14/04/10

Gli ebook in via di estinzione.

Come avrete certamente notato se seguite il mio blog, e come invece vi informo adesso se è la prima volta che capitate da queste parti, la scorsa settimana ho reso disponibile la versione epub di un mio romanzo, Il gatto che cadde dal Sole.

È da un po' di tempo che sto convertendo i miei lavori in questo formato, più adatto ai lettori portatili come il Kindle e l'ormai imminente (almeno in Europa, visto che in America è già uscito) Ipad della Apple. Il primo a essere rivisto è stato - come ovvio - Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo. Poi ho sistemato il mondo quasi nuovo, e infine è stata la volta del libro dei gatti. Tra un po' di tempo metterò a posto anche Codice Aggiunto, e almeno per quanto riguarda i testi che reputo più interessanti dovrei aver finito.

La verità, però, è che questo passaggio all'epub è stato più un lavoro che mi sentivo tenuto a fare, che di un qualcosa in cui credo oramai più di tanto. Mi spiego meglio: io rendo e renderò sempre disponibili online le cose che scrivo, e mi pare ovvio che debba sempre restare al passo con i formati e le novità più recenti. Tuttavia, le potenzialità che sembrava possedere l'oggetto ebook, inteso come un testo completamente scritto, riveduto e distribuito da una singola persona, mi sembrano essere state col tempo sempre più sprecate e disilluse.

Facciamo un esempio: Mozart di Atlantide l'ho reso disponibile nel 2007, e in un paio di mesi è stato scaricato 2 o 3 mila volte. Davvero non ricordo la cifra precisa, ma 700 accessi sono arrivati solo nei primissimi giorni da quando l'ho messo online. Moltissimi altri sono seguiti in breve tempo, e poi ogni mese - per anni - il link relativo al romanzo è stato cliccato almeno 2 o 300 volte. Come se non bastasse all'epoca non avevo nemmeno un blog, e per promozione usavo solo un sito bruttissimo e lo spam che inserivo su qualche forum.

Codice Aggiunto: è l'ultimo romanzo che ho messo online. In 4 mesi, è stato scaricato circa 300 e rotte volte. Che non è nemmeno così male, ma è sempre un rapporto praticamente di 10 a 1 con il mio primissimo ebook. La differenza è che ora ho anche un blog, e che ho avuto quasi 3 anni di tempo per farmi pubblicità e per aumentare la visibilità e il numero di persone che potrei potenzialmente raggiungere.

E il problema non è solo nei numeri: fino a qualche tempo fa, di ebook gratuiti si parlava almeno un po' in giro. Se rilasciavo qualcosa mi trovato il link su qualche forum, uscivano fuori due o tre recensioni e arrivavano un po' di email di chi lo aveva letto e voleva darmi la sua impressione. Adesso c'è un mortorio totale: scrivi una cosa, la metti sul blog, e poi finisce che non ti si fila davvero nessuno. O meglio, qualche commento e recensione arrivano sempre, ma comunque in un numero molto ridimensionato rispetto a quello che avveniva nei primi tempi.

Qualcuno penserà che il motivo per cui questo accade sia abbastanza semplice: chi frequenta la rete già mi conosce, e non è interessato a leggere altro scritto da me. Può darsi. Penso che le cose non stiano per niente così, ma comunque - ripeto - può starci anche questo. Solo che un rapporto di 10 a 1, da quando l'ebook praticamente non esisteva a oggi, mi fa pensare piuttosto a tante altre cose:

Intanto è passato l'effetto novità. Prima un autore che metteva un romanzo online era un innovatore, una specie di eroe coraggioso che regalava praticamente tante ore di scrittura e lavoro di revisione, al solo scopo di farsi conoscere un po' da qualche potenziale lettore. Ora la novità è passata, e non c'è più poi tanto di speciale nel regalare qualche ebook tramite un blog o un sito web.

