12/05/12

Ingegneria contro Medicina: scontro tra le facoltà.

A ingegnè, mo' te pijo e te spiezzo in due!
Quando dico che sono ingegnere e faccio medicina (che scrivo una volta minuscolo e una maiuscolo, visto che non ho ancora capito qual è la maniera giusta) in molti mi dicono cose tipo: ma chi te lo fa fare?! Ti sei scelte le peggio. Io non ce l'avrei mai fatta. Ma tu sei proprio scemo!

Scemaggine a parte (che magari non è influenzata dalla facoltà che scegli), queste due lauree hanno un po' la nomea di essere tra quelle difficili. Cioè Ingegneria e Medicina (visto?) sarebbero particolarmente impegnative, e prendersi una laurea in queste facoltà dovrebbe richiedere particolare fatica e studio e doti intellettevoli nonché molta, moltissima voglia di farsi del male.

Io penso che le facoltà più difficili siano altre: matematica, Fisica e in generale tutte le lauree dove ci sono un sacco di formule e teoremi e calcoli che vanno oltre le cose che uno può semplicemente leggere e comprendere con uno sforzo moderato. È vero che pure a Ingegneria si fa un sacco di matematica, ma io credo che anche gli ingegneri arrivino fino a un certo livello, mentre c'è tutto un mondo di calcoli e formule e teoremi insolvibili che fa parte della ricerca e che arriva al di là di quello che si utilizza poi nella pratica progettuale.

Insomma, tutta questa introduzione per dire che non penso di aver studiato cose particolarmente difficili. Certo: due lauree impegnative sono peggio di una, ma parliamo sempre di cose dove con un po' di impegno arrivano un po' tutti al contrario di certi exploit di Fisica e Geometria che - personalmente - trovo a dir poco inintellegibili.

Ma se torniamo a noi comuni mortali, la Medicina e l'Ingegneria sono delle facoltà di difficoltà media che hanno però delle caratteristiche ben precise che le rendono molto differenti... e insomma ora ve ne dico un po', nel caso foste indecisi se prendere l'una, l'altra o - come uno che conosco e che scrive un blog - tutte e due.

La quantità di studio:

A Medicina devi studiare di più. Cioè se una cosa non la sai, non la sai: i programmi d'esame sono enormi, e se non ti ricordi una nozione esclusivamente mnemonica non puoi certo arrivarci col ragionamento.

A Ingegneria il libro in genere non è proprio grande (rispetto a quelli di Medicina) e se capisci le cose in fretta non serve nemmeno ripetere tutto decine di migliaia di volte. Insomma se sei bravo e arrivi subito a certi risultati potresti studiare molto meno... ma poi molti passano tutto il tempo a studiare lo stesso perché non si sentono pronti, oppure perché ripetono gli esercizi fino a consumare il libro in attesa del giorno dell'esame.

Il tipo di studio:

A Medicina devi imparare a memoria senza pensare. È vero che i professori ti dicono che devi capire e imparare le cose col ragionamento e assimilarle, e insomma avere la mentalità da medico che sa e che capisce e che raggiunge la diagnosi... ma non è vero: all'esame chiedono nozioni mnemoniche o cose anti-intuitive che non puoi vedere a occhio nudo o comprendere realmente. Se non le hai memorizzate insomma non le saprai mai, e se ci ragioni sopra perdi pure un sacco di tempo e nemmeno ti conviene.

A Ingegneria- al contrario - dovresti "capire" le cose senza impararle a memoria. Può succedere (a me è successo) che a un esame rispondi a una domanda, ma il professore ti boccia lo stesso perché secondo lui non l'hai capita davvero, ma ricordavi solo la risposta. Il dovresti condizionale sta lì perché, nella pratica, certe cose da capire sono talmente astruse e incomprensibili che alla fine è meglio se te le impari a memoria lo stesso e poi speri che il professore non se ne accorga. Però diciamo che se parti con l'idea di memorizzare tutto stai messo male, perché poi gli esercizi non li risolverai mai.

Dal quarto anno di Ingegneria o giù di lì gli esami scritti si fanno spesso col libro, o col manuale dell'ingegnere. O comunque già dai primi anni hai una calcolatrice, e se non sei particolarmente idiota capisci pure che ci puoi scrivere qualche formula dentro da sbirciare nel caso che non te la ricordi. A Medicina invece devi memorizzare tutto sempre e senza aiuti, anche se poi il manuale ci sarebbe lo stesso e i dottori laureati lo consultano regolarmente. Sarà una facoltà che viene concessa insieme all'iscrizione all'albo...

La competività con gli altri studenti:

A Medicina c'è la psicosi che se non prendi tutti 30 poi non entri alla specializzazione e non trovi lavoro, perché i voti sono importanti e poi li guardano e poi se non ricordi una cosa sicuramente è proprio quella che ti servirà un domani e ucciderai un paziente con una terapia sbagliata. Così ci sono studenti con 29 e rotti di media e persone che rifiutano tutto quello che è al di sotto del 27.

A Ingegneria invece c'è la psicosi che se non prendi tutti 30 poi non entri alla multinazionale figa e non trovi lavoro, perché i voti sono importanti e poi se non ricordi una cosa sicuramente è proprio quella che ti servirà un domani e ucciderai mille persone con un progetto sbagliato.

La differenza è che a Medicina un voto basso non ve lo daranno mai, e se andate così così piuttosto che darvi un 23 è possibile che vi boccino. A Ingegneria invece danno tranquillamente anche i 18, mentre al contrario capita più raramente che un professore metta voti particolarmente alti per cui le medie di tutti si abbassano un po'... anche se il supersecchione con la media del 29 lo trovate lo stesso.

Gli esami:

A Medicina capita che studi tantissimo, poi però ti chiedono proprio una cosa che non ti ricordi bene e ti rovinano l'esame, mentre chi ne sa meno di te magari prende un voto alto ed entrerà sicuramente alla specializzazione al posto tuo.

A Ingegneria capita che studi tantissimo, poi però il professore impazzisce e dà uno scritto impossibile dove boccia tutti quanti. Per lo meno, nessuno ti ha fregato il posto.

La sensazione è che gli esami di Medicina richiedano uno studio maggiore per essere affrontati (perché i libri sono semplicemente molto più lunghi) ma che poi nella pratica gli esami di Ingegneria siano più stressanti da sostenere. Uno scritto di Medicina dura 45 minuti, massimo 2 ore e devi mettere delle crocette. Uno scritto di Ingegneria dura 2 ore, anche 4 o 6, e devi riempire di calcoli interi fogli protocollo.

Si potrebbe dire che, a Ingegneria, per passare un esame devi effettivamente saper fare qualcosa e a Medicina no... ma detto così suona brutto.

Le capacità acquisite:

Per quanto io non abbia ancora finito di studiare Medicina, la cosa strana è che Ingegneria parrebbe dare un tipo di preparazione più teorica con un sacco di matematica, geometria, fisica e compagnia bella. A Medicina invece studi farmaci, interventi chirurgici, patologie e altre cose realmente esistenti in un qualsiasi ospedale e chiaramente applicabili nella realtà quotidiana.

Solo che quando ho finito Ingegneria avevo almeno una mezza idea di come si impostava un progetto, sapevo andarmi a cercare le normative necessarie e anche come stampare tutto per consegnarlo a un ufficio pubblico. A Medicina invece studi la versione teorica di cose pratiche che però non vedi e certamente non pratichi tu in prima persona, e il tutto sembra fermarsi a una gran fatica di studio per poi non saper fare realmente un gran che.

D'altro canto un ingegnere neo-laureato sa una frazione delle cose che può sapere un ingegnere con diversi anni di esperienza, visto che le conoscenze ingegneristiche non è che si aggiornino tanto rapidamente. Mentre sembra paradossale, ma a causa delle continue scoperte in campo medico se un dottore di una certa età non ha pensato ad aggiornarsi regolarmente rischia - almeno per quanto riguarda gli aspetti teorici - di sapere meno cose di uno studente che, avendo sostenuto da poco un esame, ha studiato su testi nuovi e aggiornati.

Insomma è un intreccio di vari fattori, e dire chi sta messo meglio (o peggio) specie a questo punto è difficile.

Giudizio personale:

Il periodo di Ingegneria lo ricordo come una parte della mia vita di forte stress, anche se in realtà io ero uno che puntava fortemente al 18 e a studiare il minimo indispensabile. In ogni caso certi esami mi sono pesati tantissimo, e certe materie pur essendomi laureato in corso me le sono trascinate per anni, e ogni volta che andavo a provarle era una fatica enorme.

Medicina invece mi stanca di più. Perché effettivamente studio di più e non punto al 18 anche perché - vogliamo chiamarla maturità? - di fare brutta figura agli esami semplicemente mi vergogno. Esami stressanti davvero ce ne sono anche qui, ma non allo stesso livello rispetto a Ingegneria e comunque non nella stessa quantità.

Ma forse Ingegneria non mi è mai realmente piaciuta, mentre Medicina la sento più come una cosa che voglio fare davvero e con una maturità diversa. E se andiamo a pesare le due facoltà tenendo conto di questo fatto può darsi che - tutto sommato - si equivalgano.

E voi: adesso che vi ho fatto tutta questa discussione comparativa lunga e (dubito) interessante... quale delle due scegliereste?

Non stavate proprio pensando a una seconda laurea?

Simone

209 commenti:

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Eilan82 ha detto...

Guarda, tra le due facoltà, anche se non avessi avuto la passione per la medicina, avrei sicuramente scelto quest'ultima: ODIO la matematica, la fisica e la geometria, quindi qualsiasi cosa che non sia numeri inutili e problemi senza senso va più che bene! :P:P:P

Simone ha detto...

Io pensa al contrario ho sempre odiato tutto ciò che è menemonico tipo storia, geografia, anatomia, chimica organica... e però eccomi qua! :)

Simone

Anonimo ha detto...

forse a Roma non danno voti bassi a medicina.. non è così dappertutto.

Simone ha detto...

Anonimo: può darsi... beati loro, io qualche 18 l'avrei preso volentieri invece di fare gli esami coi prof super pignoli che ti fanno "eh così prendi un voto basso... è meglio che torni al prossimo appello!"

Simone

Anonimo ha detto...

Ingegneria vs Medicina!?!
Sempre e comunque Medicina!
Trovo stimolante l'aggiornamento continuo, le sfide del progresso e delle nuove scoperte..mi entusiasmano!
..e poi vogliamo parlare dell'indiscutibile e imperituro fascino della " divisa"?
;)
Ciao ciao
Simona

Simone ha detto...

Simona: visto che siamo nell'epoca dell'elettronica mi sa che sulle innovazioni l'ingegneria è andata un po' più avanti... ma la divisa in effetti è un buon punto a favore :)

Simone

Sandro Sandro ha detto...

Ciao Simone, ho letto in qualche post precedente, che da quando studi Medicina ti senti più stabile(immagino emotivamente). Mi puoi descrivere meglio ciò che provi adesso rispetto a ciò che percepivi nella tua vita da ingegnerie?

Simone ha detto...

Sandro: non è semplice da spiegare in 2 parole. Credo che facendo quello che desideravi ti senti comunque più soddisfatto. Magari ci scriverò un post.

Simone

Doctor Faustus ha detto...

Ciao Simone,
da tuo collega nello studio della medicina, condivido ogni singola riga che hai scritto! In particolare questa frase:

"A Medicina devi imparare a memoria senza pensare. È vero che i professori ti dicono che devi capire e imparare le cose col ragionamento (...) ma non è vero: all'esame chiedono nozioni mnemoniche o cose anti-intuitive"

Io, come te, odio questo studio iper-mnemonico (W mate!), per questo (considerando anche non ho mai avuto alcuna vocazione per la professione) se avessi saputo meglio cosa mi aspettava non avrei mai fatto la scelta di cui oggi mi pento...

Ho avuto modo di convivere in appartamento con un amico ingegnere nella mia esperienza fuori casa, e posso dirti che parlando tra noi avevamo messo in luce le stesse differenze che hai notato tu: studio mnemonico/ ragionato, voti inflazionati/voti bassi... e l'unico comune denominatore che avevamo individuato era la fatica!

Voglio usare questo spazio per ringraziare "Eddy" che nel post in cui hai riportato il mio intervento (http://www.simonenavarra.net/2012/04/entrare-medicina-fare-tutti-gli-esami-e.html) mi ha suggerito la specialistica in Igiene. In queste settimane mi sono informato un poco su internet e effettivamente ho potuto confermare che questa scuola prevede (anche) studi sull'economia del sistema sanitario e che apre la strada a un mestiere "amministrativo", di ufficio, e non di medico.

Io purtroppo ogni giorno (ormai ogni mese...) che passa non posso fare altro che confermare il mio pensiero: ho sbagliato. Tornando indietro nel tempo col senno del poi non lo rifarei, sceglierei economia.

Tuttavia, dopo 3 anni, non riesco a trovare il coraggio di fare questo grande salto, nonostante in questi mesi mi sia letteralmente logorato su questo pensiero. Terrò a mente di seguire quella strada che ora desidero per la prossima vita...
Per quanto riguarda questa, il suggerimento di Eddy mi ha aperto uno spiraglio, una "uscita di sicurezza" da questa facoltà! In 3 anni potrò cambiare idea nuovamente ma, per adesso, mi ha ridato un motivo per portare a termine questi anni che mi attendono. Probabilmente non ci riuscirei sapendo che il termine è un mestiere che non amo. Per questo ci tenevo in modo particolare a ringraziarlo nuovamente. Ovviamente il ringraziamento si estende anche a te che mi hai dato quello spazio, senza il quale non avrei avuto modo di confrontarmi con Eddy e gli altri che sono intervenuti in quel post! :)

Simone ha detto...

Faustus: non so se Eddy leggerà il tuo commento, magari faccio un link in uno dei prossimi post per metterlo in evidenza.

Se igiene ti piace ok, fai quello. Comunque sono altri 8 anni di studio, per cui se molli medicina e fai economia magari fai anche prima... insomma cerca di capire se ti piace davvero o se è solo una scappatoia. Comunque gli igienisti non mettono nemmeno il camice per cui che io sappia è effettivamente una professione totalmente diversa.

Se sono stato utile davvero in un momento forse difficile ne sono contento, è un po' come dare un senso a questo blog! Grazie per avermi scritto e in bocca al lupo.

Simone

Sandro Sandro ha detto...

Vale la pena continuare un percorso che non piace....la mia risposta è no. Se Economia è ciò che ti piace di più, segui la passione perchè sarà l'unica cosa che ti consentirà di andare avanti nei momenti difficili.

Eddy ha detto...

Contento di essere stato utile a qualcuno. Un in bocca al lupo a tutti per i propri, anche se spesso arzigogolati, percorsi di vita e di lavoro.

Emilio Alessio ha detto...

"A Medicina devi imparare a memoria senza pensare"

non sono molto d'accordo! ci sono esami dove serve molta memoria e basta (le anatomie...) altri dove devi usare il ragionamento! tante volte mi è capitato un esame dove il prof come prima domanda esponeva un caso clinico e tu dovevi arrivarci col ragionamento e li o hai capito i meccanismi o non ci arrivi proprio con la semplice memoria. Una cosa è chiedere la differenza tra uno scutolo ed un cunicolo da scabbia (serve la memoria) una cosa è chiedere cosa può avere un paziente con pcr così igg cosà ecg così e neutrofili cosà (serve il ragionamento)

Emilio Alessio ha detto...

una cosa che non hai considerato è il fattore umano! a fisica non passi la giornata a vedere cadaveri aperti di neonati, a tenere in mano un pezzo di utero, ad osservare il risultato di una melena, a vedere un paziente con vomito fecaloide in atto o le lesioni vaginali di una novantenne... e spero non ti capiti mai di vedere un feto arlecchino dal vivo (appena arrivi a dermatologia mi capisci!!). Poi finisci interno a qualche reparto, fai amicizia con un vecchietto troppo simpatico e lui ti muore davanti... secondo me fisica, matematica e simili sono facoltà quasi impossibili ma dal punto di vista umano sono... asettiche!

