03/02/14

Lavorare come avvocato, o tornare studente: il dilemma di Angelo.

Immagine forse protetta da copyright. Ma ho un buon avvocato.
Ciao Simone,
mi chiamo Angelo, ho 33 anni.

Scusa il disturbo. Ho letto per caso il tuo blog in rete e non ti nascondo di aver provato una certa sorpresa quando ho scoperto che esistono persone che non si arrendono.

Sono un avvocato e da diversi anni ormai lavoro per una pubblica amministrazione piuttosto importante. Mi occupo di rilevanti questioni di tipo finanziario, roba sofisticata, in un ufficio top nella mia amministrazione. Ma sono insoddisfatto.

Il perché? Temo sia lo stesso che ha indotto te a sfidare la tua pazzia. :)

Fin da piccolo pensavo che avrei fatto il medico. Poi, al tempo della scelta dopo il liceo, ho seguito la via facile, facoltà breve, senza test, necessità di sistemarmi subito e mi sono fatto fuorviare dai consigli di medici delusi.

Negl'anni ho accettato di proseguire il percorso intrapreso, pur non sentendomi a mio agio. Le cose andavano, studiavo e procedevo e pensavo che avrei trovato soddisfazione in qualche modo nella mia professione.

Ma a conti fatti, ora che la mia carriera è stabilizzata sul suo percorso, ho raggiunto una posizione economicamente e socialmente quasi accettabile dopo circa 11 anni (tra laurea, esame da avvocato, concorso, ecc.) pur avendo rispettato tutti gli appuntamenti e le tempistiche... ho buttato il mio tempo. Ho studiato qualcosa che mi interessa piuttosto poco.

Trovo le questioni giuridiche ed economiche assolutamente contorte, senza senso, inutili per il benessere delle persone. Mi è riaffiorata la delusione per le scelte sbagliate ma mi sento all'angolo:

Da una parte mi critico per certi pensieri, li trovo assurdi, narcisistici, inutilmente destabilizzanti. "Quel che è fatto è fatto" mi dico. "Non conosci nulla di quella professione, magari ti fa schifo".

Dall'altra mi rendo conto che la speranza, anche se mera illusione, di dedicarmi professionalmente a qualcosa che sento piu' mia, mi provoca appagamento.

Sto pensando di darmi una possibilità, una sola. Vorrei provare a fare il test di ammissione a medicina.

Il contrasto interiore di cui ti dicevo sopra mi spinge a non riuscire a mettere la giusta convinzione nel tentativo. Credo che la cosa vada vissuta con la massima felicita' ed energia. Ma non ci riesco. Temo di vivere sempre e comunque in un indecifrabile dilemma.

Angelo.

37 commenti:

unabottadivita ha detto...

Angelo..la vita è una, se non fai quello che ti interessa ora non ci sarà una seconda occasione!!
Provaci!!
E se vuoi fare il test ti consiglio caldamente di iniziare a studiare ;)

Escaper ha detto...

Caro Angelo: Stay hungry, Stay foolish.
Inizia a studiare per l'esame di ammissione a Medicina.

Se l'hai pensato vuol dire che puoi farlo. Senza se, senza ma.
Non mettere limiti davanti a sconfinati orizzonti.

Ma soprattutto..condividi la tua esperienza.

Nimbus ha detto...

Io il test lo farei, giusto per mettermi alla prova. Se non lo passi, sei a posto! Se lo passi, sono cazzi amari :D però potresti lavorare mezza giornata o prendere i permessi di studio, che avorando in una pa avrai sicuramente.

unascimmiettaamedicina ha detto...

Uh...un altro :P
Angelo sei in ottima compagnia: studia per il test e provaci!
Se a 33 anni e una posizione solida hai ancora il rimpianto di non aver fatto il medico, sappi che non ti abbandonerà!
Meglio buttarsi a 33 anni che a 38! E male che vada, avrai ancora il tuo lavoro :)

Anonimo ha detto...

Anch'io ti consiglio di iniziare subito a studiare e tentare il test. Se lo passerai avrai pochi giorni per decidere se immatricolarti o meno; sono convinta che a quel punto i tuoi dubbi scompariranno e riuscirai a prendere la decisione più giusta per te! in bocca al lupo

Nicoletta

Simone ha detto...

