13/01/12

Da Scienze Politiche all'Africa... e poi Medicina: una scelta impossibile?


Riporto questo messaggio che Azzurra mi ha lasciato qualche giorno fa:

Simone! Bellissimo il tuo blog, soprattutto per il seguito che mi rincuora... a meno che non si tratti di follia collettiva. :)

No, evidentemente neanche io sono pazza, e questa è la buona notizia.

La cattiva, anzi le cattive, sono che per una studentessa di Scienze Politiche il test è una missione impossibile, e che quindi forse non riuscirò mai a studiare quello che da due anni mi gira in testa.

Anche per me, tutto è nato dal volontariato sulle ambulanze, che ho iniziato dopo un viaggio in Africa, da cui sono tornata cambiata e che mi piacerebbe potesse anche cambiarmi di più.

Ho sempre pensato che chi sceglieva medicina o voleva far soldi - i più - o aveva la vocazione. E io non ce l'avevo.

Non sapevo cosa mi piaceva quando avevo 19 anni, viaggiavo molto e basta. Alla fine del liceo linguistico fui indecisa tra Medicina e Giornalismo, e poi scelsi il secondo: non avevo la vocazione, appunto.

Mi occupavo della vendita di materiale ospedaliero nell'azienda di famiglia, creata da mio papà ex studente di medicina - oggi imprenditore soddisfatto - e mi barcamenavo, come faccio tutt'ora a 29 anni, tra i mille mestieri dell'informazione.

Poi sono partita per l'Africa, un giro tra Burkina Faso e Mali.

Un mese tra villaggi, un mese di tramonti incredibili e cieli stellati i più stellati mai visti nella mia vita. Di mani da stringere, di sorrisi dolci, di lezioni indimenticabili.

Una volta tornati a casa, il vuoto. E poi la vocazione. Mi sarei iscritta immediatamente se non ci fossero stati test d'ingresso.

Ho iniziato a studiare per il test (le mie materie deboli sono la matematica e la fisica!) di nascosto a tutti, e a fare volontariato in ambulanza. Poi è arrivato settembre, ma al test non mi sono segnata. Ho pensato: che sto facendo, non lo supererò mai. Questa cosa mi passerà.

E invece, un anno esatto dopo il mio viaggio, sono ancora qui con i libri dei test in mano a pensare a cosa fare. A pensare che è impossibile.

Leggervi mi rincuora. Per questo, grazie.

Azzurra

11/01/12

Università dopo i 30 anni: la sessione invernale è terminata. Malissimo.

Mi avevano detto, 4 anni fa, che nel riprendere gli studi universitari avrei passato dei momenti piuttosto difficili.

Ecco, mi sa che questo è uno di quei momenti: oggi ho ripetuto l'esame di gastro/endocrino, ma per la seconda volta non ho superato lo scritto e sono stato impietosamente segato.

Ora non è che io non sia abituato a ripetere gli esami (a Ingegneria è capitato di fare un esame anche 4 volte) o che me la prenda particolarmente se una prova va male. Soltanto non dico di essere stato preparatissimo, ma di ritrovarmi così senza aver combinato niente dopo aver passato le feste a studiare non è proprio una sensazione bellissima.

Ancora, i prossimi appelli saranno soltanto a Marzo, e avendo 2 esami da recuperare finirà per accatastarsi tutto quanto e non so più tanto che pesci pigliare. Incaponirmi sempre sullo stesso esame credo serva a poco: potrei finire con l'essere bocciato di nuovo (visto che evidentemente non è proprio la materia per me) e peggiorare ancora di più le cose. Se invece mollo questo esame per prepararne un altro rischio di perdere parte del lavoro già fatto e di ritrovarmi, più avanti, a dover ristudiare cose che avrò già dimenticato.

Bo', è un momento un po' deprimente. Mi scoccia pure pensare che in reparto mi trovo benissimo, ma che per assurdo andare in reparto è stato controproducente (visto che ovviamente studiavo di meno) e mi conviene magari tagliare un po' con la parte pratica per dedicarmi semplicemente agli esami.

