12/07/13

Studiare dopo i 30 anni: un posto come dottore.

Il mio primo lavoro, a 70 anni: costruire bambine robot!
Cena con amici e parenti, non ricordo più per quale motivo.

«Ma poi, dopo la laurea, che fai?» mi chiede qualcuno. «Vuoi lavorare in ospedale?»

Le solite domande alle quali non so rispondere manco a me stesso: tra la specializzazione impossibile, la crisi e tutti i centomila imprevisti, secondo voi - per lavorare in ospedale - basterebbe, semplicemente, volerlo?

«Pensavo di fare un master». Rispondo, proponendo l'ultima versione giustappena aggiornata dei miei dubbiosi progetti per il futuro prossimo venturo. «Poi i corsi da ecografista e qualcos'altro... ma a lungo termine, vorrei avere uno studio con dei pazienti miei».

Risate generali:

«Ma uno va a farsi visitare dall'urgentista? Non fa prima a chiamare l'ambulanza?»

Che palle. Provo a spiegare quel solito discorso di stare in pronto soccorso per fare pratica, e che la medicina di base la dovrebbero fare tutti e che magari vai dallo specialista sbagliato e butti i soldi, eccetera eccetera, ma niente. Medicina d'urgenza = pronto soccorso = tipologia di medico che visita solo chi sta per morire. Che è sempre meglio della tipologia di medico che stai per morire DOPO che ti ha visitato, secondo me... ma vaglielo a far capire.

Altra situazione: notte in Pronto Soccorso.

Aiuto con un paziente che definire urgente vuol dire sottodimensionare molto il problema. Ne accompagno un altro in reparto, che i portantini stanno sovraccarichi ma serve la barella e non possiamo aspettare. Aiuto un'infermiera a fare i prelievi, poi leggo i risultati delle analisi e in linea di massima li capisco pure.

Dopo un po' faccio un elettrocardiogramma a un signore con un infarto. Riconosco sopraslivellamento, segni di ischemia e forse già anche di necrosi, e grazie al fogliettone che ho sempre in tasca so risalire alla coronaria interessata.

Ma saprei fare lo stesso anche da solo, senza sbagliare e senza combinare casini?

Mi rispondo di no, e visto che non riesco a immaginare di laurearmi senza saper riconoscere un infarto non mi resta che tornare lì finché non ne leggo altri dieci, cento, cinquecentomila anche... finché alla fine insomma non ho imparato meglio.

Qualcuno dice che in reparto ti sfruttano solo, e non impari nulla. Eppure io invece ho imparato tantissimo, anche se un reparto solo non basta e mi toccherà cercarmi per conto mio altri turni e altri impegni oltre allo studio e alle lezioni e a tutto il resto di roba obbligatoria che sta lì quasi a volerti impedire di diventare dottore per davvero.

Mi chiedo se questo lavoro varrà qualcosa quando si tratterà di cercare uno spazio, un minimo di autorevolezza, una qualunque forma di retribuzione. Vorrei rispondermi di sì, convinto, e invece non lo so.

Credo che - prima o poi - sarò bravo almeno quanto qualsiasi altro dottore in grado di fare il suo lavoro. Eppure so già che dovrò arrangiarmi a destra e sinistra, passando per quello in debito e per quello che ha sempre qualcosa da dimostrare o per quello che ha iniziato da vecchio e non ce l'ha fatta a stare al passo con gli altri.

Terza scena, per concludere:

La Croce Rossa fa assistenza a un'associazione che segue bambini e famiglie con problemi di vario tipo. Che poi non è proprio la descrizione migliore della cosa, però va bene così e accontentatevi, che più o meno ci siamo.

Io chiedo di poter seguire le visite. Mi dicono di sì, e mi ritrovo a guardare qualche bimbo con l'otite, qualcun altro con le tonsille ingrossate, e altre cose forse anche un po' troppo banali ma che - insomma - in ospedale non si vedono mai.

Faccio la mia parte senza problemi: agli amici volontari viene da ridere a vedermi in questo ruolo un po' strano. Il dottore dell'associazione mi spiega le cose cazziandomi come se non sapessi una sega di niente (cosa che a tutti gli effetti non posso confutare) e nessuno dei pazienti si sogna di chiedermi in cosa voglio specializzarmi, quanto ho preso a Biochimica o in che reparto sto facendo la tesi.

