12/04/11

Smettere di scrivere.

Qualche giorno fa mi è arrivata la lettera di un editore.

Era in una busta dall'aspetto tutto sommato normale, col mio indirizzo stampato su un etichetta. Dentro c'era un solo foglio, ma su una carta spessa, di quelle che devi ordinare e farti stampare e penso pagare pure un bel po' di soldi.

In alto un logo a colori, il mio nome scritto addirittura a mano (e io c'ho pure il nome lungo!) e poi un rifiuto generico: l'opera non risulta in linea col piano editoriale, e allora crepi.

Non si fa menzione del titolo, e io a questo punto manco mi ricordo che romanzo gli ho mandato: saranno i gatti? Sarà Primo Mazzini? Oppure è ancora Mozart di Atlantide che gira, gira, gira da anni dentro gli uffici e sulle scrivanie degli editori italiani, e che ogni tanto rispunta fuori da qualche secchio della spazzatura troppo pieno? Non ne ho la minima idea.

E insomma, è da un po' di giorni che ho questa lettera in ufficio, e ogni tanto me la guardo e me la riguardo. La sollevo verso la finestra, e in controluce, attraverso 5 millimetri di foglio, si legge la marca della stamperia. Mica male, no? E voglio dire, in un settore dove il 90% delle persone nemmeno ti rispondono o ti mandano direttamente a quel paese (che era meglio che non rispondevano, mi sa) è anche una cosa che un po' ti consola: cioè, una lettera di rifiuto con delle parti addirittura scritte a mano, e stampata su una bella carta: che soddisfazione!

E se devo essere sincero, io non credo che si possa smettere di scrivere e basta. Non è che fino a un certo punto scrivi 10 pagine al giorno, e poi dal giorno dopo più niente. È una cosa che avviene piano piano: prima hai 100 amici scrittori e aggiorni il blog due volte al giorno e vai alle presentazioni de libri e praticamente non parli d'altro. Poi dei 100 amici te ne restano 10, poi 5, e con quei 5 invece che di libri parli di cose più interessanti. Il blog lo aggiorni quando capita, e alle presentazioni dei libri arrivi di proposito in ritardo solo per scroccare il rinfresco.

Scrivere ti gratifica sempre meno, ti serve sempre meno, ti interessa sempre meno. E a un certo punto ti accorgi che sono due anni che non tiri fuori un libro, e che non è stata una scelta consapevole: hai semplicemente trovato altre cose più piacevoli con le quali riempire le giornate.

Ma ripeto che è un processo lento, ed è impossibile dire: ieri scrivevo, e oggi non scrivo più. Io però un paletto vorrei metterlo, perché sarò fissato ma mi serve tenere sotto controllo quello che faccio e quelli che sono i miei progetti. Anche solo per capire meglio chi sono, e a che cosa punto.

E questa bella lettera mi pare ideale. Forse è il gesto più carino che mi fanno da anni, o da sempre, nel mondo dell'editoria. Rispetto a certe cose che mi sono toccate, direi che è stato gratificante, riceverla.

Potrei farla incorniciare, e appenderla al muro. Tra la laurea vecchia e quella nuova (quando arriverà), insieme alle foto che ho stampato 10 anni fa e al diplomino della Croce Rossa. Sarebbe un bel ricordo di quando facevo lo scrittore e ho scritto 200 mila romanzi, ma che poi però erano brutti e nessuno se li filava, e allora piano piano mi sono rotto le palle e alla fine ho lasciato perdere.

Così se qualcuno mi chiede se sono laureato gli dico: certo, guarda un po' lì sul muro! Se voglio far vedere qualche foto ce l'ho già belle che pronte, e se uno invece mi domanda se è vero che scrivo, gli indico direttamente la lettera e gli faccio: no no, io no. Non sia mai! Forse sarà successo qualche volta, in passato, quando ero giovane... ma ormai, ve lo assicuro, ho smesso.

Simone

14 commenti:

TIM ha detto...

Come ti ho appena risposto nel commento al tuo commento al mio post (che sembra una cosa complicatissima e invece...) tu resti sempre uno scrittore. Che magari non esercita più o "per il momento". Scrivere, io penso, non è (solo) un mestiere, ma un modo di vedere la vita, un'angolazione particolare di sbirciare la realtà.
Anche se nella tua vita, tra qualche anno, non prenderai più in mano una riga e una penna di china, restarai sempre un ingegnere, anche se sarai passato allo stetoscopio e al bisturi.
Temistocle

Ferruccio gianola ha detto...

Ma va, sei nato scrittore e rimarrai scrittore sino alla fine:-)
La penso esattamente come Tim.

Ariano Geta ha detto...

Non dimenticare le vie intermedie.
Io scrivevo a vent'anni, ho continuato sino a trent'anni circa, poi per alcuni anni ho smesso, letteralmente. Ero preso dal lavoro, la famiglia, e scrivere mi pareva un'attività inutile.
Poi però ho ricominciato, superati i trentacinque ho sentito la necessità di rivedere ciò che avevo già scritto, editarlo, implementarlo, e poi mi sono venute nuove idee...
Quindi, non si sa mai ;-)

Gloutchov ha detto...

