11/07/14

6 anni di Medicina, in 1 (post).

Moderno ospedale, di quando mi sono iscritto.
Estate 2008: ho già deciso che proverò il test, e sto studiando su quei libroni riepilogativi che si usano per preparare i concorsi.

In famiglia ci sono 2 o 3 parenti o amici cari che condividono la mia decisione e mi appoggiano. Altri invece cercano di farmi desistere prevedendo tragedie e sventure... o un più banale "perderai un sacco di tempo, e ti stancherai prima".

Mi iscrivo al corso estivo di una delle grosse case editrici che fanno i libri per il test, più per obbligarmi a rinchiudermi in un posto a studiare che per reali speranze che un corso possa davvero aiutarmi.

Al mio arrivo, mescolato in una fiumana di adolescenti neodiplomati, una delle insegnanti esordisce "ma tu che cavolo ci fai qui?"

Un ragazzo del gruppo mi vede e lo sento commentare con gli altri: "proprio tutti medici, eh?"

Il bello di quella estate, il bello forse di tutto il percorso, sono i più debosciati di tutti che al corso di preparazione al test prendono e passano la notte in discoteca.

"Vieni con noi?" mi chiedono. "Dormiamo in stazione, e torniamo domani mattina".

Loro sono i 18enni fighi che io sognavo di essere alla loro età, ma che non sono mai stato. Per un attimo - con 15 anni di ritardo - posso sentirmi come uno di loro. Poi però rifiuto, perché sto lì per studiare e se passo una notte intera in discoteca, come minimo, muoio. Avrei dovuto andarci, invece? Forse.

A Settembre faccio il test di ammissione con tanto di influenza intestinale. Ma questo ve l'ho già raccontato da qualche parte, per cui passiamo oltre.

Primo anno di università: a lezione siamo una dozzina di ultra venti-trentenni, e faccio un po' comunella con loro.

Dopo il primo semestre saremo la metà. Dopo il primo anno, un terzo. Al quinto ero rimasto solo io... ma so che c'è qualcun altro un po' indietro, ma che comunque è andato avanti.

Il primo esame è Anatomia 1, ed è un trauma: prendo l'abitudine di scrivermi le cose da memorizzare su dei foglietti che rileggo sempre in qualsiasi momento. Al semaforo, in banca, in fila al supermercato. Farò così per anatomia, biochimica, microbiologia, farmacologia... tutti esami che sono come poesie da ricordare a memoria, e tutti foglietti sempre perennemente in tasca per ripetere appena ho 5 minuti, con lo stress che me se porta.

Alla fine ad Anatomia 1 prendo 23. Un'amica organizza una festa a sorpresa con tanto di torta con 23 candeline, e quello è il momento più bello.

Secondo anno di medicina: neuroanatomia, e biochimica. E microbiologia. E fisiologia.

Un anno di medicina che è come una laurea a parte.

Ricordo il pranzo di Pasqua, e io che saluto tutti i parenti e vado a casa a ripetere la via spino-rubro-talamo-qualcosa-cerebellare con l'abbiocco che mi uccide e la consapevolezza che non riuscirò mai a ricordarmi come si deve quelle cose assurde.

Ricordo una parte da imparare a memoria che ricordava più una commedia di Ionesco: un testo surreale, senza manco mezza parola che avesse una parvensa di senso o significato. Ho cercato aiuto su Internet ma non c'era manco un disegno, e mi sarei messo a piangere.

Agosto del secondo anno l'ho passato a casa col libro di Biochimica e il portatile per cercare i composti su Wikipedia. Non ho mai studiato così tanto in vita mia. Troppo. Vorrei dirvi che poi è servito ed erano cose importanti e che uso tutti i giorni, ma non è così.

Al secondo anno di Medicina ho visto la prima autopsia, e se non c'era un collega "anziano" che mi teneva buono mi sa che svenivo pure. Sempre al secondo anno ho visto la seconda autopsia e non mi ha fatto più tutto 'sto grande effetto. Al quinto anno avrei dovuto vedere la terza, ma non ci sono andato e sono rimasto a dormire.

