05/04/14

L'etica dei test di ammissione.

Tra un anno, niente test: iscrizione a una facoltà a caso.
È di nuovo quel periodo dell'anno in cui si tengono i testi di ammissione per la facoltà di Medicina.

In realtà, non è proprio lo stesso periodo: per la prima volta da - credo - sempre, il test di ammissione è stato anticipato da Settembre ad Aprile.

Se questa cosa dell'anticipo può tutto sommato non essere male per chi lo aveva già provato e va a tentare per la seconda volta (credo che aspettare "solo" sei mesi invece di un anno intero sia meno opprimente), per chi si sta per diplomare adesso e deve fare gli esami di maturità immagino che sia un mezzo disastro.

Adesso se vuoi entrare a medicina devi studiare per il test durante le lezioni di scuola. Farti le prove degli anni passati invece di preparare le ultime interrogazioni, e insomma mettere in secondo piano il diploma rispetto a un futuro ma tutt'altro che assicurato accesso all'univeristà.

Così, dunque, la prova di maturità è ufficialmente e istituzionalmente un impegno minore rispetto all'iscrizione all'università. Questo è il senso etico della cosa: non mi va di starci a pensare o di farmi un'opinione, e nemmeno di decidere se sono favorevole o contrario. Sono ormai talmente lontano dagli anni del Liceo che non penso nemmeno di avere la posizione adeguata per farlo... e perciò la accetto così: iscriversi a medicina (o architettura, o quello che sia) è più importante che andare bene a scuola.

Tutto bene e tutto - come dicevo - da non prendere troppo in considerazione... se non fosse che solo lo scorso anno c'era la proposta (e poi messa in pratica grazie a migliaia di ricorsi vinti) di dare un peso enorme al contrario all'esame di maturità.

Non so se il discorso è chiaro, per cui lo ripeto: lo scorso anno c'era l'inappellabile l'idea era che, prima di tutto, un giovanotto italiano dovesse eccellere nello studio delle materie delle superiori. E poi - eventualmente e se "meritevole" (parola che detesto e mi fa venire la gastrite) - potesse incamminarsi verso l'eventuale studio di una professione attraverso l'università.

Ora, già solo un anno dopo, l'esame di maturità è solo un intralcio da mettere da parte e risolvere alla meno peggio, mentre la capacità di un giovane e il suo "merito" si misurano su quanto sia bravo a fare il pianto con i professori del liceo per convincerli a lasciargli la possibilità di chiudersi in biblioteca e provare e riprovare e riprovare tante belle domande a crocette di chimica, biologia, cultura generale e quant'altro.

Non vi sembra tutto un po' una grande accozzaglia di prese di posizione, idee, proposte e riforme tutte sostanzialmente antitetiche e contrapposte? Ma come si fa a capire dove sta il fantomatico "merito"? Cos'è giusto fare? E chi è il futuro medico "bravo" se le regole e le caratteristiche su cui avviene la selezione variano completamente di anno in anno... e anzi di 6 mesi in 6 mesi, come in questo caso?

Stesso discorso per l'ingresso in specializzazione:

Hanno fatto una sorta di incontro di ricapitolazione al ministero, e il risultato - in sintesi - è stato: bo'?! Non abbiamo ancora deciso.

A 6 mesi da quella che forse pare che potrebbe essere la data del prossimo concorso, le regole sono destinate a cambiare ancora una volta e - al momento - non si sa se e cosa e come verrà valutato del curriculum di un dottore per dargli o meno dei punti bonus che lo avvantaggino nella prova. Non si sa quanti saranno i posti, non si sa quante saranno le domande, non si sanno gli argomenti e non si sa chi e come dovrà correggere le prove.

Ma alla fine la specializzazione è poco importante: si parla di medici già laureati, e uno bravo sul serio (e non secondo i canoni universitari) una volta sfuggito alle briglie della burocrazia italica troverà certamente un posto che lo accetti, e qualcosa di importante da fare.

Ma gli studenti delle superiori?

Io credo che uno che stia finendo il liceo adesso rischi di farsi l'idea che tutto il mondo in cui vive sia una gran presa per i fondelli, e che convenga semplicemente mirare subito al guadagno e a quello che conviene di più visto che - ovunque ti giri o qualunque cosa fai - è lo stesso paese in cui vivi che vuole fregarti e metterti i bastoni tra le ruote o che ti cambia le regole 3 volte in 2 concorsi, rendendoti di fatto impossibile organizzarti in anticipo.

A che è servito studiare tanto il Greco, o appassionarsi di Filosofia, o faticare su tante altre cose... se poi 2 mesi prima della prova finale l'unica cosa SENSATA da fare è mandare a fanculo tutto e concentrarsi di colpo su qualcos'altro? Serve a selezionare gli studenti più bravi ad adattarsi in fretta a una situazione stressante? Ok, ci posso stare.

Ma se fino all'anno scorso avere tutti 10 in Storia e Italiano era un vantaggio quasi indispensabile, ora d'improvviso - invece - nulla? Come lo giustifichiamo adesso che aver studiato certe materie ha tolto il tempo ad altre, e volerle ripetere bene fino alla fine ti rende sostanzialmente un pollo?

Bo'?! Oggi mi sento davvero un po' come il ministero, e la mia opinione è davvero questa: bo'.

Ogni anno arriva il periodo di questi test, e a me viene solo una gran tristezza.

Mi limito ad augurare un enorme in bocca al lupo a chi deve provarci. O ri-provarci... o ri-ri-riprovarci, ancora, per l'ennesima volta: comunque vada, siete chiaramente migliori voi del meccanismo che vi giudica. Almeno ci mettete del vostro, e la responsabilità dei vostri risultati ricade solamente su di voi.

Una minuscola soddisfazione, puramente dal punto di vista etico... ma spero che vi tiri un po' su :)

Simone

53 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Simone! Confermo tutto quello che hai detto: noi liceali siamo costretti a dar peso a un test che nell'80% dei casi non ci porterà da nessuna parte mentre nel restante 20%, beh...ci permetterà di realizzare il nostro sogno. Io non so con che criterio scelgano le modalità dei vari test, ma pretendo che le regole ora rimangano come sono per almeno un altro paio d'anni. Come forma di rispetto, verso tutti.

Simone ha detto...

Anonimo: infatti io alla fine non critico la modalità del test. Anzi, a me sta bene che venga anticipato e benissimo che non contino i voti del liceo (cosa per la quale sono anzi decisamente contrario)... ma almeno 2 concorsi simili di fila li potrebbero anche fare, tanto per darvi modo di organizzarvi! :)

Simone

Anonimo ha detto...

