07/04/11

Università dopo i 30 anni: la Primavera, la cardiologia e la medicina interna.

Il secondo semestre del terzo anno è ormai in fase inoltrata, e mi pare il momento di fare un breve riassunto di come stanno andando le cose con la seconda laurea.

I corsi che sto seguendo sono "Metodologia medico scientifica di base n°VI: Semeiotica e Statistica Medica" (abbreviata: Metodologia) e "Patologia integrata 1: non ho nemmeno capito come si chiama" che invece si abbrevia con Cardio/Pneumo.

Già l'idea di abbinare la semeiotica con la statistica potrebbe lasciare perplessi i più razionali di voi (io non sono troppo razionale, ma sono perplesso uguale). Il bello è che in aggiunta ai corsi di Metodologia e Cardio/Pneumo (che a giugno/luglio avranno i corrispettivi esami) abbiamo fatto tre settimane di lezioni con materie che - non chiedetemi il motivo - poi riprenderemo al quinto anno. Inoltre ci sono lezioni di Farmacologia che verrano suddivise in qualcosa come 17 esoneri un po' scritti e un po' orali. Poi lezioni di Anatomia Patologica che verrà invece mescolata con le varie Patologie dei prossimi anni, e il tutto da studiare su libri separati, slide o semplici appunti.

Insomma, la confusione regna suprema e sono in pochi (se ci sono) gli studenti bravi e preparati al punto da aver capito PER LO MENO che cosa studiare per quale materia da dare in chissà quale data. E io non sono assolutamente uno di quelli.

Parallelamente ai corsi, sono ripresi anche i tirocini... che io non chiamerei tirocini veri ma più delle esperienze in reparto. Per ora ci fanno vedere Elettrocardiogrammi a riposo o sotto sforzo, coronarografie (dal monitor, fuori dalla sala operatoria) e insomma cose correlate alla Cardiologia, mentre tra un po' ci faranno vedere altre cose correlate invece alla Pneumologia (ricordate che l'esame è Cardio/Pneumo).

Tutti questi tirocini mi interessano molto, anche se in pratica fanno tutto i dottori (quelli veri) mentre noi ci limitiamo a guardare o a rispondere a qualche domanda. Per assurdo facevo molte più cose dopo 3 settimane in Croce Rossa che dopo 3 anni a Medicina... ma almeno sull'Elettrocardiogramma inizio a capirci qualcosina, mentre per le cose più complicate spero che ci sarà tempo più avanti.

Oltre ai tirocini, abbiamo iniziato a fare i cosiddetti internati elettivi. In sintesi si tratta di fare domanda (un foglio di carta) a un reparto, rompere le scatole a qualche professore fino a convincerlo per sfinimento e andare lì un totale di 25 ore. Visto poi che il tirocinio dello scorso semestre mi era piaciuto molto, per ora ho fatto domanda in un reparto di Medicina Interna.

Ora si tratta solo di trovare il tempo per andare in reparto oltre alle lezioni, all'ufficio e tutto il resto. Probabilmente farò qualche taglio alle frequenze di Cardio, e ancora più probabilmente - cosa più drammatica di una tremenda ecatombe - mi ritroverò al Policlinico anche di Sabato mattina.

Io il Sabato mattina in genere ho sonno. E visto che spesso durante il fine settimana ho anche la Croce Rossa inizio a domandarmi chi cavolo me l'ha fatto fare. Però, insomma... vado al reparto di Medicina Interna, con le infermiere, i dottori, i malati veri e tutto il resto. Non è male, no?

Cioè: se ci penso, era proprio quello che avevo in mente iscrivendomi a Medicina. Pensavo - speravo, sarebbe il caso di dire - di andare in un reparto, in pronto-soccorso o in ambulanza, nell'ottica di imparare qualcosa, con un obiettivo concreto. Le lezioni noiose, la burocrazia universitaria, la stanchezza, il sonno perenne e anche le alzatacce il fine settimana le avevo prese in conto, e alla fine sta solo accadendo quello che avevo programmato.

Tirando qualche somma, è vero che Medicina è lunga, mi mancano un miliardo di esami e non sto nemmeno a metà del percorso. Però mi pare anche un po' di avercela fatta.