Anche i bei ricordi, sul secondo anno, sono esclusivamente legati agli esami: in particolare quando ho finito Anatomia. Sono uscito dall'aula: era una giornata bellissima, mi sentivo al settimo cielo e ho capito che potevo farcela.

Terzo anno di medicina: forse il meno impegnativo, da un punto di vista esclusivamente della mole di studio.

Per la prima volta ci portano in reparto. E a chirurgia stiamo tutti lì che ci caghiamo sotto che chissà cosa ci faranno vedere... e invece, poco e niente. Che resterà una costante da lì all'ultimo giorno, ma questo ancora non lo sapevamo e avevamo aspettative - diciamo - inverosimili.

Nel reparto di medicina interna vado per conto mio. I primi pazienti, uso per la prima volta il fonendoscopio. Leggo cartelle senza capire una mazza, guardo ECG chiedendomi che mistero racchiudano, vedo fare prelievi ed emogas e penso che non avrò mai il coraggio di provarci io.

Il terzo anno di medicina è stato, probabilmente, il più bello.

Quarto anno: le patologie integrate. Esami di clinica dei vari apparati, con dentro farmacologia e diagnostica per immagini e anatomia patologica fino a formare degli ammassi infiniti di roba da sapere.

Cardiologia - che poi in realtà l'ho fatto al secondo semestre del terzo - sono 2200 pagine su 7 diversi libri. Gastroenterologia pure lì circa 2000. Le altre sono un po' più corte, ma manco tanto.

E gastroenterologia mi boccia 3 volte allo scritto, e se seguivate il blog lo sapete: ogni volta solo a rileggerlo ci metto un mese. Poi vado lì, e mi bocciano di nuovo. Sto rimanendo indietro con gli esami e inizio a pensare di abbandonare. È stato un momento veramente, veramente nero.

A un certo punto mi chiudo in casa 3 settimane, e ripeto gastro e mi studio reumatologia da zero... e alla fine in 2 giorni faccio tutti e due gli esami e miracolosamente mi ritrovo di nuovo in carreggiata.

Il momento più brutto è stato pensare che, dopo tanta fatica, non sarei più diventato un dottore. Il più bello, realizzare che avevo superato anche quello.

Quinto anno: 10 esami in 10 appelli.

Medicina e Chirurgia 1 è tostarello. Un altro di quegli esami - grazie a Dio l'ultimo - dove ti chiedono le poesie a memoria, e dove mi ritrovo ad andare in giro coi foglietti in tasca per ripetizioni lampo nei momenti di buco.

Gli altri esami sono più semplici, ma sono talmente tanti che stai praticamente sempre sui libri e sempre con qualche scadenza da rispettare in una specie di tour de force accademico.

Al quinto anno, dopo aver frequentato urologia, gastroenterologia e due reparti di medicina interna,  ho iniziato a frequentare medicina d'urgenza. E dopo qualche mese mi hanno spostato in pronto soccorso.

A medicina d'urgenza ho fatto i miei primi benedetti prelievi, con le mani che mi tremavano e la paura che i pazienti mi picchiassero. Ho iniziato a leggere un ECG come si deve, e ho finalmente sfogliato qualche cartella clinica capendone - più o meno - tutto il contenuto.

Le cose che prima mi sembravano impossibili stavano piano piano entrando a far parte della routine quotidiana: per la prima volta, andavo in reparto e mi pareva di stare lì per imparare qualcosa.

Il quinto anno di medicina è quello dove tutto sommato da studente uno diventa mezzo dottore. O almeno così avevo sentito dire, e anche per me è stato così.

