13/05/11

Un percorso un po' diverso: da Ingegnere a - forse - scrittore.

Vio riporto l'email che mi ha inviato Gianluca:

Ciao Simone,

mi chiamo Gianluca e ho 20 anni. Mi sono interessato al tuo blog soprattutto per la parte dedicata al mondo della scrittura, passione che condivido in pieno, ma sono rimasto colpito dalla tua storia, così simile alla mia! Così ho deciso su due piedi di scriverti per chiederti un consiglio.

Sono al secondo anno della triennale di ingegneria, ma sento di non aver intrapreso la strada più adata a me. Al momento della scelta, mi pento di non averci pensato più attentamente e di essermi lasciato trascinare dalle maggiori possibilità lavorative più che dalla passione. Più vado avanti e più capisco che non è questo che voglio fare per tutta la vita, che ciò che studio non mi interessa e che ormai sempre meno del mio tempo e votato a questo.

Avrei così tanta voglia di cambiare, di dedicarmi a ciò che veramente mi appassiona... ma che sembra così illusorio! Vado avanti col pensiero che sono già al secondo anno e che manca poco per concludere la triennale, ma cosa me ne faccio di una mezza laurea? Pensare di proseguire con la specialistica, e di essere quindi ai soli 2/5 del percorso, è una cosa che mi fa rabbrividire e di certo non sopporterei tanto.

Ma vale la pena fermarsi senza intraprendere la specialistica? Dovrei dedicare il mio tempo a ciò che sento possa essere un futuro per me apprezzabile - e quindi fermarmi ora - o proseguire fino alla mini-laurea in modo da avere qualcosa in mano?
Ma ciò che mi blocca, oltre alla ricerca della concretezza più che dell'evanescenza, è che dei risultati comunque li sto ottenendo, per cui mi sembra ancora di più un peccato! Ma se spendo sempre meno tempo nello studio, finirò di certo per essere un ingegnere mediocre e infelice.

È quindi meglio che mi dedichi alle mie passioni in modo da creare il mio futuro salla base di queste? La scrittura mi ha sempre affascinato, fin dai tempi del liceo. È un mondo liberatorio in cui mi sento bene, ma è anche una strada incerta da intraprendere. Penso di possedere le basi, ma non so se questo basti. In generale apprezzo il mondo dell'animo e dei sentimenti, per cui anche la psicologia sarebbe interessante.

Ecco è questo che mi manca: l'interesse. Ogni tanto vado a spulciare informazioni e notizie sulla psicologia, alla maniera in cui gli uomini agiscono in determinate circostanze, oppure mi capita di pensare cosa è dovuto a cosa. Poi la mia mente viaggia creando storie e situazioni, similmente a trame di ipotetici libri.
Questo non accade con le materie a cui dovrei veramente interessarmi. Ma il mondo della scrittura è troppo insicuro, quello della psicologia difficile da conciliare con le reali possibilità lavorative. Cosa allora mi consigli di fare?

Gianluca.

La mia risposta - in sintesi - è stata di non puntare tanto a una carriera di scrittore (che reputo quantomai improbabile per chiunque) quanto al limite a un lavoro nell'editoria che comporti anche - ed eventualmente - la scrittura.

Sempre a voler rimanere con i piedi per terra, Ingegneria è un percorso più "sicuro" da un punto di vista lavorativo, ma forse con una reale passione la strada di un lavoro dopo una laurea in Psicologia sarà un po' meno faticosa.

Resta il fatto che si tratta di una scelta importante, e non si dovrebbe dare ascolto a una sola campana... per cui giro la lettera a voi, e aspetto - come sempre - i vostri commenti.

Simone

5 commenti:

TIM ha detto...

Purtroppo è il solito discorso: in Italia, come in quasi tutto il mondo, sei costretto a piegare le tue passioni all'aspetto lavorativo, economico, perché di scrittura non si campa, o almeno ci riescono in pochissimo e spesso a costo di molti patteggiamenti con il mondo dell'editoria. Penso che la tua risposta riguardante psicologia sia buona, perché lascia aperto il campo a tante possibilità, tra cui la scrittura.
Temistocle

Anonimo ha detto...

ciao! ti consiglio di finire la tiennale... anche se avrai solo i 3 anni in inge. ti potrebbero essere utili più avanti... potresti avere la necessità di fare un qualsiasi lavoro pur di prendere uno stipendio e credo che una mini laurea possa essere solo un vantaggio.
Dopo aver concluso questo percorso, che in ogni caso ti avrà insegnato MOLTO, scegli qualcosa più adatto a te... ma non sperare di poter vivere scrivendo...la cruda realtà è che delle proprie passioni ci vivino in pochissimi!

Simone ha detto...

Grazie, come sempre i vostri commenti e consigli sono apprezzatissimi!

Simone

Sabrina ha detto...

Ciao! Il mio consiglio è sempre quello di seguire le proprie passioni: meglio un rimorso che un rimpianto! Potresti però trovare un giusto compromesso, e cioè lavorare e fare lo scrittore!Un mio amico è architetto e nel tempo libero scrive libri ;)
Simone, ho una domanda x te :)
Sono Sabrina, ho 27 anni e sono laureata in geologia. Vorrei tentare il test a settembre in medicina, ma attualmente ho un lavoro che non posso lasciare (call center pomeridiano, dalle 15 alle 19). Secondo te è possibile conciliare questo tipo di lavoro con medicina? Le lezioni sono solo la mattina?Oppure anche il pomeriggio?Te come fai? Che tipo di lavoro si riesce a conciliare con questo tipodi facoltà?Considera che l'anno prossimo mi sposo, quindi devo necessariamente lavorare:)
Grazie!!

Simone ha detto...

Ciao Sabrina!

Intanto grazie per i tuoi consigli.

Detto questo, almeno i primi 2 anni avrai lezione prevalentemente la mattina (8/9-13/14) per cui il lavoro di pomeriggio sarebbe possibile.

Unico inconveniente sarebbero i tirocini e i seminari che ogni tanto si svolgono il pomeriggio. Nei primi due anni sono molto pochi, poi andranno progressivamente aumentando anche se in genere non saranno più di uno a settimana.

Se puoi spostare qualche turno, farti aiutare con le firme e magari posticipare di tanto in tanto il tuo orario non credo che avrai problemi, specialmente all'inizio. Altrimenti dovrai inventarti qualcosa.

Simone