14/02/12

Da biologo a medico: come fare? Ed è troppo tardi?

Vi riporto una mail che ho ricevuto alcuni giorni fa:

Ciao Simone.

Stavo cercando informazioni su eventuali agevolazioni per conseguire una seconda laurea in Medicina dopo il titolo in Biologia, e mi sono imbattuto nel tuo blog.

Questa idea di studiare Medicina mi viene spesso in mente, ma siccome sono ormai 35enne credo che rimarrà soltanto tale. 


In effetti ho diversi titoli post-laurea: dottorato in Gastroenterologia e specialista in Biochimica Clinica. Attualmente lavoro in un laboratorio di analisi.

Spesso penso che vorrei completare il mio profilo professionale con questo secondo titolo, sebbene mi renda conto che per intraprendere questo obbiettivo dovrei lasciare il mio lavoro attuale e stravolgere la mia vita...

Se conosci qualcuno che ha attuato già il mio progetto a cui magari posso chiedere qualche informazione, magari prenderò coraggio.

Ciao e buona notte, Diego


I biologi che scelgono di diventare medici non sono poi così rari: io stesso ne ho conosciuto più d'uno nel corso dei primi anni di università (e avevano tutti ben più di 35 anni) ma in questo momento non saprei proprio come mettermi in contatto con loro.

Per questo motivo, a Diego ho risposto offrendomi semplicemente di "girare" la sua richiesta sul blog: qualcuno è passato da una laurea in Biologia allo studio della Medicina, e vuole raccontarci la sua esperienza su come sono andate le cose?

Dalle parole di Diego, emerge chiaramente che il dubbio è - come sempre in questi casi - anche quello dell'età: iniziando ora, infatti, si laureerebbe in Medicina molto tardi e dopo essersi complicato un bel po' la vita.

Io finirò l'università (forse) appena poco prima di lui, per cui bene o male la mia opinione è abbastanza scontata. Ma voi, invece, cosa ne pensate?

Simone

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Simone!
Ti ammiro tantissimo per la tua scelta! volevo chiederti dei consigli, io ho già 23 anni.. l'anno scorso mi sono laureata in lettere perchè appena finito il liceo ho scelto la strada più scontata e per paura non ho neanche osato fare il test di medicina anche se avrei voluto tanto! adesso che sono più grande mi rendo conto di aver davvero sbagliato e vorrei tanto poter avere una chance di rimediare..almeno provarci! il mio problema però è il lato economico della cosa.. come riesci tu a conciliare studio e lavoro?
io non posso permettermi di pesare sulla mia famiglia per altri 6 anni.. inoltre molte persone mi hanno detto che laurearsi in medicina a 30 anni è inutile perchè nessuno prende i "vecchi" nelle specializzazioni ne tanto meno li assume..

Ariano Geta ha detto...

Beh, indubbiamente fare scelte del genere (a prescindere dal settore di studi) è sempre arduo perchè si prolungano i tempi di attesa per entrare in pieno nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze. C'é chi può permetterselo grazie alla generosità della famiglia e alla pazienza della fidanzata, c'è chi qualche problema in questi due ambiti li avrebbe eccome...
Credo che dipenda da quel che uno vuole davvero fare nella vita, e talvolta questa domanda apparentemente così banale può mettere in crisi. Anche perchè, purtroppo, non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo se sacrifici ed entusiasmi verranno davvero ripagati da risultati soddisfacenti o resteranno solo "tempo perso" su cui sospirare mentre si fa un lavoro - o addirittura una vita - diversi da quel che si sognava...
Peraltro a volte la vita "diversa" fa scoprire cose apprezzabili che prima si ignoravano...
Ok, sto andando troppo nel filosofico ;-)

Simone ha detto...

Anonimo: come detto varie volte, ho una situazione lavorativa che mi prende poco tempo e mi permette di studiare. Conosco anche persone che studiano e lavorano a tempo pieno... e comunque la mia 'carriera' da ingegnere è bella che conclusa :)

Sul lavorare dopo i 30 anni se parlassimo di ingegneria ti darei ragione. A Medicina contano i voti che hai, quanto hai voglia di aspettare e anche purtroppo chi conosci o non conosci. Un medico di 30 anni è giovanissimo.

