03/04/13

Da Ingegneria a Medicina, perdendo due anni? Il dubbio di Daniele.

In alcune culture, 2 anni equivalgono a 24 mesi.
Ciao Simone, sono Daniele e ti seguo assiduamente ormai da un annetto!

Ti spiego meglio: mi ritrovo troppo in quello che scrivi. Anch'io - come te in passato - sto studiando Ingegneria. Però Elettronica.

Beh, io c'ho 21 anni e sto al secondo anno. Dirai "beh dai, l'anno prossimo ti laurei!". Macchè! Sto a 3 esami fatti: Inglese che me l'hanno abbonato col Trinity (si, millanto un esame che non ho nemmeno sostenuto! :P), Metodi Matematici (un esame della Madonna che comprende Analisi 2 e Complessa, dalle curve alle Trasformate di Laplace, tanto per capirci) ed Elementi di Elettronica, che per quanto l'ho studiata a cazzo è un miracolo se so cos'è un transistor! E l'andazzo non sembra migliorare.

Sto in Croce Rossa dai 18 anni appena compiuti. Mettici pure che al liceo l'unica materia che è stata fatta bene (in cui, appunto, sono uscito col 10) era Biologia, e proprio negli ultimi 2 anni si è studiata l'anatomia e la fisiologia umana (per quello che possa significare studiare 'ste cose ad un liceo scientifico). Beh, è stato quasi amore!

Dall'altra parte però c'era sempre quella "passione" (è virgolettata, sì, perchè non so più come definirla) per tecnologia, l'informatica. Allora la scelta era tra le 2: mi godo l'estate e vado a fare Ingegneria Elettronica pur non avendo mai fatto matematica al liceo ("eh sì, tanto sono uscito con 94 che vuoi che sia, sarà na cazzata come al liceo") o mi metto sotto torchio 'sti 3 mesi, provo il test di ammissione e mi butto in questa nuova "cosa" che ho scoperto piacermi?

Sono pigro, ti dico solo questo. :)

Insomma, ti ho già rotto le palle abbastanza, vedo di concludere: sono arrivato al punto di aprire il libro di Telecomunicazioni o di Elettronica Analogica e dire "Madonnacheppalle" (si, tutt'attaccato) e questo mi porta a non capire se sono io che non vado o che altro, perchè queste materie si, mi piacciono, mi affascinano, ma non le so studiare e non mi piace studiarle.

L'anno scorso l'ho pure provato il test di ammissione a Medicina, ma c'ho studiato 3 settimane, a tempo perso dopo i turni da full immersion in Croce Rossa. Il risultato? Uno schifosissimo 32,75.

Insomma, non so se riprovarci ora, più in là o non riprovarci affatto. Il cuore mi dice di riprovarci SUBITO, ma la mente e la coscienza verso i 2 anni di Ingengeria, oddio ma nemmeno di Ingegneria, verso i soldi cacciati fuori dai miei per mantenermi (inutilmente) fuori sede.

Dopo tutto 'sto sfracassamento di palle che ti ho scritto, chiedo consiglio a te, che magari 'sta cosa l'avrai pensata qualche volta.

Ti chiedo scusa se ti ho preso come psicologo personale, ma ti ho scritto tutto così, di getto, come mi veniva, senza rileggere niente. Non ti conosco, ma leggendoti oramai ti ho preso come un vecchio amico.

Ok, s'è fatta l'una e 10, buonanotte dottore...

Daniele

22 commenti:

Simone ha detto...

Io a Daniele ho detto che, avendo fatto così pochi esami, forse davvero non è una buona idea continuare ingegneria... e se ha intenzione di impegnarsi come si deve può essere sensato provare con medicina.

Voi che ne pensate?

Simone

Anonimo ha detto...

Io ho passato una storia simile un anno fa. Dopo due anni di Medicina l'ho mollata per Ingegneria. Il mio consiglio è cambia: oltretutto, visto come non hai combinato nulla finora a Ingegneria, più che buttarli gli anni li risparmi. Fa quello che ami e non puoi sbagliare.

Valerio ha detto...

Se fossero stati due anni proficui capirei di più il dubbio. Però, se posso permettermi, bisogna entrare nell'ordine di idee che a livello di materie universitarie, specialmente di area non umanistica, la passione se non si ha voglia di "farsi il mazzo" non basta mica.

Simone ha detto...

