02/11/10

Tutto sommato...

Tutto sommato, credo che sia valsa la pena di laurearmi in Ingegneria. Ora come ingegnere non è che faccia molto, ed è una laurea che avrei potuto sfruttare di più. Però ho imparato a riconoscere un problema e (a volte) a risolverlo. Ho imparato a studiare cose anche difficili, e ho capito che se inizi una cosa è per portarla a termine, o altrimenti è meglio che lasci subito stare.

Tutto sommato, sono contento anche di aver scritto su un blog per tutti questi anni. Certo ora mi sono un po' stancato, l'entusiasmo di una volta non c'è più, e aggiorno raramente. Però ne è uscito fuori un libro, e ho imparato un po' di cose di come funzionano la narrativa e la comunicazione. Ho capito anche che la scrittura oltre che uno strumento è un'arma, e che può farti crescere e imparare ma anche fermarti e lasciarti immobile lì dove sei, con l'illusione che sia già un traguardo.

Tutto sommato sono contento di aver scritto i miei romanzi. Forse non ne ricaverò nulla e forse non ne scriverò mai più un altro, ma mi hanno fatto viaggiare, conoscere altre persone, vivere esperienze e anche alle volte provare emozioni profonde. Oggi mi danno la soddisfazione di rivedere me stesso da lontano e pensare che, a voler essere proprio onesti, non ho scritto cose che cambieranno il mondo, ma nemmeno troppe cavolate.

Tutto sommato, è valsa la pena anche di iscriversi a Medicina. Questa seconda laurea mi sta costando una grossa fatica, e forse non è detto che quello che ci sto investendo darà tutti i frutti sperati. C'è la paura di bloccarmi a metà, la paura di non essere all'altezza e la paura che senza una specializzazione e senza altri anni di studio alla fine non sarò comunque un medico vero, ma solo uno con l'ennesimo pezzo di carta.

Però a Medicina ho studiato un po' come funzionano l'uomo e la sua biologia. Prima certe cose non le sapevo e non le capivo, mentre ora vedo il mondo in una maniera diversa. Adesso so che per quanto puoi uscire da certi schemi tutto sommato era prevedibile anche quello, e che in un meccanismo complesso è necessario che qualcuno, ogni tanto, faccia anche semplicemente un errore.

Quello che sento di aver guadagnato, da tutte queste cose che ho fatto, è di guardare alla vita con un misto di curiosità e paura. Di studiare il mondo restandone continuamente affascinato e forse - un pochino - sperare anche di averci capito qualcosa.

E insomma, alla fine, penso di sì: tutto sommato, ne è valsa la pena.

Simone

4 commenti:

Gloutchov ha detto...

Sono contento. Contento che i percorsi che hai scelto nella vita ti abbiano portato a qualcosa. Che per gli altri sia rilevante o meno non è importante ma, se hai imparato tanto, se hai ottenuto dei frutti (magari forse non quelli che ti prefissavi ma, sempre e comunque dei frutti), allora vuol dire che non ti sei mosso invano.
Non so perché ma... in questo post, leggo una tonalità triste, spero però di sbagliare.
Hai avuto tanto e, hai ancora tanto tempo davanti a tè per continuare a studiare, imparare, alimentare la tua curiosità.
Non ti conosco bene ma credo di aver capito la forza del tuo carattere. Sei determinato. Volevi diventare medico e ti sei buttato. Molti probabilmente si sarebbero lasciati trascinare dalla propria vita e non avrebbero tentato. Così come hai tentato con la narrativa e, il volontariato nel 118, e chissà quante altre cose che non conosco.
Per cui... sono contento che tu ottenga risultati. Magari non sono quelli che ti immaginavi ma, hai fatto molto più di tanti altri che non cercano di realizzare i propri sogni.
Spero solo che questo post non sia un commiato al Blog. ^_^

TIM ha detto...

'Quoto' Glauco e ti dico anch'io che sono contento della tua accettazione della situazione presente, anche se tu dici più per le motivazioni che ti hanno spinto che per i risultati. Anche se penso che i risultati ci siano stati eccome: una laurea ce l'hai (quanti ci hanno provato e non sono arrivati neanche a quella?); ti stai impegnando per medicina (e si vede che è il sogno della tua vita); scrivi come si deve e anche meglio; ci intrattieni col tuo bel blog; e il 118 dove lo mettiamo? Capisco che tutti questi impegni ti stanchino e puoi essere tentato di mollare qualcosa. Ma fallo solo se ne sei veramente convinto; e non decidere ora che ti senti giù. Noi siamo con te, sappiamo che ce la puoi fare come hai fatto finora. Gandhi diceva che il fine della sua vita era quello di trovare la verità e che al termine sarebbe stato contento di quella parte che avrebbe potuto raggiungere, perché quella parte era per lui, in questa vita, l'unica parte raggiungibile. Penso che per noi sia lo stasso coi nostri sogni e i nostri desideri.
Temistocle

Simone ha detto...

Glauco: un po' di tristezza c'è, nel senso che ogni tanto uno si guarda indietro per fare due conti e - appunto - si domanda se certe cose siano state o meno fatica sprecata. Però appunto alla fine penso che qualcosa mi sia rimasto, e intanto si va avanti.

Tim: grazie Temistocle, mi hai detto delle belle parole. Ma non pensavo di mollare, specie con Medicina. È che come dicevo a Glauco ogni tanto uno si guarda intorno e si fa due conti, tutto qua.

Poi io penso anche che fermarsi e darsi un giudizio sia importante, ed è importante anche qualche momento più riflessivo invece dei soliti discorsi su editori, politica e società che a me in questo momento interessano poco.

Simone

TIM ha detto...

Hai tutto il mio appoggio. Capisco quando dici che a volte ci si deve fermare per fare un consuntivo; e so che a volte è giusto anche chiedersi: ma il gioco vale la candela? penso che alla fine l'importante sia essere sinceri con se stessi, senza falsi ragionamenti intellettualistici o di comnodo.
Temistocle