L'Italia è allo stremo!
Matteo

Dama Arwen ha detto...

Non c'è bisogno di queste nuove riforme per capire che il mondo della scuola superire è - ED ERA - una farsa.

Io ho un carattere dimmerda e la mia intolleranza deriva tanto da quanto brutto fu il mio periodo liceale: lasciate stare il disagio adolescenziale, ma ciò che mi ha fatto cadere le palle e avere sfiducia nella meritocrazia, fu proprio l'atteggiamento - al liceo - di studenti e professori, così lontani da me - entrambi - nel loro modo strampalato di ragionare, comportarsi, relazionarsi che mi han fatto capire che il mondo della scuola era ed è UNA MERDA.

Che se io tornassi indietro, non solo ripeterei la scelta di non fare l'università, ma probabilmente dopo la 3a media sarei andata a zappare la terra. E sarei mooolto più in pace col mondo di ora.
Perché a me la scuola ha solo insegnato cose negative. Il NON rispetto reciproco (né dei professori nei confronti degli alunni, né degli allunni tra di loro, né degli alunni nei confronti dei professori, e lì talvolta avevano ragione gli alunni…), che la meritocrazia non esiste, e altre questioni molto politiche che non voglio affrontare qui.

Quindi che dire: anche la situaizone di ora descritta da Simone è una grande cazzata, l'ennesima cazzata del mondo dello studio dell'università.

Secondo me un bel test dell'abaco dovrebbero farlo TUTTI come prima scrematura per entrare all'università.
Perché io ho letto tesi scritte SGRAMMATICATE e se non sai manco la grammatica, mi spieghi come cazzo hai fatto a diplomarti alle scuole superiori???

Anonimo ha detto...

..ottime riflessioni!....purtroppo è tutto emblematico della situazione generale del nostro paese oggi! hai detto benissimo, come si fa a credere ancora nella meritocrazia se nemmeno si capisce dove oggi la società riconosce il merito!!...è pazzesco!! secondo me per fronteggiare questo sistema malato un giovane deve avere davvero una grande tranquillità famigliare alle spalle, altrimenti rischia di perdere la bussola! ...ti chiedi se questo meccanismo forse "serve a selezionare gli studenti più bravi ad adattarsi in fretta a una situazione stressante?"....se è questo il principio è un bello schifo! + che adattarsi a una situazione stressante si tratta di adattarsi a una società assurda e contradditoria, cioè adattarsi a qualcosa di eticamente sbagliato...il che dovrebbe essere un demerito + che un merito! allora il nostro sistema vuole dei giovani pronti a adattarsi all'immoralità??! ...non dovrebbero essere questi i principi da richiedere ai giovani, bisognerebbe dare loro delle solide basi e delle linee guida affidabili alle quali aggrapparsi per gestire le situazioni stressanti! .. oltre che degli esempi e degli stimoli a credere in certi principi ...spero solo che con gli anni questo mondo si ripulisca un po'..e purtroppo bisogna riporre la speranza nella politica, che davvero ne ispira poca ultimanente! Cecilia

Marta ha detto...

E' un argomento difficile. Sto commentando perché ho letto il post e sono quasi totalmente d'accordo, ad eccezione della parte sugli specializzandi.

Se l'esame fosse stato ad aprile quando io ho fatto l'ammissione, non avrei fatto medicina, per il semplice fatto che per me la scelta è stata difficile. Avevo anche altre idee in testa.

Quando, a gennaio di quest'anno, sono andata a fare orientamento nelle ultime classi del mio vecchio liceo, più o meno metà dei ragazzi non sapeva che scegliere. Ho sempre portato avanti l'idea che uno debba scegliere per passione. Ma quando mi hanno chiesto se poi, professionalmente, una volta laureati, troveranno un posto in specialità; quando mi hanno chiesto rassicurazioni sul futuro…ero in forte imbarazzo.
La verità è che non c'è posto per tutti, che la scelta non è meritocratica, che i tentativi di renderla per lo meno equa (vedi la riforma) saranno fallimentari, almeno fintanto che non si cerchi di livellare le varie università, di trovare degli standard. Come faccio, in coscienza, a dire loro di andare tranquilli, di impegnarsi, di avere passione, quando poi il vero impegno non viene conteggiato? Come può un sistema essere meritocratico e non tenere in considerazione quello che fai in reparto, come lo fai, cosa pubblichi e come, come ti formi e, insomma, che medico stai diventando? Come fai a dire "sì, scegliete medicina", quando poi arrivi a casa la sera e cominci a informarti sulle pratiche per abilitarti e specializzarti all'estero?
Io non so se uno studente delle superiori "rischi di farsi l'idea che tutto il mondo in cui vive sia una gran presa per i fondelli". Ma, se questa è la sua percezione, non mi sento di dire che sia poi così lontana dalla realtà dei fatti.

Nimbus ha detto...

Ed ecco che arriva il post di attualità per acchiappare visite ;)

Qualche commento:

- hai detto "A che è servito studiare tanto il Greco". Mi sembra una domanda universale e non relativa ai test. Passi il latino, ma il greco serve a chi ha fatto il classico per potere dire che il classico fornisce la preparazione migliore, il metodo di studio migliore e tante menate simili, ma poi sono incapaci di fare una derivata e mezzo integrale, in genere.

- il commento di dama lo ritengo troppo personale e non universale: il liceo, fatto bene, fornisce una buona preparazione generale e soprattutto forma e stimola l'individuo. Io sono davvero soddisfatto del mio periodo liceale, per quanto io fossi persino più sociopatico di adesso, perché mi ha formato come persona.

- i test, i posti disponibili... oggi al tg di la7 intervistavano 18enni imberbi che pearlavano di ingiustizia sociale, di carenza di medici, dei sistemi francesi... beh, vadano pure in Francia. Il numero chiuso serve, dovrebbe essere ancora più contenuto (non più di 100 persone per corso, secondo me), con un 80% che va in specializzazione e i restanti per guardie o mmg. Vedendo alcuni dei miei colleghi, ho i brividi al solo pensiero che saranno responsabili della salute di qualcuno. Tra i primi 100 ci sarà stato sicuramente qualcuno che sarebbe stato più adeguato a zappe e picconi ma, scorrendo la graduatoria, la percentuale aumenta significativamente. E non venitemi a dire che sono classista.

- L'esame ad aprile può sembrare una stronzata ma permetterebbe 1) di iniziare con le lezioni in tempo, invece di ritardare come ogni anno 2) non è che magari è l'esame di maturità ad essere una stronzata inutile?