Ariano: grazie del bel contributo. Se conoscessimo il futuro ovviamente sarebbe tutto facile! Magari cambiare è un errore o magari l'errore peggiore è mettersi paura e non fre scelte importanti. E chi lo sa? Alla fine la vita è anche accettare rischi o compromessi.

Simone

Anonimo ha detto...

'Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d'animo che non è destinato a durare.'
Marcel Proust


Interpretala come meglio credi ;)

Tua lettrice.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti ,
nel reparto di nefrologia che sto frequentando per il mio tirocinio, c'è una specializzanda di 39 anni. Si è iscritta a medicina ha 20 anni e si è laureata a 35, nel frattempo si è sposata ed ora ha un bimbo di 2 anni...
.. se c'è riuscita lei!!!!
"La pazienza è potere:
con il tempo e la pazienza, il gelso si tramuta in seta"
Simona

Simone ha detto...

Lettrice: bellissima frase... e anche decisamente vera. La interpreterò :)

Simona: nefrologia, tirocinio... non sarai mica del mio corso vero?! ^^

Effettivamente c'è un sacco di gente "grande" nei reparti di medicina, e più si va avanti e più ne incontro. Certo credo che sia diverso iniziare presto e finire dopo tanto tempo piuttosto che iniziare tardi con l'idea di dover correre per recuperare un po' di tempo perduto.

Non dico che sia meglio o peggio, soltanto sono situazioni non del tutto comparabili. E la nefrologa è comunque entrata in specializzazione molto prima di me :)

Simone

Anonimo ha detto...

Laureato in Scienze biologiche nel 2005, ho lavorato come biologo-chimico per una società farmaceutica.Casa, lavoro,moglie e un bimbo in arrivo.Io avevo la gioia, la felicità era nel mio essere. Poi però la vita mi ha chiesto il conto, mia moglie e mio figlio sono morti. Non potevo continuare a vivere in quella casa, recarmi in quella società, parcheggiare la macchina alla stazione ...io dovevo cambiare vita.
Stavo impazzendo, in verità per alcuni mesi l'ho fatto. Poi però Mi sono chiesto cosa avrei fatto se... ed il sogno che nutro da bimbo è sempre stato quello.
Lo ricorda anche mio nonno, gli portavo le pillole e gli dicevo: ti curo io, io da grande farò il dottore. Poi sono cresciuto e son diventato Biologo, in verità non passai il test d'ingresso.

2 anni fa ho riprovato e sono entrato nella stessa università in cui mi ero laureato. In questo modo ho avuto un ottimo riconoscimento di esami. Sono stato iscritto al 3 anno. Mi sono dato molto da fare, ho dovuto integrare alcuni esami: embriologia, immunologia, patologia, fisiologia... ma oggi frequento il V anno.Questo è il mio piano B. Sono fortemente motivato,e sono nuovamente sereno. Adoro tutto della mia Facoltà, il bar, la biblioteca, le aule.
Mi godo ogni momento perchè sono stato io a scegliere.
Quando mi presento e dico che frequento Medicina io sono orgoglioso. Economicamente 3 anni non sono poi così insostenibili. Poi ci sono le guardie mediche: questa estate un mio conoscente per 3 giorni a Capri è stato retribuito al pari di un basso stipendio mensile.

B è diverso da A.
B mi fa stare bene.


AD MAIORA
Antonio

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
condivido la tua riflessione.
Hai ragione quando le definisci situazioni non del tutto comparabili. Penso che chi inizia presto ha dalla sua l'età,
i neuroni in fase ottimale
e l'entusiasmo,ma quando resti indietro e buona parte di quelli con cui sei entrato sono già laureati da dieci anni..bè..
..è dura non arrendersi!
La tua scelta da quello che leggo,ti fa star bene.
Ormai le occhiaie tatuate vengono mostrate come un trofeo, le "mai" domeniche sono diventate di routine, per non parlare delle notti in bianco per l'immenso esame di turno..sono tutto sommato un giusto prezzo per quello che stai costruendo.
L'età non conta più di tanto,
(magari dimostri di meno e ti mimetizzi bene tra ventenni!)
conta chi sei quando arrivi.
Simona

Ps:la città è la medesima ma l'ospedale è un po' più a sud.