E vabbe', non è che ci sia molto da dire. Volevo solo sfogarmi un attimo (del resto il blog serve anche a questo) e cercare di scaricarmi un po' prima di rimettere mano ai libri e allo studio.

Lunedì ricominciano i corsi, e in questi 3-4 giorni vedrò di decidere come organizzarmi per i prossimi due mesi. Speriamo solo di riuscire a recuperare qualcosa, perché se continua così anche per i prossimi appelli inizio a vederla piuttosto male...

Ma facciamo le corna, e speriamo di no.

Simone

10/01/12

Nuovo brano: All You Can bEat - Icarus. Live@Emergenza


L'altra sera, invece di studiare, ho suonato dal vivo a una specie di competizione per band emergenti, qui a Roma.

Alla fine abbiamo perso, ma ho rimediato un video dell'ultimo brano... che si vede malissimo ma incredibilmente si sente benino. Io sono quello piccolino sullo sfondo che si sbraccia per suonare la batteria.


Questi qui nella foto, invece, siamo noi del gruppo tutti contenti alla fine del concerto.

Buon ascolto!

Simone

09/01/12

Segnalazione romanzo: Il segno dell'untore, di Franco Forte.

Dopo aver fatto l'ingegnere, e prima (un bel po' tanto prima) di fare l'aspirante dottore, ai bei tempi insomma in cui non facevo una minchia, ero anche uno scrittore (quasi) affermato.

E in mezzo ai tanti scrittori che mi è capitato di incontrare nel corso della mia carriera (una delle tre), mi è capitato di conoscere Franco Forte: autore, editor, editore, curatore e altre professioni editoriali della Delos Books.

Con Franco e con la Delos ricorderete che - a suo tempo - ho pubblicato Io scrivo, il libro che raccoglieva le mie esperienze di scrittore emergente dell'epoca appunto pre-universitaria. Se non ve lo ricordate anche meglio, così magari potreste comprarlo di nuovo andando qui.

E dopo aver ricomprato e riletto il mio libro, se avete ancora voglia di leggere qualcosa nel corso della vostra vita (la possibilità che ve l'abbia fatta passare è piuttosto concreta) potreste valutare l'idea di leggere anche l'ultimo libro che Franco sta pubblicando proprio in questi giorni:

Il segno dell’untore
di Franco Forte
Collana Omnibus Mondadori
Pagine 358
Prezzo: 15 euro

Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L’aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque.
In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio. Chi ha assassinato il Commissario Inquisitoriale Bernardino da Savona? E perché? E chi ha rubato il candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo?

05/01/12

Seconda laurea in medicina: anno nuovo, studio vecchio... e troppa, troppa gastroenterologia.

Poche novità sul fronte universitario, visto che sto studiando ancora per lo stesso esame (Gastro ed Endocrino) che stavo studiando l'anno scorso.

Se vi ricordate (penso di avervelo detto, no?) a Dicembre mi hanno segato allo scritto, e ora andrò a ritentare il prossimo 11 Gennaio. Manca meno di una settimana, e io è dallo scorso appello che leggo e rileggo dalla mattina alla sera ma ancora mi sembra di stare indietrissimo su troppe cose.

Sarà che sono rimbambito io, ma su certi argomenti pure se li ho letti 4 volte mi pare di non sapere nulla come se non avessi manco comprato il libro. E stavolta lo scritto penso di superarlo, ma se all'orale becco qualcuno dei professori un po' più rompipalle... uhm, la vedo male.

Il fatto è che è un esame con troppa roba messa in un unico minestrone, e non sono l'unico che si è trovato a perdere un appello o ad arrancare solo per superare lo scritto. La cosa che un po' mi lascia amareggiato è che non credo che di fronte a tanto impegno che ci mettiamo si vedano poi degli effettivi risultati: è solo un esame particolarmente difficile perché nessuno si è posto il problema di semplificarci un po' la vita, ma poi non è che una volta superato l'esame saprò più cose o sarò più bravo di chissà chi.