Simone

10 commenti:

Eddy ha detto...

e ce la stai facendo si...e alla grande direi ! continua così e focalizzati sugli esami, che di fare esperienza sul campo avrai tempo, non trascurando quella che hai già fatto in corce rosssa e che ora potrai rivalutare anche sotto la nuova esperienza della laurea..
Finito quest'anno sei praticamente a metà.. non mollare!

Dama Arwen ha detto...

Dillo! Che ci vai per le infermiere in reparto al sabato mattina! :-P

Cmq... ehm.. io avevo risposto anche ai 3 post precedenti ma i messaggi non sono comparsi :-S
Sarcavolo cosa sia successo a Bloggher l'altro giorno, porca miseria!

Simone ha detto...

Eddy: grazie! ^^

Dama: in effetti e' proprio così, mi hai sgamato! ^^

Riguardo ai commenti, non sono nemmeno tra lo spam se li e' proprio mangiati. Che fregatura 'sti blog, ti toccherà commentare ancora!

Simone

TIM ha detto...

E' bello vedere il work in progress di un laureando. Pare quasi di esserci dentro (però gli esami te li becchi tutti tu, eh!). Quanto alla visibilità della pagina del blog, questo carattere è sicuramente migliore dell'altro.
Temistocle

Anonimo ha detto...

Complimenti di cuore!!!!
finalmente sei arrivato al "giro di boa".. che sembra sempre non arrivare mai!!!
Bravooooo!!!
ora ti manca solo una Candy Candy...
ma anche tu preferisci la versione sexy..
...chissà poi perchè...!!!
;)
gresy

Anonimo ha detto...

Ciao, complimenti!
Potresti dirmi com'è una "giornata tipo" di uno studente in medicina? A che ora devi essere in facoltà? e a che ora torni a casa? è possibile lavorare part time il pomeriggio? grazie ;)

Simone ha detto...

Tim: allora si vede che il carattere poco leggibile derivava dal copia-incolla del comunicato stampa. Meglio così!

Gresy: infatti è proprio quello che manca... ma prima o poi arriverà! ^^

Anonimo: ciao! La giornata tipo è lezione 9-14 (i primi anni era spesso anche 9-13). Ora sto a casa per le 14 e 30, mangio e vado in ufficio.

Se hai tirocini o altre rotture pomeridiane puoi anche restare in facoltà fino alle 17-18, ma capita davvero raramente.

Il part time secondo me puoi farlo tranquillamente. Se qualche volta non puoi seguire non è la fine del mondo e il pomeriggio in genere non hai frequenza obbligatoria. Certo sarà faticoso! ^^

Simone

Riccardo ha detto...

Bravo Simone,non mollare.

Dama mi ha dato lo spunto per chiederti...ma..l'ospedale è una sorta di paesello, una 'piccola società' e ne succederanno di ogni tipo immagino. Perchè non ci racconti qualcosa che ti ha colpito? Che ne so...dalla commozione nei confronti di un paziente alla particolare intuizione di qualche medico circa un malanno, o magari sulla sfacciata 'avance' di un'infermiera su un medico o viceversa...

Simone ha detto...

Riccardo: il Policlinico è più una città che un paese! Al momento non sono troppo preso dai reparti, avendo principalmente lezione in aula.

Ho già scritto però qualcosa sui tirocini (li trovi nei vecchi aggiornamenti) e penso di continuare a farlo. Grazie per l'interesse!

Simone

Spinning Rabbit ha detto...

Ciao ogni tanto passo a dare un occhio al tuo blog, visto che io sto facendo infermieristica e, al termine (spero il prossimo anno a 31 anni) ho la vaga, quanto folle idea, di iscrivermi, di tentare Medicina... sempre che non espatri.

Devo dire che in questo post ci trovo le mie sensazioni... sono soddisfatta di quel che ho fatto finora e che nemmeno pensavo sarei mai riuscita a fare... ora c'è solo un piccolo scoglio, per me: l'esame del secondo anno :-) e poi -in teoria- la discesa.

La cosa assurda è che, per come è strutturato il mio corso, di infermieristico c'è ben poco... mi sto trovando a preparare l'esamone di quest'anno su un manuale di Medicina Interna... in qualche quiz d'esame arrivano anche a farci porre diagnosi (medica).

Comunque devo farti ancora una volta i complimenti per la tenacia!!!