17/03/13

Studiare e lavorare allo stesso tempo: Matteo ci racconta come ha fatto lui.

Studente in bulloni si mantiene facendo il chirurgo.
Ciao Simone, con molto piacere ti racconto brevemente la mia piccola storia accademica:

Quando decisi di tentare il test a medicina (circa sette anni fa) avevo 28 anni e lavoravo a tempo pieno in una libreria. Ero fidanzato e abbastanza soddisfatto della vita, anche se da sempre ho avuto il pallino di studiare medicina.

Non l'ho mai potuto fare sopratutto perchè non avevo (e non ho) una famiglia che mi potesse mantenere all'università. Scritto così potrebbe sembrare che io attribuisca una colpa più o meno implicita alla mia famiglia, ma ci tengo a sottolineare che così non è.

Come tante famiglie della Napoli ''non bene'' (ma direi come tante famiglie della Italia ''non bene'') mandare avanti i figli è proprio dura, e troppo dura se questi vogliono continuare a studiare dopo la terza media e impossibile se questi poi vogliono fare l'università. Comunque, per farla breve, massimo dopo il diploma bisogna trovare un lavoro, magari anche emigrando.

Io sono stato fortunato perchè subito trovai un piccolo posto in una libreria, che tra l'altro trattava testi di medicina ormai in disuso che mi attiravano sempre particolarmente... ma mi accorgo che sto dilungando troppo e allora sarò schematico: a 28 anni supero il test e m'iscrivo a medicina. Per i primi due anni ho continuato a lavorare in libreria solo di pomeriggio, poiché ero riuscito a farmi mettere part time.

Dal terzo anno in poi è stata dura. Licenziato dalla libreria e lasciato dalla fidanzata (si voleva giustamente sposare, a 30 anni!) ho iniziato a dedicare il 70% della giornata a corsi e studio, mentre facevo pulizie negli uffici del centro direzionale, a nero, tutte le sere dalle 19 alle 24.

Guadagnavo giusto per l'iscrizione all'università, libri, fotocopie, cancelleria, e tutto ciò che mi restava in mano lo lasciavo a casa. Infatti io da casa non me ne sono mai andato, e questo forse è stato il fatto determinante.

Sono andato avanti per altri due anni con questo lavoro serale, ma poi il lavoro è finito mentre gli impegni universitari aumentavano. Allora ho trovato un lavoro in un pub solo per il fine settimana (venerdì, sabato e domenica) che è comodo dal punto di vista temporale ma che comunque è poco remunerativo, e soprattutto stagionale perché il pub non funziona in estate.

Allora in estate ho avuto la fortuna di trovare un lavoro come guardiano 24h/24h in un garage in una località balneare che mi ha permesso (e mi permette) di arrivare a due esami dalla laurea.

La nostra vita è fatta di sogni, e nessuno ce li deve rubare. Se perseguire questi sogni comporta sacrifici non bisogna mai aver paura, sono tutti crediti che si accumulano con la vita.

Matteo (aspirante medico).

12 commenti:

Vero ha detto...

Ciao. Matteo, che esempio di riscatto sociale, una forza d' animo che fa sembrare banale ogni altro fattarello che si può addurre come scusa per fermarsi a riprendere fiato. Sei sicuro che sia tutto credito con la vita? Quasi quasi ci credo...
In bocca al lupo.
Veronica

Dan90 ha detto...

Bravo!

Anonimo ha detto...

Grazie mille Matteo per averci raccontato la tua esperienza di vita.
Per me è un esempio illuminante e uno sprono ad andare avanti in questo momento difficile della mia vita, nonostante tutto.

un saluto, Giulia.

Anonimo ha detto...

