25/07/11

Prendere una seconda laurea: c'è anche chi ci ripensa, e si accontenta della prima.

Dopo tanto entusiasmo con le ultime esperienze di chi cambia facoltà e di chi ce l'ha fatta, riporto anche l'opinione di qualcuno che ha deciso diversamente:

Ciao Simone,

ho trovato questa pagina dopo aver scoperto il tuo nuovo blog. Voglio lasciare qui la mia decisione, opposta a quella tua :-)

Io fino a qualche giorno fa mi reputavo un candidato ai prossimi test per medicina. Ho 29 anni, laureato in biologia, ho fatto una breve esperienza di ricerca all'estero fino a gennaio. Poco prima di ritornare, mi sentivo un po' frustrato della situazione lavorativa e così ho detto: basta biologia, ritento il test di medicina dopo 11 anni dal primo e fallimentare tentativo dopo la maturità.

Da dicembre fino a qualche giorno fa ho studiato come un matto sui libri di ammissione, mi vedevo già studente come te... poi, 3 duri giorni mi hanno riportato alla realtà e ho deciso di non voler fare questa follia.

Ho deciso che lotterò con tutte le mie forze in biologia, perché non posso andare a medicina solo perché mi piace, solo perché non ho trovato il lavoro dei sogni. Quello non esiste da nessuna parte, i colleghi che vi rovinano la giornata stanno dovunque, è il lavoro.

Io adesso che ho deciso di non ritornare una matricola mi sento felice perché sto pensando a nuove strade sul mio campo, e perché mi ci sono voluti circa 7 mesi per prendere questa decisione, ma devo dire che dopo questa lunghissima riflessione mi sento anche più "cresciuto".

Un consiglio: se avete una base solida da cui mantenervi come Simone, fatelo, non avete nulla da perdere, potrete sempre ritornare all'ovile. Se invece non avete nulla, cercate di spendervi il più possibile con quello che avete studiato, non inseguite qualcosa solo perché volete sfuggire dalla dura realtà, quella cioè che il lavoro non vi dà tanto. Credetemi, di questi tempi un lavoro è già tanto, perderlo solo per fantasie di vedervi col camice e rispettati (semmai lo trovate un posto da medico), per salvare la gente (non devi per forza essere medico per farlo), o per semplicemente fuggire dalla realtà del vostro lavoro attuale, potrebbe essere un errore imperdonabile.

Se a 35 anni vi ritrovate con una laurea in lettere, pensateci, impegnatevi per fare qualcosa con quello, tanto i cazzi sul lavoro ce li hanno tutti medici e non. Il mio è solo un consiglio, voi siete i padroni della vostra vita, in bocca al lupo a tutti!

Marco

54 commenti:

Veronica ha detto...

Ciao a tutti, sono Veronica e mi trovo anche io "in bilico":ho 28 anni e mi devo laureare in fisica...ma vorrei fare medicina!!
Non mi frena tanto l'età in sè, piuttosto le reali prospettive lavorative una volta presa la laurea(a 34 anni se tutto va bene). Ho paura di fare tanti sacrifici per poi non poter fare ciò per cui ho studiato...
Saluti a tutti

MarcoBioTopo ha detto...

ciao Veronica,
ti manca molto per laurearti in Fisica?
Nel mio post ho voluto scindere quelli che hanno la nostra età 28-30 da chi non ne ha nemmeno 25 nel fare questi cambi radicali... Pensa anche a qualcos'altro.. Es: sei così sicura che non ti sentirai serena a fare un lavoro dopo fisica (chessò insegnante, ricerca...) ed avere più tempo da spendere con il tuo ragazzo o famiglia o con i tuoi hobbies, anzichè ributtarti sui libri? Chiediti se veramente alla base di questa scelta c'è una fortissima passione x la medicina o magari invece solo qualche paura o ansia per l'immediato futuro..Non conosco te ma pensandomi nell'immediato post laurea avevo la testa già a medicina sia perchè le prospettive dilavoro non mi andavano a genio sia perchè non ero così maturo e cercavo qualcosa che mi facesse scappare dalla dura realtà di cercare un lavoro da precario, competizioni con i colleghi ecc. la grande passione x la medicina era solo un mezzo x tentare di evadere... adesso sn contento della mia scelta.. Io non ti voglio dissuadere, ma so solo che mi sento più libero e sereno dopo aver abbandonato questa folle idea... Ammiro Simone e un un pò lo invidio perchè aveva ed ha una base economica e familiare, un salvagente nel caso in Medicina nn dovesse trovare lavoro... NN x questo la sua scelta di complicarsi la vita è così semplice, ma x lo meno non la posso reputare suicida...
Chiudo dicendo di andare a fondo sulle tue motivazioni e pensare se realmente vuoi spendere almeno altri 10 anni sui libri... ciao!

Simone ha detto...

Veronica: 34 anni sono 5 meno di quelli che avrò io, perciò che dovrei dirti? Secondo me comunque, e credo di averlo già detto altre volte, l'età è secondaria e come è difficile entrare in una specializzazione per te lo sarà per uno più giovane.

Ai corsi e in reparto c'è anche gente molto più grande. Il problema è che devi farti tutta la gavetta e aspettare a un'età nella quale magari altri hanno già finito. Io la difficoltà la vedo così, non penso però che il lavoro sia precluso in alcun modo e come lavora uno di 25 lavora anche uno di 30 o di 40 anni.

