01/11/13

Una settimana da ginecologo.

Ecografia morgologica del 1800 e rotti.
Io il ginecologo - come un po' tutti i chirurghi - me lo immagino come un tizio con 200 lavori che segue i pazienti in ospedale la mattina, ha un ambulatorio il pomeriggio e poi visita in qualche posto privato pure la sera fino a tardi.

E il tirocinio a ginecologia - durato una settimana scarsa grazie al salvifico intervento del primo novembre - è andato più o meno a questo modo.

Lunedì: arrivo in ospedale alle 8 e 30.

Ci cambiamo in 5 studenti in bagno. Camice, e inutile fonendo in tasca con ancora più inutile saturimetro nel taschino, e andiamo.

Vediamo un po' di medicazioni in reparto, e capisco subito che non vorrei fare il ginecologo. Proprio no. Poi c'è il classico giro visita da reparto di chirurgia: i dottori entrano nella stanza dove si trovano i ricoverati, uno specializzando legge la cartella in 5 secondi, altri 5 secondi per dire "sì vabbe' facciamo quello che dobbiamo fare", io non capisco niente e via al prossimo paziente... e scusate per la brutta rima ma sono un po' cotto e di scrivere meglio non c'ho voglia.

Dopo il giro visite lascio il reparto, e vado di corsa a mangiare un panino. Che i panini di corsa ho letto fanno sempre bene alla salute, specie se ne mangi due al giorno.

Finito il pranzo c'è lezione. La solita aula poco illuminata con l'audio pessimo che si sente bh bh bh bh bh quando i prof parlano e il sonno che si fa strada tra il tronco encefalico e la corteccia cerebrale rendendomi vagamente afasico e soporoso: se non altro, aver studiato neurologia ha elevato il livello del blog.

Dopo lezione - indovina un po'? - altro reparto. Stavolta quello di medicina d'urgenza per la tesi.

Ci sono i giorni che mi dice bene e c'è poco da fare. Tipo un giorno su 20. E giorni che dice male e si finisce a fare 3 ECG, 4 prelievi, un numero imprecisato di "prendi la pressione al signore in isolamento con la sospetta tubercolosi", un po' di pazienti da portare in barella di qua e di là per l'ospedale, la solita collezione di monitor ossigeno flebo aiuta il paziente tiralo su tiralo giù e chi più ne ha più ne metta, e tutto questo sempre se non c'è da rianimare nessuno.

Esco dall'ospedale che sono le 8. Sto a casa alle 8 e mezza. Cena alle nove, e poi qualche volta ho pure il coraggio di uscire se non sono assolutamente troppo cotto.

Martedì: come il giorno prima, solo che dai ginecologi stavolta mi mandano in ambulatorio. E che non voglio fare il ginecologo mi pare che già ve l'ho detto.

Per il resto è la replica di lunedì, paro paro.

Mercoledì andiamo in sala parto. Che già c'ero stato due anni fa e non è che sia cambiato poi molto: i bambini appena nati sono carini, per cui penso che un giorno di questi vorrei farne nascere almeno un paio... ma non come dottore, intendo.

Il pomeriggio vado nel pronto soccorso chirurgico, che ho rotto le palle a quelli che stanno lì che voglio imparare a mettere i punti. Sto lì 4 ore, e visitiamo tipo 4 pazienti col mal di pancia mentre i punti non devono metterli a nessuno e tanto valeva che me ne restavo a casa.

Rimane giovedì, ultimo giorno del tirocinio.

Vado a vedere le ecografie morfologiche, quelle dove vedono i bambini ancora nella pancia della mamma.

La prima ecografia è fichissima: vedi il cuore del bambino, vedi il labbro superiore e il palato. Vedi le arterie renali. Vedi insomma se è tutto a posto e poi magari dici ai genitori che "è un maschio" e li vedi che sono tutti contenti con la mamma che ride e il papà che fa il video dello schermo dell'ecografo col telefonino.

Alla seconda ecografia già mi sono rotto le palle, che è uguale identica alla prima e dura 1 ora e mentre stai lì a vedere non ti passa più. Magari se le facessi io sarebbe più divertente...

«Che cosa bisogna fare per fare queste ecografie?» chiedo ai dottori che sono lì.

«Devi intanto specializzarti in ginecologia» mi dicono. «Poi devi dedicarti all'ecografia e fare solo questo per tutta la vita».

Vabbe', ammetto che mi pare eccessivo, ma sarà come dicono loro. Ma a questo punto, visto che in fin dei conti si tratta di visitare dei bambini molto piccoli, non aveva più senso se - invece del ginecologo - ci mettevano il pediatra? Ma questo mio dubbio, forse è meglio che - a loro - non lo palesiamo.

Il pomeriggio di nuovo lezione, e poi ancora reparto sempre fino alle 8 di sera.

Passo a trovare i miei, e sono a casa alle 9 e mezza che devo ancora mangiare un boccone e - possibilmente - inserire degli sprazzi di vita privata.

Meno male che c'è questo ponte, che così mi riposo. Poi guardo gli orari e ho reparto venerdì, sabato e domenica con varie sovrapposizioni tra i turni dei chirurghi e degli internisti. Lunedì - poi - si ricomincia da capo col tirocinio nuovo.

E meno male che mi hanno detto che il sesto anno di medicina era tranquillo.

Simone

7 commenti:

Nimbus ha detto...

meno male che è l'ultimo ;)

Simone ha detto...

Speriamo che sia l'ultimo davvero! :)

Simone

Matt Rossi ha detto...

Sei un mito, Simone

si dai sei arrivato fino al sesto... un altro passettino e ti laurei

Simone ha detto...

Matt: e dai, sì, può essere... grazie! :)

Simone

Giuseppe ha detto...

Ciò che più attira la mia attenzione nel tuo intervento è il fatto che tu riesca a studiare nel pronto soccorso: io lo immagino come un luogo caotico e pieno di gente che va e viene ... riesci a concentrarti?

Simone ha detto...

No Giuseppe io non studio in pronto soccorso, studio durante le lezioni in aula. :)

Simone

Dama Arwen ha detto...

Una corsa contro il tempo, però il post è carino ^_^

se vuoi mi sfregio di proposito per farti da cavia per imparare a mettere i punti!