prima a prendere un'altra laurea che a girarti tutti i docenti per fartelo ri-firmare) vi farete un'idea di quanto tempo bisogna impiegare solo per avere l'accesso a una prova di esame, senza cioè avere ancora aperto il libro e imparato una singola nozione.

Però non è tutto così negativo. La frequenza obbligatoria è per i 2 terzi delle presenze, per cui non è che bisogna esserci sempre (a parte per certe cose strane che ogni tanto si inventano, dove se non ci vai invece ti fanno più storie). Poi, detto senza giri di parole, non è che tutti i professori a queste firme ci stiano proprio così attenti al punto da fare una perizia calligrafica. Ci sono infine dei laboratori effettivamente bene attrezzati e alcune lezioni, dico alcune lezioni, così interessanti da ripagarti per le settecentomila ore che ti sembra di aver buttato: dopo 2 anni di Anatomia, Fisiologia e Biochimica ci hanno parlato del morbo di Parkinson, ed è stato un po' come mettere insieme i pezzi di un puzzle per capire come funziona - davvero - una malattia tanto complessa.

Molto spesso mi chiedono anche se gli esami di Medicina siano facili, difficili, medi o qualcos'altro. Venendo io da Ingegneria posso farvi un confronto solo con quel tipo di facoltà, perché ovviamente altre non ne conosco. Quello che posso dirvi è che - secondo me - a Medicina si studia di più che a Ingegneria (che già non è che sia questa facoltà dove si studia poco) ma poi gli esami si superano più facilmente.

Doversi mettere lì e ripetere anche MILLE PAGINE di roba da sapere completamente a memoria è una fatica terribile, e un esame come Anatomia, fatto di un infinito elenco di nomi e nozioni, in una facoltà come Ingegneria sarebbe inimmaginabile.

D'altro canto, a Ingegneria non è possibile che a un esame scritto ti chiedano "scrivere la formula di...". A Ingegneria le formule uno se le memorizzava nella calcolatrice (anche se in teoria le dovevi sapere a memoria) e lo scritto era fatto di una montagna di calcoli dove se sbagliavi un segno eri fottuto, e non è che bastava mettere qualche crocetta. Imparare a memoria è molto più faticoso rispetto a capire come si risolve un esercizio, ma alla fine è questione di pazienza: leggi un libro di 1000 pagine 1, 2, anche 10 volte, e a un certo punto lo sai perché il cervello funziona così. Non ci sono cose sulle quali puoi restare impantanato senza possibilità di scampo. Non ci sono dimostrazioni incomprensibili, funzioni che non si sa da dove arrivano o integrali impossibili da risolvere. Però i libri sono 4 volte più grossi, e già solo per portarseli appresso ci vuole un po' di coraggio. Insomma, tutto sommato, qualcuno si troverà meglio con un tipo di studio, e qualcuno avrà più facilità con un altro. Personalmente, e solo appunto personalmente, credo che le facoltà veramente difficili siano Matematica e Fisica, mentre sia Medicina che Ingegneria sono delle facoltà medie, con alcuni esami molto impegnativi ma che - bene o male - col giusto impegno (e un po' di fortuna) prima o poi si superano.

Poi più avanti inizierò a fare i tirocini in ospedale, e lì probabilmente le cose cambieranno un po'. Ma per ora non ne so nulla, e di più non vi so dire. Aspettate gli aggiornamenti futuri.

Qualcuno mi domanda anche se sia possibile lavorare e studiare allo stesso tempo. Io ho lasciato molto del mio vecchio lavoro, ma una parte continuo ancora a portarla avanti. Ho una situazione per cui posso decidere i tempi e i modi di quello che ho da fare, per cui posso per esempio andare a seguire la mattina e passare in ufficio il pomeriggio o vice-versa. La scrittura ne ha risentito un po' di più, visto che non ho più scritto romanzi. Ma alla fine non è che fosse un lavoro vero... o almeno credo. E poi scriverò un medical drama subito dopo la laurea.

Altre persone più grandi (poi ci arriveremo) si sono organizzate in maniera analoga. Chi riesce a spostare il lavoro tutto al pomeriggio, in genere, riesce anche a seguire (anche se poi non è detto che riesca a dare gli esami). Insomma con qualche difficoltà la cosa è fattibile. Però, se non potete permettervi di passare almeno a un part time, secondo me non riuscirete a portare avanti ogni cosa. Poi ho sentito di gente che si sveglia alle 5 di mattina per studiare, alle 8 porta i figli a scuola e poi va a lavoro: insomma, volere è potere e magari io sono solo più pigro di altri. Chiedete a loro.

Due parole, infine, sulla situazione dell'età: molti trentenni che pensano di riprendere l'università, infatti, hanno anche un po' paura di come si troveranno in mezzo a tanti ragazzi molto più giovani di loro. Alla fine, tutto sommato, studiare dopo i trent'anni è una cosa un po' strana, o almeno non comune, e certe cose invece si fanno meglio in gruppo.

