23/03/11

Studiare medicina e la paura del sangue.

Qualche giorno fa, in uno dei miei post sulla mia seconda laurea in Medicina ho trovato il seguente commento:

Ciao Simone, sono Ariel.


Sono in una situazione strana: mi piace studiare libri di anatomia, chimica, ecc... tutto ciò che è inerente la medicina ma quando entro in ospedale svengo!!! Non so che fare. Ho un forte desiderio di aiutare gli altri, di imparare "nomi terribili di malattie", le cure soprattutto ma la vista del sangue e l'odore di ospedale... mi fa stare male.

Penso che il lavoro del medico sia il più bello del mondo, perchè aiuta gli altri e da un senso alla propria vita. Io al momento sono una trentenne che fa l'impiegata e lavora tra le carte, e ogni giorno mi immagino che aiutare gli altri sia il giusto modo di vivere e non, come me, di fare buste paghe.

Cosa mi consiglieresti di fare? Avevo anche pensato di fare la scuola di osteopata. 6 anni, ma non è riconosciuta in italia questa figura. Bho?!

Help please!

Ariel.


Due parole da parte mia:

Ecco. Vi confesso che anche io, quando vado in ospedale per i tirocini, un minimo di paura ce l'ho sempre. Specialmente quando devo andare in un reparto nuovo, dove non so cosa aspettarmi e che cosa mi ritroverò davanti.

Paura ce l'ho anche quando ho un turno in ambulanza (cosa che ultimamente capita molto di rado) e chiamano per un incidente stradale oppure per un codice rosso.

Delle mie prime esperienze a contatto con un preparato anatomico ho già parlato in passato, mentre alla prima autopsia penso di non essere svenuto solo perché - dopo pochi minuti - al patologo-capo gli sono girate le palle e ci ha cacciati via tutti.

Ancora, in sala operatoria non mi hanno portato mai. Ma prima o poi succederà di sicuro... e non credo che sarà facile mantenere la calma mentre aprono il torace a qualcuno o rompono ossa e altre cose sanguinolente dall'aspetto dolorosissimo.

Cioè, arrivare a sentirmi male, dare di stomaco e anche perdere i sensi è una cosa che tutto sommato ho messo in conto (anche se per il momento non mi è mai successo, neppure in situazioni che comunque andavano un bel po' oltre alle cose che si vedono normalmente). C'è gente che può vedere e fare di tutto e magari non gliene frega niente fin dal primo impatto, mentre altri hanno bisogno di un approccio più graduale. Tutto qui.

Io sono dell'opinione che si può apprendere ogni cosa, e che con un po' di pratica e buona volontà alla lunga si possono fare anche cose che ci spaventano o che addirittura ci sembrano impossibili. Tant'è che la seconda volta in sala settoria è andata molto meglio della prima, e stavo molto più tranquillo. Vedere le autopsie è una cosa alla quale non mi abituerò mai fino in fondo, ma se mi tocca andare so che posso farlo, e amen.

Ma quanti medici e sanitari ci sono, anche già laureati, che hanno problemi ad affrontare certe situazioni? Ed è davvero così grave avere paura da studenti, oppure è un qualcosa che - alla fine - hanno superato tutti?

Voi che ne pensate?

Simone

60 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Ariel/Simone,
penso che un pò di paura sia fisiologica e mi preoccuperei se non ci fosse!!!
...non mi fido dei supereroi da corsia!!!
se il sangue continua ad impressionavi.. bè..
.. c'è sempre il dottorato in ricerca!!!
..Ma sono ottimista! ;)
gresy

Simone ha detto...

Infatti quelli che non si fanno minimamente impressionare o addirittura sembrano contenti mi inquietano un po' ^^.

Simone

Mr.Tambourine ha detto...

C'è sempre la strada alternativa: serial killer.

Fra ha detto...

Personalmente, mi sento già male se metto un piede in sala operatoria non in uso... ma non sono medico (per fortuna). Però, quando ho fatto il laboratorio di anatomia, ho visto - senza impressionarmi troppo - "di tutto di più".
Io credo che ci si possa abituare a tutto e che, a volte, pensiamo che certe cose ci facciano impressione, ma, una volta che le abbiamo davanti e siamo impegnati in qualcosa di importante, l'impressione svanisce.

Anonimo ha detto...

non bisogna necessariamente essere medici per aiutare la gente...
è solo un lavoro,se lo vuoi fare le motivazioni dovrebbero essere anche altre...
non preoccuparti...è normale impressionarsi!

Non è normale il contrario.

in bocca al lupo!

Simone ha detto...

Fra: infatti tante volte è solo suggestione!

Anonimo: immagino che sia come dici. Crepi il lupo!

Simone

CyberLuke ha detto...