Simone ha detto...

È vero, ma durante il corso di studi solo una minoranza di studenti si trova a vedere o fare realmente qualcosa. Il 99% dei tirocini sono come delle lezioni solo col camice e la sala operatoria o una visita urologica se vuoi puoi laurearti senza vederle mai.

Almeno per noi è così io sono stato in tanti reparti ma sempre per scelta personale.

Simone

Simone ha detto...

Riguardo alla memoria non mi convinci... il ragionamento non ti serve a niente se non sai in che patologie sono aumentati i neutrofili o da che cosa derivano determinate alterazioni dell'ecg... o ancora che terapia dare e il dosaggio, i batteri responsabili e gli eventuali effetti collaterali di quello che somministri. Poi se non sai ragionare non sarai un bravo medico ma solo a semeiotica (l'esame che credo citavi) mi è parso che mi si chiedesse qualcosa di mio oltre a quello che stava sul libro.

Simone

Emilio Alessio ha detto...

"il ragionamento non ti serve a niente se non sai in che patologie sono aumentati i neutrofili..."
ma infatti io non intendevo, forse mi son spiegato male, che ci sono esami dove serve solo il ragionamento! fino al terzo anno secondo me è quasi tutta memoria con ogni tanto qualche piccolo sprazzo di ragionamento a fisica, fisiologia, fisiopatologia, ma poi dal quarto in poi oltre alla memoria devi saper ragionare! poi è ovvio che in altre facoltà che tu citavi il ragionamento è la parte più importante dell'esame, però questa tua frase:

"A Medicina devi imparare a memoria senza pensare"

non mi sembra corretta, almeno non del tutto! :)

Emilio Alessio ha detto...

poi dipende molto dal prof che hai davanti: se è un cattivo prof ti chiederà tutto a memoria e ti steccherà appena tu non ti ricordi una cosa, ma se è un bravo prof verificherà, oltre allo studio mnemonico, la capacità di ragionamento! io ho visto mettere voti bassissimi a studenti nel momento in cui il prof si accorgeva che lo studente ripeteva a pappagallo tutto il capitolo e non aveva capito nulla dei meccanismi

Emilio Alessio ha detto...

"solo una minoranza di studenti si trova a vedere o fare realmente qualcosa" su questo ti do assolutamente ragione, teoricamente dovrebbe essere lo studente a farsi avanti e girare nei reparti! ma il fattore umano esce fuori anche col semplice libro! Per esempio prendi la mia ragazza: lei ha fatto economia ed è una secchiona, ma non appena apre i miei libri di chirurgia e le capita sotto mano una figura, li richiude subito e mi dice che lei non ce l'avrebbe fatta a studiare queste materie perchè è troppo sensibile! Ora è chiaro che tutti noi siamo sensibili all'immagine di un cervello aperto, quindi non è che io riesco a vedere certe immagini perchè sono "insensibile", diciamo che col tempo (e con fatica) mi sono abituato!

Emilio Alessio ha detto...

l'ultima cosa: a parte libri con figure forti ed internato in reparti drammatici di terapia intensiva, resta una cosa chiamata freq obbligatoria, e quando si parla degli esami di anatomia, e soprattutto di anatomia patologia, non mi dire che non vi hanno fatto vedere decine di cadaveri! a medicina legale ti capita di vedere cadaveri nelle condizioni più violente che ci siano! insomma "roba forte" sei costretto a vederla comunque! spero di non essermi dilungato troppo

Simone ha detto...

Ok io ovviamente scrivo anche un po' "caricando" certe espressioni, è ovvio che un po' di ragionamento serve sempre.

Però vedila dal mio punto di vista: a Ingegneria al quarto anno ormai fai tutti gli esami col libro e manuali vari a disposizione (cioè puoi aprire i libri e cercare quello che vuoi) mentre qui sto ancora a ripetere gli aspetti microscopici delle glomerulonefriti.

Poi nella PRATICA medica anche lì ti prendi il tuo prontuario e i tuoi manuali da consultare... io parlo solo di esami.

Simone

Sunshine ha detto...

anche io vivo queste due facoltà in prima persona: medicina perchè la frequento io (devo entrare al secondo anno) e ingegneria perchè la frequenta il mio ragazzo e a volte mi fa vedere i libri da cui studia. sono la metà dei miei come spessore ma io per studiarne solo 10 pagine ci metterei un' eternità. anche se alla fine penso che una materia risulti "facile" solo se a noi interessa davvero. per tutto il resto basta solo un pò di impegno in più :)

Simone ha detto...

Sì è vero quello che ti piace è molto più facile... ma come fanno a piacere le materie di ingegneria?! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone!
Mi sono imbattuta nel tuo blog proprio perchè sono una studentessa di Medicina..che vuole fare l'ingegnere! :D Mi spiego meglio.. amo la medicina, ma ODIO tutto quello che è mnemonico e non ragionato, per cui mi trovo in grossa difficoltà a fare gli esami. Alle superiori potevo passare un pomeriggio intero a fare esercizi di geometria o matematica :D La mente mi porta a ingegneria, ma la passione forse no. Cosa ti ha spinto a intraprendere un nuovo percorso di studi dopo avere già una laurea in ingegneria? :)

Licia

Simone ha detto...

Ciao! Fare l'ingegnere non mi piaceva mentre mi sarebbe piaciuto fare il medico.

Magari non ne ho mai parlato apertamente negli ultimi anni, per cui potrei approfondire le mie motivazioni su un post.

Simone

ATNO ha detto...

Ciao Simone. Mi sono imbattuto da qualche giorno nel tuo blog, e lo trovo talmente interessante che sto cercando di recuperare (quasi) tutti i post che hai scritto fino ad ora.
Ho dato,però, la precedenza a questo rispetto ad altri. Sono uno studente di Ingegneria Chimica, e non potevo esimermi dal commentare.
Vorrei scrivere tante cose, ma, per adesso, ti chiedo solo in quale ramo di Ingegneria sei laureato, e, dato che mi pare di capire che non ti è mai piaciuta, come mai ti sei iscritto. :P
Spero che tu mi risponda, nonostante il post non è stato scritto proprio ieri.

Simone ha detto...

Atno: visto? Rispondo a tutti :)

Allora sono ingegnere Civile, e ho scelto ingegneria perché vengo da una famiglia di ingegneri e tutto sommato a 19 anni non sapevo proprio che altro fare.

Col tempo poi ha iniziato a piacermi sempre meno, tutto sommato Fisica e Matematica le preferisco ad Anatomia e Biochimica. :)

Simone

ATNO ha detto...

Posso chiederti che lavoro svolgi?

Vorrei spezzare una lancia in favore di Ingegneria. Non è vero che le materie (non tutte, almeno) sono asettiche; credo che molto dipenda anche dal professore. Io, per esempio, ho avuto professori molto bravi di matematica, fisica o chimica organica, e sono materie che mi sono piaciute molto. Inoltre, i rami di ingegneria sono molto vari. C'è Ingegneria Chimica (a cui sono iscritto, con un percorso focalizzato sull'industria alimentare), c'è Ingegneria Biomedica, Gestionale... che credo siano parecchio interessanti. E la ricerca va avanti anche in campo ingegneristico, altrochè. :D

Simone ha detto...

Ho fatto per anni isolamenti termici e prevenzione incendi, ma ora le mie mansioni in ufficio sono molto ridotte.

Simone

mary ha detto...

Ciao Simone,il tuo blog mi ha spiazzato. E' quello che ho nella testa da un pò di tempo,sono ad ingegneria aerospaziale,ma..mi trovo bene con i corsi le materie lo studio,tutto fila,ma..come si fa a capire di aver ingarrato..................................................................................................

Simone ha detto...

Mary: be' se ti piace e se è quello che vuoi fare puoi saperlo solo tu! Già il fatto di dire che va tutto bene mi pare buon segno :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, innanzitutto complimenti per il blog! Sono uno studente di quinta liceo scientifico e da qualche mese mi tormenta la domanda medicina o ingegneria? Ci sto impazzendo e più ci penso e mi informo meno mi oriento su una scelta definitiva, magari mi convinco di una cosa ma dopo appena qualche giorno torno a rivalutare l alternativa.. Ho paura di fare la scelta sbagliata, ma la realtà é che probabilmente vado bene per entrambe e quindi sto cercando di capire cosa mi piacerebbe fare di piú.. Ho una vocina nella testa che continua a dirmi "medicina, medicina!" peró confesso che detesto lo studio mnemonico, tra l altro di memoria ne ho ben poca, mentre mi stimola di piú ragionare sulle cose! D altra parte invece, lo studio di materie scientifiche come la matematica e la fisica mi attira fino ad un certo punto, ovvero finché le studio per interesse e piacere personale, quando comincio a non capirci piú niente mi entrano in odio pure quelle e vado in paranoia! Infine ho poca autostima, quindi come faró a prendermi la responsabilità per la salute dei pazienti, sarei un buon medico? Maturerà in me la forza necessaria per affrontare i famosi libri ciclopici e una passione che ancora non sento fortemente? Grazie infinite per lo spazio concessomi!

Simone ha detto...

Anonimo: insomma non ti piace studiare a memoria grossi libri, e non ti piace nemmeno fonderti il cervello su materie incomprensibili. Eppure vuoi una laurea... strano vero? È invece no: è normale che studiare ti faccia cagare, pensa più al lavoro che farai dopo e che vorresti fare piuttosto che alle inutili materie noiose che ti costringeranno a studiare... e magari la scelta sarà più facile.

Simone

Anonimo ha detto...

ciao simone. Cosa mi sai dire di ingegneria biomedica. Come è messa a livello lavorativo e cosa si fa come lavoro.

Simone ha detto...

L'ingegnere biomedico in teoria progetta apparecchi medicali, protesi eccetera. Dico in teoria perché in pratica raramente gli ingegneri si occupano di quello per cui hanno studiato. Dal punto di vista lavorativo non sono molto informato ma di ingegneri disoccupati tra i miei vecchi colleghi di studio non me ho mai conosciuti.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, sono capitato qui per caso! Sono uno studente di Medicina del terzo anno, ma ho avuto una carriera universitaria parecchio turbolenta (soprattutto emotivamente).Al primo non sapevo se scegliere Medicina o Lettere, che ho sempre amato molto, e anche il test l'ho fatto senza molta convinzione, col risultato che il primo anno l'ho passato ad arrovellarmi (e senza dare esami) Per fartela breve: nel tempo, dando i primi esami, mi sono accorto che in generale le discipline mi piacciono, così come mi piace l'idea di avere a che fare con situazioni un po' più reali, con materie concrete... ma il conflitto non si è mai del tutto tutto risolto, e io non riesco a conciliare tutte le cose che mi sembra di voler fare. Per quanto queste materie mi piacciano, continuo a sentirle come se in futuro mi precludessero tutti i miei interessi, e mi perdo nella progettualità e nel mio tentativo di conciliare (nell'ipotesi, perché poi nella fattualità faccio poco o niente)la carriera medica con le altre cose che amo. Quindi, visto che vedo che sei così gentile da rispondere davvero a tutti, vorrei chiederti consiglio. Non sono pigro, mi piace studiare, ma proprio per questo mi sembra di aver intrapreso una via irreversibile, che mi precluderà l'opportunità di coltivare i miei altri interessi, che sento con abbastanza urgenza. Per quanto ci sia l'interesse, forse la passione non è tale da spingermi a rinunciare per sempre ad altro. Mi daresti la tua opinione? Grazie mille anticipatamente!

Simone ha detto...

Ciao!

Be' alla tua età pure io avevo mille interessi e tante passioni. Non che ora ne abbia poche... ma insomma un po' le tengo a bada.

Direi che intanto devi fare una sorta di "scala" tra i vari interessi: cioè quali ti porteranno reali possibilità lavorative? Quali ti gratificano di più? Per quali è necessario un percorso di studi?

Insomma se ti piace una cosa puoi portarla avanti anche mentre studi. Se poi invece vuoi che la tua professione sia diversa da quella del medico... be', tieni i piedi per terra ma provaci: cioè lo scrittore non è un lavoro e non si può fare (io almeno non ci sono riuscito come praticamente nessuno che conosco). Il giornalista e il fotografo invece richiedono un impegno a tempo pieno che dovresti togliere allo studio...

Insomma bo', il fatto è che sei stato un po' vago. Penso che se hai idee per un altro lavoro dovresti provarci anche a discapito di medicina. Se invece hai passioni vaghe che non sai concretizzare prova a seguirle un po' mentre studi, e vai avanti così finché non capisci cosa vuoi fare davvero.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Grazie mille! Continuo a studiare, e se mi accorgo che i miei interessi altri sono un desiderio professionale reale, che ben venga un bel cambiamento :)

Buona fortuna anche a te con tutto!

Simone ha detto...

Ottimo. Grazie, e in bocca al lupo!

Lucio ha detto...

Ciao Simone ho letto il tuo post con molto interesse...io invece vorrei esporre la mia situazione tanto simile ma anche molto diversa. Innanzi tutto studio una materia del tutto diversa sia da ingegneria che medicina..Studio legge,giurisprudenza,lo so non centra nulla. Dopo qualche anno che mi iscrissi e dopo i primi esami subito capìì che quella facoltà non faceva per me. Se considerate le materie di ingegneria asettiche dovreste vedere quelle di giurisprudenza,completamente prive di vita..teoriche,mnemotiche,lunghe..fatto in più di negatività è la mancanza di interesse nel studiarle..e con ciò tutto è diventato sempre più pesante..dopo 4 anni mi venne il pallino di cambiare facoltà,io ho sempre amato le materie scientifiche,e quando stavo per farlo,sono ritornato sui miei passi,pensando comunque alla fatica fatta,al sudore buttato sugli esami che feci..oggi mi ritrovo che mi mancano 4 esami per chiudere questo maledetto percorso di studio,tortuoso...ma mi piacerebbe però studiare ingegneria..al primo anno non la scelsi non sò perchè...e me ne pento amaramente,la scelta in giurisprudenza lo ammetto però,fu solo una scelta alternativa,dato che vedendo alcuni prof del liceo tra cui uno era proprio un ingegnere,pensai che forse,se mi fossi laureato anche io in ingegneria mi sarei ritrovato ad insegnare in una scuola,cosa che a me non piacerebbe mai,ho già l'esperienza di mia madre e mia sorella che sono insegnanti...sono sempre stato molto creativo nel fare le cose,e mi è sempre piaciuta la creatività,fisica ricordo che l'amavo al liceo...ora parlo al presente,e ti dico che mi piacerebbe intraprendere degli studi,cui avrei interesse intraprenderli...tuttavia non so se in futuro realmente accadrà...studio da molto,da una vita direi,ho sempre studiato nella mia vita,ed un pò sono stufo...l'interesse c'è è vero,ma è anche molto che non prendo in mano tali materie,per cui al di là dell'interesse che ho non so quanto potrei riuscire ad andare avanti in materie che non tocco con mano da un bel pò...inoltre a me L'italia non piace,e con una laurea in legge,mi permetterebbe di restare solo in Italia,cosa diversa da una laurea scentifica

Anonimo ha detto...

Salve, sono uno studente di ingegneria chimica del terzo anno, perfettamente in corso e prossimo alla laurea. Partiamo dal presupposto che per ambedue le facoltà ci vogliono forti motivazioni, disciplina nello studio e costanza. Detto questo, preferite lavorare in una petroliera, avere la responsabilità di tanti operai che le tubazioni della raffineria siano progettate bene; vorreste lavorare per la messa in produzione di un farmaco su scala industriale, vorreste inventare, progettare, ricercare, produrre impianti che permettano di mettere in commercio sostanze/cose che prima non si potevano fare? Scegliete ingegneria chimica. Preferite invece salvare le persone, avere l'animo nobile, avere la responsabilità della salute delle persone? Scegliete medicina. Sono le motivazioni che contano veramente, se uno crede nelle cose che fa può fare qualsiasi cosa. Ovviamente credo che per ingegneria ci vogliano ottime basi di matematica, fisica, chimica, quindi diciamo che le scuole bisogna averle fatte come si deve.
giorgio

Simone ha detto...

