09/06/13

Studiare per entrare nella ricerca medica: meglio la specialistica in Biotecnologie, oppure Medicina?

I biologi inventano cose, e i dottori le sanno usare. Tipo.
Ciao Simone.

Mi chiamo Valeria, ho 25 anni e sono una laureanda in Biotecnologie. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog, e ho deciso di scriverti per raccontarti un po' di me, e perchè no, chiederti un consiglio.

Da quando ero al liceo, il mio sogno è sempre stato poter fare ricerca medica. Mi sono appassionata di biologia e matematica e non ho mai avuto dubbi su quale fosse il mio destino: fare ricerca. Essendo anche affetta da SMA (atrofia muscolare spinale, tipo 3 ) il mio sogno era poter trovare una cura.

Sapevo che era utopico, ma l'utopia serve a questo: a farti camminare.

Fatto sta, che tra mlle difficoltà a causa dei miei problemi di salute, sono riuscita ad arrivare in fondo a questa laurea. Ora per me è il momento di scegliere come continuare.

Sto seriamente pensando di iniziare medicina. Io continuo a sognare la ricerca, ma fare il biotecnologo oggi è molto difficile, e le materie di medicina mi appassionano molto più della chimica, sinceramente.

Vorrei chiederti un consiglio, anche considerando il tuo passato da ingegnere.

Nel mio caso le possibilità che ho considerato sono due :

- Fare la specialistica in biotecnologie mediche e pensare poi ad un dottorato.

- Fare medicina e cercare di specializzarmi o in neurologia (molto affine al discorso SMA), oppure in specializzazioni mediche come GENETICA MEDICA.

Sono veramente molto combattuta. io non ho paura di faticare, di impegnarmi, di sudare. Voglio solo percorrere la strda a migliore per raggiungere il mio scopo: la ricerca sulla SMA!

Ti ringrazio se avrai trovato il tempo di leggere la mia mail. Un caloroso saluto,

Valeria

La mia risposta in due righe (ma a Valeria ho risposto meglio in privato):

Se vuoi ricercare fai il biotecnologo, se vuoi visitare fare diagnosi e curare fai il dottore. Medicina non è il percorso migliore per occuparsi solo di ricerca... ovviamente secondo me.

Voialtri, invece, dite la vostra e lasciatele un consiglio!

Simone

20 commenti:

Rastanguria ha detto...

Io ho esperienza di ricerca in Italia, difficilmente potrai fare ciò che vuoi, rimanendo qui. O trovi un laboratorio dove tu possa portare avanti la tua ricerca o sei disposta a partire o ti iscrivi in medicina.
Il dottorato lo puoi pure fare dopo la laurea in medicina, sicuramente avrai basi più ampie e solide. Ciò non vuol dire che ti serva davvero: alla fine il tuo focus è ristretto. Cerca un posto dove si occupano di ciò che ti interessa e contattali! :)

Anonimo ha detto...

Genetica medica è una specializzazione di medicina a cui possono partecipare anche i laureati non medici afferenti ad altre facoltà scientifiche come biologia, provaci! però una specializzazione in biotecnologie forse ti apre più spazio alla ricerca quindi informati bene e fai quello che ti senti che non sbagli mai, in bocca al lupo per tutto! Francesca :)

Giancarlo Cacciatore ha detto...

Concordo con Simone, medicina non è la scelta migliore per fare ricerca, è pur vero che l'Italia in generale non è la nazione giusta per fare ricerca, pochi fondi e pochi posti....!!!

Biotecnologie ti potrebbe permette di coronare il tuo sogno di cercare una cura.....anche se utopistica....ma poi ne sei proprio sicura che di utopia si tratta? Mai dire mai con la ricerca, quante malattie oggi sono curabili e prima non lo erano.....!!!

Spero che nella tua carriera ti possa almeno avvicinare ad una cura per la tua patologia, fai una tesi e prosegui con il dottorato....e non abbatterti mai, e non permettere a nessuno di dirti che quello che vuoi fare è praticamente impossibile!!!!

Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Grazie a tutti per i commenti e gli incoraggiamenti! :)

il mio dubbio nasceva anche dal fatto che a capo di tutti i laboratori in cui mi sono imbattuta...c'era sempre un medico!

Simone ha detto...

Grazie a tutti per i vostri commenti!

Valeria: in effetti ho già sentito dire altre volte che il responsabile di un progetto di ricerca è quasi sempre un medico.

Evidentemente pesa molto il fatto di essere quello (il medico) che poi si relaziona con la clinica e con i pazienti oltre che col laboratorio di ricerca. Non so assolutamente dirti però se all'atto pratico è anche un medico quello che svolge i test e si occupa della ricerca vera e propria, o se il suo è solo un ruolo di supervisione.

Purtroppo dovrai chiedere un chiarimento a qualcun altro... o magari qualcuno passerà di qui e ci darà delle informazioni più attendibili delle mie :

Simone

TripToFun ha detto...