Immagino che ognuno reagisca alla cosa a modo suo.
Io, la prima volta (ed ultima, per fortuna) che ebbi a che fare con feriti, feriti veri, fu quando accogliemmo dei profughi della ex Jugoslavia (ero in croce rossa militare e prestavo servizio all'aeroporto di Falconara), e dal C-130 cominciarono a sbarcare gente ridotta in tutti i modi.
Diventai più verde della divisa, inizia a deglutire ma mi imposi di restare dpv'ero.
Erano circa le quattro del pomeriggio.
Per le nove di sera avevamo "sistemato" tutti, e io ero riuscito a tenere dentro il pranzo e ad eseguire tutti gli ordini che mi erano stati dati.
Questo non vuol dire che mi ero abituato nel giro di un pomeriggio, no, certo che no.
Il punto è che non volevo abituarmici.
Ma potevo resistere, quello sì.
Mi accontentai.

Simone ha detto...

Bel racconto, grazie Luca!

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel!!!
sono molto combattuta tra il mio lavoro attuale (che mipiace) e l'idea di fare il medico o il fisioterapista....
mi sembra che solo il lavoro del medico ha un senso..mentre il mio è solo carta e burocrazia...anche se mi piace....
ho paura di fare una scelta....

Simone ha detto...

Ariel: anche per me il mio lavoro da ingegnere sembrava solo una serie di pratiche burocratiche. Non che la burocrazia scompaia una volta iscritti a Medicina... anzi, ci sono cose veramente assurde come libretti, firme, permessi e pezzi di carta vari che occupano la maggior parte del tempo.

Alla fine non so se affronterai la tua paura, se deciderai di rimanere col tuo lavoro attuale oppure se sceglierai diversamente. Comunque non posso che augurarti in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel
simone ma come hai fatto a capire...nel bel mezzo del tuo lavoro di ingegnere di voler fare il medico?!?!?soprattutto se poi scrivi che il lavoro ti piaceva?????
io vorrei capire quali sono le molli che scattano dentro di noi.....
io ogni giorno mi rodo...tra un lavoro che mi piace (il mio) ma che considero "un passacarte" e l'idea di fare un lavoro che "abbia un senso"...che mi faccia tornare a casa con un senso di appagamento....

Simone ha detto...

Il lavoro da ingegnere non mi e' mai piaciuto... almeno non quello che facevo io! Alla medicina mi sono appassionato attraverso la Croce Rossa.

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel...
sono indecisa tra fare fisioterapia o medicina....a me piace il contatto con le persone...tra l'altro è vero che i primi anni la frequenza è solo al mattino???

Simone ha detto...

Fisioterapia forse "dura" un po' meno. Da noi la frequenza è quasi sempre solo di mattina, ma non è detto dipende da come è organizzato il tuo corso.

Simone

Anonimo ha detto...

che indecisione...e poi che terrore ho del sangue!?!?!?nessuno che mi racconta come ha fatto a superare la paura???
Però l'idea di aiutare gli altri...e molto forte...ogni tanto mi immagino in Africa con medici senza frontiere...in alcuni casi mi immagino mentre faccio nascere un bambino..altre penso a quanto sto male a vedere il sangue...e una volta sono anche svenuta in ospedale....
mamma mia che confusione e indecisione....il mio desiderio è aiutare gli altri...ma forse dovrei trovare altri modi?!?!?e poi anche la questione delle specializzazioni??e se uno non vi entra????e poi mi hanno detto che il lavoro dle fisioterapista lo può fare anche un medico.....adesso stavo pensando di fare volontariato in ospedale....ma perchè nella vita si cambia???io quando feci giurisprudenza ero molto felice della scelta fatta...e poi..questo senso di vuoto...eppure non mi manca nulla...bel lavoro, belo stipendio...bha...

Simone ha detto...

Credo che l'insoddisfazione sia una componente costante della vita. Anche nelle cose stupide, tipo comprare un cellulare per poi sentirsi scontenti quando esce un modello migliore.

Riguardo alla paura del sangue potresti andare in qualche laboratorio di analisi a vedere i prelievi. Magari in ospedale quando capita chiedo a qualche infermiera se ha qualche consiglio.

Simone

Spinning Rabbit ha detto...

Sta notte spammo alla grande sul tuo blog.

Io sono, anzi ERO di quelle pazienti lagnose ed insopportabili che ai prelievi, se non svenivano, uscivano con le lacrime agli occhi e non tanto per il dolore, quanto per la paura... sìsì... terrorizzata. Ero completamente impanicata.

Poi mi sono iscritta ad infermieristica... e mi sono detta: "Vedremo".

Il risultato è che non solo osservo quando mi fanno un prelievo e sono calma e tranquilla... ma... al primo tirocinio (reparto di pneumologia), come un'allegra kamikaze ho scassato talmente gli zebedei, che sono riuscita ad assistere ad un talcaggio polmonare, con inclusa biopsia e, a seguire, ho assistito all'espianto del polmone sinistro di un paziente.