Sono d'accordo con voi. Soltanto chiarirei che (secondo me... ma manco tanto) Medicina è più una facoltà umanistica che una facoltà scientifica. Di "scienza" c'è un minimo di roba al primo anno, poi dopo gli esami sono elenchi di roba tipo quelli di Legge o Storia.

Simone

Valerio ha detto...

Beh, l"area medica" è da sempre un po' a parte tra lo scientifico e l'umanistico, ma in ultima analisi la comprensione dei meccanismi fisiopatologici non può prescindere da nozioni di fisica e, almeno sommarie, di chimica, e lo studio dell'anatomia e della microbiologia hanno comunque una connotazione scientifica; non a caso con la riduzione dei dipartimenti di due anni fa dove si è accorpata lo si è fatto con la mia (farmacia, per esempio qui a Roma, alla Sapienza anche con psicologia), accorparla con lettere o legge sarebbe sembrato un po' più azzardato....

Vero ha detto...

Ciao, lo dico?? Lo dico: istituzioni di matamatiche 1 bocciata 4 volte, istituz. 2 passata subito, statica, passata subito, scienza delle costruzioni 6 e dico 6 bocciature una dietro l' altra, se ce l' ho fatta io può riuscirci chiunque. Basta avere la testa dura, non come me eh...e prenderla come una sfida, tu mi bocci e io sarò il tuo peggior incubo!
Quando si dice la mente matematica.... :)
Veronica

Anonimo ha detto...

Caro Daniele,

se Medicina è la tua passione e il tuo sogno, fai bene a cambiare. Sei ancora giovanissimo.
Tuttavia, ti invito a riflettere su un paio di cose. Da medico, posso dirti che medicina è una facoltà che richiede grande impegno e costanza. Dovrai studiare molte ore. Certamente, una buona preparazione in biologia e chimica ti aiuterà ma non credere che troverai la strada spianata. L'anatomia e la fisiologia che ti troverai a studiare richiederanno una grande integrazione, anche se le avessi fatte in maniera eccellente al liceo.
Ti vorrei anche invitare a riflettere se si tratti di una questione di reale disinteresse verso ingegneria e di grande amore per la medicina oppure se tu stia cercando una strada più semplice di fronte agli ostacoli che quasi tutti gli studenti affrontano (cioè, il fatto di passare ore e ore su una sedia a leggere, rilegger, memorizzare). Anche a medicina, studierai materie che non ti coinvolgeranno in maniera particolare , così come capita a quasi tutti gli studenti qualunque sia la facoltà che frequentino.
A mio giudizio, nello studio universitario sono importanti tre elementi: interesse per quello che studi sul momento, grande spinta a raggiungere un obiettivo e una buona dose di costanza e impegno. Nel caso dello studio della medicina, ovviamente l'obiettivo è diventare medico. La partecipazione alle attività della Croce Rossa potrà esserti d'aiuto nel chiarire se la medicina è la tua vocazione, mettendoti a confronto con la quotidianità che un operatore sanitario si trova davanti ogni giorno. E così, potrai almeno capire se tu abbia uno dei tre elementi di cui parlavo prima. D'altra parte, per tua stessa ammissione, nutri una grande passione anche per la tecnologia e l'informatica eppure ora ti trovi in crisi nello studio di quelle materie.
Insomma, come ti ha già suggerito Simone, valuta in maniera attenta ogni aspetto, dall'impegno all'interesse, e poi decidi con serenità.
Spero di esserti stato utile. Nel caso ti occorressero altri chiarimenti rimango a tua disposizione, approfittando dello spazio che Simone mette gentilmente a nostra disposizione.
M.

Simone ha detto...

Vero: anch'io ho fatto tutti gli esami di ingegneria almeno 2 volte... però alla fine ho finito in regola il problema non è essere bocciati ma non andare proprio avanti, credo.

M: grazie a te per il gran bel commento!

Simone

Vero ha detto...

Ecco, si, il mio commento "sopra le righe" in realtà lo era molto meno, volevo porre l' attenzione sull' essere determinati nel raggiungimento dei propri scopi, sapendo che le difficoltà ci saranno sempre (anche diverse da ciò che ti aspetti) ma, con la consapevolezza che non si può controllare tutto, avere la costanza e il coraggio di affrontarle una per una, sia che si tratti di università o di altro. Ovviamente è la via più difficile ma credo sia una buona scuola di vita. L' atteggiamento rinunciatario è un circolo vizioso, cominci con piccole cose e poi ti accorgi che è diventato il tuo modo di essere, i piccoli problemi si ingigantiscono e alla resa dei conti, per non aver avuto voglia di agire, ti ritrovi con niente.
Veronica

Anonimo ha detto...