Be', mi pare davvero un plebiscito! :)

Io avevo risposto in privato... e pure io dicevo intanto di provare il test, magari senza troppo "impegno", e poi vedere a mano a mano come vanno le cose.

Grazie a tutti per i commenti, e in bocca al lupo ad Angelo!

Simone

Anonimo ha detto...

Grazie a tutti:)

Stefano ha detto...

Non farti fermare dall'idea che a 33 anni sia ormai tutto deciso, puoi benissimo rimetterti in gioco ancora!!! Anzi è un bene che tu ti sia reso conto e abbia preso coscienza di questa sensazione...se poi in tutti questi anni hai avuto il "pallino" di medicina vuol dire che è quella la tua strada giusta, e non solo un fissazione transitoria come magari può capitare appena usciti dal liceo...tu studia per il test e impegnati, e questa unica possibilità che ti vuoi dare falla fruttare mettendocela tutta!!! E stai tranquillo che di gente sopra i 30 anni ce ne sono un po' in corso con noi...Poi la laurea in giurisprudenza ti verrà assai utile anche lavorando come medico stai tranquillo ;)

Anonimo ha detto...

quanti sognatori su questo blog, ma un minimo di concretezza e realismo no? caro Angelo, voglio andare contro corrente e consigliarti vivamente di lasciar perdere; considera alcune cose: persone che a 30 dopo unajavascript:void(0) laurea in ingegneria si iscrivono a medicina perchè improvvisamente folgorate dalla vocazione di fare il medico evidentemente oltre ad avere entusiasmo, forza di volontà, voglia di mettersi in gioco ecc. ecc. hanno anche una certa sicurezza economica, possono permetterselo di assecondare questi "colpi di testa", quindi non facciamola così semplice, non affrontiamo cose del genere con frasi da filosofia spicciola da bacio perugina tipo volere è potere o l'amore vince sempre; anche perchè un corso come medicina richiede un impegno a tempo pieno, non puoi lavorare e studiare, perchè il più delle volte la frequenza delle lezioni è obbligatoria e gli esami sono tantissimi e pesantissimi; sulla carta sono 6 anni, ma per farlo bene questo corso generalmente richiede più tempo; se pensi che si possa studiacchiare quel tanto che basta per superare gli esami con un 20 allora non serve a niente, non impari nulla; a parte questo, tu dici di sentirti insoddisfatto, ma 1) sei sicuro che la professione medica ti soddisferebbe? hai una vaga idea di cosa sia la professione medica? guarda che è un salto nel buio, capita anche a tanti studenti di medicina di trovarsi ad un certo punto, e spesso troppo tardi, a pentirsi di averla scelta perchè si rendono conto che non gli piace; perchè medicina non è come nei film e nei telefilm, non è solo "aiutare le persone"; e pensi che tutti i medici se la passino bene? che siano tutti contenti? 2) pensi di essere l'unico insoddisfatto? ma proprio in questo periodo di crisi, in cui tanti ragazzi con un titolo di studio non trovano lavoro, tu devi considerarti un privilegiato; poi non tutte le soddisfazioni vengono dal lavoro, possono venire anche da cose che si fanno nel tempo libero; io per esempio le migliori soddisfazioni le ottengo proprio dagli interessi che coltivo per conto mio ma sui quali non avrei mai puntato per una professione; 3) proprio in questo periodo poi non conviene iscriversi, perchè si sta creanco un surplus di iscritti rispetto agli sbocchi; quest'anno per esempio hanno ridotto le borse di specializzazione e allo stesso tempo hanno immatricolato gente in più in seguito a ricorsi al TAR, un vero casino, anzi una beffa; tra pochi giorni ci sarà una manifestazione promossa da alcuni colleghi per chiedere al ministro di ridurre le immatricolazioni.

ciao e buona vita

Simone ha detto...

Stefano: in effetti, coi tempi che corrono, a un medico serve sempre un buon avvocato... hai detto benissimo! :)

Anonimo: grazie per averci fatto tornare un po' con i piedi per terra.

Immagino che Angelo, che non è così sprovveduto se lavora, ha vinto concorsi e tutto il resto, si sarà fatto 2 conti e nel caso saprà se e come potrà riuscire a sopravvivere economicamente nei prossimi anni, se dovesse ovviamente decidere di ricominciare a studiare.