Non sono svenuta, non mi sono impressionata, neanche quando hanno messo il pezzo in formalina.

Non so perché questo, non so come faccio a mantenere il sangue freddo.

Secondo me la sicurezza è data in primo luogo dall'ambiente (voglio dire, ce lo siamo scelti in fin dei conti no? E tuttosommato, se siamo lì/qui, insomma proprio in quel contesto, vuol dire che è Lì che vogliamo essere...), in secondo luogo (tralasciando la mia prima esperienza in pneumo =_=" che era solo un voler superare i miei limiti e dimostrare a me stessa che, se voglio, posso...) secondo me gioca un ruolo importantissimo la conoscenza. Noi tutti siamo (chi può chi meno) capitati "in mano" a qualche dottore o abbiamo avuto contatti vari col personale ospedaliero. Ma ORA, con delle conoscenze maggiori, secondo me, è diverso: è da lì che arriva un po'più di sicurezza, che ci fa sentire "a nostro agio" in un ambiente che conosciamo.

Mi viene in mente l'aereo e la paura di volare (sì ho fatto anche quello... da pessima passeggera sono stata per un anno un'assistente di volo impeccabile ahahah!!!), per me ora essere una (futura)infermiera fa un'enorme differenza con ciò che ero prima: una fifona che aveva la tremarella, nonappena sentiva l'odore caratteristico ospedaliero.

Che metamorfosi eh? :-)

Per il discorso dell'abitudine... non mi piace questa parola... non ci si "abitua" alla sofferenza altrui, però c'è qualcosa che scatta dentro ad un certo punto... e torno al discorso di prima: se uno sceglie una strada ha una motivazione per percorrerla ed è facile, se si tratta di una motivazione seria e ponderata, che dentro scattino gli adeguati meccanismi di compensazione e... oguno funziona a modo proprio, non c'è una ricetta magica, forse solo un po'di coraggio e di non farsi troppe seghe mentali e di rimandare alla pratica ed all'esperienza possono aiutare (parlo per il mio caso).

Per il resto trovo molto curiosi ed interessanti i vostri punti di vista.

Anonimo ha detto...

ciao sono valentina, studio infermieristica e il prossimo anno farò il test di medicina :D

scrivo perchè anche io prima di iniziare infermieristica avevo il terrore degli aghi, del sangue, degli odori di un corpo estraneo, ma - almeno questa è la mia esperienza - i tirocini vi abitueranno al 'corpo umano' in un modo incredibile e bellissimo..se è la vostra passione stare a contatto con gli altri, condividere la loro malattia, il loro percorso, il sangue sarà un contorno a cui vi abituerete senza accorgervene


ps. complimenti simone, davvero :)

Fox ha detto...

Ti passa quando devi fartelo passare...

Io al mio primo mese di Tirocinio in infermieristica in medicina ho dovuto assistere(non vedere ma fare assistenza ossia pulire ed aiutare) ad una donna che stava per affogare nella Vomica(sarebbe quando produci livelli tali di muco da sembrare vomito). Da lì, ho capito che è più importante agire che farsi colpire da sensazioni futili come la paura. In sala operatoria un chirurgo dopo una colonstomia ci ha sbattuto un colon sul tavolo operatorio e ci ha mostrato una poliposi, forse pensava che saremo svenuti con un mio collega, invece ne fummo affascinati...

Il segreto? E' avere una visione scientifica...distaccarsi dai valori che diamo al sangue agli aghi ecc..

Carme ha detto...

Che dire, oggi son stata per la prima volta in reparto. Sono una studentessa di Medicina, al primo anno, e mi sono iscritta al corso di prelievi ematici proprio perché sono terrorizzata dagli aghi. Ero emozionatissima e dopo aver visto l'inserimento di una cannula venosa periferica, ho cominciato a sentirmi lenta e mi si è annebbiata la vista: stavo svenendo. Mi sono costretta ad affrontare altri tre prelievi ed un altro inserimento. Domani toccherà a me andare in reparto e prelevare il sangue ai pazienti SE me la sentirò. E..me la sentirò? Mi sentirò di nuovo mezza stordita per l'ansia e la paura di uno stupido ago?
Medici ed infermieri hanno cercato di tranquillizzarmi e m'hanno detto che è normale reagire così, che nessuno nasce con la freddezza dentro e che certe capacità si acquisiscono. Anche la tranquillità di fronte ad un ago.
Inutile dire che ho scelto di fare questo corso proprio per mettermi alla prova, perché ho deciso che devo affrontare e superare questa mia paura, perché io un giorno, sarò un'oncologa, costi quel che costi.

accaddeunanotte ha detto...

riflesso vagale, è normale, capita a tutti noi studenti di medicina ;) un saluto

Anonimo ha detto...

anche io vorrei fare medicina...ma come faccio??appena vedo il sangue svengo...eppure aiutare gli altri è il mio sogno più grande....so a memoria il testo di farmacologia ...help

Anonimo ha detto...