I ricordi più belli sono una ragazza che festeggia il compleanno fuori dall'università. Porta dei muffin come dolce, e io me ne mangio 4 di fila prima di andare in pronto soccorso a fare la notte. E poi il mio - di compleanno - passato coi compagni di corso: ho compiuto 38 anni, e non me ne sentivo nemmeno 19. Oppure una festa in un appartamento di studenti: io sto lì che bevo come se stessi ancora a ingegneria, e a un certo punto arriva uno e mi fa: "ma tu sei Simone Maria Navarra? Io leggo sempre il tuo blog!!!"

E notare che - quando facevo lo scrittore - non mi ha mai riconosciuto nessuno.

Sesto anno: l'ultimo. Questo. Eccoci qua, che non è ancora proprio finito.

Al sesto anno c'è lo stress che devi fare 18 mila rotture di palle burocratiche, oltre agli esami, la tesi, i tirocini e - generalmente - mangiare e dormire quando sei fuori dal reparto.

All'ultimo anno di medicina devi dare 7 esami, ma sono tutti più un rimiscugliamento di robe vecchie piuttosto che argomenti nuovi da studiare da zero. Durante i tirocini facciamo meno cose rispetto ai primi che si facevano tre anni prima. A lezione non controllano tanto le presenze, e alla fine non viene più a seguire quasi nessuno.

Penso che l'ultimo anno di medicina poteva essere tranquillamente il quinto, mentre al sesto non si fa davvero chissà cosa di imprescindibile, e l'intero corso di laurea si spegne lentamente con solo la tesi a dare una parvenza di "novità" rispetto agli anni precedenti.

Durante i turni in pronto soccorso - quelli che faccio da me senza alcun obbligo particolare - ho imparato a fare qualche ecografia. Ho messo i primi punti di sutura, e forse tutto sommato ho finito per saper fare anche qualche cosina in più rispetto agli obiettivi che mi ero prefissato all'inizio di questi 6 anni.

Il ricordo più bello è la festa organizzata in aula l'ultimo giorno di lezione. La foto tutti in camice sulla scalinata del policlinico, e poi la sera di nuovo in giro per festeggiare con gli - ormai ex - compagni di corso.

Da qui in poi manca solo la tesi, a fine mese ma sempre in data da definire. E poi?

Il settimo anno di medicina, cioè l'anno dopo la laurea, prevede 3 mesi di tirocinio e poi l'esame di iscrizione all'albo.

Dopo farò il corso da ecografista della SIUMB, e il master in medicina d'urgenza della mia università.

Ormai ho deciso: non penso che aspettare un anno per il concorso di specializzazione, e poi - se mi dice bene - 5 anni in giro per l'Italia a fare la vita dello specializzando, sia una scelta ragionevole per uno che ha quasi 40 anni.

Corsi e master mi danno qualifiche più in fretta, e inizio a pensare di essere abbastanza capace da riuscire a trovarmi uno spazio per quello che so fare, e non per i pezzi di carta che ho o non ho accumulato.

Adesso - intanto - ci sono da sistemare le ultime cose per la tesi, e la discussione. E poi, si vedrà.

Simone

43 commenti:

chesognichefai ha detto...

Si sentono la fatica e la contentezza di tutti quei momenti, messi uno in fila all'altro.
Quasi quasi ora un libro da questo blog ce lo potresti fare :-)

ThereseM ha detto...

Wow quindi hai deciso cosa fare dopo la laurea!!! Nel sunto degli anni mi ci rivedo molto, almeno fino al 4, gli altri due anni, per forza di cose, saranno pure loro simili!!! Ti farò sapere! :)
A questo punto aspetto con ansia il post della laurea, che sarà a breve immagino!!!
Ciao Simone!

Dama Arwen ha detto...

Un riassuntone! :-)
Beh, alcune delle cose che hai riassunto qui ricordo bene di averle lette nel blog nel corso degli anni :-P

Se non mi dici la data (quando la sai) TI UCCIDO… :-PPPPP

Anonimo ha detto...

