16/04/12

La medicina, e la sperimentazione animale: il problema etico di Giorgio.

Oggi vorrei fare un discorso un po' più serio del solito, e sicuramente molto delicato.

Diciamo che forse - visti i toni che si raggiungono parlando di certe cose - avrei fatto meglio a farmi i fatti miei e a evitare di parlare di animali, test, sperimentazioni e tutto ciò che ne consegue.

Ma sono argomenti sui quali mi è capitato di riflettere spesso, e l'occasione per parlarne sul blog me l'ha data una lettera che ho ricevuto qualche giorno fa, e che vi riporto qui sotto:

Ciao Simone, sono un appassionato lettore delle tue disavventure mediche. Ho una decina di anni meno di te, e anche io tanta voglia di rimettermi in gioco.

Medicina e chirurgia mi intriga, ma una cosa mi frena: l'eventuale sperimentazione animale durante il corso di laurea. Puoi darmi delucidazioni dirette sull'argomento?

La mia motivazione è forte, sarei disposto ad abbandonare il "sogno" medico se dovessi avere la certezza di avere a che fare nel corso degli anni con vivisezione et simili (sia anche solo inoculare non so cosa a un ratto bianco).

Tu in questi anni hai mai dovuto fare qualcosa del genere? Ti sei tutelato firmando l'obiezione di coscienza? O non ti interessa? Dovrai affrontare tutto ciò più avanti, magari quando dovrai fare la tesi? O magari si scampa da tutto ciò nei 6 anni ma lo si deve affrontare nelle specializzazioni?

Il mio è un problema etico (ok lo ammetto: neanche li mangio gli animali per questioni etiche) però cerco di essere realista. La sperimentazione animale ha portato i suoi risultati e progressi, anche se nel mio piccolo non la approvo e non la condivido, ma capisco chi la sostiene per il bene "umano".

Però non sarei in grado di "macchiarmi" le mani con sangue animale, non lo sopporterei. Gli animali continueranno ad essere usati e me ne faccio una ragione, preferirei solo non averne a che fare nel mio "eventualissimo" corso di studi.

Nei 6 anni di magistrale qui a Milano si può fare l'obiezione di coscienza (e non escluderei si debba patire qualche penalizzazione per questa scelta). Il problema sarebbe magari trovarsi durante una specializzazione a dover fare i conti con sperimentazione animale e non avere via d'uscita. Non trovo molte informazioni a riguardo in rete .

Grazie per l'eventuale risposta, Giorgio.


Proseguo con qualche mia considerazione, prima di lasciare magari la parola a chi vorrà commentare:

Durante i 4 anni di Medicina che ho fatto, non ho mai visto un animale nemmeno da lontano. Non credo che si svolga quel tipo di ricerca all'interno dell'università, e se anche così non fosse non avviene certo nei reparti dove stanno anche i medici e gli ammalati.

Io non ne so sinceramente molto, ma credo che gli studi con gli animali si facciano prevalentemente dentro strutture di ricerca e all'interno di istituti e laboratori privati, per cui se non si è espressamente interessati a determinati settori non capiterà di avere a che fare con altri esseri viventi al di fuori degli esseri umani.

Insomma, una risposta breve alla lettera di Giorgio sarebbe: no. Nella facoltà di Medicina non viene fatto nulla a nessun animale, e potrai ranquillamente diventare dottore senza dover andare contro le tue decisioni e i tuoi principi morali. Benvenuto nel gruppo... e adesso con tutta la roba che devi studiare sono cavoli tuoi!

Eppure, il problema etico secondo me rimane: un medico può realmente dirsi contrario ai test sugli animali, quando poi utilizzerà i risultati per i propri pazienti? E lo stesso vale anche per chi non diventerà dottore: la società (o una parte di questa) può condannare lo sfruttamento degli animali, quando però all'occorrenza si giova dei benefici che ne derivano?

Magari la posizione migliore è proprio quella di Giorgio, che si preoccuperà di fare il proprio lavoro secondo i propri principi e preoccupandosi di quello su cui può intervenire direttamente, nel proprio piccolo?