Marco: io questa cosa del lavoro un po' non la capisco. Cioè, di medici disoccupati non ne ho visti davvero mai, di ingegneri+medici (due lauree) ne conosco uno solo e a sentire lui lo fanno lavorare anche troppo. Tutti i medici che si sono laureati passati i 35-40 che conosco lavorano. Ogni dottore che è passato da queste parti a dire la sua mi ha detto che avrei sicuramente trovato qualcosa. Tutti gli ingegneri che conosco lavorano, anche se si sono laureati a 30 anni e rotti, se mi rompessi le scatole di studiare ingegneria potrei tornare a fare il vecchio lavoro e l'idea che tra 3 anni non troverò nulla da fare come medico non mi sfiora nemmeno da lontano.

Poi 25 anni sì, e 28 anni no? Secondo me il discorso di trovare lavoro dopo è importante, ma la sicurezza al 100% non te la darà mai nessuna scelta in nessun campo.

Simone

Anonimo ha detto...

Concordo con Simone, anche io conosco medici che si sono laureati alla soglia dei 40 (prima laurea!!) e hanno tranquillamente trovato lavoro, pur non essendo delle cime…un medico disoccupato è cosa rara…piuttosto mi preoccuperei di tutti i sacrifici per arrivarci a 'sta benedetta laurea, medicina non è una facoltà come le altre. Cmq per rispondere a Veronica: io nei suoi panni proverei, magari prima metterei in saccoccia la laurea in fisica (che non si sa mai) e valuterei bene il fatto che la vita del medico è dura, specie per una donna (mio padre è medico ospedaliero, so di che parlo). un saluto a tutti e complimenti Simone per la tua mezza laurea!!
Sara

Simone ha detto...

Sara: grazie! In effetti è proprio quello il difficile: non tanto fare il medico quanto diventarlo.

Chiarisco (perché così forse sembrerebbe il contrario) che io appoggio in pieno la decisione di Marco, perché la scelta è la sua e se si sente di impegnarsi in un certo senso piuttosto che in un altro evidentemente per lui la soluzione migliore e che sente "sua" è quella.

Ho solo voluto aggiungere la mia sul discorso lavorativo, che in ogni caso rimane molto complesso e correlato alle esigenze e possibilità della singola persona.

Simone

MarcoBioTopo ha detto...

Simone: parlo così perchè in questi mesi ho cercato qualche info a riguardo, e sui forum ne ho trovato un finimondo di medici disoccupati, non credo siano tutti dei troll... resta il fatto che anch'io non conosco di persona medici disoccupati, ma non è il mio campo, visto che la magg parte di laureati che conosco sono biologi e biotecnologi, e tra amici ingegneri e umanisti..
il limite dei 25 anni: magari sarà un mio limite personale, ma trovo più sensato fare progetti a lunga scadenza sotto quell'età... so che 2-3 anni non sono nulla, ma quando arrivano i 30 si inizia a fare i bilanci e si cambia, potrebbero variare le prospettive anche di gente che ti sta accanto, magari non si è più disposti a rischiare, e cercarsi la propria strada dal percorso intrapreso inizia a schiarirti le idee... Io però parlo solo a titolo personale, non è che voglio dire che è sbagliato iniziare a mettersi in gioco dopo i 25-30... in fin dei conti anch'io mi sto mettendo in gioco cercando altri progetti con la mia laurea, il futuro non è sicuro per nessuno, ovvio. E così pure io mi ritrovo tra mille incertezze... Non so cosa alla fine ci porta a fare le scelte giuste, forse è solo fortuna, intuito, bho... certo che mettendovi nei panni di Veronica, mandare all'aria tanti anni di sacrifici in Fisica le richiede una forte dose di coraggio... io in Fisica neanche la media del 18 sarei arrivato a prendere :D

MarcoBioTopo ha detto...

a proposito di lavoro e medici: una cosa paradossale è che l'Editest circa un mese fa, inviandomi per email la notifica delle date dei test o corsi e roba varia inerente il test di ammissione, mi ha anche linkato alcuni articoli circa la difficile realtà occupazionale dei medici... gran bella iniezione di fiducia per una matricola che si appresta a provare il test :D cmq alla fine se voi ritenete che la situaz lavorativa è diversa da come l'ho dipinta io, allora il problema di questa scelta è solo temporale...

Simone ha detto...

Marco: io credo sia normalissimo avere certi dubbi, e anzi mi rendo perfettamente conto che la mia scelta è stata tutto sommato un po' folle, mentre il tuo punto di vista è quasi "inattaccabile" se uno si ferma lì a valutarlo razionalmente e non posso che darti ragione.

Comunque per me il problema vero della scelta di passare a Medicina sono i 6 anni di studio che ti consentono al massimo un part time o di lavorare il fine settimana. Dopo la laurea magari entrare in specializzazione è un casino e un lavoro "fisso" non lo trovi, però senza fare nulla secondo me non ci rimani.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
nei post di Marco ho letto molti "se": l'età, il lavoro, gli anni di studio, tutte (de)motivazioni importanti e condivisibili.
Penso che tu abbia fatto la scelta giusta.
La medicina richiede molti sacrifici che puoi affrontare solo senza il "condizionale". Lo studio, se è quello giusto, ti ricompensa con il piacere e la curiosità che soltanto ciò che ti piace veramente, sa darti.
Auguri a te che hai confermato la tua scelta, ed a chi è a metà del suo percorso!!!
Simona

Simone ha detto...

Grazie Simona, credo che tu abbia ragione!

Simone

MarcoBioTopo ha detto...

mi associo a Simone nel dare ragione a Simona :)
grazie Simona, lo spero anch'io di aver fatto la scelta giusta...

Anonimo ha detto...