Simone a che età hai cambiato vita? Vorrei farlo anch'io ma non so in quale direzione e forse sono troppo vecchia.......

Simone ha detto...

33 anni!

Simone

Anonimo ha detto...

Allora ancora molto giovane.. Comunque complimenti!

Simone ha detto...

Grazie per il "molto" giovane, è rincuorante :)

Simone

Anonimo ha detto...

sono studentessa in medicina, manca poco alla laurea e da più di tre anni combatto contro la puara orribile di svenire. il mio percorso è stato un pò diverso, figlia di medico, sono cresciuta tra prelievi e libri di medicina, da piccola andavo di nascosto nello studio di mio padre per aprire i suoi libri e cercare le immagini più impressionanti, ne ero davvero attratta. mi iscrivo a medicina senza la minima paura di niente, poi al terzo anno cambia la mia vita.
una sera con amici svengo per strada, per una serie di motivi, è stato orribile e non riuscivo più a riprendermi, da allora mi perseguita la paura di svenire, e potete immaginare come ciò abbia influenzato il mio percorso di studi...ci sono stati momenti in cui davvero pensavo di mollare tutto, in cui mi sono sentita del tutto inadeguata, mi sono vergognata tantissimo e questo problema mi ha davvero resa infelice.
piano piano sto affrontando le mie paure, ma davvero alcune situazioni mi terrorizzano, e l'idea di mostrare le mie debolezze, io che un giorno sarò un medico, mi fa morire di paura.
Non voglio più fuggire davanti alle situazioni che mi fanno paura, voglio riusicre ad affrontare tutto. ce la farò?

Simone ha detto...

Il tuo suona più come un disturbo d'ansia o da attacchi di panico, secondo me il sangue non c'entra molto ma non sono certo esperto di queste cose! Con uno psicologo cognitivo comportamentale sono cose che si risolvono in brevissimo tempo, perché non ne cerchi uno?

Simone

Anonimo ha detto...

Salve,
sono Anna e ho 22 anni.
Finora non ho mai pensato di studiare all'università perché non riuscivo a trovare qualcosa che mi ispirasse, se non logopedia , quindi professioni sanitarie.
Ma finora ho paura del sangue, mi impressiono facilmente e non so cosa mi aspetterebbe al tirocinio di logopedia. Ma sono dell'idea che tutto si supera, ma per gradi. Qualcuno sa dirmi di preciso cos'è che si fa nei tirocini di logopedia?

Anonimo ha detto...

Io sono medico. Da logopedista ti troverai a interagire con pazienti con disturbi del linguaggio. La cosa migliore é contattare qualche responsabile del corso di laurea dell'Universitá a cui ti vuoi iscrivere e chiedere precise informazioni.
M.

Anonimo ha detto...

Non credo che ti verrá richiesto di imparare a eseguire prelievi del sangue o effettuare medicazioni. Comunque, come ho detto sopra, chiedi direttamente informazioni all'Universitá dove ti vuoi iscrivere.
M.

Simone ha detto...

Anche io penso che il logopedista segua principalmente i problemi del linguaggio... al limite potresti avere a che fare con qualche paziente particolare che ha anche un port, cateteri o altro... ma dubito che di queste cose dovrai occupati direttamente tu.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti..la mia storia è un bel po' diversa. al liceo quando mi facevo domande sul mio futuro lavoro non avevo un idea ben precisa, sapevo solo di voler diventare qualcuno di importante..insomma diciamo di poter dire ai miei 50-60:''posso dire di aver dato il mio meglio e di essere riuscito''.pensavo che il medico fosse il miglior lavoro del mondo: aiuti gli altri,sei rispettato,puoi essere indipendente economicamente,..insomma dai un ''senso '' alla tua vita..però non ho mai optato per questa facoltá perchè non mi sono mai sentito all'altezza dello studio,l'odore dell'ospedale mi fa sentire male,non riesco a guardare un prelievo,a vedere molto sangue, quidni anche persone ferite o addirittura un'operazione o autopsia!mentre per le altre facoltá pensavo potessero aprirre molte strade ma mai dare un senso alla propria vita come quella di un medico. quindi negli ultimi anni di liceo opto per una facoltá che mi sarebbe potuta piacere, che mi avrebbe permesso di girare il mondo imparare nuove culture(cose che mi fanno impazzire): lingue. ma la mia famiglia non era molto d'accordo,per le prospettive.mi consigliano fortemente l'ambito sanitario,e per non deluderli e per evitare di diventare precario mi iscrivo a farmacia per provare i test. entro a tecniche di radiologia e medicina no.scelgo quinditecniche di radiologia eperò ora sono terrorizzato dal mio avvenire e dal fatto che non potrebbe piacermi il tirocinio. ho appena scoperto che il tsrm fa molte cose all'interno dell'ospedale..è in sala operatoria ad esempio e la mia paura del sangue è molto forte anche se mi piace aiutare il prossimo. però a questo punto mi chiedo..vale la pena continuare? forse non è il mio ambito..sono stato solamente convinto dalla mia famiglia,che me lo ha consigliato per le prospettive? e poi c'è lavoro? sono indeciso se provare fino in fondo questa triennale,se riprovare medicina o se lasciar perdere completamente..ho 22 anni