Intanto, come accennato prima, Medicina è una facoltà che attira anche persone più attempate, e alla fine di 30, 40 o anche 60 enni ne troverete più d'uno. Non dico che noi vecchi siamo la maggioranza, ma un buon 10-15% del mio corso è fatto di persone alla seconda laurea o che comunque hanno deciso di iscriversi a questa facoltà molto dopo i canonici 18, 19 o 20 anni.

Poi sarà che i 20enni di oggi sono più svegli di come eravamo noi, ma con molti di loro questa differenza di età non la sento più di tanto. Inoltre l'università - e forse Medicina più di altri corsi - è comunque una situazione che definirei aggregante, e nel momento che ti trovi a dover sostenere un esame insieme ad altre persone è ovvio che tante altre differenze cadano comunque in secondo piano.

Infine cambia anche il rapporto coi professori: se a 20 anni ti sembrano tutti grandi, vecchi, cattivissimi e tutto sommato diversi, a 35 ci si trova a interagire in maniera differente. Capita di chiacchierare tranquillamente con alcuni di loro, o anche di andare in qualche locale la sera, conoscere amici di amici e scoprire che tra loro c'è un docente che prima o poi ti dovrà interrogare (e la cosa può farsi imbarazzante). Insomma questo fatto di essere più grande non è che si senta troppo, perché le occasioni di interagire con altre persone non mancano e l'età passa spesso in secondo piano. Certo, alle volte penso che quando avrò terminato avrò - forse - quarant'anni...

E certi numeri un pochino di paura la fanno.

Simone

04/06/10

Seconda laurea in medicina: arrivano gli esami estivi... ma soprattutto arriva Biochimica!

Dopo il meraviglioso periodo di tranquillità seguito all'aver superato l'esame di Anatomia, è iniziata la sessione estiva e io sono di nuovo sotto esami.

A questo "giro" mi toccano Fisiologia, Microbiologia e Biochimica, oltre a qualche rottura di palle essenzialmente burocratica del tipo: scrivi il curriculum in inglese di come sarai 5 anni dopo la laurea, se no non ti iscriviamo al terzo anno. Ma io il CV in inglese l'ho scritto dopo che di anni ne erano passati 10, e soprattutto non era la laurea che vogliono loro: mi sa che mi toccherà aggiornarlo, o dis-aggiornarlo, che forse è il termine più adatto.

Tra una settimana insomma c'è Fisiologia, che per quanto potrà dirmi sfiga ormai l'ho studiata e amen: a rileggerla e ridarla a tutti gli appelli non ci metto niente, ci sono esami molto più pesanti e noiosi di questo. Poi Microbiologia che è una palla (saranno 700 pagine di nomi di batteri tutti quasi identici, e quel quasi ovviamente è la cosa che devi ricordare) penso di tenermela per Settembre, mentre il problema vero sarà Biochimica.

Biochimica è un po' come la Meccanica Razionale di Ingegneria: prendi un insieme di argomenti che sapevi già (tipo Fisica e Analisi, o Chimica e Biologia) selezioni tutte le cose che sono allo stesso tempo difficili da ricordare e più inutili da sapere, e poi fai un esame pignolissimo dove bocciano tutti. Meno male che certi professori che c'erano a Ingegneria qui non esistono, o forse - visto che alcuni hanno la mia età - fanno solo un po' meno paura... comunque la materia è quella che è, e sarà un massacro di notti passate sui libri e fine settimana estivi chiusi in casa a studiare.

Ma c'è anche un lato positivo... e anzi due: il primo è che inizio effettivamente a capirci qualcosa. Al TG intervistano uno che dice, magari: questo farmaco è un antagonista di questa cosa che si lega su questo recettore e bla bla bla, e io capisco (più o meno) di cosa stanno parlando. Che poi da un punto di vista puramente pratico non cambia nulla (nessuno mi ha mai insegnato, per dire, a prendere nemmeno la pressione o altre cose che alla Croce Rossa fai dopo un mese) ma la sensazione di stare arrivando da qualche parte - effettivamente - c'è tutta.

Il secondo lato positivo è che, terminato questo orribile secondo anno fatto di esami di migliaia di pagine da sapere a memoria, poi dall'anno prossimo - almeno da quanto ho capito - il carico di studio si abbassa un po', e soprattutto si inizia ad andare in reparto.

La cosa di andare in ospedale, o comunque di incontrare dei pazienti non più nel ruolo di Volontario del Soccorso ma nel ruolo di Studente di Medicina, era più o meno quello che volevo quando mi sono iscritto all'università. Stare lì e fare anche le stesse cose che faccio con la CRI, solo con l'idea di imparare continuamente qualcosa e di perseguire un traguardo che può essere la laurea, diventare medico o - semplicemente - capire qualcosa di più di quello che sto facendo.

E insomma, vista così questo pare davvero l'ultimo sforzo prima del primo traguardo. Poi ci saranno altri traguardi e soprattutto altri sforzi da fare, ma tutto sommato ora c'è questo e agli altri penserò quando sarà il momento.

E ora ho già perso troppo tempo ad aggiornare il blog, per cui me ne torno a studiare.

Simone

07/04/10

Vittoria!