Io non studio biologi nè biotecnologie ma ho lavorato come tirocinante presso molti lab di ricerca con biologi e ho avuto modo di capire DAVVERO quanto la loro figura professionale sia svalutata in Italia, nonostante siano due figure separate, con conoscenze diverse, si dà per scontato che il biologo sia "meno" di un medico. Pensare per esempio che le scuole di specializzazione si dividono in : MEDICHE E PER NON MEDICI. Come se, l'identità professionale di biologi/biotecnologi, ma anche farmacisti, si potesse riassumere nella negazione stessa dell"essere medico". Io quando finirò la luarea che sto facendo ora voglio fare medicina, ma questo è un mio desiderio da tempo e anche la laurea che sto prendendo è stato un ripego per non aver superato il test...ma dato che l'avevo iniziata ho voluto finirla. Sono stati anni utilissimi e non me ne pento... voglio fare medicina perchè mi appassiona, non voglio salvare vite o indossare camici,tutti possiamo cercare di salvare qualcuno ma trovo ridicolo pensare di diventare medici per sentirsi delle piccole divinità terrene. IL medico è solo un lavoro, biosognerebbe sceglierlo con passione ma anche con razionalità, senza farla diventare la propria ragione di vita o fingendo di avere propositi ammirevoli. Chi vuole fare del bene non ha biosgno di un titolo di laurea o di un lavoro specifico, non ha bisogno nemmeno di dirlo... lo fa e basta.
Tornando al discorso pricipale a 28 anni è davvero dura ricominciare, e se non hai una base economica è proprio impossibile. Quello che facciamo: studiare, lavorare, crearci un cultura solida, anche se può costarci fatica dobbiamo farlo a patto che riusciamo a ricavarne anche benessere e soddisfazione. Se invece rimane una mera prova di resistenza per raggiungere la meta, il tutto diventa sbagliato e nocivo.

MarcoBioTopo ha detto...

ciao anonimo, tu cosa studi?
si, nel nostro paese il mondo sanitario è diviso in medici/non medici... ognuno dovrebbe essere importante x il proprio ruolo specifico che assume e come tale andrebbe remunerato almeno il minimo. Non ha senso che le scuole di specializzazione per i medici siano retribuite circa 1800 eur al mese e x biologi, chimici, farmacisti non ci sia neanke un euro a disposizione... ti fanno capire da subito che sei scartato solo perkè non fai parte della casta dei medici... sono d'accordo con te in tutto... ci sono molti biologi e biotec che provano a cambiare carriera in medicina, ogni anno... e questo è sintomo di quanto vengano bistrattate queste professioni... sono d'accordo con te in tutto, e se noti circa le tue ultime righe, da questa storia traspare tutto sommato che Simone abbia migliorato la sua vita in generale con questa scelta, ed è questo quello che conta veramente più d ogni cosa... io invece non ci riuscirei, per questo ho abbandonato questo progetto che tanti miei colleghi intraprendono...

Simone ha detto...

Io credo che ogni specializzazione andrebbe retribuita allo stesso modo, o meglio andrebbe retribuita giustamente come da contratto per la categoria lavorativa, numero di ore eccetera.

Detto questo penso che la distinzione (non economica che ripeto non credo sia giusta) dipenda dal fatto che il biologo e il farmacista sono professioni maggiormente indirizzate alla ricerca e allo sviluppo delle procedure mediche e dei farmaci, mentre il medico interviene sul paziente somministrando i farmaci stessi oppure in maniera chirurgica. Cioè sono semplicemente 2 professioni totalmente diverse, è come se da medico volessi fare un master per laureati in Architettura.

Marco: io penso che alcune professioni (specie quelle che citi) siano effettivamente sottostimate e bistrattate.

Però non credo che medicina sia una casta: intanto chiunque può diventare medico se supera il test di ammissione (che a Roma tutto sommato è fattibile). Poi per un medico che entra subito in specializzazione ce ne sono tanti che invece devono fare la fila e lavorare gratis, tant'è che tu stesso non sei tanto convinto dell'idea che laureandosi in Medicina migliorerebbero di tanto le cose.

Io credo che purtroppo oggi sia difficile lavorare in ogni campo, per cui l'unica è mettersi lì con passione e farsi il mazzo finché non si ottiene qualcosa...

Simone

Anonimo ha detto...

Io appoggio il pensiero di Marco BioTopo, a volte continuare a studiare all'infinito significa solo voler rimandare le scelte da adulti, fuggire da una realtà che non ci piace. Non è il caso di Simone, l'autore di questo blog, che ha una situazione "solida" e può permettersi il percorso che ha scelto, ma in molti altri casi penso che sia un modo per fuggire dalla realtà. Mi ci metto dentro anch'io, laureata come interprete e traduttrice "da giovane", adesso a 34 anni vorrei iscrivermi a Psicologia e intraprendere tutto il percorso per diventare psicologo o meglio ancora psicoterapeuta...una follia!Già 5 anni fa avevo provato l'esame di ammissione, superandolo,ma senza avere il coraggio di iscrivermi perché prima volevo diventare autonoma economicamente (è anche una necessità).Adesso sono autonoma economicamente ma il lavoro che faccio mi fa schifo e sogno di studiare ciò che mi è sempre piaciuto fare, bisogna però fare i conti con la realtà. O miglioro la mia posizione lavorativa continuando a lavorare nel mio campo oppure faccio la follia di rimettermi a studiare...secondo me ci vuole un po' di senso di realtà, la vita non è infinita.

Simone ha detto...

Certo, bisogna fare delle scelte e decidere quello che conviene anche per il futuro.

Io però penso che se una persona è infelice e vive male fa bene a cambiare. Ho capito che ci sono le responsabilità e tutto il resto, ma seguire le regole dovrebbe servire a mantenere o raggiungere una situazione di benessere e realizzazione personale.

Se questa realizzazione e questo benessere mancano, che senso ha mantenere una situazione? Caso a parte ovviamente quando manca la possibilità di cambiare, perché uno non può permetterselo o per altri motivi. Ma a quel punto il dubbio non si pone cioè se non puoi davvero non hai neanche il problema di decidere.