Anonimo ha detto...

ciao simone &co..l'esame d'accesso di oggi è andato male, sara' stato difficile, saràche ero tesissimo ma insomma ho cannato di brutto.
visti i miei 36 anni, e i post pessimistici sul futuro medico apparsi anche in questo tuo post, non so se disperarmi o sentirmi sollevato di non essere entrato.
per ora la delusione è grande

mario

Simone ha detto...

Dama: la scuola insegna cose negative e positive, secondo me. Alla fine tutto sommato se sei fatto in un modo non è che puoi cambiare radicalmente perché studi questo o quest'altro... la scuola al limite può portarti a fare le prime esperienze in un ambiente un po' più "protetto", e aiutarti a capire come sei fatto.

Cecilia: abituarsi alle cose sbagliate in effetti è sbagliato... ma forse è utile imparare ad accettare la realtà e a convivere con essa o almeno essere preparati. Poi certo la politica a volte sembra fare davvero poco...

Marta: in effetti è difficile dare dei consigli quando noi per primi magari abbiamo un sacco di dubbi. Io credo che se uno davvero desidera fare il dottore, ed è il suo sogno, allora deve comunque buttarsi anche senza tante garanzie o sicurezze.

Nimbus: io non sono tanto d'accordo. Se vuoi studiare medicina credo che sia giusto poterlo fare, anche allargando il numero chiuso. Poi magari se uno è incapace non dovrebbe avere accesso a posti importanti.

Qui finisce che tanti non hanno la possibilità di studiare, ma poi chissà perché non vengono comunque premiate le capacità.

E tra il latino (io ho fatto lo scientifico) e le derivate... non so sinceramente quali delle due cose mi servano di meno, ora che mi sto avvicinando alla laurea in medicina. :)

Mario: mi dispiace davvero. Certo non entrare è anche un pensiero in meno... almeno finché non decidi di ritentare il prossimo anno :)

Simone

Nimbus ha detto...

Su questo sappiamo che non troveremo mai un punto di incontro. Che la capacità non venga premiata è vero, ma questo per la mafia regnante in tutte le facoltà di medicina. Io continuo a pensare che i test siano adesso un buon primo sbarramento. Se i professori fossero tutti capaci, metterei pure uno sbarramento su materie e media al primo anno (d'altra parte in altre facoltà funziona) ma, visti alcuni imbecilli valutano gli studenti basandosi sulla capacità di ripetere le esatte parole sentite a lezione, senza alcuno spirito critico, non mi sognerei mai di dare loro tanto potere.
Io ti dico che il latino, fatto bene, mi è servito a parlare correttamente in italiano, studiare il tedesco e capire cosa voglia dire ciò che dico. Senza le derivate, potresti sognarti l'ecodoppler, ti basta? ;)
Scherzi a parte, una facoltà dove la matematica non è materia di esame e la fisica è una formalità del primo anno non può essere annoverata fra le facoltà scientifiche, ma fra quelle umanistiche e, in questo caso, è grave.

Simone ha detto...

Nimbus: ma il medico l'ecodoppler lo usa, non deve costruirlo. Se tutti dovessero fare tutto ogni facoltà sarebbe infinita... e in effetti per me Medicina è una facoltà umanistica
che usa mezzi e tecnologie derivate dalla scienza.

A ingegneria non c'erano tutte queste selezioni, ma dopo 1-2 anni la selezione avveniva da sé e tanta gente semplicemente se ne andava... non potrebbe andar bene una cosa del genere anche a medicina se fosse semplicemente strutturata in maniera diversa? Tra un po' per la storia che col nuovo concorso conta la media al contrario ci sarà una pioggia di 30 e lode a tutti gli esami dei primi anni...

Simone

Anonimo ha detto...

Concordo con Simone che non si possono studiare tutte le materie in tutte le facoltà. Non capisco davvero come la conoscenza delle derivate possa aiutare nell'esecurzione di un esame ecografico.
Nimbus è fortunato che puó permettersi di studiare medicina dopo ingegneria. Sinceramente non vedo proprio come si potrebbero inserire, all'interno della facoltà di medicina, esami di matematica e/o fisica senza allungare un già lungo percorso di studi.
Il greco fornisce un metodo di ragionamento al pari della matematica. Aiuta a migliorare le capacità linguistiche generali e fornisce una conoscenza sull'etimologia di termini d'uso comune e scientifici, oltre che una conoscenza su una civiltà su cui si basa la nostra società.

Un affezionato lettore

Simone ha detto...

Affezionato lettore/Nimbus: io non volevo dire che una materia fosse più o meno utile delle altre, ovviamente: mi riferivo al fatto che aver studiato certe cose rispetto ad altre può sembrare - per un adolescente - uno svantaggio.

La matematica a medicina si potrebbe anche inserire togliendo un po' di materie inutili. Ogni anni ci sono almeno 2-3 esami che - personalmente - si potrebbero tagliare.

Il fatto è che prima di tutto medicina è già troppo lunga così. Senza quel po' di materie "riempitivo" che si preparano in pochi giorni, al secondo anno ti troveresti con Fisica e Analisi VERE da studiare insieme a quelle di medicina... cioè insomma è come dire che medicina diventerebbe una nuova ingegneria dove si fanno anche anatomia e biochimica: per me in entrambi i casi sarebbe semplicemente troppo... e a che servirebbe studiare ingegneria, a questo punto, se medicina è solo più completa?

Poi aggiungiamo che sul serio non vedo che se ne farebbe un medico di certe nozioni: anche tra tutti i miei amici ingegneri, uno solo fa il ricercatore e fa calcoli veri, mentre io per dire usavo qualche formuletta stupida ricopiata una volta e poi utilizzata in automatico dal foglio excel che mi ero fatto.

Anche io comunque al primo anno di medicina pensavo che servisse più matematica, e magari un esame di analisi si potrebbe anche mettere al posto di statistica, fisica (che fatta così non vedo a che serva) e qualcos'altro.

La differenza tra me e Nimbus comunque credo che lui sia ancora innamorato del lavoro e della figura dell'ingegnere, mentre io non riesco ancora a credere di non essermi iscritto a medicina subito dopo la prima laurea (che comunque sono contento di avere) e di aver provato per così tanto tempo a fare un lavoro che con me non c'entra davvero minimamente un piffero :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ti posso chiedere quali siano le materie che taglieresti per inserire esami di matematica?

Affezionato lettore

Fede ha detto...

