19/07/10

E dopo la (seconda) laurea?

Me lo chiedono spesso, e devo ammettere che tante volte me lo chiedo anch'io: ok, stai prendendo una laurea in Medicina. Fin qui, non è che ci voglia molto, a parte magari un po' d'impegno e voglia di studiare. Ma dopo?

Cioè, cosa farò dopo ri-laureato? O cosa fare, in generale, per chi come me finirà gli studi ben oltre l'età canonica nella quale ci si laurea e si inizia a lavorare.

Ammetto che è un discorso complicato, perchè non è facile avere le idee chiare prima di sapere quello che succederà in futuro, e prima soprattutto di iniziare a frequentare qualche reparto e capire che cosa mi piace davvero.

Durante la mia prima laurea - nel secolo scorso - era normale essere considerati vecchi passati i trent'anni, e rischiare di avere grosse difficoltà lavorative. In effetti, a dire la nuda e cruda verità, quello che ho studiato a Ingegneria non ha mai avuto alcun valore applicativo dal punto di vista del lavoro: quello che farai come ingegnere Civile (per non dire come ingegnere e basta, includendo tutti i settori) lo impari dopo la laurea, e generalmente di corsa e da solo, perché ti serve per il lavoro che stai facendo in quel determinato momento.

Non che la laurea in Ingegneria non serva. Ti dà l'impostazione della quale hai bisogno per fare determinate cose, ma poi a 30 anni se non hai mai lavorato in un dato settore allora di quel settore non saprai nulla di nulla, perchè l'università è quasi esclusivamente teorica oppure si occupa di progetti ambiziosi e raffinati che, nella realtà, non capitano mai.

Medicina, invece, è un po' differente. I tirocini in ospedale iniziano dal terzo anno, per cui se vuoi e se ti impegni (perchè secondo me puoi limitarti a frequentare e a stare lì, senza sforzarti di imparare nulla) alla fine bene o male qualcosa la saprai fare per davvero.

Ancora, tra laurea e specializzazione non mi stupirei di incontrare gente di 40 anni che deve dare ancora chissà quanti esami. Voglio dire, potrebbero semplicemente prendermi per uno molto fuori corso, piuttosto che per qualcuno che c'ha pensato troppo tardi. Anche se, sinceramente, non so quale delle due cose mi convenga meno.

Il discorso specializzazione, invece, è un po' un'incognita. Sinceramente dubito che, a quasi 40 anni e con una media non altissima, riuscirò a entrare in una delle specializzazioni più interessanti. Rischio, e anzi ne sono quasi convinto, di rimanere tagliato fuori un po' da tutto, come purtroppo rimarranno fuori in tanti anche più bravi e più giovani di me.

Sinceramente, però, mi interessa poco: se devo pensare al medico che sarò tra qualche anno, io mi immagino come un medico di famiglia col proprio studio, e non in qualche reparto ospedaliero. Magari avrò pochi pazienti, ma sarò in grado di seguirli e consigliarli un po' in tutti i campi, eventualmente con la collaborazione di uno specialista più esperto di me.

Da questo punto di vista, in questo momento stavo pensando a una specializzazione e a dei reparti che mi consentano di venire a contatto col maggior numero di pazienti, situazioni e professionisti dai quali imparare. Mi piacerebbe iniziare dei tirocini al pronto soccorso, e poi frequentare un reparto di Medicina Interna. Dopo 3, 4, 5 o chissà quanti anni passati così, credo che se anche la specializzazione non me la daranno mai sarò comunque in grado di seguire i miei pazienti, e di saper indirizzare e consigliare nel modo migliore chi deciderà di affidarsi a me.

Mi piacerebbe anche continuare a fare volontariato. Questa scelta di ricominciare praticamente da zero è nata anche dal desiderio di trovare passione in quello che faccio quotidianamente, e nell'avere un lavoro che mi faccia sentire soddisfatto. Fare il medico, anche per cose banali e in situazioni lontane dal prestigio e dalla fama di certi ambienti, credo che possa comunque dare un senso alle troppe ore passate sui libri a imparare nomi, formule e nozioni.