Simone ha detto...

Antonio: il tuo messaggio mi ha colpito tantissimo. Credo che la tua storia sia esemplare per farci riflettere su quello che una persona può dover affrontare nella vita, e sulla forza e il coraggio che possiamo o dobbiamo trovare per andare avanti.

Ti auguro sinceramente di trovare tutta la serenità e la felicita che meriti, grazie per avermi scritto.

Simone

Simone ha detto...

Simona: conta chi sei alla fine. È vero, su questo siamo d'accordo :)

Simone

Barbara ha detto...

Io mi sono laureata a Torvergata quasi 8 anni fa.

A luglio ho occupato le segreterie degli atenei romani per giorni perché avere informazioni non contrastanti tra loro non è cosa così scontata .

Nonostante la Sapienza mi fosse più comoda perché è di strada per andare al lavoro ho scelto Torvergata.

Nello stesso ateneo puoi sperare in un riconoscimento di esami maggiore.

Le lezioni si svolgono nella stessa aula, 4 gg su 5 dalle 9.00 alle 13.00 ( alcuni insegnamenti prevedono laboratori pomeridiani, ma capita 2 volte in un mese.)

Il presidente del corso di laurea mi ha fatto un’ottima impressione ed è stato molto disponibile.

E’ tutto informatizzato, ad esempio se per caso non c’è lez ti avvertono via mail.

Punto a sfavore:è più cara rispetto la Sapienza: tra iscrizione, libri, atlanti devi calcolare un 2000euro.

Nel primo semestre ho seguito anatomia del primo anno ed anatomia- fisiologia del secondo anno.

Andavo al mattino, tra una lez e l’altra studiavo in biblioteca, un vero fiore all’occhiello.

Già ad ottobre ho dato l’integrazione per microbiologia poi quella di immunologia a nov

Mi hanno riconosciuto i seguenti esami:

Fisica

Chimica

Matematica

Istologia ed embriologia ( la nostra biologia dello sviluppo)

Citologia e genetica

Biochimica

Non mi hanno riconosciuto fisiologia e patologia che darò a giugno.

Sono al secondo anno in corso, anzi anche un po’ avanti rispetto gli altri.

In questo modo ho avuto un rientro “soft”

Al momento lavoro part-time in un laboratorio analisi, e per ora è andata benissimo.

E’ un salto nel buio, ti capisco anche io ero molto dubbiosa, però eccomi sono una studentessa di Medicina, non più pischella ma molto determinata.

Barbara

Anonimo ha detto...

Ciao Simone! So che sarebbe meglio scriverti una mail ma vorrei il parere anche dei tuoi lettori. Ho 22 anni e sono iscritta al 3 anno di medicina; ho indietro però un esame del primo anno e tutti gli esami del secondo. Sono in una situazione bruttissima perchè in seguito a ripetute bocciature nella stessa materia (anatomia) la motivazione sta venendo meno anche perchè sono destinata al fuoricorso. Sto meditando perciò di provare a settembre il test per le professioni sanitarie... qualunque pur di entrare, studiare 3 anni soltanto e iniziare a lavorare... che ne pensi? So che bisognerebbe contestualizzare meglio tutto, ma credi sia un ragionamento sbagliato "scendere di qualche gradino" ammettendo che nn ce la si fa a continuare così? Non è forse meglio far bene una cosa più facile e magari arrivare lontano piuttosto che intestardirsi su qualcosa di più prestigioso che però nn mi permetterà l'indipendenza economica (e nn solo) dalla famiglia dio sa ancora quanti anni? grazie per la risposta!

Simone ha detto...

Anonimo: bo'?! Cioè, perché ti hanno bocciato, perché non hai studiato molto o perché non ce la fai proprio?

