10/11/10

Gli anni Inutili... e qualche foto.

Conoscere, dopo anni di amicizia, Matteo Scandolin e i ragazzi dell'Associazione Inutile (perché con la scrittura online prima ci si scambiano complimenti cortesie e amicizia virtuali e poi - eventualmente - ci si conosce di persona) è stata allo stesso tempo una conferma e una sorpresa.

La conferma è che bene o male quello che facevano l'avevo capito, e vederli indaffarati per presentare la loro rivista e il mio libro era una cosa che tutto sommato mi ero già prefigurato.

La sorpresa è che sono tutti molto più giovani di quanto mi aspettassi. Il più grande credo che sia proprio Matteo, del quale non vi dico l'età (sarebbe forse poco elegante) ma che è comunque qualche annetto più giovane di me. Gli altri avranno tutti 18, 20, 22 anni o qualcosa del genere.

E allora, lo confesso, io lì per lì ho pensato: ma questi, a 20 anni, dove vogliono andare? Uno per fare l'artista, per fare cultura, per tirare fuori anche 4 righe al mese che dicano qualcosa di importante, deve avere una certa età. O o?

Ecco, sì, all'inizio ho pensato quello, provando una punta di perplessità. Ma poi, subito dopo, mi sono decisamente incazzato. Ma non con loro, ovviamente:

Un po' ce l'avevo con me stesso per aver fatto un ragionamento simile: in fondo non ho iniziato pure io, intorno ai 20 anni o anche prima, a scrivere chiacchierare e sproloquiare a destra e a sinistra? E adesso io potevo permettermelo, e loro no?

Mi pare un discorso da rincoglionito, di quelli della serie che solo lui, ai tempi suoi, faceva bene tutte le cose perché lui sì che capiva tutto, ma se te vuoi imitarlo allora no: ti devi fare tutta la gavetta e poi aspettare il turno tuo, quando arriverà, e possibilmente passati i 60 anni.

Poi me la sono presa anche un po', ok un bel po', ok tanto, con certa gente e certi discorsi che si fanno per strada, su Facebook, al telegiornale... non so, li avrete sentiti anche voi, immagino: i ragazzi di oggi sono ignoranti, i giovani non leggono, il futuro è nero e triste e che sfiga e che palle. E poi, il qualunquismo per eccellenza che si ricicla di anno in anno, di generazione in generazione, peggio delle repliche di certi film a Natale: ah, i giovani d'oggi! Dove andremo a finire?

Ecco, invece sapete la verità? La verità è che Einstein ha tirato fuori quelle robe per cui ha vinto il Nobel quando aveva 27 anni. Salinger ha scritto il Giovane Holden quando di anni ne aveva 32, e a 40 Mozart era già morto da un pezzo. Ok, Tolkien un sacco di roba l'ha scritta passati i 60 anni per cui non sarà una regola inviolabile, ma è comunque chiaro che se devi combinare qualcosa nella vita magari è il caso che cominci presto, senza star lì a cercare chissà che scusa per rimandare a domani.

La verità è che a Venezia, Mestre e Maerne ho trovato persone giovanissime desiderose di fare e conoscere, e che con l'aiuto di qualcuno appena un po' più grande (Marco Garbin, che ci ha messo a disposizione la sala, ha all'incirca la mia età) magari ci riescono pure.

La presentazione del libro, infatti, è andata una bomba: c'era un sacco di gente (evento più unico che raro, quando si parla di libri) mi sono divertito, si è detto qualcosa spero di utile e un trafiletto su di noi è anche uscito su un giornale importante... e anche questo fatto non è che capiti spesso.

Eppure, alla fine, per quanto strano, da tutto questo rimane anche un po' di rimpianto: penso che ci sono un sacco di ragazzi ai quali magari piacerebbe partecipare ad associazioni e iniziative analoghe, ma che non si sentono motivati o non ne hanno le possibilità. Penso ai discorsi di cui parlavo poco sopra, alla gente negativa che magari se la becchi all'età mia la mandi affanculo, ma quando sei un po' più piccolo finisce che ti spaventa, e ti scoraggia.

Penso a quanto è facile sedersi davanti a una TV, a uno schermo, o anche a un libro brutto - perché anche quelli purtroppo ci stanno - e piano piano diventare più grande, più stanco, più pessimista e semplicemente più vecchio. Penso ad amici che quando andavamo a scuola sembrava che dovessero diventare chissà chi, ma che poi li rincontri e sono tali e quali a prima, solo più ingrassati e più lenti. Perché combinare qualcosa non era facile, a loro di fare quel passo in più non gli andava e nessuno si è messo lì a spingerli.

