28/09/12

Studiare da infermiere a 31 anni, oppure riprovare Medicina?

Quando restate a casa a studiare, è bene indossare il camice.
Ciao Simone, sono Anna.

Ho 31 anni e devo dire che ho proprio bisogno di un consiglio da te e da tutti quelli che ti seguono.

Cresciuta in giro per visite con il mio babbo medico di un paese in Sicilia, perso lui (anche troppo presto nella mia vita) mi sono dedicata a studi umanistici: una precaria insegnante e attrice di spettacoli.

Poi una cara persona si ammala e io mi sento impotente, avverto una orribile sensazione di non avere gli strumenti per agire, aiutare...e crollo nuovamente in quel dubbio di avere sbagliato tutto, e che ora è il momento di seguire un percorso per cui non ho mai avuto abbastanza autostima da intraprendere all'uscita degli studi liceali.

Allora quest'anno mi rimbocco le maniche e provo i test di medicina, e anche quello di infermieristica, ingenuamente convinta che sia, in fondo, la stessa cosa.

Medicina non lo passo perchè - da presuntuosa neofita - rispondo a tutto, anche a quello che non dovrei, e non passo per pochi punti. Purtroppo a 31 anni credi un po di essere infallibile in merito a cultura generale, e invece se solo non avessi dato le risposte a ciò che non conoscevo sarei passata.

Provo infermieristica, e termina con la mia iscrizione oggi in segreteria, in preda a dubbi e timori, senza una chiara e netta convinzione del percorso che sto per intraprendere.

Ho 31 anni, sono una donna ( ciò significa tutti gli ostacoli annessi al mio sesso) e penso che potrei seguire i tre anni di studio e poi intraprendere medicina. Ma poi guardo dentro me stessa e so che la cardiologia è la pronta ad attendermi, perchè mi interessa, la studio dai libri ereditati da mio papà.

Allora mi dico che proverò il prossimo anno di nuovo a medicina. Ma quante donne che si laureano a 38 anni riescono poi a colmare il sogno di intraprendere questa professione?

Consigli critiche opinioni suggerimenti sono ben accetti. Grazie.

E un super in bocca al lupo per i prossimi due anni: spero di incontrarti prima o poi, ma come collega non come paziente! :)

14 commenti:

Simone ha detto...

Ok, discorso un po' complicato secondo me! :)

1) L'interesse per la medicina è nato in un momento di difficoltà, dove ti sei chiesta se aver studiato determinate materie avrebbe potuto cambiare le cose.

Sicura che non sia solo un momento passeggero, e che in realtà il tuo lavoro ti piaccia davvero di più?

Ancora, non è che devi "fare qualcosa" per forza tu: di medici e pieno il mondo, magari puoi aiutare anche in modi non medicalizzati, ecco :)

2) Infermieristica e Medicina sono completamente diverse. Se vuoi fare l'infermiere ok, se vuoi fare il medico ok. Studiare da infermiere pensando a fare il medico non ha senso (non ti riconoscono nessun esame, credo). Prendere una laurea solo perché per caso uno ha passato un test è anche quello un qualcosa di strano. Se non avessi superato nemmneno il test da infermiere che cosa avresti fatto?

3) Trovare lavoro come medico credo sia fattibile a qualunque età. Certo per una donna a 38 anni entrare in specializzazione è più "complicato", non tanto perché non ci riesci ma perché dovrai rinunciare ad altri progetti di vita. Cardiologia poi è una specializzazione dove facilmente dovrai attendere qualche anno prima di entrare... lo so è scoraggiante ma è così.

4) La cultura generale per noi "vecchi" è forse la parte più difficile, perché i neo diplomati escono da un liceo dove hanno parlato per anni di quelle cose, noi invece no.

Secondo me devi capire se davvero vuoi diventare dottore o se è solo un momento difficile. Poi fare l'infermiere può essere un percorso più semplice, ma devi capire se ti interessa.

Ancora, insegnare e fare spettacoli è un lavoro che può essere "girato" facilmente nel sociale e nella sanità, per cui non è detto che già con quello che hai tu non possa davvero fare nulla. Pensaci.

Simone

Max ha detto...

Cara Anna x capire cosa t aspetta leggi anche il mio blog...

Storion ha detto...

Grazie per aver razionalizzato tutte le questioni da me poste.

1. I sogni nel cassetto ammuffiscono .. :)
Le difficoltà a 30 anni ti fanno mettere in gioco ancor di più che a vent'anni, quando in balia delle pressioni esterne, ti imbarchi pur di cominciare un viaggio, sebbene tu non conosca la meta. Non mi pento di quello che ho fatto ad oggi. Ho lavorato nel teatro con i "matti", in carcere, i bambini, gli anziani, nelle piazze. La gioia di un sorriso la trovi dovunque se sei solo in grado di guardarla. Ma, nonostante queste premesse, rimane sempre in me il dubbio. Di collezionare tutto il sapere maturato riguardante la cura della persona, l'eziologia della malattia, le complesse connessione fra i molteplici sistemi del corpo umano.
La "medicalizzazzione" può essere intrapresa da diversi punti di vista, e quello che mi chiedo e se la mia esperienza "umanistica" non possa contribuire a offrire altra sensibilità " nell'affrontare uno "stato di crisi" del paziente.