Atz!
Questo post lo metto tra i bookmark. Non sia mai che un giorno mi sia utile per riflettere sul tempo che perdo, ogni giorno, scrivendo.

Samirah ha detto...

Io dico solo "...".
Lo stato d'animo lo conosco fin troppo bene. Non che mi potessi ritenere una scrittrice, sia chiaro, ho scribacchiato qualche raccontino fantasy, un altro paio horror giusto per rompere le scatole su Scheletri.com (XD), ma niente di che.
Però mi piaceva, passavo le giornate (e spesso le nottate) a far andare le piccole e incrostate rotelle dentro la testa immaginando scenari, storie e colpi di scena.
Poi è andato tutto scemando: la laurea da tirare a finire, il matrimonio da organizzare, il secondo trasloco in due anni, il bimbo.
Tutto a priorità maggiore.
Ci lascio un pensiero ogni giorno, per ora mi limito a questo.

Chissà... :)

Un bacio!

Simone ha detto...

Tim/Ferruccio: ma così non è un po' negativa, come cosa? Cioè, scrittura a parte, se fai una cosa per un po' alla fine ci rimani a vita? Un uomo non può semplicemente chiudere col passato ed essere soddisfatto anche dopo?

Poi un certo modo di essere probabilmente rimarrà anche. Però quell'idea di scrivere come mestiere, per pubblicare romanzi... bah, ma che c'era di positivo in un proposito che ti porta solo sfiga?! ^^

Ariano: che non si sa mai, ovviamente, siamo d'accordo!

Glauco: be', comunque uno può perdere tempo in 1000 modi diversi. Scrivere non è certo tra i peggiori.

Samirah: alla fine è proprio così che va a finire, secondo me. Hai sempre altri pensieri e altre cose, e alla fine della scrittura rimane giusto l'idea. Poi, è vero, chissà.

Simone

Anonimo ha detto...

secondo me fai già troppe cose! Certo non si può tenere i piedi in troppe scarpe!

Bruno ha detto...

Tra l'altro ti hanno pure pubblicato, quindi non puoi cancellare questa macchia :)

Nick ha detto...

Ciao Simone!
Alla fine rimani uno scrittore sempre e comunque.
L' importante è sentirsi felici con quello che si fa. Non sono uno scrittore però sono d'accordo con TIM e Ferru.

Simone ha detto...

Anonimo: già. In questi giorni in particolare sto un po' cedendo ^^.

Bruno: ecco, uno fa uno sbaglio una volta ed è etichettato per tutta la vita!

Nick: niente da fare insomma, eh?! ^^

Simone

Spinning Rabbit ha detto...

Dopo questa credo che andrò a dormire (alle 9,00 ho lezione!!! Mannaggia!!)

Però anche in questo caso mi trovo molto, salvo che non ho mai coltivato seriamente la prosa e che fino a qualche anno fa mi classificavo abbastanza bene in concorsi di poesia. Ho lavorato molto alle mie poesie (ne ho una quantità spaventosa -ho iniziato a scrivere a 14 anni) e poi ad un certo punto, piano piano non dico che ho smesso di crederci, ma ho dovuto dare altre priorità... tra cui quella di procacciarmi del cibo (in un futuro molto vicino spero di riuscirci senza che sia ancora mia madre a provvedere!!!) e magari un futuro un *minimo* stabile.

Ho sempre rifuggito il contatto con gli editori e sono sempre stata sul chi-va-là. Chissà perché, ma ho preferito cassare da sola le mie opere...

Fine dello spam (fino alla prossima incursione!)
CIAO!

CyberLuke ha detto...

Finché puoi, finché ti va, continua.
C'è chi non può.
Tu puoi.
Ti va (ancora)?
Continua.
Con noialtri hai firmato solo un contratto invisibile, una stretta di mano virtuale, un appuntamento un po' vago.
Capiremo se tarderai o ci darai la buca del tutto.

Simone ha detto...

Spinning: continua pure a spammare... e buono studio!

Cyber: grazie. Ora non lo so se mi va ancora... sinceramente mi gratificano più altre cose, forse la scrittura riempiva solo un buco che piano piano sto riempiendo con altro.

Simone

Anonimo ha detto...

Sai cosa? Secondo me non bisogna mai fare troppi progetti o meglio troppi progetti per il futuro. Vivi giorno per giorno, cercando spazio per fare quello che ti va di fare in quel momento e basta. E punto. Oggi ti va di scrivere? Scrivi. Domani vuoi andare al mare? Vacci. Dopodomani ti pigli la laurea? Bravissimo. Non sai più cosa fare? Gira la ruota e ricomincia da capo. L'importante è non stare mai fermi e ognuno si "agita" come gli va. Missi WMI