18/04/11

Cambiare facoltà e ricominciare da capo... ma come reagirà chi ci è vicino? L'esperienza di Niccolo.

Mio padre è uno di quegli ingegneri che pensano che l'ingegneria sia la materia più meravigliosa del mondo, e che fare l'ingegnere sia l'unica scelta sensata possibile.

Mio fratello è uno di quegli ingegneri che se sei ingegnere come lui allora capisci tutto e sei un tipo di successo che nella vita ha fatto le scelte giuste, mentre qualsiasi altra facoltà non insegna nulla, regala le lauree ed è assolutamente una scelta inutile.

Se chiedete a mia mamma, invece, vi dirà che l'unica ipotesi valida e giusta per intraprendere un corso di studi e successivamente una carriera degna di questo nome sia quella di iscriversi alla facoltà di ingegneria. Lei però, chissà perché, ha fatto pedagogia... defunta facoltà che immagino insegnasse agli adulti a crescere bravi figli ingegneri.

E insomma, non è un caso che ancora più del test di ammissione fatto con l'influenza intestinale, più del corso estivo in compagnia di 100 adolescenti neo-diplomati, più dell'esame di Biochimica e anche più delle autopsie alle 8 di mattina, il momento più arduo di quando ho deciso di mollare la mia (per quanto mediocre) carriera da ingegnere per ricominciare da zero come medico, è stato dirlo alla mia famiglia.

Il giorno che ho spiegato a mia madre che non gli stavo raccontando la trama di uno dei miei soliti romanzi, ma che a Medicina mi ci iscrivevo davvero, il cielo era nerissimo, le luci in casa erano spente ed era tutto buio e tetro. O forse era pure una bella giornata, ma io me la ricordo come vi ho detto in stile apocalisse imminente e prossimo giudizio Divino con cacciata all'inferno del sottoscritto.

Poi mamma l'ha detto a papà, e alla fine il commento conclusivo è stato: io e tuo padre ci siamo chiesti dov'è che abbiamo sbagliato, con te. Che è un po' una di quelle frasi fatte da filmetto adolescenziale, ma vi assicuro che anche se la mia adolescenza era passata da tipo 15 anni non è stato facile sentirsela dire.

E ok: mi pare evidente che questa cosa della seconda laurea, almeno all'inizio, i miei non l'avessero presa troppo bene. E capirete insomma che io sia in qualche modo sensibile a commenti come questo di Niccolò, che vi riporto qui sotto:

Ciao, mi chiamo Niccolò e a settembre avrò 25 anni, e come regalo di compleanno (se dovessi passare) cambio facolta e vado a fare infermieristica...

Ora sono iscritto a economia aziendale ma non è la mia vera passione. Dopo aver lavorato un anno non mi rendeva felice quello che facevo, e in più odio la monotonia. Quindi ho deciso di cambiare. Pazzia? Penso proprio di sì, ahahah!


Comunque come te sono opertore bls-d, quindi in questo campo ci vivo! :) E poi ho sempre avuto questa passione ma l'ho sempre tenuta dentro.
Un piccolo neo c'è: ancora mio babbo nn lo sa... ahahahahahah. Sono pronto psicologicamente ma non fisicamente pronto alla reazione del mio babbo. È solo la sua visto che mia madre sa tutto! Penso di dirglielo se passerò il test! :)

La mia preoccupazione più grande è creare un clima in casa da bomba atomica, visto che mio padre ogni santo giorno mi rompe per gli studi, lavoro futuro, ecc...
comunque sono sempre più convinto, anche se mi spaventa un pò devo essere sincero! :)

A presto, Nicco


Avete letto? Bene. A differenza di Niccolò, io di anni non ne avevo 25 ma 33. Ancora, forse il padre di Niccolò si preoccupa più del lavoro e della sicurezza economica di suo figlio, mentre per i miei è stata più una questione di dover accettare un cambiamento che - bene o male - non si aspettavano.

Quello che resta identico è la sensazione di fine del mondo (bomba atomica o apocalisse che sia) che accompagna certe situazioni, e la difficoltà di fare una sceltà già di per sé estrema trovandosi a dover sconvolgere - oltre alla nostra - anche la vita di chi ci sta intorno.

Che consigli dare a Niccolò, o a chi si trova in una situazione simile? Io ammetto di non saper bene che cosa dire. Credo perché sono forse troppo invischiato in un contesto analogo, o forse perché ci sarebbero tante di quelle cose da sottolineare che non riesco proprio a fare un discorso che non parta per la tangente.

Insomma, mi limito a un paio di considerazioni: intanto quel discorso di sbagliare o meno, da parte nostra o della nostra famiglia, non è del tutto corretto. Anche potendo tornare indietro, 20 anni fa non penso che mi sarei trovato bene in una facoltà come Medicina (per il semplice fatto che non studiavo abbastanza). Quello che voglio dire è che se anche a qualcuno pare uno sbaglio o un cambio di rotta, forse quello che ho fatto era semplicemente un percorso mio personale, e le cose non potevano andare altrimenti.

