04/01/10

La vita nuova.

Sono arrivati alle sette di mattina, e si sono portati via tutto: l'angolo di tavolino accanto alla piantana, dove studiavo. La finestra da dove mi affacciavo per fumare. Il paesaggio con la strada, le case, e più lontano il parco dove andavo a correre.

In quattro e quattr'otto hanno inscatolato tutte le mie cose. Poi - non so davvero come - in qualche modo si sono incollati tutti i mobili, e li hanno portati giù per quattro piani di scale, che in ascensore c'entravano col cavolo. Io, al posto loro, sarei morto.

E verso l'ora di pranzo, eccomi qua. Troppo più bella, più grande, più luminosa, coi mobili vecchi da una parte ma anche un sacco di bei mobili nuovi appena sballati. La mia bellissima casa nuova.

La giornata la passo tra scatolame, foto da riordinare, tappeti che si sono trascinati appresso più polvere di quello che temevo e computer e videogiochi da riportare in vita nel nuovo ambiente. Insomma, per un bel po' non mi fermo a riflettere nemmeno un minuto, ma poi arriva la sera.

D'improvviso prende tutto un altro sapore: il bagno ha un difetto, la cucina è un po' piccola. La TV dove l'ho messa è l'unico posto, ma se non sto attento ci sbatte la finestra. E poi senti che casino che fa il riscaldamento: ma devo sentirlo anche tutta la notte? Sono sicuro che non mi abituerò mai.

Di punto in bianco mi manca la casetta dove stavo prima. Lì era tutto raffazzonato alla meno peggio, ma ormai c'avevo fatto l'abitudine. D'inverno si gelava un po', ma con una coperta in più avevo risolto, e se anche d'estate c'era un caldo tremendo, alla fine ero sopravvissuto. Certo che qui c'è il terrazzo, ma fumare dalla finestra era un'altra cosa. Era più intimo, mentre qui è tutto gigantesco e mi fa un po' paura.

Il vicino fa un po' di rumore, e mi viene il terrore che faccia così 24 ore su 24. Staremo mica tutto il tempo a litigare?

La notte quasi non chiudo occhio: ma chi me lo ha fatto fare? Io qui non mi abituerò mai, stavo meglio prima. Poi il giorno dopo sono stordito e di cattivo umore. Sono in pieno stress post-traumatico, o qualcosa del genere. Vorrei tornare a casa mia, quella vecchia, quella vera. Chiudermi dentro e sentirmi al sicuro. Ma la mia casetta non esiste più, e la tranquillità è un ricordo del passato. Alla fine mi dico: ci resto un po', e poi vedo. Male che vada, trasloco di nuovo.

Passa qualche giorno. L'entusiasmo degli amici che invito mi fa pensare che loro non vedano i difetti. Poi torna un po' di ottimismo, e mi chiedo se magari non ho drammatizzato un po'. Ma le notti sono sempre lente, e tristi, e io ancora mi sento spaesato e a disagio.

Cerco un po' online, e scopro che il trasloco è la terza causa di depressione dopo la morte di un parente caro e lo studio della Meccanica Razionale. Insomma forse è tutto solo tremendamente normale, e io come sempre sto qui a farci un film. Dicono che magari non è la casa il vero problema, ma la paura del cambiamento, e la cosa non suona nemmeno poi troppo assurda.

La sera ho un turno in ambulanza, e rivedo un'umanità che non ha le fortune che ho io. Poi torno a casa, e guardandomi intorno mi chiedo quanto cavolo posso essere idiota per lamentarmi. In fin dei conti di freddo non muoio di certo. Ho il frigo pieno di roba, e sotto al pavimento non credo che ci sia nemmeno una mina antiuomo

Quella notte dormo molto meglio e la mattina, prima di andare in ufficio, faccio un salto al bar. Bevendo un caffè, mi rendo conto che non percorrerò più la vecchia strada che ho fatto per anni, quando arrivavo dalla casa vecchia. Quel caffé e quel breve tragitto diventeranno la mia routine, la mia nuova quotidianità, insieme a chissà quante altre cose che prima non avevo mai incontrato.

Torno fuori, e il freddo mi pizzica la faccia mentre mi guardo intorno. Alla fine la zona è sempre quella dove vivevo anche prima, e vedo la solita strada con i soliti negozi. Però mi sembra tutto un po' diverso e un po' nuovo, come se lo stessi vedendo da una nuova angolazione. Anche la sensazione che ho provato in questi ultimi giorni, mi sembra cambiata.

E - tutto sommato - devo dire che non è niente male.

Simone

11 commenti:

Matteo Poropat ha detto...

Il trasloco è sempre un'esperienza dura, e dopo averlo ripetuto per sei volte in 9 anni mi ritengo un professionista.

Pian piano si smette di cercare nella casa nuova quello che c'era nella vecchia, e si apprezza invece quello che non ci si aspettava, le nuove angolature, le nuove prospettive, i nuovi piccoli posti che compongono la tana in cui si vuole stare.

L'importante è non avere fretta.

Un augurio per questa tua nuova avventura!

Mirco ha detto...

Cerco un po' online, e scopro che il trasloco è la terza causa di depressione dopo la morte di un parente caro e lo studio della Meccanica Razionale.


ahahahahah!
che zona di Roma è?

Simone ha detto...

Matteo: no, io speriamo che non trasloco mai più! Comunque bel consiglio.

Mirco: vecchia e nuova casa sempre tra San Giovanni e la Caffarella.

Simone

TIM ha detto...