Dopo un devastante rush finale, con tanto di Pasqua e Pasquetta passate sui libri (ma tanto faceva un tempo schifoso) come apparirà evidente dalla foto:

1) Ho sconfitto l'esame di Anatomia.

2) Sono completamente fuso.

Per chi segue il blog perché più interessato ad argomenti universitari che ad argomenti librari se non ai semplici cavoli miei (anche se - come potete vedere - anche qui le cose spesso si confondono) magari è il caso di tranquillizzarvi. Se pensate di iscrivervi a Medicina, poi non vi toccherà studiare davvero tutta questa montagna di roba per dare un esame solo: il libro bianco è da studiare al posto di quasi tutto uno dei libri giallo/dorati, mentre il tomone gigante nero contiene solo disegni del buon caro amico Dr. Netter ai quali fare riferimento.

Poi il tutto è diviso in 2 o 3 esami separati (a seconda della vostra università). Per cui insomma non vi spaventate troppo: se po' fa'. Ma voi magari a Pasqua mangiate leggero, che poi ripetere i nervi con l'abbiocco è davvero debilitante.

Ora mi aspettano un paio di mesetti di lezioni, dopo di che a Giugno tocca a Biochimica che è l'altro mattone di quelli pesanti che tocca affrontare. Poi le cose inizieranno a farsi più tranquille... o - per lo meno - si spera.

Simone

04/04/10

Sto a studià...

Scusate la carenza di aggiornamenti, ma almeno fino a Mercoledì sono sotto esami e non riesco a concentrarmi troppo sul blog e sulla scrittura in generale.

Vi vorrei parlare di un altro turno in ambulanza che è stato decisamente inquietante, poi magari (a modo mio) della pillola abortiva, di queste elezioni, di come - l'avrete notato - non ho più tanta intenzione di parlare di editoria e autori emergenti, di quando ho visto una donna senza il reggipetto e altre cose incredibili che capitano solo a me.

Però davvero sono argomenti che richiedono un po' di tempo tra elaborazione, stesura e correzioni finali, per cui aspetto di avere un po' più di calma.

Comunque sia, questo post era anche una scusa per farvi gli auguri di buona Pasqua. Lo so che ormai è domenica sera e che praticamente me ne ero scordato e che tanto valeva che lasciassi perdere... il fatto è che, davvero, stavo a studià. O a magnà, se proprio alla scusa dello studio non ci credete.

Ci si risente tra qualche giorno.

Simone

26/03/10

L'università, dopo i 30 anni.

Un breve aggiornamento sui miei studi di Medicina, e una piccola riflessione che ho fatto in questi giorni:

Intanto, riguardo alla seconda laurea, oggi sono finiti i corsi e iniziano le "vacanze" pasquali. Vacanze l'ho messo tra virgolette perché tra lo studio e tutta la roba che ho da sistemare in ufficio e altri cavoli vari non so se e quanto riuscirò a starmene un po' tranquillo, ma comunque a lezione non mi tocca andare e se non altro è sempre una cosa in meno di cui preoccuparmi.

Tra una decina di giorni ho l'appello di Anatomia 3, e se andrà bene mi sarò tolto un macigno che ho (letteralmente) sulla testa ormai da prima delle vacanze di Natale. Sinceramente non sono tanto convinto di un esito positivo, perché le cose da ripetere sono tante e il tempo è quello che è, ma comunque tutto sommato mi pare di proseguire abbastanza bene e da qui a Settembre mi aspetto di dare la maggior parte degli esami del secondo anno... in tempo in tempo per iniziare con quelli del terzo.

Ora che vi ho aggiornato sulla mia situazione, parliamo un attimo in generale: in questi quasi due anni da quando ho iniziato a parlare dei miei studi, ho ricevuto un sacco di contatti, commenti e domande da persone che - come me - hanno deciso o stanno valutando l'idea di iscriversi all'università anche dopo l'età considerata "giusta" per questo genere di cose.

Sinceramente non me lo aspettavo, ma ho scoperto che ci sono tantissimi ventenni che hanno perso qualche anno, trentenni e anche gente molto più grande di me che fanno la scelta di rimettersi a studiare, e cercano online o tra chi conoscono eventuali esperienze e consigli da poter seguire.

Solo per fare un esempio, il post con cui annunciavo la mia iscrizione a Medicina sul vecchio blog è uno dei più letti tra tutti quelli che ho scritto, e se ve lo sfogliate un pochino vedrete che ci sono tantissimi commenti da parte di persone che hanno visto nella mia personale esperienza qualcosa che potrebbe coinvolgerli, spronarli o comunque dargli qualche spunto in più per prendere una decisione che, forse, non è facilissima.

A tutte queste persone, e a chi arriverà dopo magari direttamente qui, vorrei solo dire che in fin dei conti il difficile sta tutto nel cominciare, nel dire "sì ok ci provo" e nel cercare un certo equilibrio con cui iniziare. Poi dopo si tratta semplicemente di tenere un po' a bada tutte le cose, e si può scoprire come nel mio caso che tutto sommato la cosa sembra fattibile, oppure come invece è successo a qualche amico che ci sono priorità più importanti e che forse, tutto sommato, conviene lasciar perdere.

