27/01/13

Studiare passati i 30 anni: gli altri studenti anziani.

Foto di gruppo il primo giorno di lezione.
Quando ho fatto il test di ammissione per la facoltà di Medicina, le persone oltre 30 o 40 o anche 60 anni erano qualche centinaio: chi lavorava già in un campo simile, chi tornava a una vecchia passione, e chi proprio come me cercava un cambio netto col passato.

Iniziate le lezioni, gli studenti -  come me - "anziani" erano circa un 10%. Su 100 e passa iscritti al mio canale, cioè, ho contato almeno una decina di neo-studenti-aspiranti-dottori che avevano dai 25-30 anni in su. Una cifra tutto sommato alta, e un numero di persone abbastanza vasto da poter fare anche un minimo di gruppo e sentirsi meno estranei a un ambiente generalmente dedicato a chi di anni ne ha al massimo una ventina.

E insomma, devo ammettere che al primo anno di Medicina questa compagnia e queste altre persone che parevano essere - nei limiti del possibile - come me, mi hanno un bel po' incoraggiato. Mi è capitato di pensare che in quello che facevo non ci fosse poi molto di strano, e che lo studio passata una certa età fosse semplicemente un qualcosa che a una ragionevole percentuale di persone capita di intraprendere a un certo punto della vita.

Che poi è proprio così, visto che ve l'ho appena detto. Un 10% degli studenti - ma anche molti di più se parliamo di lauree più brevi - hanno più di 25-30 anni. E non c'è assolutamente nulla di cui stupirsi visto che la vita si è allungata, gli obiettivi delle persone non sono più quelli di una volta, può capitare di dover rimandare a dopo tante cose che si vorrebbero fare prima, e insomma eccetera eccetera per i più svariati motivi che magari io non li conosco ma comunque ci saranno.

E i primissimi tempi, con i miei colleghi "anziani" facevo un po' gruppetto. Se c'era qualche problema a seguire qualcuno ti aiutava, se servivano gli appunti qualcuno te li dava, e insomma sembrava quasi un ritorno all'università ma in una maniera un po' parallela a quella degli studenti "normali", fatta da persone più mature e che nella vita avevano anche altri impegni e altre occupazioni.

Ma - e ora iniziano i ma - questa sorta di equilibrio vetero-universitario è durato poco. Pochino. Poco pochino pochissimo, direi. Purtroppo.

Tra tutte le persone che si ri-iscrivono all'università, la sensazione che ho avuto è che una buona fetta di loro abbandonino dopo la prima sessione di esami. Cioè: uno si crede che iscrivendosi a Medicina la sua vita migliorerà e sarà tutto figo e sarà una cosa stupenda. Poi va a fare gli esami di Medicina, si rende conto che invece la sua vita è diventata veramente un po' una merda, e lascia perdere.

E insomma già al secondo semestre qualcuno non s'è più visto, e al secondo anno eravamo rimasti meno della metà. Durante il terzo anno qualcun altro si è un po' trascinato iniziando ad accumulare esami su esami arretrati, al quarto eravamo in due e adesso - al quinto - sono rimasto da solo. Unico vecchietto rincartapecorito in un mondo di studenti ormai un pochino meno giovanissimi di prima, visto che a Medicina c'è pure chi che - per arrivare al quinto - di anni ce ne ha messi anche 10.

Non che tutti i miei vecchi compagni di studi abbiano mollato: direi che un 30% buono sta ancora seguendo il suo progetto della seconda laurea, ma che essendo rimasti indietro con gli esami sono tornati a iscriversi a qualche anno precedente. Per cui direi - sulla base della mia misera statistica personale - che su 10 studenti anziani ce ne sta uno (io) che va più o meno bene, anche se magari gli altri studenti agli esami prendono solo dal 30 e lode in su mentre a lui lo bocciano pure. Altri tre vanno avanti con calma, ma non mollano, mentre 6 lasciano perdere dopo un periodo generalmente breve.

