23/03/11

Studiare medicina e la paura del sangue.

Qualche giorno fa, in uno dei miei post sulla mia seconda laurea in Medicina ho trovato il seguente commento:

Ciao Simone, sono Ariel.


Sono in una situazione strana: mi piace studiare libri di anatomia, chimica, ecc... tutto ciò che è inerente la medicina ma quando entro in ospedale svengo!!! Non so che fare. Ho un forte desiderio di aiutare gli altri, di imparare "nomi terribili di malattie", le cure soprattutto ma la vista del sangue e l'odore di ospedale... mi fa stare male.

Penso che il lavoro del medico sia il più bello del mondo, perchè aiuta gli altri e da un senso alla propria vita. Io al momento sono una trentenne che fa l'impiegata e lavora tra le carte, e ogni giorno mi immagino che aiutare gli altri sia il giusto modo di vivere e non, come me, di fare buste paghe.

Cosa mi consiglieresti di fare? Avevo anche pensato di fare la scuola di osteopata. 6 anni, ma non è riconosciuta in italia questa figura. Bho?!

Help please!

Ariel.


Due parole da parte mia:

Ecco. Vi confesso che anche io, quando vado in ospedale per i tirocini, un minimo di paura ce l'ho sempre. Specialmente quando devo andare in un reparto nuovo, dove non so cosa aspettarmi e che cosa mi ritroverò davanti.

Paura ce l'ho anche quando ho un turno in ambulanza (cosa che ultimamente capita molto di rado) e chiamano per un incidente stradale oppure per un codice rosso.

Delle mie prime esperienze a contatto con un preparato anatomico ho già parlato in passato, mentre alla prima autopsia penso di non essere svenuto solo perché - dopo pochi minuti - al patologo-capo gli sono girate le palle e ci ha cacciati via tutti.

Ancora, in sala operatoria non mi hanno portato mai. Ma prima o poi succederà di sicuro... e non credo che sarà facile mantenere la calma mentre aprono il torace a qualcuno o rompono ossa e altre cose sanguinolente dall'aspetto dolorosissimo.

Cioè, arrivare a sentirmi male, dare di stomaco e anche perdere i sensi è una cosa che tutto sommato ho messo in conto (anche se per il momento non mi è mai successo, neppure in situazioni che comunque andavano un bel po' oltre alle cose che si vedono normalmente). C'è gente che può vedere e fare di tutto e magari non gliene frega niente fin dal primo impatto, mentre altri hanno bisogno di un approccio più graduale. Tutto qui.

Io sono dell'opinione che si può apprendere ogni cosa, e che con un po' di pratica e buona volontà alla lunga si possono fare anche cose che ci spaventano o che addirittura ci sembrano impossibili. Tant'è che la seconda volta in sala settoria è andata molto meglio della prima, e stavo molto più tranquillo. Vedere le autopsie è una cosa alla quale non mi abituerò mai fino in fondo, ma se mi tocca andare so che posso farlo, e amen.

Ma quanti medici e sanitari ci sono, anche già laureati, che hanno problemi ad affrontare certe situazioni? Ed è davvero così grave avere paura da studenti, oppure è un qualcosa che - alla fine - hanno superato tutti?

Voi che ne pensate?

Simone

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Ariel/Simone,
penso che un pò di paura sia fisiologica e mi preoccuperei se non ci fosse!!!
...non mi fido dei supereroi da corsia!!!
se il sangue continua ad impressionavi.. bè..
.. c'è sempre il dottorato in ricerca!!!
..Ma sono ottimista! ;)
gresy

Simone ha detto...

Infatti quelli che non si fanno minimamente impressionare o addirittura sembrano contenti mi inquietano un po' ^^.

Simone

Mr.Tambourine ha detto...

C'è sempre la strada alternativa: serial killer.

Fra ha detto...

Personalmente, mi sento già male se metto un piede in sala operatoria non in uso... ma non sono medico (per fortuna). Però, quando ho fatto il laboratorio di anatomia, ho visto - senza impressionarmi troppo - "di tutto di più".
Io credo che ci si possa abituare a tutto e che, a volte, pensiamo che certe cose ci facciano impressione, ma, una volta che le abbiamo davanti e siamo impegnati in qualcosa di importante, l'impressione svanisce.