Quello che sto cercando di dire è che se siete un po' più attempati del dovuto ma sentite il desiderio di studiare qualcosa di nuovo non siete per niente "strani" o fuori di testa, come potreste pensare. Alla fine la vita moderna è un po' diversa da quella che facevano i nostri genitori. Ci sono più stimoli, si vive più a lungo e si può scoprire solo dopo un certo punto di avere certi interessi che prima ignoravamo. In questi due anni ho incontrato decine di persone, anche più grandi di me, che si sono rimesse sui libri avendo anche un lavoro e una famiglia di cui occuparsi. Tutto sommato insomma è una cosa normale e anche abbastanza comune, e la mia esperienza è solo una delle tante.

Insomma, semplicemente: se ci state pensando non fatevi tutte le pippe mentali che mi sono fatto io, e non vedetela come chissà che cosa. Magari ci proverete e andrà male, magari andrà bene o ancora potrebbe andare che ancora non si sa, come nel mio caso. La cosa di cui sono certo è che la mia vita di oggi è molto più serena e soddisfatta di quella che facevo 2 anni fa, continuamente a chiedermi se fosse ora di provare a diventare quello che volevo essere oppure no. E ripeto che ancora non so come andrà a finire, ma ora come ora se si trattasse di ricominciare da capo non ci penserei due volte.

Tutto qui, insomma. Era solo una riflessione che volevo lasciarvi, sperando che sia proprio quello che qualcuno cercava e che serva magari a chiarirgli qualche dubbio. Poi come sempre sono a disposizione con l'email e con i commenti, se volete chiedermi dell'altro.

Il post di cui vi parlavo, con tanti interventi di altri studenti "anziani" come me, lo trovate qui.

E ora vado a studiare Anatomia, che sto davvero inguaiato ^^.

Simone

01/03/10

La mia seconda laurea in medicina: secondo anno, secondo semestre.

Breve aggiornamento universitario, sperando di fare contenti quelli che sono interessati più alla mia (eventuale) carriera medica che a una mia (eventuale) carriera nell'editoria. Se poi siete interessati a entrambe, anche meglio.

Come avrete capito già dal titolo (che poteva essere un aggiornamento sufficiente già da sé), oggi sono ricominciate le lezioni. Adesso posso dire a tutti quelli che incontro di essere al secondo semestre del secondo anno della mia seconda laurea. Se lo avessi saputo prima mi sarei iscritto alla seconda università di Roma... e invece, purtroppo, sono solo alla prima e il giochino di parole non funziona per niente. Peccato.

In questo semestre ho lezione tutte le mattine (più o meno) dalle nove all'una. Che non è male, visto che 4 ore sono solo 2 materie mentre in genere quella davvero pesante è la terza. Il fatto è che il semestre è bello lungo (3 mesi pieni) e forse per questo i corsi sono più diluiti.

Gli esami che devo preparare adesso sono:

- Anatomia 3, già mezzo preparato a febbraio (ma non ho avuto il coraggio di presentarmi) e con un appello che si terrà ad Aprile. Se lo passo ho finito le anatomie, e sarò uno dei pochi esseri umani ad avere una conoscenza universitaria che abbraccia tanto la scienza delle costruzioni quanto il sistema nervoso. Il fatto poi che probabilmente non mi servirà a una minchia è una questione secondaria, che al momento non mi interessa discutere...

- Biochimica 2, che dovrebbe essere l'esame più difficile di medicina. O quasi.

- Fisiologia 2 e Microbiologia, che non promettono particolari difficoltà. Ma è da vedere come sarà il corso.

- Metodologia 4 che non so nemmeno di che parla, ma sono poche ore per cui sarà tranquillo. Speriamo.

- E poi c'è pure inglese. Buffo come io abbia pagato corsi costosissimi per anni per imparare le lingue, e ora che mi obbligano a seguire delle lezioni gratuite (be', non proprio) non ne abbia la minima voglia né intenzione. Ma tant'è, sono poche ore pure queste.

Per tirare qualche somma, sono abbastanza convinto di togliermi Anatomia 3 ad Aprile o (facendo le corna) a Giugno. Poi dipende: io punto a dare tutto entro settembre, perché non ci tengo a restare indietro con gli esami. Se comunque dessi almeno Biochimica mi sarei tolto i più grandi mattoni dei primi anni, e inzierei davvero a riprendere fiato.

Poi vi spiego un'altra cosa. Molti medici, se gli chiedi di farti entrare in ospedale o di insegnarti qualcosa di pratico, ti rispondono che devi prima fare Anatomia e Fisiologia perché soltanto dopo potrai effettivamente capire qualcosa delle misteriose operazioni che si compiono nei reparti.

Ovviamente questa è una boiata (tra l'altro nessuno mi ha mai detto che serviva aver dato Biochimica, visto che evidentemente non se la ricordano nemmeno loro) eppure tant'è: se faccio Anatomia e Fisiologia poi, passata l'estate, posso anche entrare in qualche reparto. Se aggiungiamo il fatto che per semplici motivi anagrafici mi scambieranno tutti per un dottore vero, anche con una certa anzianità sulle spalle, è chiaro che forse, e dico forse, passato questo semestre le cose inizieranno a farsi molto più interessanti.