Questo post è come il vino....passa il tempo e migliora sempre più...i tuoi ultimi post sono veramente bellissimi!! Non so più come farti i complimenti, in bocca al lupo per tutto......anche se.....ci avevo un pò sperato che provassi ad entrare in specializzazione ;)

Riccardo

Anonimo ha detto...

per diventare chirurgo plastico a quanto pare di aver sentito in TV, non serve la specializzazione pensaci

Alessia ha detto...

Ciao Simone! Sono Alessia, sto finendo il terzo anno di medicina e, visto che questo bel post malinconico mi è piaciuto un sacco, ho pensato che fosse il caso di farti i complimenti, visto che tre anni fa, quando dopo una triennale in lettere ho deciso di provare il test di medicina, il tuo blog è stato davvero incoraggiante! E continua ad esserlo, dato che il test è stato solo l'inizio di una serie infinita di cose che mi sono sembrate insormontabili! XD I tuoi racconti da persona "normale" a medicina mi fanno sperare che un giorno non sembrerà più cosi impossibile l'idea di essere un dottore sul serio... quindi grazie e congratulazioni!!

Alessia

PS: Non smettere di scrivere sul blog dopo la laurea!!

Silvia ha detto...

Ciao Simone! Anche io vecchietta a medicina, iniziata subito dopo la laurea magistrale, a 25 anni. Sono solo alla fine del primo anno, e spesso mi vengono tanti, tantissimi dubbi. Ce la farò? Avrò mai un lavoro? Mi guardo intorno e vedo amici che stanno finendo o hanno finito e buttano con gioia i libri nel fuoco. Penso di mollare, poi vedo che se resisto un paio d'anni arriveranno esami come patologia, le cliniche, etc, e mi piange il cuore non riuscire ad arrivarci.
Vedere te che ce la stai facendo mi dà un po' di coraggio. Grazie! E in bocca al lupo per tutto!

allieva_rx ha detto...

Ti lascio il link di un post sull'ecografia di un blog di un Medico Radiologo. Sono interessanti anche i commenti.

http://www.unradiologo.net/uno-dei-mille-perche-lecografia

Simone ha detto...

Chesogni: grazie. Per il libro, vedremo :)

Therese: ormai in effetti manca poco. In bocca al lupo per i prossimi 2 anni :)

Dama: intanto speriamo che lo dicano almeno a me!!! :)

Riccardo: per gli ultimi post mi sto impegnando un po' di più :) grazie per i complimenti, e la specializzazione comunque è sempre una possibilità che magari potrò considerare in futuro.

Anonimo: non serve la specializzazione forse, ma in ospedale in ogni caso i chirurghi plastici devono essere specialisti. Grazie!

Alessia: felice di averti incoraggiato! Per il blog... ora non so davvero se continuerò a scriverci o no, devo ragionarci molto :)

Silvia: i tuoi dubbi sono quelli di tutti... in bocca al lupo!!

Allieva: molto interessante, sì. Ci sarebbe da scrivere qualcosa o rispondere ai commenti... comunque grazie davvero!

Simone

Anonimo ha detto...

Qualsiasi cosa farai devi però continuare con il blog. E' il popolo che lo chiede. Comunque il futuro degli specializzandi sarà molto più simile a quello degli strutturati e inoltre di specializzandi attempati se ne trovano e fanno meno scalpore degli studenti attempati. Matteo

Anonimo ha detto...

Io inizio l'anno prossimo... Sono all'inizio della salita! Che bel post, ti faccio i complimenti per la laurea e anche per il blog, che è scritto benissimo :)
Nelle tue parole si legge tutta la fatica ma anche la felicità di essere finalmente al traguardo... Per favore non smettere di scrivere ora, mi piacerebbe tantissimo leggere le tue avventure da medico neolaureato!
Elena

dactylium ha detto...