Anonimo ha detto...

non bisogna necessariamente essere medici per aiutare la gente...
è solo un lavoro,se lo vuoi fare le motivazioni dovrebbero essere anche altre...
non preoccuparti...è normale impressionarsi!

Non è normale il contrario.

in bocca al lupo!

Simone ha detto...

Fra: infatti tante volte è solo suggestione!

Anonimo: immagino che sia come dici. Crepi il lupo!

Simone

CyberLuke ha detto...

Immagino che ognuno reagisca alla cosa a modo suo.
Io, la prima volta (ed ultima, per fortuna) che ebbi a che fare con feriti, feriti veri, fu quando accogliemmo dei profughi della ex Jugoslavia (ero in croce rossa militare e prestavo servizio all'aeroporto di Falconara), e dal C-130 cominciarono a sbarcare gente ridotta in tutti i modi.
Diventai più verde della divisa, inizia a deglutire ma mi imposi di restare dpv'ero.
Erano circa le quattro del pomeriggio.
Per le nove di sera avevamo "sistemato" tutti, e io ero riuscito a tenere dentro il pranzo e ad eseguire tutti gli ordini che mi erano stati dati.
Questo non vuol dire che mi ero abituato nel giro di un pomeriggio, no, certo che no.
Il punto è che non volevo abituarmici.
Ma potevo resistere, quello sì.
Mi accontentai.

Simone ha detto...

Bel racconto, grazie Luca!

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel!!!
sono molto combattuta tra il mio lavoro attuale (che mipiace) e l'idea di fare il medico o il fisioterapista....
mi sembra che solo il lavoro del medico ha un senso..mentre il mio è solo carta e burocrazia...anche se mi piace....
ho paura di fare una scelta....

Simone ha detto...

Ariel: anche per me il mio lavoro da ingegnere sembrava solo una serie di pratiche burocratiche. Non che la burocrazia scompaia una volta iscritti a Medicina... anzi, ci sono cose veramente assurde come libretti, firme, permessi e pezzi di carta vari che occupano la maggior parte del tempo.

Alla fine non so se affronterai la tua paura, se deciderai di rimanere col tuo lavoro attuale oppure se sceglierai diversamente. Comunque non posso che augurarti in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel
simone ma come hai fatto a capire...nel bel mezzo del tuo lavoro di ingegnere di voler fare il medico?!?!?soprattutto se poi scrivi che il lavoro ti piaceva?????
io vorrei capire quali sono le molli che scattano dentro di noi.....
io ogni giorno mi rodo...tra un lavoro che mi piace (il mio) ma che considero "un passacarte" e l'idea di fare un lavoro che "abbia un senso"...che mi faccia tornare a casa con un senso di appagamento....

Simone ha detto...

Il lavoro da ingegnere non mi e' mai piaciuto... almeno non quello che facevo io! Alla medicina mi sono appassionato attraverso la Croce Rossa.

Simone

Anonimo ha detto...

sono ariel...
sono indecisa tra fare fisioterapia o medicina....a me piace il contatto con le persone...tra l'altro è vero che i primi anni la frequenza è solo al mattino???

Simone ha detto...

Fisioterapia forse "dura" un po' meno. Da noi la frequenza è quasi sempre solo di mattina, ma non è detto dipende da come è organizzato il tuo corso.

Simone

Anonimo ha detto...

che indecisione...e poi che terrore ho del sangue!?!?!?nessuno che mi racconta come ha fatto a superare la paura???
Però l'idea di aiutare gli altri...e molto forte...ogni tanto mi immagino in Africa con medici senza frontiere...in alcuni casi mi immagino mentre faccio nascere un bambino..altre penso a quanto sto male a vedere il sangue...e una volta sono anche svenuta in ospedale....
mamma mia che confusione e indecisione....il mio desiderio è aiutare gli altri...ma forse dovrei trovare altri modi?!?!?e poi anche la questione delle specializzazioni??e se uno non vi entra????e poi mi hanno detto che il lavoro dle fisioterapista lo può fare anche un medico.....adesso stavo pensando di fare volontariato in ospedale....ma perchè nella vita si cambia???io quando feci giurisprudenza ero molto felice della scelta fatta...e poi..questo senso di vuoto...eppure non mi manca nulla...bel lavoro, belo stipendio...bha...