Lo stesso vale per le persone che ho conosciuto in rete: su una decina di blog di studenti "anziani" che seguivo, si contano sulla punta delle dita quelli che ancora scrivono regolarmente. Che poi abbandonare il blog non significa abbandonare gli studi, ma certo non è che lasci proprio presagire nel migliore dei modi se - dopo tanti progetti e presupposti raccontati per le reti mondiali - da un giorno all'altro sparisci e non scrivi mai più niente, mai più mai.

Per cui, tirando un po' le somme, a metà di questo quinto e (speriamo) penultimo anno mi sento un po' soletto. Più che qualcuno da cui prendere esempio mi sento una specie di caso a parte, e mi sembra anche giusto farlo presente a chi legge questo blog: io ho la fortuna di partire forse da un'altra laurea un po' impegnativa, per cui sapevo già dall'inizio che a Medicina mi aspettavano 6 anni d'inferno e che di romantico, nello studio, non avrei trovato proprio veramente un qatso. Io ho la fortuna di una famiglia che mi appoggia e di un lavoro che ho potuto ridurre al minimo senza quasi conseguenze... a parte buttare al cesso la professione da ingegnere, e smettere per sempre di fare lo scrittore. Ma vabbe': quest'ultima cosa, potremmo anche vederla come un vantaggio.

Io ho la particolare situazione (che non si può chiamare fortuna né sfortuna) di non avere persone che dipendono da me, e di poter scegliere per me stesso magari rinunciando al mio tempo e ad altri interessi, ma senza imporre le mie scelte a qualcuno che poi si troverebbe a pagarne le conseguenze.

Oltre a questo, penso di aver trovato che la mia motivazione iniziale (diventare un medico) si è sposata perfettamente con quello che ho incontrato nella realtà. Cioè, a me non piace studiare e non l'ho mai nascosto a nessuno. Però mi piace fare il dottore, andare in reparto, visitare le persone e dare consigli. E vedere che con lo studio sto realizzando quello che cercavo, è stato sicuramente un forte incentivo a non mollare.

E sarà anche che sono un tipo che non si fa particolari illusioni, ma non ho mai visto la professione medica come un chissà cosa di magico dalla quale poi sentirmi mortalmente deluso, come talvolta succede a qualcuno. Non penso che i dottori salvino la vita alla gggente, come sento spesso dire. Non ho il complesso di mettermi il camice per farmi vedere quanto sono figo col fonendoscopio al collo e l'espressione di quello che gli altri non capiscono un cazzo. E per il dopo laurea non mi sono mai sognato fin dal principio di entrare in chissà che specializzazione ambita, di diventare un chirurgo famoso o di scoprire la cura per qualche spaventosa malattia.

Io mi aspettavo quello che ho trovato, e anzi tutto sommato questa seconda laurea mi sta dando molto di più del preventivato, e non devo tanto stare a fare i conti con sorprese, rimpianti e pure e semplici delusioni.

Ancora, ho avuto il gran sedere di finire in un canale dove gli altri studenti (quelli giovani, dico) mi hanno incoraggiato e aiutato e trattato come uno di loro, rendendo più facile affrontare certe situazioni che da solo sarebbero state isormontabili. Se mi fossi ritrovato davvero a fare tutto da solo per materie come Farmacologia, o con nessuno che mi incoraggiava un po' alla quarta volta che davo gastro... be', forse alla fine era un po' un'altra storia.

Per gli altri studenti anziani, gli altri 9 su 10 del discorso di prima, evidentemente non è andata così e i tanti problemi e semplici necessità che una persona "grande" può avere alle volte devono necessariamente ricevere la priorità. Ma a chi inizia magari adesso e ha trovato queste righe voglio comunque dire di non terrorizzarsi e non preoccuparsi troppo: se avete voglia e desiderio e anche un po' di fortuna è facile che finiate nel gruppetto di quelli un po' più "lenti", ma che alla fine piano piano secondo me ce la faranno lo stesso. Magari con un po' più di pazienza e magari anche meglio se avete scelto una facoltà universitaria meno "lunga" di Medicina ma comunque - come dicevo - è probabile che arriverete anche voi alla fine.