Aggiuno che oggi, a 3 anni di distanza da quel giorno del cazzo, io sono una persona più soddisfatta e felice. Non so nemmeno immaginare che idiozia sarebbe stata restare a fare le pratiche di prevenzione incendi a vita, o a stampare carte per gli isolamenti termici. Io ho fatto benissimo a iscrivermi a Medicina, e di questo i miei se ne rendono conto e alla fine - anche se c'è voluto un po' - questa cosa l'hanno accettata e la vivono con più serenità.

Quello che auguro a Niccolò, è che accada lo stesso anche per lui e per il suo "babbo".

Simone

18 commenti:

TIM ha detto...

Naturalmente penso che nessuno che non ci sia già passato, come te, possa dare consigli a Niccolo, anche perché come diceva il buon Faber: si danno buoni consigli se non si può dare cattivo esempio. Anch'io -ma per altri motivi- ho dovuto dare una notizia 'esplosiva' ai miei quando avevo 38 anni, ma ho avuto la fortuna che non ci misero molto a capire che la mia decisione era già presa, perciò dissero: ok, rimbocchiamoci le mani e ricominciamo. Forse sono stato fortunato.
Temistocle

Marco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco ha detto...

Io mi sento fortunato da questo punto di vista. La mia famiglia mi ha appoggiato in pieno in questa decisione. E mi rendo conto che questo vuol dire molto.
A Niccolo potrei consigliare di "speculare" il fatto che il futuro, da infermiere, è assicurato...a differenza di altri corsi che magari ti danno una buona preparazione, ma...non un lavoro certo!
Poi come dici anche tu, Simone, col tempo la sua famiglia si renderà conto che Niccolò è felice e sereno (sempre che lo diventi), e accetteranno meglio la questione.
Credo che ai nostri tempi (quelli che viviamo), non tutti si possano permettere una scelta difficile sia dal punto di vista psicologico, che economico. Ma credo anche che, se anche solo esiste una possibilità...un tentativo (convinto) vada fatto anche solo per il fatto che..."si vive davvero una volta sola" e forse meglio non trovarsi un giorno a dirsi "se solo avessi provato..." Se poi questi, che possono sembrare banali luoghi comuni, non sono (ancora) compresi dai familiari o chi ci sta vicino...beh, sarà sicuro causa di sofferenza, ma cinicamente...dovremmo essere noi stessi a gestire la nostra vita.

Simone ha detto...

Ora mi hai incuriosito... che hai combinato a 38 anni? ^^

Io non vorrei dare consigli o esempi. Semplicemente raccontando le mie esperienze spero di aiutare qualcuno a chiarirsi meglio le idee. E spero anche di non dare troppi esempi cattivi ^^.

Simone

Angelo ha detto...

Ciao Simone.

Mia moglie due anni fa ha deciso di iscriversi a Scienze dell'Educazione Primaria (insomma la facoltà che ora ti fa diventare maestra... e se qualcuno si chiede se davvero è necessaria fare l'università per insegnare dei bambini, rispondo che è fondamentale...)
Aveva un posto fisso in banca che le stava consumando il cervello e una laurea in giurisprudenza che le apriva solo prospettive in cui non riusciva a trovare ossigeno.
Se io l'ho appoggiata subito mentre i suoi hanno osteggiato inizialmente l'idea, tentando di convincerla discussione su discussione...
Alla fine loro hanno ceduto e le hanno dato il loro appoggio.
Ora finalmente lei ha trovato la sua strada, sta portando avanti gli studi con entusiasmo ed energia e, quando rientra dai tirocini presso le scuole, ha gli occhi pieni della gioia che le danno i bambini. Ma anche le materie che sta studiando la entusiasmano...
La verità è che la libertà non è fare quello che ti pare, senza calpestare il giardino del vicino, ma fare ciò per cui sei nato e i pochi che hanno la possibilità e il CORAGGIO di farlo sono davvero privilegiati.
In bocca al lupo per i tuoi studi e a rileggerci...

TIM ha detto...

@ Simone: qualcosa che riguarda "un'altra vita" e che mi sono buttato alle spalle. Magari qualche volta mi confesso in privato!
Temistocle

Simone ha detto...

Marco: anche la mia famiglia mi ha appoggiato molto, specialmente da un punto di vista economico. Certo c'è voluto un po' di tempo per farli "rassegnare" ^^.

E concordo con quello che dici, non bisogna tenersi i rimpianti.

Angelo: sono contentissimo per tua moglie, e di discussioni ne ho affrontate tante anche io! Poi forse il coraggio arriva semplicemente dall'avere in ogni caso una certa sicurezza e non dovendo rischiare troppo. Comunque sia, quando vado in reparto o a lezione mi sento davvero fortunato, se non addirittura un "privilegiato" come dici tu... cioè, magari sono stanco e tutto quanto ma penso che stare lì è anche un lusso che in pochi potevano permettersi.

Tim: fai come vuoi non voglio forzare nulla, poi in un certo senso penso di aver capito più o meno di cosa si tratta.