E a te andrebbe di fare una triennale, o no? Magari non ti piace proprio il settore medico e che senso avrebbe passare a una professione sanitaria e fare a vita un lavoro che non ti piace solo per tenerti qualche credito di Biologia e Genetica che eventualmente ti convaliderebbero?

D'altro canto se la medicina ti appassiona Anatomia è un grosso ostacolo ma prima o poi lo passano tutti, per cui mettiti sotto e finiscila di gufarti da sola.

Se vuoi posso "girare" il messaggio come post sul blog, magari dimmi come ti chiami o inventati un nome :)

Simone

Anonimo ha detto...

Anche io conosceo molti biologi che avrebbero voluto fare medicina, questo perchè in realtà la figura del biologo non viene molto valorizzata e questo porta il biologo a sentiri poco gratificato dalla propria professione... per non parlare del fatto che spesso trovare un lavoro è un'utopia se non sei specializzato.
Io stessa, che ora sto per finire una triennale sanitaria, vorrei provare medicina. Il problema è che ho numerosi problemi famigliari e personali che non mi permettono di dedicarmi allo studio come vorrei e se facessi medicina questo sarebbe ancor più un problema. Io credo che nella vita la cosa in assoluto più importante sia STARE BENE CON SE STESSI e amarsi, curarsi e riespettarsi. Ad esempio io so che mi piacerebbe molto fare medicina e mi darebbe grandi gratificazioni, ma so anche che non voglio più vivere dovono sono ora perchè starei male sempre di più e purtroppo medicina è una "GABBIA" spazio-temporale che ti imprigiona per MINIMO 6 anni nella stessa città, china sulla scrivania e senza la possibilità di emanciparsi.Questo per qualcuno non è un problema ma per altri sì.
Mi piacerebbe trovare un compromesso, ma non credo sarà facile. Penso che lavorare i primi 2 anni sia fattibile, ma dal 3 anno non credo proprio.

Tornando ai biologi : se avete voglia provateci, sicuramente conoscenze in più non possono che garantire alla società medici migliori.

ciao ciao!

AMARAnta -22 years old-

Anonimo ha detto...

america for ever

In america le persone fanno in media 7 lavori diversi nella vita..cioè non cambiamo datore di lavoro..ma proprio lavoro..infatti li non esistono i limiti di età..ed è normale trovare persone che a 4o/50 decidono di imparare un muovo lavoro e mettersi in gioco...
mi è capitato di conoscere un idraulico che al'età di 45 anni si iscritto ed è passato al corso annuale per diventare agente di polizia...
una signora che insegnava storia e che a 39 anni si è iscritta nei marines-settore ufficio per intenderci per lavorare nelle ambasciate....
conosco gente che è sia avvocato che medico....li non importa chi sei ma quello che sai fare...
in Italia, invece, si è schedati e sembra che intorno ai 30 anni arriva la fine della vita...ma che razza di mondo è questo???
Non posso far nomi ma ho conosciuto personalmente un magistrato che poi è diventato medico (a seguito di vicende personali) e adesso lavora nelle ong....
Anche in Italia, durante i "migliori anni" i nostri maggiori ingegni non erano classificati in base ad un solo lavoro ma erano dotti in più cose..e non parlo solo di leonardo da vinci...
chi non conosce bobbio...giurista e anche filosofo...
se girate per le vie di modena...vi sono numerose strade dedicate a.....insigne giurista e contemporaneamente abile medico..
...perchè è nella natura umana cambiare...ed oggi, dopo che hai imparato qualche cosa (sai come muoverti in un lavoro)..il tuo cervello ha bisogno di nuovi stimoli....e nello stesso tempo, col tempo, si maturano nuovi interessi....
io stessa sono un avv...ma lavoro anche come giornalista (full time)...e nello stesso tempo sono estetista...e la cosa bella che quando vado in america è una cosa normale...e qui la gente è scandalizzata se svolgo due professioni cosi diverse...
ricordate che di vita ne avete una sola...e questa non è la prova per quella che verrà dopo....
un salutone
awe

Simone ha detto...

Amaranta: hai proprio ragione quando dici che medicina è una sorta di "gabbia". Però se ti piace in fondo ci stai anche bene... anche se il rischio è di restarci dentro a tempo indefinito.

