12/06/10

Ebook o non ebook?

In giro si parla di ebook. Sì, se ne parlava già da un sacco di tempo, ma ora si stanno muovendo un po' tutti: autori emergenti che prima li snobbavano, editori piccoli, medi, grandi, enormi... e anche qualche multinazionale che prima faceva decisamente altro, ma che ha fiutato l'affare.

Ottimo. O meno ottimo, a seconda dei punti di vista. Intanto, vi ricordo che io continuo a non parlare più di scrittura emergente, libri autoprodotti e autori in cerca di pubblicazione, e che infatti qui si discute solo di ebook come mezzo e non come contenuto, se mai qualcuno sia davvero in grado di mettercene uno.

Ok, sì, lo ammetto: è un po' comunque come parlare di scrittori emergenti ed editoria in ogni caso, e mi sto arrampicando sugli specchi. Ma io farò comunque finta di essere rimasto sulle mie posizioni, e non mi rompete le palle.

Detto questo, ecco che penso degli ebook che stanno per uscire in massa, e di tutto quello a essi correlato:

I-pad e lettori: l'ipad per leggere gli ebook fa schifo, perché è retroilluminato e sotto il sole diverrete ciechi. O cechi, non ricordo mai come si scrive. L'ipad, per chi non lo sapesse, è come un portatilino uguale a quello che sto usando ora, solo che costa il triplo e non ha una tastiera per scriverci sul blog. Però è tipo un game boy all'ennesima potenza, per cui magari se me lo regalate non è che ci resto proprio male. Certo preferivo il gameboy 3D che sta per uscire, ma mi accontento.

Detto questo, l'ipad è anche l'unico lettore che ha senso di esistere, perché con quello che costano non mi compro un altro lettore e-ink che ci leggi gli ebook e basta, ma un coso della Apple che la gente lo guarda e ti dice "che figata!" anche se non sa a che cazzo serve. Così, almeno, farò la mia figura alle serate mondane.

Poi, cioè, con l'ipad puoi andare su Internet... wow! Così non devi portarti appresso un ingombrante cellulare. Se non si fosse capita, ero ironico.

Marketing e store online: secondo me, e sempre secondo me, visto che itunes è stata l'unica cosa che è riuscita a vendere gli mp3 (cioè, davvero qualcuno se li compra?) ebook tunes o come si chiamerà la versione Apple del negozio di libri online sarà l'unica cosa attraverso la quale la gente si comprerà gli ebook.

Unica fregatura, per uno che scrive in Italiano, sarà il fatto di un possibile bacino di lettori molto ridotto rispetto a quello internazionale che invece si ritroverà chi scrive in inglese. Vedremo molti più libri nostrani tradotti? Non lo so, vedremo.

Ebook autoprodotti: come dico ormai da anni, una volta che di roba da leggere ce ne sarà a tonnellate vorrà dire che scriversi e stamparsi (online) un ebook da solo, sarà come scriversi e stamparsi da soli un libro di carta (in tipografia). Visto che la gente avrà il super mega negozio gigante per scaricarsi i libri, o ancora meglio avrà emule per scaricarsi il nuovo best seller di Navarra (un tizio argentino che scrive peggio di me, ma cavoli è UNO SCRITTORE ARGENTINO, qui da noi farà il botto) per quale assurda stracazzo di ragione dovrebbero volersi leggere il libro di Navarra, quello vero (io), se non sanno nemmeno chi cavolo sono?

Cioè, ora vi faccio il disegno: le agenzie letterarie si rifiutano di leggere i miei libri anche se la lettura sarebbe sotto compenso (io do soldi a loro). Pronto? I vostri stupidi libri di scrittori mai sentiti nominale non se li leggono nemmeno se la gente la pagate, sai chissene frega se sono "solo" gratis? Se poi volete venderli, non so che cosa sperate: non è questione di bravura o qualità. La gente è attratta dalle aspettative, e il fatto che un testo sia proposto in un dato modo (a pagamento in un negozio di un mega produttore di hardware, o con sopra il nome di una tizia giapponese che scrive roba da triturarsi le palle, ma cavolo: e' GIAPPONESE!) è fondamentale.

Prezzo degli ebook: ho letto di quanto dovrebbe costare un ebook. Ora, secondo me dovrebbe costare meno di un libro cartaceo, ma è normale che non costi così tanto meno.

Cioè, alla fine uno compra il testo e il lavoro che c'è dietro, la forma cartacea o elettronica che sia non è parte del motivo per cui io acquisto un libro.

Poi però togli le spese di stampa e distribuzione (ma aggiungi comunque tutte le tasse e gabelle che rimangono) per cui insomma 10 euro un libro di carta e 5 euro un libro elettronico per me ci stanno. Fermo restando che, nel momento in cui devo davvero pagare, io mi compro un libro di carta best seller in versione economica che costa poco, e vaffanculo.