Per come la vedo io, una persona molto brava a memorizzare libri e mettere crocette nella vita sarà (innegabilmente) una persona molto brava a mettere crocette e a memorizzare libri. Però, insomma, la realtà è un'altra cosa e magari alle volte ci vorrebbero meno crocette, meno pagine da sapere a memoria e solo un po' più di senso pratico... ma questo, ovviamernte, secondo me.

Il problema vero è che sto inziando a fare mente locale sull'idea che l'esame possa andare male di nuovo. Alla fine studio da quando è iniziato il corso, ma rischio di ritrovarmi alla fine della sessione senza aver dato nemmeno un esame, e questo sarebbe davvero un bel guaio.

Ma insomma, nell'ipotesi nefastissima di dover dare 'sta cavolo di Gastro/Endocrino pure a Marzo (visto che a Febbraio non ci sono appelli, perché se no la gente dà gli esami) vorrà dire che mollerò qualcosa per Settembre e cercherò di recuperare ripassando un po' a tempo perso questa materia mentre ne preparo un'altra.

Però così insomma inizierebbe a diventare un bel casino, per cui speriamo di prendere un qualsiasi voto che sia un voto sopra al 17 e di levarmi finalmente di torno questa mostruosa rottura di palle.

Tolto lo studio, in queste settimane ho anche frequentato il reparto di gastroenterologia clinica, nell'idea di rivedere qualcosa per l'esame e di imparare magari anche qualcosa di pratico. Dal punto di vista delle conoscenze richieste per l'esame, il reparto è stato oltre l'inutile (cosa che del resto era prevedibile). Per tutto quanto il resto, però, è andata sinceramente meglio di ogni verosimile aspettativa che potessi avere.

Vabbe', ora non vorrei metterci troppo entusiasmo: diciamo che il reparto m'è piaciuto, e ho visto e - addirittura - fatto un sacco di cose interessanti. Per cui, insomma, adesso ho pure qualcosa di un po' più ospedaliero da raccontarvi per non stare qui sempre a piagnucolare di corsi ed esami.

Ma ora ho già scritto troppo, è l'una passata e l'esame si avvicina rapidamente... per cui mi spiace lasciarvi in sospeso o addirittura deludervi, ma per le mie ultime avventure ospedaliere vi rimando ai prossimi post.

Simone

31/12/11

Tirando le somme del 2011.

Per tanti, e per buone ragioni, sembra che questo 2011 sia stato un anno piuttosto negativo.

Per quanto mi riguarda, devo sinceramente dire che è stato un anno difficile. Un po' duro a volte, e sicuramente stancante. Tuttavia, se dovessi fare una selezione, questo 2011 lo metterei con assoluta certezza nel "gruppo" degli anni positivi.

Da quando ho mollato una parte di quello che ero e che facevo per inseguirne un'altra, non riesco a ricordare momenti di particolare tristezza, sfortuna o insoddisfazione. Certo ci sono stati sempre alti e bassi, e anche questo ultimo mese di Dicembre se vogliamo non è stato particolarmente elevato o positivo. Quest'anno è stato insomma un nuovo tassello di questa parte della mia vita fatta di esami, incertezze e domande per un futuro ancora fumoso, ma che io trovo sempre e comunque bellissima.

Il 2011 è stato un altro anno lontano dalla scrittura. Pochi aggiornamenti del blog, ma indirizzati forse a persone che ne coglieranno una maggiore utilità rispetto a chi magari si divertiva con i miei aggiornamenti più vecchi, per poi però scordarsene rapidamente.

Nel 2011 ho studiato molto e ho superato alcuni esami importanti. Più di questo, il 2011 è stato l'anno in cui ho iniziato ad andare in ospedale. A parlare con i pazienti, e a fare le mie prime - piccolissime - esperienze pratiche come futuro medico (visto che a questo punto la cosa si fa un po' più probabile).

