12/06/12

Studiare all'università: ma se poi agli esami mi bocciano? La lettera di Sara.

Tipico look estivo di chi deve dare Anatomia.
Ciao Simone.

Ho appena finito il secondo anno di medicina, ma dire "finito" è una parola grossa: diciamo che sì, ho ottenuto la frequenza delle lezioni, ma da qui a dire che l'ho completato è un'altra cosa.

Infatti, devo dare ancora anatomia I e di conseguenza la II e Fisiologia II più gli esami del secondo semestre del secondo anno, il tutto entro dicembre, perché devo ottenere i 70 crediti per potermi iscrivere al terzo.

Io ho un'enorme difficoltà nell'affrontare gli esami, cioè proprio il momento dell'esame stesso. Non sono stata molto fortunata, perché il mio "travaglio" è nato quasi due anni fa con l'esame di fisica, il professore era semplicemente un idiota e amava bocciare gente a caso, e io sono stata bocciata due volte; poi due volte a biologia; poi ho preso finalmente uno stentato 22, ma ero già a metà del secondo semestre del primo anno, e già indietro di tre esami sul programma.

Ed eccoci qui, oggi, con il libro del locomotore aperto davanti a me e il cervello che proprio non vuole lavorare. Ogni esame che ho fatto l'ho bocciato almeno una volta, se non due. E la mia autostima è andata a sotterrarsi, mentre invece è cresciuta enormemente l'ansia per ogni tipo di prova.

È già da un po' di tempo che mi chiedo se questo sia veramente il percorso adatto a me: sto male, ogni giorno che passa, perché penso agli hobby che vorrei coltivare, o più che altro a tutte le altre cose che vorrei studiare invece di ciò che sto affrontando adesso, e mi deprimo, davvero.

La notte non dormo, e se dormo ho gli incubi. Non riesco a parlare con i miei genitori di questo mio problema perché mia madre sembra totalmente sorda al discorso "sai mamma non so se voglio continuare medicina".

Non ricordo perché mi sono iscritta: ho visto il film Patch Adams, forse è stata quella la molla. Poi subito dopo la maturità mi sono messa a studiare per il test e a settembre sono entrata. Ma mentre la maggior parte dei miei amici, ammessi anche loro, esultavano di felicità, io non ero molto convinta. Anzi, non esultavo affatto. Tuttavia ho cominciato il percorso.

Faccio un piccolo flash-back: durante il mio ultimo anno di liceo, quando tutti i miei compagni cominciavano a maturare una decisione sul proprio futuro, io ero combattuta tra lettere moderne e medicina. Alla fine ho scelto medicina, e probabilmente non ero neanche troppo consapevole a cosa stessi andando incontro!

È giugno, la settimana prossima mi scontrerò con anatomia. Ogni esame per me è un parto. Anzi, forse sarebbe più semplice partorire, perché poi mi ritroverei tra le braccia una bellissima creatura, e invece io sono quasi convinta che anche stavolta andrà male. E lo dico non perché ho la sindrome di Calimero, ma per il semplice motivo che continuo a ripetere e a ripetere ma ancora non ricordo, soprattutto i rapporti di quegli stupidi organi.

Il mio ragazzo mi ha detto di aspettare di affrontare materie più coerenti con la medicina per poter decidere se veramente questa è la mia strada oppure no, ma io mi sento davvero soffocare. E ho un dubbio: se lasciassi adesso, me ne pentirei in futuro? Ovviamente tu non puoi avere la risposta, ma ho visto che hai dato buoni consigli ad altri ragazzi, precedentemente.

Io non so con chi parlare, sto stancando anche il mio ragazzo, il quale sostiene che stando nel "limbo" non si ottiene nulla, e che devo prendere una decisione. Io intanto mi sveglio ogni mattina con sempre più ansia, con la tachicardia, e perdo minimo 3 kg per ogni esame che faccio. La prospettiva di dover fare 4 esami entro la fine di luglio per potermi garantire l'ingresso al terzo anno è terrificante, mi sotterra.

Guardo i miei colleghi, vedo una massa di studenti speranzosi e convinti della loro scelta; nessuno di loro ha mai bocciato così tanti esami quanto me. Non mi reputo una persona stupida, ma semplicemente non riesco a sbloccarmi, e ovviamente più vanno male le prove più la mia sicurezza scende. E adesso è sotto le scarpe.

La mia media è del 25, ho pure scoperto che per ogni esame bocciato tolgono 0,25 punti dal voto di laurea, quindi ho due paranoie in più: primo, se non prendo minimo di 27 non entrerò nelle specializzazioni; secondo, che voto potrò mai prendere alla laurea se ho una media del genere?

Io sono appassionata di fotografia, di scrittura e di letteratura straniera. Sono le mie più grandi passioni. Quando ero piccola volevo fare la scrittrice, mia nonna ancora mi dice che le piacevano molto i miei racconti (che carina che è!).