Dalla fine del terzo anno ho iniziato a "tagliare" ancora di più le cose che facevo prima, lasciando il minimo indispensabile. Era una cosa che avevo preso in conto fin dall'inizio, comunque.

Awe: grazie per la tua "esperienza"! Anche secondo me il problema è culturale. Ma forse è anche vero che in America è più facile mantenersi e restare indipendenti rispetto a qui, dove la libertà economica arriva dopo anni di gavetta e carriera.

Forse mollare una cosa per iniziarne un'altra qui significa tornare ad avere una dipendenza economica da qualcuno, mentre in un altro contesto è più facile.

Sul discorso delle persone che hanno più lauree e più qualifiche, io penso che la divisione in settori di specializzazione sia nata con l'Illuminismo per esigenze "pratiche" e lavorative, ma che nella realtà dell'essere umano e del suo modo di esplorare e comprendere il mondo sia profondamente artefatta e sbagliata.

Simone

Giuliano ha detto...

Salve a tutti! Voglio condividere con voi la mia esperienza in merito. Sono un ragazzo 27enne, laureato in Biologia molecolare (3+2). All’età di 23 anni, durante un’esperienza post-laurea come ricercatore in un prestigioso centro tumori di Filadelfia, mi convinsi di aver sbagliato completamente strada. Scelsi Biologia e la portai a termine perché mi appassionava (soprattutto nelle sue applicazioni mediche) e ritenevo fosse una scienza trainante di questo secolo; tuttavia, quando iniziai a frequentare i laboratori, capii che non possedevo quella motivazione, che qualcuno chiama “scintilla” o “vocazione”, per un mestiere al servizio della scienza, affascinante sì, ma spesso frustrante. Iniziai a realizzare quanto fosse importante per me il lato umano sul lavoro e guardavo con invidia i medici dell’ospedale in cui ero tesista. Dopo la laurea, ritrovandomi negli Stati Uniti completamente solo, dietro ad un bancone fra microscopi e provette, ho desiderato che si potesse fare un fermo immagine di quel periodo, per guardarlo e dire: "questa non è la mia vita"! Rifiutai un contratto e tornai a Roma; non sapendo che cosa fare, insistetti ancora a cercare impiego come ricercatore, ma non lo trovai. Ho fatto il paninaro per 7 mesi in un McDonald’s, quindi ho vinto un assegno di ricerca all’Istituto Superiore di Sanità. Ho pensato che stando nella mia città, vicino agli affetti di sempre, avrei potuto apprezzare di più il lavoro per cui avevo studiato. Ancora una volta mi resi conto che non era per me. Avevo 24 anni e mi costringevo a non cadere in quello stato di rassegnazione e assenza di speranza verso il futuro, insopportabile quando si è così giovani. Ho iniziato a pensare insistentemente a Medicina. Ero angosciato ed indeciso: avrei dovuto lasciare il mio prezioso posto di assegnista-precario e rifiutare la Specializzazione in Biochimica clinica che intanto avevo vinto (ma non pagato). Provai il test per la prima volta nel settembre del 2009 e a 25 anni mollai tutto ed iniziai Medicina a Tor Vergata. Col tempo mi resi conto che le difficoltà più grandi non sono legate a Medicina in sé, ma all'idea di fare Medicina! Poi, una volta entrato, ho cominciato a vedere le cose con maggiore chiarezza e oggi mi sembra la migliore delle scelte possibili. Ora sono al 5° anno, in quanto, grazie alla mia laurea 3 + 2 in Biologia, sono stato iscritto da subito al 3° anno in corso. [continua]

Giuliano ha detto...