Ripenso ai miei 35 anni, e mi domando quanti ne ho spesi bene e quanti, invece, sono stati inutili, stavolta con la "i" minuscola. E alla fine decido che - tutto sommato - non ha senso fare certi discorsi, o forse non lo voglio semplicemente sapere.

Quel che è fatto è fatto, e il passato è passato. Ma magari, per il futuro, si potrebbe prendere il buon esempio. Fare come i ragazzi di Inutile, e mettere su qualcosa di vero, invece di star sempre ad aspettare chissà che e chissà chi.

Un futuro meno inutile... o più Inutile, a seconda che vi piacciano o meno i giochi di parole. Questo sarebbe da augurare a chi è giovanissimo adesso, e che si guarda intorno indeciso su cosa fare e su dove concentrare i propri interessi.

E lo stesso - credo - sarebbe da augurare anche a noi stessi.

Simone

P.S.

No, no ho 90 anni come sembrerebbe da come scrivo. Mi era solo presa così. ^^

E qui trovate le foto dell'evento!

13 commenti:

Meequi ha detto...

Sei un grande!
Mi tocca fare un casino assurdo per commentare ma dovevo proprio dirtelo :D

Simone ha detto...

Grazie davvero Meequi! ^^

Simone

CyberLuke ha detto...

Ma allora lo vedi che pure tu hai il tuo bello zoccolo di giovani fans?
Chissà gli autografi che hai firmato, chissà le groupies che volevano una ciocca dei tuoi capelli, un brandello della tua maglietta, un quarto d'ora con te nel retro della sala conferenze dove ti avevano appena incensato.
E, cercando di ricomporci: ricordo che pure io,a 20 anni ma anche prima, scrivevo.
O, meglio... scribacchiavo.
Che bello, avevo un sacco di tempo. Ma proprio tanto.
Già che tu, tra tirocini, università e presentazioni di libri nei quali vieni osannato, riesci a continuare a scrivere è un traguardo, credimi.
E comunque – finisco, tranquillo – se un "me" più vecchio fosse venuto nel passato a trovarmi e ad elargirmi preziosi consigli, non so mica se l'avrei ascoltato.

Simone ha detto...

Cyber: tu sì che mi conosci! A parte solo che questo post è la cosa più completa che scrivo da mesi... e un "me" più vecchio io l'avrei proprio mandato a quel paese!

Comunque non parlo tanto di consigli (che tra l'altro forse non li saprei nemmeno dare) ma di possibilità concrete tipo spazi, soldi, collaborazione o anche solo un po' più di apertura perché come uno si propone lo massacrano... ma questo non solo ai 20enni, capita pure a noi "vecchietti".

Simone

Matteo Scandolin ha detto...

Soldi? :)
MS

TIM ha detto...

Sono contento per te di quest'esperienza. Al di là di tutto deve essere stata una bella iniezione di fiducia nei tuoi mezzi. E poi, una cosa, strana forse: averti visto 'de visu' è stato bello, perché un amico 'virtuale' lo si immagina in tanti modi; poi quando lo vedi capisci anche tante cose di lui.
Temistocle

Simone ha detto...

Matteo: be' per strutture, aule e mezzi vari qualcuno i soldi li deve cacciare... che poi il problema è solo quello, mi sa.

Temistocle: ti bastava cercarmi su Facebook... e visto che bella foto che m'hanno fatto? Anche secondo me "vedere" è importante, perché anche se dicono il contrario tante volte l'abito il monaco lo fa per davvero.

Ma non è che non parli della foto, ma eri lì... vero? Me potevi salutà! ^^

Simone

TIM ha detto...

Non ero lì, la mia vita sociale è di molto ridotta, ahimè. E non uso Facebook (anche se so che posso accedere dall'esterno). Comunque son contento lo stesso di averti 'ri'conosciuto (ma lo sai che queto accostamento di 'ri' e 'conosciuto', scritto così, è davvero interessante? non ci avevo mai pensato prima: si conosce nuovamente una persona che già ci era nota ma solo a metà).
Temistocle

Yeeshaval ha detto...

Ogni tanto, l'ego va nutrito! ;)

L ha detto...

Complimenti, immagino che adesso si sia rifatta sentire la voglia di scrivere!

Simone ha detto...

TIM: allora spero di ri-conoscere presto anche te! ^^

Yeeshaval: direi proprio che hai ragione!

L: un po' sì, e purtroppo è tornata anche la voglia di pubblicare qualcos'altro. E' che vorrei scrivere qualcosa che valga la pena leggere, dovrei concentrarmi e tirare fuori l'idea giusta.

Simone

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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