03/06/14

Il punto sugli esami... e l'esame (tipo) sui punti.

Filo per suture prima che si annodi misteriosamente da solo.
Periodo mediamente terribile.

Il fatto è che sto preparando medicina d'urgenza. E poi - 2 giorni dopo - andrò a fare pure medicina e chirurgia 3 perché, nell'ordine:

1) Se uno dei due esami va male, è l'unico modo per avere un appello di recupero prima delle scadenze per la laurea.

2) A Medicina e Chirurgia 3 chiedono talmente qualsiasi cosa possibile e (in)immaginabile, che l'unica preparazione sensata è andarci a provare sperando nel sommo culo.

E insomma giorni e giorni sui libri a studiare, e pure in pronto soccorso questa settimana penso che non andrò, che mi toglie troppo tempo.

Mapperò, invece - in reparto - ci sono andato Domenica scorsa:

Non era richiesta una mia grande partecipazione all'interno dell'area medica (tradotto: "mi stavo facendo due palle così"). E come al solito quand'è così mi metto a girovagare per il pronto soccorso per importunare la gente che sta lavorando.

Nei box chirurgici ho trovato una dottoressa che conosco, con un infermiere che conosco pure lui.

«Mi annoio che non c'ho niente da fare» spiego all'infermiere.

«E qui che te faccio fa?» mi dice lui. «Vuoi mette un po' de punti?»

E vabbe', l'incredibile miracolo: dopo praticamente anni di pronto soccorso, nei pressi ormai della seconda laurea, dopo aver provato sul manichino, sulla zampa di maiale, sulle garze, sulla gente che passa sotto casa, sui gatti randagi e poi conseguentemente su me stesso, finalmente capita che mi fanno mettere i punti di sutura a un paziente vero.

Notevole (?) come negli anni scorsi adesso vi avrei fatto un racconto super-splatter di come questo poraccio c'aveva un taglio sulla testa che si vedeva il cervello con tutto il sangue che mi schizzava in faccia, e a ogni buco si sentivano le grida e mi tremavano le mani e girava la testa col sudore che colava sugli occhi dalla fronte e le grida nel pronto soccorso coperte dalle ambulanze che partivano a sirene spiegate.

Il fatto invece è che - dopo tutto questo tempo - mi ha effettivamente ancora un po' emozionato la cosa, e nei primi momenti le mani un pochettino mi tremavano pure ma, insomma: sono arrivato alla laurea che mi fa praticamente molto meno effetto fare qualcosa io in prima persona, rispetto a quando - ai primi anni - la vedevo fare dagli altri.

Qualcuno direbbe che mi sono de-sensibilizzato (lo dico io). Qualcun altro direbbe che una volta che conosci le cose sai anche meglio come comportarti (sempre io). Per cui insomma sia io che io siamo più o meno d'accordo di trovarci forse sulla buona strada, entrambedue. Ma forse - bisogna ammetterlo - siamo un po' di parte.

Quello che posso dire è che mettere i punti - dico metterli bene - è difficilissimo:

Rischi di far mare al paziente. Rischi che venga una schifezza. Rischi di sporcarti e di pungerti e di prenderti qualche malattia. Devi saper scegliere il filo giusto, bucare e cucire senza impicciarti, senza fare nodi che due secondi dopo si sciolgono, senza ritrovarti con una specie di gomitolo pure quando quel filo sintetico sembra un tubo per innaffiare che si muove per i cazzi suoi.

Devi preparare il campetto sterile e non contaminarlo. Usare forbici, pinze e quant'altro toccando solo altre cose sterili senza fare poi la scena alla Fantozzi che prendi e ti passi la mano nei capelli riempiendo di sangue te stesso e di batteri tutta la strumentazione.

Essere bravi non basta nemmeno. Perché magari fai un lavoro fatto bene ma comunque usi troppo filo e l'infermiere ti cazzia che: "ammazza quanto filo stai a sprecà pe' du' punti, ma guarda che quello costa!"

Insomma pure mettere 3 suture in croce in fronte a uno che ha preso una bottiglia a testate lo puoi saper fare o saper fare bene, e tra le due cose c'è un abisso di differenza e io ancora sto davvero, davvero lontano ma - almeno - ho iniziato a provare.

Pazzesco come l'unico modo sia stato frequentare il pronto soccorso per tanto tempo e per conto mio. Nessuno che ti dia un voto o un giudizio finale. Nessuna firma, libretti o verbalizzazione elettronica. Nessuno che ti dica "bravo" o "riprova, ancora non va: devi impegnarti di più".