2. Infermieristica e medicina sono diverse. E ora che sto accumulando libri per cominciare a studiare pro tempore lo sto realizzando. La mole di studio, in primis, il contributo alle cure del paziente, in secundis. A questo credo di poter rispondere solo affrontando il primo anno. L'assistenzialismo è in fondo l'altra faccia della medaglia.
Cosa avrei fatto se non lo avessi passato? Bella domanda! So che gli ultimi 5 mesi della mia vita li ho trascorsi studiando (e lavorando!) degli argomenti che non solo non ricordavo, ma credo anche avessi fatto fatica a comprendere al liceo. Ho provato, finalmente, e con molto orgoglio posso affermare di avere salito un gradino che credevo irraggiungibile. In questi ultimi anni, tutte le volte che desideravo provare il test, pensavo non avrei superato lo scoglio della matematica..fisica...chimica...invece, puff..basta studiare, se identifichi chiaramente il tuo obiettivo, ogni elemento si dipana dinanzi agli occhi e prende il suo posto nel complicato regno delle scienze.
"Curiosità" e "passione", infine,che sono stufa di teere nel cassetto....aspettando che ammuffisca

3. Immagino che la carriera nella cardiologia sia ostica e minata da nepotismi e raccomandazioni, che i tempi siano cambiati, ma immagino e vedo chiaro l'obiettivo di questo percorso, il fine filantropicamente "machiavellico" e il mezzo può sempre adeguarsi!

4. Mannaggia la cultura generale!! Al di la di tutto sono fiera di avere collezionato le mie 45 risposte giuste!!!! Se dovessi decidere di riprovarlo sicuramente mi concentrerò maggiormente sui quesiti di logica.

5. Non smetterò mai di fare spettacoli, di suonare, di scrivere, cioè di vivere la mia vita provando a renderla migliore per me e per gli altri. Leggere, raccontare, narrare...a pensarci bene è un'altro modo di curare.
Anche il medico cerca di raccontarti la storia di te quando ti trovi di fronte a un problema di salute. Certo, c'è chi lo fa più o meno crudemente, anteponendo il proprio sapere al benessere psico-fisico del paziente, e così arrecando, a volta, danni morali più che fisici (chissà cosa scriverebbe in proposito Ippocrate!)...Sensibilità e tatto, delicatezza e coraggio....alcuni medici (secondo la mia esperienza personale come utente) dovrebbero intraprendere un percorso di narrazione, di se stessi e degli altri..!

Con lo stesso spirito un attore sale sul palcoscenico, senza volere arrecare danni, ma soltanto generando sollievo, forse anche dubbi, riflessioni e "rifuggendo i condizionamenti".

Grazie per le tue parole, credo tu diventerai un buon medico perchè lo spirito non ti manca...
E spero di chiarirmi le idee, di riflettere più approfonditamente, magari frequentando, tra un corso e l'altro di infermieristica, le lezioni di medicina di straforo per comprendere, conoscere, osservare.
Con sguardo clinico....

Simone ha detto...

Grazie per le belle parole. Forse questo approccio così 'umanistico' al paziente assomiglia di più a quello dell'infermiere che a quello del medico. I dottori a volte sono un po' più lontani, specie nei reparti. Ma lo deciderai da sola allora, in bocca al lupo!!

Simone

Anonimo ha detto...

Cara Anna in bocca al lupo per la tua decisione! Vai avanti con coraggio, ciao Artur

Storion ha detto...

P.S. Oggi mi sono misteriosamente, piacevolmente imbattuta nel titolo del tuo libro "Il mondo quasi nuovo", cho ho divorato alla velocità della luce (più o meno quella che non si è vista nel sempreuggioso cielo del nord)..

Salvandomi così da un'attacco di ipocondria, che ultimamente, approcciando la lettura di patologia generale, si manifesta con frequenza e risparmiando i miei vicini dalla mia mezz'ora di esercitazione di violino, strumento non adatto al weekend di un borghetto dei colli bolognesi..

Dimenticavo di farti i complimenti, ma non preoccuparti, nessuna recensione o commento positivo e...ho già un ragazzo :-)

Un modo equo per ringraziarti del tempo dedicato a "psicoclinicizzare" i miei problemi!

E continua a scrivere, c'è bisogno di medici dissacratori (magari clinici, non chirurghi:-)

Magari un manuale per essere un ottimo paziente

Anna

Simone ha detto...