Allora da qui la domanda che chiunque mi potrebbe porre: ma perché non hai scelto qualcosa di inerente a queste due passioni? E la mia risposta... beh, non lo so. Non lo so proprio. Forse ho scelto medicina perché sapevo che uscita di qui avrei avuto un lavoro sicuro.

Forse non ho fatto lettere perché, diciamolo, non dà molti sbocchi lavorativi. Forse mi sono illusa che medicina fosse la mia strada, di avere una grande passione solo per aver visto un paio di film, o forse mi sono illusa di voler fare lettere solo perché sto crollando e cerco una via di fuga?

Non so cosa dire, non so cosa rispondere. Mi sembra di dedicare le giornate solo allo studio, e così è, ma la mia memoria vacilla, la mia voglia è sempre meno, e l'interesse zero. Le materie di quest'ultimo semestre sono state poco interessanti, forse un po' di più microbiologia, ma immunologia e genetica sono barbose, letteralmente.

Non so cosa fare. Ho l'angoscia a cominciare a studiare adesso, non voglio ripetere ancora l'osso temporale, non voglio dover dire a mia madre quando torna a casa stasera "uuh sì, una giornata di studio intensissimo!" e continuare a recitare che tutto va bene, è tutto ok, io sono motivatissima. Mi sembra di indossare una maschera e di fingere, forse sto cercando di convincere anche me.

Non so cosa fare della mia vita... non so neanche come me la potrei cavare in futuro con un morale del genere, dato che la strada è tutta in salita.

Aspetto la tua risposta,
Sara

p.s. ma i vent'anni non dovrebbero essere l'età più spensierata di una persona??! E se sono così ora, a 50 cosa farò?!?!?

8 commenti:

Simone ha detto...

Metto qui qualche estratto della mia risposta via mail, che il post era già troppo lungo :)

...pure se ci metti un anno di più, non la vedo come questa cosa dalla quale farsi "schiacciare". C'è gente che si laurea a 30 anni e io mi laureerò minimo a 39.

Personalmente a Ingegneria mi avranno bocciato 30 volte... e l'unico problema nell'essere bocciato l'ho sempre visto che dovevo ripetere l'esame.

...con la laurea in lettere non fai lo scrittore, lo scrittore lo fai scrivendo libri e non serve nessuna laurea.

Quello su cui dovresti riflettere è se davvero ti interessa fare il medico oppure no... se ti piace fare il dottore non vuol dire che deve piacerti fare gli esami.

Certo però che se vivi l'università così male altri 5-6 anni così diventano un problema, per cui dovresti secondo me dare meno importanza agli esami e concentrarti di più nel capire quello che ti interessa davvero.

Simone

Eilan82 ha detto...

Leggendo l'email ho cercato di mettermi al posto di Sara e ho avvertito subito anche io una fastidiosa sensazione di "soffocamento".
Io piuttosto che farmi altri 4 anni così, preferirei mollare a dedicarmi a qualcosa che mi piace davvero, ma questo per come sono fatta io.
La stessa Sara ha detto di aver scelto medicina più per le opportunità lavorative che per un vero interesse, e credo che questa sia la base da cui partire: Sara, sei disposta a sopportare almeno altri 4 anni fino alla laurea per poi avere bene o male la certezza di lavorare, oppure pensi di non potercela proprio fare? La risposta non posso dartela io, anche se qualcosina dalle tue parole già è venuta fuori.
Fare una cosa solo perché "si è costretti" non porta mai a nulla di buono, anzi... per come la vedo io, è molto più importante seguire le proprie passioni, perché sono quelle che ci spingono ad andare avanti e a fare sempre meglio.
Prova a dare gli esami previsti per luglio e poi approfitta dell'estate per fare chiarezza nella tua mente. Al massimo (se ciò non rischia di far scoppiare la terza guerra mondiale in casa) prova a prenderti una specie di "anno sabbatico" nel caso l'estate non bastasse e usalo per capire cosa vorresti veramente fare... magari ti aiuterà a schiarirti le idee!

In bocca al lupo!!! ;)

Anonimo ha detto...