Conosco personalmente e ho anche pubblicato qui sul blog le lettere di qualcuno che studia dovendo anche lavorare a tempo pieno, magari con spese fisse e altri problemi che lo tengono vincolato.

Ovviamente sono altre situazioni, e laurea se arriverà arriverà tempo dovuto e con aspettative diverse (conosco anche chi sta prendendo una seconda laurea senza l'intenzione di usarla per lavorare). Insomma ognuno vive la propria vita con le proprie - più o meno verosimili - aspettative, senza bisogno di fare castelli in aria ma nemmeno senza abbandonare automaticamente tutto.

Se ora hanno tagliato le borse e c'è chi manifesta per tagliare anche i posti in facoltà (e io forse è meglio che non mi esprima su queste cose che facciamo notte :) non è una ragione troppo valida per mollare... anzi, va benissimo per me provare il test e magari nemmeno passarlo o abbandonare dopo i primi esami, ma non provare nemmeno perché "la situazione è difficile" lo trovo francamente un atteggiamento troppo negativo.

In sintesi grazie ancora per l'intervento più "realista"... e comunque alla fine sarà Angelo a valutare i pro e i contro, e a decidere come riterrà opportuno.

Simone

Anonimo ha detto...

Caro Angelo, sei sicuramente un ragazzo in gamba e non certo uno sprovveduto come qualcuno vuol far pensare, però effettivamente io terrei in considerazione il lato economico, ovvero più che altro se puoi mantenerti durante il corso di studi considerando anche l'obbligo di frequenza che a medicina è previsto. Detto questo nulla vieta di provare e vedere come ti trovi in facoltà con lo studio e tutto il resto, perchè solo così, a mio parere,puoi capire veramente se è un percorso che ti si addice o no ed eventualmente tornare indietro.
Aggiungo poi che il lato economico è un fattore molto soggettivo (vivi solo?torneresti dai tuoi?ti aiuterebbero?puoi mantenerti da solo?ecc..).
Inoltre mi pare di capire che tu abbia un ottimo lavoro e che non sia del tutto convinto, perciò valuta se quello che lasci per provare medicina non sia poi motivo di rimpianti.
Se così non fosse, secondo me, puoi lanciarti tranquillamente e vedere se è la tua strada.
Sarebbe bello sentire anche il parere di qualche bravo e appassionato medico con esperienza che incoraggi noi ''temerari''.
Stefania

Anonimo ha detto...

In passato Simone ha dato risalto alla mia esperienza di studente di medicina lavoratore per cui puoi cercare il post in questione. Per quanto mi riguarda volevo dire che non ricordo (ho 40 anni adesso) un momento in cui la situazione fosse favorevole per realizzare una qualsiasi cosa si avesse in mente di fare ( l'Italia io la ricordo sempre più o meno in crisi). Ricordo che il mio medico sobbalzò dalla sedia quando gli dissi che mi ero iscritto a medicina. Disse che ero un pazzo perché medicina non assicura più i guadagni di una volta( vero). Fu proprio quella frase che mi fece capire che la mia strada era fare il medico. E' vero che ho scarsissime probabilità di entrare in specialità ( la matematica non è un opinione), è vero che forse non potrò mai avere quella sicurezza economica che in passato hanno avuto i medici, è vero che non avrò mai il posto a tempo indeterminato ma oggi sono felice solo quando il mio cervello si attiva per capire cosa ha una persona che ha perso il suo equilibrio fisico, sono felice quando qualcuno mi dice grazie solo perché gli ho prestato ascolto, sono felice solo quando faccio il medico. Devi solo capire se questa è la tua strada. Se è questa la tua strada sarebbe un delitto non tentare di percorrerla . Oggi abbiamo bisogno di medici appassionati del proprio mestiere e non di gente che si vuole piazzare nella società (tu sicuramente non lo faresti per questo perché sei già ben piazzato). Quel tempo è finito.
Matteo

Marco ha detto...