E se invece farete parte di quel 60% che abbandona, io sono convinto che anche solo provarci potrebbe portarvi a capire che cosa volete davvero dalla vostra vita e quali sono le vostre priorità... anche se la risposta potrebbe non essere quella che, all'inizio, vi sareste aspettati.

Simone

37 commenti:

emma ha detto...

Propongo Erasmus over 30, oppure adesivo per l'auto: sono nato <1982 e studio medicina!

Francesco ha detto...

Ciao Simone, leggo da un po' di giorni il tuo blog, addirittura di notte o appena ho un minuto libero (tutti i post arretrati da anni a questa parte).
Io studio Farmacia, ho da poco compiuto 23 anni e mi rendo sempre più conto che non è la facoltà più adatta a me. Ho provato il test già un po' di volte, a partire dal diploma, ma per due anni consecutivi non sono entrato per 0,75 e 0,25. La delusione è stata grandissima soprattutto l'anno scorso, ma non demordo e penso di riprovare di nuovo quest'anno, magari con un esito migliore :).
Per quanto riguarda l'attuale facoltà (Farmacia): all'inizio sembravo contento, fiero della scelta, ma un po' le materie ostiche (tutte le chimiche ecc) un po' le prospettive desolanti di lavoro mi stanno rendendo la vita bruttissima e mi hanno bloccato, nel vero senso della parola, nel dare esami.
Grazie al tuo blog sto riacquistando tantissima fiducia sul mio vero sogno (fare il medico); magari fai un articolo anche su persone, come me, che sono in una situazione di "bilico" sulle scelte ma non hanno più 18 anni :(

Simone ha detto...

Emma: l'erasmus mi sa che non lo faccio, per l'adesivo ci si può pensare :)

Francesco: se ce la metti tutta vedrai che prima o poi entri, alla fine stai studiando anche materie che sono "affini" a quelle del test!

Per il post, ho parlato tante volte della mia scelta e della "crisi" in cui ci si ritrova di fronte a certe scelte... forse però sarebbe un po' difficile essere obiettivi e fare un discorso razionale perché tutto sommato la mia scelta l'ho già fatta e sono di parte. Però mi torna in mente un post anche se non c'entra proprio moltissimo, ora lo cerco e te lo linko qui sotto.

Simone

Simone ha detto...

http://www.simonenavarra.net/2012/02/i-problemi-sbagliati.html

Francesco ha detto...

Grazie mille per il supporto Simone. Ho letto anche l'articolo :) alla fine è tutto come ci racconti tu, qualche anno in più non cambiano la vita, ma ci permettono di realizzare dei sogni. Io ormai ti seguo costantemente e ogni tanto ti "scoccio" con i miei problemi e con la mia ansia di entrare finalmente a medicina.

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
ti avevo scritto qualche tempo fa.
Sono uno studente al 3° anno di architettura che, come Francesco, non ha più nessuno stimolo nel continuare il percorso di studi intrapreso un po per la mancanza concreta di sbocchi lavorativi in quel settore ma, soprattutto, per una grande insoddisfazione nelle materie che studio.
Questa insoddisfazione va avanti ormai da troppi mesi ( piu di 1 anno) e dagli inizi di Dicembre ho preso la mia decisione.
Mi sono iscritto (tramite art. 6) al corso di laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico.
Ho quasi 27 anni e devo ricominciare tutto da capo, inutile dire che la cosa mi spaventa non poco...e non sono mai abituato a fare previsioni troppo ottimistiche ma, quello che so per certo, è che la decisione è arrivata dopo tante valutazioni (soprattutto dei lati negativi) e quindi è arrivata con grande consapevolezza. Quindi sono contento di aver deciso e scelto una facoltà che si sposa bene con le mie esigenze personali e attitudinali.