Simone

Gabriele ha detto...

Al contrario, proprio perché la vita NON è infinita che bisogna ponderare bene quello che si vuole fare. Tu, ragazza di 34 anni, vuoi davvero fare per i prossimi 35 anni (se va bene) un lavoro che ammetti ti fa sonoramente schifo? 35 anni, poco meno di metà della vita media, e tante cose possono succedere, non è detto che tutti ci arrivino alla tarda età come purtroppo sappiamo. Quindi, cos'è questa fissazione, conculcata dalla società, da certo modo di ragionare conformisticamente, che ad una certa età, non si sa bene stabilita da chi, bisogna fare scelte "da adulti". E che significa fare scelte da adulti? Significa forse fare tutte quelle che cose che per alcuni sono insopportabili come casa, famiglia, lavoro, senza essere felici? Io non ho la posizione economica solida ripetutamente citata da marcotopo, di simone, ma mi sono messo in gioco lo stesso quando dopo 13 mesi di lavoro da impiegato (laurea in scienze politiche) mi sono reso conto che il mio lavoro mi faceva schifo, che mi stavo rovinando la salute, che ogni santa mattina mi svegliavo dopo aver dormito male, poche ore, con il viso perennemente oscurato. Il giorno del mio trentesimo compleanno lo passai guardando il mio riflesso da un finestrino di un treno dicendomi: quanto faccio schifo, ma quanto ancora durerà questa roba... In realtà mi ero già dimesso e mi ero iscritto alla facoltà di lettere, corso di storia antica, ma continuavo a lavorare per mettere da parte quei soldi che mi sarebbero serviti almeno per un altro po'. Probabilmente non siamo tutti uguali, io di certo so di avere taluni problemi psicologici con il lavoro, forse, sarà un caso, perché ho sempre fatto lavori che ho profondamente detestato, con l'unico obiettivo di avere lo stipendio, non me ne fregava nient'altro. Voi direte che per tutti è così. Non lo so se è per tutti è così, ma che cosa triste svegliarsi ogni mattina a fare qualcosa che odi, che non hai il minimo desiderio di portarlo a termine, di completarlo, se non di amarlo.
Io ovviamente parlo per me, e non dico a nessuno ciò che deve fare, se ad un il lavoro serve perché ha tante spese, o perché è sfiduciato di cosa potrebbe fare di se, o semplicemente perché ormai "è così" e si considera troppo vecchio per cambiare, io lo rispetto. In fondo il paese va avanti per loro, se fossero tutti "pazzi" come me e pochi altri, che pur senza essere benestanti come simone si lasciano alle spalle un lavoro e riprendono a studiare (materie che li appassionano, ma che al contrario di fisica, ingegneria o medicina non garantiscono una cippa professionalmente), la società, come la conosciamo, non andrebbe molto lontano. Non so dire se sia meglio o peggio, quello che so è che sacrificare la vita umana, che è appunto breve e tutt'altro che infinita, ad un lavoro che si odia e che ti avvelena l'esistenza, a me, pare na strunzata, detta chiaramente senza giri di parole. Ma ripeto, io dico per me, e al massimo consiglio, altri possono consigliare l'esatto opposto, ma ognuno rimanga rispettosamente della sua idea, e ne accetti le conseguenze, sicuramente importanti e gravi per chi non ha quella base economica solida di cui si diceva, ma se vi togliete molte delle cose che ritenete essenziali, vi posso dire che si può fare.

Anonimo ha detto...

ciao!!!
mi chiamo ariel...in effetti nel mondo di oggi...a causa delle situazioni contingenti...c'è tanta gente che si rassegna a fare le cose...perchè secondo loro (e sottolineo secondo loro) vuol dire comportarsi da adulti. Peccato che comportarsi da adulti, alla stragrande maggioranza della gente, sfugge cosa vuol dire...vuol dire vivere responsabilimente...e la prima persona verso cui bisogna essere responsabili siamo proprio noi...ma veramente vi volete trovare sul letto, in punto di monte, a dire "avrei potuto fare questo, qvrei potuto fare questo altro!"sveglia!!!!la vita è una sola...cercate di impiegarla al meglio...il meglio che è per voi e non quello che pensano gli altro

Simone ha detto...

Essere "responsabili" con noi stessi è un buon approccio ai problemi, Ariel. Lo credo anche io :)

Simone

jessica90 ha detto...

CIAO A TUTTI. ho 22 anni, ho sempre avuto il sogno di medicina. una passione che mi fa disperare che nn posso portare avanti per problemi economici. i miei entrambi hanno perso il lavoro e all'età di 45 anni non li assume nessuno, due figli me e mio fratello di dieci anni da mantenere. Non abbiamo più neanche i soldi per fare la spesa nel vero senso della parola. Sono sempre andata a cavallo ( che ultimamente mi paga il mio ragazzo) ed ho avuto l'opportunità di essere chiamata dall'esercito per poter entrare nel reggimento a cavallo. Dovrò accettare per forza perchè comunque in casa abbiamo bisogno di soldi, ma non so come dimenticarmi di medicina. aiutatemi...

Simone ha detto...

Jessica: mi dispiace se la situazione della tua famiglia è così difficile. Effettivamente, credo che per adesso la scelta migliore sia quella di iniziare a lavorare e di riuscire così a sostenerti economicamente. Poi non devi pensare che ogni scelta sia per sempre e che non ci saranno altre possibilità: se è quello che vuoi davvero, sei ancora giovanissima e col tempo forse le cose cambieranno oppure capirai che la tua vera strada è un'altra.