Io una mia - personale - opinione già me la sono fatta... ma mi farebbe piacere ascolare la vostra.

Simone

P.S.

Come dicevo nell'introduzione, trovo che questo sia un tema molto sentito e molto forte. Per questo motivo ognuno dica pure tranquillamente la propria opinione, ma senza accalorarsi troppo e nel rispetto delle idee degli altri. Grazie :)

15 commenti:

StellaPazza ha detto...

Ho visto in tv uno speciale su alcune cliniche svizzere che ti pagano se prendi i loro farmaci, firmando ovviamente che qualunque cosa ti capiti non è colpa loro, e non ti dicono nemmeno cosa esattamente hai preso. In questo caso mi sembra uno sfruttamento di persone che sono arrivate alla frutta, e chissà quante ce ne sono al mondo disposte a farlo. Purtroppo qualunque farmaco che esce da una ricerca va sperimentato, anche solo per vedere se funziona. Non credo che ci sarà un giorno in cui né gli animali né gli uomini verranno sfruttati in questo modo. Forse però si potrebbero limitare le torture, per quanto riguarda gli animali, e anche i classici "scienziati pazzi" che provano qualunque cosa sui pazienti disperati. Una mia amica con un tumore allo stomaco ha provato una nuova "cura" di un povero matto (che è stato arrestato, per fortuna), che non ha fatto altro che peggiorare la situazione favorendo lo sviluppo di metastasi. Quello che alla fine voglio dire è che forse si dovrebbe trovare un equilibrio, per quanto possibile, tra ricerca e scienza da una parte, ed esseri indifesi/poveri disgraziati dall'altra, testando solo quando è assolutamente necessario, ma questo è forse un discorso etico più che scientifico

Glauco Silvestri ha detto...

Argomento davvero complesso. La cosa principale, credo, sia quella di non fare di tutta l'erba un fascio, come spesso invece accade.
Condanno assolutamente la sperimentazione sugli animali per lo sviluppo di creme di bellezza, profumi e robe simili. Ma se la sperimentazione può portare benefici alla salute umana, non me la sento di condannarla.

Ho visto filmati che condannavano la sperimentazione di cure anti tumorali su piccole cavie. Prima inducevano il tumore sulle cavie, poi tentavano di curarlo. Ora mi chiedo, tra le persone in buona salute che condannano la sperimentazione animale, c'è qualche volontario pronto a sacrificarsi per svolgere le stesse prove su sé stesso piuttosto che sul topolino che vuole salvare dalle barbarie? Un passo avanti, prego!

Francesco Ciracì ha detto...

Discutere di determinate cose ormai mi porta il sangue a fuoriuscire dalle orecchie, perciò preferisco soprassedere al discorso sperimentazione animale, far finta di non aver letto la parola "vivisezione", e saltare al punto.
Mi limito a dire che uno studente di medicina non è costretto a fare ricerca (anzi, nella mia esperienza, per qualche strano motivo - probabilmente per paura che fossimo animalisti folli - non ci hanno permesso di vedere i topolini neanche sotto esplicita richiesta), come non lo è un medico, quindi Giorgio può studiare medicina senza timore della BruttaECattivaRicerca.

Sara ha detto...

Sono totalmente contro la vivisezione e penso che sia doveroso cercare nuovi strumenti di ricerca che non prevedano lo sfruttamento animale. Si continuano a fare esperimenti su esseri vivi anche quando si potrebbero seguire altre strade solo per risparimiare… oggigiorno si riescono a ricreare tessuti umani in laboratorio e non si trova un'alternativa alla sperimentazione animale? Sono scuse. Cmq venendo al caso di Giorgio: penso che, a meno che uno non scelga la ricerca, a Medicina non si facciano esperimenti su animali. Invece una mia “amica” di CTF (Chimiche e Tecnologie Farmaceutiche) faceva esperimenti sulle scimmie per la sua tesi di laurea (non a caso ho messo amica tra virgolette)

Giorgio ha detto...