Quindi anche io sono uno "studente anziano", ho 27 anni e so già che a Settembre, ammesso che io superi il test, mi ritroverò con ragazzi poco più che 18enni...ma, informandomi, ho visto che ci sono anche molti 30enni! Quindi poco male!

La forza di ognuno di noi, a mio avviso, sta nell'avere il coraggio di affrontare un cambiamento anche se spaventa.

Luca

Simone ha detto...

Luca: insomma hai iniziato e ti trovi bene? Spero che continui alla grande, ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao Simone,
inizio a Marzo (II Semestre) e poi a Settembre farò il test. Ma se riuscirò a darmi tutti gli esami previsti dal II semestre a Giugno mi sarò tolto mezzo anno di corso...e non mi sembra poco!

Inoltre io l'ho fatto soprattutto per capire se il corso fa per me (e, così, da esterno direi di si) e le mie attitudini verso la materia arrivando da tutt'altro ambito.

Sono molto deciso sulla scelta anche se non propriamente ottimista, ma credo faccia parte di una sorta di demoralizzazione fisiologica dopo 4 anni quasi buttati.

Comunque ti farò sapere come mi troverò! Grazie a te delle cose interessanti che scrivi.
Un sauto
Luca

Anonimo ha detto...

ciao simone, sono un tuo collega del sesto anno...

volevo chiderti: hai trovato medicina più difficile o facile rispetto a come te la aspettavi prima di iscriverti?
io me lo chiedo ma non so darmi una risposta...

Simone ha detto...

Luca: ok allora facci sapere!

Anonimo: molto più difficile per quanto riguarda la teoria (non mi aspettavo esami così mnemonici o un nozionismo tante volte così fine a sé stesso) e più facile per quanto riguarda la pratica. Pensavo che certe "abilità" mediche fossero obbligatorie per laurearsi, invece sono solo facoltative e solo se vai a cercarti il reparto e l'ambulatorio adatti per imparare.

Tutto sommato mi aspettavo comunque meno fatica :)

Simone

acul ommos ha detto...

Però ci sono anche i bravi ragazzi che studiano in mansarda...
Assenti durante l'anno magicamente li trovi in sede d'esame, o vanno a palpar mammelle al tirocinio...
bravi ragazzi!

Dama Arwen ha detto...

Questo post mi è piaciuto un sacco.
E risponde a una domanda che mi facevo da tempo, ed era appunto se c'erano altri "studenti anziani" e se riuscivano a stare al passo come te coi corsi.

:-)

Anonimo ha detto...

Bel post!
C'è invece nella tua facoltà qualcuno che ha iniziato a 19 anni e continua a frequentare pur avendo sui 35 anni (tipo)ed è iscritto tipo al 4 o 5 anno?
Ciao

Simone ha detto...

Anonimo ciao: penso che non siano tantissimi ma qualcuno ogni tanto lo vedi... ma mica solo a Medicina anche in altre facoltà.

SylBahiana ha detto...

Grande Simone, ho letto il tuo post volentieri...come sempre. Io, come sai da FB, sono una delle studentesse anziane (31) 'in corso' e che starà nei 5 anni per finire psico esaurendomi ma va bene così (in un uni dove c'è l'obbligo di frequenza 6 ore al giorno fisse...e anche questo fa la differenza). Eh si, siamo soggetti un po' rari! Anche io avevo due compagne 'over 30... la prima ha lasciato, la seconda dopo il triennio si è presa una pausa perché la vita le richiedeva altro...non so se continuerà il percorso. Ora ho una cugina che ne ha 40 ed ha iniziato l'uni, sono tanto felice per lei perché ha dato il suo primo esame ed è andato bene!!! Tanta stima per chi ce la mette tutta, qualsiasi sia l'obiettivo (sempre nell'ottica di un sano realismo). Ciao, Sylvia

Simone ha detto...