Ciao Simone!
Tempo fa ti avevo già scritto un commento sul tuo vecchio blog, e ci eravamo già scambiati qualche battuta sul fatto di provare o meno l'ammissione a medicina superata l'età post scolastica.
Ebbene, ieri a (quasi) 24 anni, ho provato il test di ammissione. E mi sa proprio che ho fatto schifo.
Devo ammettere che non ho studiato per mesi come fanno certi personaggi, ma (forse sbagliando) ci credevo veramente che ce l'avrei fatta, visto che alle simulazioni facevo buoni punteggi, la logica mi è sempre risultata piuttosto fattibile e ho cercato di farmi una cultura più o meno di base sulle altre materie. Ero anche tranquilla, non so cosa sia successo, ma non ce l'ho fatta.
Era un anno e mezzo, o forse due, che pensavo di fare questo test, solo che mi ritrovavo nella situazione in cui i miei vecchi studi erano andati troppo oltre per essere interrotti, ma troppo indietro per essere terminati in tempo per entrare in un'altra facoltà.
Come faccio ora a pensare di aspettare un altro anno per entrare (forse) in un corso di laurea che dura 6 anni e una specializzazione alla quale entrare è un terno al lotto, e probabilmente ci sarà altro tempo da perdere in mezzo? Non trovo la forza di pensare che dovrà passare tutto questo tempo, e nel frattempo devo anche finire i miei studi che ora mi fanno più schifo che mai. Non posso pensare che forse la mia carriera lavorativa inizierà oltre i 30 anni, e che la mia vita "da adulta e stipendiata" sarà in standby fino a quel momento (in cui comunque sarei solo una specializzanda) se mai arriverà, visto che c'è anche il rischio che io non porti a termine questo percorso (in quel caso ci sarà veramente da ridere, o da piangere, dipende dai punti di vista). Sono veramente demoralizzata, il mio errore probabilmente è stato quello di credere troppo nelle mie potenzialità per quanto riguarda questo cavolo di test, e ora ne pago le conseguenze.
Non so nemmeno perchè ti sto scrivendo tutto questo, forse perchè vorrei che tu mi dicessi che ne vale la pena, perchè io ora come ora non lo so più.

Grazie se mi vorrai aiutare con un tuo parere,

Fede.




Simone ha detto...

Lettore: io non metterei altre materie ma scambierei fisica con analisi.

Per il resto toglierei molte materie e taglierei gli argomenti ripetuti (non so quante volte ho fatto la tubercolosi o le malattie reumatiche, insufficienza renale mille altri argomenti) accorciando la durata del corso di laurea a 4 anni e aggiungendo magari un quinto anno di solo tirocinio.

Nimbus ha detto...

ma magari l'ecodoppler è interessante sapere perché funzioni ;) o dobbiamo essere come i radiologi che non sanno perché ottengono le immagini dalla risonanza? (e io vorrei trovare un radiologo che sappia cosa sia una fft...)
il greco ha lo stesso valore del latino, dal punto di vista del ragionamento. l'osservazione sul fatto che latino e greco siano utili quanto la matematica, la fa in genere chi ha una formazione classica e non ha mai veramente compreso la matematica. sono due lingue affascinanti, strutturate, rigorose, ma la matematica è una lingua a parte.
io lascerei fisica, modificherei radicalmente informatica e statistica, toglierei storia della medicina o altre cazzate simili per inserire matematica, distribuirei meglio i crediti (perché per da settimane gli istologi e i biologi mi stanno parlando delle stesse cose?), ingloberei pezzettini di anatomia patologica con le cliniche e non farei le patologie integrate, ma separerei i corsi integrati in singoli esami (che senso ha che se passo benissimo cardiologia, il prof di pneumologia mi manda e devo ripetere un doppio esame?). Per non parlare dei tirocini dal primo anno, magari facendo insegnare dagli infermieri a mettere un ago in vena o ad assistere un paziente, così vediamo quanti aspiranti medici desiderosi solo di fantomatici lauti guadagni scapperebbero.

Anonimo ha detto...

Certo molti radiologi non sapranno cosa sia ma che gli ingegneri sanno leggere clinicamente una RMN o una lastra? Al pari dei medici, hanno lacune e ignoranze legate al loro tipo di studi.

Pretendere che un radiologo sappia cosa sia una trasformata di fourier e che il professore di biologia ti dica cosa sia il minimo locale di una funzione mi sembra che vada ben al di là delle loro competenze. Allora, si dovrebbe andare da un professore di analisi e chiedere se la guanina si appaia con la timina o con la citosina, d'altronde il ruolo del DNA è fondamentale! Da quello di elettronica e mettergli in mano una sonda ecografica e fargli fare diagnosi!

Affezionato Lettore

Simone ha detto...

All'esame di diagnostica per immagini ti spiegheranno come funzionano la TC e la risonanza magnetica, e da qualche parte studierai pure l'ecografia. Se vuoi i dettagli progettuali e i calcoli e tutto il resto per me è compito degli ingegneri, non del dottore... e comunque su queste cose ho notato si appassionano di più gli specialisti in medicina nucleare.

Le patologie integrate erano già divise in più esami, ma la legge di non so quale recente riforma impedisce alle facoltà di avere più di tot esami... per cui l'accorpamento è dato da un problema giuridico e non da una reale volontà degli insegnanti.

In compenso l'anatomia patologica nel mio corso è già sparpagliata nelle diverse integrate come dici tu... e il tirocinio al primo anno sarebbe bello, ma tanto non succederà mai.

Se vogliamo essere pignoli, in 5 anni di ingegneria civile mi hanno portato in cantiere 1 volta... :)

Simone

Anonimo ha detto...

Nimbus: Sostieni che chi sostiene l'utilità del greco generalmente non capisce nulla di matematica. Ti invito a moderare le parole e a essere più umile.

Affezionato lettore

Simone ha detto...

Comunque concludo dicendo che se vuoi sapere tutto di tutto sei il benvenuto... cioè serve credo qualcuno talmente preparato da non avere "limiti", magari per controllare e coordinare il lavoro degli altri.

Tutto sommato la distinzione tra diversi "indirizzi" della scienza è una cosa nata con l'illuminismo, ma una volta lo scienziato era scienziato a tutto tondo e non solo specialista di un campo.

Personalmente però uno così lo vedo più nella ricerca e poco come medico. Cioè, uno che sa tutto di tutto mi pare proprio distante dall'immagine del chirurgo "capace" che per esempio mi sono fatto... semplicemente per dire non riesco a capire come potrebbe uno appassionato di calcoli e matematica e progettazione ed elettronica passare giornate nel sedere (letteralmente) della gente, drenare ascessi, tamponare emorragie o altro.