Insomma, per tirare le conclusioni: ora come ora non posso sapere che medico sarò una volta finiti gli studi, e di cosa finirò per occuparmi. Tra l'altro potrei ancora mollare tutto e riprendere a fare l'ingegnere a tempo pieno, non ci sarebbe niente di cui stupirsi!

Quello di cui sono sicuro è che non sarò un medico importante, famoso, che lavora per chissà quali cliniche e ospedali prestigiosi, e con chissà quanti pazienti. Per tante persone, per la burocrazia universitaria e per molti colleghi sarò sempre un dottorino di serie b, che avrà sempre meno esperienza e meno qualifiche del dovuto.

Però credo anche che farò un lavoro che mi darà soddisfazione, e che sarò la persona che volevo essere. E se anche fosse soltanto questo, credo che mi accontenterei volentieri.

Simone

15 commenti:

Erika ha detto...

E ti sembra poco? La maggior parte della gente va in crisi esistenziale perchè non sa nemmeno che cosa vuole! Le grandi ambizioni fanno venire l'ulcera e non rispecchiano mai le aspettative desiderate. E poi, ammettiamolo, avere una laurea in ingegneria e una in medicina non è già un gran bel traguardo personale? Dai che faccio il tifo per te!

Erika

Fra ha detto...

Questa scelta di ricominciare praticamente da zero è nata anche dal desiderio di trovare passione in quello che faccio quotidianamente, e nell'avere un lavoro che mi faccia sentire soddisfatto.

Ammiro, forse te l'ho detto altre volte, il coraggio che hai (avuto) nell'intraprendere questo secondo percorso... io ci penso spesso, ma non so davvero cosa mi piacerebbe fare... oltre scrivere, cosa per cui potrei anche non essere per nulla tagliata.
L'unica cosa certa è che io mio lavoro non mi dà troppe soddisfazioni, anzi...
Almeno tu sai parecchio bene cosa ti piacerebbe... sei già parecchio avanti!! :)))

Simone ha detto...

Erika: be', andiamoci piano! Intanto di lauree ce ne ho ancora solo una. Poi si vedrà! E grazie per il tifo!

Fra: be', forse è vero. Forse sapere cosa si vuole è già un primo passo. Poi c'è anche chi si illude di sapere però... ma speriamo non sia il mio/nostro caso!

Simone

Dama Arwen ha detto...

Però credo anche che farò un lavoro che mi darà soddisfazione, e che sarò la persona che volevo essere.

Questa è la cosa più importante!
Perché ti farà svegliare col sorriso (quasi :-P) ogni mattina!

Simone ha detto...

Dama: sì... quasi! ^^

Simone

Anonimo ha detto...

Per questo: "Questa scelta di ricominciare praticamente da zero è nata anche dal desiderio di trovare passione in quello che faccio quotidianamente, e nell'avere un lavoro che mi faccia sentire soddisfatto.". Questo è il motivo che mi ha spinta a riprendere gli studi e a tentare con Scienze Infermieristiche. Un tentativo andato a buon fine, come già dicevo, dopo la laurea (breve, come la chiamano molti, ma ti assicuro che il passaggio v.o./n.o., nei primi anni, è stato catastrofico... e gli esami del n.o. erano come quelli del v.o. x programma, ma dimezzati come valore... io ho dato 32 esami... 32!!!+ la laurea (senza rifiutare un voto...fossi pazza XD ) ).
Per me medicina è off limits, per questioni di età e principalmente economiche, però ho scoperto che il rapporto umano che ti concede il lavoro di infermiere è altissimo.
Quello che voglio io, esattamente: seguire i pazienti, assisterli, curare anche l'aspetto psicologico ed il disagio di trovarsi in ospedale.
Voglio un lavoro che mi faccia tornare stanca, ma felice la sera e so che uno studio ed uno monitor non mi renderebbero felice. Voglio stare in mezzo alla gente, lavorare con loro e per loro e magari tornare in Africa, ma come volontaria (ho visitato il Kenya per lavoro... quanta povertà! Quanto bisogno!!!).
Woooah! Come galoppa il pensiero.
E'normale interrogarsi su cosa si farà dopo (e, particolarmente, dopo tanti anni di formazione!), ma cosa ci riserva il futuro è sempre una sorpresa!