Giorgio: ottimo ragionamento e ottimi consigli, bravo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ci vuole un commento-monito.
Sono uno studente di Ingegneria non troppo in ritardo e con una media mediocre ma non tragica. Più vado avanti più mi rendo conto che la mia vita è cacca condita di cacca e sapete perché? Perché sono pigro!!!
Se siete pigri non segnatevi a ingegneria, se siete pigri prendete in seria considerazione l'ipotesi di fare qualsiasi altra cosa. Va bene anche il coltivatore di barbabietole da zucchero biologiche ma non andate a ingegneria! Ingegneria è per gli sgobboni che godono nel fare le notti in bianco per capire come cacchio funzionano le trasformate di Fourier! Non per i coglionazzi che passerebbero giornate intere a guardare south park

Simone ha detto...

Be', se vuoi stare tutto il giorno a guardare South Park (ma che palle!) forse sarebbe dura in qualunque facoltà, non solo ingegneria! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
premetto che sono interessato esclusivamente a Medicina ...so che i primi 3 anni si studiano materie come Fisica, Biologia, Chimica...ecco ma questi esami sono molto difficli da preparare ? Perchè a me queste materie non piacciono molto mi interessa più l'Anatomia e le varie scienze chirurgiche...grazie

Simone ha detto...

Biologia non è molto difficile, diciamo medio. Fisica in teoria è facilissimo se non ti capita il prof pazzo. Chimica è semplice e biochimica è tremendo ma è come anatomia da imparare tutto a memoria per cui se fai anatomia farai pure biochimica.

In bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Il guaio è che al test ci sono proprio Biologia, Chimica e Fisica....lo potrebbero impostare in maniera diversa cavolo

Anonimo ha detto...

Mi sono imbattuta in questo post che trovo molto interessante perchè vivo anche io una situazione simile.. L'anno scorso stavo per conseguire la maturità e a tutti i costi volevo fare Medicina.. Ho fatto i test ma non li ho superati..Per mia fortuna avevo una seconda scelta che era proprio ingegneria.. mi sono quindi iscritta ad Ingegneria chimica.. ho incontrato un sacco di difficoltà.. ero abituata a raggiungere sempre ottimi risultati, qui invece è stato un po diverso.. Sono alla fine del primo anno e ho fatto quasi tutti gli esami con voti non altissimi ma medi.. Sono però molto confusa.. non so ancora cosa voglio fare veramente.. Ho paura di fare la scelta sbagliata.. Ingegneria mi piace molto poi come diceva qualcuno ingegneria chimica da un sacco di sbocchi lavorativi.. mi sono iscritta al test ma sono molto confusa.. accetto consigli!!!

Simone ha detto...

Agli esami di medicina prenderesti tutti 30... ma che prendi voti alti mica vuol dire che sei brava! :) fai quello che ti piace. Come decidere? Booo io ci ho messo tanto. Prova a visitare in reparto ospedaliero o un posto da ingegneri tipo cantiere o raffineria!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao, mi hanno fatto leggere il tuo blog e mi permetto di chiederti consiglio. Ho appena finito il liceo classico e tra poco ci saranno gli esami per le varie facoltà. Mi sono iscritt al test per medicina, ma ancora sono in dubbio se è ciò che voglio fare davvero. A me piacciono molto le lingue, quelle "classiche" diciamo così.. L'inglese, il francese o anche lo spagnolo ...Ma avevo escluso a priori di fare Lingue, poichè dopo, a mio parere, non ho molte possibilità di trovare lavoro.
Avevo considerato appunto ingegneria o medicina, anche per le possibilità lavorative del poi... Studiandole a scuola, le materie come la fisica o anche la biologia mi sono sempre piaciute.. Ma comunque mi rendo conto, avendo fatto il classico, di non averle fatte realmente "bene" (oltre che a causa dei miei professori molto scadenti..) e ora me ne sto accorgendo visto che sto studiando per i test a medicina. Molti mi dicono che "ingegneria non è altro che matematica applicata alla fisica, ci sono sì varie branche, ma alla fine quello è" ed io mi sento confusa e non so che fare..Medicina mi sembra effettivamente molto mnemonica.. Basta che ho scordato un nome e bam: si incasina tutto!
Il problema è che devo scegliere ed ho pochi giorni prima il termine per le iscrizioni scada, vorrei un consiglio sulla base di quello che ti ho detto, anche se non so se mi sono riuscita a spiegare bene..

Simone ha detto...

Direi che le differenze tra le varie facoltà le hai già abbastanza chiare. Però penso che più che al tipo di studio che ti aspetta dovresti pensare al lavoro che farai dopo: preferisci fare l'ingegnere o il dottore?! Sono professioni molto differenti, lavorare al computer o in cantiere o in ospedale... che cosa ti piace? Lo studio in sé vedilo come un momento di passaggio. E qualche lingua puoi sempre impararla studiando e viaggiando da solo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Mi permetto di suggerire all'Anonimo in dubbio tra medicina e ingegneria di scegliere la materia che più la appassiona. Non preoccuparti della componente mnemonica di medicina o delle basi di matematica e fisica per ingegneria. Nel primo caso, con la forza di volontà imparerai le nozioni che ti servono; nel secondo caso, potrai usare i mesi estivi, e magari qualche ripetizione privata, per iniziare a colmare le lacune in campo matematico-fisico. Se vieni dal liceo classico, possiedi un ottimo metodo di studio, perciò non preoccuparti di questi aspetti.
Rifletti piuttosto su quale delle due facoltà ti piaccia di più e ti offra maggiori possibilità lavorative a te gradite. Se ti piace lo studio del corpo umano e svolgere in futuro il lavoro del medico, orientati su medicina. Se ti affascina l'applicazione di leggi fisiche-matematiche alla realtà che ci circonda, fai ingegneria.
Spero di esserti stato utile.
CC

M.D. della Rocca ha detto...

Da neolaureato posso affermare che sullo studio mnemonico ha ragione Simone! Pensa che i voti piú bassi li ho avuti negli esami dove ragionavo!

A medicina invoti bassi ci sono, comunque: a saperlo la facevo a Roma, su circa 36 esami mi è capitata solo UNA volta (e dopo 3 mesi da interno) a Malattie Infettive, che il prof mi dicesse di tornare un'altra volta perchè era un peccato, che le cose le sapevo perchè mi aveva sentito due giorni prima (e allora qualcosa non va)...

Anonimo ha detto...

ciao simone! vorrei sapere un tuo parere sugli esami di analisi, algebra, fisica di ingegneria gestionale,sulle possibilità di lavoro dopo la laurea e su quali campi.
grazie.

Simone ha detto...

Anonimo: parere sugli esami?! Bo', tanti teoremi da memorizzare, e col professore "sbagliato" diventano un incubo... poi comunque io algebra non ce l'avevo nemmeno!

Possibilità di lavoro ai miei tempi direi 100% di ingegneri successivamente "impiegati". Adesso davvero non ne ho idea, immagino resti sempre una laurea spendibile.

Simone

Anonimo ha detto...

Chi vuol far medicina si rende conto a cosa va incontro ??? Vi ritrovate notte-giorno in ospedale in cui praticamente i giorni di riposo non esistono più, logorati dalle guardie..non esistono Festività comandate libere poichè le si frammentano con i colleghi. Non sono più i tempi per fare il Medico..se non sbloccano le assunzioni ed allargano il numero chiuso ! Vi fate 11 anni di università ( 6 di laurea + 5 di specialità: ben che vada altrimenti in piu' 1 o 2 anni in alte specializzazioni ) per uno stipendio iniquo ed un lavoro massacrante senza una giusta vita privata. Ascoltate i vecchi !! Che vorrebbero andarsene in pensione e lascerebbero volentieri il posto ai giovani

Simone ha detto...

Anonimo: ti sbagli di grosso! Metà dei laureati in medicina e molti specializzandi non troveranno lavoro. Per cui i turni non ci saranno proprio e le feste se le faranno felicemente a casa!!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao!
Mi trovo anch'io più o meno nella stessa situazione..
Ho fatto quest'anno la maturità e sono ancora indeciso su quale università frequentare.. Qualche giorno fa ho fatto il test di ammissione a medicina e credo che sia andato piuttosto bene; però per sicurezza sono anche già iscritto ad ingegneria aerospaziale. La graduatoria di medicina uscirà il 30 ed ora mi trovo a dover affrontare la difficile scelta: medicina o ingegneria?? Tra l'altro mio papà e mio nonno sono medici, mentre i miei zii ingegneri..
Chissà come andrà a finire! Mal che vada farò anch'io entrambe le lauree ahah
Lorenzo

Simone ha detto...

Lorenzo: be', entrambe le lauree non è una cattiva idea. :) però pensa solo a che lavoro ti piacerebbe fare (non a cosa vorresti studiare, che è diverso dal lavoro) e poi scegli. In bocca al lupo!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Perché secondo te "metà degli studenti di medicina e molti specializzandi non troveranno lavoro"?

Simone ha detto...

Era una battuta... sul fatto che i posti in specializzazione bastano per metà dei laureati.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
vorrei conoscere la tua opinione in merito alle possibilità di lavoro che si aprano per una persona che inizi a studiare ingegneria a 30-31 anni.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
Forse mi darete per pazzo....io ho 34 anni, moglie e due figli, con per finire un'azienda sulle spalle con 7 dipendenti, ma mi sarebbe sempre piaciuto fare il medico, soprattutto chirurgia plastica. Sarebbe per me un sogno, ma ormai penso sia impossibile. Questa cosa mi logora, ma piu' ci penso piu' mi sempra un'assurdita'.che consiglio mi potresti dare? Grazie mille

Anonimo ha detto...

Dopo aver studiato materie che non mi interessano e lavorato part-time, vorrei il prossimo anno, quando avrò a ventitré anni, iscrivermi a ingegneria chimica o ingegneria meccanica. Quali sono gli sbocchi? Sono buoni? Si studia tanto?

Simone ha detto...

Quanti anonimi e quante domande!!

Ingegneria si studia tanto e non è facile.

Poi lavoro si trova ma con i 'vecchi' le selezioni del personale sono un po' stronze bisogna arrangiarsi in studi provati secondo me.

Studiare lavorare con figli e una società da gestire... lo sai tu: lo trovi il tempo? Io sotto esami studio 4 6 anche 8 ore al giorno vedi se puoi organizzarti e magari prova!

Anonimo ha detto...

Ok, grazie. E' frustrante che nelle aziende siano così fissati con l'età. Chiaramente io sono di parte in questo giudizio! Ah,ah! Vorrà dire che magari mi orienterò verso un altro ramo dell'ingegneria. Leggevo la tua risposta sull'ingegneria edile, ci sono altri rami dove puoi inserirti da 'vecchio'?

Simone ha detto...

Da vecchio puoi fare tutto, ma non aspettarti che grosse società e multinazionali che vivono di marketing e di ottimizzazione delle risorse si fidino di te. Loro vogliono esperienza e già sfruttano i neolaureati giovani, non vedo una possibilità in quel senso. Nel privato piccole ditte che fanno impianti, pratiche, energia, ristrutturazioni, sicurezza sul lavoro... devi guardarti intorno e buttarti su quello che funziona in un dato momento.

Anonimo ha detto...

Grazie per la tua gentilezza e i consigli sul mondo dell'ingegneria. E, per inciso, il tuo blog è fatto davvero bene, complimenti.

Simone ha detto...

Grazie a voi che seguite e commentate. Il blog avrebbe poco senso altrimenti.

Anonimo ha detto...

Ciao sono Lorenzo, ho scritto qualche commento fa che attendevo i risultati del test di medicina anche se sono già immatricolato ad ingegneria.. Sono arrivato 450* su 70mila nella graduatoria nazionale e sono quindi entrato..
Ora devo scegliere!

Simone ha detto...

Grande Lorenzo! Qualsiasi cosa deciderai, in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

A mio avviso medicina è una facoltà decisamente inflazionata e lo è soprattutto perché tanti credono nell' assioma che fare il medico sia "bello", in quanto aiuti le persone e che quindi svolgere questa professione garantirà sicuramente grandi soddisfazioni nella vita. Non è vero, o meglio, non è detto. A parte che qualsiasi lavoro si svolga si soddisfa generalmente un bisogno di un individuo (provate a immaginare un mondo senza commercialisti, ingegneri, avvocati, o panettieri, muratori, spazzini...), non è naturalmente certo che piaccia fare il medico. Dico questo perché vedo sempre più ragazzi tentare il test di medicina senza considerare che quella del medico è una strada molto dura, che richiede svariati anni di studio anche pesante e diversi anni di pratica durante la specializzazione. Tra l' altro se ne parla come se al di là della fatica ci sia un mondo di rose fiori: cioè, "sono dottore, salvo il mondo, sono in pace con me stesso". chiedete piuttosto a un medico che lavora in ospedale quant' è bello fare le notti in bianco lì dentro, o quanto piace a un chirurgo essere citato in causa nel post operazione. Poi, dire che il medico sia nobile, giusto e buono (come ho letto in certi vostri commenti), è semplicemente ridicolo: se sei una brava persona, lo sei a prescindere dalla professione che svolgi e anche tra i medici (com' è ovvio che sia), c'è gente che pensa solo alla carriera, status e soldi. Penso quindi in sostanza, tornando all' inizio del mio post, che il lavoro del medico sia davvero tanto, troppo, mitizzato.

Simone ha detto...

Sono abbastanza d'accordo con te.

Penso anche però che il medico sia uno dei pochi "lavori" dove si è a contatto con la fisicità e la malattia delle persone. Questo non dico che lo renda un mestiere speciale (come dici tu, ogni mestiere ha le sue particolarità) ma di sicuro è una professione con una caratteristica unica che non si ritrova se non nelle altre professioni della sanità.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao :) Quest'anno sono di quinto e sono indecisa fra ingegneria e medicina, mi piacerebbe prendere odontoiatria, mi è sempre piaciuto, ma non credo di farcela, anche perchè al liceo la biologia non mi piaceva più di tanto, la studiavo con difficoltà e la chimica non l'ho mai studiata bene, le studiavo quasi a memoria..! Non so che fare...!! Ad aprile ci sarebbero i test di medicina..!!

Anonimo ha detto...

Sì, l' empatia è una dote importante per un medico più che per altri mestieri, penso perchè le persone quando malate, si sentono più vulnerabili e cercano un appoggio in qualcuno che lì possa aiutare. Detto questo, per medicina come seconda laurea, come è possibile da un punto di vista pratico: lo studio è tanto e le ore di tirocinio in ospedale aumentano di anno in anno. Chi può riuscirci mentre lavora? Tu hai un lavoro? Scusa la curiosità. Stefano.

Anonimo ha detto...

Io sono laureato in Informatica e mi ritrovo al 100% in quello che hai scritto riguardo ad ingegneria.
Studiavo moltissimo e poi magari non passavo l'esame neanche con il 18.
Tutti gli esami dal primo all'ultimo erano una scommessa fino alla fine.
Bastava una minima distrazione un segno di penna in più e mi bruciavo l'esame.
100% dimostrazioni e calcoli, 0% cose da sapere a memoria.
La delusione è arrivata dopo la laurea perché sono rimasto disoccupato.
Non conviene frequentare corsi scientifici perché mediamente i voti sono molto bassi ed ai colloqui guardano SOLO IL VOTO!!!
L'ultimo colloquio che ho sostenuto hanno preso come informatico un laureato in lettere con tutti 30.
Grazie tante, mentre lui scriveva a memoria quando è nato Giulio Cesare in un test a crocette io dovevo fare alla lavagna durante un orale tutta la dimostrazione dell'algoritmo del simplesso.
Veramente non conviene





Simone ha detto...

Stefano: scusa del ritardo! Io lavoro a tempo molto ridotto nello studio di famiglia. Lavorare a tempo pieno sarebbe impossibile almeno per me.

Anonimo: è proprio come dici... Però ingegneri disoccupati non ne conosco, continua a cercare!

Claire ha detto...