[continua]
Gli esami che mi hanno riconosciuto in blocco sono stati:
 Chimica e propedeutica biochimica (del I° anno)
 Fisica e statistica (del I° anno)
 Biologia e genetica (del I° anno)
 Istologia (del II° anno)
 Microbiologia generale (del II° anno)
 Biochimica (del II° anno)

Poi mi hanno riconosciuto:
 la parte di Biochimica clinica per l’esame di Medicina di laboratorio (III° anno) (ho dovuto fare solo le parti di Microbiologia clinica e Patologia clinica)
 la parte di Epidemiologia e Pedagogia per l’esame di Scienze Umane (III° anno) (ho dovuto fare solo le parti di Storia della medicina e Antropologia medica)

Gli esami che ho dovuto recuperare interamente sono stati:
 Anatomia I: comprende Anatomia del sistema locomotore [esame del primo semestre del primo anno] e Neuroanatomia [esame del secondo semestre del primo anno]
 Anatomia II: Anatomia splancnica [esame del primo semestre del secondo anno]

Poi di altri esami ho dovuto recuperare solo alcune parti:
 Neurofisiologia (integrazione dell’esame di Fisiologia - II° anno)
 Immunopatologia (integrazione dell’esame di Immunologia - II° anno)

È chiaro che un biologo riceve un trattamento privilegiato per via delle molte affinità con le materie di Medicina. Per un laureato in Lettere o in altro ambito è tutto più lungo perché si inizia dal primo anno. Però, il messaggio fondamentale che vorrei lanciare è che, a mio modo di vedere, Medicina non è più difficile di Biologia, che forse è ben più da cervellotici, per non parlare di Chimica, Fisica o Ingegneria. A Medicina ci vuole solo tempo, pazienza e tanta passione. Ma 6 anni passano in fretta se c’è motivazione e ti piace la gente. Poi, una volta terminati, si delinea finalmente la strada di un futuro meno incerto, un posto come specializzando (questa volta pagato!) nel settore che tu avrai scelto in base ai tuoi gusti e alle tue aspirazioni. E, cosa più importante ancora, se vuoi fare il medico e sei in condizione di sacrificarti per questo, non accantonare l’idea perché altrimenti vivrai male il resto della tua vita professionale e personale...

Dr. Fabio Corradini ha detto...

Ciao Simone, lascio il mio contributo anche io.
Dai commenti che ho visto, magari può essere utile perchè mi pare di aver capito che ogni ateneo si comporti in modo diverso.
Ho 33 anni, laurea in Biologia e dottorato di ricerca in Oncologia alle spalle e sono al primo anno di medicina.
In corso con me c'è un altro biologo con 10 anni più di me che in più ha anche una specializzazione.
Entrambi abbiamo lavori flessibili, quindi per ora trovare tempo per lo studio non è difficile. Gli esami convalidati però sono stati pochi: fisica, biologia e genetica, chimica e parte di biochimica.
Ora al primo anno, la voglia è tanta, speriamo di arrivare interi alla fine..
Fabio

Simone ha detto...

Giuliano: grazie per il contributo, davvero completissimo! Penso che chi arriverà da queste parti cercando informazioni lo troverà davvero utile.

Fabio: grazie anche a te, e in bocca al lupo!

Simone

Giuliano ha detto...

Grazie a te Simone per aver avuto l'illuminante idea di creare un blog che parla anche di questo tema. Prima di iniziare Medicina mi sarebbero state molto utili le informazioni e il supporto che è possibile trovare qui! Buono studio, Giuliano