Non deprimerti ma pensa che se sei sempre andata a cavallo forse un lavoro con questi animali ti darà comunque soddisfazione, e che stai facendo qualcosa di importante per te stessa e per chi ti è vicino.

In bocca al lupo!

Simone

jessica90 ha detto...

il problema è che io fondamentalmente ho visto sempre la figura di medico come missione. avevo una missione, il bene degli altri. e questo mi ha portato a questa passione. la passione per il bene degli altri. e se penso che non potrò farlo è come se io mi sentissi in debito verso gli altri. come se gli ho negato qualcosa. ed è questo che mi tormenta....

Simone ha detto...

Io credo che anche una persona che lavora nell'esercito possa fare del bene alla società. Lavorando farai del bene alla tua famiglia, e poi potresti fare volontariato, partecipare a operazioni umanitarie...

Ti assicuro invece che ci sono tanti, tantissimi medici che di fare tutto questo "bene" agli altri non si preoccupano davvero più di tanto.

Simone

Simone ha detto...

Poi, proviamo a fare un piano B: adesso lavori un po' e aspetti che si sitemino le cose. Tra 10 anni se la tua vita non ti piacerà potrai iscriverti a scienze infermieristiche e dopo 3 anni avrai un lavoro che ti piace di più.

Simone

jessica90 ha detto...

con scienze infermieristiche starei tutta la vita a contatto con la figura del medico... e non so se riuscirò a sopportare la cosa. mi sto logorando da sola. lo so.ma grazie per i tuoi consigli :-) magari in una prossima vita sarò un medico...

Simone ha detto...

E se sarà quello che vorrai farai medicina allora. Adesso cerca di superare questo periodo nero, e poi magari avrai anche le idee più chiare.

Simone

concita ha detto...

mi sono imbattuta in questo blog un po' per caso, un po' perchè cercavo delle risposte a delle domande che oramai da tre anni mi frullano in testa. ho 29 anni e ho appena conseguito la specialistica in Filologia Moderna (lettere insomma). mi sono iscritta a lettere con tanti buoni propositi e forse un po' obbligata a questo percorso dall'aver frequentato il liceo classico. dopo aver dato la quarta materia del biennio specialistico è iniziata la mia crisi. ho cominciato a pensare che quella strada non mi avrebbe portato da nessuna parte, che non avrei mai insegnato, che a 19 anni non avevo saputo sfruttare la possibilità di lavorare al laboratorio di Scienze Biologiche di mio padre...e così giorno dopo giorno ho maturato l'idea, poi diventata fissazione-malattia-passione (?) di studiare per i test di ammissione (eh già...qui da me a Catania ogni facoltà è a numero chiuso e il test per biologia è pure uno dei più ostici). ho tentato il test a meno dieci materie dalla laurea specialistica in lettere con esito negativo, e credo non sia stato poi così male. con fatica ho deciso di portare a termine il mio percorso e ora mi sento libera di potermi rimettere in gioco senza il timore di restare incastrata a metà tra lettere e biologia..ed è a questo punto che iniziano le domande: sarò capace di studiare con profitto per i test? e questo sacrificio perchè voglio farlo? perchè voglio massacrarmi dietro un altro percorso universitario? ma chi voglio prendere in giro, ho 29 anni e a 29 anni uno dovrebbe già avere le idee chiare! insomma a 29 anni o sei dentro o sei fuori...quand'è che mi farò una vita? poi però penso che non c'è un modello preordinato di vita, la vita è vita e basta...

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,

sono Luca e ho 27 anni. Mi sono laureato in Economia (5 anni), e lavoro in un ufficio tecnico nel settore auto. Devo dire che lavoro in questo contesto perché mi si è presentata l’occasione, qualche anno fa, e non ho saputo rinunciare (ero attirato dal ricevere uno stipendio e avere una mia indipendenza economica): ma la mia scelta, conveniente allora, ha avuto un effetto negativo nel lungo periodo: ora, infatti, mi ritrovo a fare un lavoro ripetitivo, non riguarda ciò che ho studiato, e sono circondato da ingegneri (prospettive di carriera: zero!). Ho provato a cercare un altro lavoro, ma con questa maledetta crisi non c'è possibilità di cambiamento...
E allora mi è nata questa idea: porto pazienza e continuo a lavorare così, ma nel frattempo intraprendo gli studi di ingegneria: in questo modo potrei mettermi in concorrenza con gli altri ingegneri, magari avanzare e ricoprire nuove e più interessanti mansioni... e potrei avere anche maggiori possibilità al di fuori del contesto di lavoro attuale.
Ma la decisione definitiva stenta ad arrivare… c’è qualcosa che mi frena e forse sono proprio le domande che sono state esplicitate qua: faccio questa scelta perché mi piace la materia o solo perché sono preoccupato per l’immediato futuro? Non ci vedo chiaro!!
Voi che dite?

Simone ha detto...

Ciao Luca.

Ingegneria non ha la frequenza obbligatoria. Puoi iscriverti e vedere se riesci a dare gli esami mentre lavori... e poi decidere se andare avanti o no. Cioè non la vedo come questa cosa così complicata, no?

In bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

io mi sono laureato in Farmacia 4 anni fa e faccio fatica a trovare lavoro.Continuo a fare il dipendente part-time quando va bene e sempre per qualche mese.La paga è da fame.Di mettermi in proprio non se ne parla, le liberarizzazioni sono una farsa, di parafarmacie ce ne sono già troppe in giro.L'alternativa e fare l'informatore.Altre prospettive di lavoro non ce ne sono.Altro che seconda laurea, se tornassi indietro non farei nemmeno questa, perchè non ti ripaga degli anni persi a studiare.
Cambio lavoro, metto su un bar.

Simone ha detto...