Caro Simone che emozione essere diventato motivo per un post del tuo blog!
Credo che se si ha la fortuna di avere una aspirazione , un sogno, qualcosa per cui svegliarsi la mattina, allora si è sulla strada giusta. Quanti ragazzi ho visto perdersi solo perchè privi di un sogno! I momenti bui sono tanti però volere qualcosa è un po come scalare una montagna, devi fissare lo sguardo alla cima altrimenti, se guardi giù, rischi di cadere. Si Veronica, sono convinto che ogni sacrificio ci porterà, in qualche modo, un beneficio. Mi ricordo che quando sono stato segato due volte in anatomia volevo mollare ma poi sono stato ripagato delle nottate perse sul netter e sul balboni. Ragazzi se avete un sogno seguitelo, in fondo se si ha la fortuna di stare bene in salute e la possibilità di avere un piatto caldo ogni santo giorno, si può arrivare ovunque. Forza ragazzi tifo per voi.
matteo

valerio ha detto...

bellissima storia, meritava di essere raccontata

Simone ha detto...

Grazie Matteo, mi hai proprio stramotivato a finire quest'ultima parte di laurea che mi manca!! :)

Simone

Anonimo ha detto...

Ciao simone, scusami del tu ma non me la sento proprio di darti del lei data la tua giovane età.
mi chiamo monica e sto leggendo da qualche settimana con molto interesse il tuo blog.
devo ammetterlo che non so se avrei avuto il tuo stesso coraggio, detto sinceramente, iscrivermi nuovamente per una seconda laurea. questo perchè comunque tu hai già un lavoro da 110 e lode, molto rispettabile.
ora veniamo al punto... ti scrivo perchè non ho nessuno con cui parlare di argomenti del genere, nessuno sembra di capire cosa voglia dire per me tentare almeno di diventare dottoressa. ho 23 anni e dopo moltissima fatica ad aprile finalmente ho trovato un lavoro molto umile anche se sinceramente non lo trovo per nulla male. lavoro in un calzaturificio di lusso. il punto è che ho davvero necessità di lavorare dato che vivo separata dai
miei genitori, quindi ho le spese della casa, della macchina etc... ma puntualmente come arriva l'estate tutti i benedetti anni mi trovo a vivere con angoscia questo periodo, perchè penso che avrei almeno dovuto tentare il test di medicina. leggendo il tuo blog mi sono presa coraggio e ho comprato tutti i libri alpha test e
sto cercando di studiare qualcosina, che
mi esce molto difficile dato che lavoro full time e la sera
sono sempre cotta.
il punto è.... se per qualche miracolo riuscissi ad
immatricolarmi, come
potrei fare per tirare su i soldi che mi servono per vivere e per mantenere gli studi?!
la notte non dormo più... combatto tra cuore e
mente... ho sempre sognato di fare la pediatra... e abbandonare questo sogno così... mi mette tristezza, molta.
ti prego, tu uomo con qualche esperienza in più rispetto a me cosa mi consigli? come uscire da questa tortura?
non sono affatto brava a scrivere, perdonami... è una mail scritta di getto... spero tu la prenda almeno in considerazione.
perdonami anche per la noia.
ti auguro buona giornata e ti mando tutta la mia ammirazione per te.

Simone ha detto...

Ciao!

Strano che lo chiedi a me. Cioè, cos'ho di speciale io che non ha qualsiasi altro studente di medicina con lo stesso problema?

Non è che a 18 anni sia possibile studiare e lavorare, mentre a 23 no (o vice versa) e a 38 di nuovo sì o no a seconda dei casi.

Se pensi di dover lavorare fino a sera ti sei già risposta da sola: non è pensabile un lavoro a tempo pieno, da mattina a sera, con una facoltà così totalizzante come medicina.

Certo è che bisogna mettere le cose nella giusta prospettiva: sei tu che vuoi lavorare, o DEVI lavorare? Cioè non c'è modo di tornare dai tuoi o ricevere un qualche contributo anche minimo?

Se leggi tra le esperienze, c'è chi con un part time e in una città meno cara ci sta provando, per cui forse non è questione di lavorare 12 ore al giorno ma di trovare un equilibrio tra lavoro e tempo dedicato allo studio.