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, sono anch'io una biologa. Ti avevo mandato anche una mail tempo fa per ringraziarti: quando ho cominciato a pensare a provare ad entrare a medicina (un anno fa), leggere il tuo blog mi é stato di grande aiuto!
Allora, cominciamo con ordine: mi sono laureata nel 2005 con il vecchio ordinamento, laurea quinquennale. Dopo ho cominciato a fare tirocini e a lavorare (precariamente, naturalmente). Dopo i primi 3 anni dalla laurea ho cominciato a capire che la mia era una laurea di serie B.Non riuscivo a trovare un lavoro stabile. Sono passata da contrattini di 3 mesi ogni 12 mesi a lavorare come 'responsabile' di un lab a 700 euro al mese vedendo cose allucinanti (non scendo nei particolari, ma c'era una carenza di professionalità disarmante). Ero spaventata e allibita da quante schifezze potessero fare i lab privati. Allora mi sono iscritta in specializzazione. Scelta sbagliatissima perché non serve a niente se non a buttar via 10000 euro. La specializzazione per i non medici, non essendo pagata, permette allo studente di poter lavorare. Ho trovato lavoro in un altro laboratorio privato convenzionato. E là c'è stata la svolta. Mi sono subito resa conto che i biologi continuavano ad essere trattati (contrattualmente parlando) in modo molto peggiore rispetto a medici e infermieri. Questo perché ce ne sono talmente tanti che alla fine, per trovare un lavoro e tenerselo, molti scendono a pesanti compromessi (bassa paga o anche assenza di stipendio e orari piuttosto pesanti). Cmq il lavoro mi piaceva e ho tenuto duro. I due problemi sono stati altri: i miei cari colleghi che erano molto avari di insegamenti (la trasmissione della conoscenza, voleva dire, secondo loro, impoverirsi e rendersi più vulnerabili) e un direttore sanitario che a 50 anni suonati non accettava che qualcuno non fosse interessato alle sue lusinghe. L'ultimo anno là dentro, ho patito l'inferno. Sono dimagrita vistosamente e mi sentivo svuotata di tutto. Non ce la facevo più. Mi sembrava di lottare contro qualcosa di molto più grande di me. E allora pian piano ho cominciato ad accarezzare l'idea di prendere una seconda laurea in medicina (ho finito la specializzazione un mese prima del test). Ed eccomi qua. Sono stata ammessa al secondo anno. Ma purtroppo diverse materie, come istologia, genetica e microbiologia non mi sono state convalidate. Non vi posso dire che sia semplice. Dopo 7 anni di indipendenza economica (anche quando trovavo lavori saltuari integravo con le ripetizioni) tornare indietro é pesante. Rinunciare, nuovamente a sabati, domeniche e altro non é carino. Ma c'è una cosa assolutamente positiva: mi piace tanto quello che studio. sapere come siamo fatti mi affascina e stupisce. Mi sento arricchita. E pensare, in un futuro di poter aiutare gli altri, é il mio migliore obiettivo. Ogni tanto ci penso: ho 31 anni e sono iscritta al secondo anno di medicina, sono pazza? Le mie amiche parlano già del secondo figlio. Fortunatamente ho due genitori meravigliosi, un'amica (medico) stupenda e un compagno che pian piano ha saputo capirmi e comprendermi. La strada é in salita, l'obiettivo é arduo ma io penso giorno per giorno a ciò che devo fare, senza sognare troppo. La vita poi, con le sue curve, mi porterà ad affrontare il mio futuro che sto cercando, pian piano, di costruire. Ma di una cosa sono sicura: mai guardarsi indietro e pensare 'peccato non averci provato'...

Simone ha detto...

Anonima: ciao! Ora non ho qui le vecchie email e non ricordo di preciso chi sei, comunque controllerò! :)

La tua esperienza invece è davvero interessante. Alla fine credo che anche come medico sia difficile trovare un impiego soddisfacente, ma forse è vero che tanti biologi non hanno proprio accesso a determinate posizioni e che per loro è tutto più complicato.

Mi piacerebbe riportare il tuo racconto come post a sé stante, posso farlo? In caso, dimmi con che nome potrei chiamarti :)

Simone

Anonimo ha detto...

Certo! Chiamami Nina! Ti continuerò ad aggiornare... Un abbraccio!

Simone ha detto...

Grazie! Lo metto subito, che in un momento così di "crisi" pre-esame un post già bello e pronto fa davvero comodo! :)

Simone

Anonimo ha detto...

bbbb

Anonimo ha detto...