Eccomi :)
In primis grazie a Simone, per avermi risposto via mail e per aver pubblicato un post sulla questione, ogni risposta che riceverà mi sarà più che utile. In questi giorni mi sto informando, anche telefonando alle varie segreterie universitarie (statale di Milano e Milano Bicocca). Risposte chiare non me ne sono arrivate, e un pò me lo aspettavo, diciamo pure che le centraliniste non sono proprio le persone più adatte per darmi quel tipo di delucidazioni. Una certezza ce l'ho, esiste una legge apposita (numero 413 del 1993) che tutela in modo totale gli obiettori di coscienza da eventuali discriminazioni. Quello che mi frena è proprio un'eventuale discriminazione da parte di qualche professore, magari vecchio stampo, che arrivi a dirmi "ragazzo, o fai questa cosa o l'esame non lo dai". D'altronde sono io quello che si deve laureare no? :) La legge è una cosa, la realtà (spesso) un'altra (soprattutto nella nostra repubblica delle banane). Spaccarmi la testa sui libri per anni per poi magari trovarmi di fronte una situazione del genere mi farebbe impazzire. I miei dubbi sono soprattutto sulle specializzazioni,su forum medici ho letto di specializzandi alle prime armi che operavano maiali o test neurologici sui ratti e cose allegre così. Aiuto! :(

Simone ha detto...

Grazie davvero a tutti per questi interventi. Credo che ognuno abbia detto la sua in maniera chiara, e trattandosi di un argomento delicato preferisco non aggiungere commenti personali. Mi limito a ribadire a Giorgio che probabilmente non avrà problemi per i sei anni di università, mentre per la specializzazione dovrà ovviamente informarsi e scegliere un settore puramente clinico e non di ricerca.

Simone

Marco ha detto...

Rassicuro Giorgio sul fatto che...anche a Parma è possibile fare l'obiezione di coscienza...(anche se è una cosa che non capisco, dato che come studente di medicina è quasi difficile avere a che fare con i pazienti....figuriamoci con gli animali!)
Personalmente sono contrario alla sofferenza di qualsiasi essere vivente (soprattutto perché oggi ci sono gli strumenti per evitarla), ma non credo si a una cosa intelligente bloccare o limitare la ricerca su cavia...

Mr. Lunastorta ha detto...

Secondo me bisogna ringraziare tutti gli animali che hanno sofferto e sono morti per permettere alla scienza medica di progredire e sperare che, un giorno non troppo lontano, la sperimentazione animale non sia più necessaria. Un discorso a parte merita la cosmesi, per i cui fini, secondo me, l'uso di animali andrebbe vietato fin da subito. La bellezza non giustifica la sofferenza inflitta a migliaia di creature...

Anonimo ha detto...

Io svolgo tirocinio in un grosso ospedale di milano, nei laboratori di ricerca si fanno ovviamente sperimentazioni animali ( topo e qualcosa del maiale). La ricerca non può prescindere da questo genere di sperimentazioni. Ho anche assistito al sacrificio dei topi, mi ha fatto molta impressione e infatti ora mi cambio stanza quando avviene. Io non posso tollerare sperimentazioni su cani, gatti ecc... ma non è giusto questo genere di razzismo con gli animali. Penso che per lo stesso principio non si dovrebbe mangiare carne. Perchè se mangi il maiale e poi non accetti che venga usato il suo cuore per trovare nuove cure...allora manca il senso logico del ragionamento. Gli animali non vengono fatti soffrire, lo si evita in tutti i modi.
Io non studio medicina, ma molti medici si occupano di ricerca e spesso quando si è specializzandi si lavora anche un po' nella ricerca... per cui sperimenti anche sugli animali. Ad esempio nel mio laboratorio ci sono degli specializzandi in anestesia che fanno ricerche su trapianti.

Anonimo ha detto...

P.S = LA VIVISEZIONE è illegale da anni e di certo in strutture di ricerca ospedaliere non viene eseguita.

Giorgio ha detto...