Mi piace il modo con cui hai preso le cose! Mi piace l'umiltà con cui parli!

Spero di avere colleghi medici (posso definirli colleghi, con grande disgusto per la maggiorparte degli appartenenti alla categoria... ma io... me ne frego XD!) che siano come te!

Ross ha detto...

Questa scelta di ricominciare praticamente da zero è nata anche dal desiderio di trovare passione in quello che faccio quotidianamente, e nell'avere un lavoro che mi faccia sentire soddisfatto

E'un pensiero forte, che anche io ho avuto.
Io mi trovo nella terra di mezzo, quella ancora del "e se lo facessi davvero?". Ho una laurea in economia, quella quadriennale, e non solo non trovo lavoro ma so già che qualsiasi lavoro sarebbe solamente un modo per portare lo stipendio a casa. Terribile, no?
Mi sono comprata il manuale per prepararmi al test d'ingresso a infermieristica, per capire se ho il cervello per farcela. Il sogno è quello di fare un lavoro in cui poter essere di aiuto, di supporto reale (fisico ed emotivo) alle persone.
Ho 31 anni, una figlia di 2 e un marito stupendo che mi supporta al di là di ogni umana comprensione :-D Ogni altra persona a cui ho accennato questo sogno mi ha guardato come fossi pazza.
Ho paura, ho paura perchè i soldi servono e anche tanto ora come ora e rimettermi a studiare significherebbe rinunciare ad uno stipendio subito per un lavoro bello fra 3 anni.
Mi piacerebbe poter parlare con Anonimo che ha commentato prima di me, che ha fatto scienze infermieristiche, perchè è difficile trovare una persona con cui scambiare questo tipo di esperienze.

Tu sei un grande, e comunque deciderò d fare, sbucherò qui a sbirciare i tuoi successi.

Simone ha detto...

Ross: credo che dovresti mettere la famiglia in primo piano. Però, se poi riesci anche a studiare, infermieristica sono "solo" 3 anni e non 6 come medicina, e da quanto vedo è una professione piuttosto richiesta per cui lavoreresti abbastanza facilmente.

Grazie per le tue parole e in bocca al lupo!

Simone

Mary ha detto...