Semplicemente una persona o ha determinati interessi o non ce li ha, e certe tipologie di persone sono più tagliate per alcune cose rispetto ad altre.

Simone

Simone ha detto...

Fede: mi dispiace che il test sia andato male.

Secondo me devi solo pensare che un anno comunque passerà, e tra un anno sarai sempre la stessa persona con gli stessi desideri e le stesse ambizioni.

Insomma tra un anno comunque sarai lì a chiederti se varrà la pena riprovare il test oppure no... e credo che a questo punto l'unica cosa da fare sia aspettare un po', rifletterci un attimo, e poi decidere se te la senti di provarci ancora.

Ripeto che mi dispiace davvero, in bocca al lupo!

Simone

Fede ha detto...

Grazie Simone!

Sicuramente avrò tempo per pensarci bene. Se potessi svegliarmi domani mattina ed essere medico probabilmente sarei la persona più felice del mondo, ma è il tragitto che mi spaventa: in ogni caso io inizierei prima di quanto abbia fatto tu, ma comunque la storia non cambia di molto e 19 anni non li abbiamo più entrambi. Con questo non intendo dire che a 24 anni io sia da buttare, considerando anche il fatto che c'è gente che entra a medicina a 19 e ne esce a 30, o chi ci prova per anni e anni e alla fine entra alla mia età o giù di lì, però comunque la differenza di età, almeno io (e da quanto mi dicono parenti e amici non ce n'è motivo) la sento.
Sta di fatto che ho un sacco di dubbi e non riesco nemmeno io a capire cosa voglio fare nella vita. So solo che se fossi passata al test questo genere di paranoie non mi avrebbero nemmeno sfiorata, e questo mi fa pensare che in fondo sia quello che voglio fare veramente, e che devo solo ritentare.
Vorrei solo sapere se il gioco vale la candela, ma questo probabilmente lo capirò solo quando sarò sicura al 100% di intraprendere questa carriera.

Comunque grazie mille per l'aiuto, fa sempre piacere sentirsi dire qualcosa da chi ci è già passato... e scusa le mille paranoie!

P.S.: mi è stato detto da persone del settore che lavoro non ce n'è più nemmeno in questo campo, è una cosa reale? E inoltre, quanto è realmente difficile (e quanto tempo si perde) entrare in specializzazione?

:)






Simone ha detto...

Lavoro penso si troverà sempre, certo specializzarsi è difficilissimo. Ma da qui a 7 anni chi può sapere come andranno le cose?!

Simone

Fede ha detto...

Grazie mille!

Nimbus ha detto...

Affezionato lettore, sostengo che chi ha seguito un percorso umanistico, in genere è ostile alla matematica, in genere perché incapace di comprenderla, ma è una generalizzazione. Sai bene che tutte le gaussiane hanno le loro code e so bene che ci sono ingegneri e persino matematici che non capiscono la matematica. L'utilità del greco la sostengo pure io, finché non viene insegnato da professori terroristi nei licei. Certo, poi possiamo discutere dell'utilità del corso di laurea in lettere classiche.
Un prof di biologia, che ha studiato come minimo istituzioni I, ha il dovere di sapere cosa sia un minimo locale, così come un radiologo dovrebbe sapere cosa sia una fft, nel momento in cui mi viene a parlare di frequenze, o di decadimento, quando si riferisce a t1 e t2. L'esempio dell'analisi e del dna mi sembra poco calzante. La matematica può astrarre dalla pratica. Una scienza senza fondamenti matematici non è scienza. Al più è greco.
Ad ogni modo mi sa che c'è un'incomprensione di fondo: io mi riferisco ai radiologi che vengono a fare lezione o a quelli che fanno ricerca. Chi lavora solo in ospedale, secondo me, dovrebbe essere solo un bravo "meccanico", se chirurgo, o clinico, perché ha responsabilità diverse da chi forma o fa ricerca.

Anonimo ha detto...

Nimbus:Secondo te che tipo di ricerca fanno i radiologi? Si interessano di questioni cliniche, non di implemtare la strumentazione o software per l'acquisizione immagini. Studiano ad esempio se in un tal disturbo uno strumento diagnostico sia preferibile a un altro.

Alla facoltà di medicina si insegna a diventare medici e chirurghi, cioé come li chiami tu meccanici, non scienziati tuttologi. Chi fa ricerca o insegna si interessa di ricerca clinica o di ricerca di base: si lavora su uomini, o modelli cellulari o animali. La conoscenza della matematica é importante per la simulazione di effetti biologici di nuove molecole e per l'elaborazione statistica dei dati; in questi casi si chiede aiuto a matematici o biofisici che hanno una conoscenza approfondita.

Il concetto di scienza si basa sulla sperimentazione e sul rifiuto di idee preconcette. La matematica é fondamentale ma é sempre uno strumento.
Tuttavia, nella medicina, due più due non fa sempre quattro perché la variabilità umana é incalcolabile e spesso imprevedibile. Ecco perché è definita anche come arte.

Pretendere che un professore di biologia sappia di analisi perché ha sostenuto un esame non é molto diverso da pretendere che un professore di analisi sappia anche di biologia perché l'ha studiata al liceo. A ognuno il suo settore. Poi, ti ripeto c'è chi é fortunato come te che puó permettersi di non lavorare e acquisire conoscenze di ambiti diversi.

Affezionato lettore

Nimbus ha detto...

non vedo perché ti rode tanto che posso non lavorare e studiare (quando comunque lavoro e studio, ma ormai ti sei fatto la tua idea e sarebbe folle pensare di fartela cambiare).
mi sa che di ricerca non ne hai fatta, altrimenti sapresti che radiologi e non solo cercano ingegneri per fare ricerca un po' più seria di quella che presentano ai convegni nazionali. poi magari mi sbaglio eh, ma poi fammi sapere come credi che i radiologi (altro cardine di questa discussione) presentino i task per gli esperimenti di fmri.
infine, il minimo locale di una funzione, visto che ci siamo impuntati anche su questo, è veramente l'abc, in qualsiasi facoltà scientifica. per te non sarà essenziale, ma spero che tu sia sconvolto quanto me, se ti dico che a medicina c'è gente che non sa cosa sia un vettore (e anche i vettori servono in medicina...)
insomma, non troveremo un punto di incontro: abbiamo una visione della scienza molto diversa e probabilmente non solo della scienza =) alla prossima!