Sì, ok: c'è l'esame dove metti i punti sul manichino ed è sempre meglio di niente... ma davvero dovrebbe essere come metterli su una persona vera? Se mi avessero fatto fare una cosa del genere al terzo anno di università, probabilmente mi sarei sentito male.

Forse sbaglio, ma io pensavo che non aver mai messo per davvero un punto durante questi sei anni fosse una sorta di sconfitta. Ma ormai ero convinto che - prima della laurea - non sarebbe mai capitato. Ed era anche per questo che ultimamente l'università mi aveva un po' deluso, ed ero abbastanza giù di morale.

Non che adesso io sappia fare chissà cosa in più rispetto a quando facevo l'ingegnere. Però per lo meno un po' di mio ce l'ho messo, e qualche risultato l'ho pure ottenuto se all'inizio come vedevo mezza goccia di sangue dovevo vomitare (vabbe', quasi) e adesso - come vi raccontavo tempo fa - capita più spesso che siano i pazienti a vomitare addosso a me.

Per una volta finisce il turno di pronto soccorso che non ho duemila pensieri sulla specializzazione o sul dover far più pratica o sull'età o sul perdere tempio. Una volta tanto me ne vado a casa - semplicemente - sereno.

Simone

9 commenti:

unabottadivita ha detto...

Wow a me sembra impossibile l'idea di riuscire a fare qualcosa del genere!!

Anonimo ha detto...

bha, povero paziente

Simone ha detto...

Unabotta: vabbe... idealmente dovremmo saper fare ben altro! :)

Anonimo: poraccio, ma mica glieli ho messi io da solo ovviamente. E una prima volta ci deve essere per forza... se no nessuno saprebbe fare niente, no? :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
Quando hai cominciato a frequentare i reparti e quando secondo te ha senso cominciare a frequentare il reparto in cui uno vorrebbe fare la specializzazione?

Inoltre volevo chiederti se per le cose "manuali" tipo mettere i punti c'e bisogno di particolare talento oppure basta un sacco di pratica? Mi sembrano delle cose difficili visto che per adesso uso le dite sopratutto per premere i tasti..

Ingegnere S.

Simone ha detto...

Ingegnere S: ciao! Io ho iniziato con i primi tirocini al terzo anno. Credo che un salto a medicina interna intorno appunto a quel periodo sia un ottimo modo per rompere il ghiaccio e cominciare a vedere un minimo come funziona il lavoro del medico.

Penso poi che per quanto uno possa voler fare il più possibile (io tipo scalpitavo molto) la cosa migliore sia frequentare qualche reparto medico dopo che un minimo si sono studiate quelle cose... durante le patologie integrate, insomma.

Nei reparti chirurgici invece non mi sono mai trovato molto, sarà che il lavoro è principalmente in sala operatoria e come è ovvio gli studenti lì guardano solo o quasi.

Per le cose manuali credo serva molta pratica. Forse se uno è portato riesce prima, ma alcune cose sono oggettivamente difficili e l'unica è provare e riprovare sotto la supervisione di qualcuno molto più esperto che può correggerti.

Simone

Anonimo ha detto...

"questo poraccio c'aveva un taglio sulla testa che si vedeva il cervello con tutto il sangue che mi schizzava in faccia, e a ogni buco si sentivano le grida e mi tremavano le mani e girava la testa col sudore che colava sugli occhi dalla fronte.."...questo è uno scherzo giusto?? erano davvero sulla testa i punti che hai dato?..mi immagino che sulla testa debba esser + difficile...quanti punti erano?...anche se dici che non hai avuto molto modo di fare pratica sui punti, dal tono del post sembra che sei soddisfatto di come li hai dati, o sbaglio? ...certo che deve essere una bella soddisfazione!! complimenti!!! ..la prova di come i voti degli esami abbiano un'importanza relativa! ..forse non è prevista una gran pratica durante la laurea x' la si demanda alla specialistica...non so mi chiedo se può esser così... cmq di nuovo complimenti e intanto goditi queste piccole soddisfazioni! sono convinta che il tempo te ne porterà di + grandi!! Cecilia

Simone ha detto...

Cecilia: ovviamente ho un po' esagerato e il cervello era a posto! :)

I punti difficili da mettere credo siano sulle mani, anche solo per la possibilità che una cicatrice crei poi dei problemi.

In effetti sono abbastanza soddisfatto, ma ovviamente come ho detto c'era chi mi aiutava.

Simone

mirko sunday todoelminchia ha detto...

io c'ho lode

Dama Arwen ha detto...

Carino!
Non mi han mai dovuto mettee i punti! (oddio una volta secondo me ne avrei avuto bisogno ma non sono andata al pronto soccorso… ^^")