Penso che avesse ragione un mio amico di un tempo: la peggiore cosa che si possa augurare ad un nemico è: che ti venga un trasloco!
Anche io ne ho fatti parecchi in tutti questo anni, ma alla fine sono sempre sopravvissuto e mi sono sempre adattato al meglio alla nuova situazione. Però ti confesso che quando passiamo con mia moglie davanti alla prima casetta presa in fitto in questa città, qualche lacrimuccia ci scappa: eravamo più poveri ma (forse) più felici in due stanzette e cucinino!
Temistocle

La Zia ha detto...

Io amo traslocare quindi non faccio testo ma ho diversi amici che hanno rischiato l'esaurimento nervoso al cambiamento di casa.

In realtà quello che mi ha colpito del post è stato il passaggio sul "turno in ambulanza".
Quindi tu lavori in questo ufficio che nomini ogni tanto, poi studi (la seconda laurea), fai turni in ambulanza e sforni romanzi come la mia amica Barbara sforna brioches ogni mattina.

Non finirò mai di stupirmi per la capacità che hai di ottimizzare al massimo il tuo tempo e di dormire pochissimo (immagino...)
Ma come fai?
E giuro che non è invidia per la salute di ferro che evidentemente hai.
la mia è pura e semplice AMMIRAZIONE!!!

La Zia seduta.

Alex McNab ha detto...

Magari scoprirai che nel tuo nuovo appartamento abitava un bambino giapponese morto affogato e che ora si presenta come fantasma per terrorizzare i nuovi inquilini...
Paura, eh??

Scherzi a parte, il trasloco non è mai un'esperienza facile da affrontare. Come dice Matteo, bisogna avere pazienza.
Per la cronaca io farei un passo del genere solo per esigenze di coppia. Senz'altro sarebbe un ottimo incentivo.
Un mio amico che è appena andato a vivere da solo sta messo peggio di te, ma lui ha anche meno amici/conoscenti da invitare per ammazzare la solitudine...

Simone ha detto...

Tim: davanti alla vecchia casa ancora non ci sono passato... sicuramente succederà, e penso che un pochino di nostalgia verrà anche a me.

Zia: il volontariato con la Croce Rossa mi ha spinto a iscrivermi a medicina, ma adesso non gli dedico molto tempo. Insegno rianimazione un fine settimana ogni tanto, e poi uno o due turni al mese con l'ambulanza. In genere seguo la mattina, e poi il pomeriggio vado a studio a sistemare le cose che spettano a me, ma non è che sia un lavorone di quelli a tempo pieno che ti prendono dalla mattina alla sera, altrimenti studiare sarebbe impossibile.

Diciamo che io mi ritengo una persona fortunata, che si ritrova con delle possibilità che altri non hanno. Magari poi cerco di riempire al meglio il mio tempo: quando sono sotto esami vedo un po' meno gli amici e studio la notte fino a tardi, mentre la lettura e la scrittura finiscono spesso per essere molto trascurate. Una volta ogni tanto si accavalla un po' tutto e vado in crisi totale, però è abbastanza raro ^^.

In ogni caso, rispetto a qualcuno che lavora dalla mattina alla sera per mantenere magari dei figli mi sento molto, molto meno da ammirare, e anzi alle volte ho la sensazione di vivere solo per me stesso e non è una cosa di cui vado troppo orgoglioso.

Comunque grazie, sei sempre davvero gentile :)

Alex: grazie Alex. In effetti a Capodanno i miei amici si sono autoinvitati da me, e vedere la casa così piena mi ha abbastanza aiutato a metabolizzare la novità. Poi anno nuovo e vita nuova, e quelle cose lì ^^.

Simone

CyberLuke ha detto...

Datti tempo.
Io ne ho fatto uno lo scorso marzo, mi sono appena assestato qui e tra poco devo cambiare ancora.
È destabilizzante, non c'è dubbio.
Ma magari, ti muove qualche corda segreta per scrivere qualcosa.

Dama Arwen ha detto...

Ne ho fatti de. Di traslochi. Il 1° a 23 anni con la mia famiglia; ho lasciato la casa dove abbiamo abitato in affitto da quando ero nata. La casa nuova, comprata e "fatta a noi" anche a livello di progetto archietettonico è stata la MIA casa già mentre la vedevo nascere e il giorno che ho lasciato quella vecchia l'ho dimenticata all'istante e non me ne importa una cippa né di passarci davanti né altro. Strano è che spesso sogno ancora quella vecchia casa... boh...

Sono andata a vivere da sola a Marzo 2009. Per una serie di situazioni tutte pesanti e sfavorevoli al momento del cambio sono stata ancora più depressa x mesi (crisi al lavoro, crisi col moroso, prob relazionali e di denaro in famiglia, prob con i vicini ora sfrattati x fortuna). Ora va meglio.
Però a me non piace avere la casa peina di amici e di gente. Per nulla. Mi piace solo quando viene il mio ragazzo, e mi sento sola solo quando lui se ne va. Altrimenti nella mi solitudine ci sto benissimo.

Fra ha detto...

Ciao!tra poco ne dovrò affrontare uno pure io... ma sono certa che non mi mancherà la vecchia casa! Come sempre, hai scritto un post molto bello, a tratti quasi poetico, su un trasloco! complimenti! :)

Simone ha detto...

Ma io speravo di essere tanto speciale, e qui traslocate tutti 3 volte l'anno come minimo? ^^

Cyber: è possibile, in effetti.

Dama: si vede che te sei una più "tosta" di me. Comunque la gente mi piace ogni tanto, mica sempre, che se no mi stressano!

Fra: grazie! Credo che l'importante più che il "fatto" in sé sia sentire qualcosa, e provare a raccontarla. Forse per assurdo a tanti piace leggere più di una quotidianità in cui potersi riconoscere che in tante altre cose più complicate. O forse è solo che ogni tanto mi dice bene, ahah ^^. E in bocca al lupo per il tuo trasloco!

Simone