Grazie Silvia. Anche io leggo con piacere i tuoi commenti, fa piacere sentire qualcuno che fa e pensa le stesse cose che capitano a noi :) in bocca al lupo a tua cugina!

Simone

Francesco ha detto...

Tanta tanta stima per chi come te Simone riesce ad andare avanti con sto corso di laurea nonostante l'insopportabile nozionismo, e tutte le intili pappardelle che sei costretto ad imparare a memoria (per poi dimenticartele 1 ora e mezza dopo aver dato l'esame). Quindi mi chiedevo, sei davvero riuscito ad arrivare in fondo (o quasi :) ) soltanto con la forza che ti dava il desiderio di diventare dottore? Ma come hai fatto/fai ad essere sicuro che questo mestiere sia come te lo aspetti? (visto che purtroppo in italia durante i 6 anni non ti fanno fare pratimente nulla di applicato...) io sono bloccato... e nonostante sappia che non ho qualcos'altro che mi piaccia o che mi interessi di più della medicina, e nonostante ritenga che fare il medico possa davvero essere una gran bella professione per numerosi motivi non riesco più a reagire. Sinceramente non mi va di "non vivere" per altri 5 anni per dover preparare sti esami. Nella tua motivazione quanto è stata importante il volontariato con la croce rossa? Quali sono le altre cose che ti hanno dato la carica per andare avanti?
un saluto a tutti
Francesco (2)

Simone ha detto...

Francesco: io vado spesso in reparto per cui di applicato vedo molto... certo ora se sei al primo anno studi soltanto in reparto ci andrai dalla fine del terzo anno per i primi tirocini, e dal quarto anno per conto tuo.

Certo l'aspetto pratico è principalmente facoltativo, e il peso principale sono gli esami e i voti che prendi mentre la pratica è molto in secondo piano... ma un'idea di come sarà il lavoro te la farai.

Quando sto in crisi o non ho voglia di studiare (sempre insomma) ripenso alle motivazioni che mi hanno spinto a iniziare, ma non posso mica darti le mie: io volevo una vita diversa da quella che facevo... tu invece perché volevi fare il dottore? Ma non devi dirlo a me o convincere me, cerca piuttosto di ricordartelo, e studia per quello.

Simone

Marco ha detto...

Già...

Vale anche per me! Quando sono in crisi o non ho voglia di studiare (anche per me sempre), penso alle motivazioni che mi hanno spinto ad iniziare.

Quest'anno ne faccio 31 e sono al 3°...e non riuscirò ad iscrivermi al 4°.
Farò il ripetente al 3°. E dover "perdere tempo" sapendo che si parte già in ritardo è...decisamente frustrante e demoralizzante.
Ma d'altra parte, non voglio perdermi d'animo e ritorno a pensare alle motivazioni e alla mèta da raggiungere. E allora vado avanti, col mio (lento) ritmo e (ancora) con la stessa convinzione e motivazione.
Certo, come anche Simone ha notato, il carico di studio non è cosa che facilità "i lentoni" come me, ma finché c'é la motivazione giusta (e, cosa non da poco, i fondi economici), si va avanti!

Marco

doc.francesco ha detto...

siamo sulla stessa barca!! :)

Simone ha detto...

Doc: grande!!! :)

Pierpaolo. C ha detto...