Ho studiato biotecnologie del farmaco, larea triennale + specialistica. 110 e lode ad entrambe. In corso. lavorando e studiando. Una fatica enorme (ho sempre studiato e lavorato, e la mia vita familiare in quegli anni diciamo che non era delle più tranquille). Ma mi porto dentro una rabbia incredibile per non avere mai avuto le palle per ritentare il test d'ingresso a medicina...il mio vero sogno. Ogni estate il pensiero di ritentare quel test torna, ci ripenso sempre e anche ora, a distanza di 4 anni dalla fine della specialstica in biotecnologie, e con un contratto indeterminato in una azienda cosmetica (di questi tempi, mi dico, devo solo ritenermi molto fortunata), il dubbio ritona. Il lavoro che faccio ora l'ho intrapreso con entusiasmo all'inizio, quasi come fosse un gioco e non un vero lavoro. Propabilmente x'rappresentavaun 'rifugio felice' da una vita personale e familiare che sentivo come incasinata all'epoca e dalla quale volevo solo scappare. Era la mia oasi felice: colleghi giovani, argomenti di discussione 'leggeri', 8 ore di lavoro e poi 'mente libera fino all'indomani',ambiente dinamico che ha anche fatto emergere in me un lato 'artistico' e 'meno serioso' che oggi amo. Mi ha fatto bene questo percorso, quanto a crescita personale. Ma la medicina, la biologia, la biochimica...la scienza, mi mancano da morire. Studiare medicina è sempre stato il mio sogno, ma per paura/orgoglio etc dopo quell'anno non ho più tentato il test. La cosmetica non è scienza;fare la biotecnologa non mi interessa:la ricerca di base è troppo lontana dall'applicabilità immediata e per questo alla lunga mi stufa (senza tenere conto del fatto che si va avanti a borse di studio). Finire ad occuparmi di controllo di qualità in una farmaceutica, come hanno fatto molti miei compagni, lo trovo davvero deprimente. Fatto sta che lavorare nel cosmetico ormai non ha più molto senso per me: la speranza di trovare senso scientifico in quanto si fa in cosmetica è davvero ormai svanita. Ci ho provato...ma quando sento parlare di cellule staminali di mela che dovrebbero avere effetto in un prodotto che viene cotto in stufa a 50°C mi viene male!! Sembra che non ci sia biologia o principio attivo che tenga che abbia un utizzo sensato...tutte palle per il consumatore e tanto tanto marketing. L'anno scorso ho anche fatto l'esame di stato in biologia per riapprocciare lo studio e la serietò scientifica, per cercare anche di crearmi una 'professionalità' più definita (diciamo perchè nonsi sa mai)e non perdere l'allenamento allo studio. Sarà la mia azienda, ma a distanza di 4 anni mi sento atrofizzata e poco stimolata da questo punto di vista. E ho paura che, non solo si sia allontanata la possibilità di lavorare nel mondo medico (o con approccio similare in cosmetica), ma che stia perdendo tutto quel bagaglio di conoscenze scientifiche che mi sono sudata con la prima laurea. Insomma: prima con una facoltà sbagliata e poi con un lavoro in cosmetica, mi sto sempre di più allontanando dal mondo della medicina...Non so, sono davvero confusa...Venerdì scade la possibilità di iscriversi al test d'ingresso. La tentazione è tanta, come ogni anno. Dopo un 'raptus' (giornata lavorativa no ;-) ) mi sono comprata il libro per la preparazione al test...mah..ho tanta voglia di provare ma tanta paura. Ho 29 anni e sono economicamente autonoma da quando ne avevo 18. Per fortuna non ho affitti da pagare ma come posso pensare di stare 6 anni senza stipendio??? credete sia possibile conciliare la laurea in medicina con un lavoro, data anche la frequenza obbligatoria?
PS: Simone, ti ammiro tanto!!

Simone ha detto...

Mary: grazie per il tuo interessantissimo commento, e per la tua esperienza. Ora come ora è difficile capire o scegliere cosa fare... comunque il tempo è agli sgoccioli, per cui al tuo posto il test lo proverei tanto per vedere se entri o meno. E dopo ci pensi un po' più con calma e decidi su cosa fare.

Sicuramente 29 anni per iscriversi a medicina non sono pochissimi... ma io comunque ne avevo 32 ^^.

Simone

Anonimo ha detto...

...ti faccio i complimenti vivissimi simone (mi permetto di darti del tu) per 2 motivi fondamentali
il primo perchè hai capito che cosa vuoi e il secondo perchè hai avuto il coraggio di farlo!!!!
e poi non ti fai tutte le paranoie che si fan tutti....
come diceva un antico saggio....è molto più importante il viaggio che la meta....
Ma perchè non scrivi una tua autobiografia, con i tuoi pensieri e rflessioni!!!
saluti

rugiada di luna

Simone ha detto...

Rugiada: di paranoie me ne sono fatte più che abbastanza... ora un po' ho smesso ^^.

Per l'autobiografia, penso sempre prima o poi di raccogliere le cose che scrivo qui sul blog. Non so se verrà qualcosa di "concreto", ma ho questa idea già da un annetto.

Grazie!

Simone

pecca84 ha detto...

Ehi ciao ho letto il tuo racconto e ti ammiro per la tua scelta...io sono nella tua stessa situazione, mi sono laureato in giurisprudenza (5 anni a ciclo unico) lo scorso giugno e adesso mi sono immatricolato alla specialistica in storia, tanti mi guardano male appena mi chiedono cosa sto facendo...ma l'importante è fare quello che ti piace!! in bocca al lupo

Anonimo ha detto...

Penso che hai fatto una scelta molto bella soprattutto perchè hai avuto coraggio di metterti in gioco.
Non ho capito una cosa: dai 25 ai 30 hai fatto l'ingegnere da qualche parte?

Simone ha detto...

Dai 25 ai 33 ho fatto il libero professionista. Grazie! :)

Simone