Breve aggiornamento: la segreteria di milano mi ha confermato che sono poche le specializzazioni che prevedono sperimentazione, e che in ogni caso posso avvalermi delle leggi che mi mette a disposizione lo stato. Posso mettermi sotto con gli alphatest con una preoccupazione in meno :)

Simone ha detto...

Grazie ancora una volta a tutti per i commenti e le precisazioni. Anche io credevo che la vivisezione fosse stata vietata ma non ero abbastanza informato a riguardo per dirlo con certezza.

Giorgio: se il blog è servito a toglierti un pensiero ne sono felice. Adesso pensa al test, e in bocca al lupo!

Simone

Fra ha detto...

Interessante argomento.
Mi trovo d'accordo senza ombra di dubbio con chi dice che interromperebbe immediatamente la sperimentazione su animali per la cosmesi.
Sulla sperimentazione per ragioni "mediche" non sono sicura... Personalmente, molti anni fa, ho rinunciato alla ricerca universitaria, perché non volevo fare esperimenti di farmacologia sui topi e ho smesso di frequentare il gruppo di un prof che mi voleva con lui.
Non mi sono mai pentita della scelta, che ho fatto solo per motivi etici.

TripToFun ha detto...

La parola vivisezione è usata a caso dagli animalisti. La ricerca medica (e scientifica in generale) non implica affatto sezionare animali vivi... questo lo facevano gli anatomici del 600 quando gli anestetici non esistevano.
Ora la cosa più invasiva che viene fatta è operare un maiale anestetizzato e sedato per sperimentare nuove tecniche chirurgiche, il che implica due cose
1. l'animale è per l'appunto anestetizzato e sedato, tale e quale all'uomo che si sottopone ad un intervento di appendicite.
2. l'unica alternativa praticabile a questa cosa è sperimentare tecniche chirurgiche sviluppate solo in teoria direttamente sull'uomo.
La cosa sulla quale si può obiettare è l'opportunità di allevare degli animali al solo scopo di utilizzarli per la sperimentazione, la stessa che vale (identica!) per l'allevamento da macello. Si può pensare che non sia corretto allevare un animale per poi ucciderlo, ma sicuramente non si può fare distinzione tra la mucca che mangi e il topo che si usa per verificare la tossicità dei farmaci.
Tra le altre cose gli animalisti tendono anche a fare una classificazione in animali di serie A e di serie B, per cui ad esempio la ricerca sui topi e i maiali è vista meglio di quella sui cani e le scimmie... col problema, però, che mentre la scimmia condivide il 99% del dna con l'uomo, il topo è ben diverso, pertanto i farmaci considerati "sicuri" in quanto sperimentati sui topi lo sono molto meno di quelli sperimentati sulle scimmie e il passo successivo della sperimentazione è sempre l'uomo.

Quanto al problema di Giorgio, è certo che durante il corso di medicina non avrai contatti con animali a meno di andarseli a cercare volutamente. E' altrettanto certo che durante il corso di laurea avrai modo di capire in quali specializzazioni e in quali gruppi di ricerca si fa sperimentazione animale e potrai scegliere su queste basi. Ricordati, però, che gli animali non sono solo oggetto di sperimentazione. Ad esempio le protesi valvolari cardiache biologiche sono ottenute con pericardio di maiale, pertanto se il tuo problema è che non ritieni corretto allevare animali con lo scopo di ucciderli dovrai evitare di fare il cardiochirurgo... perchè a quel punto difficilmente puoi rifiutare di impiantare una protesi biologica in quanto ottenuta da tessuti animali.

Simone ha detto...

Grazie per le precisazioni. Credo che gli animalisti intendano e vedano come vivisezione qualsiasi test fatto su cavie animali, ritenendo inaccettabile qualsiasi utilizzo di esseri viventi. Quella scientificamente detta "vivisezione" vera e propria per loro è equivalente a una puntura o prendere la temperatura, non vogliono che si usino animali e basta per cui qualsiasi ricercatore è un vivisettore nel momento che maneggia un topo per qualunque fine.

Simone