05/10/13

Un giorno da studente.

Al termine della giornata, mi rilasso un po' con questo.
Sveglia alle 7 e 30.

Che poi diventano le 7 e 45, le 8, le 8 e 10... vabbe': io la mattina ho un andamento più da bradipo che da essere umano, e per alzarmi dal letto - più che la sveglia - ci vuole il defibrillatore.

Alle 8 e 45 arrivo già in super ritardo in ospedale. Mi metto il camice in fretta, e vado al tirocinio in ambulatorio.

L'ambulatorio si chiama: "piede diabetico, piaghe e ulcere"... e meno male che negli anni scorsi mi lamentavo sempre che nei tirocini non si faceva quasi nulla! Perché se dovevo andarci al secondo anno, mi sarei sentito male almeno quattordici volte: una per ogni paziente che ho visto.

Ore 12 meno cinque minuti, e lascio l'ambulatorio: c'è una riunione col primario per discutere la tesi e per avere il "sì" definitivo per il titolo e tutto quanto il resto.

In questi giorni ho fatto un po' finta di non pensarci e non avevo nemmeno raccontato bene la cosa sul blog, un po' per scaramanzia e un po' perché avevo appena scritto un post di assoluta conferma, e non mi andava di scriverne un altro.

In ogni caso, e qui ci sta un mirabolante gioco di parole, sono tesi-issimo: se va tutto bene posso continuare con l'ecografia e col professore che mi segue ora e con questa cosa che mi piace. Se va male devo ricominciare da capo, forse con un professore diverso e magari pure con qualcosa della quale nemmeno mi frega nulla.

Insomma alle 12 sono nell'auletta col primario e gli altri studenti interni. Alle 13 e 30 la riunione è finita: le lezioni sono già iniziate da mezz'ora, non ho mangiato, sono stanco e ho un sonno cane.

Però la tesi è stata confermata in via definitiva, e il titolo più o meno ufficiale resta: l'ecografia toracica d'urgenza. Per quanto un titolo del genere possa voler dire tutto, o anche nulla. O anche tante altre cose intermedie a metà.

Ok, finito l'incontro mangio una specie di panino alla velocità di un'idrovora, e corro a lezione. Sarò sincero: sono stanco, dormo sul banco, l'aula ha un'acustica agghiacciante e non riesco a seguire una parola. Alla fine resto giusto un'oretta, e me ne torno a casa con un po' di anticipo.

Tra il tornare a casa e quello che viene dopo ci sono pure dei giri per cavoli miei di cui in genere non parlo sul blog (ho una vita - o quel che ne resta - anche fuori dagli ambienti medici, anche se alle volte me ne stupisco io stesso). Ri-tornato a casa dopo questi ulteriori impegni, ho giusto il tempo di mangiare al volo un non so che cosa mi era rimasto in frigo dall'ultima spesa... ed esco di nuovo.

Alle 8 e mezza - stavolta di sera - vado di nuovo in reparto. E capisco che è veramente da malati mentali, ma:

1) La tesi è confermata, e voglio parlarne col professore.

2) L'idea è che prima imparo a usare l'ecografo, prima finisco la tesi e prima mi laureo. Per cui meglio non perdere occasioni per fare pratica, quando poi dopo magari potrei non averne così tante.

3) Io quando posso ci vado sempre perché - come ho detto altre volte - semplicemente, mi piace.

E almeno sul terzo punto forse si potrebbe discutere e gettare le basi per una psicoterapia, ma se le cose non stessero così probabilmente non esisterebbe nemmeno questo blog e non sarei qui a raccontarvi di tutti i cavoli miei.

Non starò a raccontarvi tutto per filo e per segno, ma in reparto è una nottata di quelle pesanti e non è che sto proprio esattamente lì a riflettere su quanto ero già stanco ancora prima di cominciare. Alla fine decido saggiamente di fermarmi in ospedale un po' meno del solito, e rientro a casa che è da poco passata la mezzanotte.

Ultimo spuntino rapido della giornata perché mi è tornata fame (o forse non mi ero saziato mai). Una doccia, un minimo di relax con Internet, Televisione o quello che era, e finalmente me ne vado a dormire.

Mentre cerco di prendere sonno, penso che domani - alle 8 e mezza - mi aspettano di nuovo nell'ambulatorio piaghe ulcere e piede diabetico sul quale tanto ho evitato di disquisire. E ma mi sa proprio che, domani, arriverò un po' più tardi.

Simone

11 commenti:

TIM ha detto...

grazie per questi interessanti e divertenti siparietti! Forse non è lo stesso che spararsi 12 ore di sagastartrek come tanti, ma si va a letto sicuramente più soddisfatti!

Simone ha detto...

Grazie Tim! Soddisfatto, stanco, spesso con tanti dubbi e pensieri... è un periodo caotico. :)

Simone

Ariano Geta ha detto...

La tua scelta è stata comunque meritevole perché curare i malati è fondamentale. Mi auguro che il tour de force finisca e tu possa ricominciare ad avere un po' più di tempo da dedicare solo a te stesso senza connessioni con studio e tirocini.

Simone ha detto...

Ariano: grazie! Ho la sensazione che più avanti gli impegni aumenteranno, però!! :) ma credo che per la vita privata si possa trovare un equilibrio.

Simone

Alessandro ha detto...

Sei un grande, semplicemente..

Simone ha detto...

Esagerato!!! Comunque grazie!! :)

Simone

Nimbus ha detto...

piede diabetico, l'avevo già visto e non lo ricordavo. meno male che esiste google immagini. cosa devo depennare? dermatologia?

Simone ha detto...

Hmmmm... più chirurgia generale direi, che tanto il dermatologo ti manda dal chirurgo :)

Nimbus ha detto...

fantastico, era già depennata

Dama Arwen ha detto...

Maronn che giornata!
Ma perché dovrebbe essere da psicanalisi il fatto che ti piace andare in reparto??
Alla fine ad oguno di noi piace svolgere mestieri diversi, perché oguno ha indole diverse.
Io per esempio non capirò MAI quelli che studiano e lavorano nell'ambito di scienze politiche o economia, ma a taluni si vede che piace. Il tuo mestiere - anche se non è nelle mie di corde - mi affascina e lo trovo cmq interessante.

Simone ha detto...

Dama: non so, secondo molti se non devi andarci per forza potresti fare tante cose più interessanti... a me per ora mi ha preso così e meno male che non è strano allora! :)

Simone