Hai detto bene: a capo della ricerca medica c'è sempre un medico...
in Italia già ci sono poche possibilità di fare ricerca, per di più se la tua concorrenza sono centinaia di altri biotecnologi che hanno come scopo unico quello di diventare ricercatori la concorrenza è spietata. Viceversa, come giustamente dice Simone, chi fa medicina in genere vuole fare il dottore, quindi i medici ricercatori sono rari come le mosche bianche e desideratissimi.

C'è un problema: medicina è uno studio (più o meno) focalizzato a diventare un dottore e non un ricercatore, buona parte dei miei colleghi medici che hanno scelto di fare ricerca non hanno vissuto benissimo la sfilza di esami clinici che tocca sorbirsi dal terzo anno di medicina in avanti.

Se questo non ti spaventa avrai sicuramente più possibilità lavorative in futuro, sia per fare ricerca all'estero sia per rimanere in Italia e (cosa non secondaria) con una laurea in medicina un lavoro non necessariamente clinico lo troverai sempre e sarà pagato il doppio di un lavoro analogo affidato a un biologo.

Simone ha detto...

Triptofun: grazie per il chiarimento!

Simone

valerio ha detto...

Quoto TripToFun.

Intendiamoci: se sei un novello Montagnier anche con una laurea diversa potrai accedere ad alti livelli della ricerca (peraltro diffcilmente in Italia perchè se ne fa poca), ma a parità di capacità la laurea in medicina apre più porte, al prezzo di un maggior numero di anni di studio (facendo, credo, esami che per lo più non ti serviranno poi a nulla). E, a meno che non sei ricca di famiglia, c'è il vantaggio che dovessero cambiare le tue priorità con la larea in medicina è più facile che "mangi".

Anonimo ha detto...

Che dire ragazzi : vi ringrazio di vero cuore. Voi e il " proprietario" :) di questo blog mi avete aiutato a chiarirmi molti dubbi.

Come vi ho detto le difficoltà le ho messe in conto, è tutta la vita che ci convivo! e hanno smesso di spaventarmi molto tempo fa.
Inoltre se riuscirò a laurearmi ( come spero) in medicina sarò sia medico che biotecnologo, quindi sicuramente più avvantaggiata di un "semplice" medico o di un " semplice" biotecnologo.

vi mando un forte abbraccio.

Valeria

Anonimo ha detto...

Voglio darti anch'io un consiglio. ASSOLUTAMENTE fai medicina e poi magari dopo ti dedichi alla ricerca. Se hai la voglia di studiare ancora non devi avere nessun dubbio su questa cosa. Purtroppo conosco troppe validissime persone laureate in biotecnologia che si sono dovute reinventare la vita perchè questo è un paese che non investe nella ricerca ma in talent show. Con tutta la stima. Matteo

Fabio Corradini ha detto...

Il mio parere, da biologo ad indirizzo biotecnologico (allora non esisteva biotecnologie) e dottore di ricerca in Oncologia (quindi dottorato alla facoltà di medicina) è fai medicina.
I motivi sono tanti, forse troppi, ma un medico in Italia può fare ricerca (sia clinica sia in laboratorio) perchè riesce ad affiancare l'attività in reparto (ed è quindi remunerato). Il biotecnologo con tutte le specializzazioni del mondo sarà sempre un precario o al massimo considerato poco più di un tecnico di laboratorio.

Aliprando Guasto ha detto...

Penso dipenda anche dal ramo di ricerca, dalla tradizione e dall'"età" dell'ateneo.

atenei storici sono per forza di cose molto vincolati alla tradizione medica, che spesso ha portato avanti la ricerca di pari passo.
se ad esempio vuoi fare ricerca sulla riproduzione, a padova è praticamente tutto gestito da medici, ma così pure molti laboratori del centro interbiologico.

altri atenei più giovani magari sono più legati alla figura di un biologo\biotecnologo, ma comunque come si diceva sopra a capo di tutto c'è comunque un medico.

non ultimo, molte tesi di medicina sono tesi di laboratorio.
la stessa tesi in chirurgia è spesso una tesi di anatomia patologica dove il medico che si limita a guardare vetrini "E\E" fa parte del passato: ci sono tecniche di immunoistochimica, molecolari, genetiche...

i confini tra il lavoro di un anatomopatologo e quello di un ricercatore sullo stesso ramo sono molto labili ,e ancor adesso, per qual che mi hanno detto e il poco che ho potuto verificare, laureati in medicina hanno ancora buone possibilità di fare ricerca.
anche perchè diciamolo: è solo una minima frazione degli studenti laureati in medicina che non vorrà fare il medico ma ricerca non clinica, per cui da quel punto di vista c'è ancor meno competizione.

un mio amico (biologo) è all'ennesimo anno di borsa post-doc, ma la sua collega medica è strutturata da tempo...