Finito il turno mi ritrovo con i miei compagni della Croce Rossa. Un po' stanchi ma soddisfatti, che il servizio è andato bene. Saluto tutti. Baci, abbracci, sorrisi e qualche risata.

Monto in macchina e guido verso casa, tranquillo: almeno per oggi, il mio posto l'ho trovato.

Simone

27 commenti:

giulia ha detto...

Nella scena dei parenti mi ci ritrovo (situazioni diverse ma sensazioni identiche). Della serie io che dico "ho preso 26 (o 27 o giù di li) " e loro "mi diaspice, andrai meglio la prossima volta..ma era così difficile?". Come sarebbe a dire "era così difficile"? certo,a medicina tutto è un casino e o sei super genio-organizzato-faccia di bronzo (meglio tutto questo assieme) o arranchi (insomma te la cavi) e prendere un 27 è già un successo.
Oppure parenti che mi dicono "perché non fai la ginecologa o la pediatra, ti ci vedrai proprio...". E tu cosa puoi rispondere, mica puoi dire "e come cavolo faccio ad entrare in quelle specializzazioni ambite da tutte le altre ragazze del corso?".
Allora si risponde " ma a me pediatria e ginecologia non fanno impazzire come specializzazioni" e forse non è nemmeno una bugia.
Simone, sono sicura che tu troverai la tua strada e le tue idee non sono folli.
"tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finchè arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa" (Albert Einstein)

Simone ha detto...

Ahah, ma a me succede con parenti amici estranei... pure tra i commenti del blog qualche volta :)

Simone

dc ha detto...

io dopo anni a chi lo chiede(magari con una puntina ironica vista la mia età....ah già siamo coscritti Simone :-))rispondo vago spaziando dalla radiologia alla ginecologia,ben sapendo che il mio "riciclo" professionale sarà o anestesia o medicina d'urgenza(all'estero,in italia manco morto!)...e che gli altri pensino pure quello che gli pare!

Nimbus ha detto...

Mio dio, che ansia!
Però questi sono i post che ritengo più interessanti, visto che sono quelli più concreti e legati alla realtà. E che maggiormente mi spingono al suicidio :)

Simone ha detto...

DC: sì anche "glissare" è una tecnica efficacissima :)

Nimbus: nooo esagerato! Poi insomma alla fine è positivo un posto l'ho trovato... come assistente volontario non retribuito ma tant'è, c'è sempre di peggio :)

Simone

Nimbus ha detto...

Guarda Simone, l'unico conforto è il numero chiuso. Alla fine il numero di laureati è quello, quindi, anche se eventualmente finirò a 35 anni, hanno programmato quel numero di laureati. E magari a nessuno interesseranno ortopedia, urologia o medicina interna, quell'anno ;)

ThereseM ha detto...

Mi piace il discorso dell'andare al pronto soccorso "per imparare"... ma funziona che ci si può andare tutti o bisogna scegliere medicina d'urgenza? mi son sempre chiesta proprio questo... se sia un reparto "aperto" a tutti gli specializzandi volenterosi di passare delle notti differenti!

ThereseM ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Simone ha detto...

Nimbus: per le specializzazioni è un po' più complicato, comunque seriamente come dico sempre qualcosa da fare - anche grazie al numero chiuso - secondo me si trova.

ThereseM: tutti gli studenti possono frequentare qualsiasi reparto. Devi solo trovare un prof. "compiacente£ e chiedergli di poterlo seguire durante i turni.

Io comunque sono a medicina d'urgenza, e il problema secondo me è che frequentare reparti "in più" oltre quello dove si è interni e oltre la tesi e gli esami e tirocini... insomma, è un lavoraccio :)

Simone

ThereseM ha detto...

Nono lo so che i reparti si possono frequesntare tutti! Volevo sapere se un giovane medico neolaureato che magari vuol fare ccchennesò chirurgia oppure medicina interna o vattelapesca può fare esperienza in pronto soccorso a titolo di "volontariato".
A me piace molto medicina d'urgenza ma non so se effettivamente voglio specializzarmi in questo (nel mio ateneo non c'è l"indirizzo clinico d'urgenza ma solo quello chirurgico)... pur tuttavia mi piacerebbe fare esperienza di pronto soccorso, per imparare qualcosa!