La mole di studio di una facoltà come Medicina mi fa molta impressione.
A me questo post ha messo l'ansia.
2200 pagine per capire come funziona una pompa?
Per fortuna che tu Simo già lo sapevi, perché sei anche Ing. ;-)

Ciao!
dacty

Anonimo ha detto...

Credo che facciano più impressione analisi I e II che la gran mole di pagine di un qualsiasi libro di medicina. Forse sono più noiose da memorizzare, questo si. Ovviamente questa è solo ma mia opinione visto che ho fatto solo medicina, Vediamo se Simone conferma. Matteo ( quello di prima).

Anonimo ha detto...

....sei al traguardo... complimenti!!! ...e non smettere di scrivere e raccontarci di te, come ha detto Alessia, una persona "normale" a medicina! (cambia blog se vuoi, mettilo a pagamento, ma non smettere di raccontarci...alla fine avere tanti sostenitori che ti apprezzano credo che fa bene anche a te!)Cecilia

Simone ha detto...

Matteo: forse hai ragione. Ma sempre in giro per l'Italia finirei e sempre se dovessi entrare.

Elena: grazie, e in bocca al lupo!

Dacty: veramente, in 2200 pagine io manco l'ho capito come si deve! :)

Matteo: io ad analisi ho avuto un professore tranquillo e la vita facile, non ci ho sofferto tanto come altri ingegneri. Imparare a memoria invece non sono mai riuscito a farlo, e le materie tipo anatomia mi hanno distrutto :)

Cecilia: grazie anche a te!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simo, ti seguo da un pò e mi sembra di non aver letto nulla sulla tua vita amorosa...
Insomma, non per farmi i fatti tuoi, ma vorrei sapere se sei impegnato, sposato o fidanzato e come la tua metà ha preso questa tua decisione....e soprattutto come hai fatto a conciliare le due cose...

Simone ha detto...

Anonimo: non ti pare strano chiedere dettagli privati quando tu non ti senti nemmeno di dirci il tuo nome?! :) Comunque sono single, per cui non c'è niente da conciliare. :)

Simone

Marco84 ha detto...

Non volevo assolutamente offenderti, anzi! Te lo chiedo solo perché io sono più o meno nella stessa situazione, o meglio ho deciso di fare medicina con una laurea in informatica alle spalle e a 30 anni suonati....ma sono fidanzato da molti anni e questo mi sembra lo scoglio più difficile da superare, più dello studio! È dura....
Marco

Simone ha detto...

Marco: mica mi sono offeso! Ma essere fidanzato è uno scoglio in che senso? È pieno di gente fidanzata che studia medicina, certo forse dovresti posticipare l'idea di figli e matrimonio ma quello che vuoi fare nella tua vita lo puoi sapere solo tu.

Comunque se hai questo progetto di ricominciare gli studi l'unica soluzione è parlarne con lei e vedere cosa ne pensa.

Simone

Marco84 ha detto...

Ho parlato con lei, ma lei non ha studiato perchè ha un'attività di famiglia e quindi si è fermata al diploma per prendere le redini dell'attività. Il problema è che per quanto lei abbia detto di capirmi e di appoggiarmi, io credo che a un certo punto non sarà più così e ho paura per questo...anche perchè si tratterebbe di posticipare l'idea di una famiglia o comunque della vita insieme per molto molto tempo. Sono molto combattuto, in effetti credo che sia una scelta più facile da prendere quando si è single che quando si è in coppia da tanto...
Non c'è nessuno che si trovi in questa situazione?

Anonimo ha detto...

coglione

Anonimo ha detto...

La soluzione c'e :
Trovati una ragazza a medicina - fidati, conviene

unabottadivita ha detto...

..Ammazza quanta roba che hai fatto!!!! :)

complimenti per aver scelto cosa fare dopo! un super in bocca al lupo

Marco84 ha detto...