Tanta gente ti chiede aiuto o consiglio avendo già le idee chiare dentro di sé... Beato te che riesci ad essere un idolo per tanti "indecisi"=)
Nella vita, finché possibile, è meglio seguire le proprie passioni a parer mio. Trovare la propria strada non è mai tempo perso. Al massimo continuare nella strada sbagliata può significare non solo perdere tempo ma anche condannarsi ingiustamente ad un'agonia.
Io auguro a Daniele di entrare in Medicina e di trovare in essa la sua strada.Lavorare senza passione è come condannarsi ad una morte lenta e non certo dolce...
Auguro a te invece, Simone, di continuare sempre ad essere un esempio di forza e tenacia per chi crede che in età adulta (ma a questo punto anche da ragazzi =D) bisogna solo continuare a vivere piuttosto che riprendere a vivere!
Nicolò

Daniele ha detto...

Ciao ragazzi, sono Daniele, l'autore del post. Per prima cosa vi ringrazio tutti, da Vero a Simone, passando per i vari "Anonimi". In secondo luogo vi spiego un pò più nel dettaglio: non è che io mi faccio bocciare agli esami, è proprio che non li provo, o se li provo non li consegno! Purtroppo, per mia natura, se non imparo bene l'argomento non sono mai sicuro di riuscire a dare l'esame, quindi penso "tanto vale che me ne sto a casa" e sopratutto, sapendo di non aver imparato nulla, non mi va nemmeno che l'esame mi sia "abbonato". Tant'è che l'esame di Elettronica ero quasi indeciso di rifiutarlo, ma non tanto per il 18, me ne frego, più che altro perchè sapevo di non averla imparata l'elettronica... Quindi cosa mi certifica quell'esame, l'aria fritta? E oramai, anzi, già dall'anno scorso, sto capendo che queste materie, vuoi per predisposizione mentale, vuoi per mia stupidità, vuoi che non ho mai dovuto studiare matematica e fisica quindi non so come ci si comporta, non so studiarle e ne sto lentamente prendendo atto. Certo, se mi ci metto l'esame lo faccio (vedesi Analisi 2), ma quanto mi rimane poi? Poco, allora concludo che non sono materie per me e non mi va di stare a prendere per culo me stesso e un mio futuro datore di lavoro.
P.S.: da queste parole, Medicina può sembrare la seconda scelta, ma fidatevi non è così, è solo l'"unica altra scelta" che mi piacerebbe intraprendere, arrivata "seconda" (se vogliamo) solo per quel maledetto test combinata alla pigrizia post-maturità. :)

Simone ha detto...

Nicolò: grazie, che bell'augurio! :)

Daniele: scusa ma non avevo capito questa situazione! Guarda che sei completamente fuori strada!!!

Gli esami che farai all'università sono più delle pratiche burocratiche che altro. Tutti gli studenti si scordano quello che hanno studiato dopo poco. Andare lì pensando di dover sapere per forza tutto è una cosa che possono permettersi solo il 10% degli studenti e questo 10% probabilmente studia troppo rispetto al dovuto, mentre le persone "normali" per forza di cose non riescono a imparare e memorizzare ogni cosa.

Nessuna materia ti rimarrà mai impressa dopo l'esame, ma d'altro canto quasi nessun esame che darai sarà veramente utile durante il lavoro. A ingegneria fai calcoli e progetti poi il lavoro sono contratti, amministrazione e code alla posta o al comune.