Ciao Simone, complimenti per il tuo blog. Ho iniziato da quasi due mesi una doppia laurea in lingue e giurisprudenza in Francia. il mio desiderio era quello di lavorare in un ambito internazionale all'onu ad esempio. Adesso dopo quasi due mesi dall'inizio sento che il diritto non mi piace e non sono più sicura della mia scelta. Da un po' di giorni penso che avrei dovuto provare il test di medicina. Quest'estate non ho avuto il coraggio e la forza di volontà di farlo. tuttora ho paura.. mi piacerebbe fare la pediatra, ma allo stesso tempo ho paura di non amare le materie, di avere un carattere troppo sensibile che non mi permetterebbe di avere un atteggiamento distaccato. Considerando che il test di medicina dovrebbe essere a settembre, dovrei iniziare a prepararmi adesso. ti chiedo un consiglio, non so davvero cosa fare

Anonimo ha detto...

intellettevoli!! quanto scrivi male! sarai pure ingegnere ma l'italiano te lo inventi proprio! chiunque può uscire da una qualsiasi facoltà grazie ad un pò di studio. Ma se vuoi essere bravo devi fare quello che ti piace e metterci la testa. A matematica ci sono esami in cui puoi imparare a memoria tutti i teoremi da dimostrare oppure usare la testa e capirli; a medicina puoi studiare a memoria tutti i casi clinici esistenti oppure capire il collegamento tra la diagnosi e le cure. Cosa credi sia più utile? ognuno deve mettere la testa in tutto quello che fa' e solo allora farà meno fatica e sarà davvero bravo.
auguri

Simone ha detto...

Io scrivo "male" di proposito per non sembrare arrogante o presuntuoso, e mi pare evidente che intellettevoli non esiste me lo dice anche solo il correttore! :) Al contrario dopo il punto va la maiuscola, i punti esclamativi vanno uno alla volta e fa prende l'apostrofo quando è imperativo.

Mettere la testa in quello che facciamo in effetti è un punto chiave, su questo siamo d'accordo. :)

Simone

Simone ha detto...

Po' si scrive po' e non pò. :)

Simone

aleale87 ha detto...

Io ero indecisa tra ingegneria e medicina. Sapevo benissimo che studiare medicina sarebbe stato uno strazio per me perché non prendiamoci in giro è una materia mnemonica. ora sono laureata da più di un anno ma sono in crisi perché non so più se voglio fare il medico. uno perché ho passato gli ultimi tre anni senza imparare un c... di clinica ma a fare tutt'altro prima perché altrimenti non ti facciamo laureare e a te serve la tesi attinente e poi perché altrimenti non hai possibilità di entrare. grazie al cielo non sono entrata. Perché due mesi prima di entrare in specialità ho iniziato ad avere dubbi sul fatto di fare il medico. Mi spaventano le notti in ospedale, i weekend in reparto, il fatto che non ho visto praticamente nulla e che senza esperienza puoi studiare quanto vuoi ma io di fare guardie mediche o sostituzioni non me la sento...il medico deve saper ragionare: non lo so, per quello che ho visto io per la maggior parte dei casi vai meccanicamente in qualcuno più complicato è vero devi ragionare. e poi se hai un'urgenza davanti il farmaco e la dose da usare te le devi ricordare a memoria. poi l'interazione coi pazienti che adoravo durante l'università ho iniziato a odiarla per non parlare del terrore di avere la responsabilità della salute e della vita delle persone. insomma, l'angoscia è cresciuta ogni giorno di più, mi sono beccata un episodio depressivo per cui il medico mi ha imposto due mesi di malattia e ho perso il mio primo lavoro: una borsa di studio "contentino" per non essere entrata in specialità. quindi dopo aver lavorato ore e ore gratis fino a metà novembre neanche la soddisfazione del mio primo stipendio perché la borsa partiva appunto dal primo di novembre. ora non so cosa fare della mia vita...

Simone ha detto...

Aleale: ciao!

Senti, da quello che dici pare che fare il medico non ti piace proprio... cioè, al punto da avere una crisi depressiva!

Secondo me puoi puntare o a un lavoro totalmente diverso, o a una specializzazione non clinica magari nella ricerca, laboratorio, igiene, management... insomma non buttare via tutto ma non rovinarti la vita se non è quello che ti piace fare!

Simone

Ilaria ha detto...

Sono al primo anno di università, in biologia, ma solo temporaneamente perchè non so cosa vorrei davvero fare. A me piacciono le materie scientifiche e odio studiare cose a memoria. Vorrei ritentare il test di medicina ad aprile, ma non sono convinta di intraprendere questo tipo di studio perchè ho paura che richieda più uno sforzo di memoria che di ragionamento, come hai detto tu, e di conseguenza ho paura di non farcela o comunque di stressarmi più di quanto farei in un corso di laurea come ingegneria, matematica, fisica.. Tuttavia la medicina mi affascina come queste ultime (o forse di più, non lo so). Non so che decisione prendere!

Simone ha detto...

Ciao! Secondo me non devi guardare tanto allo studio che ti aspetta (e quello comunque sarà faticoso) ma al futuro e a quello che vuoi fare dopo.

Insomma dovresti decidere quale lavoro ti piace maggiormente, e intraprendere gli studi che ti consentiranno di farlo... perché che ti piaccia o non ti piaccia comunque prima o poi l'università sarà finita e quello dello studio è solo un percorso momentaneo.

Simone

Anonimo ha detto...

x aleale87
ciao, mi ritrovo quasi perfettamente nella tua esperienza, anche io ero indeciso tra ingegneria (avrei fatto elettronica o informatica) e medicina, poi vinsi il concorso e mi immatricolai, puntando sul fatto che con medicina avrei sicuramente trovato lavoro, un lavoro sicuro e ben remunerato, mentre mi ero fatto l'idea che di ingegneri ce n'erano troppi ed erano mal pagati; poi vuoi mettere anche il prestigio sociale che dà la professione medica... anche se poi attualmente la situazione lavorativa anche da noi è quella che è; per non parlare poi delle grosse responsabilità legali, con le denunce facili e la caccia all'errore medico; inoltre ho avuto un sacco di difficoltà col tipo di studio, mnemonico e, soprattutto nella clinica, caotico, senza quell'ordine logico dei concetti che trovi invece nelle materie scientifiche su base matematica; infine, come è successo a te, anche io ho sviluppato un rigetto nei confronti del contatto con i pazienti; comunque ormai è troppo tardi per cambiare; io per la specializzazione punterò su radiodiagnostica, che è un buon compromesso, e mi piace, anche poi per evitare uno stress eccessivo; e così, quando avrò di nuovo un po' di tempo libero, ricomincerò a studiare per conto mio la matematica, la fisica, l'informatica e l'elettronica; in bocca al lupo

Anonimo ha detto...

Credo proprio di scegliere Ingegneria Biomedica dato che mi attira sia ingegneria che Medicina...Sperando sempre di passare l'esame d'ammissione ahhaha

Simone ha detto...

Ma sì che non ci sono tutti 'sti "matti" a provare ingegneria. :) In bocca al lupo!

Simone

milly ha detto...

Da ingegnere elettrica triennale e (spero) fra un anno magistrale, devo dire che non avrei mai potuto fare medicina o qualunque altra cosa, soprattutto se prevede studio mnemonico. Dal mio punto di vista è il contrario: come si fa a non appassionarsi alle materie di ignegneria? Ho sempre amato la matematica e la fisica, al quinto anno di liceo scientifico ho conosciuto il campo elettromagnetico ed è stato amore. Sono fenomeni complessi e non di semplice comprensione, ma c'è tutto ciò che mi piace: grandissimo uso della matematica per i calcoli dei campi, fisica, in particolare elettromagnetismo, e non ultimo l'aspetto pratico, il fare, progettare, costruire. L'ingegnere deve conoscere in maniere dettagliata la fisica e poterne studiare i fenomeni con la matematica, il tutto non in maniera fine a se stessa, ma per costruire qualcosa di nuovo. Il fascino dell'elettronica poi è che con le "sole" leggi di Maxwell si possono descrivere tutti i fenomeni elettromagnetici possibili, i quali si manifestano in maniera molto diversa gli uni dagli altri: motori rotanti ed trasformatori statici sono modellizzati allo stesso modo! Per noi il mondo è volontà e rappresentazione.

Simone ha detto...

Milly: evidentemente tu hai trovato la tua strada. Grazie e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

L'altro giorno ho scovato questo blog per caso, perchè volevo sapere se ci fosse qualcuno nella mia situazione. Con l'idea di voler fare entrambe le cose, o addirittura qualcuno che le aveva fatte! Mi sono ritrovata a leggerlo per circa un ora e devo dire veramente complimenti per il tuo percorso e soprattutto grazie per averlo condiviso con il mondo. Io ho scelto Ingegneria. Uscivo dal liceo classico e al primo anno i colleghi provenienti dallo Scientifico cominciarono a fare "pressioni psicologiche", dicendo che non avevamo basi matematiche...e invece e invece...il primo anno andò molto bene e ottenni ottimi voti e diedi quasi tutte le materie. Il secondo anno, ormai 4 anni fa, cominciai a soffrire di vari dolori diffusi a livello muscolo scheletrico. Nessun medico sembrava capire che avessi, cosa degradante e umiliante, fui presa per pazza, o stressata o giù di lì. Riuscii poi ad "autodiagnosticarmi" quella che ad oggi è stata confermata (ma va?) essere la mia reale patologia. In questo percorso non ancora risolto, ho perso molto fiducia nella classe medica, che prima non sa le cause dei tuoi malesseri (anche se spesso ovvie), poi ti propone 100 cure diverse e allo stesso tempo mette le mani avanti dicendo che se non guarisci con le loro cure, poi, vuol dire che dipende dalla tua psiche. Ho cominciato a compiere delle ricerche io stessa, ho trovato un modo per "guarire" dalla mia patologia, determinata da un fattore puramente meccanico, peccato che la medicina dice di averlo capito ma non fa molto per risolvere,infatti afferma solo di poter mettere a tacere il dolore, senza risolvere granchè la causa. Quindi mi sono arrabbiata, ho perso molti esami ad Ingegneria, ho cominciato a pensare di voler fare Medicina, di voler cambiare le cose. Ma questo avrebbe significato che oltre a stare da una clinica e da un ospedale all'altro per il mio problema, avrei poi dovuto farlo anche per gli altri e al momento non ho le energie. Ho solo una grossa rabbia, e ogni tanto questo piccolo dubbio, sul fatto che forse la mia strada non è questa. Ma poi penso che, se non fosse accaduto tutto questo, Medicina non mi sarebbe mai passata per la mente, odio imparare a memoria, mi piacciono i calcoli, tanto. Mi piace scienza delle costruzioni, un domani mi vedo ad insegnare e ad esercitare la libera professione, anche se ancora ho molto da imparare. Ma una parte di me, quella parte che probabilmente prevede l'animo nobile di cui parlavate in qualche commento sopra, vuole che chi soffre di quesya patologia non venga preso per pazzo, ma venga aiutato e guidato verso la salute, perchè siamo stati in grado di andare sulla luna, ma non sappiamo ancora sconfiggere certe patologie/malattie?

Simone ha detto...

Anonimo: ciao!

Mi spiace per la tua patologia misteriosa. Immagino sia una malattia reumatica, magari una polimialgia o non so cosa venga in età giovanile.

Tanti medici pensano a motivi psicologici perché in effetti è più sensato pensare a un problema d'ansia o depressione (patologie anche queste e diffusissime) che una malattia studiata una volta e mai più vista con un'incidenza di 1 persona su 1 milione...

Un atteggiamento comune a molti amici ingegneri è dire in effetti "siamo andati sulla luna mentre voi medici non sapete fare niente". In effetti la mancanza di cure per la maggior parte delle malattie è una tragedia che coinvolge l'umanità intera e non certo solo i laureati in medicina... cosa hanno fatto gli ingegneri a riguardo? Andare sulla luna?! Be' non mi pare abbia risolto molto... :)

Simone

Anonimo ha detto...

Simone, tu che tipo di ingegnere sei?

Simone ha detto...

Civile.

Anonimo ha detto...

Fra qualche mese ho l'esame di maturità e anche io sono indecisa fra medicina e ingegneria..medicina mi piacerebbe, ma non so se "ho lo stomaco" giusto per affrontarla e in modo particolare la prontezza nell' intervenire a favore dei pazienti..sono abbastanza sensibile, e non so se ho davvero il coraggio di assumermi la responsabilità della vita degli altri.. per questo magari avevo pensato in futuro di lavorare in un laboratorio di analisi ma non so se è davvero quello che voglio fare.. D'altro canto adoro la natura e in un certo senso "indagare", per cui inizialmente pensavo di fare chimica o soprattutto geologia.. ma a quanto pare quest'ultima me la sconsigliano quasi tutti perché non offre molte speranze per il futuro..per questo avevo pensato di conciliare l'utile e il dilettevole con ingegneria ambientale..ma quanto è diversa da geologia? Cosa potrei fare un domani? Ed è almeno una garanzia, o potrei ritrovarmi comunque disoccupata come se avessi fatto geologia? Ti prego aiutami!

Simone ha detto...

Il geologo è quello che fa una sorta di "studio" sul terreno dove andranno costruite le fondazioni di una nuova struttura.

L'ingegnere ambientale è uno che progetta strutture in accordo con l'ambiente, come strade, discariche, raccolta differenziata...

Non capisco tanto il nesso natura (biologia, animali, piante) e geologia (sassi, terra, buche)... magari te la immagini un po' diversa dalla realtà?

Nella pratica come geologo lavorerai molto con altri ingegneri e geometri che quando avranno bisogno di documenti per nuove strutture chiameranno te. L'ingegnere per me ha un po' più "spazio" perché può fare più cose, per cui io farei ingegneria così su due piedi pensando solo al lavoro.

Non tutti i medici intervengono prontamente su pazienti che altrimenti moriranno. Anzi, direi quasi nessuno. La maggior parte dei medici segue patologie croniche dove le persone hanno gli stessi sintomi da 10, 20, o anche 50 anni... scelte di vita o di morte non se ne fanno non è un telefilm! :)

Garanzie oggi non te le dà nessuna facoltà. Certo ingegneria e medicina non sono male, geologia sinceramente non la conosco.

Ciao!

Simone

Anonimo ha detto...

Ok.. grazie per il consiglio! :) Avevo pensato geologia perché la collegavo magari con meteorologia, sismologia, qualcosa a che fare con le catastrofi naturali..mi piacerebbe girare per il mondo e scoprire posti nuovi, anche se forse non per sempre.. biologia invece la vedo più a livello di laboratorio e non so se vorrò rimanere a vita chiusa in una stanza..vorrei fare qualcosa di pratico e..entusiasmante..e che magari mi garantisca le possibilità economiche per farlo..

Simone ha detto...

Io il pronto soccorso lo trovo pratico ed entusiasmante. Poi penso pure come ingegnere si possa trovare qualcosa del genere... così come in qualunque altro lavoro. Non è tanto questione di quale laurea (o di non averla affatto) quanto di cercare il posto che fa per te.

Simone

Michael Gazzini ha detto...