C'è in giro troppa roba. Su certi siti c'è una tonnellata di link a file, raccolte, pdf o file di natura varia, e tutti spacciati come bellissimi ebook gratuiti. Adesso, come fanno i lettori a scegliere cosa leggere? Evidentemente c'è stato un'aumento dell'offerta, ma i lettori non hanno modo di essere informati su tutto quello che sarebbe eventualmente disponibile, e un romanzo anche carino affoga tra centinaia di migliaia di racconti brevi di qualità estremamente variabile.

La qualità è troppo bassa. Come fa qualcuno a sapere che un ebook è buono, o se si tratta piuttosto di una fregatura? Certo che sono gratis, ma il tempo resta tempo prezioso e a nessuno va di leggersi una robaccia insostenibile. Il risultato è che, almeno nella mia impressione, la gente scarichi magari gli ebook ma poi non li legga e non si appassioni, pensando che quello che potrà trovare al loro interno sarà comunque meno interessante di un qualsiasi testo comprato in libreria.

Non c'è un vero interesse. I siti di appassionati si occupano raramente di ebook. Molti poi fanno una selezione a priori di quello di cui si può o non si può parlare, scegliendo solo determinati generi, autori, trame, idiomi, editori e distributori in una sorta di apartheid digitale nel quale sentirsi eticamente appagati. Altri ancora passano qualsiasi comunicato stampa di qualsiasi cosa provenga dai canali tradizionali, ma un autore che rende disponibile un ebook non viene preso seriamente o considerato per lo meno a livello di un micro-editore (cosa che in effetti è, avendo creato e distribuito quello che è comunque un prodotto editoriale) per motivi che - sinceramente - non ho mai capito e dubito che abbiano ben chiari anche loro, per primi.

Si finisce insomma che i siti importanti, quelli che gli appassionati di certi generi leggono regolarmente, non nominano mai altro che i soliti testi, fumetti, film o libri degli editori veri e dei canali tradizionali, per poi tra l'altro regolarmente lamentarsi della mancanza di voci nuove o della mediocre qualità di quanto viene generalmente offerto.

Sono arrivati i grandi. Da quello che mi appare sempre più evidente, Ipad e Kindle vari sembrano chiaramente interessati a indirizzare i propri utenti verso gli store online, e verso i testi contenuti al loro interno. Come dicevo già tempo addietro, alla fine pubblicare un ebook sarà come pubblicare un libro cartaceo, perché se non si vuole passare completamente - o quasi - inosservati ci si dovrà comunque inserire nel modo e negli spazi corretti.

È anche vero che ci sarà sicuramente molto più spazio per piccoli e micro-editori, visto che inserire un qualcosa in uno store digitale non sarà impegnativo e costoso come stampare e distribuire un romanzo. Resta il fatto che il ruolo dell'autore che vuole comunque autoprodursi e autoproporsi si va in ogni caso a perdere, o sarà limitato a quelle persone in grado di gestire autonomamente anche i vari aspetti burocratici, economici, di marketing e di relazione con i negozi virtuali ai quali si vorrà proporre la vendita dei propri testi.

Insomma, eccoci qua. La libertà data dagli ebook, il concetto rivoluzionario dell'autore valido (o che si crede tale) che arriva da solo al proprio pubblico mi sembra sempre più una mezza utopia che si è schiantata contro la realtà del mondo editoriale e informatico. Tra un po' avremo tutti un Ipad o qualche diavoleria analoga, e avremo gli hard disk traboccanti di testi e immagini di ogni tipo.

In questi hard disk, almeno in alcuni, ci saranno anche i miei ebook, di questo non ho alcun dubbio. Ma senza il logo con la mela, senza le esplosioni, senza i link con le foto delle donne nude, senza i trailer, senza la pubblicità in televisione, senza la musichetta figa, senza un cazzo di comunicato stampa e senza lo straccio di mezza recensione resteranno solo un mucchio di byte. Un file, in mezzo a milioni di altri file troppo più alla moda, colorati e interessanti.