Ciao Simone se posso darti del tu : )
mi chiamo Pierpaolo, ho 23 anni, sono uno studente al 5 anno di giurisprudenza. Sono intenzionato conseguita questa laurea a iscrivermi a Medicina qui a verona. Praticamente comincerei a 24/25 anni. Stavo in realta pensando di provare il test gia quest'anno iscrivendomi poi se mai lo superassi (cero in chiesa :) )con riserva e concludere ovviamente questa laurea in giuri. Probabilmente ti sembrera ridicolo che io gia mi sento vecchio ma il fatto è che c'e tanta gente che cerca di scoraggiare. I miei genitori mi appoggiano e mi sostengono ma tutti gli conosocenti etc sono abbastanta demotivanti. Tu cosa ne pensi? si sente molto lo stacco di eta rispetto alla media? Vieni trattato in maniera diversa dai prof e studenti? C'e poi possibilita di trovare lavoro? Scusami se ti sembro polemico ma è solo per sapere e conosocere. Detto questo ti faccio i migliori auguri per il tuo futuro, e complimenti per la tua scelta. Buona giornata.

Simone ha detto...

Pierpaolo: ciao!

Iniziare a 25 anni ti dà praticamente 8 anni di vantaggio su di me! I tuoi sono anche dalla tua parte, a me hanno aiutato però non è che fossero proprio tanto "positivi", ecco... insomma meglio di così che vuoi? :)

Se tra 7-12 anni troverai lavoro come specialista sinceramente non saprei proprio dirtelo... non so tanto come funziona nemmeno adesso. Certo tutti 'sti medici sotto i ponti io non ne vedo :)

Simone

Pierpaolo. C ha detto...

Ciao grazie mille per la risposta. Volevo provare ancora a chiederti un ultima cosa per quanto sia prematuro e assurdo che io ne parli adesso. E' vero che se uno si laurea a 30 anni o comunque dopo i 30 anni le specializzazioni chirurgiche sono precluse? Grazie ancora se risponderai e buona fortuna per tutto. Volevo comunque chiederti se fosse possibile tornare in futuro a chiederti informazioni circa il corso etc sul blog senza disturbare troppo. Ciao : )

Simone ha detto...

Pierpaolo: ma queste cose chi ve le racconta? Non mi pare che sui bandi per i concorsi di specializzazione sia mai stato indicato un limite di età. Puoi pure farla a 60 anni... poi magari tempo che operi per conto tuo sei morto di vecchiaia, ma quello è un altro conto :)

Simone

Anonimo ha detto...

ciao,il bello di fare un corso universitario dopo i 25 e soprattutto dopo i 35 è che guadagni in consapevolezza. Quando siamo grandi dobbiamo essere organizzati perché ormai la vita ci chiede troppo e quindi tra spese, lavoro (anche eventuale), famiglia ecc uno impara a organizzarsi, inoltre non guardi più le materie come una mappazza da inghiottire per l'esame ma come una cosa in più che stai imparando.

Io dall'inizio ho fatto amicizia sia con i più grandi che con i più piccoli (magari quelli più maturi mentalmente) che per fortuna ci sono anche se tutti dicono che i giovani sono tutti da buttare.

Auguri a tutti

Anna Maria

Simone ha detto...

Anna Maria: infatti è vero. A 30 anni o più hai una consapevolezza che prima non immaginavi. E le cose assumono tutta un'altra prospettiva.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao, leggo spesso il tuo blog soprattutto quando mi viene un certo sconforto perché a 28 anni sono al 2 di tecniche ortopediche ( dopo due lauree in ambito dei beni culturali e in po di anni di lavoro) io.non ho avuto il coraggio di intraprendere medicina a 27 anni ma sono soddisfatta d ciò che ho scelto. Certo ti stimo moltissimo! Complimenti

Simone ha detto...

