16/11/12

Prendere due lauree: c'è anche chi ha le idee molto chiare... fin dall'inizio!

Percorso di destra: 5 anni. A sinistra 6. Dritti per il ricovero.
Caro Simone,

girovagando per internet mi sono imbattuta nel tuo blog, e ne sono molto felice. :)

Primo, perchè mi hai dato nuova determinazione per proseguire i miei studi, secondo perchè mi hai dato nuova determinazione per cominciarne altri.

La mia storia è molto diversa dalla tua: non sono ancora laureata in niente, non ho passato 10 anni a lavorare facendo qualcosa che non mi rendeva felice, e non ho ricominciato a studiare passati i 30 anni. In realtà sono molto giovane, ho 19 anni e studio economia.

Il mio più grande difetto, è che al liceo sono sempre stata troppo brava in tutto, e non ho mai avuto una totale passione per qualcosa di preciso. Per anni ho voluto fare architettura e poi medicina. L'ultimo anno è stata una battaglia tra fisica ed economia.

Alla fine economia ha avuto la meglio e sono al secondo anno, ma quest ultimo periodo sono stata in una totale crisi, perchè mi sono resa conto che - per quanto possa essere interessante l'economia - studiare fisica mi avrebbe reso più felice.

Eppure quando ho scelto economia, se l'ho scelta, era perchè volevo realmente farla, nessuno mi ha costretto, e la cosa brutta è che mi sono pure piaciute certe cose che ho studiato! In una totale confusione e smarrimento, ho passato intere notti a piangere, sognando una volta di essere uno scienziato, e la volta dopo di essere il manager di una qualche azienda famosa, e non riuscivo a capirci niente.

Ora, dopo averne parlato anche con i miei ed aver letto la tua storia, ho deciso che se tutto va bene mi laureo in economia a 23 anni (ho fatto la primina, fiuuu :) ) e voglio farmi almeno una triennale in ingegneria fisica, a discapito di tutti quelli che mi dicono che sono pazza.

Finirò a 26, forse 28 anni, ma almeno avrò fatto ciò che più mi piace. So che economia non c'entra proprio niente con fisica, però che ci posso fare se mi piacciono entrambe? :)

Noi siamo sognatori, ed il mondo appartiene a noi. So che ce la possiamo fare, in bocca al lupo per tutto (da quello che ho capito ti manca poco) e grazie per avermi fatto capire che se si vuole qualcosa veramente, basta imboccarsi le maniche e darsi da fare!

Marcelina.

17 commenti:

Simone ha detto...

Ciao!

Devo dire che mentre leggevo ero un po' perplesso: sai quanta gente mi dice che vuole prima laurearsi in una cosa, specializzarsi, fare abilitazioni varie e DOPO iniziare il percorso che gli piace realmente? All'inizio anche tu mi parevi indirizzata su un discorso del genere... ma poi ho capito che nel tuo caso la situazione è diversa. Ti piacciono due cose, e vuoi farle entrambe.

Che vuoi che ti dica? Il concetto moderno di specializzarsi e dello "scienziato" che conosce una cosa sola nasce da bisogni economici e lavorativi, ma alla fine non ha veramente senso di esistere e se tu sei appassionata tanto di economia quanto di fisica (ingegneria fisica sinceramente non la conosco proprio però!) allora fai benissimo a seguire il percorso che hai scelto!

Ci saranno momenti e situazioni difficili: le persone che ti prendono per matta le hai già conosciute (ma non penso proprio che tu sia matta, credimi :) e il momento del "cambio" con la fine di una laurea e l'inizio della seconda sarà particolarmente critico. Considera anche che forse ci sarà un aumento della difficoltà con i primi esami di fisica che sono piuttosto pesanti e destinati a fare una certa selezione, ma se è quello che vuoi non farti spaventare e metticela tutta!

Grazie davvero per avermi raccontato la tua esperienza così interessante... ciao e in bocca al lupo!

Simone

Anonimo ha detto...