Anonimo ha detto...

Caro Nimbus,

Leggendo il tuo blog sembrava che tu avessi abbandonato il lavoro per studiare. Comunque, puoi fare quello che vuoi. Non sono affari miei.

Ti invito, come già avevo fatto in precedenti commenti, a essere più umile e moderato. Mi occupo anche di ricerca. I medici cercano anche ingegneri oltre che matematici e biofisici. Mi ero dimenticato di includerli nella lista.

Molte scoperte, tuttavia, nella medicina sono avvenute senza nessun ingegnere o matematico. Penso per esempio a Marshall e Warrenn e alle loro ricerche sull'ulcera. O altre legate alla serendipity, come la penicillina, ma dove lo spirito di osservazione ha giocato un ruolo fondamentale. E queste ricerche non sono meno serie di quelle con una grossa componente statistica o matematica. Non sono neppure meno serie le ricerche che paragonano tecniche diverse per la diagnosi o il trattamento di una data patologia

Trovo la matematica affascinante e un utile strumento, che ho coltivato per conto mio. Tuttavia, la conoscenza dell'analisi non é uno strumento fondamentale nell bagaglio di un medico che deve anzitutto fare diagnosi, e curare con terapie farmacologiche o chirurgiche, e che nel caso faccia ricerca, puó chiedere aiuto a specialisti di altro settore. Sarebbe bellissimo che i medici sapessero anche di matematica, ma perché questo avvenga a un livello appropriato si dovrebbe allungare ancora di più il corso di studi. É interessante poi notare come a livello europeo i medici italiani siano tra quelli che abbiano maggiori competenze di base nel campo bio molecolare, ma minori in quello delle abilità pratiche.

Ti invito anche a essere più umile e moderato perché mi sembra che la lista delle abilità e delle conoscenze che un docente o un medico debbano avere siano fondate sul tuo personale percorso di studi.

Come dici tu, abbiamo posizioni diverse sulla medicina, che per me é tanto scienza quanto arte, e probabilmente non solo su quello. E sarà difficile che troveremo un punto di accordo.

Chiudo qui questo discorso perché mi sembra che stiamo occupando il blog di Simone per una nostra personale discussione.

Affezionato Lettore

Nimbus ha detto...

Potevi invitarmi ad essere più umile e moderato un altro paio di volte ;) se questo si riferisce a non esprimere il mio fastidio nel constatare l'ignoranza della classe medica media, mi sa che non ci riuscirò e farai prima a non leggere i miei commenti.

Anonimo ha detto...

Per Fede:
Ciao, guarda capisco in pieno quanto tu sia amareggiata perchè anche io lo sono. Ho fatto il test a 32 anni x la prima volta l'8 aprile e anche io come te ho fatto un punteggio basso. Sono contenta però perchè almeno c'ho provato. Era tanto che sentivo di doverlo fare. Attualmente sto lavorando (ho un contratto che copre solo alcuni mesi dell'anno), e se penso che questo potrebbe rimanere "il lavoro della vita" mi sento male. Se quei tonti che stanno al ministero se la smettessero di cambiare le carte in tavola ogni anno coi bonus e cavolate varie io sono decisa a ritentare per sempre fin quando non entro. E se lo vuoi veramente devi riprovarci anche tu. Avete sentito quel tipo che in Sicilia c'ha provato a 78 anni??? Spero di non arrivare a quel punto, però lo stimo.
Purtroppo non ho potuto studiare tanto e questo mi fa rosicare da morire. Già dai prossimi giorni ricomincerò a studiare per non dimenticarmi quel pò che ho appreso e quest'estate andrò a ripetizione di chimica. A settembre valuterò se iscrivermi a biologia (mi avvantaggio un pochino per medicina) o a logopedia (per questo c'è il test), che sarebbe il mio piano B.
comunque il test di quest'anno faceva schifo, delle domande erano troppo insidiose o impostate male. La domanda sulla sintesi proteica che avviene solitamente nei cloroplasti e nei mitocondri faceva ridere.
Vabè oramai è acqua passata.
Ti voglio scrivere questa cosa:
"sappi che tutte le strade, anche le più sole, hanno un vento che le accompagna. Che il gomitolo forse non ha voluto diventar maglione e che preferisco non imparar la rotta per ricordarmi il mare..." (Giampiero Testa)
Silvia
P.S. beato a te Simò!!! Sai, ti leggo sempre. Ciaooooo

Anonimo ha detto...

...mi ha consolato molto leggere il commento di Dama Arwen ...anch'io ho vissuto l'esperienza della scuola superiore in modo molto sofferto...a parte qualche eccezione, tra i compagni la competizione andava ben oltre i livelli in cui si può ritenere sana (anche considerando la circostanza...stare in classe insieme dovrebbe anche significare vivere insieme) e questa situazione era aizzata da genitori e insegnanti...molto importante era per un alunno se i genitori erano bravi a allacciare relazioni giuste con gli insegnanti....questi spesso erano di un certo orientamento politico e dimostrarsi del loro stesso orientamento era un'arma vincente (certe dinamiche allora non le coglievo...ho imparato a capirle dopo, con gli anni...quanto ero ingenua!) In classe avevamo il figlio del preside che aveva un trattamento vergognosamente privilegiato e nonostante ciò non si faceva problemi a trattare gli altri come intellettualmente inferiori...a meno che se lo si facesse amico e si entrasse nelle sue grazie.... la sofferenza provocatami da questa situazione ha fatto sì che nella mia famiglia io fossi considerata come una persona con delle difficoltà psicologiche...idea che bene o male è rimasta, dato che tutte le difficoltà successive da me incontrate e legate al fatto che è un mondo di merda venivano ricondotte a questo giudizio che una volta affibiatomi non mi è stato + tolto! ...se tornassi indietro farei un istituto tecnico (dove la gente è + alla buona) e non un liceo classico dove la gente è spesso particolarmente altezzosa e odiosa! Cecilia

Simone ha detto...

Silvia: mi spiace che sia andata male. Secondo me invece di studiare per 1 anno (assurdo) ti conviene una preparazione più mirata e concentrata iniziando 3-4 mesi prima. Ora magari prova una seconda scelta, come dicevi, e non concentrarti più sul test che finisce che ti stressi troppo!

Non penso che dovrai aspettare i 78 anni per entrare, in bocca al lupo! :)

Cecilia: io trovo che la scuola e in particolare il liceo avesse il limite di forzare 20-30 persone completamente diverse dentro una stanzetta dove contano 3-4 doti e vengono accantonate tutte le altre e senza la possibilità di andarsene e gestirsi per conto proprio.