Anonimo ha detto...

non so se cambiare completamente..mi ritrovo a gennaio prima della sessione esami senza aver studiato molto..ma soltanto con molte notti insonni e ansie..

Simone ha detto...

Anonimo: mi pare che sei molto confuso: medicina darebbe un senso alla tua vita (dici) però odi l'ospedale il sangue eccetera.

Però insomma sembrerebbe una sorta di "passione" e la paura del sangue, vabbè, sono cavolate.

Però chissà perché alla fine vuoi fare lingue... ma ti lasci convincere a fare il tecnico radiologo che però oltre ai problemi della medicina (il sangue - che dubito vedresti molto - l'ospedale eccetera) nemmeno ti interessa.

Insomma, per me potresti riprovare il test di medicina... mentre con lingue è vero che trovare lavoro sarà un problema: ma se ti piace viaggiare e imparare altre lingue non puoi studiare per conto tuo e farti delle esperienze all'estero SENZA la laurea in lingue? Mica il passaporto lo danno solo ai traduttori e agli interpreti, eh! :)

Tecnico radiologo comunque dà buone possibilità lavorative, e di sangue credo davvero che ne vedi zero ma certamente sarai a contatto diretto con persone malate e che hanno subito gravi incidenti.

Ciao e in bocca al lupo!

P.S.

Magari posso mettere il tuo commento in un post così lo legge più gente... dimmi tu.

Simone

Anonimo ha detto...

buongiorno,
mia figlia si trova in una situazione di assoluta confusione, ha 18 anni e sitrova al primo anno di econimia aziendale, da un po' la vedo turbata e mi ha confessato che quello che studia non l' appassiona, adesso vuole provare i test di medicina, non so come li passera' visto che non si e' preparata, io le ho detto che l' appoggero' qualsiasi cosa decida, secondo voi cosa devo consigliarle?
se non dovesse passare i test quest' anno postrei consigliarle di lasciare definitivamente economia e dedicarsi ai test di medicina per l' anno prossimo? datemi un consiglio. grazie

Simone ha detto...

Per il test non serve studiare 12 mesi. Secondo me intanto può usare il tempo che rimane studiando su libri appositi per i test e facendo le prove degli anni passati per allenarsi. Poi se non passa può rimanere iscritta a una qualunque università e riprovare comunque il test di medicina il prossimo anno iniziando a prepararsi qualche mese prima.

Dedicare la vita alla preparazione del test mi pare poco utile, al limite può iscriversi a una facoltà dove si studiano materie simili.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone! Ti racconto la mia storia. Ho 24 anni e sono diplomata al liceo socio-psico-pedagogico. Non sapendo proprio cosa fare nella mia vita ho cominciato a fare delle scelte assolutamente sbagliate. Prima mi sono iscritta ad economia ma non era la facoltá che faceva per me. Cosí dopo un anno ho interrotto gli studi ed ho iniziato a lavorare. Ho fatto diversi lavori fino a che un bel giorno, non so proprio come, mi é venuto in mente di fare l'estetista. Ho frequentato il corso di tre anni ponendomi ogni giorno la stessa domanda: questo é il lavoro che voglio fare nella mia vita? La risposta é no. Non amo questo lavoro e tutto ciò che lo riguarda. É un lavoro noioso, monotono e insoddisfacente. Mi sento una persona vuota che si é fatta il sedere per 5 anni di liceo dando il massimo di se stessa per finire a fare un lavoro insoddisfacente. Mi sento ancora più "povera" quando incontro le mie compagne di liceo e mi chiedono cosa faccio, io mi vergogno di dire il lavoro che svolgo. Per di più quando oncontro la mia Prof. Di lettere mi ripete che si dispiace per me per non aver intrapreso una strada diversa da quella che ho scelto di fare.
Nel frattempo il mio fidanzato ha iniziato a lavorare come autista di ambulanza. Lo invidio, invidio lui e tutti i suoi colleghi perché secondo me fanno un bellissimo lavoro. Ogni volta che torna a casa da lavoro lo riempio di mille domande su come é andata la giornata, quali interventi hanno fatto facendomi raccontare ogni piccolo particolare. Sto pensando così di riprendere l'universitá in scienze infiermeristiche ma ho mille dubbi e paure. Paura del sangue ( quando faccio il prelievo guardo tranquillamente il medico infilarmi l'ago e la siringa riempirsi di sangue, ma penso che nel prelievo la quantitá di sangue che fuoriesce non possa far testo) , paura di svenire di fronte a tagli profondi, di vomitare e di farmi carico delle sofferenze altrui ( sono una persona dalla lacrima facile ). Non so proprio che fare e non so se potrei mai abituarmi a tutte queste cose. Il mio fidanzato e i suoi colleghi sembrano essere nati giá con il sangue freddo. Non li spaventa niente di niente.