Svegliati l'università non è la vita vera e gli esami sono solo nozioni da ripetere in un dato giorno per poi scordarsene allegramente, non prenderai mai nessuna laurea se non cambi modo di vedere le cose... ma al contrario se lo fai potrai prendere tutte le lauree che ti pare :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, da medico non concordo con Simone quando afferma 'l'università non è la vita vera e gli esami sono solo nozioni da ripetere in un dato giorno per poi scordarsene allegramente'. Chiaramente, a distanza di tempo dimentichi una parte delle nozioni apprese. Tuttavia, ti rimane una forma mentis e una buona dose di nozioni. E se hai studiato bene e compreso appieno, ripassare gli argomenti dovrebbe farteli tornare alla memoria. Certo, dopo trent'anni di pratica un cardiologo ricorderà poco delle nozioni ultraspecialistiche di neurologia che ha memorizzato per l'esame. Tuttavia, se egli è un bravo medico prima che un buono specialista saprà riconoscere, a meno di patologie rare, i sintomi e le caratteristiche delle affezioni neurologiche e questa capacità è frutto degli anni di studio. Il bravo medico è colui che sa fare ma anche colui che possiede una vasta conoscenza e memoria.
Un altro discorso è l'esortazione a Daniele di studiare senza rincorrere dannosi perfezionismi. Ritengo che bisogna impegnarsi con metodo e dedizione, ma avere la certezza, il giorno prima dell'esame, di sapere una materia al 101% è controproducente. Non invito Daniele a andare a tentare gli esami dopo una rapida e sommaria lettura dell'indice. Lo esorto piuttosto a comprendere che al termine di un lungo periodo di studio l'esame è quasi doveroso sostenerlo prima di tutto per se stessi. Per quanto tu possa ben simulare le condizioni d'esame, sostenere un vero esame è una cosa totalmente diversa rispetto a ripetere o svolgere esercizi. Sostenere l'esame diventa cos' una parte dell'apprendimento per comprendere se tu stia studiando nel modo opportuno o meno.Inoltre, in tutti i percorsi di studio esiste una curva di apprendimento. Perciò, caro Daniele, se studi con impegno, costanza e interesse al termine dell'università uscirai con un buon bagaglio di conoscenze. Questo non toglie che ci siano persone più dotate di altre e che alcuni di noi siano più portati di altri verso alcune materie. Quello da cui ti vorrei mettere in guardia è il pericolo che tu ti iscriva a medicina e non vada a sostenere gli esami perché non sei convinto di ricordare ogni singola minuzia oppure che tu vada in crisi se prenderai un paio di voti al di sotto delle tue aspettative. I problemi che stai incontrando a Ingegneria potresti trovarli tali e quali a Medicina.
Forse, Daniele, dovresti comprendere se il suo desiderio di cambiare facoltà sia legato a un reale disinteresse verso l'ingegneria e a una forte passione per la medicina, o piuttosto non sia la reazione a ostacoli che più o meno tutti gli studenti si trovano davanti.
Un ultimo suggerimento riguarda le difficoltà che Daniele riferisce a proposito dello studio di matematica e fisica. Potrebbe valutare l'opportunità di studiare insieme a altri colleghi, chiedere consigli ai docenti o frequentare lezioni privatamente. Spesso si tratta soltanto di acquisire il giusto approccio e metodo di studio. Il lato economico delle ripetizioni potrebbe essere un elemento negativo, ma credo che i costi per la frequenza di una facoltà di medicina siano più alti di quelli di una di ingegneria. Perciò, se la famiglia di Daniele è pronta a sostenerti nel caso di cambio di facoltà, penso sia ugualmente disposta a supportarti con lezioni private. Inoltre medicina dura come minimo un anno in più di ingegneria, il che significa un anno di tasse in più!
In bocca al lupo per le tue decisioni
M.

Vero ha detto...

Ciao Daniele, che il problema fosse l' università in se e solo in seconda istanza scegliere tra ingegneria e medicina era piuttosto chiaro, non entro nel merito se ing. o passare a med., hai sul piatto due facoltà molto settoriali, o vuoi fare l' ingegnere o il medico. E' una scelta che devi fare tu e ti auguro di farla da solo, con la tua testa.
Secondo me però prima di decidere quale facoltà, dovresti capire SE fare l' università, la stai prendendo troppo seriamente, ogni studente che si rispetti ha fatto figuracce, è stato bocciato, ha perso tempo, si è lamentato, ha maledetto il giorno dell' immatricolazione, ha avuto paura, quella paura che ti annebbia il cervello e ti impasta la bocca, ma poi passa e ti rendi conto che non era poi così difficile.
Hai mai guardato negli occhi un prof. ad un orale? Ha lo sguardo vacuo e raramente ascolta ciò che dici sennò potrebbe impiccarsi dalla noia delle cacchiate che sente ad ogni appello e tu vorresti studiare più dello stretto necessario sapendo che alla resa dei conti non ti ascoltano neanche?
Prenditi meno sul serio, studia e vai a dare gli esami, ma goditi i tuoi 21 anni con leggerezza, finito il limbo universitario avrai molto da imparare e stavolta dovrai farlo in fretta e sul serio.
Ci sono poche cose di cui si deve aver timore nella vita, nessuna di queste la troverai in un' aula universitaria durante un esame :)
Veronica

Anonimo ha detto...