Simone ha detto...

Credo che l'insoddisfazione sia una componente costante della vita. Anche nelle cose stupide, tipo comprare un cellulare per poi sentirsi scontenti quando esce un modello migliore.

Riguardo alla paura del sangue potresti andare in qualche laboratorio di analisi a vedere i prelievi. Magari in ospedale quando capita chiedo a qualche infermiera se ha qualche consiglio.

Simone

Spinning Rabbit ha detto...

Sta notte spammo alla grande sul tuo blog.

Io sono, anzi ERO di quelle pazienti lagnose ed insopportabili che ai prelievi, se non svenivano, uscivano con le lacrime agli occhi e non tanto per il dolore, quanto per la paura... sìsì... terrorizzata. Ero completamente impanicata.

Poi mi sono iscritta ad infermieristica... e mi sono detta: "Vedremo".

Il risultato è che non solo osservo quando mi fanno un prelievo e sono calma e tranquilla... ma... al primo tirocinio (reparto di pneumologia), come un'allegra kamikaze ho scassato talmente gli zebedei, che sono riuscita ad assistere ad un talcaggio polmonare, con inclusa biopsia e, a seguire, ho assistito all'espianto del polmone sinistro di un paziente.

Non sono svenuta, non mi sono impressionata, neanche quando hanno messo il pezzo in formalina.

Non so perché questo, non so come faccio a mantenere il sangue freddo.

Secondo me la sicurezza è data in primo luogo dall'ambiente (voglio dire, ce lo siamo scelti in fin dei conti no? E tuttosommato, se siamo lì/qui, insomma proprio in quel contesto, vuol dire che è Lì che vogliamo essere...), in secondo luogo (tralasciando la mia prima esperienza in pneumo =_=" che era solo un voler superare i miei limiti e dimostrare a me stessa che, se voglio, posso...) secondo me gioca un ruolo importantissimo la conoscenza. Noi tutti siamo (chi può chi meno) capitati "in mano" a qualche dottore o abbiamo avuto contatti vari col personale ospedaliero. Ma ORA, con delle conoscenze maggiori, secondo me, è diverso: è da lì che arriva un po'più di sicurezza, che ci fa sentire "a nostro agio" in un ambiente che conosciamo.

Mi viene in mente l'aereo e la paura di volare (sì ho fatto anche quello... da pessima passeggera sono stata per un anno un'assistente di volo impeccabile ahahah!!!), per me ora essere una (futura)infermiera fa un'enorme differenza con ciò che ero prima: una fifona che aveva la tremarella, nonappena sentiva l'odore caratteristico ospedaliero.

Che metamorfosi eh? :-)

Per il discorso dell'abitudine... non mi piace questa parola... non ci si "abitua" alla sofferenza altrui, però c'è qualcosa che scatta dentro ad un certo punto... e torno al discorso di prima: se uno sceglie una strada ha una motivazione per percorrerla ed è facile, se si tratta di una motivazione seria e ponderata, che dentro scattino gli adeguati meccanismi di compensazione e... oguno funziona a modo proprio, non c'è una ricetta magica, forse solo un po'di coraggio e di non farsi troppe seghe mentali e di rimandare alla pratica ed all'esperienza possono aiutare (parlo per il mio caso).

Per il resto trovo molto curiosi ed interessanti i vostri punti di vista.

Anonimo ha detto...

ciao sono valentina, studio infermieristica e il prossimo anno farò il test di medicina :D

scrivo perchè anche io prima di iniziare infermieristica avevo il terrore degli aghi, del sangue, degli odori di un corpo estraneo, ma - almeno questa è la mia esperienza - i tirocini vi abitueranno al 'corpo umano' in un modo incredibile e bellissimo..se è la vostra passione stare a contatto con gli altri, condividere la loro malattia, il loro percorso, il sangue sarà un contorno a cui vi abituerete senza accorgervene


ps. complimenti simone, davvero :)

Fox ha detto...