Grazie a tutti!

Simone

Anonimo ha detto...

però c'è un però ovvero l'età....laurearsi a 35/40 anni...che porspettive ci sono????simone...te cosa ti aspetti???io ho amici che sono anni che sono in graduatoria per fare il medico di famiglia..e nel frattempo vanno avanti a guardie notturne e non si pongono il problema di farsi una famiglia (hanno 32 anni)....però uno che si laurea a 40 anni (con specializzazione...che fare??

TIM ha detto...

@ Simone: Che fai? provi a giocare a Sherlock Holmes?
Temistocle

Simone ha detto...

Anonimo: non so... in fondo diciamo sempre che una scelta del genere può farla chi ne ha le possibilità, e la possibilità è anche non rischiare di rimanere a 40 anni senza un posto fisso o con uno stipendio che non basta nemmeno a pagare un affitto.

Insomma io come già detto tante volte sono fortunato, e a dirla tutta sarei contento già di continuare solo il volontariato alla Croce Rossa (come medico) e poi proseguire col lavoro che faccio adesso.

Credo però che tra la specializzazione e altre possibilità i medici riescano comunque a tirare fuori uno stipendio più facilmente di tante altre categorie, per cui non è che secondo me ci sia davvero questo problema... a meno che certo uno non voglia fare il neurochirurgo o altre specializzazioni ambitissime, che quelle all'età mia mi sa che te le scordi ^^.

Simone

Anonimo ha detto...

Bravi a tutti quelli che hanno il coraggio di cambiare quello che non va o che semplicemente non dà soddisfazione!
Simone, se diventerai un medico (te lo auguro), cerca di ascoltare le persone, non sottovalutare il loro stato d'animo e soprattutto tieniti sempre aggiornato perché, per portare il mio esempio, dopo anni di visite inutili, ho dovuto autodiagnosticarmi un disturbo e ho dovuto cercarmi uno dei pochi medici in grado di aiutarmi perchè la maggior parte degli altri non conoscevano e presumo non conoscano neanche oggi dell'esistenza di tale male.
L'ignoranza è una brutta bestia...

Simone ha detto...

Anonimo: credo che molti medici ragionino secondo dei "modelli" e seguendo delle casistiche standard. Nel momento in cui incontrano qualcosa di nuovo o di diverso gli standard non valgono più e conta l'esperienza, la fortuna o come dici tu l'essersi aggiornati più di altri.

Io proverò a fare come dici... e spero che il tuo problema sia se non risolto almeno sotto controllo!

Simone

Anonimo ha detto...

Guarda 25 anni per fare infermieristica vanno benissimo!!!! Forse l'unico problemma è "economico" ironia della sorte... Nel senso che dovrai dipendere dai tuoi genitori, ma credo che per solo 3 anni capiranno! Inoltre ricordati di metterli a conoscenze del fatto che gli infermieri il lavoro lo trovano velocemente e su questo possono stare sicuri al 100%! Inoltre lo stipendio è buono e il lavoro è dinamico. Purtoppo la monotonia c'è in TUTTI i lavori ( tranne forse il lavoro dell'artista...) MA è una monotonia piacevole se il lavoro ti piace e se vedi persone diverse ogni giorno!

Simone ha detto...

Anonimo: ma sei l'anonimo di prima o uno "nuovo"? Comunque grazie davvero per l'intervento!

Simone

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.. sono il famoso Niccolò.. ringrazio tutti quelli che hanno letto e commentato il m io post.. e ringrazio simone per verlo pubblicato sul suo blog..Settembre piano piano si avvicina e io mi sto preparando al famoso test..e devo essere sincero.. ho un ansia addosso..ahahaha cmq vi terrò aggiornati..
a presto un abbraccio
Nicco

Simone ha detto...

Ciao Niccolò, facci sapere e ancora in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao simone sono Niccolò.. che dire... a settembre sono entrato a infermieristica a empoli.. e la mia vita mi è cambiata, ora sono una persona più felice.. mi faccio un mazzo tanto.. ma sempre con il sorriso..del primo semestre mi mancano 3 esami.. quindi ora ad april si spera di laverceli almeno anatomia!!ahah cmq se tornassi indietro lo rifarei.. per quanto riguarda mio babbo la notizia l'ha sorpreso ma nn molto.. mi disse. se cosi sei felice.. ok va bene! :) ogni tanto x prenderlo ingiro li dico che sarò un'ottima infermierA..ahahah cmq a maggio inizio in tirocinio prima sono all'ADI a sesto e poi a empoli a medicina generle!! te tutto bene? un abbraccio e grazie ancora

Simone ha detto...

Grande Niccolò, che bella notizia! Sono proprio contento per te e anche per tuo papà che alla fine l'ha presa bene.

Io sto un po' fuso con gli esami che in questo periodo non sono andati troppo bene, ma spero di recuperare.

Senti il commento lo riporto anche come post così lo legge anche chi a suo tempo ha letto la tua lettera, ciao e in bocca al lupo!!!

Simone