I prossimi 5 mesi, invece, saranno solo corsi, esami e notti passate a studiare. Come del resto è già stato per 18 che sono passati.

Ma ormai penso di averci quasi fatto l'abitudine... ^^

Simone

31/01/10

Chi ben comincia è già a... un quarto dell'opera!

Punto della situazione che non facevo da un po':
Seconda laurea in Medicina: lo studio va bene, anzi benissimo. In questa sessione ho dato un po' di esami e sono quasi in pari. Mi manca da dare Anatomia 3 (l'ultima delle Anatomie!) che ho tra una settimana.

Non so chi di voi ha mai studiato queste cose. Comunque il sistema nervoso è composto da un insieme di milioni di nomi non necessariamente intuitivi (anzi), e questo è anche il principale motivo per l'attuale carenza di aggiornamenti del blog. A dirla tutta, ora come ora, non so ancora se riuscirò a ricordarmi qualcosa in tempo per l'esame... ma male che vada c'è un altro appello ad Aprile. Anche se vorrei sinceramente evitarmelo.

In ogni caso, tolta o meno Anatomia 3 mi trovo ad aver concluso metà del secondo anno. Che con un'ardita divisione fa un quarto dei sei anni di corso. Sinceramente speravo di dover studiare di meno, ma gli esami vanno meglio sempre di quello che prevedevo. E speriamo anche di continuare così... o magari con qualche esame anche meno impegnativo di questi che ho fatto ora, che sarebbe meglio ^^.

Io scrivo (il mio libro): ho avuto qualche dato di vendita dall'editore. Ora non mi va di scrivere proprio i numeri precisi. Diciamo che il libro non sta andando proprio benissimo (come del resto già sapevo) ma tutto sommato temevo peggio. Il fatto poi che sia un testo che in un certo senso non invecchia troppo facilmente fa comunque sperare che le vendite continuino nei prossimi mesi. Magari inventandomi qualcosa per fare un po' più di pubblicità.

Scrittura: i racconti autobiografici che metto sul blog mi pare che inizino a piacere. L'ultimo ha avuto un sacco di commenti, e a rileggermi mi sembra che piano piano stia iniziando a trovare la chiave giusta con cui raccontare certe cose. Ora metterò uno dei racconti in un mini-concorso su un forum letterario (non vi dico il nome che magari sembra brutto, ma tanto se girate un po' per la rete probabilmente l'avete già trovato) non tanto per sperare di vincere ma per ricevere un po' di commenti grazie ai quali - spero - chiarirmi ancora meglio le idee.

Editoria: ho conosciuto una persona molto gentile che realizza audiolibri, e forse riusciremo a tirare fuori un audio-ebook gratuito, o qualcosa del genere, da uno dei miei vecchi lavori. Non sarebbe male, ma vediamo come andranno le cose.

Ebook: Codice Aggiunto, il mio ultimo ebook, pur essendo passato praticamente inosservato tra blog, siti, forum, recensori e articolisti librari vari, è finito su qualche sito di Torrent che ha portato qualche centinaio di scaricamenti tutti in un colpo. Sono contento, e speriamo che arrivi anche qualche nuovo lettore!

Il romanzo famoso: il romanzo famoso che vorrei scrivere ma che non mi viene niente in mente, è sempre fermo lì alla fase di ideazione iniziale. Però in giro inizio a trovare dei temi molto più interessanti - almeno in apparenza - di quelli che affronto solitamente. Sarà che sto metabolizzando qualcosa prima di una qualche forma di folgorazione. O sarà che l'Anatomia ha distrutto il mio spirito creativo (se mai ne abbia mai posseduto uno)?

Chi lo sa? Intanto io scrivo tutto qui sul blog, per cui in caso quando arriverà la risposta sarete tra i primi a saperlo.

Simone

13/12/09

Ogni tanto aggiorno pure!

Visto? Mi stavate dando per disperso, e invece rieccomi qui con un nuovo e (be', mi sa di no) interessantissimo post.

Per chi non l'avesse notato, è un periodo che scrivo molto meno, almeno online. Ho cercato di tenere almeno 2 aggiornamenti a settimana, poi uno e infine adesso aggiorno quando mi capita, sperando di non lasciare troppi buchi tra un post e l'altro.

Il problema, semplicemente, è che quando non ho 5 minuti nemmeno per ricordarmi quello che dovevo fare (e capita di ricordarmi di essermi scordato qualcosa, ovviamente) è dura mettersi alla tastiera e tirare fuori qualcosa. Principalmente questa carenza (di calma, più che di tempo) è dovuta agli esami ormai imminentissimi e io - come sempre - ancora indietro con troppa roba che non studierò e (soprattutto) ripeterò a memoria mai in tempo.

Il 21 ho Anatomia 2 (sarebbe l'esame sulle budella e interiora in generale) e se anche dovesse andare bene poi di Anatomia 3 non so veramente un cazzo, e allora lì sì che saranno guai.