Simone ha detto...

Si certo puoi chiedere di frequentare qualsiasi reparto anche da laureato! Poi dipende da loro ma in pronto soccorso ci sono 100 dottori uno disponibile lo trovi per forza.

Simone

Doc ha detto...

La specializzazione, con questi criteri, è impossibile.... Fidatevi. Di meritocratico non ha nulla, è tutto un fatto di culo (averne e darlo).

Un esempio? Quest anno il nostro beneamato governo ha fatto slittare talmente tanto il termine del concorso che, se mi fossi laureato a febbraio anzichè ad ottobre (e parliamo di 4 mesi, quindi quando i miei colleghi si sono laureati io mi sono abilitato) non sarebbe cambiato nulla. Questo si è tradotto in un micidiale intasamento del sistema.... Tipo 20 posti, 100 domande....

GRAZIE ITALIA!!!

Dama Arwen ha detto...

Mamma mia… le sensazioni di questo post e commenti vanno tra il soddisfatto per Simone alla depressione totale dell'organizzazione italiana :-(

Giuseppe ha detto...

Ma io poi nn ho capito una cosa ... Se da laureato uno fa il master in "diabetologia" o "autismo nei bambini" o "diagnostica con risonanza magnetica" può lavorare privatamente come diabetologo ad esempio? O ciò gli è precluso?

Simone ha detto...

Per lavorare privatamente non serve nessun titolo oltre alla laurea, nemmeno i master... tolte medicina legale e non ricordo cos'altro. Le specializzazioni sono richieste per fare i concorsi pubblici.

Giuseppe ha detto...

Cioè le specializzazioni sono richieste per l'ospedale ?? Io privatamente potrei esercitare come "cardiologo" facendo da me la preparazione con master te similia?? Chiedo solo se si possa fare, poi il discorso della clientela è diverso ...

Simone ha detto...

Se vuoi lavorare per conto tuo ti prendi le tue responsabilità e fai quello che ti pare tolte alcune cose come dicevo tipo medicina del lavoro e dello sport.

Non serve nemmeno un master, il titolo è solo la laurea in medicina e chirurgia.

Strano che quasi nessuno sappia queste cose... ma secondo gli studenti di medicina la laurea in medicina servirebbe a cosa?! Lo chiedo perché anche metà del mio corso la pensano allo stesso modo, ma mica esiste solo il posto fisso in ospedale anche se immagino che per molti l'aspirazione sia quella.

Insomma magari tu saresti un "medico chirurgo" che si occupa del cuore... se sei più bravo di uno specialista o almeno allo stesso livello magari qualche paziente sceglierà te.

Simone

Simone ha detto...

Aggiungo che non mi sono mai interessato a tanti settori, per cui magari su quello che vuoi fare tu dovresti informarti da te. Io per fare le ecografie so di per certo che essere radiologo non serve.

Anonimo ha detto...

Non credo che la questione nasca dal desiderio del posto fisso in ospedale, ma della considerazione che senza specializzazione lavorare come medico privato è estremamente difficile. Se qualcuno necessita di un'ecografia al cuore, si recherà probabilmente dallo specialista cardiologo che fa anche le ecografie.
Poi, è vero che l'ecografia è un'esame operatore dipendente. Quindi, magari se uno è molto portato sfonderà.

Simone ha detto...

Hmmm... ma sei un anonimo o Giuseppe?! Comunque non è detto che le ecografie le faccia lo specialista diretto interessato.

Cioè la tiroide la vede l'endocrinologo, la vescica l'urologo, il rene il nefrologo, il fegato l'epatologo... ? Secondo me spesso lo specialista fa la richiesta dell'esame che poi viene condotto da qualcun altro. Poi se sei specialista e hai pure l'ecografo a studio vabbe', ancora meglio.

Simone

Simone ha detto...

Comunque concordo che sia difficile lavorare senza specializzazione, molto difficile anzi. Però per circa metà dei dottori il destino sarà questo, volenti o nolenti, perché i posti in specializzazione sono sempre meno.

Giuseppe ha detto...