Anch'io a 20 anni pensavo ad una laurea in Lingue prima (Scuola Interpreti per la decisione) e poi una in Psicologia.
In effetti ho fatto così, prima laurea come interprete, appena finita mi ero subito iscritta all'esame di ammissione di Psicologia, l'ho superato ma poi non ho avuto il coraggio di iscrivermi. Sentivo che prima mi dovevo "sistemare" con il lavoro e la mia indipendenza. Ho fatto così. Poi a 35 anni mi sono iscritta a Psicologia. Tutto sommato la vita è abbastanza lunga per farci stare tutto se la viviamo pienamente.Ylenia

Mister D ha detto...

Talmente brava in tutto da mettere la virgola tra soggetto e predicato...

Scusa Simone per il messaggio un po' polemico, ma questa spocchia non riesco a sopportarla. Comunque, complimenti per il blog!

Simone ha detto...

Ylenia: infatti il difficile di questi progetti è non cambiare strada una volta che ci si scontra con la realtà e quello che può succedere a metà strada. Dopo una prima laurea è difficile partire con una seconda se non si è veramente determinati e se le nostre esigenze magari nel tempo sono cambiate.

Mr. D. Dai non mi pare spocchiosa, esagerato! E con le virgole non sono mai stato tanto bravo nemmeno io, le metto dove mi piace ma le regole non le noi parate mai :)

Simone

Mister D ha detto...

Hai ragione, Simone, mi sono lasciato trasportare. :)

In effetti, tre anni fa, appena uscito dal liceo, anch'io avevo la sensazione di poter spaccare il mondo. Ora la mia voglia di studiare è ai minimi storici, e pensare, finita la magistrale, di ricominciare per una nuova laurea mi sembra una follia. :) Ma sarebbe ingiusto da parte mia rovinare l'ingenuità (in senso buono) di chi ha appena cominciato.

Simone ha detto...

Ma infatti come dicevo il momento del passaggio alla seconda laurea probabilmente sarà critico. Molti di quelli con una prima laurea si fermano all'inizio della seconda proprio perché non ce la fanno più a studiare... poi ci saranno magari possibilità lavorative, bisogni economici... ma l'intenzione c'è è se uno è convinto mi pare corretto dire che la cosa è difficile ma non è "sbagliata" dal punto di vista concettuale.

Simone

Anonimo ha detto...

Io dopo una laurea in filosofia, esattamente tre anni fa ho fatto l'esame di ammissione a logopedia. Sono entrata ma dopo qualche mese ho lasciato perchè avevo trovato lavoro e a 28 anni sentivo la necessità di essere autonoma. Ma soprattutto il mio sogno nel cassetto era medicina. A 28 anni però non me la sono sentita di iscrivermi a medicina. Forse non avrei retto ai giudizi degli altri e in primis a quelli del mio (ora ex)fidanzato. E probabilmente non avrei mai tollerato l'idea di lavorare nel settore sanitario e non essere un medico. Penso che non avrei sopportato nemmeno il tirocinio..
ora ho 31 anni e purtroppo mi ritrovo a spasso e a fantasticare su come la mia vita sarebbe stata se avessi fatto una scelta diversa (medicina). Mi sto ancora mordendo i gomiti. Per cui il mio consiglio è: terminate gli studi che avete inizialmente intrapreso ma solo se capite di riuscirci in breve tempo, altrimenti focalizzatevi su quello che è il vostro vero sogno e mollate il resto!!prima si inizia e meglio è!
Silvia

Simone ha detto...

Io pure a 31 anni fantasticavo su come sarebbe stata la mia vita se avessi fatto medicina... e ti capisco benissimo anche quando parli di finire gli studi in fretta oppure mollarli se diventano un ostacolo. È un consiglio che do sempre anche io!

Simone

Marcelina ha detto...

Caro Mister D sono straniera, scusa se non ho ancora padroneggiato tutte le regole della tua lingua alla perfezione, ma ci provo. Come sempre mi trovo ad aver a che fare con chi giudica senza conoscere, poi ci si chiede perchè tutti rinuncino ai propri sogni... ci credo! Spero comunque che tu riuscirai a realizzare i tuoi.

Marcelina

Anonimo ha detto...

Da medico a psicologo:

Salve! Dopo tanti anni di medicina e due specializzazioni mi sono iscritto a psicologia e ho già dato diversi esami. Per questo condivido la tua scelta. Dopo la seconda laurea mi piacerebbe fisica o matematica.