Immagino che per alcune persone come te e Dana sia un periodo difficile da superare... ma il mondo purtroppo è pieno di posti dove o ti adatti oppure sei fregato, purtroppo.

Simone

Anonimo ha detto...

...proprio così Simone, con l'aggravante che a quell'età la scuola è praticamente tutto il tuo mondo e si fa fatica a difendersi dalle situazioni negative col distacco necessario...e che spesso i professori incentivano situazioni negative (favoritismi o eccessiva competizione) e un adolescente non se ne fa una ragione se gli hanno insegnato a vederli solo come dei modelli...x fortuna è acqua passata! ciao e in bocca al lupo per la tua prossima laurea! Cecilia

Paolo da Verona ha detto...

Ciao,
io sono uno studente di quarta (ITIS , purtroppo) e vorrei iniziare gia da ora a studiare/ripassare la chimica e biologia. La seconda ho preso il salomon per farla, per la prima mi consigli qualcosa (anche di difficile..) in particolare?
Io pensavo di iniziare a studiare ora e puntare molto sull'estate, poi 3-4 mesi prima di fare un ripasso grande e di fare quiz dell'alphatest a manetta . secondo te è un buon metodo??

Simone ha detto...

Secondo me 1 anno di studio è anche troppo, rischi di stancarti a un certo punto e magari studiare meno proprio alla fine quando è più importante. Io ho studiato tutto sui libri per i test. Alphatest ed editest. Fatti tanti test degli scorsi anni!

Simone

Anonimo ha detto...

Che la selezione ci voglia, purtroppo, è una realtà da accettare. Siamo tanti (63'002 quest'anno) e non potrebbero avviarci tutti. O forse sì, e selezionarci dopo... ma in questo caso l'ecatombe sarebbe soltanto rimandata. Ho provato a studiare medicina in un sistema che selezionava dopo, e fidatevi: trovarsi, dopo un anno di clausura monastica a fare del proprio meglio, a fare un esame del quale la sufficienza (il 18) si trova al 75% circa, non è bello. Perché poi quell'esame lo puoi rifare al massimo un'altra volta, altrimenti sei fuori da medicina. In tutto il Paese. E vuol dire che su cento domande ne devi fare giuste almeno 75 per essere sicuro di passare...

Per cui una selezione preventiva credo proprio sia necessaria. E lo dice uno che per questa selezione ci ha perso un anno (per fortuna sono riuscito ad impiegarlo bene, condividendo la preparazione al test con persone meravigliose conosciute alla facoltà di biologia che nel frattempo ho frequentato).

Tuttavia, la schizofrenia ministeriale ha come effetto quello di dare i nervi e soprattutto di non riporre alcuna fiducia nell'azione di gestione fatta da un organismo che dovrebbe avere in mente una linea chiara di sviluppo, dei principi solidi sui quali impostare le modalità di ammissione. [...]

Anonimo ha detto...

[...] Inoltre c'è il discorso del diritto allo studio. Come detto, la selezione è necessaria: non esistono né fisicamente ora né potenzialmente in futuro abbastanza posti di formazione (e forse, ma non lo so con certezza, nemmeno la necessità del mondo del lavoro). Ma potrebbero anche girarmi le palle se per entrare a medicina si deve sacrificare vita sociale (e ci può stare, non dev'essere sempre tutto facile), maturità (deplorevole) ed accendere un cero, ed invece per fare molte altre facoltà non bisogna passare una mezza selezione.
Se voglio fare il medico o lo psicologo, il fisioterapista o l'infermiere, devo sostenere un test che verifichi (o provi a verificare, nell'intento di chi lo crea) che io non sia una capra o che abbia attitudini mentali (nel caso del test per psicologia che ho anch'esso sostenuto) sufficienti ad intraprendere il corso di studi con profitto, ma se voglio studiare filosofia o storia nessuno si preoccupa di chi io sia, di cosa già sappia,...

Quindi quello che alla base non funziona nel meccanismo di ammissione secondo me è che questo test è uno strumento tecnico che deve garantire il quieto vivere ad ateneo, ministero ed ordini professionali, e quella che serva a testare le nostre capacità e ad ammettere soltanto i meritevoli è una scusa. Perché se volessimo davvero ammettere i meritevoli dovremmo preoccuparci non del bonus maturità e di altre americanate (se la maturità è identica e di eguale difficoltà in tutta Italia, allora ne possiamo parlare), ma di fare seri ed estesi colloqui di ammissione, come ad esempio fanno in altre nazioni od in altre formazioni. Oltre al test, certo, che può essere magari modificato od aggiornato (chiedono cose assurde, alle volte).

Prima di iscrivermi a medicina ho voluto andare a vedere cosa significasse fare il medico, perché nel Paese dove vivo (Svizzera) è possibile fare tirocini preliminari di durata mensile o plurimestrale in ospedale, in casa anziani, nei servizi di soccorso sanitario preospedaliero,... e quindi credo di aver più o meno iniziato ad intuire cosa ci voglia per essere un buon medico. Certo, non bisogna essere delle capre, bisogna saper studiare con umiltà, e con onestà intellettuale saper riconoscere i limiti delle proprie conoscenze e delle proprie abilità. Bisogna magari anche prendersi la batosta di una non ammissione al primo colpo (a me è servita molto), ma di certo essere dei secchioni che si imparano a memoria vagonate di nozioni per passare il test non aiuta di certo a diventare un buon medico, anzi...

E infatti, ho visto escluse persone che avrebbero fatto della propria vita professionale in medicina una cosa bellissima, ed entrare altre con capacità di empatia, ragionamento astratto e interesse scientifico pari a quello di una betoniera, con tutto il rispetto per le betoniere che fanno un gran lavoraccio.

La formazione in medicina italiana è vista, all'estero (lo so perché ci vivo, e la cosa mi ha meravigliato quando ancora non sapevo nulla dell'università italiana), come un percorso completo, profondo e pregiato, ed i possessori del titolo che si candidano per impieghi all'estero sono tenuti in buona considerazione, al pari dei laureati del Paese stesso e, soprattutto dal personale infermieristico, anche più che i laureati autoctoni.

È, quindi, alla luce di questo, veramente un peccato che esistano queste incongruenze di fondo e che la gestione dell'ammissione sia così delirante.

Complimenti per l'ottimo articolo e buon lavoro.

Un novello studente di medicina.

Simone ha detto...