Ciao. Io non voglio prendere una seconda laurea per guadagnare di più, ma per essere la persona che volevo diventare.

Certo il lavoro è uno schifo, in generale non per chi è laureato in questo o quell'altro settore, ma io non mi aspetto che la laurea mi ripaghi anzi mi immagino più a fare il medico gratis mentre mi mantengo con il vecchio lavoro.

Se pensi che staresti meglio aprendo un bar fallo, non è che vendere farmaci sia l'unica attività degna di rispetto al mondo e anzi il mio barista di fiducia lo stimo molto mentre il farmacista un po' meno (mi appioppa sempre qualche robaccia che non vale nulla).

Il senso del mio blog non è prendere lauree e diventare dottori ma dare un taglio a una vita che non ci soddisfa in cerca di qualcosa che ci gratifichi di più.

Simone

Anonimo ha detto...

Si hai ragione, però io non cerco un lavoro che mi faccia diventare ricco, voglio solo avere uno stipendio che mi consenta di vivere da solo e un domani farmi una famiglia magari.Non credo di pretendere troppo.Non pretendo la macchina tedesca, la villa, la vacanza a Ibiza.
E' che non ho coraggio di mollare tutto e ricominciare dopo tutto lo studio fatto (per me non è stato facile), non so voi come fate a parlare di ricominciare a studiare passati i trentanni, io non ce la farei proprio.

Simone ha detto...

È che io non ce la facevo proprio a NON ricominciare, continuando perciò una vita che non sopportavo più. Dipende dai bisogni e dalle esigenze, che ovviamente per ognuno cambiano.

Simone

Anonimo ha detto...

Ma cosa aveva il vecchio lavoro che non andava?

Simone ha detto...

Ma sei il farmacista anonimo o uno nuovo? Credo nuovo. Il mio vecchio lavoro non mi piaceva, tutto qua.

Simone

Ingegnere pentito ha detto...

Ciao Simone,
sono un ingegnere pentito che si è iscritto nuovamente all'università e precisamente ad economia per inseguire il sogno che aveva fin da piccolo: entrare in Polizia.
Durante gli anni di ingegneria pensavo solo a superare gli esami che mi si presentavano di volta in volta, ma ora lavorando mi son reso conto che questa non è la mia vita e ci sto male.
Purtroppo è molto difficile conciliare lavoro e studio.
Tu come fai? Specialmente con medicina che ha frequenza obbligatoria...
Mi raccomando, mantieni questo blog sempre aggiornato, perchè può spronare altre persone a cambiare in meglio la propria vita e può rinfrancare coloro che hanno già intrapreso una nuova strada.
Ciao! ;)

Sherry ha detto...

Bel blog, interessante leggere tutti i vostri pareri e le vostree esperienze di vita.

Ciao e in bocca al lupo a tutti :-)

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
ho 27 anni, laureata in Storia dell'Arte con specialistica e master. Sino all'ultimo esame sono rimasta convinta di aver fatto la scelta giusta quando a 19 anni mi sono trovata di fronte ad un bivio: seguire la mia passione per l'arte o iscrivermi in medicina. Oggi ad un anno e mezzo dalla laurea mi rendo conto di aver davvero sbagliato tutto... il lavoro l'ho trovato dopo solo un mese e so di essere molto fortunata, ma non sono felice e ora mi chiedo se posso essere ancora in tempo per cambiare tutto. Amo studiare, sono sempre stata brava. Ma forse è tardi.... leggere i vostri commenti e le vostre esperienze mi è servito per chiarirmi un po ' le idee. Vedremo che succederà! In bocca al lupo a tutti!!!!

Simone ha detto...

A 27 anni sei ancora in tempo secondo me. Crepi e in bocca al lupo anche a te!!

Simone

Anonimo ha detto...

Salve a tutti! Sono un biologo 28enne, laureato con lode e che lavora, o meglio, cerca di mantenersi da circa 3 anni. So di essere stato fortunato, trovare lavoro dopo 2 mesi dal conseguimento della laurea è da pochi. Ma con un misero contratto a progetto, part time, senza possibilità di crescita (l'azienda per la quale lavoro non dà alcuna possibilità di maturare) e con uno "stipendio" che rasenta il vergognoso, sto seriamente pensando di iscrivermi ad un'altra facoltà. Medicina è sempre stato il mio sogno più agognato, e vedermi negata la possibilità di poter realizzarlo per solo un punto, è stato veramente umiliante. Così, dettato dalla rabbia e dallo sconforto, ho optato per biologia, che tutto sommato negli anni mi ha appassionato e ha "distolto" i miei pensieri dalla facoltà tanto desiderata. Ma adesso, con un contratto in scadenza, sempre a progetto, sempre alle stesse condizioni, io mi sento frustrato. So benissimo, ahimè, che la mia situazione da biologo non è né la prima e non sarà l'ultima. Ma è mai possibile ed accettabile che una categoria tanto affascinante sia così bistrattata e penalizzata?! Ah, ho già una seconda laurea, in strumento, conseguita col massimo dei voti in conservatorio. Che abbia sbagliato tutto?!

Simone ha detto...