Vincenzo

Simone ha detto...

Grande Vincenzo, in bocca al lupo!

Simone

giada oltramari ha detto...

ciao! complimenti per il blog! mi ci sono imbattuta digitando su google ''prendere due lauree'' e devo dire che sono felice di sapere che non sono la sola ad essere così in difficoltà (in termini di scelte);brevemente... finito il liceo mi sono iscritta ad economia: da un lato mi piaceva davvero, dall'altro mi dava sicurezza, ma soprattutto mia madre (prof di economia aziendale) mi ha dato la spinta finale. Ora ho 21 anni e mi mancano 3 esami alla laurea triennale; durante i tre anni di studi sono sempre stata perseguitata da pensieri del tipo ''e se avessi fatto questo? e quest'altro?'' in particolare ci sarebbe una facoltà, scienze erboristiche, che mi ha sempre ispirato un sacco, ma che, lo ammetto, non ho avuto il coraggio di scegliere. so che se tornassi indietro e riavessi la possibilità di scegliere, non sarei ancora sicura... non so se sceglierei l'una o l'altra.. ma adesso che sono a metà del percorso economico diciamo, sono veramente nel pallone.. non so se continuare con la specialistica nel ramo che più mi affascina dell'economia (la finanza) o se cambiare totalmente e seguire i miei sogni.. (tanto per capirci sono molto appassionata di tutto ciò che riguarda la medicina naturale, le piante,la natura... tant'è che nelle pause che faccio quando studio mi informo su questi rimedi, sulla medicina non tradizionale e lo faccio davvero con piacere...) se dovessi fare questa scelta però ho paura di pentirmene un giorno, perchè la finanza mi appassiona e so che potrebbe darmi più sbocchi lavorativi... non so davvero cosa fare, scusa il papiro!

Anonimo ha detto...

Ciao! Conosco una persona che ha gia' due laureee che si prendono a pugni tra loro e che vorrebe a 30 anni iscriversi in medicina e poi specializzarsi in non si sa ancora cosa. Io la trovo da una parte una scelta molto coraggiosa e di tutto rispetto,dall' altra da grandissimi incoscienti,indecisi,mandroni a lavorare e complessati ( perche' ho ragione di pensare che per alcuni diventare medici sia un desiderio morboso dato dalla credenza comune che solo fare il medico sia dignitoso)...sono tonta io che sono contenta di quello che sto facendo e che non vedo l' ora di lavorare e specializzarmi in questa unica cosa? 0.o

Simone ha detto...

O.o: penso anche io che medicina sia diventata un po' una moda e una sorta di psicosi collettiva. Quasi tutti i diplomati provano il test di ammissione, un motivo ci sarà!

Comunque a 30 anni il tuo amico comincia sepmpre prima di me, beato lui! :)

Ma tu invece che stai facendo che ti piace tanto? Magari raccontacelo così potresti invogliare qualcuno a non fare il dottore! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ribadisco che non lo reputo troppo beato perche' vi vedo mossi da ragioni diverse, le tue le trovo piu' nobili. Ora non ci sara' piu' il test ed e' per quello che mi chiedo come mai questa voglia di fare il medico non sia saltata prima, come mai non si e' messo in gioco prima e perche' se ne sia accorto dopo aver gia' due lauree. Visti discorsi passati carichi di odio verso i medici mi viene da pensare che sia solo una neccessita' di acquistare prestigio agli occhi degli altri e smetterla di essere geloso dei medici. Studio in Agraria. Sincerente tanto di cappello per i medici, non li voglio assolutamente sminuire ( tranne quelli colpiti da psicosi) ma a me personalmente impressiona di piu' un chimico.