Concordo con Simone nel momento in cui dice che l'università non è la vita vera. La vita vera sono i pazienti che stanno male e hanno bisogno di cure e attenzioni, per lo meno per ciò che riguarda il lavoro di un medico. Le conoscenze servono ma è impossibile ricordare il programma da cima a fondo il giorno dell'esame, figuriamoci dieci anni dopo! Inoltre sapere è molto importante, ma è il saper fare che spesso fa la differenza. Il modo efficace per imparare un mestiere è farlo, non studiarlo, per quanto lo studio serva. Io parlo perché ho esperienza in ambito sanitario, pur non essendo medico.

Nicolò

Simone ha detto...

M: certo io sono un po' "estremo". Però da ingegnere il mio lavoro non ha mai trattato argomenti sui quali avevo fatto esami (sicurezza, antincendio, impianti termici non venivano trattati nel mio corso di studi) mentre al contrario mi è capitato a distanza di anni di non ricordare di cosa parlassero concretamente esami che avevo sostenuto.

Quello che dico io è che una cosa è lo studio di ciò che serve e la formazione mentale di cui avrà bisogno un dottore, mentre tutt'altra cosa sono esami dove mi veniva chiesto di disegnare tutti gli aminoacidi o le differenze tra 10-20 microorganismi diversi tutti con suffisso "pneumoniae" o ancora i farmaci metabolizzati dal tale citocromo o anche tutte le stazioni linfonodali o i nomi degli strati della retina... cioè seriamente l'università richiede spesso un approfondimento astratto e irreale, e voler sapere tutto al 100% è un problema che non si "risolve" nella realtà ma in un mondo parallelo dove il medico rammenta nozioni che con la medicina reale hanno in comune davvero pochino allo scopo di ottenere un numero particolarmente elevato scritto su un foglio (il verbale dell'esame).

Poi ripeto io estremizzo molto le cose... ma è una tecnica ingegneristica, credo :)

Grazie a te e grazie ancora a tutti per i bellissimi commenti!

Simone

Manuela ha detto...

@Daniele: Sai cosa penso? Che, senza accorgertene, conosci già la risposta al tuo dubbio. Mi spiego meglio: hai chiaramente detto di non aver "tentato" il test di medicina dopo il diploma per pigrizia, ma che quella era la tua vera aspirazione. Più di così! Se questi due anni in Ingegneria sono stati poco fruttuosi e continui a sentire una fortissima inclinazione verso l'area medica, be'... Non ci sono cavoli: quel test lo devi fare! Anche io mi sono amaramente pentita di non aver fatto il test di medicina per stanchezza post maturità/studio per la patente, nonché per paura del sangue (come se tutte le specializzazioni prevedano scenari splatter -che poi sono pure tra i film che guardi di più!- Scema) e sono arrivata a 26 anni(quasi 27) infelice e precaria, con titoli di studio pari a carta straccia. Tra l'altro avevo fatto la primina e mi sono laureata alla triennale a 21 anni, proprio come te, per cui avrei avuto tutto il tempo per tentare e invece niente... Sono subentrate altre paranoie, come pesare sui miei genitori senza borsa di studio (i primi tre anni non mi sarebbero stati finanziati perché, appunto, avevo già una laurea)e via dicendo. Non fare come me, non vivere di rimpianti! Se questo è il tuo desiderio buttati e credici fino in fondo. In bocca al lupo! Un salutone :)

Kabuto il porco ha detto...

ho già stressato Simone per email, ma magari un mio commento può essere di aiuto: ho 29 anni, laureato in ingegneria in meno di 5 anni, tra i migliori di entrambi i corsi in due atenei diversi, 110 e lode e menzione, dottorato, ho lavorato a livelli più che soddisfacenti e super retribuito sia nella ricerca che nell'industria, adesso mi sono licenziato ed ho già proposte di lavoro da signore aziende ed enti di ricerca, che mi ricontattano poco dopo avere ricevuto la mia candidatura spontanea, e... sai cosa? a luglio faccio i test. per ora sto studiando biologia (inizierò chimica) e vado a seguire le lezioni di medicina, per farmi un'idea di ciò che succede là dentro. Hai 21 anni, beato te, se io ne avessi 25, lo farei con molta più serenità, figurati a 21, puoi permetterti di finire in 9 anni! e se tu non dovessi passare i test, iscriviti a biologia, almeno ti riconosceranno qualche materia. in bocca al lupo.

Daniele ha detto...