Oltre allo studio, qualche volta lavoro ancora e per di più sto per traslocare, altro motivo di infinito stress e incazzature per i mobili che non arrivano e tutto il resto.

In ultimo, come (spero) avrete notato, gli ultimi post sono piuttosto lunghi. Ho cercato di scrivere cose più curate, con un po' più di respiro rispetto a quelle che mettevo online nel vecchio blog. Alcuni dei post mi sembrano quasi dei racconti brevi, e se da un lato mi piacciono e (credo) piacciano anche a qualche lettore, dall'altro tirarne giù uno non è più una questione di pochi minuti, ma ci vogliono anche intere mezze giornate.


Per queste feste, comunque, ho qualche progetto:

- Passare Anatomia 2

- Iniziare almeno a studiare Fisiologia e quell'altro esame che devo dare ma che ora non mi ricordo qual è (andiamo bene!)

- Mettere online forse Codice Aggiunto, il romanzo che avevo pubblicato a pagamento 10 anni fa e che volevo rivedere... senza però rivederlo, che è talmente diverso da quello che scrivo adesso che ci rinuncio. Penso comunque che sia un ottimo romanzo, perché così mi hanno detto... e non solo l'editore a pagamento! ^^

- Scrivere altri post sul servizio militare, sull'università e su altri cavoli miei dai quali come sempre tirerò fuori l'ennesimo libro che nessuno avrà intenzione di pubblicarmi.

Un libro autobiografico da un autore sconosciuto pare effettivamente un mezzo suicidio... ma io penso che le cose che scrivo siano divertenti, e prima o poi troveranno anche il loro piccolo spazietto editoriale. Tra l'altro libri del genere si fanno e - in qualche caso - piacciono pure (alcune cose di Luciano De Crescenzo, tanto per citare un autore) per cui non mi sembra di essermi neppure inventato niente di particolarmente strano.

- Scrivere, forse, un altro libro di narrativa. Sarà che sono in un momento di transizione, ma non ho ancora capito se un altro mio romanzo ci sarà o meno... e anche le cose che vedo in giro in genere mi interessano poco. Comunque io vorrei anche, è che le idee che ho adesso restano davvero molto, molto confuse. Magari dovrei scrivere qualcosa e basta, senza preoccuparmi che abbia un senso logico. Che poi è una tecnica letteraria anche quella ^^.

- Rivedere questo post e mettere i grassetti. Ma invece no: non c'ho voglia e devo studiare, e lo lascio così.

E ok, va bene. Come vedete, alla fine l'ho fatto ^^.

Simone

19/11/09

Medicina, blog, scrittura, riviste, eventi, talk show, programmi TV e gli (altri) scrittori emergenti

Un rapido elenco delle ultime novità, così sapete che anche se non aggiorno troppo spesso il blog mi sto comunque tenendo impegnato:

Nuovo blog: il nuovo blog mi piace molto, perché i post che sto scrivendo sono più lunghi, più riflessivi e (spero) più interessanti di quelli che scrivevo qualche mese fa.

Probabilmente sto invecchiando anch'io, e tra un po' non scriverò altro che deprimenti commenti nostalgici su quanto fosse bella la vita quando ero giovane e tutti piagnistei del caso. Per inciso, comunque, la mia vita è stata molto più bella in questi ultimi 2-3 anni che nei 30 precedenti. Saranno i morti dissezionati di Anatomia, che mettono di buonumore.

Unico neo (parlando del blog) è che con 30-40 accessi giornalieri mi sento un po' solo soletto. Ai tempi dello scrittore emergente ne contavo quasi 300... anche se devo dire che i commenti che ricevo ora mi sembrano un po' più interessanti e non è che parlare all'infinito di scrittura sia un'attività che mi manchi poi molto.

Università: il 22 Dicembre (o giù di lì) ho la prova di Anatomia II. Manca un mese, non mi sembra di aver fatto altro nella mia vita che studiare Anatomia, e allo stesso tempo mi sembra di non ricordarmi assolutamente un cavolo di niente. Cioè, non è che mi sembra: lo so, che non mi ricordo niente. E il brutto è che dopo Anatomia 2 c'è pure la 3.

A Medicina hanno il problema, o la fissazione diciamo, di farti fare esami giganteschi con centinaia di pagine da ricordare con maniacale pignoleria. Se consideriamo poi che, per il 90%, sono cose che dimenticherai il giorno dopo superato l'esame (chiedete a un qualsiasi medico quante formule di Biochimica ricorda), potrebbero scegliere di farti studiare meno cose però magari fatte bene, con minore sforzo e miglior risultato.

E ok: poi Medicina sarebbe troppo facile e si laureerebbero tutti (cosa che tra l'altro già accade)... ma anche in questo caso a me starebbe benissimo ^^.

Scrittura: più che di scrittura, potremmo parlare di eventi letterari. Serate, programmi, show, manifestazioni... insomma, ormai sono così famoso che mi cercano tutti. O forse si è semplicemente sparsa la voce che possono farmi lavorare gratis, anche se questo vale un po' per tutti gli scrittori o anche per gli artisti in generale.

