11/07/11

Il BLS, la rianimazione cardio polmonare, e la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco.

Mi permetto di condividere con voi una piccola considerazione che forse qualcuno troverà interessante: durante i corsi di aggiornamento sul BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation, sarebbe il cosiddetto massaggio cardiaco con l'uso del defibrillatore) io come istruttore domando sempre ai volontari se gli sia mai capitato di effettuare una rianimazione cardiopolmonare dal "vivo".

Domando cioè se, oltre che a seguire il corso e a defibrillare un manichino, durante il servizio in ambulanza sia mai capitato di intervenire su un vero arresto cardiaco.

Quello che è venuto fuori dalla mia (seppur ridottissima) analisi è che un buon 30% dei Volontari del Soccorso che svolgono servizi operativi si trova prima o poi a fare un BLS-D "reale", e che la preparazione e l'aggiornamento in questo campo siano effettivamente di importanza notevole.

Sempre da questa piccola analisi viene fuori che, in moltissimi casi, all'arrivo dell'ambulanza con i nostri volontari a bordo si scopre che sul posto, a rianimare il paziente, non c'è nessuno. Manca cioè, nella cosiddetta catena della sopravvivenza, la componente gestita dal soccorritore occasionale che chiama i soccorsi per poi iniziare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca in attesa dell'arrivo dell'ambulanza. Manca insomma il BLS-A, per chiamarlo in termini più precisi.

Quello che ne viene fuori è che su migliaia di casi di arresto cardiaco che si verificano a Roma ogni anno, solo una piccola parte riceve un soccorso adeguato. E questo non perché manchi la preparazione dei Volontari e dei soccorritori del 118, ma perché manca una cultura di base della popolazione che spieghi a tutti quanti cosa fare e come comportarsi in un caso di emergenza.

Per dirlo in termini molto più "sintetici", nessuno sa come comportarsi di fronte a una persona che si trovi in arresto cardiaco, e per questo quando arriva l'ambulanza e il defibrillatore si rischia che il soccorso risulti inefficace, e in ogni caso si peggiorano le possibilità di sopravvivenza e recupero del paziente.

Ripeto e sottolineo che questa è solo una considerazione che nasce dalla mia esperienza personale, ed essendo molto limitata non può certamente dirsi rappresentativa della realtà di tutti i soccorsi effettuati sul territorio del nostro paese.

Mi sembrava comunque importante e di interesse collettivo condividerla con voi tutti.

Simone

8 commenti:

CyberLuke ha detto...

Uhm... E come darti torto.
E da pubblicitario, l'idea che mi viene è: considerato che se istituisci dei corsi di primo soccorso gratuiti la maggior parte delle persone non ci va (o non ci può andare), realizza degli spot televisivi di 30 e 60 secondi da mandare in onda in heavy rotation.
Esattamente come, in virtù dei poteri della ripetizione, la canzoncina o il claim pubblicitario ti restano in testa e puoi citarli a memoria senza sforzo, i fondamenti della rianimazione potrebbero diventare, nel giro di qualche settimana/mese, una sorta di retaggio subliminale di noi tutti.
Il costo sarebbe minimo e i ritorni, in termini di vite salvate, cospicui. Chissà.

Simone ha detto...

La tua è un'ottima idea. Io pensavo a qualche articolo brevissimo o a qualche immagine riassuntiva da far girare tramite facebook e robe varie.

Simone

BumBum ha detto...

Non ricordo se l'ho sentito in TV oppure altrove, ma so che negli USA, in ragione delle grandi distanze che ci possono essere tra un piccolo nucleo abitato e la grande città (soprattutto in alcuni stati della confederazione) i corsi di primo soccorso, anche ad un livello più che avanzato, sono obbligatori.

Simone ha detto...

BumBum: grazie, io non so proprio come funziona all'estero! Io credo però che certe cose andrebbero insegnate a scuola, e già 3-4 ore di lezione potrebbero bastare per "combinare" qualcosa di concreto.

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Domanda!
Se non sbaglio sull'ambulanza ci sono volontari, infermieri e paramedici; il medico invece? C'è anche lui?
Proprio ieri un mio amico si è ribaltato con la macchina, insieme ad altri 2 amici, nel ritorno a casa, di sera. Se non sbaglio ha riportato un trauma cranico e delle costole fratturate. Purtroppo non ce l'ha fatta.
Il quotidiano del paese dice: "All’ingresso dell’ospedale il suo cuore si era già fermato una prima volta. Fatto ripartire, l’arresto si è ripetuto per altre due volte. Alla terza, poco prima dell’alba, per il giovane tecnico informatico non c’è stato nulla da fare."

Ora, fermo restando che le sciagure capitano, un intervento ottimale e tempestivo avrebbe potuto fare la differenza?
E ancora (qui scatta la mia ignoranza a riguardo): se arriva l'ambulanza e c'è uno che sta male, si appura che gli si è fermato il cuore, si fa la rianimazione ma, mettiamo, ha delle costole fratturate: con la rianimazione non si può "peggiorare" la cosa? Cioè, non si potrebbero ledere altri organi, durante l'operazione?

Simone ha detto...

Oddio Fede, mi dispiace tantissimo per il tuo amico... che altro posso dire? :(

Mi fai un sacco di domande, vediamo:

Alcune ambulanze hanno un medico (le ALS) alcune hanno solo un infermiere (le BLS). Se è stato un incidente grave forse sul posto ne è arrivata più d'una sia di un tipo che dell'altro e il medico c'era. Però non è detto dipende dalle zone e dalla disponibilità del personale.

Dici che secondo te l'intervento non è stato ottimale? Per dire questo bisognerebbe avere assistito... in linea di principio se anche il medico non ci fosse stato, l'infermiere sa comunque come comportarsi ed è in contatto con la centrale operativa che gli dà indicazioni.

Infine le costole si rompono anche durante il massaggio cardiaco stessso. Una costola rotta può perforare un polmone e fare altri danni, ma visto che il paziente senza intervento morirebbe (la rianimazione si fa perché il cuore ha smesso di funzionare come si deve) viene considerato un danno "secondario".

Se hai altre domande dimmi pure, ciao.

Simone

Marco ha detto...

Federico, dispiace anche a me per il tuo amico.

Parlando in generale, posso dirti che purtroppo neanche la presenza del medico possa fare molto a volte. Ma chiaramente "a posteriori" ci si domanda sempre "e se..."

Posso solo confermare che per quanto riguarda l'infermiere, ti posso garantire che ormai nell'extraospedaliero ha competenze anche molto avanzate, ed è in grado di gestire la maggiorparte delle emergenze che mettono in pericolo la vita. (Anche se purtroppo ci sono ancora differenze tra "città e città")

Per quanto riguarda il BLS, sono daccordo con voi!! Andrebbe inserito nei programmi della scuola dell'obbligo...magari all'interno delle lezioni di "educazione civica"....perche di questo si tratta!

Dama Arwen ha detto...

altroché se è importante... a parte un potenziale attacco di panico di un "non addetto ai lavori" (no medico, no studente di medicina, no volontario) credo che imparare queste cose sia una sorta di... educazione civica.
Io rendo conto ogni giorno di quanto il nostro paese sia una MERDA: l'educaizone civica non viene insenata (e infatti tutti si comportano come bestie o bifolchi, non come essere umani) e anche queste cose importanti non rientrano in nessun programma di istruzione.
Più che altro perché a dare un'infarinatura (passami il termine superficiale) a molte persone, qualcuna a cui capiti una situazione di emergenza e che è predisposta per aiutare, la si trova.