Simone ha detto...

Qualcuno nasce già col sangue freddo, qualcuno col tempo ci diventa... secondo me, se vuoi davvero fare una cosa la paura alla fine la superi.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, ho 18 anni, sono all'ultimo anno di liceo e sono davvero confuso circa la mia scelta universitaria. Ho sempre pensato di voler fare medicina, senza avere una grande passione lo ammetto, ma dopo essere stato ricoverato per qualche problema ho cambiato completamente idea capendo che l'ospedale non fa per me. Mi mette ansia vedere delle persone che soffrono, non sono freddo e odio ogni genere di ospedale, però mi interessano tantissimo le materie che si studiano a medicina e l'idea di fare un lavoro ambizioso come il medico. Che mi consigliate? Trovare una facolta di ambito simile (vedi biotech o ing biomedica anche se non vorrei passare la mia vita in laboratorio) senza il contatto col paziente oppjre provare a fare comunque i test per medicina? Help please
B.

Simone ha detto...

Ciao! Se odi gli ospedali non so se passare 10-12 anni almeno dentro a uno di questi sia questa grande scelta di vita... comunque poi potresti anche lavorare in uno studio o nel privato, senza vedere pazienti allettati insomma.

Secondo me se vuoi fare il medico fai medicina, se no non la fare. Scusa il consiglio scontato... ma tant'è :)

Simone

Lena ha detto...

Ciao,
ho letto tutti i vostri commenti e mi hanno fatta risollevare un po'.
Voglio diventare medico, l'anno prossimo proverò il test per medicina e chirurgia ma c'è solo una cosa che mi spaventa: le vene e gli aghi nelle vene.
D'altra parte, riesco tranquillamente a guardare il video di un'operazione o qualsiasi altra cosa. É il fatto di bucare le vene che mi fa senso. O le incisioni. Quest'ultime penso riuscirei a farle, anche se un po' il pensiero di prendere un bisturi e premere sulla pelle di qualcuno mi fa male.
Dite che posso comunque rincorrere il mio sogno? Con l'abitudine supererò queste "paure"?

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti.. sono all'ultimo anno di liceo classico e diciamo che la mia strada potrebbe essere abbastanza chiara ai miei occhi, se non fosse per un problema: il sangue. Non sopporto la vista di tanto sangue, o poco ma denso... diciamo che spesso mi rendo conto di immedesimarmi troppo, forse, e mi gira la testa. Non sono mai arrivata del tutto a svenire, ma al punto di sedermi perché gira tutto, sì. Poi c'é una parte di me che rimane affascinata di film e libri thriller psicologici, che rimane affascinata di quella gente che é capace di uccidere a sangue freddo una persona. Mi affascina, insomma, la mente umana. So che chi fa certe cose lo fa senza capire che sia un male. Il mio sogno sarebbe giungere a contatto con persone che hanno problemi psicologici. Ebbene, secondo voi posso affrontare medicina? Gli ospedali non mi creano problemi, é il sangue che non sopporto. E, anche se in psichiatria conta ben poco, so che dovrei affrontare un tirocinio e potrei dover fare prelievi o cose del genere.. premetto che, sembra assurdo, ma mi affascina molto l'idea di poter assistere ad un'autopsia.
Non so se avete capito cosa mi affascina davvero. Sono una tipa "strana", per i miei interessi, mi dicono molti.
Aspetto con ansia il vostro parere e i vostri consigli.

Anonimo ha detto...

Quando dici che 'rimani affascinata di quella gente che é capace di uccidere a sangue freddo una persona', mi hai fatto paura. Sei sicura di non avere bisogno di un colloquio con uno psichiatra o uno psicologo per chiarirti le motivazioni di studiare medicina con l'obiettivo poi della psichiatria? Non si studia psichiatria o psicologia perché affascinati dai criminali o dalle persone con problemi di salute.

Se Simone può risalire all'identità di chi pubblica, o può farlo fare a chi di dovere, sarebbe forse il caso cosicchè il tuo commento sia inviato alle autorità. I miei giudizi saranno guidati da eccessiva prudenza, ma è meglio essere troppo prudenti che far finta di niente e poi trovare sulla cronaca nera notizie tristi preannunciate da interventi sul Web.

Simone ha detto...

Anonimo 1: gli aghi e le siringhe facevano impressione anche a me. Poi ti abitui.