Comunque dicevo, eccovi le notità:

Qui trovate due miei ebook. Vengono dati in premio nel corso di questa trasmissione televisiva a premi, dove dovrebbe apparire regolarmente anche la pubblicità del mio lavoro. Dico dovrebbe perché io la trasmissione ancora non l'ho beccata mai (visto che tra l'altro non so nemmeno su che canale è!) vedete voi se avete più fortuna.

Ancora riguardo ai miei exploit mondani, nella veste di blogger/scrittore ho partecipato a una serata di Facetalk, un talk-show dedicato al mondo dei trentenni che si tiene in un grosso locale di Roma (il Caffè Emporio).

A questo indirizzo trovate un breve filmato della serata. Io sono al quinto minuto, e a parte che sembro uscito da una Cresima, ho un accento romano agghiacciante, non si capisce quello che dico e anzi quello che si capisce era meglio che non si capiva, direi che non è andata proprio troppo male. Magari, la prossima volta, proverò a farmi capire con dei gesti ^^.

In ultimo, sul numero 16 della Writers Magazine Italia, la rivista di scrittura della Delos trovate non uno, ma ben due articoli scritti da me (e precedentemente apparsi anche sui miei vecchi blog). Insomma, immaginate che io sia uno scrittore emergente, e mettetevi nei miei panni: mi arriva la WMI, la scarto tutto contento pensando: evvai, la rivista per imparare a scrivere e per migliorare il mio stile! La apro eccitato come non mai e... metà rivista l'ho scritta io?! Ma che caz... !?

Eh sì: alle volte, il mondo è profondamente ingiusto.

Simone

04/11/09

La morte della paura.


Laboratorio di Anatomia.

Generalmente ci fanno osservare dei vetrini al microscopio, mentre un docente commenta le immagini proiettate su dei monitor. Oggi però è diverso: uno dei professori si presenta con 2 o 3 assistenti al seguito, e inizia a passare tra i tavoli distribuendo campioni di organi interni veri e propri.

Io mi ritrovo con in mano un cuore essiccato, o plastificato o non so come hanno fatto a conservarlo. Il fatto che molti (ma non tutti) gli organi siano di maiale mi fa sperare che quello che mi ritrovo davanti al naso non sia appartenuto a un essere umano, e solo grazie a questo resisto alla tentazione di correre in bagno per dare di stomaco.

Gli assistenti si allontanano per un po', e mentre noi stiamo lì a commentare quelle che potrebbero essere valvole, atri e ventricoli (diciamo che le nostre conoscenze sono ancora piuttosto vaghe) rientrano in laboratorio portando dei contenitori trasparenti con dentro qualcosa che sembrerebbe più adatta al banco frigo del supermercato che a un'aula universitaria: sono sezioni di teste umane, estratte dalla formalina per poter essere studiate. Prive di cervello (a medicina lo chiamano encefalo) e scatola cranica, consentono di osservare in maniera chiara e distinta tutte quelle strutture anatomiche che, normalmente, si possono vedere solo all'interno di qualche tavola disegnata.

Ci dividiamo in gruppetti, e nel giro di qualche minuto un assistente viene da noi con quella roba terrificante e inizia a spiegarci cos'è e cosa stiamo vedendo. Nel far questo tocca ovviamente ossa, vasi e cartilagini.

«Qui si vede il vestibolo della bocca» commenta, tirando la mezza-lingua verso l'esterno. «Non vedete i denti perché, evidentemente, questa persona non li aveva».

La lezione continua facendo passare uno strumento (ok: temo sia un semplice pezzo di filo di ferro) all'interno di fori e cavità, mentre io guardo e non guardo con la testa che mi sembra sempre più leggera e la paura di crollare a terra senza nemmeno accorgermene.

Tra i miei compagni di corso, c'è chi dice che schifo che schifo! e si volta dall'altra parte. C'è chi ridacchia per sdrammatizzare. Chi sembra quasi che ci provi gusto (e questi un po' mi preoccupano), chi si scambia occhiate a metà tra lo sconcertato e divertito, chi dà un'occhiata veloce per poi tornare a farsi gli affari suoi, e anche chi guarda con distacco: dopo un anno e mezzo di Medicina si sente già un grande chirurgo, e certe cose non lo impressionano per niente.

«Volete toccare qualcosa anche voi?» domanda l'assistente, finita la spiegazione. «Sulla cattedra ci sono dei guanti».

Io incontro lo sguardo di una ragazza che sta davanti a me, e i nostri pensieri si dicono all'unisono: non lo tocco neanche morto. Un'altra studentessa, invece, corre a mettersi i guanti. Poi torna, e inizia a maneggiare tranquillamente quella cosa terribile che gronda formalina ed emana una puzza tremenda che non dimenticherò mai. A quel punto mi dico che, se lo tocco adesso, potrei desensibilizzarmi un po' e provare meno repulsione per queste cose. La prossima volta potrei avere un po' meno paura, e alla fine dei sei anni - magari - riuscirò addirittura a mettere le mani su una persona ancora viva.