Perché sbagliato tutto?! Con la laurea in Biologia a medicina ti riconoscono molti esami, se davvero è il tuo sogno pensaci seriamente! E nel frattempo puoi lavorare suonando in qualche posto la sera... almeno i primi anni che poi avrai sempre sonno da morire :)

Simone

Anonimo ha detto...

salve...ad anonimo : cn la laurea in biologia se rifai 3 esami vieni iscritto al 3anno di medicina. Comunque io ho 25anni figlia di medico , mancano 10 interminabili esami alla laurea in biologia che ho difficoltà ad affrontare ( inizio a sentirmi stupida dato che tutti terminano tranne me ) e sto pensando di iscrivermi a infiermeristica , medicina non si puo più perchè non affronteró mai 10anni di studio e di rinuncie , con infiermeristica potrei stare vicino ai pazienti e ai bambini soprattutto ma sinceramente mi blocca il pensiero di ricominciare da principio. Sono stra combattuta 1) scegliere una specialistica fare un altro po di sacrifici e finalm. iniziare a lavorare e realzzare progetti con il mio fidanzato 2) tentare una nuova via che mi renderebbe piu soddisfatta ?!? non ho tutto questo coraggio...penso di essermi sempre piegata a ciò che era giusto fare.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, è da un pò che non vedo commenti ma voglio condividere con voi la mia situazione perchè siamo tutti sulla stessa barca. Io al termine del liceo scientifico ero combattuto tra farmacia ed economia ma poi sia per le maggiori aspettative di lavoro sia per la possibilità di carriera optai per la seconda. Purtroppo la laurea triennale riservò dei problemi e ci misi ben 6 anni per finirla in quanto stavo perdendo motivazione e stavo per abbandonare. Seguii allora i consigli di mia sorella e terminai la triennale e 2 anni dopo la specialistica (con 101 per sbrigarmi accettavo tutti i voti). Mi sono laureato a 27 anni ed ora alla soglia dei 29 ancora non trovo un lavoro. Zero sapaccato. Mi interrogo così su cosa ho sbagliato e su cosa potrei fare adesso per venire fuori da questa palude. Spesso penso che potrei mettere su un'impresa ma cosa?poi mi dico potrei prendere una nuova laurea ma medicina/ingegneria sarebbero troppo lunghe per me e l'unica che potrei fare è giurisprudenza (ma anche li la situazione lavorativa mi sembra simile ad economia). Non so più come comportarmi, ormai anche inviare un curriculum è demotivante, cercano solo gente con esperienza. Il mio più grande sogno (capito dopo) era entrare in polizia ma richiedono il limite di 25 anni non compiuti, siamo in un paese che ci considera già vecchi purtroppo.

Anonimo ha detto...

ciao...sono una ragazza di 24 anni e seguivo questo blog quando circa 3 anni fa stavo pensando di provare a fare medicina dopo una triennale sanitaria ( tecniche di laboratorio biomediche). Ho abbandonato l'idea e ora sto conseguendo la specialistica in biologia, so che il lavorò sarà difficile da trovare ma ho fatto una scelta per migliorare la mia formazione prima di tutto. Per chi non trova lavoro e spera di investire in un'altra laurea consiglio di farlo, anche perchè rimanere disoccupati ci rende tristi e vuoti...quanto meno l'impegno dello studio ci mantiene vitali. Però sinceramente un percorso come quello di medicina è davvero devastante per la vita di una persona che potrebbe desiderare un minimo di indipendenza economica, il tempo libero per viaggiare, fare attività creative ecc..insomma ciò che rende bella la vita. Mentre pensare ad esempio di prendere una seconda laurea di 3 anni in lingue, scienze giuridiche, economia, design... lo trovo molto più compatibile con qualsiasi fascia d'età.
Poi certamente potete dirmi che vale di più poter fare il lavoro che si è sempre sognato, ma perché vogliamo sempre fare tutti medicina? Perché ci affascina così tanto il corpo umano, la malattia, la guarigione? Sicuramente sono aspetti coinvolgenti da andare a indagare ma prima ancora perchè ci facciamo condizionare da una pressione sociale che ci induce a mettere su un piedistallo certe professione più di altre, per prestigio, rispetto, guadagno.Allora io stessa ho pensato che onestamente fosse anche questo che mi spingeva verso medicina... nonostante le scienze mi siano sempre piaciute a volte mi chiedo perché non mi fossi ossessionata per la geologia ad esempio?...

Marc89 ha detto...

Ciao a tutti, ormai questa discussione è vecchia, chissà se qualcuno la legge ancora, comunque provo lo stesso a scrivere.

Cosa ne pensate di un progetto di doppia laura "inverso"? Ossia prendere una seconda laurea più "debole" della prima, in modo da poter arricchire le proprie conoscenze e magari correggere la rotta del proprio lavoro in una direzione più vicina ai propri interessi.

Io ho fatto la quinquennale in giurisprudenza, tesi all'estero, ecc e ho trovato quasi subito da lavorare. Purtroppo però a distanza di diversi mesi di lavoro la frusrazione è altissima, per tre motivi: la carriera forense mi interessa molto meno di quello che pensavo, gli orari di lavoro sono spaventosi e stressantissimi e non riesco quasi più a reggerli, e infine mi rode dentro l'idea di aver totalmente rinunciato ad un campo del sapere che mi è sempre piaciuto da matti(geografia) ma che ho evitato di seguire all'università per paura di non trovare lavoro e soprattutto perché non c'era il relativo CdL nella mia città, e non avrei potuto permettermi di fare il fuorisede.

Ora però col mio lavoro ho messo da parte un po' di soldi e potrei usarli per una specialistica di due anni nel campo che mi piace. Però ho paura che la mia sia una scelta avventata, una inquietudine che dovrei liquidare come un capriccio di un moccioso, ma d'altra parte mi sento incredibilmente frustrato per non aver nemmeno fatto il tentativo di seguire il mio sogno.
Qualcuno ha esperienze simili al riguardo? Cosa mi consigliereste? Meglio la frustrante ma stabile realtà oppure la folle e incertissima decisione di fare qualcosa che mi entusiasmerebbe facendomi sentire finalmente vivo, ma con prospettive nerissime di inserimento lavorativo?

Spero di trovare qualche parere illuminante, qualche indizio rivelatore, insomma qualcosa che mi faccia prendere una posizione prima che io vada (letteralmente) in burn-out.