ciao Simone! sono un tuo follower da diverso tempo ma é la prima volta che scrivo direttamente. Ti stimo per aver portato avanti, difeso una scelta impopolare ma che sentivi davvero.
Io ho la passione dell informatica da quando ero bambino, tanti miei professori hanno riconosciuto in me un talento per il calcolo automatico. Mi sono sempre appassionato di sicurezza informatica e biomedica, ma dopo un po' di tempo mi sono chiesto: a cosa serve un ingegnere informatico? Diventi solo una scimmia da programmazione dietro una scrivania, lavorando nella oscurità, realizzando software per cui nessuno ti ringrazierà, e magari ruberanno da torrent.
Da tempo avrei voluto intraprendere medicina e unirla con la informatica (magari una specializzazione di radiologia),non ho saputo insistere e mi ritrovo con un rimpianto. Ho solo 21 anni però dentro di me, per aver nascosto le mie passioni , mi sento invecchiato.
Vorrei quindi invitare tutti, valutate le proprie possibilità, a darsi una chance reale per seguire il proprio cuore.
Marco

Anonimo ha detto...

Una piccola riflessione. Nella vita servono molta umiltà e sacrificio. Se il lavoro che facciamo non ci piace o ci lascia insoddisfatti ci si può rimettere in gioco in qualsiasi momento, indipendentemente dalla situazione economica di ciascuno. Non ti piace fare l' avvocato, il magistrato, il notaio, l' ingegnere? Fa bene, forse, chi cambia radicalmente e inizia un altro corso di laurea. Dico forse perchè cmq non è facile, oltre a riprendere gli studi, si inizia a diventare indipendenti più tardi; quindi se si vuole metter su famiglia ecc., tocca aspettare, ma se il sogno di una vita, allora vada avanti chi può permetterselo. Chi invece ha sentito la necessità di cambiare vita ma ha capito che "vuole occuparsi della salute degli altri", si scelga una triennale in professioni sanitarie, oppure chessò, guidi le autoambulanze: non per tutti i mestieri serve una laurea. E a chi direbbe: "Ah ma io voglio fare il medico", risponderei: "intanto inizia ad aiutare le persone, visto che è questa la missione, poi si vedrà." Umiltà e sacrificio, appunto. Stefano.

Simone ha detto...

Non aggiungo nulla agli ultimi commenti. Voglio solo ringraziarvi per i tanti interventi davvero bellissimi (tutti) che credo valorizzino molto questo blog, che altrimenti sarebbe solo un elenco di miei fatti personali probabilmente di scarso interesse.

Grazie davvero a tutti!

Simone

Anonimo ha detto...

Marco, ma se hai solo 21 sei giovanissimo, cosa ti impedisce di intraprendere medicina?

Anonimo ha detto...

ciao simone! visto e considerato lo sfacelo del ministero per matricole e aspiranti specializzandi, se si intraprendesse questa carriera solo per prestigio e remunerazione, pensi che si resisterebbe? o sarebbe meglio dedicarsi realmente ad altro

Simone ha detto...

Marco: mi associo: hai solo 21 anni, se vuoi cambiare sei ancora ampliamente in tempo per fare qualsiasi cosa! :)

Anonimo: credo che il discorso valga per tutte le facoltà e per tutte le carriere. Quali lauree si trovano la strada spianata, e quali professionisti hanno la vita così facile? Alla fine non c'è una scelta "migliore" di altre, secondo me, e se si pensa solo all'aspetto economico medicina è un percorso che non assicura nulla, ma ha effettivamente - per chi ci riesce - la possibilità di fruttare anche economicamente.

Poi si può studiare 6 anni + specializzarsi e più tutto il resto solo con l'idea che chissà che guadagni arriveranno? La risposta credo ognuno deve cercarla per conto suo.

Simone

Nimbus ha detto...

è divertente vedere che a smontare chi ci prova sono sempre gli anonimi che neppure si firmano =)

Eddy ha detto...

Condivido Nimbus... ;)

Anonimo ha detto...

io ho fatto l'esame di stato ieri.
francamente sono stati 7 anni (si 7 perché medicina dura 6 anni ma l'esame di stato di fatto te ne fa perdere un altro) molto faticosi e anche frustranti.
7 anni sono un'eternità, ma sembra ieri che mi sono diplomato. e questo non è un controsenso. lo studio è talmente intenso che i giorni, i mesi, i semestri, gli anni scivolano via un po' tutti uguali ma sempre con l'ossessione di corsi, esami, reparto.
non so se alla fine ne vale la pena.

Anonimo ha detto...