"Caro" Anonimo: coglione dallo a te stesso. L'educazione non sai manco dove sta di casa.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, voglio scriverti questo commento solo per dirti grazie, grazie per avere raccontato la tua esperienza che per me ha significato tantissimo. È da tre anni che ti seguo, da quando a 25 anni ho deciso che avrei provato i test nonostante mi fossi appena laureata in economia dopo 5 anni di sacrifici. Ho cercato se qualcuno avesse avuto esperienze simili e capito sul tuo vecchio blog.
Mi convinco provo il test e niente fallisco, mi dico che riprovo l'anno dopo per l'ultima volta e a 26 anni già con tanti dubbi riprovo ma ancora nulla. Mi dico stop inizio la pratica da commercialista in uno studio ma continuo a leggerti e mi sento solo tanto triste e frustrata perché non è quello che voglio fare. Ad aprile con molta poca convinzione riprovo e finalmente ce la faccio! Sono al settimo cielo nonostante i miei abbiano deciso di appoggiarmi economicamente ma non moralmente. Per fortuna ci sono il mio ragazzo e la sua famiglia che fanno il tifo per me. Ed è anche grazie a te, che neanche lo sai, che hai contribuito ad aumentare la mia innata testardaggine e provarci e riprovarci finché ci sono riuscita. Grazie ancora e ti auguro tanta tanta tanta fortuna!
Valentina

Simone ha detto...

Marco: chissà se l'anonimo ce l'aveva con te o con me... comunque concordo che è un gran maleducato. Capita di beccare gente così per la rete, non prendiamocela :)

Unabottadivita: crepi!!! :)

Valentina: grazie a te per questo bel commento. In bocca al lupo!!!

Simone

Anonimo ha detto...

ora vorrei che mi spiegassi una cosa...come fai a stare al passo con gli esami?io come te sono un "vecchietto" (30 aa tra pochi giorni) già laureato in biologia che ora è arrivato alla soglia del sesto anno,ma non riesco a stare al passo.Sai il fatto di essere ancora dipendente dai genitori,non avere un lavoro,non potersi mantenere pesa arrivati ad una certa età.Per te non è stato così?si accettano consigli..:-)
Oz

Simone ha detto...

Oz: io non è che non sia proprio indipendente, e ho sempre continuato a lavorare con lo studio di famiglia anche se in misura molto ridotta.

Non capisco comunque bene il nesso essere dipendenti dai genitori -> non riuscire a essere in pari con gli esami.

O forse intendi dire che il non essere in regola ti pesa perché dipendi dai tuoi? Però in questo caso per me non è stato così, perché non sono rimasto indietro appunto :)

Comunque sia io ogni volta che ero sotto esami mi facevo un calendario per cercare di darli subito tutti, e studiavo anche la notte finché non riuscivo a darli... e non ho mai rifiutato un voto. Tu magari punti a tutti 30? E allora a 30 anni certo che ci metti di più, non è che hai più la memoria di uno di 20! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta fa piacere scambiare due chiacchiere con chi ha più esperienza e può dare buoni consigli.Per rispondere alla tua domanda si mi pesa non essere in pari perchè dipendo dai miei quasi completamente e mi pesa per altri motivi che non sto qui a dire altrimenti diventa un blog dove tutti vengono a versare le loro paranoie...eheheh...No non punto a tutti i 30 e non rifiuto mai nulla anzi...è solo che a questa età mi pesa molto di più studiare(nonostante sia la professione che voglio fare) ed essere dipendente da qualcuno,quando tutti (o quasi) intorno a me sono realizzati.Comunque...auguri perchè ormai ci sei e spero che arrivi presto anche il mio momento.:-)
Oz

Simone ha detto...

Oz: fa piacere anche a me. Non riesco ancora a capire il nesso "mi pesa stare indietro, dunque non riesco a studiare". Se davvero è così è facile: chiuditi in casa e non uscire finché non hai dato tutto! :) A vedere che ti fai un mazzo così i tuoi e i tuoi amici "realizzati" vedranno che anche tu ti dai da fare... e poi io non è che abbia chissà quali segreti, ho fatto allo stesso modo :)

Simone

Aquila ha detto...