Ti passa quando devi fartelo passare...

Io al mio primo mese di Tirocinio in infermieristica in medicina ho dovuto assistere(non vedere ma fare assistenza ossia pulire ed aiutare) ad una donna che stava per affogare nella Vomica(sarebbe quando produci livelli tali di muco da sembrare vomito). Da lì, ho capito che è più importante agire che farsi colpire da sensazioni futili come la paura. In sala operatoria un chirurgo dopo una colonstomia ci ha sbattuto un colon sul tavolo operatorio e ci ha mostrato una poliposi, forse pensava che saremo svenuti con un mio collega, invece ne fummo affascinati...

Il segreto? E' avere una visione scientifica...distaccarsi dai valori che diamo al sangue agli aghi ecc..

Carme ha detto...

Che dire, oggi son stata per la prima volta in reparto. Sono una studentessa di Medicina, al primo anno, e mi sono iscritta al corso di prelievi ematici proprio perché sono terrorizzata dagli aghi. Ero emozionatissima e dopo aver visto l'inserimento di una cannula venosa periferica, ho cominciato a sentirmi lenta e mi si è annebbiata la vista: stavo svenendo. Mi sono costretta ad affrontare altri tre prelievi ed un altro inserimento. Domani toccherà a me andare in reparto e prelevare il sangue ai pazienti SE me la sentirò. E..me la sentirò? Mi sentirò di nuovo mezza stordita per l'ansia e la paura di uno stupido ago?
Medici ed infermieri hanno cercato di tranquillizzarmi e m'hanno detto che è normale reagire così, che nessuno nasce con la freddezza dentro e che certe capacità si acquisiscono. Anche la tranquillità di fronte ad un ago.
Inutile dire che ho scelto di fare questo corso proprio per mettermi alla prova, perché ho deciso che devo affrontare e superare questa mia paura, perché io un giorno, sarò un'oncologa, costi quel che costi.

accaddeunanotte ha detto...

riflesso vagale, è normale, capita a tutti noi studenti di medicina ;) un saluto

Anonimo ha detto...

anche io vorrei fare medicina...ma come faccio??appena vedo il sangue svengo...eppure aiutare gli altri è il mio sogno più grande....so a memoria il testo di farmacologia ...help

Anonimo ha detto...

Simone a che età hai cambiato vita? Vorrei farlo anch'io ma non so in quale direzione e forse sono troppo vecchia.......

Simone ha detto...

33 anni!

Simone

Anonimo ha detto...

Allora ancora molto giovane.. Comunque complimenti!

Simone ha detto...

Grazie per il "molto" giovane, è rincuorante :)

Simone

Anonimo ha detto...

sono studentessa in medicina, manca poco alla laurea e da più di tre anni combatto contro la puara orribile di svenire. il mio percorso è stato un pò diverso, figlia di medico, sono cresciuta tra prelievi e libri di medicina, da piccola andavo di nascosto nello studio di mio padre per aprire i suoi libri e cercare le immagini più impressionanti, ne ero davvero attratta. mi iscrivo a medicina senza la minima paura di niente, poi al terzo anno cambia la mia vita.
una sera con amici svengo per strada, per una serie di motivi, è stato orribile e non riuscivo più a riprendermi, da allora mi perseguita la paura di svenire, e potete immaginare come ciò abbia influenzato il mio percorso di studi...ci sono stati momenti in cui davvero pensavo di mollare tutto, in cui mi sono sentita del tutto inadeguata, mi sono vergognata tantissimo e questo problema mi ha davvero resa infelice.
piano piano sto affrontando le mie paure, ma davvero alcune situazioni mi terrorizzano, e l'idea di mostrare le mie debolezze, io che un giorno sarò un medico, mi fa morire di paura.
Non voglio più fuggire davanti alle situazioni che mi fanno paura, voglio riusicre ad affrontare tutto. ce la farò?

Simone ha detto...

Il tuo suona più come un disturbo d'ansia o da attacchi di panico, secondo me il sangue non c'entra molto ma non sono certo esperto di queste cose! Con uno psicologo cognitivo comportamentale sono cose che si risolvono in brevissimo tempo, perché non ne cerchi uno?

Simone