Vendita degli ebook: secondo me, le vendite saranno proporzionali a quelle dei libri. Ora all'estero la gente passerà al digitale più in fretta, qui ci vorrà più tempo, ma alla fine se un libro venderà stampato si venderà anche in forma digitale.

Vale anche il contrario: se nessuno compra la versione cartacea, quella digitale resterà ugualmente invenduta. Parlo di narrativa, eh, perché i manuali sono l'esatto opposto visto che le versioni elettroniche sono più pratiche. L'idea poi che un autore si autoproduca e autovenda non ha mai funzionato prima, figuriamoci se potrà funzionare quando il mercato sarà stra-saturo di roba digitale.

Cioè, vi dico le mie statistiche e poi voi fatevene quello che volete:

- Ebook scaricati gratuitamente dal mio sito in 3 anni: non lo so, direi 6000? 10 mila, forse, con tutte le varie sotto versioni. Ma forse sono molti di più, perché 2000 erano solo per Mozart di Atlantide... ok, comunque sia mi sembrano tanti.

- Libri stampati in Print on demand venduti: 2 o 3. E questi - invece - sembrano pochi.

- Donazioni ricevute quando c'era il tristissimo tasto "donate": 1, di un amico. Forse 2, ma credo 1.

- Ebook venduti: non ci ho mai provato. Una volta ho proposto un ebook in due versioni, una gratuita e una in vendita, con un contenuto aggiuntivo. La versione gratuita avrà fatto almeno 1000 scaricamenti, ma credo di più. La versione in vendita non l'ha comprata nessuno, e il contenuto aggiuntivo manco me lo ricordo più nemmeno io.

Comunque non ho mai messo un ebook semplicemente in vendita, per conto suo. Anche perché non esiste una struttura che lo renda facile e comodo per un autore che fa tutto da sé. Ora esisterà con gli store della Apple e delle società concorrenti, e ci si può provare. Magari sì, insomma, lo faccio. Però non mi aspetto nulla eh, giusto per vedere che succede.

Comunque per dirvi che, evidentemente, nel momento in cui chiedi soldi devi semplicemente proporti come un autore professionale. Questo vuol dire che ti serve un editore, ti serve una grafica, ti serve la pubblicità, ti serve un negozio decente. Ti servono insomma tante cose che da solo non puoi fare, perché non è che sia impossibile ma una persona normale ha anche una cazzo di vita propria, oltre al fatto di mettere ebook su un sito, e se chi fa da sé fa per tre - come dice il proverbio - allora 3 persone che fanno le cose è come se fossero 3x3 nove. Sempre se il proverbio non l'ho capito male.

Resta insomma il solito problema: ebook o carta che sia, il guaio è che ti serve un editore in grado di fare quello che va fatto, o comunque una struttura che ti sostenga. Ora che gli ebook andranno di moda l'editore ti servirà ancora di più, perché la roba fatta in casa imploderà in un mare di pubblicità, opzioni, gingle e pupazzetti online che ci verranno smitragliati contro dalle solite case enormi, e i nostri sitarelli solitari saranno tipo le bottiglie dei naufraghi che galleggiano in mezzo a un oceano in cui non ci sarà ombra di vita.

Il fatto è che al momento gli editori italiani sono defunti e sepolti. Come dicevo, gli agenti letterari i libri non li leggono nemmeno sotto pagamento, gli editori piccoli non pubblicano a priori cose che non sono nei binari delle loro collane (fantasy per bambini, thriller e sesso) gli editori grandi se hai culo ti leggono. Se ho culo vinco pure al superenalotto... magari mi conviene di più tentare quello.

Certo, ora il formato ebook, più facile e soprattutto economico da proporre, potrebbe aprire a quei generi e a quegli scrittori che ora sembrano più rischiosi. Anche questo è da vedere, comunque è forse l'aspetto più interessante di questa specie di rivoluzione che stiamo vivendo.

Non credo poi che all'estero le cose vadano diversamente. Ci sono certe persone che parlano con convinzione di farsi tradurre per avere successo nel mondo anglofono. Secondo me lì la situazione è identica, perché ci saranno più editori ma anche gli scrittori sono centuplicati. E per di più hai un libro tradotto da chissà chi, o addirittura che ti sei tradotto per conto tuo, e che magari è quasi illegibile. Perché non è che se traduci un libro parola per parola poi suona bene come la versione originale, anche se l'inglese lo conosci perfettamente. E non è che se dici a un editore americano "propongo questo libro a lei perché in Italia non l'ha voluto nessuno" ci fai proprio una bella figura.

Ma la gente sogna e vaga in un mondo fatto di preconcetti, assunzioni e realtà male interpretate. Ad aprire gli occhi forse lì per lì fa un po' male, ma poi almeno capisci che cazzo stai combinando e magari riesci pure a sterzare prima di schiantarti da qualche parte. Ah, ma che bella frase: si vede che sono uno scrittore, no?

Comunque, insomma, per rispondere alla domanda del titolo. Ebook, o non Ebook? Per quanto mi riguarda, tutto sommato, è uguale. Cambia il contenuto, cambia la forma e cambia il supporto col quale possiamo leggerli.