Caro Simone,sono una giovane mamma che ti legge da tanto senza averti mai scritto prima. Il pensiero di fare la tua scelta mi accompagna di continuo ma non ti scrivo per questo... Ti volevo fare i miei complimenti e dirti che leggerti mi sprona, ad essere migliore, anche ad osare. Rimanendo sempre con i piedi per terra. Continua a scrivere, please! O almeno lascia aperto il blog... Un caro saluto

Simone ha detto...

Aquila: grazie per le belle parole!

Sicuramente il blog resterà sempre disponibile. Se continuerò ad aggiornarlo... vedremo. È un periodo di cambiamenti e novità, e vorrei riflettere su tante cose con un po' più di calma :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, dopo un ultimo anno interminabile di liceo finalmente mi sono diplomato e, avendo già fatto il test per Medicina ad aprile ed essendo entrato, ora mi godo quelli che, a detta di molti, potrebbero essere i miei ultimi mesi di pace. Non vorrei cadere nei soliti cliché, ma io davvero sogno da sempre di diventare medico e anche sforzandomi non riuscirei mai a vedermi svolgere un'altra professione. Quest'anno è stato davvero impegnativo, considerando che ho dovuto conciliare la preparazione a un test così importante (a cui tra l'altro la scuola non ti prepara manco per niente) e quella per la maturità. Non ti dico quante volte ho maledetto chiunque abbia preso la decisione di anticipare il test, ma ora che è tutto passato, in fin dei conti, non mi dispiace averlo fatto prima perché ora ho finalmente la possibilità di riposarmi come si deve. Subito dopo il diploma ho passato un momento di sconforto e di demoralizzazione più assoluta perché ho cominciato ad avere sempre più paura di questo nuovo percorso in cui sto per imbarcarmi e ad avere qualche ripensamento. Paradossale! Aspetto questo momento da sempre e ora che ci sono mi cago in mano! Poi ho trovato il tuo blog per caso e mi è piaciuto da subito. Tutto ciò che racconti mi interessa tantissimo e leggendo i tuoi post mi sono fatto un'idea di quello che mi aspetta. Se prima ero un po' in dubbio ora invece grazie al tuo blog ho capito che questo è davvero quello che voglio fare. Invidio un po' il fatto che tu abbia praticamente finito mentre io non ho nemmeno cominciato. Comunque il vero motivo per cui ti scrivo, e che continua a tormentarmi, è la paura che una volta varcata la soglia dell'università dovrò praticamente dire addio alla mia vita sociale e ai vecchi amici. E poi mi spaventa il fatto di ricominciare tutto da capo con un centinaio di tizi sconosciuti e il fatto di essere una persona estremamente riservata e timida non aiuta... Il mio timore più grande è quello di essere completamente assorbito dall'università e di ritrovarmi tra sei anni (se tutto va bene) con una laurea e nient'altro intorno a me. Per quanto io voglia diventare medico, e ti assicuro che ero disposto ad eliminare chiunque per passare quel maledetto test, nei prossimi anni non voglio dedicare la mia misera vita allo studio e basta. Non che lo studio sia un problema, ma io sono il tipo di studente che vuole il massimo e non si accontenta. E se finora al liceo tutto sommato non ho dovuto rinunciare a troppe cose, ho paura che invece all'università non mi resterà più un momento libero. Tu come sei riuscito a conciliare studio e vita privata? E un'altra cosa volevo chiederti: il passaggio dal liceo all'università è così traumatico (io vengo da un liceo scientifico)? Grazie in anticipo e scusa se mi sono dilungato un po' troppo.
Giuseppe

Simone ha detto...

Giuseppe: medicina è quello che hai sempre voluto fare. Sei entrato. Sei in vacanza...

Perché non sei solo contento e basta, giusto per un mese? I problemi di medicina li affronterai a mano a mano, ora riposati e spegni il cervello!