Ciao Angelo, se scegli di provare il test, sappi che lo passi poi ti immatricoli...anch'io ho avuto i tuoi dubbi, nel mio caso con la facoltà di psicologia. A 36 anni ho provato il test di ammissione dopo aver passato molti anni a pensarci su... il test l'ho superato e mi sono iscritta, ma poi non ho dato esami. Mi è mancata proprio la voglia di rimettermi a fare tutti gli esami, di studiare, di ricominciare daccapo. Ho studiato le prime materie e poi ho lasciato perdere. La psicologia mi piace molto, ma stare dietro all'università richiede tempo e motivazione, vedi gli altri sposarsi, fare figli, andare avanti nelle carriere e tu devi ricominciare da zero. Non ti nascondo che ancora molti dubbi dentro di me, la psicologia e soprattutto la psicoanalisi mi piacciono molto, ma studiare per altri 10 anni mi pesa troppo.
Ti ho riportato la mia testimonianza.
gattolibero

Anonimo ha detto...

aggiungo che anch'io ho già una laurea, il fatto di prenderne una seconda mi pesa moltissimo. Probabilmente se non avessi avuto nessuna laurea sarei stata molto più motivata, ci sarebbe stato anche l'orgoglio personale di intraprendere gli studi universitari e completarli. Invece così la motivazione non c'è, se almeno mi avessero ammesso alla laurea magistrale....
gattolibero

Simone ha detto...

Anonimo: grazie del commento. Ma come è l'esame di stato?! Si copia?! :)

Gattolibero: vedila così: hai provato. Poi anche se non è andata almeno non devi stare lì a chiederti cosa sarebbe accaduto se... studiare non fa più per te. È comprensibile, buono a sapersi. Un pensiero di meno prima di addormentarsi la notte, e giriamo pagina.

Simone

Anonimo ha detto...

ciao simone, sono l'anonimo dell'esame di stato
è a quiz tipo test d'ingresso. sono due compiti da 90 domande ciascuno (area preclinica e area clinica).
come saprai le domande vengono pescate da un database di 7700 domande A RISPOSTA NOTA, quindi il lavoro da fare è studiarsi a memoria le risposte. alcune domande sono pure sbagliate ma vabbè.
io sono riuscito a "consultarmi" con un collega ma questo penso dipenda da molte variabili.
uno pensa che dopo la laurea abbia finito e sia libero invece...
lorenzo

PS volevo aggiungere due ulteriori spunti di riflessione per chi vuole intraprendere questa strada.
1-sono rimasto impressionato dalla maleducazione della gente, non me lo aspettavo.
non aspettatevi molto rispetto o riconoscenza nel fare questo lavoro
2-certi lavori specialmente(guardie mediche , PS..) si fanno col coltello tra i denti, il paziente è il nemico da cui bisogna pararsi il culo, per cercare di non finire nei guai.

Marco ha detto...

@anonimo, @ simone. Perché onestamente mi spaventa la idea di finire tardi,cercare lavoro a 32 anni (se tutto va bene dato che ne ho 21 ),se tutto va bene, e vedere coetanei laureati, sposati e sistemati.Da una parte ho la voce che mi dice provaci, e dall altra quella che mi dice metti i piedi per terra e cercati una via più breve.

Marco ha detto...

@anonimo, @ simone. Perché onestamente mi spaventa la idea di finire tardi,cercare lavoro a 32 anni (se tutto va bene dato che ne ho 21 ),se tutto va bene, e vedere coetanei laureati, sposati e sistemati.Da una parte ho la voce che mi dice provaci, e dall altra quella che mi dice metti i piedi per terra e cercati una via più breve.

Simone ha detto...

Lorenzo: sì sapevo che erano un sacco di domande da imparare, pure sbagliate. Grazie... e che palle però! :)

A me lavorare in pronto soccorso piace. E' uno dei posti dove vedi più patologie (anche se anche lì c'è una divisione in "aree") e per tanti altri motivi... anzi penso che a breve ne parlerò meglio in un post visto che finora non ho detto tanto sulla medicina d'urgenza.

Marco: dici cose giustissime. Io penso che c'è anche chi non si sistema, non si sposa, non fa tante cose e nemmeno è soddisfatto degli studi che ha fatto o del proprio lavoro. Cioè alla fine sono tante le cose importanti nella vita... bisognerebbe cercare di realizzarne il più possibile.

Simone

Anonimo ha detto...

