06/08/13

Un tirocinio d'estate.

La giornata perfetta da passare... in reparto.
Visto che almeno sulla carta sarei in vacanza, decido di fare un gesto di forte anarchia presentandomi in ospedale verso le 9 e mezza.

Non che qualcuno stia lì a controllare i miei orari o che gliene freghi qualcosa se ci vado oppure no, questo sia chiaro. Però in genere arrivo comunque più presto.

Insomma alle 9 e 30 apro l'armadietto, prendo il camice che ho lasciato appeso il giorno prima con tutta la roba tipo fonendoscopio, saturimetro, penna, spillatrice e compagnia bella in tasca già pronta, e alle 9 e 30 e 20 secondi - istante più o istante meno - entro in pronto soccorso.

C'è la tipica aria infuocata di quando c'è il sole ad Agosto a Roma. Immaginatevi poi di mettervi pure il camice sopra ai vestiti, e vi farete un'idea ancora migliore di quanto faccia caldo.

Altre volte invece che col camice mi presento con la casacca quella verde da ospedale, solo che 1) mi prendono tutti per un cardiochirurgo che si è smarrito e provano ad accompagnarmi fuori dal reparto 2) anche se stai a maniche corte quel tessuto ispido e pizzicoso ti fa sentire ancora più caldo. Non ci crederete, ma è così.

Ma insomma, comunque sia, arrivo e saluto il professore, gli specializzandi, l'altro studente mio collega e non so quanti pazienti già ricoverati. E con tutto il caldo e le fiamme e il casino che c'è sembra davvero di entrare in quel posto in cui - nelle mie letture adolescenziali - erano ambientate le avventure di Virgilio e tutta un'intera serie dei Cavalieri dello Zodiaco.

E non so se è perché oggi c'era un infermiere con cui vado d'accordo (ma vado d'accordo con tutti, in genere) se è perché c'era un casino di lavoro da fare o se è perché mi sto semplicemente iniziando a muovere un po' meglio, ma comunque sia prendo e inizio a fare un po' di tutto.

Comincio col mettere una cannula. Solo che ci riesco e non ci riesco con l'infermiere che mi aiuta e col sangue che prima non esce per niente e poi esce troppo tutto insieme... e insomma, un macello.

Poi faccio un emogas di quelli che dicono che parlo sempre degli emogas e allora non ne ho parlato più (tengo un blog a parte specificatamente dedicato, adesso) ma non mi viene e alla fine lo fa un altro, e lo fa del tipo che ci riesce istantaneamente come se fosse la cosa più semplice del mondo, e io lì accanto che mi vorrei sotterrare.

Poi metto un catetere, e tutti lì a dirmi di quanto lo sto mettendo male anche se poi invece l'ho messo bene ed era evidentemente una specie di prova emotiva per decidere se ne ero degno, oppure no.

Poi faccio un ECG e dico "ah ma qui c'è un sottoslivellamento" e il professore invece risponde che "no".

Poi mi guardo una TAC, ma toppo che tipo non c'avevo capito niente e la neurologa mi fa lo spiegone con cazziatone incorporato. E volevo dirglielo che "ma guardi che un suo collega all'esame mi ha dato 30!" ma credo che alla fine ho fatto meglio a starmene zitto.

Più tardi c'è una coronarografia. Vado in emodinamica perché vorrei vederla, ma c'è un intoppo e si fa tardi e devo tornare da me e allora niente coronarografia: me la sono persa.

La mattinata finisce a sorpresa con l'ultimo prelievo arterioso a un signore, che invece mi viene - tac - al primo colpo.

«Mi ha fatto molto meno male del prelievo che mi hanno fatto prima» mi dice il paziente, ridendo. E questa cosa devo dire che mi ritira un gran bel po' su.

Torno al mio armadietto e raduno le mie cose, che per qualche giorno non ho altri turni e voglio dare una sistemata e una lavata a tutto. Esco dall'ospedale e raggiungo la macchina: sono rimasto più del preventivato, e il parcometro è scaduto da un po', ma per fortuna non mi hanno fatto la multa.

Tutto sommato, direi che oggi è andata alla grande

Simone

8 commenti:

Carlo D'Apuzzo ha detto...

Simone, tutti vorrebbero un tirocinante attento, sensibile e curioso come te. Complimenti e continua cosi!

Simone ha detto...

Grazie Carlo... se me lo dici tu però finisce che mi molto la testa! :)

Simone

Vito Scibetta ha detto...

Direi che è proprio una giornata tipo di chi si affaccia a fare questo lavoro.
Niente paura Simone! L'esperienza, associata alla teoria, aiuterà a crescere.

Simone ha detto...

Grazie Vito. Ho almeno un altro anno per fare esperienza prima della laurea e spero che sia davvero come dici tu! :)

Giulia da Pd ha detto...

MI-TI-CO Simone !!

Simone ha detto...

GRA-ZI-E!!! :)

Anonimo ha detto...

Secondo me sei troppo vecchio per fare medicina

Simone ha detto...

Ahah, ok allora smetto tanto ho fatto solo 5 anni! :)

Simone