Provo a risponderti facendo uno sforzo di memoria, non perché sia passato molto tempo da quando ero al secondo anno di medicina, ma perché emotivamente sono una persona molto diversa, ora. Quando mi iscrissi a medicina non avevo dentro me il sacro fuoco: anche io ho sempre amato l'arte e, pensa, a 15 anni sognavo di fare il DAMS. Poi qualcosa è scattato, dentro di me, ho pensato che volevo di più: ho sempre amato le scienze, la biologia, ma anche la filosofia e la letteratura, intesa come l'arte di narrare storie. Ho capito che era questo che volevo, sentire tante storie, da persone diverse, e ho pensato che la medicina, più precisamente la psichiatria, facessero al caso mio. Ho cominciato medicina piena di sicurezza, certa che sarei stata brava come al liceo, ma la realtà è stata diversa: andare a lezione, prendere appunti in mezzo a 200 persone, tornare a casa distrutta. dover pensare alle faccende domestiche (eh sì, sono una fuori sede, tanto lontana da casa da poterci tornare, quando va bene, tre volte all'anno) e, infine, studiare... tutto questo mi è pesato e alcune "batoste" ai primi esami mi hanno prostrata. Vedevo poco il senso di quella che era diventata la mia vita, così focalizzata sullo studio. Poi, non so dirti esattamente quando, qualcosa è cambiato: gli esami sono diventati più piccoli, più attinenti alla medicina, finalmente "clinici", ho cominciato ad andare in reparto, ho stretto delle amicizie con delle mie compagne di corso che non ringrazierò mai abbastanza per tutto il loro sostegno. Ho capito che la stanchezza, l'ansia, i dubbi, la delusione, le bocciature, i voti bassi da rifiutare, i voti alti presi senza una ragione apparente (fidati, succede a tutti, prima o poi, soprattutto con gli esami clinici), la fortuna che sembra non girare mai fanno parte del nostro percorso. Non posso dirti che passerà, perché nessuno ha questa capacità. Posso solo raccontarti la mia storia e suggerirti di non prendere una decisione adesso, mentre sei in uno stato d'animo non sereno. La scelta se lasciare o continuare è solo tua, ma prima di farlo accertati di essere ben salda al terreno, non fuori controllo come una di quelle palle di gomma dei bambini, che rimbalzano imprevedibilmente. C'è la luce alla fine del tunnel, devi solo rasserenarti un po' e, aguzzando la vista, la scorgerai: quella è la tua strada. Non te ne pentirai

Mr. Lunastorta ha detto...

Ciao,

penso che abbandonare un percorso universitario dopo due anni sia un piccolo passo indietro e non una tragedia; se studiare medicina ti fa stare così male, se non sei convinta della scelta che hai fatto, se hai altre aspirazioni nella vita... cambia strada!

Sei sicuramente in tempo per farlo, senza preoccuparti delle reazioni delle persone che ti stanno intorno; se un perfetto sconosciuto come me riesce a capire il dramma in cui ti trovi leggendo un'email, tanto più lo capiranno i tuoi genitori. ;-)

Quindi prenditi il tempo che ti serve, lascia perdere gli esami e comincia a pensare fin da subito a ciò che vuoi davvero fare: scommetto che dal primo istante inizierai a sentirti più leggera!

In bocca al lupo! :-)

Anonimo ha detto...

(Sara)
Innanzitutto grazie a tutti per avermi risposto! E' bello leggere così tante opinioni :)
ieri sera ho parlato un po' con i miei genitori e siamo giunti alla conclusione che devo almeno provare ad affrontare gli esami di questa sessione estiva, uno per volta, pensandoci separatamente e non come ho fatto finora, ossia "oddio oddio oddio devo dare mille esami in troppo poco tempo". Partirò da questo primo passo, nel concentrarmi in una cosa alla volta. Poi vedo come si sviluppano le cose, e al limite prendere una decisione, cioè continuare o meno.
Ho capito, anche grazie ai vostri commenti, che non è il caso decidere adesso, perché forse fuggirei solamente perché sono demoralizzata e molto impaurita. Cerco adesso di mettere tutto il mio impegno nelle scadenze a breve termine che ho davanti, partendo da anatomia, lunedi prossimo.
Credo davvero che la ruota giri e spero che accada presto anche per me! Ma voglio comunque assicurarmi di non prendere decisioni affrettate e dettate dalla crisi temporanea.
Vedremo, magari avrò davvero una "fulminazione" e comincerò ad ingranare pure io... e se non accadrà potrò sempre decidere di prendere una pausa per capire cosa voglio realmente.
Grazie a tutti :)

p.s. l'immagine del post mi riflette totalmente O.o

Sara

Serena ha detto...

Ti auguro di prendere la decisione giusta e soprattutto di riguadagnare la serenità...che ogni tanto capita a tutti di perdere, non preoccuparti!
Hai mai pensato di fare un colloquio con lo psicologo che c'è in università?è una figura che vede di questi problemi decine e decine all'anno e a me aveva aiutato molto a chiarire le idee e a prendere la decisione giusta in modo molto, molto lucido!pensaci!
un abbraccio grande

Anonimo ha detto...

Ciao,ho letto per caso questo blog e sono rimasto molto colpito perché sembra quasi che queste parole le abbia scritte io...pochi esami e troppi motivi per mollare...posso chiedere alla fine cosa ha fatto la Ragazza del post ?ha mollato o ha continuato?
Mario

Simone ha detto...

Mario: non lo so, non sono in contatto con lei.

Sara, se ci sei facci avere qualche notizia! :)