Rimedio insomma un paio di guanti, e torno al mio posto prima che lo facciano tutti e si formi una folla.

«Sentite l'Epiglottide» dice l'assistente, toccando una parte del corpo umano su cui è effettivamente piuttosto inusuale arrivare a mettere le mani senza rimediare un pugno sul naso.

Io mi copro gli occhi con una mano. Porto avanti l'altra, allungo un dito, e sento una cosa rigida che si sposta leggermente sotto la spinta del polpastrello. Il laboratorio attorno a me sembra inclinarsi a destra e a sinistra come nei vecchi telefilm di Star Trek, e io sono abbastanza convinto di stare per svenire. Per fortuna, però, resto in piedi.

«Continuate un po' per conto vostro» conclude l'assistente. E detto questo si allontana.

Restiamo in cinque o sei studenti attorno al preparato anatomico (se lo chiamo testa umana mozzata ho paura che qualche lettore s'impressioni). Piano piano il terrore inizia ad allentarsi, e le nostre manovre si fanno più ardite. Riconosciamo il nervo ottico (ok, per quello ci voleva poco) le ossa del cranio, le cavità nasali.

«Vediamo com'è dall'altro verso?» chiedo io, in un improvviso amore per l'anatomopatologia che - vi giuro - non fa proprio parte della mia indole.

Il silenzio degli altri equivale a un sì misto a paura, repulsione e gusto per le cose orride tipico dei ventenni. Porto la mano guantata sotto alla mandibola del reperto. Lo sollevo un po', e mentre la formalina mi cola giù dai guanti, gocciolando nel contenitore, sento che pesa davvero come la testa di qualcuno. E non è una sensazione gradevole.

Alzo il preparato ancora un altro po', e tra le esclamazioni di disgusto dei miei compagni mi ritrovo faccia a faccia (ok: metà faccia) con quello che era il suo legittimo proprietario: un vecchietto piccolo, con la pelle raggrinzita, che sarà morto che avrà avuto 80 anni o - gli auguro - anche di più.

Di colpo la morte non è più un vuoto lontano e incolmabile, ma si è trasformata nel viso di quel signore. In un primo momento è uno spettacolo che fa davvero impressione, ma poi mi chiedo se questa paura che mi trasmette abbia davvero un senso, oppure no. Di certo non ha avuto paura lui di donarsi alla scienza, e di finire così tagliato, aperto, svuotato, fatto a pezzi con una sega e lasciato a mollo dentro qualche schifezza chimica. Non si è preoccupato di finire in un contenitore, ammucchiato a chissà quante altre teste di sconosciuti. Coi professori che lo lasciano in giro come se fosse niente, studenti che che ci giocano e gli fanno le foto col cellulare, e quelli come me che lo toccano da tutte le parti solo per vedere se trovano davvero il coraggio di farlo.

Ha accettato di affrontare tutto questo, solo per insegnare l'Anatomia a dei ragazzini: da un corso di più di 100 persone uscirà fuori almeno un bravo chirurgo. Magari quel bravo chirurgo farà del bene a qualcuno, e tutto sommato sarà come aver pareggiato i conti con la morte in persona.

Di certo non farò il chirurgo io, che a mettermi a tagliare la gente non ci penso nemmeno, e di sicuro non diventerò il medico più bravo del mio corso. Non so insomma se sarà valsa davvero la pena d'insegnare l'Anatomia anche a me. Però a quel punto mi sono lavato le mani, ho cambiato i guanti, e ho ripreso a studiare quel preparato, cercando davvero di capirci qualcosa.

E non ho più avuto paura.

Simone

30/09/09

Il secondo primo giorno di medicina!

E inizia anche il secondo anno di università (per chi arriva adesso, sto prendendo una seconda laurea in Medicina).

Grazie alle solite meraviglie burocratiche, in questo primo semestre ci troviamo a seguire due corsi di Anatomia accorpati, per un totale di 8 ore di lezione + laboratori ed eventuali incontri aggiuntivi vari. Se nella vostra vita avete mai studiato Anatomia, avrete idea della mole insensata di roba da studiare con cui ci stanno caricando tutta in una volta. Se ignorate quello di cui sto parlando, invece, sono sinceramente contento per voi.

Se poi aggiungiamo che sto seguendo anche altri corsi che non mi fanno propriamente impazzire (mi tengo sul vago, nel caso dovesse passare a leggere qualche professore ^^) che le aulee sono lontanissime da dove parcheggio e che in certi giorni non riesco a pranzare prima delle 3, vi fate un'idea di quanto sia felice e contento di alzarmi tutte le mattine per andare a seguire... e poi in caso anche a scrivere, aggiornare il blog e magari magari pure in ufficio, nel caso che avanzi un po' di tempo.

Ma intanto ci sono, vado avanti, e spero che espletata la disumana tortura della frequenza obbligatoria gli esami si riveleranno fattibili (anche se temo che Anatomia sia impossibile) e piano piano mi ritroverò a incominciare anche il terzo anno.

E a quel punto potrò anche riprendere a lamentarmi. ^^

Simone