| La mia futura specializzazione... ma comunque c'è di peggio. |
- Sono a Medicina Interna, di pomeriggio. Il che vuol dire che siamo io, un professore e uno specializzando che dovrebbe essere da qualche parte ma non si sa dove.
Arriva un nuovo paziente dal Pronto Soccorso, e credo per spingermi ad avere più fiducia in me stesso il professore mi dice "vacci a parlare tu, che io adesso arrivo".
Ok: canzone di sottofondo tipo quella di Rocky, vado dal paziente e mi presento. Contate sempre che io sono uno col camice e un bel po' di capelli bianchi che sembro lo zio degli altri studenti, per cui immaginate come può vedermi lui: cioè, non è che mi hanno dato la targhetta con la scritta "medico" cancellata col pennarello, e sotto scritto "ex-ingegnere". Sembro tipo quasi uno che potrebbe effettivamente avere la parvenza di lavorare lì.
E insomma, io mi presento con 'sto cavolo di taccuino su cui mi annoto le varie cose che succedono in reparto. Chiedo al paziente come va e come non va. Perché lo hanno ricoverato, se è stato in ospedale altre volte e se ha altre patologie. E intanto mi scrivo qualcosa per non dimenticarmi tutto 30 secondi dopo.
A un certo punto lui mi informa che è stato operato anni prima di una cosa strana, che non ho mai sentito nominare. Lì per lì ho la tentazione di far finta di aver capito e di scarabocchiare qualcosa a casaccio (tecnica ingegneristica riciclabilissima anche in campo medico) ma poi scuoto la testa e chiedo: "che malattia ha detto che aveva, scusi?"
Lui fa una faccia come per dire: ma dove cazzo sono finito?! E meno male che subito dopo è arrivato il professore, che se no mi sa che cambiava ospedale.
E per quanto riguarda il taccuino: dopo un po' mi sono rotto di portarmelo sempre appresso, e l'ho buttato.
- Reparto di cardiologia. O mi sa che era sempre Medicina interna, non mi ricordo.
Uno specializzando ci fa vedere l'esame obiettivo di un paziente: come si sente la milza, il fegato, eccetera eccetera. Poi fa provare noi, a turno.
"Ora ascolta il cuore" mi dice.
Io come si sente il cuore me l'ero appena ripassato, per cui prendo il fonendoscopio e lo passo senza esitazione su tutti i punti corretti: focolaio Aortico, Polmonare, Tricuspide, Mitralico... le iniziali formano la parola ApParTaMento (be', più o meno lo fanno), ho inventato questo bel trucchetto per ricordarmele, ed effettivamente ha funzionato. Mi sento proprio troppo figo.
"E com'è il battito?"
"Tutto a posto!" rispondo io, convintissimo. "Regolare e quelle altre cose in medichese".
"Ma come è possibile?" lo specializzando è ApParenTeMente sconcertato. "Come fai a dire che è tutto a posto?!"
Io rimetto il fonendoscopio sul torace. Solo stavolta invece di fare il secchione mi concentro su quello che sto facendo, e sento una cosa che fa tipo TutuTUTUMtuTUtumTUMtum, il suono meno regolare che può esistere: il paziente ha una fibrillazione atriale, e la Cardiologia è la scienza che studia il cuore.
O almeno così ho capito.
- Reparto di Urologia.
Esco dalla sala operatoria dopo aver visto parte di un intervento. Fuori, nel corridoio, ci sono i parenti della persona che stanno operando, e vengono tutti da me per chiedere informazioni.
"Come va l'intervento?" mi domandano. "Sta andando tutto bene?"
E io lo so che non devo dire nulla a nessuno. Cioè, io non so nulla di chirurgia. Sul serio. E poi non è nemmeno una cosa che posso fare. E poi che succede se sparo una cavolata?
Però i parenti insistono. Sono in ansia e preoccupati, e stanno lì da chissà quante ore. E io mannaggia a me che sono buono o semplicemente stupido, e che non riesco a ignorare la gente. Mi dico che mi terrò sul più vago e generico possibile, così almeno non combino qualche casino.
"Ho visto solo una parte piccolissima dell'intervento" dico. "Non avevano nemmeno tolto la milza".
E quelli tipo un altro po' e svengono.
"LA MILZA?!" mi fanno, con gli occhi sbarrati. "Ma doveva essere operato AL RENE!"
Ecco: io lo sapevo che dovevo fare lo stronzo, e andarmene senza dire nulla! E se lo scopriva il professore mi sa che finiva proprio che mi rincuorava di brutto. Per fortuna alla fine è vento fuori che in ospedale c'è più di una sala operatoria (incredibile, eh?) e avevo semplicemente visto un altro intervento.
Ma voi, comunque sia, non chiedete mai informazioni agli studenti.
Simone