Se cerchi amici e vita sociale l'università è migliore del liceo. Finalmente frequenterai persone perché ti interessano e perché ti cercano e non solo perché siete capitati al banco vicino. Nessuno studente passa la vita in casa a studiare per 6 anni consecutivamente, chi ti dice così è un cretino che ti vuole scoraggiare.

In bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Il vero problema per voi che iniziate adesso e' che grazie agli asini che fanno ricorso ed entrano l'accesso alla eco alita sarà difficile
L

Anonimo ha detto...

Specializzazioni' maldetto correttore

Simone ha detto...

L: tra 6 anni nessuno sa quanti posti ci saranno e come si entrerà in specializzazione. Penso che il momento peggiore sia adesso col cambio e tutte le persone che proveranno dopo questi continui ritardi.

Se quelli che fanno ricorso se sono asini evidentemente non saranno un problema, oltre al fatto che per mantenere l'accesso programmato i posti in più a medicina adesso saranno probabilmente tagliati nei prossimi concorsi di ammissione.

Simone

Anonimo ha detto...

...ma davvero la memoria peggiora così tanto con gli anni? da 20 a 30 si diventa + lenti mentalmente? questo spiegherebbe x' trovo i miei così lenti mentalmente ma...non pensavo fosse un processo degenerativo a cui siamo tutti sottoposti, pensavo fosse semplicemente la differenza tra due generazioni...che tristezza!! ...scusa la domanda, non c'entra niente è forse può sembrare stupida...ma Maria è il tuo secondo nome?? ciao! Cecilia

Simone ha detto...

Cecilia: mi chiamo Simone Maria che c'è di strano!? :)

Dopo i 30 anni la memoria almeno per me ha avuto un crollo. Poi non sono diventato lento e trovo che i più giovani siano più svegli ma meno bravi a fare associazioni e a risolvere problemi.

Poi credo vari molto da persona a persona...

Simone

Anonimo ha detto...

...niente di strano, scusami, ci sono nomi ben + strani...solo io non lo ho mai sentito prima. Mi informerò se ci sono dei test di memoria...mi dispiacerebbe peggiorare senza accorgermene e cercare di far qualcosa per contrastare una possibile degenerazione della memoria. Un super inbocca al lupo per la discussione!!! SUPER CONGRATULAZIONI!!! Cecilia

Anonimo ha detto...

Grazie!non ho mai letto il tuo blog e ci sono capitata stamattina per caso ma ti ringrazio perché mi hai fatto ricordare tantissimi momenti della mia vita che hanno reso speciale studiare Medicina.
Sono anche io una laureata, del 2013, e a fine ottobre avrò il famoso test per la specialità e sono davvero molto stanca..stanca di stare a casa a studiare ancora le stesse cose, di nuovo anatomia e fisiologia, di nuovo le vie di biochimica perché "non si sa mai"..non entro nel merito di questo nuovo test per cui noi siamo le cavie però devo dire che sono parecchio demoralizzata e appunto stanca..a 26 anni essere ancora qui in aula studio tutto il giorno con i 20enni dopo che una laurea la si ha..ma credo che tu possa benissimo capire!!
Quindi Grazie davvero perche con le tue parole mi hai ricordato perché ho scelto medicina e come è iniziato tutto, come sono iniziate amicizie straordinarie e quanti bei momenti (non da ultimo anzi! il giorno della laurea) ho avuto la fortuna di vivere pur passando gran parte del mio tempo a studiare..e speriamo che lo studio prima o poi paghi e che si riesca ad iniziare a lavorare veramente, con continuità e si riesca ad iniziare la vita vera..perchè alla fine nella vita non vogliamo essere eruditi della medicina ma medici e io non vedo l'ora!

Francesca

Simone ha detto...

Francesca: grazie del bellissimo messaggio... non vedo l'ora nemmeno io!!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Mi hai commosso... :)