Grazie, in bocca al lupo!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Simone, grazie per il tuo articolo che per gente come me, che si trova in piena crisi esistenziale, è davvero utile. Sono un architetto di 28 anni, ma non lavoro perché la situazione lavorativa è davvero difficile. Quello che ho studiato mi piace, ma sento che la mia passione è quella di fare il medico, l'ho sempre saputo in realtà, ma dopo aver tentato infruttuosamente il test di ammissione da neodiplomata e aver seguito inutilmente per un anno il corso di medicina (tramite art. 6) quando avevo 19 anni, ho accantonato il sogno di diventare medico, per troppa paura e perché ormai scoraggiata.
Oggi vorrei riprovarci, ma ho ancora tanta paura, forse anche di più, però non vorrei ripetere lo stesso errore. Il problema è che mi sento ormai "vecchia" e perché so che lo studio universitario è totalizzante, nel senso che non lascia spazio ad altro. Non ho paura dello studio in sè, sono abituata allo studio, ma del fatto che finirei gli studi oltre i 35 anni. Per fortuna anche io ho una famiglia che mi appoggerebbe e sosterrebbe economicamente e non persone che dipendono da me. Ho tanta paura di cambiare vita e rimettermi di nuovo in gioco, senza avere certezze per il futuro.
Grazie in anticipo per i consigli che vorrai darmi. In bocca al lupo per il tuo percorso,
Mara

Simone ha detto...

Mara: io ho iniziato a 33 anni, per cui riguardo ai "tempi" stai già meglio di me :) Per il resto è una scelta difficile e solo tu puoi decidere. A provare non ci si rimette nulla, sempre se non ti fai prendere dallo "sconforto"... per cui insomma ragiona con più serenità, e poi scegli.

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao, io ho superato i 30, sono già laureato magistrale in biologia, l'anno scorso ho tentato il test d'ingresso alla facoltà di medicina e quest'anno proverò di nuovo... ci avevano diviso per fasce di età, nella mia aula ci saranno state circa 30-40 persone over 30.
Dopo essermi laureato ho sperimentato che la ricerca o il laboratorio non faceva per me, anche perché qui in Italia non ci sono possibilità di sopravvivenza in tal senso, ti chiudono le porte in faccia, ed anche i concorsi per le scuole di specializzazione per noi ora sono bloccati.....Ho sempre avuto la passione per la medicina, per la clinica, per lo studio dei casi clinici, per l'anatomia, la patologia; ma non è una semplice passione ma anche un desiderio di capire, imparare e cercare di risolvere e trovare una soluzione.... mi sento in una condizione di limbo ora, quelle in cui ti senti né carne né pesce ed hai le mani legate. Spero veramente di farcela quest'anno.
Simone il tuo percorso da conforto e coraggio a tutti quelli che come me decidono di voler migliorare, imparare o dare una svolta al proprio percorso, e non è facile perché dopo i 30 ci si può sentire soli e scoraggiati. In bocca al lupo per il tuo percorso
Carlo

Simone ha detto...

Grazie, e in bocca al lupo anche a te! :)

Simone

Giulia ha detto...

Simone come ing. sicuro te la cavavo già egregiamente con matematica logica ecc ma il test è stato difficile? Riprendere gli alphatest a 27 anni fa strano riprendendo chimica biologia e matematica base, ma in 4 mesi essendo in effetti un ripasso è secondo fattibile? Avranno precedenza di ammissione le età inferiori? Io sono psicologa abilitata lo studio non mi spaventa e mi è sempre piaciuto ma volevo anche io cambiare rotta... Scusa le varie domande ma visto la tua motivazione e il realismo di questo splendido post sicuramente potrai darmi qualche consiglio a 4 mesi (poco meno) dal test. PS mi sono iscritta anche ad un corso pre test che si terrà luglio agosto

Grazie infinite dell risposta!