Anonimo 2: se ti interessa la psichiatria comunque almeno una cannula per fare un prelievo e dare le terapie potresti doverla mettere. Come dicevo ad Anonimo 2, è una paura che poi passa.

Anonimo 3: mi pare che hai un attimo esagerato. Il fatto che pure tu non ti firmi con nome e cognome mi dà più l'idea che sia una presa in giro, ma pure se così non fosse non ho certo modo di risalire all'identità dei commentatori anonimi: non lavoro mica all FBI.

Simone

virginia ha detto...

Ahahahha no tranquillo anche mia madre mi dice così... il fatto é che vorrei essere d'aiuto a coloro che studiano questi soggetti per dare al tempo stesso una mano a loro, per indicare loro cosa sia davvero il bene.. é anche un modo per aiutare credo. Forse ho il pensiero "all'americana", ma sarebbe anche bello lavorare nella omicidi. Di certo non voglio uccidere nessuno, mi scuso se ho fatto paura a qualcuno :P
Come ho detto é la mente che mi affascina, come venga condizionata dai traumi infantili o roba simile. E, in realtá, informandomi sto cominciando a provare un certo interesse per le malattie anche in generale, oltre che mentali. Non vorrei però essere limitata per questa paura del sangue. Una ragazza mi ha detto di seguire questo mio sogno, nonostante il mio timore anche per la durata del corso di laurea. Ho anche il timore di non essere capace. Eppure potrebbe piacermi davvero, in fin dei conti. E potrei essere utile a qualcuno in futuro con il mio lavoro.
Sono ancora molto confusa.
Ps se potrebbe interessarvi ho anche fatto la tesina di maturita sulle malattie mentali, anzi iniziata. É proprio una fissazione che ho da anni, purtroppo o per fortuna. :)

virginia ha detto...

Visto il mio problema avevo anche pensato a psicologia, pur essendo una cosa del tutto differente. Ho lo stesso la possibilitá di aiutare le persone con problemi, se pir differenti. Nonostante ciò, le possibilitá concrete di lavorare in quel modo sono molto scarse... e qui si ha la concezione di psicologo come "quello da cui vanno i pazzi".... e quindi in pratica é un mestiere in italia non riconosciuto affatto.

Simone ha detto...

Se questi sono i tuoi interessi Psichiatria mi pare una buona scelta. Anche Psicologia può andare, considera però che (psichiatra e psicologo) sono 2 professioni molto diverse per cui cerca di capire quale delle 2 ti piace davvero. E' anche vero quello che dici che per gli psicologi è più complicato trovare lavoro anche per i motivi che dici tu... o per lo meno questa è l'impressione che mi sono fatto.

In bocca al lupo!

Simone

virginia ha detto...

Beh grazie, spero di fare una buona scelta per il mio futuro.

Lena ha detto...

Sono Anonimo 1😂, ossia Lena.
Ti ringrazio Silone, le tue parole sono davvero molto importanti per me.
Spero di poter inseguire questo sogno.:)

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! Sono all'ultimo anno del liceo scientifico e ho sempre avuto una grandissima passione per la medicina e il corpo umano a tal punto da voler diventare medico o chirurgo, ma ho il classico "schifo" di sangue, viscere, aghi e punture! Secondo voi la determinazione e la passione possono bastare per superare questa "paura" (un chirurgo che ha schifo del sangue non so come lo vedo ah ah ah)? Qualcuno che ha esperienza al riguardo? :)

Il canale di Camilla e di ha detto...

Ciao, in che momento del tuo percorso hai iniziato a dover affrontare la sala settoria piuttosto che la sala operatoria? Sei un Grande, te l'ho già detto?

Simone ha detto...

Al secondo anno ho visto un paio di autopsie, al quarto prima volta in sala operatoria. Niente di obbligatorio in genrere, però...

Grazie!

Simone

Anonimo ha detto...

Io ti ammiro perché hai seguito il tuo sogno , io ho 30 anni amo la medicina e sto per fare il test sia per med che per fisio, sarei disposta a lanciarmi in questa avventura a braccia aperte senza dubbi perché nella vita sono una persona libera e onestamente a 30 anni mi sento giovane e nel pieno del l'entusiasmo al contrario del 90% delle persone che sembra sentire i 30 anni come la vecchiaia ... Comunque l'unica cosa che mi trattiene dal fare medicina e il fatto di rimanere sempre indietro , perché nella migliore delle ipotesi finirei tutto il percorso a 41/42 , e se nn riuscissi a entrare in specialistica ? Cosa me ne farei della laurea dei sei anni? Io non voglio passare una vita coi sensi di inferiorità e con la sensazione di non essere sentirmi mai realizzata per cui sto pensando seriamente di optare per fisioterapia , tempi più brevi e possibilità poi di fare vari master ecc ... Sicuramente il lavoro del medico e più eccitante ma dipende molto anche dalla persona ci può essere un medico annoiato e ripetitivo e un fisioterapista che invece continua a investire nella sua formazione cerca nuovi stimoli... Insomma forse a volte chi si accontenta gode...... È meglio la gallina oggi che l'uovo domani... Che ne pensi ?