@Marco
questa cosa dei compagni laureati, sposati e sistemati è una iattura incredibile, ha condizionato moltissimo anche me nei miei 20 anni. Da questi condizionamenti ti libererai un po' verso i 30 anni e poi man mano che vai avanti te ne freghi sempre di più (anche perché le vite degli altri non è che siano le più adatte a noi!). Pensaci bene, se davvero ti piace medicina, 21 anni sono un'ottima età per iniziare (adesso gli anni ti sembrano un'eternità, ma ti cambierà la percezione man mano che "invecchi", fidati).

dc ha detto...

caro Anonimo del 4 febbraio...una domanda,sei di quelli che guardano con disappunto e sospetto gli iscritti oltre i trenta? ho perso il conto di questa gente in facoltà,qualcuno/a ha avuto anche ,glielo riconosco,il coraggio di dirmi"ma che lo fai a fare?professionalmente sei morto"...poi mi guardo indietro e mi ricordo il prof di chimica del primo anno che mi disse"fregatene di tutti,se alla fine anche solo per un giorno farai il medico il gioco è valso la candela"...poi guardo un ex collega,infermiere,quando lavoravo in ticino,che a 45 anni si è iscritto,a 51 ha finito e ad oggi ho perso il conto di quanto ha fatto da medico,o di un'altro oltre gli anta che si è iscritto e ad oggi,a 53 anni non solo ha finito,ma ha pure finito la spceialità in cardiologia...tutta gente appassionata del suo lavoro.la nostra categoria è sempre stata satura,verissimo,ma satura di amebe,gente che punta alla laurea per il soldo che si fa da medico(e che oggi tutti ti dicono che non fai più...point of view...certo se vuoi 15000 euro al mese non li fai più,se ti soddisfa fare il medico per onesti 3000-4000 euro il posto lo trovi e non mi sembrano bruscolini).per concludere ti chiedo:sarà un medico peggiore Angelo o stefano o il sottoscritto,con una laurea in mano a 40-41 o 42 anni...rispetto ad un mio collega che si è iscritto a 19 anni,laureato a 33(senza lavorare un giorno,per pura pigrizia),uscito a calci(voto di tesi=0)?pensiamoci...

Marco ha detto...

una piccola curiosità, ma al termine della specializzazione di medicina come funziona? bisogna ancora concorrere per concorsi pubblici ospedalieri oppure può capitare che ti propongano incarichi per chiamata diretta? Ho amici ingegneri elettronici che, non appena conseguita la laurea con buona votazione, sono stati contattati dalle aziende attingendo dalle banche dati universitarie.
Esiste un fenomeno di questo genere anche per un medico specialista oppure è tutto a crocette anche dopo per concorsi?

Simone ha detto...

Marco: può capitare che si venga "chiamati" in base alle esigenze (a volte cercano medici per ambiti specifici). Credo però che per avere un posto con contratto a tempo indeterminato nel pubblico si debba comunque vincere un concorso.

Simone

Simone ha detto...

Dc: dici benissimo. Alla fine l'età è un fattore importante... come lo sono però tanti altri.

Simone

Alex ha detto...

Ciao Simone! complimenti per il tuo blog! anche io sono indeciso tra ingegneria e medicina, e stavo pensando a biomedica. Può essere, a tuo parere, una valida alternativa a questo binomio? Angelo prova tutte le opportunità che ti si presentano, ma non vivere col rimpianto di non averle colte!
Alex

Simone ha detto...

Alex: l'ingegnere biomedico e sempre un ingegnere. Il medico tocca palpa taglia cuce... l'ingegnere disegna calcola programma progetta.

Non c'è un lavoro a metà tra i 2, sono troppo diversi.

Simone

Marco Buiatti ha detto...

Per condividere la mia esperienza ti posso dire che vado per i 29 anni, e sono al secondo anno in medicina, dopo laurea, master e lavori vari.
Vivo e lavoro in Irlanda, e ho finito il primo anno andando su e giù. Dovrò presto tornare perchè è sempre più difficile, e la strada è ancora lunga, ma volere è potere, non bisogna perdersi d'animo. Il mio consiglio è seguire il cuore, ma usando il cervello!
PS: complimenti a SImone, mi rendo conto dopo un anno che per prendere una seconda laurea in medicina ci vogliono due palle così.

Simone ha detto...

Grazie!!! E in bocca al lupo, che poi 2 s-palle servono pure a te allora! :)