Ciao Simone!
Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog, è davvero interessante e "utile". Io sono uno studente che frequenta l'ultimo anno del Liceo Scientifico (Corso P.N.I, si fa fisica dal primo anno e più ore di matematica rispetto all'indirizzo tradizionale) e proprio domani avrò l'esame di ammissione per Medicina e Chirurgia. E' da sempre che desidero faro il medico, in particolare mi piacerebbe davvero tanto diventare un medico sportivo, ma ultimamente mi capita spesso di pensare a Medicina come un qualcosa di quasi impossibile da frequentare per la difficoltà degli esami e che ridurrà a zero la mia vita privata. Lo so che l'università è il nostro futuro e influirà per sempre sulla nostra vita, ma penso che nessuno vorrebbe frequentare una facoltà dove gli studenti la descrivono sempre come "impossibile" o "estenuante" parlando di 12 (sì, ho scritto 12) ore di studio tutti i giorni. Per di più di parla di studio mnemonico, mentre io sono sempre stato bravo in materie che si basano sul ragionamento piuttosto che esclusivamente sullo studio e mi affascinano di più. PEr questo ho deciso di provare ad entrare al Politecnico di Milano per conseguire la laurea in Ingegneria Biomedica, che mi sembra un'ottima "via di mezzo" tra le due e forse sarebbe davvero la facoltà che fa per me. Quello che più mi preoccupa è il mondo del lavoro nel caso facessi ingegneria biomedica: si parla di disoccupazione o più spesso di dover fare lavori che hanno poco a che fare con la laurea conseguita, di dover quasi "per forza" trasferirsi all'estero (e sarei disposto a farlo, ma mi fa paura l'idea di diventare un uomo in carriera che gira il mondo ma che non ha una famiglia propria con cui stare) e di stipendi davvero bassi rispetto a quelli dei medici (non che questo sia il fattore principale su cui scegliere una facoltà, ma sappiamo entrambi che prima o poi sarà importante). Per questo sono ancora oggi indeciso.. vedo Medicina come una facoltà davvero difficile e ,a volte, forse non completamente adatta a me e il medico come la persona che vorrei diventare, perchè è un mestiere del quale mi sono sentito "innamorato" da sempre, e Ingegneria Biomedica come un piano di studi che mi potrebbe davvero interessare ma con un futuro non così certo e sicuro come quello del medico (affermo che comunque il lavoro dell' Ingegnere Biomedico (anche io ho difficoltà con le maiuscole in questi casi) potrebbe davvero interessarmi e piacermi visto che l'idea di applicarmi per l'innovazione e al tempo stesso fare del bene alle altre persone mi interessa parecchio)
Per questo ti chiedo un consiglio, visto che sei un Ingegnere che sta studiando medicina e un'altra persona più adatta alla mia domanda farei fatica a trovarla.
Aspetto una tua risposta,
Michael

Michael Gazzini ha detto...

Ciao Simone :)
Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog, è davvero interessante e "utile"
Io Frequento l'ultimo anno di un Liceo Scientifico(corso P.N.I., ho fatto fisica sin dalla prima e più ore di matematica rispetto all'indirizzo tradizionale) e domani avrò il test per entrare a Medicina e Chirurgia. Il problema è che tutte le persone con cui ho parlato mi descrivono Medicina come una facoltà difficilissima da frequentare (parlano di 12, sì ho scritto proprio 12, ore di studio tutti i giorni) che si rivelerà pesante e che azzererà completamente la mia vita sociale. Lo so che l'università rappresenta il nostro futuro, ma quale studente vorrebbe frequentare una facoltà che gli viene descritta in questo modo? A questo punto ti potrai chiedere perchè io mi sia iscritto al test, e la mia risposta è che sogno da sempre di fare il medico ed in particolare ho una passione per la medicina sportiva, mi piace da sempre studiare l'anatomia (quel poco che ho fatto mentre studiavo Biologia al Liceo, immagino che poi diventerà estremamente più complessa) e l'idea di salvare vie umane ovviamente mi entusiasma ( come penso lo faccia a tutti d'altra parte). Da quando ho sentito dei commenti così negativi però i miei orientamenti si sono spostati verso un altro indirizzo, anche perchè tanti descrivono lo studio di Medicina come mnemonico e io sono sempre stato adatto a materia che si basano sul ragionamento e da sempre le preferisco a quelle che si basano prettamente sullo studio). Sto parlando si Ingegneria Biomedica: mi sembra una ottima via di mezzo e il piano di studi sembra più adatto alla mia persona (farò il test per il Politecnico di Milano il 10 Maggio). Anche il lavoro come ingegnere biomedico (anche io ho difficoltà con le maiuscole in questi casi) mi piacerebbe molto, in particolare l'impegnarmi per l'innovazione contemporaneamente al salvare le vite umane mi sembra una cosa bellissima. Ma ecco il fato negativo, il TROVARE lavoro: si parla di disoccupazione, o più spesso di dover fare lavori che hanno poco a che fare con la laurea conseguita, di dover quasi "per forza" trasferirsi ( e sarei disposto a farlo, ma l'idea di essere un uomo in carriera e che gira il mondo ma per questo non avere una famiglia propria con cui stare mi fa paura) e di stipendi davvero più bassi rispetto a quelli dei medici (non è questo che deve incidere sulla mia scelta, ma sappiamo bene entrambi che è uno di quei fattori che col tempo diventerà importante).
Riassumendo vedo Medicina come una facoltà difficile e ,a volte, non adatta a me e la figura del medico come la persona che vorrei diventare, visto che è il lavoro che da sempre vorrei fare (a questo punto sarebbe anche interessante capire se sono innamorato solo di un mito e della vera professione del dottore), e Ingegneria Biomedica come la facoltà più adatta a me, ma l'ingegnere Biomedico come una figura non così sicura come quella del medico.
Insomma, sono ancora in totale indecisione e ho momenti in cui penso "Sì devo fare ingegneria perchè è più adatta a me" e "Farò medicina perchè sogno da una vita di fare il Medico e un giorno forse sarò più ricompensato dell'ingegnere biomedico (sia moralmente che monetariamente)" e il test è domani.
Per questo ti chiedo un consiglio, visto che sei un Ingegnere che studia medicina e non potrei rivolgere la mia domanda ad una persona più adatta.
Aspetto una tua risposta,
Michael :)

Michael Gazzini ha detto...

Mi sono accorto ora di aver scritto 2 commenti, mi dispiace :/ Solo che al primo tentativo di commento mi era comparso un messaggio di errore e quindi ne ho scritto un altro pensando che il primo non fosse stato pubblicato. Li lascio entrambi così potrai capire meglio come mi sento in questo momento :)

Simone ha detto...

Ciao michael, mi spiace il pasticcio coi commenti! :)

A medicina studi tanto quando sei sotto esami, il resto del tempo non ho mai studiato proprio niente. Al limite un paio d'ore durante le lezioni invece di ascoltare quello che scrivono.

Chi ti dice che ha studiato 12 ore al giorno per 6 anni di fila è un cazzaro, ed eviterei di ascoltare certi consigli.

Il lavoro del l'ingegnere e del medico sono totalmente diversi. Uno non assomiglia all'altro e se il medico tocca la gente e sta in reparto l'ingegnere sta in cantiere i un ufficio e interagisce coi computer.

Ingegneri disoccupati, se capaci, non credo ce ne siano e tutta questa offerta di lavoro ultimamente non c'è nemmeno per i medici. Per cui qui vedi tu.

Solo non aspettarti che ingegneria biomedica e medicina abbiano minimamente qualcosa in comune, è assolutamente falso dallo studio fino al lavoro. Scegli quella che ti piace e vai... ma non 12 ore al giorno per 6 anni, che esci stupido! :)

Simone

Simone ha detto...

Invece di ascoltare quello che spiegano, non "scrivono" :)

Michael Gazzini ha detto...

Per curiosità, tu dove stai studiando?:)

Simone ha detto...

Non lo dico mai online ma non ci vuol tanto ad arrivarci :)

Anonimo ha detto...

Ciao Simo,
molto interessante l'articolo.
Non so se c'entra molto, io vorrei comunque un chiarimento a riguardo: il mio piano B è Ingegneria , se non passo a medicina. Secondo Te ingegneria civile è molto difficile, perché l'alternativa sarebbe fare informatica che mi sembra più abbordabile. PS. sono negato in disegno industriale (non ci sono esami a milano ma magari mi penalizzerebbe in civile?)

Anonimo ha detto...

Ciao,
ma i guadagni dei medici sono sempre superiori rispetto a quelli dei medici?

Carlo

Simone ha detto...

Anonimo: a ingegneria Civile fai 1 esame di disegno tecnico... disegno industriale è più da ingegneria meccanica, almeno credo.

Comunque io ho fatto ingegneria civile 20 anni fa, ora è molto cambiata. Facoltà molto difficili non sono né ing. civile né medicina, se devo essere sincero.

Carlo: bo'? Immagino parli di medici e ingegneri... comunque dipende se lavori nel pubblico, nel privato o come libero professionista.

Potenzialmente se fai il libero professionista puoi guadagnare moltissimo con entrambi i lavori... ma insomma non è che tutti ne siano capaci, eh! :)

Simone

Carlo ha detto...

Ero sempre io l'anonimo 1, scusa per la confusione! Quali sono per te allora i corsi di laurea difficili?A me ingegneria civile sembra molto ostica.


Beh cosa ci vuole di cosi' difficile per aprire uno studio, perdona l'ignoranza, per un medico? per un ingegnere presumo sia gia piu difficile.

Carlo ha detto...

Ma a ingegneria civile serve la "percezione " del disegno? o anche dover usare CAD, come serve agli architetti e agli edili o è TUTTA FISICA applicata alle strutture etc..

Simone ha detto...

Carlo: non so, fisica e matematica mi danno l'idea di facoltà più difficili di ingegneria e medicina.

Comunque facile o difficile non cambia niente, cerca di scegliere qualcosa che ti piace...

Non cosa sia la percezione del disegno. Gli ingegneri un po' tutti usano autocad. L'ingegnere civile progetta la parte strutturale per cui fisica delle strutture con un disegno che rappresenta i dati strutturali, perciò ferri spessori travi altezze eccetera.

Aprire uno studio come medico curi i pazienti e come ingegnere civile fai progetti per chi te li chiede. Mi pare che non hai troppo le idee chiare su cosa fa l'ingegnere civile, magari cerca uno studio di qualcuno che conosci e vallo a trovare!

Simone

Carlo ha detto...

Grazie mille della disponibilità e dei chiarimenti!!

prima di iscriverti a medicina ti ha mai preoccupato il fatto che medicina possa essere una facoltà prettamente mnemonica? io sono davanti a questo bivio, non mi è mai piaciuto stare le ore sui libri quindi credo che per questo dovrei escluderla. Inoltre la biologia a scuola è stata fatta con insegnanti poco capaci e appassionati.

Saluti

Simone ha detto...

Carlo: sì è una facoltà molto mnemonica... ma alla fine se vuoi fare il dottore ti tocca studiare :)

Simone

Anonimo ha detto...

E' vero che in italia le scuole di specializzazioni non insegnano nulla e quindi i medici italiani fanno schifo?

Simone ha detto...

Ahaha, io non faccio schifo anzi sono un gran figo.

Anonimo ha detto...

Simone, non sono un medico, però mi sembra di capire che non tutti in specializzazione vengano ben formati, per esempio in chirurgia, perciò è anche vero che la preparazione vera e propria in alcuni casi avvenga quando lavori nel post specializzazione, facendo da assistente agli strutturati più esperti o al primario per anni e anni...Per lo meno ho sentito così in alcune testimonianze.
Stefania

Simone ha detto...

Stefania: sì è vero, alcune scuole specie quelle chirurgiche non danno una preparazione completa.

Anonimo ha detto...

Questo perchè?? perchè coloro che dovrebbero insegnare non lo fanno per paura della competizione??
Mentre quelle Cliniche danno un'ottima preparazione? Nei pressi di Milano sai com'è Medicina in generale?

Simone ha detto...

Credo che cliniche o chirurgiche dipenda più che altro da dove capiti... alla fine quello che impari come medico dipende sempre da quanto sei capace tu a cercare le situazioni adatte a imparare. Non so come sia medicina generale a Milano, mi dispiace!

Edoardo ha detto...

Ciao Simone!!
Sono uno studente del liceo e non so se puntare a ingegneria o a medicina. Mi piace la fisica, la biologia e tutto ciò che ha a che fare con le malattie, ma la matematica non la digerisco (la capisco perfettamente, ma credo che lei non capisca me...) e temo (ma non so per inesperienza) che alcune pratiche molto "fisiche" dei dottori possano impressionarmi. Secondo i timori passano con l'esercizio? È così impossibile il test di ammissione? E come possibilità di lavoro quale mestiere conviene? È solo una leggenda il fatto che sia l'architetto a occuparsi dei disegni e l'ingegnere faccia solo i calcoli oppure no? Grazie mille :)

Simone ha detto...

Edoardo: ma quante domande fai?! :)

Punta a quello che ti piacerebbe fare come lavoro, non a quello che ti piace studiare. Sono cose molto diverse!

Con la pratica molti timori svaniranno, oppure puoi occuparti di settori della medicina meno "paurosi" :)

Come mestiere ora come ora c'è un po' di crisi in entrambi, non so quale dei due sia meglio comunque nessuno è troppo malaccio, credo.

Il test di ammissione io l'ho passato, impossibile non era :)

In genere l'architetto si occupa più della progettazione architettonica (i disegni appunto) e l'ingegnere dei calcoli strutturali. Sono professioni però molto sovrapponibili e alla fine nell'edilizia italiana non cambiano molto.

Simone

mary ha detto...

Ciao Simone,
ti riscrivo dopo un anno e mezzo circa,quella Mary che "non sapeva se aveva ingarrato"..beh.c'ho un'idea,mi è venuta in mente qualche mese fa......o forse un anno fa,insabbiata da mpo di matrici e flussi aerodinamici.
Ma hai mai sentito parlare della -medicina dolce-? E' un sogno di medici impazzati e sfigati o cosa? su internet ho trovato ben poco,o meglio solo un nome,un tal Dott.Luigi Torchio. Chi di voi ha intrapreso questa strada e può darmi un'indicazione..?

Simone ha detto...

Io personalmente non credo nell'omeopatia, mi dispiace.

Simone

Giovanni ha detto...

Ciao Simone, innanzitutto ti faccio dei grandissimi (e forse banali)complimenti per il blog e quest'articolo che viene letto da anni e aiuta e dà coraggio a tanti giovani. Io sono uno di questi, e vorrei profittare della tua gentilezza e accuratezza nel rispondere a tutti. Quest'anno ho frequentato giurisprudenza, strada che ho intrapreso più per rinuncia che per passione, ma non credo che la professione dell'avvocato mi si addica, o meglio non lo so, come si fa a 20 anni da poco compiuti a sapere cosa voglio fare della mia vita? Insomma giurisprudenza non mi convince affatto, trovo la maggior parte degli esami noiosa (vedi diritto privato, del lavoro, amministrativo, commerciale) tranne quelli che mi hanno fatto capire cosa sia il diritto, come funzioni, le sue sfaccettature, il suo essere insomma. Quindi mi ritrovo qui, in dubbio oggi tra 3 strade: proseguire giurisprudenza; fare medicina; fare ingegneria. Ci penso da tanto, e andarne a capo è davvero difficile. Potrei dire le solite cose, che sono portato per materie di ragionamento e sono sempre stato tra i migliori in materie quali matematica e fisica senza sforzo, e che quindi ingegneria sembrerebbe portata a me. Potrei anche dire che medicina mi attira molto per il contatto umano, la prospettiva di una vita piena, utile, che sia viva, e (mentirei se l'omettessi) per l'onorabilità della professione. Ma la verità è che NON SO QUALE SIA LA PROFESSIONE DEL MEDICO, DELL'INGEGNERE, E NEPPURE DELL'AVVOCATO. Non so nella realtà concreta come sia il lavoro di questi professionisti. Non so se preferirei far il medico o l'ingegnere perché non so cosa facciano veramente durante i loro 40 anni di carriera. Certo, ci sono ingegneri gestionali e petroliferi, completamente diversi, ci sono pediatri e chirurghi ortopedici. Però l'appellativo "medico", l'appellativo "ingegnere", devono avere un minimo comune multiplo. Sapresti con la tua maturata esperienza descrivere i due lavori, qualora un m.c.m. esista? Ah, e se hai altri consigli per me, ben vengano! ...Ecco, lo sapevo, mi sono dilungato troppo... Motivo per cui in molti mi consigliano sarei un buon avvocato ;) Grazie ancora per il blog

Giovanni ha detto...

Che poi non so nemmeno io, a me piace scrivere, e la letteratura. Tutte cose tenute nel cassetto come hobby viste le poche possibilità lavorative (giornalismo forse?). Ho una confusione in testa che neanche un cane di fronte ad un'enorme cascata di palline da tennis.