Quel libro mi piace molto, ma come tante mie cose è stato un po' ignorato da tutto l'universo.

Penso che scriverò sempre in un modo o in un altro, ma ora come ora credo che sia meglio dedicare il tempo a cose più concrete.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Anna,

ho 35 anni e l'anno prossimo, cascasse il mondo, farò il test di medicina.

Cio' significa che non sarò medico prima di aver compiuto 42 anni.

Non spenderò troppe parole, ti dico solo "vai!"
Se quello che senti dentro è forte, non devi avere nessuna paura.
E per cardiologia, ricorda che il mondo cambia; forse tra 6-7 anni, non ci saranno più baronie..non è detto che avvenga, certo, ma neppure il contrario!

un caro saluto
Romina
ps. Ciao Simone :)

Simone ha detto...

Romina: grazie! Però i baroni non esistono già quasi più, il mondo della medicina è già cambiato. Poi non dico non ci siano cose che non vanno ma dovete capire che per un 30-40 enne competere con adolescenti è difficile e se anche non ci fossero raccomandazioni o altro se ci sono pochi posti entrerà chi ha i voti migliori e dovrete competere con persone che hanno medie del 29 e mezzo.

A cardiologia non si entra non per i baroni (che potrebbero esserci o meno) ma soprattutto perché ci sono davanti a noi troppi 20enni più bravi. Se poi pensate di laurearvi prendendo tutti 30 ok ma io non ne sono capace.

Simone

drop ha detto...

Grazie Romina, Artur e Simone per le parole spese..

Posso citarvi quando le persone mi reputano "pazza" perchè desidero ancora passare la "giovinezza" a studiare? Consiglierò di dare un'occhiata al tuo sito
In bocca al lupo a tutti "noi"

Simone ha detto...

Certo, spamma il mio sito più che puoi :)

Crepi il lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Anna, Romina...beh io sono donna, ho 35 anni e quest'anno mi sono iscritta a Psicologia! E' la mia seconda laurea, la prima l'ho presa in traduzione ed interpretazione, a giovane ho seguito la passione per le lingue straniere che comunque è una passione utile per lavorare. Il tarlo della psicologia l'ho sempre avuto dall'adolescenza, ma non ero convinta di fare il mestiere dello psicologo, per quello a 19 non mi sono iscritta. Poi nel 2005, dopo aver già preso la prima laurea e dopo aver iniziato di lavorare, ho passato il test di Psicologia, ma non mi sono iscritta. Non ho trovato il coraggio, mi sembrava una follia, prima mi devo "sistemare". Siamo nel 2012 e alla fine ho detto 'fanculo a tutti, io questa cosa la voglio fare, me la sento dentro, è mia. Test superato e mi sono iscritta, il giorno stesso della mia iscrizione mio padre è stato colpito da ictus, ho passato momenti durissimi e in ognuno di quei momenti pensavo "meno male che mi sono iscritta a psicologia". Leggere i post di Simone mi ha aiutata nella scelta, specialmente quando ho letto di una ragazza che affetta da una grave malattia non poteva decidere nulla della sua vita, era il DNA che aveva deciso per lei...ecco, io ho la fortuna di poter decidere della mia vita e lo farò. Vi dico pure che sono sposata e penso di avere un figlio nei prossimi anni e il tutto si dovrà incastrare con il lavoro e la seconda laurea. Sarò psicologa a 40 anni? E chissenefrega, dovremo lavorare fino a 70 anni! Del resto a 70-80 anni morirò, quindi tanto vale viversela davvero la vita!

Anonimo ha detto...

Ciao. Secondo me siete un po' troppo ottimisti... Iniziare medicina a 30 anni è una follia. Per carità, se una persona è particolarmente benestante può anche intraprendere il percorso a 60 anni, ma altrimenti il mio consiglio è di lasciare perdere. Un medico a 36 anni è di norma nel pieno della propria carriera lavorativa; nel vostro caso, a 36 anni si finisce l'università. Poi aggiungiamoci 1 o 2 anni persi per cercare di entrare in specializzazione e altri 6 per terminare tutto. Alla fine si entrerebbe nel mondo del lavoro (o meglio, NON si entra) a 45 anni... I sogni sono una bella cosa, ma bisogna essere anche realisti... Ci sono già migliaia di giovani medici disoccupati, figuriamoci se si parla di gente "un po' più grande".

Simone ha detto...

Io ho iniziato a 33 ma di medici disoccupati non ne conosco. La specializzazione è pagata meglio di altri lavori e ovvio che non sogno una grande carriera da primario mica sono fuori dal mondo eh!

Poi scusa l'altroi giorno nel tuo commento eri tanto ottimista... ma eri tu o un altro anonimo? :)

Simone