Ma in fondo, sempre di libri stiamo parlando. Ed è sempre la solita storia.

Simone

8 commenti:

Gloutchov ha detto...

L'iPad è già ora un successone. Pensa che ci sono persone che lo acquistano solamente per girare un video (che poi apparirà su youtube) in cui poi lo distruggono.

Ne ho già visti parecchi. Da quelli che danno l'iPad al gatto e questo cerca di capirci qualcosa, a quelli che gli danno fuoco, a quelli che lo mettono nel microonde...

Tutti iPad venduti e Steve Jobs ringrazia. ^_^

Simone ha detto...

Sì, io ho visto il video di uno che lo mette nel frullatore (una serie televisiva molto popolare credo in America) e di David Letterman che per farlo funzionare lo prende a manate.

Così poi di ipad se ne comprano 2... ^^

Simone

Mirco ha detto...

L'accostamento tra Ebook autoprodotti e Ipad è molto azzeccato perché il principio è lo stesso: ovvero vendersi come un marchio famoso. E come dici tu uno sconosciuto deve faticare fin troppo per rendersi un "marchio" e vendere i propri scritti.
Credo che per adesso questo lo possano fare soltanto scrittori già famosi.

Erika ha detto...

Morale della favola: se non sei straniero o già famoso non ti pubblica nessuno...molto incoraggiante...
Tuttavia dalle mie parti il concetto di Ebook e iPad rasenta la fantascienza (hanno tutti difficoltà ad abbandonare il telegrafo ^^)

L ha detto...

La tecnologia va sempre avanti, se la carta cederà di fronte al formato elettronico lo accetterò, pur preferendo i fruscii ai bip.
Il problema micidiale credo che sarà la pirateria. In un paese dove un terzo delle persone evade le tasse, dubito che saranno in molti a spendere per avere un file ottenibile gratuitamente.
È anche probabile che la gente faccia resistenza a un cambiamento così radicale.
Presumo che l'editoria potrebbe finire in due modi: o come la musica, dove la pirateria ha ridotto il mercato ai residuati dei reality show e ucciso l'arte, o come i videogiochi, che hanno incassato il colpo del download illegale perché l'utenza, affezionata alla comodità delle console (dove è più difficile piratare che con il pc), continua a comprare originale.
Spero che si realizzi la seconda ipotesi.

Ho apprezzato molto la deriva populista da scrittore sempre-emergente: "Il fatto è che al momento gli editori italiani sono defunti e sepolti. Come dicevo, gli agenti letterari i libri non li leggono nemmeno sotto pagamento, gli editori piccoli non pubblicano a priori cose che non sono nei binari delle loro collane (fantasy per bambini, thriller e sesso) gli editori grandi se hai culo ti leggono. Se ho culo vinco pure al superenalotto... magari mi conviene di più tentare quello."
Fantastico! Oramai sei emerso, ma l'abitudine vedo che è dura a morire!

Anche il finale è bello: non ti sei abbandonato alla solita frasettina laconica, ma ne hai piazzato addirittura due. Eri senza freni, bravo.

Simone ha detto...

Mirco: sì, mi pare che qualche autore famoso ci ha provato. Ma a suo tempo nemmeno King era rimasto troppo soddisfatto, se non ricordo male.

Erika: infatti per alcuni magari sarà una cosa troppo tecnologica... vedremo.

L: eh sì, il populismo è sempre in agguato. Però emerso emerso proprio non direi di essere... magari sto lì a metà tra emergere e sprofondare per sempre.

La pirateria ci sarà sicuramente. Ma ipad + negozio online è un sistema comodo, piuttosto che mettersi lì a smanettare per fare la stessa cosa risparmiando qualche soldo.

Vedremo.

Simone

Nina ha detto...

Io sono convinta che siano meglio i libri di carta, perché un ebook costa molto di meno e non ci guadagno niente...

Questa degli ebook vendibili è una cosa troppo arrangiata, non funzionerà mai.
Insomma, io sono la più brava ragazza (uh, quanto!^^) di tutti, eppure mi scarico gli mp3 da Internet, anche se legalmente (credo... cioè spero), è logico che tra un paio di mesi usciranno le agenzie proprio per scaricare ebook d'autore gratis!

Per quanto riguarda l'iPad, molti se lo comprano per farsi dire "Mamma mia che figata!" si mettono in posa e poi lo mettono nella vetrina del salotto perché non lo sanno usare!

Angra ha detto...

Cioè, ora vi faccio il disegno: le agenzie letterarie si rifiutano di leggere i miei libri anche se la lettura sarebbe sotto compenso (io do soldi a loro). Pronto? I vostri stupidi libri di scrittori mai sentiti nominare non se li leggono nemmeno se la gente la pagate, sai chissene frega se sono "solo" gratis?

Aaaaah ma allora non è solo una mia impressione! No perché quando dico che con gli agenti è ancora peggio che con gli editori mi prendono per fissato...