Simone ha detto...

Giovanni: secondo me l'errore principale è scegliere in base alle materie che studierai. Gli esami durano pochissimo mentre una professione dura una vita.

Scegli perciò in base al lavoro che potrai fare dopo la laurea.

E ora mi dici: come faccio a sapere com'è un lavoro che non conosco? Ecco, io non è che posso aiutarti più di tanto, più che le cose che racconto qui sul blog che altro potrei dire?

Prova con qualche amico di famiglia o parente, chiedigli se puoi andare nel suo studio o seguirlo per un paio di giorni. Se vai in un reparto e chiedi di vedere magari comprando un camice non penso che ti diranno di no... per ingegneri e avvocati basta che conosci qualcuno ed è più facile, credo.

In bocca al lupo!

Simone

Ingkratos ha detto...

Ciao Simone volevo chiederti una cosa. Ma è possibile lavorare e contemporaneamente studiare medicina ? Io la vedo veramente dura. Potresti darmi un piccolo suggerimento in merito ? Ti ringrazio per eventuali informazioni

Simone ha detto...

Per me si può fare un part time e laurearsi in un po' più di tempo. Poi c'è gente che dice che studia e lavora a tempo pieno, ma non so se io ne sarei stato capace.

Simone

Ingkratos ha detto...

Ciao vorrei chiederti qualche altro consiglio. Un mio amico scelse qualche tempo fa ingegneria dell' automazione. La sua carriera accademica è stata abbastanza costante, anche se colma di difficoltà. Purtroppo aveva (anche tutt' ora)problemi nel metodo di studio optando nella ripetizione mnemonica dei concetti. In questo momento oltre ad avere enormi difficoltà in due discipline quali fisica e la programmazione (che lo hanno portato a prolungare di diversi anni la triennale), si è reso conto che andando ad operare in maniera concreta sulle problematiche inerenti alla sensoristica (e quindi il conseguente interfacciamento software) riscontra un' enorme fatica nell' applicazione delle sue conoscenze e tende a capirci poco o nulla oltre ad essere abbastanza svogliato. A questo punto non essendo più sicuro di voler proseguire con la magistrale , vorrebbe iscriversi ad odontoiatria (secondo lui in tale ambito ci si basa più su operazioni che si reiterano nel tempo e quindi più facilmente assimilabili a differenza di ingegneria dove comunque serve sforzarsi a nuove soluzioni soprattutto nella progettazione). Quali suggerimenti potresti dargli in una situazione del genere ?
Cosa differenzia sostanzialmente la figura del medico normale con una specializzazione e la figura dell' odontoiatra ? Ti ringrazio per un tuo eventuale riscontro

Simone ha detto...

Il tuo amico potrebbe intanto chiedersi se vale la pena impiegare tanto impegno per odontoiatria (dove è difficilissimo anche solo entrare) se prima non l'aveva mai trovata interessante. Il lavoro da ingegnere è molto vario (pio fare gestione del personale, marketing, progettazione, ricerca...) non deve per forza lavorare dove non si trova bene.

Detto questo un odontoiatra è un dentista e non può decidere di cambiare e occuparsi - che ne so - di cuore o malattie metaboliche. Un medico specializzato può spaziare su più campi ma non può fare il dentista.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! Mi sono imbattuta in questo post proprio ora che devo scegliere che strada prendere.
Io vengo da un liceo scientifico. Ho fatto ad aprile sia il test per medicina sia per ingegneria (dell'automazione). Non sono riuscita a passare a medicina mentre ho passato il test di ingegneria con un ottimo punteggio e ora non so che fare. Io in realtà all'inizio ero molto convinta di voler fare medicina poi a causa del test non passato. dell'ottimo punteggio di ingegneria e dei commenti che tutti mi facevano (favorivano ingegneria a medicina..e tra questi anche i miei genitori (mio padre è un ingegnere e insegna)), ho pensato anche ad ingegneria.
A me piacciono materie come matematica e fisica e non mi pesa studiarle proprio perchè alla fine a molte cose ci arrivi con il ragionamento. Invece per quanto riguarda materie come biologia e chimica, non ho avuto un professore molto bravo e mi dava un po' fastidio lo studio mnemonico che bisognava applicare, ma alla fine dello studio ero soddisfatta del fatto di poter dire qualcosa magari su quell'organo ecc ecc.
E ora arriva il problema..
non so cosa fare, non so se scegliere ingegneria o magari fare il primo anno una facoltà simile a medicina come CTF che poi mi permette di passare con tutta calma il test iniziale..

Anonimo ha detto...

Ovviamente non sono qui per farmi dire cosa fare/non fare, perché comunque è una scelta mia, però mi fa piacere conoscere la vostra opinione. Da una parte amo il fatto di poter aiutare le persone attraverso conoscenze mediche, dall'altra parte sono un po' bloccata dalle miriadi di difficoltà che sono presenti a medicina (come anche il test di specializzazione)e dal fatto che non sono stata in grado di superare la prima di queste (cioè il test iniziale). Ingegneria so che sono esami tosti, di ragionamento ma dura la metà di medicina ed entri subito nel mondo del lavoro, ma non so se mi piacerà poi il lavoro (non sono mai stata una che si metteva ad aprire qualsiasi apparecchio avesse davanti agli occhi per vedere cosa era presente dentro come altri miei amici che andranno a fare ingegneria).

Simone ha detto...

Ciao!

Dici che hai difficoltà per medicina, mentre ingegneria la trovi più semplice ma non sai se ti piacerebbe.

Perciò insomma vai da qualche ingegnere e chiedigli di vedere che lavoro fa, così per farti un'idea e poi sarà più facile decidere se continuare a provare il test o se puntare a ingegneria.

Comunque se sei entrata intanto ingegneria per un anno frequentala, meglio che passare un anno a vuoto, no? :)

Simone

Anonimo ha detto...

Credo che nella mia testa sia più facile ingegneria perchè troverei subito lavoro (avendo anche come appiglio mio babbo) e perchè non ci sarebbero le difficoltà presenti a medicina (come i vari test).
Però penso anche che mi interessi più medicina (anche se odio le cose mnemoniche)ma sono stata bloccata dal primo ostacolo (cioè il test di ingresso) e non so se conviene arrendermi subito e provare un'altra strada come ingegneria o continuare per quella strada facendo il primo anno CTF..

Alessia ha detto...

Mi sono imbattuta in questo post per caso ma in realtà il conflitto medicina-ingegneria sembra in me un tunnel senza via d'uscita. Partiamo dal presupposto che ho sempre studiato e vado benissimo a scuola, matematica e fisica mi piacciono molto infatti devo frequentare l'ultimo anno del liceo scientifico. Io odio le cose mnemoniche..la storia per esempio non l'ho mai sopportata..la biologia al contrario mi piace molto però ho paura che non sia abbastanza per poter passare 11 anni della mia vita a studiare cose che si mi piacciono, ma devo per lo più imparare a memoria. D'altra parte ho paura che ingegneria non sia la strada giusta, cioè in realtà non lo so e forse perché non ho un'idea chiara di quello che andrò a studiare veramente..nel senso che vorrei non fossero solo libri giganti di fisica senza riferimenti a cose pratiche comunque. D'altra parte un altro serio ostacolo è il test d'ammissione per medicina..non so se ho voglia di studiare come una pazza per un qualcosa che non è assolutamente certo che riesca a superare e allo stesso tempo non so ancora se voglio davvero. ..Il tempo stringe perché per i test ci sarebbe davvero tanto da studiare e io sono ancora in preda alla confusione totale. Un'opzione però mi vaga nella testa..se prendessi ingegneria biomedica? sarebbe forse la scelta perfetta viste le mie attitudini e interessi? Vorrei solo un consiglio da qualcuno che non mi ripeta che ingegneria e medicina sono troppo diverse perché possa essere indecisa. (Scusa il testamento e grazie in anticipo)

Simone ha detto...

Alessia: se vuoi programmare, disegnare, dirigere, controllare eccetera fai l'ingegnere. Se vuoi curare, visitare, toccare, dare medicine, medicare eccetera fai il medico. La facoltà e gli esami sono solo un momento di passaggio.

Simone

Anonimo ha detto...

Secondo me la scelta deve venire fuori dalla passione verso un solo indirizzo: medina od ingegneria; però è altrettando utile vedere quali prospettive di lavoro si hanno con l'una o con l'altra facoltà; non ultimo il "tempo di fatica", cioè ne vale la pena???
Io sono un medico e per tutto l'impegno che ho dedicato agli studi con un obiettivo ben preciso che non mi è stato possibile raggiungere sono arrivato alla conclusione a 58 anni che non è valsa la pena scegliere medicina e studiare tanto perchè, pur facendo il medico mi trovo a svolgere un lavoro che non ho mai sentito e che non sento ma lo svolgo per necessità perchè ho delle responsabilità vorso la Gestione e verso la mia famiglia!!!.
Buona scelta.

Simone ha detto...

Anonimo: purtroppo è vero, non sempre si può dire che ne valga la pena. Almeno uno però africa per essere chi vuole diventare... anche se poi magari il rientro economico e le soddisfazioni lavorative latitano.

Anonimo ha detto...

Ciao, mi sono imbattuto su questo blog casualmente e ho letto tutti i commenti di questa pagina poichè anche io sono fortemente indeciso. Avrei due domande:

1- Non volendo perdere un anno per niente vorrei nel frattempo iscrivermi a biotecnologie, che tu sappia questa facoltà ha esami convalidabili a medicina?

2- è vero che chi fa medicina rinuncia alla sua vita sociale? Del tipo che se stacca il naso dai libri un paio d'ore a settimana è già tanto, non parliamo quando si è sotto esame...
Una delle mie paure è queste, amo la medicina ma non vorrei mai rinunciare o trascurare le mie passioni e soprattutto la mia ragazza con la quale sto da anni. Insomma, almeno 1-2 orette al giorno vorrei riuscire a ritagliarmele. Impossibile?

D'altro canto mi attira anche ingegneria, è la scelta di "scorta", dura "solo" 5 anni e forse non mi costringerebbe a mesi di reclusione.
Giacomo

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! Io ho scelto ormai 4 anni fa di iscrivermi a medicina a Padova, a quanto dicono l'ateno più duro dove frequentare tale percorso di studi, di sicuro male organizzato. Ho affrontato questo percorso tra le incertezze fin dal principio, tanto che mi trovo ora ad aver di fatto perso un anno e con una media che per gli standard medici si potrebbe definire imbarazzante. La mancanza di idee certe e di conseguenza di stimoli nello studiare materie che certo non mi appassionano mi ha sempre dato difficoltà nell'apprendere moli impressionanti di nozioni meramente mnemoniche. Mi trovo infatti ora ad essere molto tentato da un passaggio ad ingegneria, anche se a 23 anni non è certo semplice cancellare quanto fatto finora e ripartire da zero! Spero che la mia esperienza possa essere d'aiuto a chi deve scegliere e magari che qualcuno, con più esperienza di me, possa darmi qualche consiglio.

Simone ha detto...

Giacomo: 1) Sì credo che convalidino qualcosa.

2) No, non è vero. Quando stai sotto esami certo ti devi fare delle belle "chiuse", ma poi il resto dell'anno è abbastanza tranquillo.

Anonimo: ciao! Credo che ricominciare da capo non sia impossibile, ma conta che anche a ingegneria ai primi 2 anni c'è molto da imparare a memoria... per cui insomma ti toccherà comunque faticare per raggiungere una laurea che sia ingegneria o medicina. Rifletti bene e scegli la professione che ti piace di più.

In bocca al lupo!

Simone

Andrea ha detto...

Complimenti Simone.

Anonimo ha detto...

sempre stata indecisa tra le due, alla fine dopo la maturità ho deciso di studiare ingegneria medica e ho tagliato la testa al toro!

giorgio baldassari ha detto...

Ciao Simone non ti scrivo per farti domande, ma solo per ringraziarti. Sei un grande, hai creato un blog in cui mi ritrovo pienamente (domani devo scegliere se continuare ingegneria civile o iscrivermi a medicina visto che ho passato il test) e sinceramente mi stai molto aiutando. Credo anche io come te che quello che davvero conta non siano le materie ma l'immaginarti nella professione che sogni. Io ancora non so che farò visto che sono proprio un tipo confuso, ma a prescindere sono contento di essere incappato in questo blog che mi sta rasserenando molto. Continua così :)

Simone ha detto...

Giorgio: grazie del bel commento!

Ma alla fine cosa hai scelto? :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone! Scusa la domanda, ma come mai che dopo tutti quei anni di studi e 10 di lavoro da ingegnere hai voluto cambiare tutto? Io stavo pensando di riscrivermi a ing energetica, ora ke ho 24 anni.. Ma ho paura di rifare di nuovo una scelta sbagliata..

Simone ha detto...

C'è un post in cui parlo di questo, il link è in alto a destra... oppure usa questo:

http://www.simonenavarra.net/2014/06/da-ingegnere-medico.html

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao/buona sera Simone (posso darti del tu?)
Volevo farti i complimenti per il tuo blog perché sono all'ultimo anno del liceo scientifico e, naturalmente, sto riflettendo molto su quello che vorrei fare nella mia vita (e indovina su quali facoltà sono indeciso!:)). Ti ringrazio veramente per quello che hai scritto perché ho cercato molto in internet e tu, come nessuno, mi hai spiegato bene tutte le varie caratteristiche delle due facoltà. Diciamo che questo era proprio che cercavo!
Posso contare sulla tua disponibilità se, per caso, mi venissero dubbi? Perché penso che meglio di te nessuno mi possa rispondere avendo frequentato entrambe le facoltà.

Simone ha detto...

Contami pure... e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Il tuo blog è troppo di parte , ovviamente dal punto di vista della facoltà di medicina; quando ti sei immatricolato ad ingegneria , in che anno ?
Il tuo "racconto" della professione di Ingegnere è ridicolo e dequalifica chi lavora in certi ambiti: probabilmente tu non hai mai esercitato veramente e non ti sei mai assunto certe responsabilità di Progettista che certamente non "scartabella" pratiche.
Comunque hai fatto bene a cambiare strada.
Auguri
Ing_per_davvero

Simone ha detto...

Se non sbaglio mi sono immatricolato nel 93.

Il blog rappresenta la mia esperienza, per cui più che di parte direi che racconta il punto di vista di una persona che può essere diverso da quello di tanti altri.

In 10 anni di professione ho fatto un po' tutto quello che mi capitava tra le mani, come tanti miei colleghi che facevano e fanno ancora lavori simili. Se tu sei diventato un ingegnere per davvero e un progettista con con la P maiuscola sono felice per te, l'importante non è la laurea che abbiamo ma sentirsi realizzati nel proprio lavoro.

Grazie per gli auguri, e ricambio.

Simone

Davide ha detto...

Ciao Simone, complimenti per il tuo percorso. Ho un'amica che, come te, ha conseguito una laurea in ingegneria e, dopo aver praticato, un'altra in medicina. Ora è fisiatra. Io mi sono iscritto ad Ingegneria delle telecomunicazioni, ma dopo un anno sono migrato a Paleontologia (di Scienze Geologiche). Ciò che ricordo con minor nostalgia è l'affollamento delle aule dei corsi di ingegneria del I anno: 400/500 persone (Ateneo di Padova) in fila di fronte alle porte dei dipartimenti fin dalle 5.00 del mattino per espugnare un posto in aula. Che incubo! Di qui la decisione di mettere in saccoccia esami sostenuti (analisi, chimica...) e trasferirmi a Paleontologia: una facoltà che ho amato e amo, pur trattandosi per i più di una scelta pari a un suicidio professionale. Compreso il sottoscritto, che ora dirige una multisala cinematografica. Un saluto, Davide.

Simone ha detto...

Ciao Davide! A parte che dirigere un cinema per alcuni sarebbe la realizzazione di una vita (ho degli amici seriamente appassionati :) l'affollamento in effetti faceva molto passare la voglia anche a me. Per fortuna la mia vecchia università non era grandissima. Grazie e in bocca al lupo! :)

Anonimo ha detto...

