22/10/09

Europa, dimentica.

Estate 2009, sono in viaggio con la mia macchina. Un giro per l'Europa centrale che programmavo e sognavo da tempo, e che finalmente sono riuscito a mettere in pratica.

Italia, Austria, Germania: il TomTom mi dice dove andare, e io attraverso paesi e confini come se niente fosse. Un minimo intoppo giusto alla frontiera con la Svizzera, ma anche lì è solo questione di pochi minuti, e poi si riparte.

Sembra una specie di enorme paese aperto a tutti, l'Europa di oggi. Ma non è stato sempre così:

In un museo dalle parti di Innsbruck, ho visto esposto un fucile mitragliatore targato FIAT, la stessa marca della mia automobile. Con le storie dei conflitti tra Italia e Austria potremmo riempire decine di libri, e le nostre montagne sono disseminate di forti in rovina e crocefissi.

Da qualche parte ho letto che prima tiravano il gas nelle trincee, e poi entravano con le maschere a finire il lavoro a bastonate. Sulle pareti del museo vedo date, nomi di fronti e battaglie sanguinose, e mi rendo conto che non ne so niente. Non sono appassionato di guerra, e a storia sono sempre andato malissimo: sono una persona ignorante, in fondo, non mi vergogno certo ad ammetterlo.

Lasciata l'Austria, non è che dalle altre parti le cose andassero molto meglio: i tedeschi portavano le persone a morire in qualche paese lontano, mentre tutti facevano finta di niente. In Spagna ci furono regime e massacri, l'Inghilterra bombardava la Germania mentre i Francesi sinceramente non so che abbiano combinato, ma scommetto che non fossero da meno. A un certo punto, in Grecia i tedeschi catturarono 10 mila soldati italiani, accusati di tradimento, e li massacrarono uno per uno in una specie di festival dello sterminio durato per giorni. Poi hanno messo i cadaveri su delle barche, le hanno portate in mezzo al mare e le hanno fatte saltare in aria coi marinai del posto ancora dentro, tanto per ammazzare qualcuno di più.

Cefalonia, si chiamava il posto. Ovviamente non ci sono stato con la mia macchina, ma con una nave, e ho preso il sole e fatto il bagno in quella stessa acqua che sarà stata densa di sangue e di morte.

Altre cose che non sapevo, non ricordavo, o che semplicemente ho scoperto lì, davanti a qualche targa lasciata alla memoria.

C'è stato un momento in cui l'Europa si era persa in una follia senza fine. La gente ammazzava altra gente, e non contenta ne straziava i cadaveri, abbandonava i bambini e se eri donna ti toccava anche di peggio. Trovare tante iscrizioni e monumenti di cui è costellato ogni nostro singolo paese, capirne il significato, è come svegliarsi di colpo da un sogno per capire che quello che viviamo adesso, fino a poco tempo fa, era inimmaginabile.

Il navigatore mi dice che manca poco al confine con la Francia. Schiaccio il pedale dell'acceleratore, e l'autostrada scorre davanti ai miei occhi mentre una radio tedesca mi tiene compagnia. Sono in mezzo all'Europa. L'Europa che ha dimenticato, e non sa più cos'è e da dove arriva, ma che forse è più grande di quello che crede.

Arrivo a Strasburgo. Albergo, doccia e cena in città, e poi vado a letto. Il giorno dopo faccio un giro in auto, e poi passo di fronte a quel palazzo di vetro che ogni tanto si vede in televisione. Lascio la macchina, e mi fermo un po' lì davanti, con le braccia incrociate e lo sguardo per aria.

A osservare, in silenzio, le bandiere che sventolano.

Simone

8 commenti:

Valerio N. ha detto...

e in tutte questo ci si augura che tu ti sia pure divertito

dactylium ha detto...

Forse, nonostante tutto, non dovremmo lamentarci del periodo storico che la Sorte ha assegnato al nostro transito su questo pianeta.

Poteva andarci decisamente peggio...

Un saluto, dacty

Matteo Poropat ha detto...

Bel pezzo.

Valery ha detto...

Bel blog e bel post.
In realtà siamo semplicemente stati fortunati a vivere in un paese dove non c'è la guerra, perché in Europa(Russia-Cecenia,Georgia,Turchia e in karabakh-stato ormai indipedente ma ancor alegato all'armenia) la guerra c'è ancora, solo che come hai tempi di sarajievo la sentiamo lontana.

Valery

Simone ha detto...

Valerio: effettivamente sì, grazie!

Dacty: infatti ci ha detto fin troppo bene... almeno per il momento (facendo le corna!) ^^

Matteo: grazie!

Valery: sì, l'Europa "continente" non è uguale all'Europa "paese". Magari un passo alla volta...

Simone

DAMA ARWEN ha detto...

OK ormai la trasmigrazione di blog è stata fatta... mò aggiorno il link.

Sarà un ragionamento infantile ed egoista ma avrei preferito ignorare x sempre tutte le cose che hai scorprto tu durante il tuo viaggio...

Simone ha detto...

Dama: grazie per il link (io ancora sto sistemando il blog, prima o poi li metterò anche qui).

E sarebbe bello non conoscere le cose orrende del mondo, è vero... ma così forse si apprezzano molto di più quelle buone. E vai di frasi fatte retoriche! ^^

Simone

carl8 ha detto...

Innanzitutto auguri per il tuo nuovo blog. Per tornare al tuo post, credo che la cosa che ti mette amarezza è che l'uomo dimentica. Le battaglie vinte, i morti sul campo, le torture subite, gli ideali.
E quello che noi, diretti discendenti, commemoriamo non è che un abbozzo di ricordi a cui non abbiamo mai partecipato.
A presto.