In questo 2011 sono entrato per la prima volta in sala operatoria. Ho assistito a interventi a cielo aperto, endoscopie, punture lombari... e poi in reparto ho visto prelievi venosi, emogas, toracentesi. E per la prima volta quest'anno ho provato una sensazione nuova: di quando hai una paura assurda di una cosa, ma poi prendi questa paura e la rivolti letteralmente contro quello che ti spaventava. E di colpo ti ritrovi immerso in una sensazione completamente nuova, come se potessi fare qualsiasi cosa: come se tutto quello che avviene nel mondo fosse lontano, innocuo, semplice.

Non mi ero mai sentito in questo modo con i libri, o facendo l'ingegnere. Non dico che sia impossibile, ma a me non era successo mai. Qualche anno fa il mio mondo era solo carta e storie inventate: burocrazia, fatture, romanzi... cose bellissime e poetiche, utili e importanti. Ma la carta e le parole sono una specie di gabbia: ti danno quello che ti serve per sopravvivere, ma alla fine dei conti non sei mai completamente vivo.

A Dicembre 2011, la settimana scorsa, per la prima volta non mi sono sentito troppo in imbarazzo quando un paziente - vedendomi con il camice - mi ha chiamato dottore. Io dico sempre a tutti che sono ancora uno studente, ma se ci penso bene come altro avrebbe potuto chiamarmi? Non c'è una qualifica specifica per gli ingegneri in reparto, e nessuno ti chiamerà mai semplicemente "studente". Insomma ho realizzato che è normale che mi chiamino così, e non ci faccio più molto caso.

Infine, sempre in questo 2011, ho suonato per la prima volta col mio gruppetto davanti a un pubblico. Niente di particolarmente speciale: una festa dove suonavano anche altre persone, una mezz'ora per i pezzi nostri e poi un po' di quello che viene insieme a qualche musicista più esperto di me.

E pure quella è stata una cosa abbastanza faticosa: le prove, lo stress, la tensione subito prima di cominciare. Però mi è piaciuto anche quello.

Certe volte mi dico che se avessi iniziato prima ora suonerei meglio. Ora sare già laureato e specializzato da tempo, e ora potrei seguire e organizzare la mia vita con più calma. E spesso mi domando come ho fatto ad aspettare tutto questo tempo prima di iniziare a seguire le cose che mi appassionavano sul serio, e come mai ci ho messo così tanto prima di iniziare a vivere la vita che sognavo piuttosto che la vita che mi era capitata.

Ma forse è così un po' per tutti: ognuno di noi segue un certo percorso prima di scoprire che cosa vuole essere davvero. E forse questo tempo è stato necessario per arrivare a trovare la mia strada, nel 2011 o giù di lì.

E se ancora non l'avete trovata, vi auguro che il 2012 vi porti la vostra.

Simone

24/12/11

I miei auguri di Natale.

L'alberello sarà un po' piccolo... ma l'importante e quello che ci trovate sotto, no?

Quest'anno ho comprato quasi esclusivamente giocattoli per nipoti, figli d'amici, figliastri, figliocci e ragazzini vari. Alla fine credo che il Natale dei regali, delle campanelle e delle pubblicità buoniste sia un bel momento per i bambini, e spero che lo sarà anche quello di quest'anno.

Al contrario, in questo periodo tanti adulti sono spesso un po' scontenti e pessimisti. Sarà che è proprio un momento storico un po' deprimente, sarà la politica, le tasse o semplicemente l'anno che è andato male. Saranno tante cose, ma per molti le feste sono un momento in cui si tirano le somme, e non sempre c'è tutta questa voglia di stappare bottiglie e festeggiare.

A queste persone, e a tutti gli adulti in generale, auguro che il cenone e le feste che seguiranno portino un po' di riposo, l'affetto di chiunque vi passi anche solo vicino e l'energia per affrontare quest'ultima settimana del 2011.

E buon Natale a tutti quanti!

Simone