Ciao. spero che lei possa ancora leggere il mio commento. Innanzitutto non posso far altro che complimentarmi per le due prestigiose lauree conseguite e augurarle alla latina un "Ad maiora" sincero. Ma veniamo al motivo principale per cui scrivo: sono un ragazzo di 20 anni e, dopo un anno di pausa a causa di una indecisione profonda, sono stato quasi catturato dal mondo sanitario. Vorrei avere gentilmente delle delucidazioni per quanto concerne il test (preparazione etc...) e un metodo efficace per memorizzare alcune materie che. ahimè, al liceo non sono state mai affrontate in maniera specifica e prolissa (nonostante questo all'esame di maturità ho preso 80/100).
Inoltre specifico che a me non interessa solo Medicina, ma anche Odontoiatria, e qualche triennale sanitaria , anche se opterei (se fosse per me) per le prime due. Mi scuso se le

Simone ha detto...

Anonimo: sul mio metodo di studio ho scritto qualcosa qui.

http://www.simonenavarra.net/2012/04/metodo-di-studi-per-studenti-non-troppo.html

Per il resto, penso che se ti piacciono vari ambiti sanitari puoi benissimo provare più test e vedere anche dove ti porta un po' il "destino". In bocca al lupo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Buongiorno dottore, anzitutto la ringrazio per la risposta. Ammetto con molta sincerità che a frenarmi è la preparazione liceale, che credo che sia alla fine un problema per tutti, poiché difficilmente in un istituto di istruzione superiore si affrontano argomenti che concernono i temi del test d'accesso. Qualora io decidessi di partecipare a più test dell'ambito sanitario, mi consiglia di studiare da un unico testo che accomuni Medicina e Odontoiatria e Prof. sanitarie? Se la risposta è affermativa quale libro? Grazie

Simone ha detto...

A parte che puoi darmi del tu, io ho studiato sui vari Alphatest, Teoritest eccetera.

Secondo me la preparazione tutto sommato non cambierà molto tra le varie facoltà. Quello che ti consiglio è di fare tanti test degli anni passati e di puntare ad alzare il punteggio nelle aree dove di volta in volta vai peggio.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ti ho dato del "lei" perché non rientra nell'ordinario parlare al contempo con un Medico ed Ingegnere. In sostanza non ci sarebbe molta differenza tra il manuale per Odontoiatria e medicina e quello di Prof. Sanitarie e sarebbe poi indicato per partire, per così dire, dalle "basi" di ogni disciplina?

Simone ha detto...

Non so come siano i vari manuali, ma se le materie sono le stesse immagino saranno simili anche le domande.

L'unica è prendere i quiz degli anni passati e fare un po' di prove.

Simone

Gian Antonio (sono sempre io) ha detto...

Penso che sia più confacente studiare qualcosa prima di fare le relative "prove"...anche perché son un po' arrugginito e alcune discipline (avendo fatto il liceo tradizionale ante riforma) non sono state mai toccate (vedi chimica) eccettuando qualche schemino o riassuntino. Credo di comprare un Teoritest per Medicina e Odontoiatria per poi iscrivermi a vari test, dato che le materie, come giustamente hai detto, sono simili. Spero solo che il manuale Alpha test non sia troppo astruso e parta "ab ovo" hahaha

Errico ha detto...

Ciao Simone, la mia storia in un certo presenta dei punti di contatto con la tua...solo che io ho una laurea in Giurisprudenza a pieni voti. Leggendo il tuo sito mi sono in un certo senso riconosciuto e le tue parole mi hanno confortato. Proprio per questo vorrei provare a fare il test a settembre, ma purtroppo il liceo risale a 5 (quasi sei) anni fa e le conoscenze che avevo, sono credo svanite.
Ho letto che Alpha test rappresenta uno strumento utile ed efficace, ma nel mio caso...illuminami Grazie

Simone ha detto...

Errico: devi fare i test degli anni passati e poi studi le cose che non sai sui vari alphatest editest e compagnia bella. Io quando ho preparato il test di biologia e chimica non ricordavo assolutamente nulla! :)

Errico ha detto...

Grazie, seguirò le tue indicazioni.
In genere, il manuale Alpha test è complicato o ha un aspetto quasi schematico?

Simone ha detto...

Il mio di ormai 8 anni fa era diviso nelle varie materie... non era molto schematico erano come dei libri riassunti.

Marina ha detto...

Ciao :) Studio Ingegneria Elettronica ed Informatica. Sono fuoricorso da 2 anni per 2 materie perché ho perso la fiducia in me stessa, ho fatto solo pratica, non abbiamo toccato un solo cavo o un PC (tutto carta e penna) mi sento un po' frustrata perché non so se sarò capace di svolgere il mio mestiere quando finirò così trascuro lo studio e guardo un film o un cartone animato. Come devo fare?! Non ce la faccio più, mi sembra un inferno, mi sento una delusione anche per i miei. Pensavo fosse un periodo ma due anni fuoricorso per una triennale sono eccessivi. Suggerimenti?

Federica ha detto...

Ciao Marina, come ti capisco! Davvero, io sono al primo anno fuoricorso (quindi settimo anno di uni, dato che faccio medicina)mi mancano un po' di materie e da qualche mese ormai sono in un periodo di vera stanchezza mentale, per cui faccio fatica a concentrarmi sullo studio, mi sembra di non assimilare i concetti e quindi rimando e rimando gli esami. Da qualche settimana ho preso la decisione di analizzare i vari motivi per cui mi sento così stremata e spero di venirne a capo, perchè voglio finire e raggiungere la laurea! Ammetto che invece di pensare solo al prossimo esame, mi ritrovo a pensare a tutti gli esami che mi mancano, contemporaneamente, alla tesi ecc e quindi arriva il pensiero: "sarò poi un bravo medico?" e blablabla... e aggiungiamoci pure che mi sento un peso enorme per i miei che, pur potendo permetterselo, mi stanno mantenendo agli studi. Credo che un buon suggerimento, che sto dando prima di tutto a me stessa, sia quello di provare a pensare a fare un passo alla volta, il famoso "qui ed ora" non è affatto una banalità e può davvero aiutare. Io penso che se sei arrivata fino a questo punto, che è un ottimo punto anche se tu magari pensi il contrario, significhi tanto. Due esami sono pochi oggettivamente, anche se possono avere in questo periodo della tua vita un peso enorme. Il vivere giorno per giorno può essere la soluzione contro le paranoie e il rimuginio... Ti auguro di ritrovare serenità. Non giudicarti così severamente...i periodi di crisi servono a crescere e a conoscerci di più.

Ti lascio con questo spunto di riflessione, che a me è stato molto utile :)
Da etimoitaliano.it:
CRISI: L'etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell'uso comune ha assunto un'accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull'etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.

Federica

Marina ha detto...

Ciao sono Marina di qualche commento fa. Ce l'ho fatta! Mi manca solo la stesura degli ultimi 2 capitoli della tesi :D Sono Veramente felice e serena, sono tornata a sorridere e ad essere quasi ottimista (dico quasi perché non lo sono mai stata in realtà XD ero meno pessimista di adesso diciamo XD)
Grazie Federica e grazie ad ogni commento scritto prima del mio. Ho capito di non essere la sola con millemila dubbi. Forza ragazze e ragazzi! "Se puoi sognarlo, puoi farlo!". In bocca al lupo a tutti.

Simone ha detto...

Grande Marina, che bella notizia!!!! :)

Complimenti e in bocca al lupo!

Simone

camilla conta ha detto...

Ciao Simone! Io sono Camilla, e mi ha fatto molto piacere leggere il tuo blog e i commenti/le risposte che tutti hanno postato e continuano ad essere scritte ormai da tre anni (davvero impressionante!). Io come gia` qualcuno prima di me, ti scrivo perche` sono indecisa. E` da molto che penso a quello che vorrei/dovrei fare il prossimo anno (il primo di universita`).
Ho sempre pensato di fare Medicina da grande, perche` mi interessava il corpo umano e volevo sapere come funzionasse. E` proprio questo che stuzzica la mia curiosita`: COME FUNZIONANO LE COSE. Ultimamente mi sono chiesta perche` fare medicina, e le risposte non sono cosi` scontate.. per quanto mi possa piacere aiutare gli altri ho sviluppato un'idea molto stereotipata del medico che riceve un paziente e prescrive dei farmaci dopo aver consultato le mille informazioni che ha immagazzinato negli innumerevoli anni di studio. Come molti io non sono adatta alla Memorizzazione, ma credo che se una persona e` abbastanza determinata e decisa raggiungera` il suo obbiettivo. Per questo per quanto difficile possa essere non voglio farmi abbattere dalla paura di non riuscire. Non riesco pero` a capire se e` veramente la mia passione. In particolare, mi entusiasma il sistema nervoso, il cervello, il pensiero e come questi controllino il corpo. Fino all'anno scorso mi sarei buttata ad occhi chiusi in questo campo. Poi ho scoperto Ingegneria Biomedica. Un ragazzo simpatico me ne ha parlato ed io ho preso un poco del suo entusiasmo per la materia e l'ho fatto mio. Mi ha parlato di arti bionici, che si collegano al sistema nervoso. Una protesi che viene controllata dal cervello stesso, una mano di carbonio che si muove per afferrare un bicchiere o una penna ha rapito la mia attenzione. Da li , ho iniziato a guardare video e dimostrazioni su queste protesi e sono rimasta affascinata!
Personalmente mi piace moltissimo progettare, inventare ed essere creativa.
So che gli studi sono completamente diversi e vorrei il consiglio di qualcuno che, come te, ha fatto entrambi.
Per interesse io anche vorrei frequentare entrambi, ma una mia grandissima preoccupazione e` quella del tempo. Sono ambiziosa, ma credo anche che la cosa piu` importante per me sia la famiglia. Voglio avere il tempo adeguato da poter dedicare a quest'ultima e cio` significa anche iniziare a lavorare e guadagnare prima o poi (questo anche mi preoccupa dei 10 anni di medicina). Non mi interessa in particolar modo il grande guadagno, ma piuttosto il tempo da passare a crescere possibili figli. Vorrei una vita semplice che si allontani almeno a volte dallo Stress del lavoro. (Credo che non debba essere sempre uno stress). Ora mi rendo conto di aver dileguato troppo, e mi scuso :)
Presto dovro` scegliere (se il test non lo fa per me ;) ) , e mi sarebbe cara un'opinione.

Grazie del blog
e buona giornata!!!

Camilla

Simone ha detto...

Camilla: con ingegneria biomedica studierai sicuramente le cose di cui parli, ma metterle in pratica sarà più difficile perché è un settore dove è difficile inserirsi realmente e fare ciò che si desidera sul serio. Potresti finire a fare marketing o gestione del personale come molti altri ingegneri... che non è un brutto lavoro ma non è ciò che hai in mente.

Dall'altro lato medicina impiegherà sicuramente più tempo. Certo questo non ti toglierà la possibilità di farti una famiglia, ma sarà un pochino più complicato (come se già non lo fosse) e forse dovrai aspettare un pochino di più.

Insomma ci sono pro e contro in entrambe le scelte. Cerca di puntare a quello che ti piace davvero, e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Pensando di sfuggire allo spettro della disoccupazione,della fame e della miseria la gente si iscrive ad ingegneria. Chi ha la possibilità di stare nello studio di avvocato o notaio del papà non va ad ingegneria ma a giurisprudenza e si laurea con l'università privata anche se è asino (i soldi fanno questo e altro). Ingegneria è il tritacarne per chi si illude di diventare Marchionne, pura illusione, specchietto per le allodole. Studiare molto ad ingegneria è condizione necessaria ma non basta. Una percentuale altissima non si laurea e addio sogni di gloria. Ad ingegneria la maggior parte degli esami sono composti da scritto e orale e il superamento dello scritto (che non è un quiz come a medicina) non implica necessariamente il superamento dell'esame. Quanto alle facoltà di matematica e fisica qualitativamente sono al livello di ingegneria ma hanno molti meno esami. Per quanto riguarda la passione per le materie come elettronica generale, campi elettromagnetici, teoria dei sistemi e simili ho qualche dubbio, sarebbe come affermare ipocritamente che ingoiare quotidianamente rospi vivi è una cosa bellissima.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, leggere questo blog mi ha davvero rincuorato; come tanti altri hanno giá scritto, non sono l'unico ad avere dubbi o esitazioni e mi dà coraggio la testimonianza di coloro che avendo "perso" un anno o più in una scelta universitaria sbagliata non si sono fermati ma hanno avuto l'ammirevole forza di ricominciare senza darsi per vinti. Personalmente mi piacerebbe molto poter scegliere un corso di studi che mi porti a essere utile alle persone e la mia indecisione è se tale obiettivo posso meglio raggiungerlo con medicina o ingegneria biomedica. Da una parte non sento molto quella vocazione che mi dovrebbe far rimanere notti e week-end in reparto rinunciando a una certa autonomia e a una mia vita privata, nè tantomeno mi appassiona l'idea di stare in ufficio a prescrivere ricette. Mi affascina molto però l'idea di sapere come funziona e come è fatto il corpo umano e come poter agire su di esso per guarire il paziente; mi piace molto anche il fatto che il medico deve avere anche "umanità", ossia capacità di empatia ed essere in grado di vedere l'uomo che si nasconde dietro il mero e fisico paziente. Dall'altra la paura di scontrarmi con materie scientifiche fredde come analisi verso le quali non nutro una passione smodata come quella che vedo nei miei amici che si sono iscritti a matematica. Il mio timore è per medicina di condurre poi una vita che sostanzialmente potrebbe venirmi a noia o pesarmi troppo, per ingegneria bloccarmi con materie che pur sempre mi piacciono ma che non venero. Di medicina mi piacerebbe fare ricerca per trovare soluzioni a determinati problemi, ma a questo punto non sarebbe meglio avere una laurea in ingegneria biomedica e specializzarmi negli aspetti medici che più mi piacciono soddisfacendo così anche la mia curiosità del corpo umano ?
Ho da aggiungere che fin da piccolo ho amato tutto quello che riguardava la 'fantascienza" del corpo umano, braccia bioniche etc...
Ma non so se questo sia solo una passione puerile o un sogno da inseguire, forse dovrei scendere coi piedi per terra.

Anonimo ha detto...

Un'ultima cosa, mi é sempre piaciuto il tema dell'irrazionale, la letteratura e l'arte erano i miei hobby. La paura di ingegneria è proprio quella di entrare in un mondo troppo freddo, io non lo so, anche medicina è "fredda" come corso ? Ho chiesto a un mio amico ingegnere biomedico che anche se progetta protesi senza un chirurgo non le mette da nessuna parte, questo mi ha anche fatto rivalutare la figura del medico, non diventa una specie di "tecnico", un semplice "meccanico" del corpo umano ? Questa cosa mi fa sembrare ingegneria un corso molto più intellettuale, più creativo, più aperto.

Simone ha detto...

Annimo1: dici benissimo, meglio i rospi vivi! :)

Anonimo2: secondo me devi pensare più al lavoro che farai dopo e prendere le materie che dovrai studiare come un "sacrificio" da fare per ottenere quello che vuoi. Ingegneria forse è più creativa ma per me lavorare con le persone é comunque meno "freddo" che progettare e stare al computer. Alla fine sia il chirurgo che l'ingegnere sono due tecnici ma di cose diverse.

Simone

Anonimo ha detto...

Salve! Complimenti per il blog, lo sto leggendo da circa 2 ore. Sono "approdata" qui perché anche io, come tanti, devo affrontare questa difficile scelta. Sono una studentessa del liceo scientifico. Già dal primo anno mi interrogavo su quale percorso universitario sarebbe stato migliore per me: mi piace la matematica (nel senso che anche se a volte faccio degli errori, starci su per diverse ore non mi pesa), mi piace molto la chimica e anche la biologia (soprattutto quella del corpo umano), la fisica non mi piace affatto anche se comunque ammetto che se ho un libro davanti con una spiegazione e mi ci applico un po' non mi risulta difficile. Mi ero convinta di voler andare a ingegneria chimica, ma sono molto incerta sul lavoro che dovrei fare, insomma, non mi ci vedo a progettare cose (almeno non ancora...). Così ultimamente mi sto chiedendo se forse la scelta giusta possa essere medicina, principalmente perché quando studio biologia del corpo umano mi interessa molto. Ma ho molti dubbi... non sono molto impressionabile ma nemmeno poco, e non mi vedo in un ambiente ospedaliero. La mia idea sarebbe aprire uno studio privato, magari di cardiologia, ma non so se la cosa sarebbe possibile... un parere?