Simone ha detto...

Sicuramente una laurea triennale dà la possibilità di lavorare molto prima, e spesso ho consigliato una scelta del genere a chi era in dubbio per via dell'età. Certo è che se vuoi la gallina anche se le uova arrivano subito potrebbe sempre rimanerti il rimpianto... e allora? Insomma una risposta non c'è. Devi essere tu a capire cosa vuoi davvero, e se una scelta nel tuo caso può essere migliore dell'altra oppure no.

Lo so che non è una gran risposta... però è così! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone! Anche io sono una trentenne, laureata in Scienze della formazione, con la passione per la medicina e quest'anno, ebbene, ci ho provato anche io ma a scienze infermieristiche. Unico problema? Ho una vera e propria fobia per le vene e il sangue che esce dalle vene, tutto il resto non mi tocca. Non mi viene da svenire, la mente rimane lucida ma è come se tutto il corpo fosse attraversato da una scarica elettrica. Non so se riesco a spiegarmi...a voi è mai successo?

Anonimo ha detto...

Ciao Simone! Io ho 21 anni e sono iscritta al terzo (ormai quasi quarto) anno di medicina. Fin da quando ero piccola volevo fare il medico e l'idea del sangue o dei corpi aperti non mi ha mai particolarmente spaventata.
Poco prima della mia iscrizione in medicina tuttavia ho dovuto fare delle analisi del sangue per degli accertamenti e subito dopo il prelievo sono quasi svenuta (penso si trattasse di una crisi vasovagale). Da quel momento in poi ho il terrore che succeda di nuovo. In realtà sono riuscita a superare (o almeno spero) la paura dei prelievi, ora riesco ad andare sola e in quasi totale tranquillità affrontarlo senza sentirmi male (proprio oggi ne ho fatto uno). Però quell'avvenuto ha provocato in me una paura: ogni volta che sono in reparto ho il terrore di perdere i sensi o di vomitare. Ancora non sono stata in sala operatoria, o meglio, ho visto un intervento di stripping safenico (niente di particolarmente impressionante) ma l'idea di vedere, prima o poi, una laparotomia o una sternotomia mi terrorizza. Tutte le volte che entro in un ospedale o in un laboratorio analisi lotto per non sentirmi male; solo una volta, vedendo un infermiere inserire un'agocanula (procedura che avevo già visto altre volte senza problemi) mi sono venuti dei capogiri e, fingendo di dover andare in bagno, sono andata a sciacquarmi la faccia. Prima o poi dovrò affrontare veramente i reparti e le sale operatorie, come posso fare?
Al momento la mia strategia è forzarmi a fare certe cose: farmi fare prelievi dei abbastanza frequentemente, fare IO dei prelievi (o comunque punture) a miei conoscenti, andare in reparto da sola, guardare video di operazioni, forzarmi a guardare determinate procedure anche quando ho la possibilità di scegliere; sto sbagliando?

Simone ha detto...

Rispondo a tutti e due: anche a me facevano un po' impressione sangue e prelievi, e la paura di svenire è molto comune. Però poi con l'esperienza passa, per cui si può superare.

Simone

Alessandra ha detto...

Ciao simone.
Mi chiamo alessandra, sono laureata in infermieristica e ora frequento il 3 anno dinmedicina. Insomma, anche per me la famigerata doppia laurea.
Al contrario di chi non ha ancora pienamente vissuto l'esperienza medica, io so già dove farò la tesi: in medicina d'urgenza
Ho fatto l'infermiera in ambulanza e da allieva ho visto tutti gli ambiti. Quindi diciamo che mi piacerebbe, al quarto anno dopo aver dato cardiologia e semeiotica con relativo tirocinio, chiedere di poter frequentare a tempo perso o una medicina interna o una d urgenza. Cosa mi consigli? Io all'inizio del 5 anno chiederò la tesi. Non ha senso aspettare visto che so già che ztrada intraprendere. Ti chiedo qualche consiglio in merito.
Un abbraccio!
Alessandra

The world of castagnetta ha detto...

ciao Simone,
io sono ancora una ragazzina devo fare il primo liceo ed il mio sogno è sempre stato quello di fare il cardiochirurgo da quando sono piccolissima, solo che non so se poi alla vista del sangue cambierò idea
non so se mi fa "schifo" e se forse dovrei cambiare idea sul mio futuro
come posso capirlo??? non ho mai visto il corpo di una persona aperta se non su grey's anatomy (da cui ho preso la passione della cardiochirurgia)
rispondimi per favore
grazie mille
Alessia