Anonimo ha detto...

ciao,
vuoi fare ricerca? è veramente il tuo desiderio più grande? cosa ti serve allora una laurea in medicina ?un biotech conosce mooolte più cose di un medico sui metodi di ricerca (studia solo quello per 5 anni)! in questo momento tutti i "capi laboratorio" sono medici perchè 20 anni fa non esisteva una laurea in biotecnologie e i biologi potevano trovare altri impieghi,quindi i medici diventavano ricercatori e poi responsabili di laboratorio (si parla di quelli universitari, in quelli privati non è sempre così) la maggior parte di questi "capi" non ha 30 anni, anzi, minimo 40 (ma la maggior parte sono over 50-60!).inoltre i concorsi come ricercatore sono rarissimi e spesso pilotati(concorsi ad hoc per chi già lavorava nel laboratorio), ma sono vinti anche da biologi non esclusivamente da medici.se sei una persona valida una borsa, un assegno, una sovvenzione il laboratorio la trova quindi, anche se precario (e chi non lo è in questi tempi) puoi fare ricerca. penso che prima di iniziare un altra laurea dovresti provare a entrare in un laboratorio, e vedere com'è, e poi decidere!inoltre con la specialistica puoi decidere di fare un dottorato, l'esame di stato da biologo (che è sempre un titolo in più) o una specializzazione aperta anche ai non-medici!

Simone ha detto...

Grazie ancora a tutti per le risposte!

Vedo che la situazione è complessa e che è difficile trovare una posizione comune. Mi pare che la maggioranza 'voterebbe' per medicina, fermo restando che per me altri biotecnologie resta più 'formativa' per la ricerca e che in futuro le cose potrebbero cambiare.

Quello che noto è comunque un maggior senso di sicurezza che dà la professione medica, come se lavorare dopo la laurea in medicina senza altri titoli e specializzaioni fosse comunque scontato. Ma è realmente così?!

Grazie di nuovo!

Simone

Valeria ha detto...

Ancora una volta, vi ringrazio per i commenti. Li ho trovati tutti, nessuno escluso, veramente interessanti.
comunque la mia scelta ricadrà su medicina. Per varie ragioni, in realtà, non solo squisitamente formative. Le mie difficoltà fisiche mi impediscono di trasferirmi all'estero, dove da quel che ho capito, si rifugiano molti, moltissimi validi ricercatori.
oltre a sognare, devo anche pensare di riuscire un domani a lavorare. Anche se vorrei sottolineare che medicina non è un " ripiego" per me, ma un'ulteriore possibilità per migliorarmi e ampliare le mie conoscenze.
in fin dei conti, una risposta universalmente giusta non esiste, e io non ho intenzione di finire come l'Asino di Buridano :D

un saluto a tutti voi,
Valeria

dc ha detto...

fai medicina e...via dall'italia!prenditi un pezzo di carta che comunque ti salvi per il dopo(bisogna pur mangiare) e da subito inizia a guardarti fuori dai confini perchè qui di ricerca ne farai pochissima,mal gestita,mal retribuita e sopratutto,mi duole dirlo,o hai l'aggancio giusto o starai al palo per decenni.

Anonimo ha detto...

ma medicina non ti da le basi di chimica e le basi molecolari che invece di ta biotecnologie...e servono per fare veramente ricerca

Anonimo ha detto...

Il mio personalissimo consiglio: fai medicina. Un biologo o un biotecnologo ne saprà forse di più, ma sicuramente il medico ha mille sbocchi lavorativi in più ed è mille volte più stimato e remunerato. Inoltre alla ricerca puoi affiancare l'attività clinica.

Maria Rosaria Trametta ha detto...

Salve a tutti,io ho un problema simile a quello di Valeria . Sono al primo anno di biotecnologie ma e' stato un ripiego perche' 2 anni fa non ho superato il test d' accesso a medicina. L' idea con cui ero partita era quella di riprovare a settembre ma poi ho studiato tecniche del DNA ricombinante,RNA interference ,trasposoni e sostituzione genica e mi sono appassionata .Quindi per cercare di fare chiarezza su cosa volesse dire fare ricerca sono andata a vedere le lauree della magistrale e mi hanno entusiasmato.Sono andata molto bene agli esami e i miei professori ,soprattutto di biologia e genetica ,mi hanno lodato molto per la mia curiosita' . Anche prima di entrare all' universita' ero affascinata dalla ricerca,soprattutto dalle tecniche del DNA ricombinante e terapia genica. Solo non so se la laurea in medicina potrebbe darmi una mano in piu' ,non tanto per le conoscenze ma perche' " piu' quotata" , anche se in facolta' dottorandi e specialisti mi hanno detto che e' meglio biotecnologie per la ricerca .Inoltre sono limitata dal fatto che al liceo mi piaceva molto l' anatomia ,per questo volevo fare il medico. Ma l' anatomia del liceo e' molto diversa da quella dell' universita' . Voi che mi consigliate? Rispondete presto per favore,perche' le iscrizioni si chiuderanno il 31 luglio . Grazie.

Maria Rosaria Trametta ha detto...

Specifico che so che in Italia e' difficile fare ricerca e dhe allora donviene fare medicina e magari dopo dottorato ,per avere piu' sicurezze. Ma all' estero e' anche cosi'?conviene anche li'essere medico per fare attivita' di ricerca? Premetto che a me interessa la ricerca in terapia genica ,oncologia( virus oncolitici per esempio), creazione di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche (per esempio uso dei microRNA)