Simone ha detto...

Certo che aprire uno studio di cardiologia è possibile... diciamo che quello che "immagini" tu è abbastanza comune visto che moltissimi dottori non amano reparti e ospedali e vogliono fare privatamente un lavoro da specialista. Spesso proprio il cardiologo, che è una delle specializzazioni più "richieste".

Comunque più che a quello che dovrai studiare pensa a quello che farai dopo la laurea. Gli esami durano poco e finiscono, poi il lavoro invece lo fai tutta la vita :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao,
sono al terzo anno di medicina. sono ferma da un po': l'unico esame che posso dare è anatomia, a causa dei blocchi e io la odio. in realtà odio medicina da quando mi ci sono iscritta. alle elementari e alle medie eccellevo in italiano ecc. e meno in matematica...la cosa era palese.
ho fatto il classico e volevo fare lettere, ma mi piacevano le materie scientifiche e avevo conseguito buoni risultati. Allora ho pensato a medicina. Anche se non ho mai avuto un buon metodo di studio: mi piaceva capire soprattutto e non ero costante, ma ero molto molto molto precisa. non ho passato il test e ho fatto biotecnologie. la biologia non mi entusiasmava, mi sentivo persa, mi è piaciuta tantissimo chimica organica, il prof mi ha davvero affascinato e poi chimica era proprio la materia scientifica che mi era piaciuta al liceo. ho seguito i corsi di analisi e fisica senza dare gli esami e mi hanno affascinato non poco. i miei voti (a parte in chimica organica) non sono stati un granché. l'anno successivo ho passato il test di medicina e mi ci sono iscritta con sofferenza. perché non mi entusiasma curare le persone. è stato solo per il prestigio e l'occupabilità. sono affascinata dalla fisica. credevo di amare la chimica e volevo iscrivermi a chimica... chimica organica... indirizzo sintesi e reattività.. ma è così dura lasciare e sono anche insicura che il lavoro mi piaccia... insomma cosa ho mai avuto io a che fare con tutto questo tecnicismo? ... sto davvero male.. in più gli esami di medicina mi sembrano impossibili..ho dato biochimica senza aver studiato metà programma...(ho avuto fortuna)

Simone ha detto...

Certo scegliere una facoltà di 6 anni che non ti piace per prestigio e occupabilità può portare qualche problema... ;)

Vedi se trovi qualche branca della medicina che ti interessa, infondo medicina è vastissima. Altrimenti non è che sia proibito tornare indietro e cambiare. Certamente meglio ora che dopo aver perso altro tempo.

Simone

Anonimo ha detto...

Sono arrivata su questo blog per puro caso, stavo facendo delle "ricerche" sul test di medicina e sulla facoltà di medicina in generale e sono finita qui . Frequento il liceo scientifico delle scienze applicate (informatica al posto di latino, tanto laboratorio di fisica e di chimica e tanta biologia) e sto pensando a cosa voglio fare dopo il liceo. Odio la fisica ma apprezzo la matematica e la chimica e amo le materie di puro studio (come storia e biologia).
Mi piacerebbe fare qualcosa di stimolante da grande e specializzarmi in chirurgia cardio toracica o, meglio ancora, neurochirurgia. (Sto sognando un po' probabilmente, dovrei stare più con i piedi per terra)
Non ho paura dei grandi malloppi di roba che dovrò studiare, neanche del numero di anni che impiegherò per raggiungere i miei obbiettivi.
Ci sono "solo" due cose che mi spaventano: la prima, facilmente risolvibile, mentre la seconda molto più problematica
1- passare il test di ammissione, ma sono giunta a conclusione che se non dovessi passare potrei fare un anno di biologia, dove alcuni esami sono simili, e poi ritentare il test.
2- sono iper sensibile, più con gli animali che con le persone, se vedo una gatto spiaccicato sulla strada mentre sono in macchina scoppio a piangere. Mi affeziono velocemente, e per un medico non è una buona cosa dove il distacco è molto importante. Ho paura di finire in un ospedale poco prestigioso è deprimente.

Ah tralasciando il fatto che mi piacerebbe molto andare a lavorare all'estero.

Secondo voi ho la "stoffa" per fare medicina o dovrei pensare ad altre opzioni? Come giurisprudenza che è sempre molto studio mnemonico

(Simone, ho letto tutti i 178 commenti, so che hai scritto questo post più di due anni fa e sei sempre stato disponibile a dare una risposta esauriente a tutti, ma potresti darmi un tuo parere? Credo che non ci sia un posto migliore di questo per chiedere consiglio)

Complimenti per il blog e per tutto

Simone ha detto...

Ciao!

Riguardo il test di ammissione, provaci e vedrai che se ce la metti tutta non è così impossibile. E male che vada come hai già scritto ci sono delle alternative.

Riguardo alla sensibilità, credo che possa essere una difficoltà che dovrai imparare a gestire... ma alla fine anche un po' di sensibilità in un medico non è che ci stia proprio male, secondo me :)

In bocca al lupo!

Simone

Alfredo ha detto...

Ciao Simone, in media quante ore al giorno dovrebbe studiare ORIENTATIVAMENTE uno studente di medicina od odontoiatria (eccettuando ovviamente le lezioni all'università)?

Simone ha detto...

Alfredo: dipende da come sei fatto. Comunque in genere durante i corsi sono in pochi a studiare. Poi quando si avvicina la sessione e in prossimità degli esami c'è chi studia anche tutto il giorno. Diciamo una media di zero ore lontano dall'esame, 12 ore la settimana prima :)

Simone

Emanuela ha detto...

Ciao Simone, leggere questo blog mi ha fatto sentire meno sola perchè anche io sono Ingegnere ma voglio diventare medico.Ho avuto un'esperienza universitaria molto tormentata e ancora adesso non mi sento appagata.Questo anno ho riprovato il test ma per pochissimo non ce l'ho fatta... Non mi abbatto perchè so quale deve essere la mia strada. Mi piacerebbe farti altre domande su questa esperienza ma intanto puoi darmi dei consigli su come affrontare l'attesa e il test? Grazie!

Simone ha detto...

Per il test io ho fatto tantissimi quiz degli anni passati studiandi sui vari alphatest, editest e simili (ci sono tantissimi libri del genere).

Per l'attesa... ormai sei ingegnere. Se devi aspettare 1 anno il test di medicina, intanto trovati quache lavoretto magari come libero professionista. Potresti addirittura scoprire che alla fine non ti dispiace così tanto :)

Simone

Alfredo ha detto...

Davvero durante il periodo delle lezioni la maggior parte degli studenti...non studia? Si riducono tutti all'ultimo momento? Non ci avrei mai pensato... sono voci di corridoio quelle secondo cui si studia meccanicamente tutti i giorni 5/6 ore?

Simone ha detto...

Ma secondo te per un esame che sarà a gennaio o febbraio uno inizia a studiare a novembre? Lo studio più intenso inizia un mesetto prima dell'appello.

Anonimo ha detto...

Scusami per le domande banali, ma sono completamente "esterno" alla situazione. Posso chiederti in cosa ti stai specializzando? Saluti.

Al Iskandr ha detto...

Senza contare, Alfredo e Simone che, forse saro strano io, forse sarò tardo di comprendonio, però è benissimo possibile iniziare a studiare da Ottobre ed essere bocciati a tutti gli esami a Febbraio... insomma, può benissimo non servire a nulla cominciare a studiare troppo per tempo. Le variabili in campo sono troppe. Poi magari io sono l'eccezione alla regola, magari vado male proprio perché studio troppo o non mi interessa più quello che studio, che ne so...

I miei colleghi fanno esattamente come dici tu, io faccio l'esatto opposto e loro ora si stanno laureando, mentre io sono al primo anno fuori corso. E studio Chimica Industriale. Fai te... la verità è che per alcuni funziona meglio cominciare a studiare con anticipo, per altri è meglio cominciare a studiare tardi (anche un giorno prima, addirittura...), altri ancora non studiano niente e vanno comunque in modo ottimo, altri ancora studiano come matti e non rendono... c'è un modo di dire americano che rende perfettamente l'idea: "Your mileage may vary".

Anonimo ha detto...

Dalla mia esperienza universitaria ti dico che quando sembra che i tuoi colleghi siano degli studenti modello, in realtà, è esattamente l'opposto. Forza e coraggio, i momenti difficili nello studio gli abbiamo passati tutti! Non credere troppo nelle facoltà divine e sovrannaturali di alcuni!!!

Simone ha detto...

Mi sto specializzando in medicina d'urgenza. A me hanno bocciato innumerevoli volte sia a ingegneria che a medicina (più spesso a ingegneria però :) ma l'importante è solo quando anche magari alla quarta volte l'esame lo passi :)

Simone

Al Iskandr ha detto...

Però, caro Simone, posso dire che passare un esame alla settima volta, come nel mio caso, lascia un po' esausti dentro. Esausti dallo sforzo protrattosi di volta in volta, esausti dall'attesa, esausti da tutti i pensieri che si sono susseguiti nella testa nel lasso di tempo intercorrente tra la preparazione del primo esame e il suo superamento, esausti dalla propria fiducia continuamente smentita. Io per questo motivo accetterei (e accetto) ogni voto pur sapendo di aver dato il massimo. Non per non vedere più il professore in faccia o perché non sopporto più la materia, ma perché lo stress da esame, quando lo stesso più volte non va come previsto, mi usura, mi fa sentire la testa vuota, mi fa sentire come se mi fossi appena laureato insomma, quando in realtà manca ancora una decina di esami e la tesi...

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, casualmente ho trovato il tuo blog. Io sono uno Psicologo molto insoddisfatto dalle prospettive lavorative offerte dalla laurea delle merendine. Da 3 anni lavoro nel mondo della formazione risorse umane progettando corsi e-learning. L'80% dei miei compiti e delle attività che quotidianamente svolgo non rientrano in quello per il quale ho studiato per 5 anni (+ 1 anno intero di tirocinio non pagato), parlo di progettazione grafica, siti web etc. Il restante 20% deriva da alcune nozioni che ho studiato ma che chiunque può trovare e leggere su internet. Ovviamente non sto qua a parlare dello stipendio da fame, ogni mese devo togliere i conigli dal cilindro.
In queste settimane è covata dentro di me un'idea non troppo bizzarra. Prendermi una seconda laurea. Stavolta andando contro le paure (matematica in primis) che mi hanno spinto a scegliere una laurea che non prepara ad una professione. Pensavo di fare il test di ammissione in Informatica o in Ingegneria Informatica. La mia unica paura non è la mole di studio da affrontare ma il poco tempo a disposizione, vivendo da solo e lavorando dalle 9 alle 18, sarà durissima.
Vedremo...

Un saluto.

Dario ha detto...

Da "psicologo" (che non sono) a ingegnere: mi spiego.
Laureato in Scienze e tecniche psicologiche, triennale di Psicologia.
Non continuo con la magistrale, faccio l'educatore per anni, mi rendo conto che non m'interessa e mi guardo in giro.
Mi interesso all'ingegneria: da piccolo amavo costruire, progettare, "strutturare".
Tutt'ora ho la passione delle moto e delle costruzioni: sono indeciso tra meccanica e civile.
Non ho un buon rapporto con la matematica e la fisica: non sono portato, ma il cattivo rapporto credo dipenda dal fatto che non le ho mai affrontate nel modo giusto.
L'idea di farlo ora, a 26 anni, mi spaventa. Ma l'entusiasmo mi spinge.
Ciao,

Dario

Dario ha detto...

Dopo aver lasciato il mio commento leggo quello sopra.
E sorrido...

Un saluto

Anonimo ha detto...

ps: posso sapere che ingegneria hai fatto, Simone?

Grazie

Simone ha detto...

Vedo che ci sono tanti psicologi insoddisfatti! Effettivamente è una professione difficile e può essere frustrante. ricominciare a 26 anni è molto presto... quasi al punto che magari potrebbe valere la pena di provare con la psicologia un altro po'. Comunque sono il primo a dirvi (a tutti e due) che se una cosa non ti piace la cambi senza troppi problemi :)

Io ho fatto ingegneria civile.

Ciao e in bocca al lupo!

Simone

devyjo ha detto...

Ciao Simone, mi chiamo Vincenza. Ho letto il tuo articolo e mi è risultato molto utile per quanto riguarda la comprensione dei moduli e dei metodi di studio delle due facoltà. Il mio problema però sussiste in quanto non riesco a capire quale sia la facoltà che più mi rappresenta, né quella per la quale io sia più portata. Sono indecisa tra Medicina ed Ingegneria elettronica/informatica: per quanto riguarda Medicina, vorrei diventare un pediatra perché amo prendermi cura dei bambini, inoltre sono attratta dal 'giovane' corpo umano e dai suoi sviluppi. Il problema è che io sto frequentando il quarto anno del liceo classico e la chimica a scuola (oltre ad averla fatta molto male) non è mai riuscita ad attrarmi a tal punto da farmi scegliere con convinzione la facoltà di medicina; forse anche a causa dell'insegnante, non riuscivo a capire a pieno il programma.. Inoltre la mia insegnante di matematica e fisica (forse per stanchezza o chissà..) ha saltato molti argomenti, quindi sono molto indietro con il programma. Comunque a breve inizierò un corso di preparazione per i test relativi a questa facoltà e spero di riuscire a colmare le mie lacune.
Per quanto riguarda Ingegneria, invece, ne sono molto attratta. Ho sempre avuto questa passione per la matematica e per l'elettronica, tant'è vero che spesso aggiusto cellulari per passione, e mi piacerebbe molto scoprire come questi sono fatti e (chissà) magari progettarne uno migliore. Apprendo molto più facilmente le nozioni matematiche rispetto a quelle chimiche (stando alle mie esperienze liceali) e sono portata più per uno studio ragionato e metodologico piuttosto che uno mnemonico. Ma non saprei dire se effettivamente possa risultarmi più facile lo studio della fisica in quanto posso dire di non averla fatta in questi anni di liceo. Per questo sono nel panico, non so quale delle due facoltà scegliere e anche se teoricamente ho ancora un anno per pensarci, praticamente ho pochi giorni a causa di questo corso.. Ho paura di non 'riuscire' a studiare le materie mediche e di aver infine perso tempo/soldi inutilmente (anche perché per i test di ammissione a queste facoltà ho bisogno di una preparazione un po' diversa). In conclusione la mia domanda è questa: in base alle mie insicurezze, quale facoltà mi consigli di intraprendere? Avendole tu frequentate entrambe, ho bisogno di un tuo parere!

Anonimo ha detto...

Ciao, un'informazione, e cioè:
Ti sei iscritto quando avevi 33 anni, giusto? Nel periodo che avrai avuto 26/27, età che ti sei laureato in Ingegneria, fino ai 33, anni in cui hai fatto l'iscrizione a Medicina, hai lavorato? E come hai fatto/farai dal punto di vista pensionistico? Per caso hai riscattato/riscatterai i vecchi anni di laurea? E poi a 39/40 anni sei riuscito a trovare lavoro?

Grazie
Roberto

P.S. Ti ho scritto anche in un altro post ma non c'è stata alcuna risposta

Simone ha detto...

Per la pensione pago un sacco di tasse e alla fine avrò poco in cambio. Ti servirà un commercialista più che un blogger, comunque :) e sono in specializzazione.

Simone

Marco ha detto...

Complimenti per aver "mantenuto" un blog per tutti questi anni...alla fine è un dilemma molto comune ingegneria vs. medicina a quanto vedo.

Ma alla fine ti sei laureato in entrambe?

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