Simone ha detto...

Ciao!

Io penso che una seconda laurea "debole", come la chiami tu, possa essere utile se:

1) Completa in qualche modo il tuo lavoro, e puoi sfruttarla come titoli.

2) Vuoi cambiare lavoro e la laurea triennale può essere una soluzione più rapida per avere le qualifiche.

Poi, comunque, se davvero come dici sei "incredibilmente frustrato per non averci provato nemmeno"... be', forse ti sei risposto da solo, no?

Simone

fom90 ha detto...

Ciao a tutti,
ho 25 anni, mi sono appena laureato in medicina, ma mi sono accorto negli ultimi anni che non è la mia strada, e ora non so cosa fare. Il mio desiderio più grande sarebbe quello di diventare architetto, o anche ignegnere edile (dato che qui in lombardia ci sono più architetti che in tutta la francia e che il settore edile è fermo), però mi sento vecchio, e riprendere in mano matematica dopo 6 anni mi sembra arduo.. simone tu cosa dici?
a me piacerebbe molto progettare case e edifici, però il settore edile è abbastanza fermo, rischierei di cambiare e poi trovarmi di nuovo a fare un lavoro che non mi piace, e quindi pentirmi di nuovo della scelta e rimpiangere di non aver proseguito con medicina.
forse è vero che a un certo punto bisogna guardare alla vita con maturità e accettare anche le cose che non piacciono, smetterla di sfuggire dalla realtà.
comunque grazie per questo blog simone, mi ha dato molto conforto :)

Simone ha detto...

Fom90: ciao!

Certo iniziare ingegneria adesso è dura, e le condizioni lavorative sono un po' quelle che hai elencato tu. Comunque niente è impossibile, se davvero è quello che vuoi riflettici - molto - e poi decidi.

Quello che posso dirti è che medicina è così vasta che non è detto che non esista una specializzazione che fa per te. Anche nei servizi, per esempio, ci sono scuole come medicina del lavoro o igiene o medicina legale eccetera o anche fisica medica che assomigliano molto a quello che potrebbe fare un ingegnere. Anzi, se vuoi gestire un ospedale (cosa molto ingegneristica, secondo me) l'unico modo è farlo da dirigente medico!

Insomma guarda bene le opportunità che già hai. Ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti!
Ho 25 anni e non so che fare! Mi sono laureata in fisioterapia 3 anni fa ma già al secondo anno avevo capito che non faceva per me. Feci il test di veterinaria (il mio sogno da bambina a cui non avevo proprio pensato al momento della scelta) e lo superai. Ma mi feci convincere a finire i tre anni di fisioterapia e poi avrei fatto altro. Invece sono tre anni che lavoro come fisioterapista cercando di farmelo piacere. Quest'anno ho rifatto il test. È andato male. Ora non so che fare. Potrei partecipare al ricorso, spendendo altri soldi senza avere certezze. Oppure iscrivermi ad ingegneria informatica, senza però avere una particolare passione (sarebbe un tentativo per fare qualcosa che probabilmente mi farebbe meno schifo). Oppure continuo così...mi faccio le mie terapie guadagnando quel poco che mi basta e avendo molto tempo libero ma senza essere orgogliosa o avere soddisfazioni. È che mi sento vecchia anagraficamente e allo stesso tempo immatura per non essere in grado di decidere e capire cosa voglio davvero. Grazie per avermi anche solo letto...

Simone ha detto...

Puoi continuare a fare il tuo lavoro e riprovare il test l'anno prossimo. Tanto verosimilmente fino alla seconda laurea un pochino ancora lavorerai, no? Il ricorso non so se funzioni o meno, non ne ho sinceramente idea. Ingegneria informatica come ti è uscita tra veterinaria e fisioterapia?! Sembra una cosa totalmente diversa e se vuoi fare il veterinario penso che dopo un po' ti sentiresti comunque insoddisfatto/a.

Simone

Anonimo ha detto...

Facendo veterinaria non riuscirei a lavorare anche come fisioterapista perché la frequenza è obbligatoria. Ingegneria informatica è uscita fuori perché le materie scientifiche mi piacciono...Ma anche per comodità perché l'uni è vicino casa. Si...potrei provare l'anno prossimo...Ma con ancora meno convinzione perché già mi sento vecchia ora figurati fra un anno. Dici che scegliere un altro ripiego non ne vale la pena?!
Grazie per la risposta.

Simone ha detto...

Secondo me se ingegneria ti piace e vuoi fare davvero quello fai bene a mollare tutto per provarci. Ma mi pare che tu voglia fare altro, e alla fine sarà una seconda scelta come fisioterapia... almeno questa è la mia impressione.

La frequenza è obbligatoria ma se hai qualche paziente da seguire magari a casa nei fine settimana o la sera o in orari in cui non hai lezione (non è che saranno 12 ore al giorno) potrai sempre farlo. Poi dipende dalle possibilità e bisogni di ognuno, ovviamente :)

Simone

Anonimo ha detto...

Non penso di poter illuminare nessuno perché in quanto a confusione legata all'università e al lavoro sono imbattibile, tuttavia vorrei segnalare all'anonima di prima l'esistenza di corsi di specializzazione in Fisioterapia veterinaria (chiedo scusa, ma non ricordo esattamente dove l'ho letto). Non ne so molto, ma magari sarebbe un buon modo di conciliare indipendenza e passione.
@Simone: complimenti per il risultato ottenuto al concorso! Seguo da tempo i tuoi blog (ti avevo anche scritto in passato), ora attendo i resoconti sulla vita da specializzando!
Gian

Simone ha detto...

Gian: grazie dei consigli. I resoconti arriveranno! :)

Simone