Novello studente: ciao! Complimenti a te per il commento così lungo e interessante. Io ripeto sempre che se non ci fosse il numero chiuso probabilmente dopo un po' le domande sarebbero una frazione di quelle attuali. Quando ho fatto ingegneria, era una laurea che assicurava un lavoro... ma chissà perché tutto questo affollamento (che comunque c'era) era ridottissimo rispetto a quello per diventare dottore.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Grazie a te per la rapida risposta e per l'in bocca al lupo, chissà mai che ci si inconterà prima o poi in corsia!

Anonimo ha detto...

Davvero all'estero la formazione italiana dei medici viene vista cosi' bene??
quindi i medici italiani sono tra i migliori?!?

Valerio ha detto...

Per quel (poco) che ho potuto vedere in meeting internazionali i medici italiani all'estero sono molto considerati a livello di cultura, in genere credo che nella formazione manchi un po' (o parecchia) praticità, non a caso siamo forse l'unico paese al mondo dove ti puoi laureare in medicina senza aver mai messo dei punti, ma poichè è probabilmente è più facile fare pratica sul campo rispetto al contrario le basi offerte dalle ns università sono piuttosto considerate, ovviamente poi molto del reale livello raggiunto dipende dalla voglia e capacità di mettersi in gioco del singolo. Per il numero chiuso mi permetto di insistere che è assolutamente necessario, non fosse altro perchè un università seria deve programmare strutture e personale, e poi per costi.

Valerio ha detto...

"un'università".... Ho scritto in fretta e ci sono parecchi refusi, ma sull'apostrofo se bravo proprio un ignorante

Valerio ha detto...

"sembravo". Maledetto iPad

Anonimo ha detto...

Novello studente: ho letto il tuo commento e lo trovo davvero interessante! :-) Spero che leggerai il mio perche' volevo chiederti una cosa: perché pensi che la batosta di una non ammissione al primo colpo ti abbia aiutato molto?

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, innanzitutto grazie di esistere! Non immagini quanta forza mi dai con il tuo blog! Eh si mi ci vuole tanta forza perché oramai è la terza volta che provo questo maledetto test ma ancora non riesco a superarlo! Quello che volevo chiederti oggi è, ma te come ti sei preparato? Io vengo da tutt'altra facoltà e apparte qualche reminiscenza molto sfocata del liceo non ho avuto modo di studiare quella biologia e quella chimica che vengono richieste al test. Ho letto che hai frequentato un corso tipo Alpha test ma io non posso permettermelo quindi vorrei sapere che libri hai utilizzato ( se universitari, molto tecnici ecc ) e in generale come ti sei preparato. Un abbraccio, una tua ( spero, prima o poi ) futura collega.

Simone ha detto...

Collega: mi dispiace che il test sia un ostacolo così grande! Io ho studiato sui vari libri alphatest, editest eccetera. Ho fatto moltissimi test degli anni passati, e poi mi ristudiavo gli argomenti dove ero andato peggio perdendo più punti.

Il corso estivo alla fine serve a poco per cui farlo o non farlo non cambia molto per cui non preoccuparti di quello!

Simone

Rossana Panebianco ha detto...

Io faccio parte dei 65000 aspiranti camici bianchi che ad aprile oltre ad avere strappato 40€ hanno studiato tutto l'anno( anche la notte) per arrivare al loro sogno . Ho messo da parte la maturità, e non mi sono riposata un'attimo per portare avanti la mia passione! I miei compagni avevano l'ansia per la maturità, io invece l'avevo per i test di medicina ( mi prendevano per pazza , invece loro sono delle pecore ) fatto sta che dopo essermi letteralmente auto massacrata adesso mi ritrovo a far parte del 55000 che sono rimasti fuori perché 60 domande (pietose , fuori luogo , con una struttura patetica , poco chiare e non idonee alla facoltà stessa)stabiliscono la mia cultura e soprattutto sono in grado di valutare il mio futuro da medico! Adesso sono in periodo maturità e giuro che il relax mi assale . Non mi arrenderò mai , voglio diventare un chirurgo plastico e sono pronta come non mai a ritentare ! Intanto per non perdere tempo a settembre tento farmacia . Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del modello francese, ormai divenuto celebre per la bocca larga del ministro!

Cordiali saluti,da
una maturanda che ti stima!

Simone ha detto...

Rossana: ciao, mi dispiace che tu non sia entrata.

Il modello francese non è tanto chiaro. Cioè io so che la selezione si fa in base ai risultati del primo anno, ma nessuno mi ha mai spiegato esattamente come.

Io conosco il metodo "ingegneristico", dove gli esami dei primi 2 anni erano abbastanza difficili che una buona parte delle persone se ne andava per propria scelta, oppure non si iscriveva proprio.

In fin dei conti io sono contro il numero chiuso, e penso che una selezione "naturale" unita al fatto che - tolto il numero chiuso - non ci sarebbe questa ressa assurda di tutti che vogliono fare il dottore. Almeno credo :)

In bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,

Da un punto di vista storico, credo che tu stia commettendo un errore, scambiando tra loro causa ed effetto.
Il numero chiuso è stato introdotto a causa di un elevato numero di iscritti e dell'impossibilità per le strutture didattiche di offrire un'adeguata formazione. I tirocini e le attività di laboratorio sono a detta della maggior parte degli studenti di medicina poco fruttiferi perché spesso si è in troppi su un solo paziente o un solo vetrino.
Rendere i due anni di medicina più difficili mi sembra una strada poco praticabile perché si dovrebbe forse stravolgere il corso di laurea, che tra l'altro si deve adeguare ai modelli europei, con l'introduzione magari di materie che di medico-biologico abbiano poco. Anche rendendo fisica e chimica molto più dure, il risultato sarebbe quello di gente che magari impiega due anni per dare due esami.
Lettore affezionato

Simone ha detto...

Lettore affezionato: forse hai ragione. Continuo però a credere che questa richiesta enorme per facoltà come medicina che c'è adesso non sia solo espressione del desiderio (comunque diffuso) di svolgere una determinata professione, ma anche il frutto dell'idea che certi posti siano in qualche modo "privilegiati". Grazie del commento!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, ti ringrazio per la tua risposta. Forse, nel determinare un gran numero di iscritti al test di ingresso a Medicina costituisce fattore determinante il fatto che nella percezione generale il medico guadagni bene, sia una professione rispettata e al termine dei sei anni la strada sia tutta in discesa (sic!).

Lettore affezionato

Simone ha detto...

Esatto. Percezione amplificata dall'idea che sono in pochi quelli che possono iscriversi a medicina.

Simone