E una volta arrivati a quel punto, ma chi volete che se li legga?

Simone

11 commenti:

Gloutchov ha detto...

Che dire... con calma e pazienza, io i tuoi ebook li leggo. Ho appena finito "Codice Aggiunto", mi è piaciuto e la recensione è già programmata per uscire sul mio blog (piccolo, con poco traffico, ma è ciò che posso offrirti). "Il gatto che è venuto dal sole" è il lista di lettura... ma non ci sei solo tu e a me piace variare autore da una lettura all'altra... per cui dovrà attendere ancora un po'.

Quanto al mercato del libro elettronico... c'è forse da meravigliarsi? Speravi davvero che qualcosa cambiasse sul serio? I nostri ebook rimarranno sempre i prodotti di una nicchia di autodidatti... solo i curiosi li scaricheranno, solo una piccola percentuale di questi li leggeranno. Io l'ho sempre saputo e la cosa non mi preoccupa affatto. Mi va bene così. Non cerco nulla di più. Scrivo per diletto e metto la mia roba online solo perché mi sembra assurdo tenerla in un cassetto o spedirla via mail alle poche persone che sono "veramente" interessate a ciò che scrivo. E curiosamente piccole soddisfazioni arrivano, come l'intervista radiofonica che ho avuto in seguito al mio ebook su Goldrake e... anche una proposta di lavoro da una casa editrice per una collana da distribuire in edicola (che per motivi miei ho rifiutato!). Insomma... non si può mai sapere.

A ogni modo... se pensi che sia tempo perso, che non serva, che i tuoi ebook finiranno per diventare invisibili nel vasto mondo degli ebook commercializzati dai grossi stores... beh, forse dovresti ripensare a come investi il tuo tempo. Sarebbe un peccato perché ritengo tu abbia delle qualità. Magari, visto che ambisci (in fondo credo sia così) alla pubblicazione, potresti tentare la via dell'agente letterario... un discreto investimento su quella che è la tua passione. Mandi loro i tuoi testi, li fai valutare, vedi cosa ti dicono, se sono appetibili o meno etc etc...

Boh... i momenti di scoramento capitano a tutti, io stesso ci sono in pieno dentro (ma non dal punto di vista letterario). Non ci pensare. Non guardare a cosa fanno Apple, Amazon, Mondadori e tutti i colossi. Segui il tuo sentiero... guarda i tuoi passi... non quelli degl'altri.

Angelo ha detto...

Ciao Simone.

Io non ho molto il polso della situazione eBook.

Ho provato a scaricare qualcuno dei tuoi a suo tempo, ma, salvo che per racconti brevi come quello del cubo e N.15 Moro, non riesco a leggere un intero romanzo sul PC.
Aspetto fiducioso la diffusione dei lettori eBook, ma fino a quando il loro prezzo rimane così alto continuo ad attendere...

Gloutchov ha detto...

@Angelo:
Ieri guardavo un volantino di Expert... hanno in vendita un lettore di ebook (già farcito con diversi classici provenienti da LiberLiber) a 149eu... se non ricordo male. Insomma, un prezzo più che ragionevole! :D

Simone ha detto...

Glauco: il fatto è che non è tanto questione di quello che penso o faccio io. Cioè, io posso anche non fare più ebook e chiudere il blog, oppure diventare lo scrittore più famoso del mondo. Il discorso non è su di me ma sul fatto di come questo enorme sviluppo del digitale e dell'online era una possibilità data a tutti e che si poteva sfruttare meglio.

Purtroppo, invece, tanti ambienti online che frequentavo 2-3 anni fa come i forum sul peer to peer, gli aggregatori di notizie o i siti dedicati alla cultura libera si sono un po' ridimensionati o indirizzati altrove. Altri posti hanno un loro equilibrio nel quale chi è "nuovo" ha poco a che vedere e altri ancora si sono involuti in comunità chiuse ed egocentriche davvero pesanti, insostenibili da frequentare.