Ragazzi siete fantastici, non so come ringraziarvi per tutti questi consigli. Non so come andrà a finire ma sono sincero, mi sto orientando più verso Medicina... Chissà! :)

Annarita ha detto...

ciao! Ho già scritto forse in precedenza sul blog riguardo a post simili...io ho finito la triennale in ing biomedica e invece che andar avanti con la specialistica ho fatto il test per odonto, ora sto finendo il secondo anno..ovvio che uno si fa il problema per l'età magari, ma nel mio caso non mi sento di dire che sono stati 3 anni buttati via, mi sono comunque serviti per capire un pò quello che volevo fare realmente nella vita...a me l'idea di cambiare è venuta l'ultimo anno, venendo a contatto con materie più specifiche e con gli eventuali sbocchi lavorativi..l'argomento della tesi riguardava tra l'altro i biomateriali per l'implantologia, quindi già in questo senso mi ero interessata a quello che sto facendo! I cambiamenti non sono certo facili, bisogna essere motivati e prendere in considerazione lati positivi e negativi..quello che ti posso dire è che quando studiavo a ingegneria non ero soddisfatta e non mi appassionava niente in particolare...ho finito la triennale giusto perchè comunque all'ultimo anno non mi mancavano molti esami e mi pareva brutto buttare nel cestino i sacrifici fatti..un pezzo di carta, per qualsiasi evenienza fa sempre comodo a mio parere! Nel tuo caso ti consiglierei di guardare semplicemente quello che ti appassiona di più sia come studio che come lavoro, si può anche completare un percorso di studio perchè si hanno le abilità, ma non ha senso condannarsi a vita ad un tipo di lavoro che non ci dà soddisfazioni! Se senti che il lavoro di ingegnere non ti si addice o che non hai una passione spropositata per qualche materia, e nel tuo caso magari non hai molti stimoli per lo studio, cambia e non perdere altro tempo...la passione per l'informatica e i transistor puoi tenerla lo stesso, cerca di individuare la tua strada e scegli serenamente, una volta trovata sarai più motivato e ti sarai prefissato un obiettivo preciso, e sarà anche più facile studiare!:)

Anonimo ha detto...

Ciao! Rispondo anche io a questo post anche se è un po' tardi dalla data della tua domanda. Spero però di essere utile a qualcun altro. Frequento ingegneria meccanica al politecnico di milano, e sono esattamente a metà strada (con tutti gli esami dati e una media del 27). L'ultima osservazione serve per dare ancora maggior peso alle constatazioni che sto per fare.... Partiamo dicendo che nessun ingegnere e dunque studente in ingegneria meccanica apprende veramente ciò che viene spegato nei vari corsi e questo è dovuto a moltissimi fattori. Il politecnico viene decantato con il top delle università ma ti bastano 2 settimane per capire che è ben più scalcinato e disorganizzato della maggior parte degli istituti superiori. La qualità MEDIA dei docenti è bassissima, la maggior parte degli insegnanti è li solo per lo stipendio, in particolare i giovani, che vengono piazzati a fare esercitazioni senza un minimo di esperienza. Molti docenti non hanno assolutamente la capacità di esprimere in maniera chiara un concetto e si limitano a copiare alla lavagna formule e dimostrazioni senza commentare. Inoltre l'aver compresso i 5 anni in 3 ha reso ingegneria ancor più difficile di quanto già lo fosse (basti pensare che siamo quelli che vanno a scuola di più durante l'anno e hanno meno tempo per prepararsi agli esami). La maggior parte degli studenti non ammette questa triste realtà ma semplicemente perchè cercano di dare senso e significato alle fatiche immani che fanno. Se devo essere sincero non ripeterei affatto la scelta di ingegneria! Sono entrato con tantissima passione, motivazione, voglia di imparare (venivo da uno scientifico con voto 100) ma sono riusciti a strapparmele subito. A mio avviso sono veramente poche le materie interessanti e che suscitano passione. L'impastazione è molto basata sul bocciare e fare in modo che si ritiri più gente possibile piuttosto che concentrarsi sulla formazione. Io, come già detto, sono sempre riuscito a farcela ma la senzazione è quella di nuotare in un mare di m***a. Tanti miei amici e compagni, che avevano buone capacità e si impegnavano, si sono ritirati a causa dei continui insuccessi ed ora, che lavorano si trovano sicuramente meglio di un ingegnere!

Simone ha detto...

È vero che Ingegneria ai primi anni è durissima. Non mollare! :)

Simone