Ma tu insomma dici che non ci dormi la notte e ci stai male... più male che andare a vivere dai tuoi per qualche anno? Cioè stai meglio col rimpianto a vita rispetto a come staresti facendo dei "tagli" e cercando un aiuto per qualche anno, prima di passare a un lavoro molto più gratificante (almeno per te, credo)?

Poi puoi studiare part time e segnarti come studente lavoratore, impiegandoci magari 10 anni invece di 6 ma appunto cercando un equilibrio.

Mi piacerebbe pubblicare questo tuo commento (e la mia risposta) in un post... posso?

Ciao!

Simone

Anonimo ha detto...

sei stato gentilissimo ad avermi risposto, grazie Simone! fidati che anche non conoscendoti
di persona, avverto che sei speciale, hai moltissimo coraggio, voglia di fare e sai essere indipendente nelle scelte che fai, anche al costo di andare contro idee già fatte e costruite dalla nostra società.
insomma sfido a trovare un altro ingegnere che sapendo
di avere già un posto di lavoro fisso gratificante, si butta e si cimenta in una nuova facoltà lunga, tosta e mi vien da dire proprio opposta! questa è la tesi che conferma la mia ammirazione verso di te! =)
veniamo alla mia risposta...il punto è che sono andata via di casa proprio perchè avevo problemi grossissimi con i miei, ancora meglio con mio padre.
dato lo sforzo immane che avevo fatto per "liberarmi" dalla situazione in cui vivevo mi sembra da stupida, da sconfitta a tornare a casa.
l'aiuto economico sicuramente ci sarebbe da parte loro, ma così perderei un'altra delle mie ( più unica che rara ) vittorie.
inoltre come dici tu Simone io purtroppo DEVO lavorare per mantenermi.
sono consapevole che un lavoro full time sia fuori dal discorso, e sarei anche felice di trovarne uno con meno ore di lavoro, il punto è che non è facile trovarne oggigiorno.
non ho nemmeno conoscenze che mi permettano di dire, va beh al massimo posso lavorare qui o di lì.
non so come uscirne, a chi appoggiarmi...oltrettutto i miei mi deridono anche per non aver continuato a studiare subito dopo il liceo, definendomi "asina". tutto questo perchè aiutavo loro nell'attività che hanno.
ok, non saró uno di quei secchioni che avevano in tutto 9 e 10 al liceo ma io penso che essere dei dottori, va al di là di tutto ció... io amo i bambini, e so che ce la metterei tutta per diventare una dottoressa brava, competente e che ama il proprio lavoro proprio per il bene che vuole a quelle creaturine...
spero ora tu capisca un pó di più la mia vitaccia...e i
miei complessi!
( certo che puoi pubblicare! mi sento onorata! =) )

Monica

Simone ha detto...

Grazie davvero ma non so se mi merito tutti questi complimenti! :)

Secondo me devi cercare un compromesso, anche facendoti aiutare dai tuoi ma in cambio magari aiutandoli nella loro attività se c'è ancora...

Allora tra un giorno o due metto il post, grazie!

Simone

Anonimo ha detto...

Che bella esperienza Matteo. Davvero complimenti. Non smetto mai di seguire il tuo Blog Simone. Ogni volta che sono triste e penso al mio sogno sfumato e quanto sia tardi per poterlo raggiungere vengo qui a leggere i tuoi progressi e mi sento meglio.
Vorrei tanto diventare un medico ma credo che ormai sia troppo tardi per me.
Molte notti mi sveglio e piango ,ci soffro ogni giorno. Forse sono costretta a vivere con questo grande rimpianto .
Ragazzi siete stati davvero grandi e avete tutta la mia stima

Simone ha detto...

Io non ti capisco... ti svegli la notte per piangere però è troppo "tardi" per fare quel cavolo di test?! Cioè meglio piangere la notte a vita che sentirsi un po' "strani" in mezzo a tanti 20enni?! Io penso che dovresti provarci pure se di anni ne hai 50... e secondo me ne hai 23.

Simone