Nica Palma ha detto...

ciao a tutti. Sono una dottoressa in psicologia. vi racconto prima brevemente la mia storia, poi ciò che ho da dire a riguardo di tutti questi discorsi sull'"è troppo tardi".
Appena diplomata, non sapevo veramente che pesci prendere. Non sapevo cosa mi sarebbe piaciuto fare, guardavo in un futuro nebuloso e per me assolutamente imperscrutabile. Scelsi all'inizio il DASS, orientandomi verso il curriculum di cinema, specializzandomi in regia e sceneggiatura. Questa scelta derivò dalla mia grande passione per il cinema e la scrittura, ma soprattutto dalla spinta, in merito a questa facoltà, da parte di mio padre, il quale diceva che essendo una facoltà nuova, chissà....mentre ero lì, mi scoprii a cercare di dare esami su esami riguardanti la psicologia....era il secondo anno di dass....cambiai. Feci il test di ammissione per psicologia e quello per medicina e optai per iscrivermi a psicologia. Ora sono arrivata a 28 anni a finire quasi il tirocinio di psicologia e con la voglia di prendermi un'altra magistrale, in merito alle neuroscienze, sempre in psicologia. Ho SEMPRE lavorato mentre studiavo, e continuo a mandare cv, sta volta per cooperative in ambito psicologico. Che dire, a volte, persino io che amo questo settore, mi sono pentita di non aver preso medicina e poi psichiatria, ma solo per una questione di lavoro, e non di passione.
Cosa ho da dire della storia del "è troppo tardi"?!
Le logiche del mercato, in un mondo come questo, non guardano alla passione, ma al profitto, quindi direi "beh, se vuoi mangiare, allora devi sbrigarti a fare la cosa che più ti da chance per lavorare. Poi c'è la crisi. Beh, ragazzi, ancora a perdere tempo coi libri?!". Invece lascio parlare la parte meno gretta e ossessiva di me e cito alcune persone:
1)In quanto a produttività (piccola critica alla nostra società), c'era un certo Olivetti che asseriva il fatto che la passione e la dignità restituiscono maggiore energia alla persona per essere produttiva.
2)In merito alle opportunità che ci troviamo dinnanzi, cito una psicoterapeuta che sa il fatto suo e che dice "è inutile programmarsi TUTTO TROPPO, nella vita non sai cosa può accadere"
3)Una prof. all'università mi disse "tu non devi preoccuparti troppo del fine, ma della passione che ci metti nel percorso"
4)In merito al fatto di essere presi per folli, ogni volta mi ripeto come un mantra le parole di una mia carissima amica "Verò, sappi che sulla tomba ci sarà scritto il tuo nome, non quello di qualcun altro": non seguite troppo quello che dicono gli altri
5)Il mio cantante che adoro più di tutti ha prodotto il suo primo cd a 25 anni, TARDISSIMO per la musica. Ora spacca ancora a 42 anni e ha scritto una canzone a proposito del "troppo tardi"
6)Sommando tutto ciò, vi dico: la vita non è degli altri, è la vostra. Ci incastrano troppo in tremila discorsi sul fatto che devi essere il meglio di tutti su una cosa sola e che devi seguire la razionalità etc. Ciò che conta è realizzarvi. Non dico di non lavorare. Ma sentirvi bene con voi stessi. Guardarvi allo specchio e dire: "sto sputando sangue, ma in una cosa che amo. Faccio i salti mortali per lavorare e studiare, ma lo faccio per qualcosa in cui credo". Niente vi potrà restituire questo motore vitale. Non avvizzite solo perché non ci hanno resi capaci di scegliere ad alcuni di noi. Non è colpa vostra, è responsabilità di qualcun altro. Il percorso di ognuno di noi non può essere uguale a quello di tutti gli altri. Smettetela di sentirvi in colpa perché siete stati indecisi finora. Non mi va di buttarvi qui tutti i perché psicologici. Inspirate e cominciate a dire "IO AMO QUESTA COSA E LA VOGLIO STUDIARE, MI CI VOGLIO IMMERGERE". Poi se un giorno non la potrete applicare al vostro lavoro, amen. MA CI AVETE PROVATOOOOO!!
7)Citerò una frase che mi disse una volta mia nonna "A una sola cosa non c'é rimedio: la morte".
Scusate se mi sono troppo dilungata e in bocca al lupo a tutti voi.
ps. A Simò, sei un grosso!!!!

Simone ha detto...

Ciao Nica. Bel commento. In effetti la passione è la cosa che ti spinge ad andare avanti prima di tutto, è proprio come dici tu.
Grazie per i complimenti! :)

Simone