28/12/12

Finire gli studi "tardi", e i progetti a lungo termine.

Puoi anche metterci un po' di più per alzare la media.
Quando ho deciso di iniziare Medicina a 33 anni, la cosa che mi faceva un po' girare la testa era che - nella migliore delle ipotesi - avrei finito all'età di 39.

39 o 40 anni fa più o meno lo stesso. E insomma visualizzarmi a finire un percorso all'età di 40 anni in un momento in cui me ne sentivo 30 appena compiuti mi metteva davvero agitazione.

Era un po' come se iscrivendomi all'università stessi progettando un qualcosa che mi avrebbe portato a passare di colpo una lunga parte della mia vita. Come se stessi per ritrovarmi all'improvviso molto più vecchio, solo per una scelta che stavo per fare.

E questa lettera che ho ricevuto un paio di giorni fa si riallaccia proprio a questo discorso:

Ciao Simone, mi chiamo Irene e sono capitata per caso sul tuo blog dopo che mi è saltata in mente la "pazza" idea di reiscrivermi all'università alla veneranda età di 34 anni.

Mi ero iscritta a Medicina Veterinaria appena finito il liceo ma - aihmè - l'ho abbandonata dopo tre anni per cominciare a lavorare. Sarà stata la voglia di indipendenza, anche economica, lo studio che reputavo troppo impegnativo, la voglia di studiare che via via andava scarseggiando.... e così, per fortuna o purtroppo, ho trovato subito un impiego.

Ma eccomi qui, dopo 10 anni e più, a rimpiangere quello che ho lasciato e soprattutto a non sentirmi soddisfatta di quello che sto facendo ora!

Mi interessava sapere la tua esperienza nell'esserti ributtato sullo studio dopo i 30. La mia maggior preoccupazione è: se dovesse andare bene e riuscissi a dare tutti gli esami nei tempi prefissati, dovrei laurearmi a 40 anni. Tu ci hai mai pensato? E la riposta che ti sei dato? :-)

Irene


Proprio la stessa domanda che mi facevo io, non trovate? Solo che - per quanto mi riguarda - la mia risposta l'ho trovata già un po' di tempo fa:

Iniziare una cosa con l'idea di finirla a un'età molto più "avanzata" è un'idea che mette davvero un bel po' d'ansia e su questo purtroppo non ci piove e ci sono poche risposte da darsi. Ma il fatto è che sia che uno si iscriva all'università, sia che magari cambi lavoro o che continui piuttosto a occuparsi sempre delle stesse cose, gli anni passano comunque.

E più passa il tempo e più rimettersi in gioco si fa difficile, perché invece che 40 anni devi pensare che magari alla fine ce ne hai 50 o 60 o chissà quanti mentre il tempo necessario a realizzare determinate cose rimane sempre lo stesso.

La risposta che mi sono dato io, allora, è che qualsiasi scelta uno faccia purtroppo il tempo non si ferma in ogni caso. E quello che ci spaventa davvero non sono lo studio o il lavoro, quanto purtroppo la vita stessa che in ogni caso va avanti senza aspettare che prendiamo o meno le nostre decisioni.
 
Alla fine insomma i miei 40 anni arriveranno sia se avessi continuato a fare l'ingegnere, e sia adesso che sto studiando per diventare dottore. L'unica differenza qui è che una persona può arrivare a una qualunque età facendo quello che voleva fare, oppure arrivarci portandosi dietro i rimpianti per le cose che non ha provato a ottenere.

Vista in quest'ottica, credo che la scelta sia molto più facile di quanto non mi fosse sembrato all'inizio. E quando avrò davvero 40 anni - magari - ve ne darò conferma.

Simone

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Simone

questa tua frase è da incorniciare:

"L'unica differenza qui è che una persona può arrivare a una qualunque età facendo quello che voleva fare, oppure arrivarci portandosi dietro i rimpianti per le cose che non ha provato a ottenere"

Possiamo stamparla in tutti i quaderni di scuola, in tutte le agende che si regalano in questo periodo e passarla come sottotitolo nei telegiornali?


Anonima Innamorata

TIM ha detto...

Penso che la risposta che ti sei dato vada benissimo. Spesso ragioniamo pensando al tempo che ci rimane per... per fare cosa? il tempo da vivere? e chi ci dice quanto tempo ci resta da vivere!? al tempo che ci resta prima di diventare rimbambito? io ho 52 anni e da mo' che non connetto più bene (seriamente parlando)! Vivere la vita a spizzichi e morsi, cercando di agguantare quante più cose possiamo è insensata! Non si tratta del carpe diem, ma proprio del contrario: avere l'ansia che poi tutto finisce. Se si è fatta la scelta di studiare, non dovremmo dire: è "tardi"; ma "adesso nella vita sto facendo questo, poi farò altro". Ritengo che lo studio non sia solo 'propedeutico' ad un lavoro, ma sia esso stesso attività di crescita, lavoro.

Simone ha detto...

Ok ma voglio i diritti!! :)

Simone

Simone ha detto...

Tim: grazie carissimo, hai scritto delle belle parole!

Simone