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti. Leggendo un pó di cose sul blog che mi sembra davvero interessante e comunque trattante argomenti che sono problematiche purtroppo attuali vi espongo la mia esperienza. Faccio 30 anni a maggio. Mi sono laureato in farmacia il luglio scorso, abilitato. Perché ho deciso di fare farmacia? Per un discorso di prestigio, di bei soldi e così via. Vi dirò secondo me cosa manca in Italia. L'orientamento. Uno esce dopo le superiori e decide di fare l'università. Ma non sa assolutamente a cosa va incontro. Il fatto di poter fare e rifare gli esami spesso 3 volte all'anno ti porta spesso a sottovalutare il tempo. Posticipare 1 esame significa aumentare la probabilità di posticipare la data di laurea. Insomma a volte si finisce per parcheggiarsi all'università. Ma in Italia la laurea molto spesso si sceglie in base alle opportunità lavorative, perché chiunque vuole avere una vita agiata. Ovviamente c'è anche chi ha le idee chiare. Sa cosa vuole e lo fa velocemente. A mio parere comunque in Italia bisognerebbe rinnovare del tutto il sistema universitario. Eliminare le lauree doppie come ctf e farmacia e farla diventare una unica laurea. Ma vi rendete conto che i ctf fanno 6 mesi di tirocinio in farmacia? Un ctf può comunque lavorare in farmacia ma studia anche le sintesi dei farmaci quindi è più orientato all'industria. Ora il settore è saturo. Titolari assumono pochissimo e ci si ritrova a 30 anni con una laurea inutile. Fortuna che almeno ci sono le parafarmacie nelle gdo che potrebbero rappresentare una salvezza. Mi è capitato pochissimo tempo fa di leggere di un'azienda che ricercava per stage un neolaureato con master in farmacovigilanza. Vabbé io consiglio a chiunque voglia intraprendere una laurea di pensarci a fondo, molto a fondo. Di non lasciarsi prendere dall'entusiasmo e di interpretare la realtà con coraggio. Oggigiorno non si può più vivere sugli allori e starsene a casa dipendendo dai propri genitori è molto spesso la norma. Grazie.

Avvocato Siciliano ha detto...

Salve a tutti.
Mi complimento con Simone e con tutti Voi per i contributi letti, frutto di esperienze di vita diversissime e portatori di un desiderio /dubbio: inizio studi medicina in " tarda età".
Brevemente su di me: 30 anni, avvocato, studi universitari condotti con sufficiente passione da quando, al 2o anno, trovai la motivazione per studiare , abilitazione forense al primo colpo ed attestati di stima per il mio lavoro. Problema : ho capito che non fa per me, ed ho cominciato a virare per i concorsi pubblici, annessa frequenza, e prossimo conseguimento, di un master di II livello in diritto amministrativo.
Ulteriore problema: studiando per un impiego pubblico, secondo me, si può in effetti accedere a lavorare nella p.a.; per quanto riguarda, invece, la dirigenza pubblica, senza la cd. pedata è alquanto difficile.
In entrambi i casi, comunque, so a priori che non mi sentirei soddisfatto della mia vita, nel primo caso per il fattore economico e poco stimolante (ufficio, progressione verticale quasi inesistente e basta), nel secondo caso per i compiti, (organizzazione della p.a.) ,che mi sono accorto non interessarmi più.
Peraltro, il fatto di essere sbattuto ovunque in Italia per svolgere un lavoro che non fa impazzire.....
Orbene, secondo voi, una spiccata, molto,curiosità intellettuale, potrebbe essere sufficiente per intraprendere gli studi di medicina per poi, presumibilmente, appassionarsi ad uno dei tantissimi saperi di questa branca?
Da ultimo, prospettive di lavoro nel pubblico o nel privato, considerata l'età " avanzata" di questo ipotetico medico grandetto?
Ringraziamento anticipato a chi avrà il buon cuore di rispondermi.

Anonimo ha detto...

Caro avvocato trentenne, per studiare medicina deve avere una buona conoscenza della chimica e della biologia. Se ha delle difficoltà dovrebbe farsi dare una mano e raggiungere una conoscenza completa per il test. La logica é solo esercizio. Come vede la curiosità intellettuale non é tra i requisiti per superare il test. Semmai lo é per diventare medico ma quello é un passo successivo.
A presto