Simone, fallo e basta. Se andando avanti ti accorgi che l'impresa ti sembra ardua, nessuno ti obbliga a proseguire. Ciò che hai fatto nel frattempo non è tempo buttato via, anzi, è esperienza di vita. Non farti rincrescere i soldi spesi ed i sacrifici fatti, ricordati: stai seguendo un sogno realizzabile, non una cosa impossibile.
Io ho 50 anni, mia madre è morta meno di due anni fa a causa di alcuni medici che non avevano capito cosa avesse; hanno sottovalutato sintomi evidenti ed hanno pensato ad una banale influenza. Da alcuni mesi viveva con me. E tutto è successo in una settimana. Avevo una relazione con una coetanea già da alcuni anni, ma se ne è fregata altamente di quanto successo.... dopo quasi un anno non ce l'ho fatta più a frequentarla e l'ho lasciata(meglio tardi che mai).
Ho una laurea specialistica in economia, ma il mio desiderio, già da quando avevo 20 anni, era quello di studiare psicologia. Beh, da un paio di mesi mi sono iscritto ....... era il mio sogno ....
(... e poi ricordati una cosa....forse sono migliori i medici che hanno intrapreso tardi studi e professione, ma sono veramente motivati, rispetto a giovani presuntuosi ed arroganti che rincorrono denaro e prestigio e se ne fottono della salute delle persone che hanno davanti ....).
Buona fortuna.
A.G.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone sono una ragazza di 20 anni frequento il secondo anno di biologia curriculum molecolare anche se il mio sogno è poter fare medicina. Ho provato il test due volte ma non sono riuscita ad entrare mi sento così scoraggiata ma io voglio entrare è più forte di me! Infatti vorrei riprovarlo ma non so che fare perché penso che potrei finire biologia e prendermi i tre anni però da un lato vorrei riprovarlo però se va male di nuovo io mi demoralizzo davvero tanto e sarebbe non solo una delusione per me ma anche per la mia famiglia. Secondo te cosa devo fare? Finire questi tre anni di biologia ( con gli esami sono in regola ho fatto tutto in tempo) e assicurarmi un titolo e poi sinceramente mi dispiacerebbe anche rimanerlo a metà però la voglia di riaprovare il test e di entrare è troppo forte non so che fare...cosa mi consigli?
Grazie in anticipo

Simone ha detto...

Bo'?! Comunque hai 20 anni, io ci riproverei... ;)

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
Voglio condividere anche io la mia storia, sperando che molti di quelli che l'hanno fatto si siano laureati (anzi, se avete finito vi preso di scriverlo perché sarebbe per me una forte spinta). Mi trovo in uno di quei giorni prima di un esame in cui ti senta sempre tutto più grande, difficile e la fine troppo lontana. E così, ho deciso di provare a capire se ci fossero altri folli in questo mondo che hanno fatto la mia stessa scelta..e sto già bene leggendo le vostre storie. Ho fatto da poco 29 anni e inizio adesso il 4^ anno di medicina. Anche io preso laurea magistrale 3+2 in biologia, sostenuto esame di stato e vinto borsa AIRC triennale. Tuttavia, più lavoravano in ospedale, più amavo il reparto e meno il laboratorio. O perlomeno, sentivo che per fare meglio il mio lavoro desideravo con tutte le mie forze avere anche conoscenze mediche, che invidiavo ai miei coetanei specializzandi in medicina. Indubbiamente a questo si è associata la paura della precarietà delle borse di studio e della sempre più difficoltosa strada che dobbiamo affrontare noi biologi per poterci affermare e vaneggiare un posto fisso. Così provai il test, che era nazionale finendo in un'altra città. Non vi nego che dopo l'adrenalina da iscrizione in medicina ho provato un senso di angoscia per essere solo al 1 anno (mi hanno convalidato tanti esami ma spee facendomi iscrivere al primo), e ad ogni esame mi sono sentita un senso di avvilimento per tutta la strada che ancora devo percorrere, per l'invidia che provo verso quelli che hanno ancora 22 anni, e per il peso che provo per la dipendenza economica dai miei. Ho lavorato fino a qualche mese fa part time come biologa ma cominciava ad essere inconciliabile con l'idea di laurearmi in corso e con voti alti. Così ho lasciato il lavoro, e nonostante gli smarrimenti credo ancora più che mai che sia stata la scelta migliore ed un giorno sarò grata a me stessa per tutti i sacrifici fatti. Non molliamo..quello che stiamo studiando è bellissimo e la vita lavorativa che ci attende di certo non sarà mai monotona 😁..
Mi piacerebbe conoscere le storie di chi, a giudicare dalle date, dovrebbe aver finito. Grazie e auguri a tutti