Era un anonimo ... Grazie mille come sempre Simone

Paolo ha detto...

Comunque è tutta una bufala il fatto che a Medicina le lezioni siano obbligatorie, o meglio è una frase fatta senza contraddizioni, vuol "dire fare di tutta l'erba un fascio". Tempo fa parlai con un mio amico che studia medicina e mi disse che è assolutamente falso che le lezioni sono obbligatorie anzi lui molte non le segue. Dice che è vero che in alcune materie prendono le firme ma queste non pregiudicano l'esame. Naturalmente io parlo di un ragazzo che è al 4 anno poi non so se nei successivi anni diventa tutto obbligatorio, e naturalmente i tirocini sono obbligatori. Questa è la situazione che mi è stata descritta nell'università di Palermo...
Scrivo questo commento per evitare di far perdere i sogni ad alcune persone che già hanno mollato la spugna perchè in giro non si sente dire altro: "ma lo sai che medicina è difficile con obbligo di frequenza". In realtà entrare nella facoltà di medicina è una lotta che a quanto pare inizia prima dei test, io credevo che l'impatto peggiore fosse solo quello ma invece l'impatto peggiore è quello che si ha con le persone che si hanno intorno che pur di abbattere la concorrenza cercano di sviare altre persone...
Cmq io dopo i miei studi universitari penso di iscrivermi a Medicina perchè è stata una materia che mi ha affascinato sempre e infatti ho letto e leggo molti libri che riguardano l'argomento, non mi interessa quello che dice la gente, io voglio raggiungere questo obiettivo e ci riusciro!

Paolo ha detto...

E comunque aggiungo che alla fine medicina non è molto più difficile di altre università. Ho considerato sempre ingegneria la più difficile università perchè li non si impara tutto a memoria. Medicina invece è molto più mnemonica e poi i libri con tante pagine non si discostano tanto da altri libri con tante pagine (che arrivano anche a 1400) che si vedono in una particolare facoltà. La differenza però è che questi ultimi a differenza dei primi non hanno figure e immagini...

Simone ha detto...

Paolo: dipende dai professori: ai primi anni quello di genetica era fissato e non potevi non seguire, storia della medicina faceva l'appello, istologia controllava per i tirocini facendo firmare uno alla volta, anatomia 1 non ricordo credo però lo stesso controllassero al tirocinio, fisiologia aveva un trucco per controllare la calligrafia delle firme... c'è stato qualche caso di persone che non sono state ammesse agli esami per via delle frequenze. Il fatto è che se un prof controlla o meno lo sai dopo il corso perché all'inizio è tutto un mistero e comunque a non andarci rischi.

Poi più avanti non controllano molto ma al contrario è dal quinto anno che la facoltà diventa totalizzante: l'idea è che per imparare davvero io mi faccio tirocini e frequenza in reparto e studio per gli esami a lezione.

Se non ci vai mai nessuno ti obbliga ma alla fine senza l'esperienza pratica che medico sei? Secondo me insomma le lezioni puoi anche cercare di evitare, ma se vuoi fare il dottore il tempo per prepararti devi trovarlo.

Medicina è più facile di ingegneria (che per me è più facile di matematica, fisica eccetera) ma a ingegneria studiavo meno della metà e soprattutto essere un bravo medico è difficilissimo.

Grazie del contributo!

Simone

Paolo ha detto...

Si ma più che altro volevo puntualizzare che quando chiesi al mio amico della frequenza obbligatoria lui mi guardò stranito per la serie "cosa stai dicendo?" e mi rispose con molta franchezza che non era per niente obbligatoria la frequenza, infatti volevo indagare ulteriormente ma poi mi è sembrato male andare in fondo al discorso. La cosa che mi stranizza è come mai in tutti i siti dicono che sono soltanto obbligatorie le lezioni anche perchè io stavo per gettare la spugna, ma ora che so che non è proprio così ho una buona speranza per continuare il mio sogno nonostante tutte le difficoltà che incontrerò in seguito...

Simone ha detto...

Non ho ben capito. Da regolamento sono obbligatorie il 66% delle presenze alle lezioni e ai tirocini. Poi ogni docente fa come gli pare tutto qui non puoi sapere in anticipo chi ti toccherà.