Se poi uno può essere soddisfatto e contento così ok, ci sta e sono felice per te. In generale però mi pare si stia finendo verso una grossa occasione perduta e basta.

Angelo: il problema della lettura a schermo non è solo del "singolo" autore. Anche gli ebook dei grandi e più "professionali" sono così. L'idea di un dispositivo di lettura che ti vende i libri è evidentemente azzeccata, così chi ha il lettore si compra i testi e chi non ce l'ha - evidentemente - non ne sente il bisogno.

Simone

Mirco ha detto...

Hai le stesse mie perplessità che ho spiegato (con meno efficacia) nell'ultimo post del mio blog. Mi chiedevo se un giorno la critica avrebbe considerato anche gli Ebook di scrittori come te. La risposta credo che sia no, e rimarrà no per molto tempo ancora

Ariano Geta ha detto...

Io ormai sono rassegnato a rimanere un dilettante... a scrivere per lo più per me stesso. In fondo quando uno va a pesca o acquisisce francobolli per la sua collezione sta da solo...

Salvo ha detto...

Pensa che io vedo proprio il fenomeno contrario. Ho scoperto gli ebook da quando si parla di ereader e sto scoprendo il piacere di leggere gratuitamente, di sperimentari autori sconosciuti.
Tra l'altro mi pare che i libri normali (di carta) stiano anche peggio dei fratellini elettronici.
Nel recente passato ho lavorato per qualche mese una società tipo Mondolibri (evitatele, per l'amor di dio) e ho avuto la conferma di quello che già sospettavo: alla gente interessa sempre meno leggere.
Del resto la stessa comunicazione 2.0, quella di internet, impone testi corti, aggiornati, integrati con video e immagini. Tipo i blog, che sono più simili agli ebook che non ai libri.

Simone ha detto...

Ariano: certo una cosa è la scelta di un interesse per dire "hobbyistico" e un'altra cosa è provare a fare altro. Dipende da quello che vuoi.

Salvo: tu evidentemente sei una persona a cui interessa cercare e scegliere da sè. Poi su una cosa siamo assolutamente daccordo: dal punto di vista dei lettori (almeno quelli interessati a leggere), c'è sicuramente sempre più scelta e facilità di trovare un testo che potrebbe essere interessante.

Ma per gli autori? Ovviamente, il mio punto di vista è quello.

Simone

dactylium ha detto...

Se Apple aprisse il suo store digitale anche agli e-book degli emergenti (un po' come avviene per gli sviluppatori terzi che vendono o regalano i loro programmi su AppStore) sarebbe una grande opportunità.

Una vetrina immensa con un mercato infinito per gli autori, e nuovi introiti per Apple, visto che il manoscritto nel cassetto ce l'hanno in molti (e naturalmente vendere su iTunes non è gratis, almeno per i programmi).

Sui software però Apple esercita un controllo piuttosto invasivo a tutela forse più della sua immagine e del buon funzionamento dei suoi dispositivi, piuttosto che per un favore verso gli acquirenti.

Potrebbe fare altrettanto con i libri di perfetti sconosciuti?
Un'analisi minuziosa del manoscritto prima di autorizzarne la pubblicazione?
Non saprei.

Magari la via potrebbe essere quella dei podcast, però qui mi addentro in un territorio che non conosco, perché non so come avvenga la pubblicazione di questi contenuti su iTunes.

Ciao, dacty

CyberLuke ha detto...

L'idea di Dactylium è tutt'altro che banale.
Se fossi Apple, mi segnerei un bell'appunto: "Non sottovalutare il mercato degli scrittori emergenti".

Simone ha detto...

Diciamo che io sono molto ottimista, nel senso che Apple riuscirà sicuramente ad "appioppare" decine di milioni di ebook. La domanda è: ci saranno in mezzo anche i miei? E la risposta la sapremo tra qualche anno...

Simone